Creare di una nuova imprenditorialità in montagna, nello specifico di imprese agrosilvopastorali. Ma anche partecipazione e rigenerazione delle comunità locali e valorizzazione dei territori montani. Sono gli obiettivi formativi della prima edizione del Master di I livello in Innovazione dei sistemi agrosilvopastorali della montagna. Per comprendere e illustrare contenuti e finalità del corso, sostenuto anche da Legacoop Fvg, è in programma, martedì 23 gennaio alle 18 Tolmezzo, un incontro informativo. La partecipazione all’appuntamento, che si terrà nella sala convegni della Comunità di montagna della Carnia (via Carnia Libera 1944, 29) è gratuita e aperta a tutti e tutte.
Recruiting day Legacoop Fvg e Regione, 100 le posizioni aperte
“Continua l’impegno della Regione per far incontrare l’offerta con la domanda tramite i recruiting days, occasioni importanti per permettere alle aziende di reperire il personale di cui necessitano e per offrire al cittadino in cerca di occupazione la possibilità di entrare nel mondo del lavoro. Sono cento le posizioni aperte, da parte di 11 aziende, per questa nuovo momento di reclutamento, ricerca e addestramento di personale lavorativo i cui termini per presentare la propria candidatura scadono il 14 gennaio 2024″. Sono le parole dell’assessore al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca e università del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, a margine della presentazione tenutasi a Udine, nella sede della Regione di via Sabbadini, del nuovo recruiting day organizzato dalla Regione in collaborazione con la Legacoop Fvg, fissato per il 25 gennaio 2024, a Udine, a Palazzo Antonini Belgrado. “Il recruiting day che è stato presentato oggi è il primo che si realizzerà nel 2024 – ha rimarcato Rosolen -. Dopo i positivi riscontri del 2023, questo strumento si conferma essere una risposta efficace che l’Amministrazione regionale riesce a dare a molte imprese e società cooperative, le quali, nel Servizio pubblico, trovano la giusta combinazione di strumenti per l’occupazione e l’inserimento lavorativo di nuove figure. Ne sono un esempio la formazione, ricerca e selezione di profili professionali, così come gli incentivi per le assunzioni”. Le figure ricercate dalle aziende sono molte, diversificate a seconda delle aree operative. Le persone interessate a candidarsi devono inviare il proprio curriculum vitae seguendo le indicazioni che si possono trovare al link entro domenica 14 gennaio 2024. «Siamo molto contenti – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – per questa proficua esperienza con la Regione, frutto di un lavoro stimolante che mette a valore la capacità del sistema imprenditoriale. Nel gruppo di cooperative che abbiamo raccolto – ha proseguito – si conferma la trasversalità a cui siamo abituati a lavorare quotidianamente, dalle cooperative sociali alle comunità energetiche rinnovabili, dai servizi all’edilizia e alla progettazione». Tra tutte le candidature ricevute sarà svolta una pre-selezione per verificare il possesso dei requisiti e individuare i candidati maggiormente in linea con i profili ricercati dalle aziende. Tra il 17 e il 24 gennaio i candidati così selezionati riceveranno conferma via email dell’appuntamento per il colloquio previsto per giovedì 25 gennaio 2024, secondo gli orari comunicati nell’e-mail. Lo stesso curriculum può essere inviato a più aziende in elenco. Le cooperative che ricercano personale sono la Agriverde (Chiusaforte), Aster Coop (Udine, San Vito al Tagliamento); Camst (Udine); Coop Alleanza 3.0 (Udine, Cividale del Friuli, Gemona del Friuli, San Daniele del Friuli, Maniago, Pordenone); Cooprogetti (Pordenone); Ici (Ronchi dei Legionari), Idealservice (Pasian di Prato); Ingarcoop (Codroipo); Lavoratori Uniti F. Basaglia (Trieste); Part-Energy (Udine) e Valcanale Cooperativa Pluriservizi (Tarvisio).
Legacoop Fvg, il sistema cooperativo tiene
Il sistema cooperativo del Friuli Venezia Giulia tiene. Certo, con alcune difficoltà derivanti da una molteplicità di situazioni critiche, dalla pandemia alle guerre, dalla crisi energetica all’aumento dei costi della materie prime con pesanti ricadute su famiglie e imprese. Eppure i dati presentati dall’associazione che raccoglie le più grandi cooperative della regione, regalano uno scenario che fa ben sperare. È quanto emerso a Gorizia nel corso della presentazione del Bilancio Sociale 2022 di Legacoop Fvg. Un documento che seppur fotografando la situazione delle cooperative associate l’anno passato, offre diversi spunti anche per un’analisi dell’andamento sull’anno che sta per concludersi. «É un momento importante per l’associazione – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –, un’occasione di incontro e confronto, preziosa per rappresentare e rendicontare al nostro interno e all’esterno cosa abbiamo fatto e in quale direzione vogliamo andare. Giovani, sostenibilità, politiche di contrasto alla violenza di genere, aree interne, filiere sono solo alcune delle traiettorie che saranno al centro dell’attività associativa. Abbiamo bisogno di azioni concrete per praticare e rilanciare alleanze che partano da noi ed é in questa direzione che dobbiamo continuare a investire e cooperare. Dobbiamo essere consapevoli del nostro valore, orgogliosi di ciò che rappresentiamo, ma dobbiamo anche essere credibili, comprensibili e coerenti. E il bilancio sociale tenta dare una risposta proprio a questi temi». I dati Ed eccoli i dati, messi nero su bianco nella pubblicazione dell’associazione che con i suoi quasi 210 mila soci e un valore della produzione di 1,76 miliardi di euro (era 1,21 mld l’anno precedente), rappresenta un osservatorio privilegiato sul movimento cooperativo e, di conseguenza, sull’andamento economico del territorio. Il patrimonio netto complessivo delle cooperative associate a Legacoop Fvg ammonta a fine 2022 a 233 milioni di euro (nel 2021 era stato di 218 milioni di euro). Come ricordato, l’associazione raccoglie le più grandi cooperative della regione e che, da sole, impiegano oltre 16 mila addetti. Grandi e longeve, visto che delle 172 cooperative e imprese associate, 17 hanno oltre 50 anni di vita e ben 10 hanno superato il traguardo dei 100 anni di attività. Uno sguardo al futuro Per consolidare questi risultati e impegnarsi a fare sempre di più «Servono alleanze – ha proseguito Vogrig –, convergenze su obiettivi e progetti comuni che ci consentano di far avanzare un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo. Abbiamo bisogno di guardare oltre, cercando convergenze con altri sistemi imprenditoriali, non solo del sistema dell’economia sociale. Dobbiamo essere ancora più coesi agendo su obiettivi comuni, solo così potremo uscirne rafforzati, essere uniti nella rappresentanza, pur restando autonomi nell’organizzazione». Da qui la necessità di investire sul partenariato pubblico privato e alleanze con le diverse istituzioni. Una tra tutte quelle con l’Università di Udine con cui Legacoop Fvg ha annunciato proprio a Gorizia l’imminente partenza di un percorso Minor sulla cooperazione. A illustrare il nuovo progetto Mario Robiony, professore associato di Storia economica del Dipartimento di Scienze Economiche e Statistice dell’ateneo friulano». L’annuncio del Minor con Uniud «Il Minor – ha spiegato Robiony – è una nuova attività formativa approvata recentemente dall’università per proporre a studenti, ma anche esterni, delle competenze trasversali su un tema specifico. In questo caso abbiamo scelto il tema della cooperazione per offrire, con un percorso accessibile a tutte le facoltà, una prima formazione e avvicinare gli studenti a questo mondo. La tavola rotonda E ancora sul futuro, stavolta declinato sul tema dell’eredità che potrà consegnare una grande occasione come Go!2025, anno in cui Gorizia e Nova Gorica saranno insieme capitale europea della cultura. Moderati dallo scrittore e giornalista Andrea Bellavite, a discutere insieme dunque di “Cre-azioni di confine oltre Gorizia 2025, la cooperazione culturale motore di futuro”, questo il titolo, sono stati il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, la consulente Gect Go, Chiara Isadora Artico, il componente del Consiglio camerale della Cciaa della Venezia Giulia, Gianluca Madriz, la neo presidente di Culturmedia Fvg, Raffaella Tamiozzo, e il presidente della Cooperativa Maja, Igor Komel.
Legacoop Fvg sostiene il Master in Innovazione dei sistemi agrosilvopastorali della montagna
Creare di una nuova imprenditorialità in montagna, nello specifico di imprese agrosilvopastorali. Ma anche partecipazione e rigenerazione delle comunità locali e valorizzazione dei territori montani. Sono gli obiettivi formativi della prima edizione del Master di I livello in Innovazione dei sistemi agrosilvopastorali della montagna. Imprese e territori, promosso dall’Università di Udine sostenuto anche Legacoop Fvg. Le iscrizioni si possono effettuare a partire dal 29 novembre cliccando a questo link Venti i posti al massimo disponibili, di cui 7 riservati a persone designate dai partner cofinanziatori del Master (Comunità di Montagna del Fvg e Consorzio Bim Tagliamento). La durata è di 340 ore di didattica frontale, laboratoriale e seminariale e 300 ore di stage. Il master, che si svolge in lingua italiana tra febbraio e dicembre 2024, richiede la partecipazione al 70% delle lezioni. Il master rilascerà al termine il titolo di Master Universitario di I livello in “Innovazione dei sistemi agrosilvopastorali della montagna. Imprese e territori”. Termine ultimo per le iscrizioni: 31 gennaio 2024 alle ore 12 Obiettivi formativi Dal punto di vista imprenditoriale, le caratteristiche geomorfologiche di valli e rilievo montani rendono spesso impossibile l’attuazione di strategie che fanno leva sulla specializzazione produttiva, sull’aumento della scala di produzione, e dunque sull’efficienza economica. Tuttavia, le imprese, anche quelle di montagna, dispongono di altre leve competitive, incentrate sulla diversificazione produttiva, sulla valorizzazione delle specificità locali e sulla capacità di coniugare tradizione e innovazione nei diversi segmenti delle filiere produttive, per offrire un paniere di prodotti e servizi unico, tipico, di qualità. Dal punto di vista territoriale, la rigenerazione dei luoghi è strettamente correlata alla definizione di nuove regole insediative, produttive, di gestione delle risorse ambientali e antropiche. Servono dunque nuove relazioni uomo-natura, che possono nascere alla luce delle conoscenze e abilità acquisite nel tempo, delle opportunità che le nuove tecnologie mettono a disposizione, delle crisi che possono diventare occasione di cambiamento. Un cambiamento i cui referenti sono gli abitanti dei luoghi, destinatari ma anche protagonisti dello sviluppo. Questo richiede consapevolezza, coinvolgimento, partecipazione, capacità di plasmare il proprio ambiente di vita, di lavoro, di relazioni, di comunità.
Molestie e violenze sul lavoro, cooperative in prima linea per arginare il fenomeno
L’imperativo, emerso a conclusione dei questionari somministrati nella prima fase del progetto, era stato che serve sempre più consapevolezza. Il che tradotto, significa essere consapevoli di cosa si intenda per molestie o violenze sul luogo di lavoro per non sottovalutare un fenomeno troppo spesso ancora sommerso. Parliamo di “Buone pratiche per l’individuazione, la prevenzione e la gestione dei fenomeni di violenza e molestia sui luoghi di lavoro”, progetto messo a punto da Legacoop Fvg insieme con la direzione regionale dell’Inail e in collaborazione con Isfid Prisma. Iniziativa che ora, con la risposta data dalle cooperative interessate in questa fase, sta iniziando già a dare i suoi frutti. Già, perché è emersa la consapevolezza da parte di tutte e tutti di una maggiore preparazione a gestire episodi di violenza o molestia. Il progetto: “le buone pratiche” Si tratta di un progetto che ha avuto il merito di far emergere comportamenti che risultavano “normalizzati” e quindi con difficoltà venivano segnalati ed affrontati. Rilevare, infatti, è solo il primo passo per approntare un sistema che deve intervenire a diversi livelli per essere realmente efficace. Obiettivo primario è far crescere la consapevolezza dei comportamenti che sono da considerarsi “molestie”, ma soprattutto adottare in modo non estemporaneo strumenti e modalità organizzative per prevenire, accogliere e intervenire in queste situazioni proponendo linee guida che individuino azioni concrete come la nomina di un consigliere/a di fiducia a cui potersi rivolgere, insieme all’introduzione di procedure e buone pratiche come l’uso del modulo di segnalazione anonimo predisposto o delle cassettine dove, sempre in forma anonima, lavoratrici e lavoratori possono inserire le proprie segnalazioni. Come dire, in sintesi, che il progetto ha centrato i suoi obiettivi puntando i fari su temi troppo spesso finora taciuti o sottovalutati, ma è importante fare un ulteriore passo avanti in questa direzione. «Il sistema cooperativo – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – vuole essere in prima linea su questi temi, a partire dalle cooperative che hanno creduto insieme alle loro socie e soci nell’importanza di questo progetto, perché solo con il coinvolgimento di chi lavora ogni giorno ed a tutti i livelli nelle nostre organizzazioni é possibile accrescere quella cultura del rispetto che é l’unico vero antidoto ad ogni forma di molestia e violenza. Ora vogliamo che il successo di questa esperienza pilota – continua –, che ha avuto il coraggio di partire da noi, in quanto nessun contesto può dirsi esente da questi fenomeni, diventi una azione di sistema per il mondo della cooperazione. Non possiamo parlare di violenza di genere solo nella giornata dedicata oppure in occasione di eventi drammatici, per poi spegnere i riflettori fino all’evento successivo o peggio all’ennesimo tragico epilogo. Il nostro impegno, dunque – conclude Vogrig – è di ampliare il più possibile il numero delle cooperative coinvolte e di far crescere quella rete di persone, organizzazioni ed associazioni che si impegnano concretamente a fare la propria parte ogni giorno». I dati Quasi un centinaio le lavoratrici (28%) e i lavoratori (72%) coinvolti nell’iniziativa in tutta la regione. Degli intervistati, il 16% ha dichiarato inizialmente di aver subito molestie o violenza (84% no; 16% sì). Percentuale che sale, invece, al 24% dopo aver ascoltato dall’intervistatore alcuni esempi di violenza o molestia (76% mai subita; 24% sì). Il 46% del campione che riferisce di aver subito molestia ha dichiarato di averla subita da personale dipendente della propria impresa, mentre il restante 54% proviene da persone esterne quali clienti dei punti vendita, o pazienti e familiari nel caso di servizi alla persona. Per quanto riguarda il tipo di molestia o violenza subita il 5% ha dichiarato il pedinamento, il 5% un comportamento a sfondo sessuale, il 5% battute o gesti sessualmente allusivi, il 9% minacce, intimidazioni, ricatti per aver respinto delle avance, il 9% frasi equivoche a doppio senso, il 13% apprezzamenti verbali sul corpo e/o sulla sessualità, il 18% contatti fisici non richiesti, il 36% battute e/o gesti volgari. Complessivamente, l’81% descrive le molestie subite quali apprezzamenti verbali sul corpo e/o sulla sessualità, battute e gesti sessualmente allusivi, battute e/o gesti volgari, contatti fisici non richiesti, frasi equivoche e a doppio senso. Un dato che evidenzia quanto siano ancora frequenti alcuni modi di porsi nei confronti delle persone.
La farina di filiera di grano tenero del Friuli Venezia Giulia
Il pane è il simbolo stesso del cibo: rappresenta in senso lato, fin dalla saggezza popolare, il nutrimento essenziale dell’essere umano. Un alimento vivo, a partire dalle dita che lo plasmano, dal lievito che ne determina la forma, dalle mani che lo spezzano sulla tavola, fino quasi a farlo diventare uno specchio della personalità di chi lo produce e della terra da cui proviene. Questo appare straordinariamente vero per il pane di filiera 100% del Friuli Venezia Giulia, che nella sua consistenza e nel suo sapore richiama appieno il territorio e il popolo da cui proviene: un pane sobrio ma delizioso, concreto e sano ma gustoso, profondamente legato alla tradizione. È infatti un prodotto che fa parte della cultura culinaria regionale realizzato con ingredienti freschi e di qualità: solo farina di grano tenero, acqua, lievito e sale, come nella ricetta di una volta. La cottura in forno gli conferisce un aroma e un sapore unico, ed è un pane versatile, che si può gustare a colazione, a pranzo o a cena, e può essere consumato con salumi, formaggi, verdure, o semplicemente con olio e sale. Ma non solo: si ottiene da materie prime e lavorazioni derivanti da una filiera interamente regionale e per lo più di stampo cooperativo: il grano è infatti coltivato dai soci della Cooperativa Circolo Agrario Friulano di San Giorgio della Richinvelda (PN), e viene successivamente trasformato in farina dal Molino Moras, società Benefit a conduzione familiare da oltre 100 anni di Trivignano Udinese, possessori anche del marchio “IOSONOFVG”, che testimonia la sostenibilità delle imprese regionali e l’origine delle produzioni agroalimentari. L’ultimo passo perché il pane prenda forma avviene per opera delle sapienti mani dei fornai: sia quelli di Coop Alleanza 3.0, che utilizzano la farina per la produzione non solo per ciabatte e pagnotte, ma anche per pizze e focacce, e di due panificatori di lunga tradizione, che producono il pane e lo consegnano ai nostri negozi del Friuli Venezia Giulia coinvolti nella filiera (circa 30 punti vendita): il Forno Rurale di Remanzacco (Ud) e le Cooperative Agricole di Castions (Pn). Tutti i prodotti che fanno parte della filiera sono identificati in punto vendita con cartelli che ne raccontano il percorso, così come da stopper posti direttamente vicino all’etichetta in modo da poter identificare anche chi lo ha lavorato e prodotto. I nostri fornai e il pane autentico del Friuli Venezia Giulia In tre dei nostri punti vendita, gli ipercoop di Meduna di Pordenone, Trieste Montedoro e Villesse, si compie un importante passo di questa filiera, fonte di grande soddisfazione da parte dei nostri lavoratori e dei clienti che possono gustarne i risultati ogni giorno. La farina di filiera viene infatti consegnata dal mulino e impastata ogni giorno dai nostri fornai per la produzione ogni giorno di pane, pizze e focacce all’ipercoop di Meduna a Pordenone, focacce in quello di Montedoro a Trieste e pizze all’ipercoop Le Tiare a Villesse. Un coinvolgimento orgoglioso e partecipe, come ci testimoniano i lavoratori del punto vendita di Meduna: “Fare un pane che deriva da filiera regionale è stata una fonte di grande soddisfazione, sia perché sostiene il lavoro dei nostri produttori locali, sia perché ci ha dato la possibilità di fare un prodotto eccellente nel gusto e nella forma da proporre a tutti i nostri clienti. La farina si presta infatti per tutte le preparazioni che produciamo internamente, dal pane alle pizze, alle focacce. In particolare, a Meduna produciamo 6 tipologie di pane, da biga fatta con farina 100% del Friuli Venezia Giulia, lasciata maturare per almeno 24 ore in cella frigorifera, e rimpastata il giorno successivo per dare vita a un prodotto che per noi è semplicemente stupendo! La Cooperativa Circolo Agrario Friulano: responsabilità e trasparenza Fondata nel 1957, conta oggi oltre 2.000 soci attivi – e un centinaio di dipendenti – la Cooperativa Circolo Agrario Friulano opera da sempre con una grande competenza e conoscenza del territorio, e seguendo i valori imprescindibili di responsabilità, trasparenza e rispetto per i soci agricoltori. “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo!”: questo il loro motto, che fa da bussola a un lavoro quotidiano volto a un continuo miglioramento e attento all’innovazione nel settore agricolo per restare sempre al passo coi tempi e garantire ai propri soci un’offerta adeguata alle loro esigenze. Molino Moras: il molino di famiglia dal 1905 Inizia tutto a Trivignano Udinese, in un piccolo paesino del Friuli Venezia Giulia dove il molino comunale risalente al 1800 viene preso in gestione da Geremia Moras. Siamo nel 1905: il molino funziona a mole ad acqua ed è il centro nevralgico della vita della comunità e dell’economia del territorio. Sul finire degli anni ’20, la famiglia Moras acquista il molino: la produzione aumenta negli anni a seguire con costanza, ma i suoi proprietari hanno lo sguardo rivolto al futuro. Investono infatti in ammodernamenti e poi in ricerca e sviluppo per produrre farine che si possano distinguere per profumo, qualità e attenzione dedicata. Oggi il management del Molino Moras è tutto al femminile, perché il nuovo consiglio di amministrazione è guidato da Nicoletta Moras, con le figlie Anna e Sara: “Ogni giorno con cura trasformiamo il grano affinché ognuno di voi possa raccogliere farina. Così facendo tramandiamo nutrimento e conoscenza: giorno dopo giorno una sapienza passata, diventa sapienza presente. La nostra farina diventa valore da custodire e condividere per quelli che ci sono e che verranno.” Le Cooperative Agricole: il sapere autentico Le Cooperative Agricole di Castions nascono negli anni ’50 con una struttura che allora comprendeva il Molino, la Latteria Turnaria, il Forno Cooperativo, la raccolta e il deposito dei cereali. Innamorati di un sapere autentico, lavorano con passione e impegno ogni giorno, per portare sulle nostre tavole un prodotto genuino, attento all’ambiente e integrato con il territorio, tendendo la mano a produttori locali e scegliendo con cura tutti i loro fornitori. Per il pane da farina del Friuli Venezia Giulia viene utilizzato pochissimo lievito, solo l’1% dell’impasto, che è sottoposto
Bilancio Sociale Legacoop Fvg, la presentazione a Gorizia insieme a una tavola rotonda sull’eredità futura di Go!2025
Un documento dinamico che da un lato misura lo stato di salute del movimento cooperativo, non solo della regione e, dall’altro, sottopone a chi lo sfoglia elementi di criticità e prospettive future. Il Bilancio Sociale 2022 di Legacoop Fvg, come ogni anno raccoglie numeri e analisi dell’associazione che associa le più grandi cooperative della regione con un valore della produzione aggregato in aumento in relazione all’anno precedente. L’appuntamento è per mercoledì 6 dicembre alle 10.00 a Palazzo Lantieri (piazza S. Antonio, 6) a Gorizia. Dopo i saluti istituzionali, numeri e dati del Bilancio Sociale 2022 verranno illustrati da Manuela Daniel di Isfid Prisma con le conclusioni della presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig. «É un momento importante per l’associazione – commenta la presidente –, un’occasione di incontro e confronto, preziosa per rappresentare e rendicontare al nostro interno e all’esterno cosa abbiamo fatto e in quale direzione vogliamo andare. Giovani, sostenibilità, politiche di contrasto alla violenza di genere, aree interne, filiere sono solo alcune delle traiettorie che saranno al centro dell’attività associative. Abbiamo bisogno di azioni concrete per praticare e rilanciare alleanze che partano da noi ed é in questa direzione che dobbiamo continuare a investire e cooperare. Dobbiamo essere consapevoli del nostro valore, orgogliosi di ciò che rappresentiamo, ma dobbiamo anche essere credibili, comprensibili e coerenti. E il bilancio sociale tenta dare una risposta proprio a questi temi». La tavola rotonda: Go!205, quale eredità per il futuro Come ormai prassi, la presentazione del Bilancio Sociale di Legacoop Fvg si accompagna a un incontro su temi d’attualità che coinvolgono il mondo cooperativo, ma non solo. Quest’anno, scelta e luogo di presentazione, sono caduti su Go!2025, l’appuntamento che vedrà il capoluogo isontino, insieme con Nova Gorica, capitale europea della cultura. L’evento vuole avviare un confronto sull’eredità che questo grande evento può lasciare, cogliendone la portata generativa non solo per idee e progetti ma anche nel creare una rete di soggetti in grado di sviluppare le iniziative per la Gorizia del futuro. Alle 11, moderati dallo scrittore e giornalista Andrea Bellavite, a discutere insieme dunque di “Cre-azioni di confine oltre Gorizia 2025, la cooperazione culturale motore di futuro”, saranno il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, la consulente Gect Go, Chiara Isadora Artico, il componente del Consiglio camerale della Cciaa della Venezia Giulia, Gianluca Madriz, la neo presidente di Culturmedia Fvg, Raffaella Tamiozzo, e il presidente della Cooperativa Maja, Igor Komel. A seguire, dopo un “light lunch” previsto per le 12.30, è in programma alle 13.45 la visita culturale al castello di Gorizia a cura della cooperativa Guarnerio (prenotazione in questo caso necessaria inviando una email all’indirizzo segreteria@fvg.legacoop.it)
Sicurezza alimentare, fa scuola in Italia il progetto del Cti su molluschi bivalvi
«Il Centro tecnico informativo é un’esperienza che si é dimostrata non solo uno strumento di controllo, ma soprattutto di efficace cogestione. Una buona prassi che tutela prima di tutto il consumatore e nel contempo valorizza i produttori locali, ma che ha consolidato una cultura che trova nella coooperazione tra pubblico e privato un valore aggiunto che può aprire a nuove sfide future». Lo ha detto oggi, 30 ottobre, a Grado la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig durante il convegno organizzato a conclusione di sette anni di lavoro del Cti (Centro Tecnico Informativo) sulla “salute” di molluschi bivalvi nell’arco costiero del Friuli Venezia Giulia. Un progetto gestito da una Ats di cui Legacoop Fvg è capofila e pensato con lo scopo di offrire a consumatori la certezza di mangiare dei prodotti sicuri e, dall’altro, tutelare i produttori da eventuali contestazioni in caso di non conformità attraverso una fattiva collaborazione con le autorità di controllo. L’iniziativa, durata sette anni, ha infatti coinvolto, caso unico in Italia, una quindicina di diversi soggetti dell’intera filiera, dalla Regione all’Asugi, dall’Asufc all’ArpaFvg, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, all’associazionismo e alla cooperazione ittica. «Il Centro tecnico informativo – ha aggiunto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier – rappresenta un’esperienza che ha elevato in modo notevole la sicurezza di molluschi bivalvi e che sta facendo scuola a livello nazionale perché ha saputo coinvolgere e far dialogare insieme gli operatori di settore e tutti gli organismi chiamati a verificare la qualità di queste importanti risorse ittiche per il nostro territorio. Il nostro auspicio – ha concluso – è che la nuova programmazione europea in fase di elaborazione sappia dare continuità a questa esperienza virtuosa». Dopo i saluti istituzionali, diversi i relatori che sono entrati nel dettaglio del progetto e che hanno rimarcato l’importanza dei campionamenti sui molluschi bivalvi realizzati a salvaguardia della salute dei cittadini con controlli pubblici e attraverso attività di autocontrollo da parte degli stessi pescatori.
Molluschi bivalvi, a Grado un convegno sul progetto unico in Italia per la sicurezza alimentare
Sette anni di impegno a beneficio di consumatori e produttori. Sette anni in cui, caso unico in Italia, una quindicina di diversi soggetti dell’intera filiera, dalla Regione all’Asugi, dall’Asufc all’ArpaFvg, dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, all’associazionismo e alla cooperazione ittica, si sono impegnati tutti assieme in tema di sicurezza alimentare per monitorare lo stato di salute di molluschi bivalvi. È giunto al termine il progetto del Centro Tecnico Informativo, organo gestito da una Ats di cui Legacoop Fvg è capofila, voluto con lo scopo di offrire a consumatori la certezza di mangiare dei prodotti sicuri e, dall’altro, tutelare i produttori da eventuali contestazioni in caso di non conformità attraverso una fattiva collaborazione con le autorità di controllo. Risultati e prospettive in relazione agli aspetti sanitari e ambientali nell’ambito dell’arco costiero del Friuli Venezia Giulia saranno al centro del convegno organizzato per lunedì 30 ottobre alle 15 presso la Cooperativa pescatori di Grado in Riva Dandolo 22. Un pomeriggio di confronti e relazioni a cui porteranno i saluti istituzionali Cristian Maretti, presidente di Legacoop Agroalimentare, Antonio Paoletti, presidente di Flag Gac Fvg, Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg e Donato Antonio Santopolo, presidente OP cooperativa pescatori Grado, mentre le conclusioni saranno affidate all’assessore regionale alle risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier. Il convegno Ad entrare nel dettaglio del progetto e di questi sette anni di lavoro, moderati da Giorgia Polli, coordinatrice del progetto del Cti, saranno poi Claudio Franci, presidente cooperativa Bio- Res e tecnico Cti, al quale spetterà parlare dell’attività di autocontrollo in mare e laguna, di risultati e prospettive del progetto Cti; Walter De Walderstein, mitilicoltore, responsabile tecnico-scientifico Consorzio Cogiumar e tecnico Cti, che parlerà dell’attività di autocontrollo sulle mitilicolture, l’esperienza del Cti in relazione agli aspetti sanitari e ambientali; Manlio Palei, direttore del Servizio prevenzione, sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria della Regione Fvg, che interverrà sull’esperienza della collaborazione tra Ac e Osa in Fvg nel monitoraggio e mantenimento della classificazione delle zone di produzione; Paolo Demarin, direttore servizio veterinario igiene degli alimenti di origine animale di Asugi, che inteverrà su rincipi e prospettive del controllo ufficiale dei molluschi bivalvi in Asugi; Francesco Costanzo, veterinario ufficiale della Soc Igiene degli alimenti di origine animale di Asufc, che tratterà il tema di principi e prospettive del controllo ufficiale dei molluschi bivalvi in Asufc; Giuseppe Arcangeli, direttore Centro Specialistico Ittico dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, che parlerà degli aggiornamenti normativi e prospettive in materia di controllo ufficiale sui molluschi bivalvi; Claudia Orlandi, responsabile Sos Qualità delle Acque Marine e di Transizione dell’Arpa Fvg, che interverrà sul monitoraggio ambientale a supporto della molluschicoltura e il ruolo di Arpa Fvg; i biologi Diego Borme e Rocco Auriemma dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale Sezione di Oceanografia, che si soffermeranno invece sull’esperienza Feamp nella valutazione dello stato delle comunità bivalvi del Friuli Venezia Giulia.
Fondazione e fine del manicomio di Udine, a Pordenone il saggio-racconto di Mario Novello
Un secolo che ha visto la nascita e il fallimento di un’utopia “scientifica”, rappresentata dalla parabola dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Udine, sorto nel 1904 come la struttura più moderna nella nuova psichiatria italiana e chiuso nel 1999, alla fine esatta del Novecento. Venerdì 27 ottobre alle 18 alla Casa del Popolo di Torre a Pordenone “Fondazione e fine del manicomio di Udine (1904-1999)”, presentazione della ricerca condotta da Mario Novello, già direttore del Dipartimento di salute mentale di Udine, che illustra le vicende sociopolitiche che ne hanno portato alla chiusura e trasformazione, descritte nell’esaustivo studio contenuto negli Atti dell’Accademia San Marco di Pordenone. Una storia narrata da un protagonista, lo psichiatra Mario Novello, il pordenonese allievo di Franco Basaglia che, dopo una lunga esperienza a Trieste, era giunto a Udine con la missione di chiudere quello che rimaneva l’ultimo e il più grande manicomio rimasto ancora in attività. Infatti, a dispetto ed in contrasto con gli stessi obblighi imposti dalla legge di riforma psichiatrica, la n. 180 del 1978, le persone continuavano ad essere ammucchiate nell’OPP, in condizioni ogni giorno più disumane. L’evento è promosso da Collettivo degli Storici del Friuli Occidentale in collaborazione con Casa del Popolo di Torre, Anpi, Arci Pelago, Associazione Proteo Fare Sapere, Cgil Spi Pordenone, rivista Atti dell’Accademia di San Marco di Pordenone, Dipartimento delle dipendenze e della salute mentale dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale, Cooperative sociali Acli, Fai, Futura, Itaca e Noncello, e Legacoop Friuli Venezia Giulia. Il libro Novello, da psichiatra che ha voluto diventare anche narratore e storico dell’esperienza manicomiale friulana, ha scritto un saggio per gli “Atti dell’Accademia di San Marco”, costruito in un dialogo teorico e professionale, ma anche intimamente etico, con il suo collega che un secolo prima aveva progettato ed inizialmente diretto il manicomio udinese, il dott. Giuseppe Antonini, psichiatra esperto di pellagrologia ed alcooldipendenze, allievo tra i principali del grande scienziato positivista Cesare Lombroso. Un dialogo che mette in rilievo i caratteri e le contraddizioni di un’utopia, che puntava deliberatamente ad offrire cure apparentemente moderne ad una minoranza, lasciando sullo sfondo dell’esclusione più estrema la maggioranza delle persone sofferenti. Dialogo quanto mai intrigante, in cui ai testi di Antonini viene contrapposta la verifica di quanto – dopo i primi anni gestiti direttamente dal fondatore – è stato attuato concretamente, trasformando l’utopia in una drammatica e inaccettabile condizione di deprivazione che ha colpito migliaia e migliaia di cittadini e cittadine. Una eredità di sofferenza che è stata superata con il completo smantellamento dell’ex manicomio udinese, condotto parallelamente alla costruzione sul territorio dei moderni servizi di salute mentale, quelli che contraddittoriamente erano stati sperimentati tra i primi in Italia proprio nelle province contermini di Gorizia, Pordenone e Trieste. La presentazione Venerdì 27 ottobre lo studio del dottor Novello verrà presentato e commentato alla Casa del Popolo di Torre di Pordenone dalle 18 alle 20 nell’ambito del secondo ciclo di conferenze sulla Storia promosse da www.storiastoriepn.it. Previsti gli interventi di Michela Vogrig, una cooperatrice che ha lavorato in quell’impresa di distruzione e ricostruzione dei servizi psichiatrici, responsabile nazionale di Legacoopsociali Salute mentale e presidente di Legacoop Fvg, e di due dirigenti dei servizi di Salute mentale, il pordenonese dott. Fulvio Tesolin, direttore del Ddsm di Pordenone dell’AsFO, e l’udinese dott. Marco Bertoli, direttore del Dsm dell’AsuFC, parteciperanno Paolo Goi, direttore degli Atti dell’Accademia di San Marco, e Gian Luigi Bettoli, redattore di storiastoriepn e già presidente di Legacoopsociali Fvg.