Pesce locale nostrano verace. È questo il tema del Salone a miglio 0 in programma a Trieste dal 21 al 23 luglio 2023. Si tratta dell’evento di punta di Fish Very Good, il progetto creato per sostenere e promuovere la pesca locale e per favorire la conoscenza al pubblico del patrimonio rappresentato dalle tradizioni del mare, dei mestieri, dei prodotti di eccellenza, dell’ambiente marino costiero. Ad ospitare l’evento le strutture allestite nella storica location del canale e piazza Ponterosso, scenograficamente inserito nel cuore mercantile di Trieste, da sempre con una ricca tradizione marinara e ponte tra il Mediterraneo e i mercati del Nord Europa. Ricco il programma di showcooking, uscite in pescaturismo, assaggi direttamente dai pescatori e un convegno sulle esigenze della pesca e acquacoltura nelle strategia di sviluppo locale del FEAMPA che aprirà la manifestazione il 20 luglio alle 10.45 nella sede della Camera di Commercio Venezia Giulia. Il Convegno “Il nuovo programma FEAMPA a sostegno del settore pesca e acquacoltura in Friuli Venezia Giulia: focus su Strategie di sviluppo, Gruppi di azione locale e necessità del comparto”. È questo il titolo del convegno che aprirà ufficialmente Fish Very Good. L’appuntamento, organizzato da Aries-Camera di Commercio Venezia Giulia nell’ambito del Piano d’Azione del GAC FVG Gruppo d’Azione Costiera Friuli Venezia Giulia, si terrà giovedì 20 luglio alle 10.45, nella Sala Maggiore della CCIAA Venezia Giulia (piazza della Borsa 14, Trieste). A intervenire saranno i rappresentanti di OP Cooperativa Pescatori San Vito, OP Cooperativa Pescatori di Grado, Cooperativa fra Pescatori di Monfalcone, Consorzio COGEPA piccola pesca costiera, Consorzio COGEMO gestione molluschi bivalvi, Consorzio COGIUMAR mitilicoltura, Associazione Piscicoltori Italiani API L’incontro ha l’obiettivo di introdurre gli interventi messi a disposizione dalla programmazione europea dedicati alla #pesca e #acquacoltura (Programma Feampa) con riferimento alla Priorità 3 per le Strategie di Sviluppo locale elaborate ed attuate dai Gruppi di Azione locale (già GAC e Flag nelle passate programmazioni), e di individuare gli ambiti di intervento e le necessità prioritarie espresse dagli operatori della pesca e acquacoltura della nostra regione. (Immagine tratta dal profilo Fb di Fish Very Good)
Sequestro di vongole ai pescasportivi, il Co.Ge.Mo. risponde
A seguito del sequestro di 75 chili di vongole pescate illegalmente (operazione condotta dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Grado, all’alba di mercoledì 21 giugno, a Punta Sdobba, vicino alla foce dell’Isonzo), il Co.Ge.Mo. interviene sulla questione. Il Consorzio molluschi bivalvi del compartimento marittimo di Monfalcone nell’area compresa da Punta Sdobba al Tagliamento è composto da 40 imbarcazioni turbosoffianti uniche in regione autorizzate alla pesca dei molluschi bivalvi. I pescatori, a causa di una forte e progressiva carenza di risorsa che ha colpito i banchi naturali negli ultimi anni, non praticano la pesca delle vongole di mare (peverassa/ chamelea) dal 2018, con conseguenze economiche che hanno segnato il settore del compartimento marittimo. La pesca è stata sospesa volontariamente dai pescatori per preservare i banchi di vongole sperando in un ripristino ambientale. Con il sostegno del Ministero, della Regione con i suoi enti, della capitaneria di porto di Monfalcone, e l’importante collaborazione dei Consorzi molluschi bivalvi di Venezia e Chioggia, sono state portate a termine tra il 2019 e il 2021 due opere di riattivazione produttiva con l’immissione di prodotto vongola di mare (peverassa) nelle aree dei banchi naturali. Il Consorzio di gestione vigila sulla buona gestione dei banchi naturali delle risorse attraverso l’autorizzazione ministeriale. Il Consorzio di gestione “Cogemo” ringrazia la Capitaneria di porto per la vigilanza, e auspica all’intensificazione dei controlli in tutte le aree del compartimento, perché solo attraverso una proficua collaborazione, si possono scongiurare comportamenti scorretti verso il consumatore finale, verso gli operatori del settore pescatori con la raccolta di prodotto in aree non consentite e prive della filiera di controllo per la sicurezza alimentare, e verso l’ambiente con l’ utilizzo di mezzi di raccolta non idonei. Il Presidente del Consorzio Marino Regeni
Pesca: le marinerie italiane contro il piano Ue, il 23 la mobilitazione
Nella regione Friuli Venezia Giulia operano attivamente 16 imbarcazioni da strascico che rappresentano una parte importante dello sbarco nei nostri mercati ittici all’ingrosso arrivando anche al 50% nella marineria di Marano Lagunare, la più importante della regione. A livello nazionale le marinerie si mobilitano per ribadire il proprio no al Piano d’azione Ue che impone una serie di misure dirompenti per l’assetto del settore. L’appuntamento è per la giornata di venerdì 23 giugno con una serie di iniziative promosse dal mondo della rappresentanza di cooperative, imprese e lavoratori Agci Agrital. Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare, Coldiretti Impresapesca, Federpesca, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila Pesca. Il Piano promosso dal Commissario alla Pesca ed all’Ambiente Virginijus Sinkevicius prevede una forte limitazione della pesca a strascico in tutta Europa entro il 2030 e propone la creazione di ulteriori aree marine protette, senza considerare l’impatto sociale ed economico su imprese, lavoratori, territori e basandosi su dati scientifici non aggiornati e accurati. Un Piano che – denunciano associazioni e sindacali di settore – ci porterà alla totale dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di prodotti ittici. L’obiettivo è la salvaguardia di un settore che garantisce sicurezza alimentare e un approvvigionamento equo, salutare e sostenibile di prodotti ittici freschi e con alti standard di qualità, che rispettano le regole di tracciabilità e certificazione europea. Ma con la mobilitazione si punta anche ad assicurare un futuro a migliaia di lavoratori, cooperative, imprese, famiglie e territori. Lo smantellamento della pesca a strascico causerebbe peraltro – sottolineano le varie sigle – un aumento delle importazioni da Paesi in cui la pesca non rispetta la nostra legislazione in materia di ambiente, sicurezza e lavoro. In Italia la pesca a strascico rappresenta il 20% della flotta totale peschereccia – concludono Agci Agrital, Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare, Coldiretti Impresapesca, Federpesca, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila Pesca – con 2088 unità, circa 7000 lavoratori, il 30% degli sbarchi ed il 50% dei ricavi. Un settore che in Europa rappresenta il 25% degli sbarchi totali di prodotti ittici ed il 38% dei ricavi, con oltre 7.000 imbarcazioni. (da comunicato stampa)