Il 16% degli intervistati e delle intervistate dichiara di aver subito violenza o molestie sul posto di lavoro. Ma basta riportare alcuni esempi di molestie o violenza ed ecco che la percentuale sale di quasi il 10%. Già, perché chiedere a una lavoratrice di preparare un caffè al capo perché “le donne lo fanno meglio”, dover ascoltare barzellette a sfondo sessuale o essere chiamato “reginetta” perché gli hobby praticati da quel lavoratore non sono considerati come tipicamente maschili, per molti e molte inizialmente non sono considerati atti che rientrano nelle categorie di molestie sul luogo di lavoro. È uno dei tanti esempi che emergono dalla ricerca condotta all’interno di “Buone pratiche per l’individuazione, la prevenzione e la gestione dei fenomeni di violenza e molestia sui luoghi di lavoro”, progetto messo a punto da Legacoop Fvg insieme con la direzione regionale dell’Inail e in collaborazione con Isfid Prisma. «Il sistema cooperativo – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – deve essere in prima linea in questo campo perché come sua mission lavora proprio sul coinvolgimento dei soci e delle socie e quindi lavora per far accrescere una cultura del rispetto». Scopo dell’iniziativa, partita a maggio dello scorso anno, è quello di accrescere la consapevolezza delle cooperative associate a Legacoop Fvg sui fenomeni delle violenze e molestie nei luoghi di lavoro attraverso un’azione di sensibilizzazione, informazione e di promozione di buone prassi. Conclusa ora la fase di raccolta e analisi dei dati, è tempo per la presentazione e la sua diffusione, come successo in un recente workshop tenutosi a Udine nella sede di Legacoop Fvg, ma anche a livello nazionale. Il progetto, infatti, come ha annunciato la stessa direttrice Inail del Friuli Venezia Giulia, Angela Forlani, «verrà portato il 13 settembre prossimo a Trieste – ha anticipato – nel corso della tappa regionale del Forum della prevenzione “Made in Inail”, proprio perché vogliamo valorizzare questa iniziativa presentandola nel corso di questo importante appuntamento nazionale». I dati Nove le cooperative coinvolte di tutta la regione, per un totale di quasi un centinaio di lavoratori (28%) e lavoratrici (72%). Degli intervistati, come anticipato all’inizio, il 16% ha dichiarato inizialmente di aver subito molestie o violenza (84% no; 16% sì). Percentuale che sale, invece, al 24% dopo aver ascoltato dall’intervistatore alcuni esempi di violenza o molestia (76% mai subita; 24% sì). Il 46% del campione che riferisce di aver subito molestia ha dichiarato di averla subita da personale dipendente della propria impresa, mentre il restante 54% proviene da persone esterne quali clienti dei punti vendita, o pazienti e familiari nel caso di servizi alla persona. Per quanto riguarda il tipo di molestia o violenza subita il 5% ha dichiarato il pedinamento, il 5% un comportamento a sfondo sessuale, il 5% battute o gesti sessualmente allusivi, il 9% minacce, intimidazioni, ricatti per aver respinto delle avance, il 9% frasi equivoche a doppio senso, il 13% apprezzamenti verbali sul corpo e/o sulla sessualità, il 18% contatti fisici non richiesti, il 36% battute e/o gesti volgari. Complessivamente, l’81% descrive le molestie subite quali apprezzamenti verbali sul corpo e/o sulla sessualità, battute e gesti sessualmente allusivi, battute e/o gesti volgari, contatti fisici non richiesti, frasi equivoche e a doppio senso. Un dato che evidenzia quanto siano frequenti alcuni modi di porsi nei confronti delle persone. Rispetto alla frequenza degli episodi di violenza subiti il 64% riferisce di averli ricevuti da due a cinque volte, mentre le strategie difensive messe in atto dalle persone che riportano di aver subito la molestia confessano che il 33% ha reagito in maniera fisica o verbale, l’11% ha chiesto di non lavorare più insieme e l’11% ha finito per modificare il proprio abbigliamento. Le interviste condotte durante il progetto hanno indagato poi le emozioni provate dalle persone dopo l’episodio di molestia. La maggior parte ha riferito rabbia, frustrazione, paura, senso di impotenza; l’82% delle persone intervistate ha riportato di non essere a conoscenza dell’esistenza di una procedura di segnalazione della molestia all’interno della propria azienda e il 64% ha dichiarato di non conoscere l’accordo regionale per il contrasto alle molestie alle molestie e alla violenza nei luoghi di lavoro sottoscritto il 12 gennaio 2018 con le Agci Fvg, Cgil, Cisl, Uil e la consigliera regionale di parità. Fenomeno sommerso «Purtroppo – confermano da Legacoop Fvg – si tratta di un fenomeno molto sommerso, perché sono veramente poche le persone, donne o uomini, che denunciano. Dal nostro osservatorio, seppur parziale, abbiamo notato come ad esempio siano in aumento, soprattutto tra le giovani, i casi di molestie tra donne e come, per la stragrande maggioranza dei casi, le violenze o le molestie arrivino da persone esterne all’ambiente lavorativo, quindi clienti o fornitori per capirci. Ecco perché – proseguono dall’associazione – è fondamentale analizzare il fenomeno e mettere in campo delle buone pratiche per capire come creare le condizioni lavorative affinché questi episodi non si verifichino».
La Casa delle farfalle compie 20 anni, a Bordano un convegno su turismo e territorio
Nel 2023 ricorrono i 20 dall’apertura della Casa delle farfalle a Bordano. Per l’occasione, l’amministrazione comunale e la cooperativa Farfalle nella testa che gestisce la struttura, con la collaborazione di Legacoop Fvg, hanno organizzato il convegno “Sulle ali delle farfalle. Tra pubblico e privato, per lo sviluppo di un turismo sostenibile nei piccoli borghi e territori marginali” che si terrà sabato 8 luglio, dalle 10, presso la Sala Consiliare del Municipio di Bordano. All’evento parteciperanno l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli e il vice presidente del Consiglio regionale, Stefano Mazzolini, nonché Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg. Parleranno, tra gli altri, Francesco Comotti, esperto di destination management e marketing turistico e Viljiam Kvalic, direttore dell’Ente del turismo della Valle dell’Isonzo, in Slovenia. «Proprio quest’anno, in occasione dei 20 anni dalla fondazione, la Casa delle farfalle dovrebbe raggiungere il numero più alto di visitatori dopo il boom che si era avuto per l’apertura. – commenta Stefano Dal Secco, direttore della struttura di Bordano – In proiezione sui primi 4 mesi riteniamo che si possa superare la soglia psicologica dei 50 mila visitatori. Inoltre la cooperativa Farfalle nella testa raggiunge, nel 2023, anche la soglia dei 30 occupati, in stagione, quasi tutti residenti a Bordano o negli immediati dintorni. » Per il secondo decennio di attività, gli organizzatori hanno creduto di non fermarsi alle celebrazioni, ma di usare questa occasione per guardare in avanti e per guardarsi intorno, partendo dall’esempio della Casa delle farfalle quale esempio di un progetto nato in un territorio svantaggiato e che da 20 anni continua a crescere senza fermarsi. «La riflessione che ne traiamo – continua Dal Secco – è che i territori interni e disagiati, non solo possono vedere la nascita di iniziative imprenditoriali di successo, nel settore turistico, ma che proprio il loro essere periferici e marginali può rappresentare un’opportunità in tal senso. Ci troviamo in un territorio costellato da decine e decine di piccoli e grandi “gioielli”, con la maggiore biodiversità vegetale e animale d’Europa e che è praticamente sconosciuto ai più. Questo ci permette di svilupparsi nella direzione e nella maniera più giusta e più efficace: sempre di più, i turisti, sono alla ricerca di esperienze autentiche, vogliono vedere e toccare la Storia e le piccole storie. Sono cose che qui possiamo offrire in quantità ». Il convegno si concluderà con una visita all’interno delle serre tropicali e nei giardini di PolliNation e un pranzo offerto dalle “Cucina delle farfalle”. Tra un paio di settimane, poi, dopo questa giornata di riflessione, arriverà anche il momento della festa. Domenica 23 luglio infatti, alla Casa delle farfalle, sarà il giorno dei festeggiamenti per i 20 anni, con musica e chioschi aperti per tutti gli amici delle farfalle.
Assemblea Legacoop Fvg, Vogrig: “Necessario rimettere al centro le persone”
«Le cooperative sono organizzazioni democratiche che non delocalizzano, ma investono e generano valore, e non lo estraggono, sul territorio. Le cooperative non possono e non devono omologarsi all’impresa privata, ma proporre una visione diversa di sviluppo che mette al centro le persone perseguendo equità e l’interesse della comunità». È proprio sul senso più profondo dell’importanza dell’essere cooperativa che si è soffermata mercoledì 28 giugno, al Teatro Miela di Trieste, la presidente Michela Vogrig nell’intervento di apertura dell‘assemblea ordinaria di Legacoop Fvg. Un appuntamento importante per l’associazione che raccoglie nella sola regione oltre 200 mila soci, quasi 200 cooperative associate, tra cui le più grandi in Fvg, per un valore della produzione che supera il miliardo di euro. Un osservatorio privilegiato, dunque, sul movimento cooperativo e, di conseguenza, sull’andamento economico del territorio. «Viviamo in un epoca di rapide ed inedite trasformazioni – ha proseguito Vogrig – che il mondo cooperativo deve cogliere senza rinnegare i valori che le sono propri. E deve farlo partendo da lavoro, equità e inclusione. Dobbiamo coltivare l’idea – ha chiarito – di una società più giusta, contrastando le disuguaglianze, rimettendo al centro le aree interne, le periferie urbane, offrendo maggiori tutele e opportunità ai giovani, alle donne, ai migranti, a coloro che si trovano in condizione di particolare di fragilità». «Dobbiamo essere consapevoli del nostro valore – ha aggiunto – orgogliosi di ciò che rappresentiamo, ma dobbiamo anche essere credibili, comprensibili e coerenti. In un periodo nel quale la verità è relativa, in cui il bombardamento di informazioni rende difficile comprendere ed interpretare la realtà (pensate a quanto è accaduto durante la pandemia), la vera radicalità è esigere coerenza tra forma e sostanza ed in questa direzione che dobbiamo continuare ad investire e cooperare». In apertura di lavori, proseguiti per tutta la mattinata e iniziati con un doveroso pensiero alle popolazioni e alle realtà imprenditoriali e cooperative dell’Emilia Romagna colpite dalla recente alluvione, hanno portato i saluti istituzionali il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza e l’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli. Presenti tra il pubblico anche l’assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, oltre a diversi consiglieri regionali. “La Regione – ha commentato Zilli – vuole continuare a collaborare con il settore delle cooperazione avendo sempre la primaria finalità della coesione sociale, che passa non solo attraverso un’attenta destinazione delle risorse ma anche interagendo in partnership con una realtà come il mondo cooperativo, le cui radici affondano nell’importante esperienza valoriale del mutualismo”. Come ha spiegato l’esponente della Giunta, il confronto tra Amministrazione regionale e cooperazione diventa strategico soprattutto in considerazione dei cambiamenti ai quali le istituzioni sono chiamate a dare risposte e soluzioni ai cittadini, come ad esempio le trasformazioni del mondo del lavoro o le politiche da adottare per contrastare e prevenire gli effetti del cambiamento climatico. “Questo – ha aggiunto – non perché ce lo impone l’Europa, ma per la difesa e il miglioramento della qualità della vita delle nostre comunità”. Commentando i dati illustrati nel corso dell’assemblea, l’assessore ha sottolineato la tenuta, testimoniata dalle buone performance del sistema economico, del Friuli Venezia Giulia a seguito dell’emergenza pandemica. “Segno – ha detto – della solidità delle nostre aziende, le quali hanno saputo ripartire con l’intraprendenza fondata sui valori della laboriosità e della responsabilità sociale nei confronti del territorio”. Il lavoro e la “trappola della precarietà” «In questi ultimi anni – ha proseguito la presidente di Legacoop Fvg – abbiamo vissuto nel rincorrersi e sovrapporsi delle emergenze come pandemia, guerra, crisi energetica. Una crisi quasi permanente alla quale rischiamo di abituarci in un contesto già segnato da profonde diseguaglianze socio-economiche, ormai strutturali, che hanno messo a nudo divari e ingiustizie e accelerato processi già in atto da tempo». E se gli interventi straordinari messi in campo per evitare che le conseguenze della pandemia e della guerra avessero conseguenze socio-economiche disastrose soprattutto per i più fragili, «non si è riusciti ad intervenire in modo adeguato sugli aspetti strutturali di un mercato del lavoro che ha visto accrescere divari e gap che interessano sempre più anche il cosiddetto ceto medio – ha denunciato Vogrig –. Ritardi nell’adeguamento delle retribuzioni e nel rinnovo dei contratti stanno progressivamente erodendo il potere di acquisto delle famiglie, crescono le forme di lavoro meno tutelate, si consolida una situazione che soprattutto per giovani e per le donne diventa sempre più strutturale, una trappola della precarietà che espone fasce crescenti di popolazione a difficoltà di accesso a percorsi di istruzione e formazione, ad una limitata protezione sociale, ad una difficoltà ad accedere in tempi adeguati alle prestazioni socio-sanitarie, seppur in un sistema di welfare universalistico del quale dovremo andare fieri». Il cambio di passo Oltre che su lavoro, equità e inclusione, la presidente si è soffermata nel suo intervento alla «necessità e all’urgenza di garantire gli adeguamenti contrattuali, in un momento in cui il costo della vita grava troppo pesantemente sulle famiglie. Ma è altresì necessario che si agisca in modo corresponsabile, insieme ad una pubblica amministrazione che deve farsi carico di queste istanze, dialogando con i sistemi imprenditoriali e con le associazioni di rappresentanza, affinché qualità e prezzo, con le relative basi d’asta, siano coerenti e congrue a garantire la qualità dei servizi senza scaricare questo onere solo sulle imprese». E questo senza «dimenticarci che se non investiamo su città a misura di giovani, famiglie allagate e monoparentali, favoriamo un ambiente ostile non solo alla natalità, ma anche a nuove energie e forze delle quali abbiamo così tanto bisogno». Fare comunità Per Vogrig, dunque, «servono alleanze, convergenze su obiettivi e progetti comuni che ci consentano di far avanzare un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo. Abbiamo l’esigenza di ricomporre, di rendere efficaci politiche di settore, di rendere strutturali forme di concertazione». In sintesi «serve più cooperazione tra cooperative, ma anche investire sul partenariato pubblico privato, essere in grado di co-progettare e co-programmare». La tavola rotonda Ed è proprio su quest’ultimo aspetto che si è focalizzata la tavola rotonda organizzata a conclusione dei lavori assembleari. Un incontro, moderato dal responsabile Agenzia Ansa per
Canap@Oil, a Udine la conferenza finale del progetto che vede Legacoop Fvg come partner
Si terrà domani, mercoledì 28 giugno, a partire dalle 9.15 nell’Aula ALPHA 1 del Polo Scientifico Rizzi dell’Università di Udine (via delle Scienze 208) a Udine la conferenza finale del progetto “Canap@Oil, innovazione di processo per aumentare il valore aggiunto dell’olio di canapa”. Il progetto vede Legacoop Fvg come partener. Il programma Interventi di saluto (ore 9,15 – 10) Edi Piasentier, Direttore del Dipartimento Scienze Agro-Alimentari, Ambientali e Animali, Università di Udine Francesco Ciancaleoni, Area Ambiente e Territorio della Coldiretti nazionale Franco Clementin, Presidente della Cia-Agricoltori italiani del Friuli Venezia Giulia Davide Rocchetto, Regione Friuli Venezia Giulia, Servizio Competitivita’ Sistema Agroalimentare Interventi tecnici (ore 10 – 12) Carla Da Porto, Università di Udine – Il progetto Canap@oil: attività svolte e risultati Beppe Croce, Presidente Federcanapa _Prospettive della canapa in Europa Biagio Bergesio – responsabile operativo Canapa e agroenergie di Legacoop Agroalimentare (da remoto)_La cooperazione come fattore strategico per lo sviluppo di una filiera della canapa Maddalena Cappello Fusaro , Università di Padova. Progetto CanVen2022 “Per il sostegno e la promozione della coltivazione della canapa (Canapa sativa L.)”, finanziato dalla Regione Veneto Tavola Rotonda “Per una filiera della canapa in Friuli Venezia Giulia” (ore 12/13,30) Moderatore: Giacomina Pellizzari, giornalista Messaggero Veneto Ilaria Dal Zovo, Relatrice proposta di legge sulla canapa in Regione Friuli Venezia Giulia Alessio Gaggiotti, Titolare Azienda Agricola CCR, Gubbio (Umbria) Marco Cartechini, Oleificio Cartechini, Montecassiano (Marche) Ivan Cisilino, Amministratore del Consorzio Canapa Meleretum (Friuli Venezia Giulia) Carlo Giacomelli, Titolare Azienda Agricola Biologica Giacomelli Carlo, Pradamano (UD) Conclusione Convegno – Buffet (13,15 – 14,30) Il progetto Il progetto Canap@oil, Innovazione di processo per aumentare il valore aggiunto dell’olio di canapa (Cannabis sativa L.), è stato finanziato nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Regione Friuli Venezia Giulia 2014-2020, Misura 16.1.1 – Sostegno per la costituzione e la gestione dei Gruppi Operativi del PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura. Avviato nel gennaio del 2020, il progetto aveva l’obiettivo principale di sviluppare una tecnologia innovativa per il miglioramento della qualità dell’olio di canapa da trasferire alle aziende agricole in Regione. Obiettivo secondario, ma non meno importante, è stato quello di promuovere lo sviluppo della coltura della canapa attraverso la diffusione di informazioni e il coinvolgimento dei potenziali attori di una filiera canapa regionale e/o interregionale. Il progetto è stato realizzato da un Gruppo Operativo composto dai seguenti partner: Università degli Studi di Udine, Dipartimento di Scienze Agro-alimentari, Ambientali e Animali (coordinatore) Lega delle Cooperative del Friuli Venezia Giulia Coldiretti del Friuli Venezia Giulia Confederazione Italiana degli Agricoltori (CIA) del Friuli Venezia Giulia Consorzio Privato di Collina, Forni Avoltri (UD) Società Agricola Natura Amica s.s., Latisana (UD) Azienda Agricola Vienda Bassi, Mereto di Tomba (UD) Azienda Agricola Deciani Luigi, Cassacco (UD) Azienda Agricola Biologica Giacomelli Carlo, Pradamano (UD) Azienda Agricola Semiverdi di Stefania De Giusti, Torsa di Pocenia (UD) Hanno inoltre partecipato al GO, come invitati permanenti: Confagricoltura del Friuli Venezia Giulia ERSA – Agenzia regionale per lo Sviluppo Rurale del Friuli Venezia Giulia
Comunità energetiche, al Comune di Fontanafredda primo storico “sì” in Italia dalla Corte dei Conti
Proprio in un momento in cui i suoi poteri sono al centro della discussione politica nazionale, dalla Sezione di Controllo della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia arriva il primo storico “sì” in Italia alla costituzione di una Comunità Energetica in forma cooperativa a partecipazione pubblica. Protagonisti di questa rivoluzionaria sentenza il Comune di Fontanafredda (Pn) e la società cooperativa Benefit Part-Energy di Udine, associata a Legacoop Fvg. È così che dalla Corte dei Conti regionale è arrivato il via libera alla costituzione di “Com-E’ Fontanafredda”, questo il nome della Comunità Energetica Rinnovabile fondata sul territorio, che vede il Comune pordenonese come socio promotore e coordinatore e Part-Energy come partner tecnico e gestore di una nuova Comunità Energetica. Attualmente sono in attivazione 2,4 MWp di impianti fotovoltaici a servizio di 57 edifici, ma già dalla data di attivazione ci sarà energia per soddisfare fino a 400 famiglie e imprese. Una decisione storica «Quando inviamo a Comuni ed Enti Pubblici la nostra proposta di attivazione del servizio di valorizzazione e incentivazione dell’Energia Rinnovabile Condivisa – spiega il vicepresidente di Part-Energy, Mauro Guarini – proponiamo anche l’iter amministrativo che riteniamo più corretto sotto il profilo procedurale e legislativo. Dopo la nostra candidatura, infatti, come partner tecnico e gestore, l’ente deve approvare il suo ingresso nella costituenda società con una quota associativa di 25 euro, irrisoria dal punto di vista economico, ma formalmente importante soprattutto perché configura la partecipazione di un ente pubblico in una società a responsabilità limitata». Da qui, dunque, l’obbligo di comunicare e chiedere il parere alla Corte dei Conti dell’avvenuta acquisizione della quota cooperativa Part-Energy, senza il cui esito positivo sarebbe impensabile iniziare l’iter tecnico/operativo per il Comune. «Si tratta di un primo passo avanti – spiega il sindaco di Fontanafredda, Michele Pegolo – per la realizzazione della Comunità Energetica. Una conquista che potrà dare ora anche alle altre amministrazioni pubbliche d’Italia l’opportunità di avviare nuove Cer. Ringrazio per questo risultato Part-Energy e Legacoop Fvg che ci hanno sempre dato assistenza e supporto in questo percorso, ma anche il funzionario del mio Comune, l’architetto Alessio Prosser, che ha seguito tutto l’iter». Soddisfazione espressa anche dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig. «Una decisione che attendevamo da tempo e che sgombra finalmente il campo da ambiguità e dubbi interpretativi che non ci hanno certamente agevolato in questa prima fase – commenta –. Ma anche una punta di orgoglio che questo importante atto veda come apripista proprio il nostro territorio, grazie al comune di Fontanafredda che ci ha fortemente creduto, e alla determinazione della cooperativa Part-Energy con la quale sin dall’inizio abbiamo condiviso questa sfida. Le comunità energetiche sono un’opportunità che dobbiamo saper cogliere per contrastare la povertà energetica a favore di famiglie e imprese, ma anche perché alimentano una cultura della comunità che promuove cooperazione e sostenibilità e questo mi sembra un ottimo investimento per il futuro». I passi successivi Dopo l’ok della Corte dei Conti, dunque, l’iter tecnico del Comune prevede ora la definizione delle aree e degli edifici comunali idonei alla realizzazione degli impianti fotovoltaici nonché delle modalità di finanziamento. Ma considerata la presenza di altri soci Part-Energy privati sul territorio, (produttori, prosumer – produttori e consumatori – o semplici consumatori), già a settembre sarà presentata al Gestore dei servizi energetici (GSE) la domanda di attivazione e la successiva accensione della Comunità Energetica Com-E’ Fontanafredda avverrà entro fine anno.
A Trieste l’Assemblea di Legacoop Fvg, appuntamento al Teatro Miela il 28 giugno
Il 28 giugno 2023, a partire dalle 10, al Teatro Miela di Trieste si terrà l’annuale Assemblea delle cooperative associate a Legacoop Fvg. Un appuntamento importante per l’associazione che conta oltre 200 mila soci e quasi 200 cooperative associate. Ecco il programma della mattinata di lavori che si concluderà con una tavola rotonda dal titolo “Co-progettare il futuro presente: sinergie e strategie tra pubblico e privato”. Mercoledì 28 giugno 2023 Teatro Miela – Trieste Ore 9.30 Registrazione partecipanti Ore 10: apertura dei lavori Assembleari – Saluti istituzionali: Roberto Dipiazza, sindaco Comune di Trieste Enzo D’Antona, presidente cooperativa Bonawentura Adempimenti assembleari straordinari e ordinari e presentazione nuove adesioni cooperative Ore 10.55 Relazione della presidente Michela Vogrig Ore 11.15 Intervento dell’assessore alle Finanze della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli Saluto degli ospiti e interventi dei delegati Ore 11.50 Tavola rotonda Co-progettare il futuro presente: sinergie e strategie tra pubblico e privato Dialogheranno: Paolo Rosso – esperto senior di politiche di sviluppo locale Co-progettare tra pubblico e privato per promuovere sviluppo locale. Mauro Guarini – vice presidente cooperativa Part-Energy L’esperienza della Comunità Energetiche Rinnovabili in FVG: le opportunità di partenariato per contrastare la crisi energetica e promuovere la sostenibilità. Roberto Revelant – Rappresentante ANCI FVG, Sindaco di Gemona L’esperienza della Comunità Energetiche Rinnovabili in Fvg: le opportunità di partenariato per contrastare la crisi energetica e promuovere la sostenibilità Giovanna Barni – Presidente di CulTurMedia e vice presidente Legacoop Rigenerazione urbana e territoriale: nuovo abitare, welfare, culture (e colture) Walter Toniati – consulente senior ed esperto in PPP Il partenariato pubblico privato: le novità introdotte dal codice degli appalti, opportunità e sfide Michela Vogrig – presidente Legacoop Fvg Il ruolo della cooperazione e lo sviluppo di nuove strategie e sinergie tra pubblico e privato. Modera: Francesco De Filippo scrittore e giornalista, responsabile Ansa Fvg Ore 13.30 Conclusione lavori e Light lunch