L’imperativo, emerso a conclusione dei questionari somministrati nella prima fase del progetto, era stato che serve sempre più consapevolezza. Il che tradotto, significa essere consapevoli di cosa si intenda per molestie o violenze sul luogo di lavoro per non sottovalutare un fenomeno troppo spesso ancora sommerso. Parliamo di “Buone pratiche per l’individuazione, la prevenzione e la gestione dei fenomeni di violenza e molestia sui luoghi di lavoro”, progetto messo a punto da Legacoop Fvg insieme con la direzione regionale dell’Inail e in collaborazione con Isfid Prisma. Iniziativa che ora, con la risposta data dalle cooperative interessate in questa fase, sta iniziando già a dare i suoi frutti. Già, perché è emersa la consapevolezza da parte di tutte e tutti di una maggiore preparazione a gestire episodi di violenza o molestia. Il progetto: “le buone pratiche” Si tratta di un progetto che ha avuto il merito di far emergere comportamenti che risultavano “normalizzati” e quindi con difficoltà venivano segnalati ed affrontati. Rilevare, infatti, è solo il primo passo per approntare un sistema che deve intervenire a diversi livelli per essere realmente efficace. Obiettivo primario è far crescere la consapevolezza dei comportamenti che sono da considerarsi “molestie”, ma soprattutto adottare in modo non estemporaneo strumenti e modalità organizzative per prevenire, accogliere e intervenire in queste situazioni proponendo linee guida che individuino azioni concrete come la nomina di un consigliere/a di fiducia a cui potersi rivolgere, insieme all’introduzione di procedure e buone pratiche come l’uso del modulo di segnalazione anonimo predisposto o delle cassettine dove, sempre in forma anonima, lavoratrici e lavoratori possono inserire le proprie segnalazioni. Come dire, in sintesi, che il progetto ha centrato i suoi obiettivi puntando i fari su temi troppo spesso finora taciuti o sottovalutati, ma è importante fare un ulteriore passo avanti in questa direzione. «Il sistema cooperativo – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – vuole essere in prima linea su questi temi, a partire dalle cooperative che hanno creduto insieme alle loro socie e soci nell’importanza di questo progetto, perché solo con il coinvolgimento di chi lavora ogni giorno ed a tutti i livelli nelle nostre organizzazioni é possibile accrescere quella cultura del rispetto che é l’unico vero antidoto ad ogni forma di molestia e violenza. Ora vogliamo che il successo di questa esperienza pilota – continua –, che ha avuto il coraggio di partire da noi, in quanto nessun contesto può dirsi esente da questi fenomeni, diventi una azione di sistema per il mondo della cooperazione. Non possiamo parlare di violenza di genere solo nella giornata dedicata oppure in occasione di eventi drammatici, per poi spegnere i riflettori fino all’evento successivo o peggio all’ennesimo tragico epilogo. Il nostro impegno, dunque – conclude Vogrig – è di ampliare il più possibile il numero delle cooperative coinvolte e di far crescere quella rete di persone, organizzazioni ed associazioni che si impegnano concretamente a fare la propria parte ogni giorno». I dati Quasi un centinaio le lavoratrici (28%) e i lavoratori (72%) coinvolti nell’iniziativa in tutta la regione. Degli intervistati, il 16% ha dichiarato inizialmente di aver subito molestie o violenza (84% no; 16% sì). Percentuale che sale, invece, al 24% dopo aver ascoltato dall’intervistatore alcuni esempi di violenza o molestia (76% mai subita; 24% sì). Il 46% del campione che riferisce di aver subito molestia ha dichiarato di averla subita da personale dipendente della propria impresa, mentre il restante 54% proviene da persone esterne quali clienti dei punti vendita, o pazienti e familiari nel caso di servizi alla persona. Per quanto riguarda il tipo di molestia o violenza subita il 5% ha dichiarato il pedinamento, il 5% un comportamento a sfondo sessuale, il 5% battute o gesti sessualmente allusivi, il 9% minacce, intimidazioni, ricatti per aver respinto delle avance, il 9% frasi equivoche a doppio senso, il 13% apprezzamenti verbali sul corpo e/o sulla sessualità, il 18% contatti fisici non richiesti, il 36% battute e/o gesti volgari. Complessivamente, l’81% descrive le molestie subite quali apprezzamenti verbali sul corpo e/o sulla sessualità, battute e gesti sessualmente allusivi, battute e/o gesti volgari, contatti fisici non richiesti, frasi equivoche e a doppio senso. Un dato che evidenzia quanto siano ancora frequenti alcuni modi di porsi nei confronti delle persone.
Molestie e violenza sul lavoro: “Serve più consapevolezza”
Il 16% degli intervistati e delle intervistate dichiara di aver subito violenza o molestie sul posto di lavoro. Ma basta riportare alcuni esempi di molestie o violenza ed ecco che la percentuale sale di quasi il 10%. Già, perché chiedere a una lavoratrice di preparare un caffè al capo perché “le donne lo fanno meglio”, dover ascoltare barzellette a sfondo sessuale o essere chiamato “reginetta” perché gli hobby praticati da quel lavoratore non sono considerati come tipicamente maschili, per molti e molte inizialmente non sono considerati atti che rientrano nelle categorie di molestie sul luogo di lavoro. È uno dei tanti esempi che emergono dalla ricerca condotta all’interno di “Buone pratiche per l’individuazione, la prevenzione e la gestione dei fenomeni di violenza e molestia sui luoghi di lavoro”, progetto messo a punto da Legacoop Fvg insieme con la direzione regionale dell’Inail e in collaborazione con Isfid Prisma. «Il sistema cooperativo – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – deve essere in prima linea in questo campo perché come sua mission lavora proprio sul coinvolgimento dei soci e delle socie e quindi lavora per far accrescere una cultura del rispetto». Scopo dell’iniziativa, partita a maggio dello scorso anno, è quello di accrescere la consapevolezza delle cooperative associate a Legacoop Fvg sui fenomeni delle violenze e molestie nei luoghi di lavoro attraverso un’azione di sensibilizzazione, informazione e di promozione di buone prassi. Conclusa ora la fase di raccolta e analisi dei dati, è tempo per la presentazione e la sua diffusione, come successo in un recente workshop tenutosi a Udine nella sede di Legacoop Fvg, ma anche a livello nazionale. Il progetto, infatti, come ha annunciato la stessa direttrice Inail del Friuli Venezia Giulia, Angela Forlani, «verrà portato il 13 settembre prossimo a Trieste – ha anticipato – nel corso della tappa regionale del Forum della prevenzione “Made in Inail”, proprio perché vogliamo valorizzare questa iniziativa presentandola nel corso di questo importante appuntamento nazionale». I dati Nove le cooperative coinvolte di tutta la regione, per un totale di quasi un centinaio di lavoratori (28%) e lavoratrici (72%). Degli intervistati, come anticipato all’inizio, il 16% ha dichiarato inizialmente di aver subito molestie o violenza (84% no; 16% sì). Percentuale che sale, invece, al 24% dopo aver ascoltato dall’intervistatore alcuni esempi di violenza o molestia (76% mai subita; 24% sì). Il 46% del campione che riferisce di aver subito molestia ha dichiarato di averla subita da personale dipendente della propria impresa, mentre il restante 54% proviene da persone esterne quali clienti dei punti vendita, o pazienti e familiari nel caso di servizi alla persona. Per quanto riguarda il tipo di molestia o violenza subita il 5% ha dichiarato il pedinamento, il 5% un comportamento a sfondo sessuale, il 5% battute o gesti sessualmente allusivi, il 9% minacce, intimidazioni, ricatti per aver respinto delle avance, il 9% frasi equivoche a doppio senso, il 13% apprezzamenti verbali sul corpo e/o sulla sessualità, il 18% contatti fisici non richiesti, il 36% battute e/o gesti volgari. Complessivamente, l’81% descrive le molestie subite quali apprezzamenti verbali sul corpo e/o sulla sessualità, battute e gesti sessualmente allusivi, battute e/o gesti volgari, contatti fisici non richiesti, frasi equivoche e a doppio senso. Un dato che evidenzia quanto siano frequenti alcuni modi di porsi nei confronti delle persone. Rispetto alla frequenza degli episodi di violenza subiti il 64% riferisce di averli ricevuti da due a cinque volte, mentre le strategie difensive messe in atto dalle persone che riportano di aver subito la molestia confessano che il 33% ha reagito in maniera fisica o verbale, l’11% ha chiesto di non lavorare più insieme e l’11% ha finito per modificare il proprio abbigliamento. Le interviste condotte durante il progetto hanno indagato poi le emozioni provate dalle persone dopo l’episodio di molestia. La maggior parte ha riferito rabbia, frustrazione, paura, senso di impotenza; l’82% delle persone intervistate ha riportato di non essere a conoscenza dell’esistenza di una procedura di segnalazione della molestia all’interno della propria azienda e il 64% ha dichiarato di non conoscere l’accordo regionale per il contrasto alle molestie alle molestie e alla violenza nei luoghi di lavoro sottoscritto il 12 gennaio 2018 con le Agci Fvg, Cgil, Cisl, Uil e la consigliera regionale di parità. Fenomeno sommerso «Purtroppo – confermano da Legacoop Fvg – si tratta di un fenomeno molto sommerso, perché sono veramente poche le persone, donne o uomini, che denunciano. Dal nostro osservatorio, seppur parziale, abbiamo notato come ad esempio siano in aumento, soprattutto tra le giovani, i casi di molestie tra donne e come, per la stragrande maggioranza dei casi, le violenze o le molestie arrivino da persone esterne all’ambiente lavorativo, quindi clienti o fornitori per capirci. Ecco perché – proseguono dall’associazione – è fondamentale analizzare il fenomeno e mettere in campo delle buone pratiche per capire come creare le condizioni lavorative affinché questi episodi non si verifichino».