Martedì 7 maggio alle ore 18.00 nello spazio bar del teatro Miela, Enzo Martines, presenterà il suo libro di poesie “Basta attendere”. L’autore converserà con il giornalista Enzo D’Antona e presidente di Bonawentura e per l’occasione l’attore Marco Puntin leggerà alcune poesie dalle due sezioni della raccolta. Il libro La prima sezione è la raccolta dei versi scritti ed elaborati negli ultimi tre/quattro anni da Enzo Martines. La seconda sezione corrisponde al poemetto dal titolo “L’amore adulto” invece è un lavoro elaborato da Martines nel corso di un periodo durato una decina d’anni. Mi sono reso conto, con il tempo, che l’attesa, intesa come spazio temporale minimo ed indispensabile, è il filo conduttore di un pensiero che mi ha portato a scrivere molte delle poesie raccolte e anche molti degli spunti contenuti nel poemetto – scrive lo stesso autore -. Una specie di lenzuolo che accoglie tutte le esigenze che ho provato a descrivere in questo lavoro. E poi, questa è un’epoca fatta di precarietà. Saper attendere è un modo per affrontarne l’incombente, costante e problematica “incertezza”. L’autore Enzo Martines lavora come responsabile del settore cultura e turismo alla Legacoop FVG. È stato amministratore pubblico per venti anni in città e in Regione, prima come vicesindaco, poi come consigliere regionale. Ha scritto e interpretato poesie e testi poetici per il teatro e nelle performance dal vivo: “Poema libertino” ed. Campanotto (1995) “Siamo Esili”, CD, Ed. Nota, un progetto di poesia in musica (2005) “Altrove” performance multimediale prodotta dal CSS per il Festival Vicino/Lontano (2007) “Paradiso Perduto” performance multimediale a episodi di HC-Capitale Umano, prodotta dal CSS (2007/08) “Le manovre inutili”, performance in scena a Udine nella rassegna Teatro Contatto Off (2009) “Lady Europe”, spettacolo prodotto dal CSS per il Mittelfest (2012) “Viaggio nell’anima in tre canti” testo poetico, ed. Gaspari Editore (2015) “L’arte di sopravvivere” raccolta di poesie, ed. Gaspari (2018) “Vite aliene” raccolta di poesie, ed. Digressioni (2021) “Una Solitudine perfetta” romanzo, ed. Augh! (2021) “Il Friuli a un bivio” saggio, ed. Kappa Vu (2022) Ingresso libero
Teatro Miela a Trieste, una stagione di “eclettiche emozioni”
Un ventaglio di proposte all’insegna dell’eclettismo quello della stagione 2023-2024 di Bonawentura/Teatro Miela. Un eclettismo quanto mai necessario in tempi di frenetiche trasformazioni nella fruizione delle proposte teatrali e che punta a esaltare l’impatto che continua ancora ad avere, nella nostra società, lo spettacolo dal vivo come esperienza collettiva di lettura della realtà, divertendo e emozionando. Le Eclettiche emozioni del fittissimo e vivace calendario di Bonawentura/Teatro Miela, elaborato dal direttore artistico Massimo Navone, disegnano una mappa di percorsi tra diversi contenitori e aree tematiche. Il contenitore progetti ed eventi speciali, nel rendere tutta la vocazione multidisciplinare e di ‘eclettica’ vivacità del Miela, riproporrà storiche rassegne e nuovi progetti, fino a itinerari approntati quasi ‘in diretta’ sulle spinte degli stimoli di urgente attualità che arrivano dalla realtà che ci circonda. Come avviene per Pequod, la rassegna permanente di letteratura e giornalismo che, grazie al contributo di Fondazione CRTrieste, porterà sul palco del Miela temi e protagonisti del dibattito sull’attualità nazionale e internazionale e avrà in cartellone dieci serate. Il primo appuntamento, “La marcia turca” con il giornalista e scrittore Marco Ansaldo, sonderà la enigmatica e fondamentale cerniera fra Est e ovest, tra la strategia di Erdogan e il sentimento del popolo turco. La storica rassegna S/Paesato , giunta alla sua XXIV edizione, tornerà quest’anno in una veste che punterà ancora di più l’attenzione al coinvolgimento delle comunità straniere e delle associazioni che si occupano di accoglienza alle persone migranti. Un luogo per l’incontro e il dialogo interculturale, anche attraverso il nuovissimo “Mercatino Spaesato”. Gli spettacoli in cartellone: VIVA MANDELA VIVO – FREE AT LAST (performance partecipata di Andrea Bastogi); ALESSANDRO – Un canto per la vita e le opere di Alessandro Leogrande (uno spettacolo Koreja di Gianluigi Gherzi e Fabrizio Saccomanno) e AFFERRARE MARLA ! di e con Diana Dardi, con la regia di Omar Giorgio Makhloufi. Un importante appuntamento sarà anche quello dedicato allo scrittore, amico e collaboratore del Miela, PINO ROVEREDO e che vedrà andare in scena la nuova produzione di Bonawentura, in collaborazione con Teatri D’Imbarco di Firenze, “Oggi è Tardi”, il monologo interiore di un uomo comune che fa i conti con il proprio tempo, quello vissuto e quello rimasto, per le voci di Beatrice Visibelli e Alessandro Mizzi. Il centenario della nascita di Franco Basaglia, sarà invece l’occasione per ricordare la viva eredità di colui che ha saputo restituire dignità alla malattia mentale. BASAGLIA100 proporrà incontri, presentazioni di libri e una serata teatrale per commemorare l’uomo e il suo moderno e rivoluzionario pensiero, con una produzione targata Bonawentura sul tema della salute mentale. Si proseguirà anche nel progetto PASOLINI ON THE ROAD con la “Parte seconda – Zigaina e Pasolini” e le rappresentazioni dei testi nati dal laboratorio per giovani autori/drammaturghi: NOME PROPRIO: GIUSEPPE ZIGAINA, monologo di Eliana Rotella con Arianna Sain, AFFETTO di e con Elena C. Patacchini e Giuseppe Pipino e ROSSO LIMONE di Giorgio BR Franchi con Ivan Zerbinati e Laura Bussani per la regia di Luca Rodella. E il Miela celebrerà anche i 100 ANNI DELLA COSCIENZA DI ZENO con la riprese di Italo Svevo and Friends Blues Jazz Explosion e con la nuova produzione ZENO LIBERA TUTTI – Piccola Cronistoria di ordinarie nevrosi quotidiane risultato di un laboratorio partecipato condotto da Omar Makluoufi. Tra i progetti made in Bonawentura non mancherà l’ormai classico e intramontabile PUPKIN KABARETT, in una veste rinnovata e ‘a prova di senescenza comica’. INCROCI TEATRALI offrirà allo spettatore una proposta di programmazione nonlineare con compagnie diverse tra loro e poco omologate, nella ricerca e nella creazione di connessioni, ricorrenze, incroci tematici, da quelli più ortodossi fino a quelli più insoliti. Quello che si potrebbe anche definire ironicamente il “non cartellone di prosa” del Miela, andrà da una due giorni dedicata Cesare Zavattini con SOTTO IL SEGNO DI ZAVATTINI fino alla piccola rassegna di teatrale humour nero di CON LA MORTE NON SI SCHERZA, dalla trilogia del PETIT SOLEIL alla innovativa performance “composizione di luce, corpo e suono” ALBERI della regista e e performer Silvia Girardi a SIAMO TUTTI FIGLI DI TROIA… ovvero Tutta l’Eneide in 90 minuti di e con Michele Bottini. Insomma, un vivace tourbillon di proposte lungo tutto l’anno e su vari registri. Dai più ironici e giocosi a quelli più impegnati e di grande impatto emotivo e sociale come gli spettacoli della rassegna a quelli di PANCHINE ROSSE (sul tema della violenza contro le donne) e TASSELLI DI MEMORIA (nell’ambito della Giornata della Memoria). Non mancherà un appuntamento PEQUOD dedicato alle vittime della mafia a cui è abbinato lo spettacolo teatrale “U PARRINU” – La mia storia con Padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia di e con Christian Di Domenico. Il percorso TEATRO PER TUTTI rivolge la sua attenzione a uno dei generi a più alto impatto emozionale dei palcoscenici contemporanei: le nuove frontiere del teatro fisico, del clown e del circo-teatro. Sei eccezionali spettacoli tra cui il LA LETTERA di e con Paolo Nani. Per la prima volta a Trieste LA LETTERA è il capolavoro di uno dei maestri indiscussi del teatro fisico: uno spettacolo ‘cult’ che vanta ormai 1800 repliche in tutto il mondo. Completano l’offerta di spettacolo ‘tout publique’ i magici appuntamenti della domenica mattina con MIELABIMBI a cura di ‘La Luna e il Guizaglio’. Com’è tradizione nella stagione del Miela non mancheranno la musica inconsueta e preziosa di MIELA MUSIC LIVE con il suo progetto Sound & Vision e la riproposta del Miela Music Contest. Da sottolineare la collaborazione anche per quest’anno con la giovane compagnia ARTIFRAGILI che, dopo le riletture ‘partecipate’ dal Riccardo II di Shakespeare, sarà protagonista, di una nuova produzione realizzata in collaborazione col Centro Antiviolenza Goap e Bonawentura, che debutterà in anteprima nella rassegna Protagoniste 2024. Tutto da scoprire è anche il programma di questa seconda edizione della rassegna PROTAGONISTE che nel mese di marzo porterà al Miela gli spettacoli delle attrici/ autrici Cinzia Spanò, Roberta De Stefano, Carla Vukmirovic, Linda Caridi, Matilde Vigna, Monika Bulaj, Sara Alzetta, Daniela Gattorno, Petra Blašković, Matilde Facheris, Martina
Assemblea Legacoop Fvg, Vogrig: “Necessario rimettere al centro le persone”
«Le cooperative sono organizzazioni democratiche che non delocalizzano, ma investono e generano valore, e non lo estraggono, sul territorio. Le cooperative non possono e non devono omologarsi all’impresa privata, ma proporre una visione diversa di sviluppo che mette al centro le persone perseguendo equità e l’interesse della comunità». È proprio sul senso più profondo dell’importanza dell’essere cooperativa che si è soffermata mercoledì 28 giugno, al Teatro Miela di Trieste, la presidente Michela Vogrig nell’intervento di apertura dell‘assemblea ordinaria di Legacoop Fvg. Un appuntamento importante per l’associazione che raccoglie nella sola regione oltre 200 mila soci, quasi 200 cooperative associate, tra cui le più grandi in Fvg, per un valore della produzione che supera il miliardo di euro. Un osservatorio privilegiato, dunque, sul movimento cooperativo e, di conseguenza, sull’andamento economico del territorio. «Viviamo in un epoca di rapide ed inedite trasformazioni – ha proseguito Vogrig – che il mondo cooperativo deve cogliere senza rinnegare i valori che le sono propri. E deve farlo partendo da lavoro, equità e inclusione. Dobbiamo coltivare l’idea – ha chiarito – di una società più giusta, contrastando le disuguaglianze, rimettendo al centro le aree interne, le periferie urbane, offrendo maggiori tutele e opportunità ai giovani, alle donne, ai migranti, a coloro che si trovano in condizione di particolare di fragilità». «Dobbiamo essere consapevoli del nostro valore – ha aggiunto – orgogliosi di ciò che rappresentiamo, ma dobbiamo anche essere credibili, comprensibili e coerenti. In un periodo nel quale la verità è relativa, in cui il bombardamento di informazioni rende difficile comprendere ed interpretare la realtà (pensate a quanto è accaduto durante la pandemia), la vera radicalità è esigere coerenza tra forma e sostanza ed in questa direzione che dobbiamo continuare ad investire e cooperare». In apertura di lavori, proseguiti per tutta la mattinata e iniziati con un doveroso pensiero alle popolazioni e alle realtà imprenditoriali e cooperative dell’Emilia Romagna colpite dalla recente alluvione, hanno portato i saluti istituzionali il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza e l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli. Presenti tra il pubblico anche l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, oltre a diversi consiglieri regionali. “La Regione – ha commentato Zilli – vuole continuare a collaborare con il settore delle cooperazione avendo sempre la primaria finalità della coesione sociale, che passa non solo attraverso un’attenta destinazione delle risorse ma anche interagendo in partnership con una realtà come il mondo cooperativo, le cui radici affondano nell’importante esperienza valoriale del mutualismo”. Come ha spiegato l’esponente della Giunta, il confronto tra Amministrazione regionale e cooperazione diventa strategico soprattutto in considerazione dei cambiamenti ai quali le istituzioni sono chiamate a dare risposte e soluzioni ai cittadini, come ad esempio le trasformazioni del mondo del lavoro o le politiche da adottare per contrastare e prevenire gli effetti del cambiamento climatico. “Questo – ha aggiunto – non perché ce lo impone l’Europa, ma per la difesa e il miglioramento della qualità della vita delle nostre comunità”. Commentando i dati illustrati nel corso dell’assemblea, l’assessore ha sottolineato la tenuta, testimoniata dalle buone performance del sistema economico, del Friuli Venezia Giulia a seguito dell’emergenza pandemica. “Segno – ha detto – della solidità delle nostre aziende, le quali hanno saputo ripartire con l’intraprendenza fondata sui valori della laboriosità e della responsabilità sociale nei confronti del territorio”. Il lavoro e la “trappola della precarietà” «In questi ultimi anni – ha proseguito la presidente di Legacoop Fvg – abbiamo vissuto nel rincorrersi e sovrapporsi delle emergenze come pandemia, guerra, crisi energetica. Una crisi quasi permanente alla quale rischiamo di abituarci in un contesto già segnato da profonde diseguaglianze socio-economiche, ormai strutturali, che hanno messo a nudo divari e ingiustizie e accelerato processi già in atto da tempo». E se gli interventi straordinari messi in campo per evitare che le conseguenze della pandemia e della guerra avessero conseguenze socio-economiche disastrose soprattutto per i più fragili, «non si è riusciti ad intervenire in modo adeguato sugli aspetti strutturali di un mercato del lavoro che ha visto accrescere divari e gap che interessano sempre più anche il cosiddetto ceto medio – ha denunciato Vogrig –. Ritardi nell’adeguamento delle retribuzioni e nel rinnovo dei contratti stanno progressivamente erodendo il potere di acquisto delle famiglie, crescono le forme di lavoro meno tutelate, si consolida una situazione che soprattutto per giovani e per le donne diventa sempre più strutturale, una trappola della precarietà che espone fasce crescenti di popolazione a difficoltà di accesso a percorsi di istruzione e formazione, ad una limitata protezione sociale, ad una difficoltà ad accedere in tempi adeguati alle prestazioni socio-sanitarie, seppur in un sistema di welfare universalistico del quale dovremo andare fieri». Il cambio di passo Oltre che su lavoro, equità e inclusione, la presidente si è soffermata nel suo intervento alla «necessità e all’urgenza di garantire gli adeguamenti contrattuali, in un momento in cui il costo della vita grava troppo pesantemente sulle famiglie. Ma è altresì necessario che si agisca in modo corresponsabile, insieme ad una pubblica amministrazione che deve farsi carico di queste istanze, dialogando con i sistemi imprenditoriali e con le associazioni di rappresentanza, affinché qualità e prezzo, con le relative basi d’asta, siano coerenti e congrue a garantire la qualità dei servizi senza scaricare questo onere solo sulle imprese». E questo senza «dimenticarci che se non investiamo su città a misura di giovani, famiglie allagate e monoparentali, favoriamo un ambiente ostile non solo alla natalità, ma anche a nuove energie e forze delle quali abbiamo così tanto bisogno». Fare comunità Per Vogrig, dunque, «servono alleanze, convergenze su obiettivi e progetti comuni che ci consentano di far avanzare un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo. Abbiamo l’esigenza di ricomporre, di rendere efficaci politiche di settore, di rendere strutturali forme di concertazione». In sintesi «serve più cooperazione tra cooperative, ma anche investire sul partenariato pubblico privato, essere in grado di co-progettare e co-programmare». La tavola rotonda Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che si è focalizzata la tavola rotonda organizzata a conclusione dei lavori assembleari. Un incontro, moderato dal responsabile Agenzia Ansa per