Il recente dibattito in Consiglio regionale sul tema delle comunità che accolgono Minori Stranieri Non Accompagnati, ha riportato l’attenzione su una questione delicata che coinvolge come cittadini e rappresentanti la cooperazione sociale che da anni è impegnata su queste tematiche in regione. “Riteniamo particolarmente apprezzabile la volontà espressa in aula dall’assessore Roberti di voler affrontare e gestire un fenomeno tanto delicato che impatta così pesantemente sugli enti locali, da anni in crescente difficoltà nella gestione di questo fenomeno – spiegano la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, e il presidente di LegacoopSociali Fvg, Paolo Felice –. Siamo altrettanto convinti, tuttavia, che per affrontare una situazione così complessa sia fondamentale dare continuità alla costruttiva collaborazione che caratterizza il rapporto tra l’amministrazione regionale e quei soggetti della cooperazione sociale e del terzo settore che da anni garantiscono qualità e trasparenza nella gestione di questi servizi”. L’emendamento proposto ed approvato in Aula prevede di subordinare le istanze per il rilascio di nuove autorizzazioni per le strutture che accolgono minori stranieri non accompagnanti (Misna) a un parere vincolante della Regione. “Riteniamo positivo che la Regione intervenga su un tema così delicato – proseguono i presidenti delle due associazioni –. Chiediamo allo stesso tempo di poter essere coinvolti in questo iter per mettere a disposizione la nostra esperienza. Una questione così delicata merita e pretende, infatti, un confronto in primis con gli operatori (cooperative sociali, associazioni, etc) che, sul territorio regionale, promuovono percorsi di inclusione sociale dei MSNA. In tal senso – continuano Vogrig e Felice – che l’audizione degli operatori accreditati in Consiglio regionale possa rappresentare un momento di confronto e trasparenza, quanto mai indispensabile, anche a partire dalla condivisione di dati specifici”. Vogrig e Felice, inoltre, puntano i riflettori sull’importante ruolo sia economico, ma anche e soprattutto sociale che la cooperazione sociale e il Terzo Settore svolgono nelle politiche di welfare regionali. “Il sistema della cooperazione sociale e del Terzo Settore regionale – chiariscono –, rappresenta un patrimonio delle nostre comunità e un valore umano e professionale per la nostra Regione, come più volte condiviso con gli assessori competenti. Così come da sempre costituiamo un pilastro, imprenditorial-sociale e partner nelle politiche di welfare regionali (minori, adulti fragili, anziani, etc), allo stesso tempo rappresentiamo uno degli attori principali del sistema accreditato delle comunità per l’integrazione sociale e socio culturale. Al di fuori di qualsiasi riflessione partitica – concludono i rappresentanti di Legacoop Fvg e LegacoopSociali Fvg –, riteniamo pertanto che il tema delle comunità per MSNA meriti un confronto attento, competente e che rifugga da semplificazioni che mal si conciliano con la complessità dei temi”.
Osservatorio regionale sugli appalti: “Sui servizi domiciliari non si può risparmiare!”
L’“Osservatorio regionale sugli appalti e sugli accreditamenti territoriali”[1], previsto dal nuovo CCNL della cooperazione sociale, in rappresentanza delle associazioni datoriali della cooperazione sociale regionale e delle OO.SS., ha recentemente contestato formalmente la gara d’appalto relativo al servizio di assistenza domiciliare (sad) per i comuni dell’ambito territoriale Carso Isonzo Adriatico[2]. Il servizio, rivolto ad anziani, persone con disabilità o fragilità sociale e minori residenti, prevede servizi fondamentali per l’assistenza domiciliare leggera e intensiva e il risanamento abitativo, oltre che gli accompagnamenti sul territorio e lo svolgimento di piccole commissioni. Con una duplice comunicazione, alla quale non è stata data risposta da parte dell’Ambito, l’Osservatorio ha sottolineato come, per assicurare la corretta e dovuta qualità del servizio ai beneficiari, sia cruciale garantire la sostenibilità economica dei servizi di assistenza domiciliare. Dalla analisi dell’Osservatorio, le risorse economiche messe a disposizione per il servizio triennale sono state assolutamente insufficienti a coprire i costi del personale e organizzativi del servizio in appalto; infatti, da una attenta analisi di procedure di affidamento riferite al medesimo servizio, a livello regionale e non, emerge come la voce “altri costi[3]”, eccedente il c.d. “costo del lavoro”, venga valorizzata con percentuali che vanno dal 12% fino al 24%, ben più alte del valore del 4,77% previsto dalla gara dell’Ambito di Monfalcone. Tali osservazioni sono state ampiamente condivise dal sistema cooperativo regionale che si è trovato, suo malgrado, nell’impossibilità nel poter presentare offerta per la gara, stanti le macroscopiche e deficitarie condizioni economiche poste a base d’asta, con il rischio per gli utenti e le loro famiglie di perdere un servizio apprezzato e qualificato come quello di cui hanno usufruito in questi anni. Il coordinatore dell’Osservatorio Appalti regionale ribadisce come “non si può risparmiare sulla salute delle persone fragili”. Il coordinatore Bernardis e i componenti dell’Osservatorio inoltre esprimono forte preoccupazione in merito al passaggio del personale dagli attuali gestori al futuro operatore economico: “esprimiamo una fortissima preoccupazione in merito a questa situazione che rischia di determinare un esubero di oltre 100 persone attualmente impegnate nei servizi erogati sul territorio; con questa impostazione di gara, questi operatori rischiano di trovarsi nell’assenza totale di garanzie e tutele”. Note [1] L’osservatorio, rappresentato dal Coordinatore Paolo Bernardis (UIL FP) è costituito da: AGCI-FVG, LegacoopSociali- FVG, ConfCooperative-Federsolidarietà-FVG, CGIL FP FVG, CISL FP, FVG-CISL, FISASCAT FVG, UILFPL-FVG. [2] L’Ambito territoriale di attuazione dell’intervento e di espletamento delle prestazioni del SAD è costituito dai 10 Comuni afferenti l’Ambito territoriale Carso Isonzo Adriatico (Doberdò del Lago, Fogliano Redipuglia, Grado, Monfalcone, Ronchi dei Legionari, San Canzian d’Isonzo, San Pier d’Isonzo, Sagrado, Staranzano e Turriaco). [3] La voce ALTRO, come desunte dal Capitolato e dal Disciplinare, dovrebbe infatti remunerare: il possesso di un sistema informatico, la sua manutenzione e il suo adeguamento al sistema informatico al software gestionale del SSC; il riconoscimento al personale dei costi di spostamento mettendo a diposizione un automezzo per ogni operatore o riconoscendo al personale i costi di carburante, oltre al pagamento dei tempi di spostamento; l’acquisto delle divise, della dotazione dei DPI, dell’attrezzatura e degli strumenti necessari al servizio e dei camici monouso eventualmente necessari; l’acquisto di prodotti di igiene e sanificazione personale; i costi delle coperture assicurative e fidejussorie, i costi contrattuali, le spese generali (ad esempio, i telefoni cellulari per il personale – circa 90 operatori) e l’utile d’impresa; i costi della formazione e dell’aggiornamento specifico; i costi di locazione o di acquisto della sede locale sul territorio, con annessi costi di gestione e costi per il personale per l’apertura, richiesta nei documenti di gara.
LegacoopSociali Fvg, Paolo Felice ancora alla guida dell’associazione
Paolo Felice è nuovamente alla guida di LegacoopSociali Fvg. In seguito al sesto congresso provinciale dell’associazione che raccoglie per Legacoop le cooperative sociali della regione, infatti, Felice è stato confermato alla presidenza dal neo eletto Comitato direttivo regionale che ha anche scelto i nuovi dirigenti. “I migliori auguri di buon lavoro al nuovo gruppo dirigente, che coniuga continuità e rinnovamento – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –. La cooperazione sociale oggi più che mai assume un ruolo strategico nel promuovere lo sviluppo di ecosistemi territoriali in grado di promuovere la coesione sociale e contrastare le diseguaglianze. É necessario che il portato, anche culturale, di questo settore sia valorizzato, non solo in quanto gestore di servizi, ma come partner strategico fondamentale in grado di contribuire alla co-programmazione del sistema di welfare regionale”. Oltre a Paolo Felice, che da 3 anni presidia le attività associative sono state nominate Stefania Marcoccio (cooperativa sociale Cramars) in qualità di vice presidente vicaria e Alessandra Zannier (consorzio COSM) come vice presidente. “In un momento storico in cui le disuguaglianze sociali e ambientali minano alla base la coesione sociale delle nostre comunità – ha spiegato il neo eletto presidente di Legacoop Sociali Fvg, Paolo Felice –, la cooperazione sociale continua ad agire nei territori regionali in stretta sinergia con la pubblica amministrazione e con gli altri enti del Terzo Settore. Oltre 6 mila addetti delle cooperative associate – ha proseguito Felice – sono impegnati quotidianamente nei servizi dell’infanzia, delle politiche giovanili, delle dipendenze patologiche, degli anziani”. Di fondamentale importanza secondo il presidente di LegacoopSociali Fvg il ruolo della cooperazione sociale nell’inserimento lavorativo di persone svantaggiate, “garantendo la dignità di una vita economicamente e socialmente autonoma – ha chiarito – alle persone più deboli della società regionale come persone con disabilità fisiche, sensoriali, psichiche, in trattamento psichiatrico, con dipendenze patologiche, detenute e ammesse alle misure alternative alla detenzione”. Ma la cooperazione sociale si rivolge anche a quelle persone che, pur non rientrando in categorie definite e facilmente censibili, subiscono processi di indebolimento e marginalizzazione a rischio di esclusione dal mondo del lavoro, come disoccupati di lungo periodo, immigrati, adulti soli con figli a carico, lavoratori over 40 espulsi dal mercato del lavoro. “Non ultimo – ha ancora proseguito Paolo Felice – l’impegno della cooperazione sociale nelle aree interne e nei territori marginali della nostra regione come agente di sviluppo locale irrinunciabile per la coesione sociale delle comunità”. Se è evidente che la cooperazione sociale tiene, come emerso anche dai dati dell’ultimo congresso provinciale tenutosi a novembre scorso al Centro di accoglienza Balducci di Zugliano, ed è cresciuta così come il numero degli addetti, è altrettanto vero che esistono delle criticità che vanno affrontate. “Ci riferiamo in particolare – ha chiarito Felice – alla carenza di personale, educativo in primis, e al rinnovo del contratto nazionale in primis. Nello specifico, l’incremento del 15% del Ccnl per il biennio 2024-2025 trova ancora difficoltà di adeguamento dei contratti con le pubbliche amministrazioni, principale destinatario delle prestazioni di servizi. Un’importante opportunità sarà sicuramente rappresentata, negli anni a venire, dal Piano d’azione europeo sull’economia sociale. La storia e il ruolo della cooperazione sociale – ha concluso il presidente – rappresentano un pilastro dell’economia sociale futura ed è fondamentale che l’associazione e le cooperative sociali diano il loro contributo, evidenziando la peculiarità del sistema delle imprese sociali all’interno delle nostre società”.
LegacoopSociali Fvg, settore in crescita: “Fondamentale per lo sviluppo delle nostre comunità”
Oltre 3 mila associazioni iscritte nel solo Friuli Venezia Giulia nel registro unico nazionale del Terzo settore a ottobre scorso. Di queste, più di 200 sono cooperative sociali che gestiscono servizi socio-sanitari, socioassistenziali ed educativi o anche finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e che poggiano su più di 14 mila lavoratori e lavoratrici. Numeri in crescita rispetto agli anni passati che fanno il paio con l’aumento del patrimonio netto delle coop sociali del Fvg, passato dagli oltre 36 milioni di euro (211 milioni di ricavi) del 2021 ai quasi 50 milioni (244 milioni di ricavi) del 2023. Ed è con questi numeri che si è aperto, il 12 novembre al Centro di accoglienza Balducci di Zugliano, il 6° congresso di LegacoopSociali Fvg, l’associazione di settore di Legacoop Fvg che raggruppa le cooperative sociali e le imprese sociali di tutto il Friuli Venezia Giulia. Diversi i saluti istituzionali portati prima dell’inizio dei lavori: da Paolo Iannacone, presidente del Centro Balducci, a Dorino Favot, presidente Anci Fvg, da Carlo Bolzonello III Commissione permanente Tutela della salute, servizi sociali, alimentazione, previdenza complementare e integrativa a Pino Napoli presidente di Federsanità Anci. Presenti, tra gli altri, diversi consiglieri regionali come Massimiliano Pozzo, Massimo Moretuzzo e Moreno Liruti. “È evidente che la cooperazione sociale tiene ed è cresciuta così come il numero degli addetti – ha spiegato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –, ma è altrettanto vero che esistono delle criticità che vanno affrontate, come quelle relative all’adeguamento contrattuale che ha avuto ricadute importanti, di circa il 15% sul costo del lavoro nel mondo della cooperazione sociale. Un adeguamento che era doveroso nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che non potevano più pensare di operare in una situazione di legittimata povertà come operatori di serie B. È tuttavia innegabile che l’impatto è stato e sia ancora pesante per le cooperative e che pone il problema di rinegoziare i contratti con le pubbliche amministrazioni, principale destinatario delle prestazioni di servizi”. Il rischio? Per Vogrig è che le cooperative sociali “perdono patrimonio per non perdere posti di lavoro perché questo é nella loro natura, ma così riducono redditività e, quindi, la capacità di investire su innovazione e in nuovi servizi necessari alla comunità”. L’allarme Non è solo questo l’allarme lanciato oggi da Zugliano. Le tendenze che colpiscono in modo differenziato il mondo delle cooperative, è stato detto, sono, tra le tante, una marginalità di fatturati decrescenti, fino ad appena l’1,5%, l’appiattimento sulla gestione dei servizi con disattivazione di nuovi bisogni emergenti, difficoltà di reclutamento con operatori retribuiti con bassi salari che spesso si formano all’interno delle cooperative per indirizzarsi poi verso il pubblico. Tutto questo alla luce di un drammatico bisogno di personale soprattutto nel settore di operatori con professionalità. Basti pensare che al primo gennaio 2024, la necessità di Operatori socio assistenziali in Fvg era di 388 persone in più, 51 infermieri, 30 fisioterapisti, 395 educatori socio-pedagocici, 118 sociosanitari e 47 educatori per la prima infanzia. L’appello “Dobbiamo recuperare il senso politico del lavoro sociale e la valorizzazione della sua finalità di interesse generale – l’appello di Vogrig alla politica –, non come erogatori di prestazioni, ma come partner per mettere al centro la qualità del lavoro di cura per le persone, i territori e le comunità e per costruire benessere e coesione sociale. All’interno di quella che a livello europeo viene chiamata economia sociale, che promuove un modello di sviluppo democratico, partecipativo e che mette al centro il lavoro senza finalità speculative – spiega ancora Vogrig – il rischio è che nel recepimento della direttiva europea sulla concorrenza del 2023 nelle modalità di accreditamento che si dovranno attuare anche a livello regionale si metta sullo stesso piano sia il sistema profit che quello del Terzo Settore. La cooperazione sociale è un moltiplicatore, non un mero prestatore d’opera che investe sul territorio, su lavoratrici e lavoratori e, quindi, un motore di trasformazione assolutamente essenziale e al centro delle nostre comunità. La capacità di Regione ed enti locali di collaborare con gli enti del Terzo settore – ha proseguito Vogrig –, può portare all’elaborazione di azioni integrate, efficaci e efficienti, che possono rappresentare una prima importante risposta di sistema, nonché la più vicina ai bisogni dei cittadini come, ad esempio, la domiciliarità innovativa”. Le proposte La mattinata di lavori, non è stata però solo l’occasione per elencare criticità e problemi, ma anche e soprattutto l’occasione per puntare i riflettori su proposte e soluzioni. Idee emerse anche durante la tavola rotonda alla quale hanno partecipato Rocco Scolozzi, futurista indipendente e docente all’università di Trento, Stefania Grimaldi, vicepresidente cooperativa La Collina, Andrea Bernardoni, presidente LegacoopSociali Umbria e Massimo Ascari, vicepresidente LegacoopSociali nazionale al quale sono spettate le conclusioni. “Vogliamo promuovere e condividere politiche urgenti, coraggiose e visionarie, all’interno di alleanze strategiche – è stato detto –. Servono, ad esempio, politiche di protezione sociale per tutte e tutti, così come politiche di sviluppo locale che promuovano lo sviluppo e la coesione delle nostre comunità, valorizzando la nostra specificità di modello di impresa democratica e dove la partecipazione sia assunta come principio che connoti e dia spessore al nostro modo di intendere quell’idea di funzione pubblica più ampia che deve sostenere non solo il welfare ma, più in generale, la produzione dei cosiddetti beni comuni”. In poche parole, perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini, come recitato dall’articolo 1 della legge del 1991 sulla disciplina delle cooperative sociali. O ancora, per usare le parole di don Pierluigi di Piazza, doverosamente ricordato nel corso della mattinata, il “non girarsi dall’altra parte”. Le elezioni Al termine dei lavori l’elezione del nuovo direttivo regionale di LegacoopSociali Fvg. Spetterà ai 24 nuovi componenti eleggere il nuovo presidente del Fvg e portare quindi le istanze della regione all’appuntamento con il congresso nazionale di LegacoopSociali che si terrà a fine mese a Roma.
Al Balducci il 6° Congresso LegacoopSociali Fvg: “L’impresa sociale: quale futuro dal quotidiano?”
LegacoopSociali Fvg va a rinnovo delle cariche. L’appuntamento è per domani, 12 novembre, alle 9 al Centro di accoglienza Balducci di Zugliano (Ud) con il 6° congresso di LegacoopSociali Fvg, l’associazione di settore di Legacoop Fvg che raggruppa le cooperative sociali e le imprese sociali di tutto il Friuli Venezia Giulia. “Il futuro dal quotidiano” è il titolo scelto da LegacoopSociali nazionale per il prossimo congresso che si terrà a fine mese a Roma. In vista di questo importante appuntamento, anche il Friuli Venezia Giulia è dunque al lavoro per il rinnovo delle cariche regionali nonché per l’elezione del nuovo organo direttivo. “Le evoluzioni della cooperazione – spiega il presidente di LegacoopSociali in carica, Paolo Felice, nell’anticipare i temi trattati – possono prendere forma e forza dall’attivazione di percorsi che affrontano le criticità di oggi, perseguendo obiettivi concreti di sostenibilità e coltivando l’aspirazione sociale, culturale ed economica per una società diversa da costruire assieme”. Diversi i temi che saranno affrontati nel corso della mattinata, durante la quale troverà spazio anche una tavola rotonda (ore 10) dal titolo “L’impresa sociale: quale futuro dal quotidiano?”. Moderati dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig e dopo l’introduzione di Rocco Scolozzi, futurista indipendente e docente all’università di Trento, parteciperanno Giulia Galera, ricercatrice senior all’Euricse, Andrea Bernardoni, presidente LegacoopSociali Umbria e Paolo Felice, presidente LegacoopSociali Fvg, mentre le conclusioni saranno affidate a Massimo Ascari, vicepresidente LegacoopSociali nazionale.
“Welfare collaborativo”, a Trieste il convegno di LegacoopSociali Fvg su programmare e progettare con le comunità
Il Friuli Venezia Giulia ha una lunga tradizione di politiche di sviluppo e coesione sociale, che ha portato a importanti risultati nel campo del welfare e dei servizi di pubblico interesse. Con l’approvazione del Codice del Terzo Settore sono stati introdotti nuovi strumenti collaborativi come la co-programmazione e la co-progettazione, che mirano a rinsaldare il contributo dei diversi attori locali per il perseguimento di finalità di interesse comune per i cittadini. È partendo da queste premesse che LegacoopSociali Fvg, in partenariato con la Regione Friuli Venezia Giulia, intende fare il punto sui percorsi di amministrazione condivisa tra Pubblica Amministrazione ed Enti del Terzo Settore, per promuovere un rinnovato e comune impegno per il futuro del sistema di welfare delle nostre comunità. Lo faranno nel corso di un convegno che si terrà mercoledì 23 ottobre a partire dalle 9 presso la Sala Generali di Palazzo Ferdinandeo, sede della Mib Trieste School Management in largo caduti di Nassiriya 1 a Trieste. “LegacoopSociali Fvg – spiega il presidente dell’associazione, Paolo Felice – è impegnata da anni nella promozione dello strumento della co-programmazione e co-progettazione previsto dall’articolo 55 del Codice del Terzo Settore. Sia a livello regionale che nazionale si sono diffuse interessanti procedure legate a questo articolo che presenta importanti opportunità per il nostro sistema di welfare regionale”. È così che, partendo da questo punto di vista, LegacoopSociali Fvg ha promosso un progetto dal titolo “Linee guida per un welfare collaborativo”, che ha visto il coinvolgimento sia delle cooperative sociali regionali, sia delle pubbliche amministrazioni operanti nelle esperienze di “amministrazione condivisa” e i cui risultati saranno illustrati nel corso del convegno. Il programma della giornata Nel corso della mattinata si alterneranno diversi interventi come quello di Andrea Crismani, professore ordinario in Diritto amministrativo all’ateneo di Trieste e direttore del Master “Dmts – Diritto e Management del Terzo settore”, Alceste Santuari, professore associato al Dipartimento di Sociologia e diritto dell’economia dell’Università di Bologna, Paolo Felice, presidente LegacoopSociali Fvg, Luca Fazzi, professore ordinario al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, Raoul Bubbi, direttore del Servizio affari giuridici e legislativi della direzione e politiche Terzo Settore. Alle 11.20, la tavola rotonda dal titolo “Inizio del cammino in Friuli Venezia Giulia. Profili di visuale”. Allo stesso tavolo siederanno Alessandro Lombardi, capo dipartimento per le politiche sociali, del Terzo Settore e migratorie, Raoul Bubbi, direttore Servizio affari giuridici e legislativi della direzione e politiche per il Terzo Settore, Giovanna Pacco per l’associazione De Banfield, Paolo Felice per LegacoopSociali Fvg. Pomeriggio dedicato infine, a partire dalle 14, alle buone prassi in Friuli Venezia Giulia. A portare la propria testimonianza saranno esponenti delle Pubbliche Amministrazioni (regionali e locali) e del Terzo Settore che presenteranno esperienze virtuose di “amministrazione condivisa” nelle aree delle politiche di protezione e inclusione sociale a favore di persone in situazione di fragilità. Per informazioni: 339 4178610 o goverb@fvg.legacoop.it
Le nuove frontiere del caporalato, se ne parla a Monfalcone
Si parlerà delle “nuove frontiere del caporalato. Azioni di contrasto e politiche di contesto”, venerdì 21 giugno alle 9.30 all’Europalace Hotel di Monfalcone. Un appuntamento a cui parteciperà anche il presidente di Legacoopsociali Fvg, Paolo Felice. I lavori, coordinati da Maria Dolores Ferrara, professoressa associata di diritto del lavoro dell’Università degli Studi di Trieste, saranno aperti dai saluti istituzionali e, poi, dagli interventi di Madia D’Onghia, professoressa ordinaria di diritto del lavoro dell ’Università degli Studi di Foggia, Antonio De Nicolo, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trieste. A seguire la tavola rotonda a cui prenderanno parte Manuela Tortora, avvocata dell’Ordine degli Avvocati di Gorizia, Maurizio Romano, direzione centrale lavoro, formazione, istruzione e famiglia della Regione Friuli Venezia Giulia, Thomas Casotto, segretario generale CGIL Monfalcone, Paolo Felice, presidente Legacoopsociali FVG, Chiara Cristini, ricercatrice presso Ires FVG, Tino Magni presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro e sulla sicurezza. L’iniziativa è accreditata presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Gorizia per n. 4 crediti formativi in materia non obbligaroria. Locandina 21 giugno 2024_Caporalato
Gestione nidi comunali, Legacoopsociali Fvg e Confcooperative Federsolidarietà: “Concordi nel ridurre liste d’attesa”
«Cogliamo con favore le azioni intraprese dal Comune di Udine che evidenziano lo sforzo dell’amministrazione nel garantire posti nido sufficienti per tutte le domande, orari di servizio in linea con le richieste delle famiglie, per conciliare al meglio il tempo tra famiglia e lavoro, con una estensione delle possibilità educative per la fascia 0-3 anni». Così Paolo Felice, presidente Legacoopsociali Fvg, e Luca Fontana, presidente di Confcooperative Federsolidarietà, in merito alla gestione dei nidi comunali del capoluogo friulano. «Le politiche di welfare – proseguono i due presidenti in una nota congiunta – devono essere coerenti con la complessità delle nostre società, e devono anche anticipare quelle che sono le tendenze degli anni a venire; pertanto, l’obiettivo di ridurre il più possibile le liste d’attesa per il servizio pubblico e di rendere la città maggiormente attrattiva per le famiglie trova il sistema cooperativo pienamente concorde». Legacoopsociali Fvg e Confcooperative Federsolidarietà tengono a confermare inoltre «l’alto indice di gradimento dei servizi per infanzia gestiti dalle cooperative sociali nei nidi del Comune di Udine», che secondo le due associazioni «sono un ottimo esempio di come il partenariato con il privato sociale rappresenti un’esemplare modalità di co-gestione dei servizi pubblici essenziali». Felice e Fontana sottolineano inoltre come il mondo della cooperazione stia gestendo «con alti indici di gradimento – scrivono –, anche la ristorazione scolastica comunale, dando prova della capacità del sistema cooperativo di garantire qualità dei servizi a 360 gradi». Da ultimo una riflessione su «l’importanza del ruolo del privato sociale e delle imprese sociali, nella nostra regione e, in particolare, nel territorio udinese. Una cooperazione sociale – concludono Felice e Fontana – che sa valorizzare il lavoro di cura, garantendo la presenza di un sistema educativo qualificato e riconosciuto dal punto di vista economico visto che è stato recentemente siglato il rinnovo del Ccnl che prevede un incremento del 15% delle retribuzioni».
Nidi, più posti in convenzione a Udine: la soddisfazione di Legacoopsociali Fvg
L’anno scorso, 249 famiglie avevano richiesto posti negli asili nido privati in convenzione con il Comune Di Udine, i quali offrivano complessivamente 114 posti. Questo accordo integrava i 216 posti disponibili nei quattro asili nido comunali. Tuttavia, la domanda superava l’offerta, e 129 famiglie erano state costrette a cercare alternative. Per far fronte a questa crescente richiesta, il Comune ha deciso di ampliare il numero di posti in convenzione a 150, con la possibilità di ulteriori aumenti in base alle disponibilità finanziarie. L’aumento del 30% è stato deciso dall’esecutivo De Toni dopo un accordo triennale con cooperative e federazioni, valido dal 2024 e con possibilità di rinnovo per altri tre anni. A Udine, sono presenti 38 servizi per la prima infanzia, di cui 25 sono nidi privati convenzionati. Tra questi, ci sono anche quattro nidi comunali con un totale di 216 posti, gestiti sia direttamente dal personale municipale che da addetti delle cooperative. La trattativa tra il Comune, le cooperative e gli operatori responsabili della gestione degli asili nido convenzionati ha anche comportato un riconoscimento del 30% dei costi irrinunciabili per coloro che gestiscono il servizio. Inoltre, sono stati previsti ulteriori investimenti per migliorare l’assistenza ai bambini con disabilità. Per il presidente di Legacoopsociali Fvg, Paolo Felice «Il nuovo dialogo proficuo con il Comune di Udine ha permesso il miglioramento di alcuni elementi critici della precedente convenzione, accogliendo pertanto le istanze del sistema cooperativo. È stato apprezzato in particolar modo l’impegno dell’assessore Pirone nel trovare un equilibrio tra gli interessi delle parti coinvolte, al fine di giungere a un testo della convenzione ampiamente condiviso e rispettoso degli interessi delle parti coinvolte, con l’obiettivo di garantire agli utenti dei nidi un servizio di qualità». «L’incremento che stiamo offrendo è frutto di un lavoro quotidiano intenso e di investimenti con tutti gli operatori del settore. Nonostante negli ultimi anni si siano registrati crescenti tassi di denatalità, la domanda di nidi è in costante aumento e, dopo la pandemia è esplosa. Siamo fiduciosi di essere sulla buona strada, nonostante le criticità del sistema che accomuna tutto il contesto nazionale – evidenzia l’assessore comunale all’Istruzione, Federico Pirone –. Rivendichiamo la scelta di questa amministrazione nel sostenere di più chi ha più bisogno, nonché incrementando le risorse per l’inclusione».
Arte e Libro Onlus lancia un progetto di ortoterapia
“Arte e Orto” è l’innovativa iniziativa messa a punto da Arte e Libro Onlus, con il determinante contributo di UniCredit, che permetterà di garantire la manutenzione e fruizione di nuovi spazi formativi e inclusivi a disposizione nell’area esterna della Cooperativa, in via Tricesimo a Udine, circa 1200 metri quadri accessibili anche da via Verzegnis. Il focus del progetto, sostenuto da UniCredit con 10.000 euro, è l’ortoterapia con i noti benefici che questa attività infonde, e che permetterà anche ai ragazzi coinvolti nella formazione (i corsi di cucina in primis) di trasformare a km 0 i prodotti coltivati. Il progetto diventa anche azione per “mostrarsi all’esterno” come gruppo di lavoro che interviene nel miglioramento dell’ambiente, curando spazi che visivamente appartengono non alla sola Arte e Libro e alle Associazioni coinvolte nelle attività, ma a tutta la comunità, e questo aspetto diventa a sua volta fautore di integrazione con la comunità del territorio. «Siamo felici di comunicare che gli spazi sono in via di completo allestimento e le attività vere e proprie avranno inizio a primavera 2024 – dichiara la presidente di Arte e Libro Onlus Katia Mignogna –. Grazie al contributo di UniCredit, che ancora una volta ci sostiene, lo spazio di Arte e Orto verrà attrezzato con strumenti per la manutenzione e coltivazione dell’orto, aree per la socializzazione e anche con attrezzature dedicate alla formazione, sollevatori ed imbraghi per agevolare lo spostamento di persone a ridotta capacità motoria nelle postazioni di specifiche attività. Attualmente la Cooperativa conta 42 lavoratori di cui 23 con disabilità o svantaggio e una ventina di altre persone coinvolte con tirocini inclusivi, il sostegno di UniCredit contribuirà a coinvolgere un sempre maggiore numero di persone con disabilità e svantaggiate nella nostra bella famiglia». «La nostra donazione attinge ai fondi raccolti dalla banca per iniziative e progetti di solidarietà sul territorio tramite la carta di credito “UniCreditCard Classic E” – spiega Renzo Chervatin, responsabile sviluppo territori Nord Est di UniCredit –, che accantona il 2 per mille di ogni spesa effettuata dai clienti, senza aggravi per questi ultimi. Tramite questi fondi siamo riusciti a sostenere circa 200 progetti di Onlus e Associazioni benefiche sparse in tutto il Nord Est, erogando contributi per oltre 4,3 milioni di euro. Il nostro supporto a questo meritorio progetto vuole essere una prova concreta, l’ennesima, del nostro senso di responsabilità nei confronti delle comunità in cui operiamo». Da 40 anni integrazione lavorativa Arte e Libro Onlus si occupa da quasi 40 anni di integrazione lavorativa per persone svantaggiate, nel tempo l’offerta di servizi è stata implementata con servizi di Formazione e Turismo Accessibile. Arte e Libro Onlus è una Cooperativa sociale di tipo “misto” che integra naturalmente le sue due anime (A: Socio-Educativa, Turismo Accessibile e B: Inserimento lavorativo), ove l’una parte è funzionale all’altra. Le iniziative coinvolgono Lavoratori e Tirocinanti e sono spesso condivise con Associazione Fuorionda e altre Associazioni del territorio che si occupano di disabilita ed inclusione.