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Approfondimento

Un saluto a Claudia Rolando

Ieri ci ha lasciati Claudia Rolando.

Da alcuni anni era la presidente della Cooperativa Lavoratori Uniti “Franco Basaglia” di Trieste, la prima cooperativa sociale “finalizzata” all’inserimento lavorativo d’Italia. Immagino ancora il suo sguardo impaziente, a sentirla chiamare “cooperativa B”, la definizione riduttiva in cui legislatori indelicati hanno incasellato la più significativa esperienza di inclusione sociale realizzata nel nostro paese.

Claudia, precedentemente responsabile del settore ristorazione e vicepresidente della cooperativa, aveva assunto la guida della cooperativa in un momento difficilissimo La CLU era appena entrata in una crisi drammatica, dopo aver perso un importante appalto per supposte negligenze. La storia, ed il giudizio della magistratura, hanno poi accertato che quella vicenda non era assolutamente attribuibile alla cooperativa, ma semmai alle responsabilità dell’ente appaltante. Ma nel frattempo, la più “storica” cooperativa sociale italiana aveva rischiato di chiudere per sempre, senza proprie responsabilità, e comunque ha pagato prezzi salati per salvare centinaia di posti di lavoro.

Claudia ha governato in prima persona la cooperativa in un frangente del genere, insieme a tutte e tutti i suoi colleghi, e – pur in un quadro di crisi economica generale e di riduzione dell’attenzione generale per le persone più fragili – l’ha portata fuori dal gorgo. Tutte e tutti: perché la CLU è stata un luogo virtuoso di emancipazione delle donne, maggioranza assoluta delle lavoratrici (come in tutta la cooperazione di servizi) ma anche progressivamente dei gruppi dirigenti. Claudia è stata la protagonista di iniziative che hanno riportato la cooperativa al centro dell’attenzione della città giuliana. Come la riapertura del prestigioso Caffè del Teatro Verdi, rilanciando l’immagine ed il lavoro della cooperazione di inserimento lavorativo “basagliana” nella centralissima Piazza Unità, il balcone triestino sul mare Adriatico.

Ma il ruolo collettivo di Claudia non riesce ad esaurire quanto sia stato importante incontrarla, per tutte e tutti quelli che l’hanno conosciuta. Con quel suo carattere energico, rigoroso ed intransigente di piemontese, che è stato imprescindibile in questi tempi difficili. Una determinazione degna di quella definizione – “L’anello forte” – con cui Nuto Revelli aveva descritto le sue conterranee.

In questi anni difficili, come ha scritto la vicepresidente di Legacoop nazionale Orietta Antonini, quella di Claudia è “una perdita per tutta la cooperazione sociale, alla quale mancherà una preziosa combattente”.

Ci stringiamo in un abbraccio ideale alle nostre colleghe e colleghi, e rivolgiamo in primo luogo un pensiero affettuoso alla sua, e nostra, compagna Carmen Roll.

Claudia sarà salutata dagli amici e dai colleghi, sabato 16 alle ore 18 a Trieste, presso il Roseto del Parco di San Giovanni (ex Opp, dietro il Posto delle Fragole).

Legacoopsociali Friuli Venezia Giulia

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