Con una nuova coloratissima immagine, opera di Giuseppe Bernardinelli, torna a Udine la Giornata Mondiale del Gioco, l’evento celebrato in tutto il mondo fin dal 1998 per legittimare il diritto al gioco per i bambini e perché no? Anche per i grandi. L’edizione di quest’anno, che si svolgerà il 25 maggio dalle 16 alle 20, è stata presentata nella sede della Legacoop FVG, uno dei partner dell’evento, dall’assessore all’Istruzione e Cultura, Federico Pirone, e dalla responsabile dell’ufficio attività ludiche del Comune, Claudia Mauro. Nel gioco il bambino sviluppa le sue potenzialità intellettive, affettive e relazionali, impara ad essere creativo, sperimenta le sue capacità cognitive, scopre sé stesso, entra in relazione con i suoi coetanei e sviluppa la sua personalità. Il gioco è, e deve essere, un diritto. Ed è proprio per promuovere questo diritto che ormai più di 20 anni fa l’Onu ha istituito ogni anno la Giornata internazionale del gioco. Udine non intende mancare all’appuntamento con un ricco programma di iniziative promosse dal Comune. Lo spirito di questa iniziativa si basa sui seguenti princìpi: la gratuità, l’incontro tra persone di differenti età e culture e la diffusione del gioco sotto tutte le forme, favorendo la pratica del gioco nei luoghi pubblici e privati, nelle istituzioni, in strada e in famiglia. Grazie alla partecipazione di associazioni, enti, scuole e gruppi sportivi da tempo il Comune restituisce ai ragazzi le piazze della città, sotto il cappello del motto “Una città che gioca è una città che cresce”. L’assessore alla Cultura e Istruzione del Comune di Udine Federico Pirone spiega l’iniziativa: “Questa amministrazione vuole che Udine sia una città a misura di famiglie e a misura di bambine e bambini. Per questo ringrazio tutti gli enti e le associazioni che si impegnano con grande entusiasmo per la giornata del gioco, che ogni anno ci riserva grandi soddisfazioni. Il programma, elaborato dall’ufficio dedicato alle attività ludiche e dalla Ludoteca, che da quest’anno sarà aperta a disposizione anche per il periodo estivo, è particolarmente ricco e dedicato a tutte le età. Udine, con le iniziative e attività organizzate dal Ludobus, attivo dal 1999, della Ludoteca comunale inaugurata nel 2012 e dell’Archivio Italiano dei Giochi e il Centro di documentazione della cultura ludica, è un punto di riferimento nel panorama ludico nazionale e modello di buone pratiche sul gioco a livello europeo”. “Con il gioco – commenta la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – i bambini e le bambine imparano a relazionarsi oltre che con sé stessi anche con gli altri. Sperimentano la condivisione, le differenze, la solidarietà, imparano a cooperare tra loro, a risolvere i conflitti, a cercare strategie collaborative per affrontare i problemi ed a costruire la cultura della pace e della fratellanza tra i popoli. Quest’anno i nostri laboratori “mettono in gioco” temi come sostenibilità, diritti, biodiversità, solidarietà ed accoglienza: un’occasione per conoscere le molteplici attività che le nostre cooperative, che ringraziamo anche quest’anno per la disponibilità e l’impegno, portano avanti ogni giorno nel loro quotidiano lavoro». Il programma SCARICA IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA GIORNATA Sono sette i luoghi che diventeranno la scenografia degli oltre 40 laboratori, percorsi, punti gioco allestiti nelle varie piazze e giardini della città, con qualche incursione nei quartieri, come in Stazione, dove ci sarà il treno della FUC, Cesarino, ad accompagnare i ragazzi in città e Paderno, dove sarà organizzata una speciale caccia al tesoro. L’info point di piazza Libertà distribuirà il programma dell’evento. In Loggia del Lionello e nella Loggia di San Giovanni (piazza Libertà, ribattezzata piazza della cooperazione) ci saranno giochi e laboratori messi in campo anche da Legacoop Fvg e da diverse cooperative associate, in Piazza Duomo associazioni sportive e giochi di abilità, in Piazza Libertà molti laboratori creativi oltre che la Protezione Civile, la Polizia Locale e la Croce Rossa. In via Mercatovecchio edugame interattivi e laboratori di costruzione giocattoli. In piazza Matteotti spazio al ludobus di Udine e ai clown con giocoleria e animazione, mentre in piazza XX Settembre ci saranno ospiti diversi Ludobus da fuori regione. Infine in ludoteca e nei Giardini del Torso attività per grandi e piccini con storie, racconti e antichi giochi da giardino. Un lungo percorso tutto da scoprire nell’arco del pomeriggio dedicato al divertimento e alla curiosità.
Seminare la pace nei gesti quotidiani, tre incontri in regione con Rada
Radmila, Rada per tutti e tutte, è una donna che con coraggio e determinazione ha gettato le basi per la nascita di una cooperativa agricola di donne di Bratunac e Srebrenica. I prodotti che la cooperativa “Insieme” produce, non a caso, si chiamano “Frutti di Pace”. E non a caso si chiama “Frutti di solidarietà” il progetto di cooperazione internazionale per l’inclusione sociale in Bosnia che vede capofila Legacoop Fvg in collaborazione con Coop Alleanza 3.0. A Pordenone Radmila Žarković, presidente della cooperativa “Insieme”, sarà ora in regione per partecipare a tre incontri in programma da domani, 5 maggio, a martedì 7 maggio. Il primo appuntamento, domani 5 maggio, è all’Ipercoop Meduna di Pordenone (precisamente negli spazi di Seminar Libri) dove alle 16.30 Rada sarà ospite di un dialogo sulla pace nei gesti quotidiani al quale parteciperanno anche Andrea Barachino, direttore Caritas della diocesi di Concordia Pordenone, e Gloria Favret, presidente del consiglio di zona soci Coop Alleanza 3.0 di Pordenone. A Gorizia La presidente della cooperativa agricola in cui oltre 500 famiglie di etnie e religioni diverse lavorano e producono marmellate e succhi sarà il giorno dopo, 6 maggio, a Gorizia dove incontrerà in mattinata alcuni studenti delle scuole cittadine e alle 18 nuovo incontro pubblico, stavolta al circolo Arci Gong in via delle Monache 10/A al quale parteciperanno, parlando di “una storia di riconciliazione e rinascita al femminile”, il consigliere regionale Enrico Bullian e Giorgia Polli, responsabile relazioni internazionali e progettazione di Legacoop Fvg. A Trieste Ultimo appuntamento in programma a Trieste martedì 7 maggio, quando alle 18 nel ridotto del Teatro Miela l’incontro pubblico a parlare di pace, solidarietà e cooperazione saranno insieme a Rada la giornalista e scrittrice Fabiana Martini e la presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Uguaglianza ed equità nel nuovo logo di Legacoop
“Siamo portatori dell’uguaglianza e dell’equità nell’era della complessità. Il nuovo logo di Legacoop racchiude questo messaggio e intende produrre un migliore impatto su tutti coloro che entrano in contatto con la nostra associazione, accendendo l’empatia e quindi la relazione con le persone”. Lo ha spiegato Simone Gamberini, presidente di Legacoop, presentando il nuovo logo dell’associazione in occasione della Conferenza programmatica e di organizzazione che si è svolta a Roma. Il simbolo ‘uguale’ (=), dunque il concetto di uguaglianza, alla base del logo che a partire dai prossimi giorni rappresenterà Legacoop in tutte le sedi e su tutti i canali di comunicazione, “è stato scelto -sottolinea Gamberini- in coerenza con l’impegno che Legacoop e le cooperative associate assicurano per contrastare le disuguaglianze economiche e sociali, accentuatesi in anni recenti, proponendo i valori della cooperazione come strumento per costruire un modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale”. L’operazione di rebranding dell’associazione si è avvalsa del supporto professionale dell’Agenzia Inarea, presieduta da Antonio Romano.
Pronta a partire la 69^ edizione della Coppa Montes con il sostegno di Legacoop Fvg
Monfalcone è pronta per vivere un’altra giornata di grande ciclismo. Il 25 aprile, puntuale come vuole la tradizione, infatti, tornerà, grazie all’impegno organizzativo del Gs Anpi Provinciale presieduto da Massimo Masat con la collaborazione della Ciclistica Pieris rappresentata da Guido Carlet, la 69^ Coppa Montes. L’edizione 2024 della classica gara ciclistica per juniores, inserita nel calendario nazionale della FCI, è stata presentata presso la Biblioteca di Monfalcone, dove, ad applaudire l’impegno organizzativo dello staff del Gs Anpi Provinciale sono intervenuti il consigliere regionale del Friuli Venezia Giulia Enrico Bullian, l’assessore allo Sport del Comune di Monfalcone, Fabio Banello, l’assessore del Comune di Turriaco, Massimo Merlo, il consigliere del Comune di San Canzian d’Isonzo, Mattia Piemonte e il presidente del Comitato Regionale del Friuli Venezia Giulia della Federazione Ciclistica Italiana, Stefano Bandolin accompagnato dal vice Alessandro Brancati. Deciso anche il sostegno della Bcc Venezia Giulia, rappresentata da Carlo Antonio Feruglio, di Coop Alleanza 3.0, presente con Paola Braulin e di Legacoop Fvg nella persona di Michela Vogrig che ha definito la manifestazione come un evento “capace di coniugare sport, inclusione e storia attraverso la tanta passione e l’impegno degli organizzatori“. Un evento che anche quest’anno, nel ricordare la figura di Silvio Marcuzzi ‘Montes’, partigiano eroe della Resistenza, potrà contare sulla presenza dei migliori talenti del ciclismo internazionale con già 17 formazioni iscritte tra cui spicca il nome dello sloveno Jakob Omrzel (Adria Mobil), fresco vincitore della Parigi-Roubaix Juniores. Il tracciato e la diretta streaming Confermato il tracciato delle passate edizione: 107,5 i chilometri da compiere che saranno caratterizzati dalle asperità di San Floriano del Collio, San Michele del Carso e della salita del Poggio III Armata. Tra le novità del 2024 ci sarà il premio istituito in ricordo dell’ex partigiano di Cormons, Silvano Tomasin, che andrà al corridore che collezionerà il miglior piazzamento sui tre Gran Premi della Montagna. Giovedì 25 Aprile sarà possibile seguire le fasi decisive della 69^ Coppa Montes in diretta streaming a partire dalle ore 15.30 sul Canale YouTube BetaCycling e sulla piattaforma Web e Social di Ciclismoweb.net. A dare il benvenuto alla folta platea intervenuta è stato il presidente Massimo Masat: “La nostra corsa ha origini storiche e, attraverso lo sport, vuole ricordare ogni anno l’importanza di non dimenticare quanto è accaduto. Abbiamo la fortuna di portare avanti la tradizione di una manifestazione che ha sempre premiato atleti di primissimo livello, capaci di affermarsi anche in campo professionistico, come gli italiani Jonathan Milan, Alessandro De Marchi, Samuele Battistella, Matej Mohoric, oltre che un certo Tadej Pogacar. Quest’anno il testimonial dell’edizione 2024 è il professionista sloveno della Visma, Jan Tratnik, che ha accettato subito il nostro invito. Un grazie speciale va alla novantina di volontari che presidieranno il percorso per garantire la sicurezza degli atleti in corsa e a tutti gli sponsor a partire dalla BCC Venezia Giulia e Legacoop per il prezioso contributo, fondamentale per la realizzazione di questo evento“. “Voglio fare i miei complimenti a Massimo Masat e a tutto il gruppo organizzatore per aver fatto crescere negli anni questa manifestazione rendendola una delle più belle e prestigiose del calendario juniores. Anche quest’anno vedo con piacere che ci saranno 17 formazioni di altissimo livello al via e questo, oltre a essere sinonimo di grande spettacolo, è anche una ulteriore testimonianza di quanto sia ambita la Coppa Montes” ha sottolineato Stefano Bandolin, presidente del Comitato Regionale della FCI. Le squadre iscritte Borgo Molino Vigna Fiorita Adria Mobil Petrucci Assali Stefen Makro G.S. Caneva Gottardo Giochi Team Tiepolo Udine Autozai Contri Sava Kranj U.S. Montecorona Carinthia/Styria Rotogal Guadense Pogi team UAE Generali Team Coratti/Work Service MBH Cycling Team Industrial Forniture Moro Biciklistticki Klub Rijeka Campana Imballaggi Sc Padovani
Legacoop Fvg: “Accelerare il percorso culturale delle cooperative verso la sostenibilità”
Oltre 30 anni di storia, impegnata in 4 regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Lombardia), 1900 lavoratori, oltre 29.000 beneficiari dei servizi, 737,6 ton CO2 di emissioni, oltre 21.000 kWh di energia prodotta da impianti fotovoltaici, 100% di rifiuti recuperati, 172 corsi di formazione professionalizzanti, 83% dell’organico composto da donne, sistema SSL conforme a ISO 45001, 24 temi materiali di cui 9 Env, 11 Soc e 4 Gov). Sono soltanto alcuni dei numeri del primo Bilancio di sostenibilità (2022) della Cooperativa sociale Itaca evidenziati dal presidente Paolo Castagna (martedì 26 marzo) a Palazzo Montereale Mantica di Pordenone, sede della CCIAA di Pordenone-Udine, all’interno dell’evento “Rendicontare per il futuro. Il bilancio di sostenibilità: esperienze cooperative e nuove sfide per accompagnare il cambiamento”. Promosso da CCIAA Pordenone-Udine, Legacoop Friuli Venezia Giulia e Itaca, l’appuntamento aveva l’obiettivo di presentare lo strumento del bilancio di sostenibilità nella sua accezione di strumento per accompagnare, trasformare e far evolvere le imprese, anche del terzo settore, verso una concreta cultura della sostenibilità. Cooperazione è eccellenza del territorio “Ho sempre avuto una grande considerazione del movimento cooperativo – ha esordito nel suo intervento di saluto Michelangelo Agrusti, vicepresidente della CCIAA di Pordenone-Udine -. Sebbene spesso le cooperative siano state accusate di agire fuori dalle regole di mercato, la cooperazione è impresa, è qualcosa di speciale e diverso. L’esperienza cooperativa nasce nelle nostre comunità da persone povere che decidevano di mettersi assieme, ne sono nate esperienze straordinarie anche nella nostra regione, realtà capaci di stare sul mercato in tutti i settori e che hanno creato reddito per migliaia di famiglie. Le cooperative sociali stesse si sono dimostrate delle eccellenze del territorio, straordinariamente efficaci ed efficienti e con un forte legame etico”. Lavoro è crescita dell’essere umano Dopo aver portato il saluto del sindaco Alessandro Ciriani, la consigliera Paola De Giorgi del Comune di Pordenone ha evidenziato che “la sostenibilità è un tema di grande attualità sconosciuto ai più”, ma non per questo meno importante. “Il bilancio di sostenibilità chiede di guardare alle attività delle imprese non solo in termini finanziari” ma di andare oltre, verso un “ritorno ad un umanesimo integrale, dove l’uomo è chiamato a prendersi cura di tutto il creato dal punto di vista del lavoro, che va inteso non solo come crescita delle imprese, ma dell’essere umano in senso più ampio”. Legacoop FVG: accelerare il percorso culturale delle nostre cooperative verso la sostenibilità “Che cosa possiamo fare di più come movimento cooperativo, al di là degli adempimenti importanti come il bilancio di sostenibilità, per promuovere e stimolare una cultura della sostenibilità affinché diventi sempre più diffusa?”. È partito da qui l’intervento di Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg, che ha sottolineato come “la sostenibilità debba permeare tutte le organizzazioni, diffondendosi e coinvolgendo i territori. L’economia sociale rappresenta un modello di sviluppo economico non estrattivo, che è per sua natura inclusivo e democratico, e del quale il movimento cooperativo è parte. Dobbiamo guardare non solo agli aspetti ambientali, ma anche all’equità redistributiva, così come alla qualità del lavoro. Come Legacoop Fvg intendiamo sostenere ed accompagnare questi processi a partire dalle nostre cooperative e ponendo attenzione a tutta la filiera. Il movimento cooperativo ha una grande responsabilità che ci impegna ad essere consapevoli coerenti e credibili”. Green Deal europeo: il quadro normativo di riferimento Il prof. Alain Devalle, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, è intervenuto su “Il bilancio di sostenibilità. Importanza dell’informativa e nuovo quadro normativo di riferimento”, evidenziando come i temi innovativi rappresentati dal bilancio di sostenibilità si trovino in un quadro normativo in divenire. “L’impresa esiste per soddisfare dei bisogni e deve raggiungere determinate performance in termini finanziari, le imprese cooperative hanno dalla loro la sensibilità relativa al come realizzare le performance, non solo gli aspetti finanziari”. Ma “l’impresa non produce solo numeri, nella sostenibilità rientrano specifici aspetti quali il rispetto dell’ambiente (Env), gli aspetti sociali (Soc) e la governance (Gov). Il quadro di riferimento europeo è quello del Green Deal, un pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l’UE sulla strada di una transizione verde, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In quest’ottica “le imprese dovranno rendicontare informazioni sulla sostenibilità in termini di informazioni di bilancio da inserire nella rendicontazione sulla gestione”. Rispetto all’obbligatorietà della rendicontazione societaria di sostenibilità, Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD, è vero che si richiede alle imprese la raccolta di informazioni anche sugli aspetti sociali e di governance, ma la componente ambientale è fondamentale in qualunque ambito di attività”. In buona sostanza sostenibilità non deve essere un obbligo “ma un paradigma dell’impresa che voglia restare sul mercato in un’ottica di crescita”. Il trait d’union tra bilancio di sostenibilità, bilancio d’esercizio e bilancio sociale Il prof. Maurizio Cisi, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, nel suo intervento “Il bilancio di sostenibilità delle cooperative sociali” ha ricordato come il percorso di sostenibilità di Itaca – che ha raggiunto un primo obiettivo con il primo esercizio volontario di rendicontazione del bilancio di sostenibilità – in realtà sia iniziato anni addietro già con il bilancio sociale, “ottimo strumento che le cooperative sociali, e gli enti del terzo settore più in generale, utilizzano come mezzo di sensibilizzazione e presa di coscienza”. Se il bilancio sociale rendiconta quel che un’impresa fa, il bilancio di sostenibilità sposta l’accento sui rischi di un’impresa nel fare quel che fa, ad esempio “come l’impresa incide sui cambiamenti climatici, come pensa di adottare la propria strategia per allinearsi alla transizione verso un’economia sostenibile”. I servizi di Itaca, per fare un altro esempio, “si basano sullo spostamento delle persone in auto, siamo consci di quanto emettiamo ogni giorno?”. Cambiamento climatico, inquinamento, economia circolare, forza lavoro propria sono altri elementi di cui dovrebbe tenere conto una governance attenta alla sostenibilità, verso un percorso che in futuro porti ad un bilancio integrato cooperativo di sostenibilità. Itaca: una traiettoria di transizione verso una maggiore sostenibilità “Per noi principi e valori sono bussole ideali
Legacoop Fvg immagina il futuro della cooperazione
Le trasformazioni in corso chiamano sempre più gli attori dell’economia sociale a fornire risposte trasversali per affrontare sfide complesse: tecnologiche, ambientali, sanitarie, energetiche, economiche e sociali. Una grande responsabilità che coinvolge direttamente il movimento cooperativo in generale e, quindi, anche Legacoop, cui spetta il compito di definire un programma da offrire al Paese e ai propri associati, presenti e futuri. Da qui l’invito a tutti i territori regionali, Friuli Venezia Giulia compreso, dunque, per definire un documento programmatico da consegnare il 15 e 16 aprile prossimi, nel corso di una grande conferenza organizzativa e di programmazione. Un appuntamento chiamato, non a caso, “Immagina, costruiamo il futuro della cooperazione”. Immagina Fvg Ed è proprio in vista di questo appuntamento che ieri, 22 marzo, si è svolto a Villa Russiz di Carpiva del Friuli (Go). Un intenso pomeriggio di lavori al quale hanno preso parte i vertici dell’associazione nazionale, a partire dal suo presidente, Simone Gamberini, e regionale, la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, e il vicepresidente Marco Riboli. «É stato un incontro partecipato e ricco di stimoli, un’occasione per condividere progetti, riflessioni e visioni che guardano al futuro – ha sottolineato Vogrig- . La cooperazione è una forma di impresa che per sua natura ha lo “sguardo lungo”: non ha scadenza, è intergenerazionale e orientata alla sostenibilità. Promozione cooperativa, prossimità, sostenibilità, cooperazione tra cooperative e innovazione sono solo alcune delle traiettorie sulle quali si è sviluppato il racconto dei tanti progetti che senza fare rumore ogni giorno contribuiscono a rendere migliori le nostre comunità». Numerosi gli interventi degli ospiti. Al tavolo dei relatori, infatti, si sono seduti Franco Michelini, vicepresidente Legacoop Agroalimentare nazionale, che si è soffermato sull’esperienza cooperativa nei processi di promozione e aggregazione delle filiere agroittiche; Mario Cifiello, presidente Coop Alleanza 3.0 al quale è spettato il compito di parlare della cooperazione di consumo come strumento di valorizzazione delle filiere agroalimentari in Fvg e Francesco Marangon, professore ordinario al Dipartimento di Scienze Economiche e Statistiche dell’ateneo friulano che ha affrontato il tema della sostenibilità delle filiere agroalimentari. Da qui il focus si è spostato sulle best practice del sistema cooperativo regionale, declinate nei diversi settori al centro degli interessi economici, e non solo, del Friuli Venezia Giulia. Si è quindi parlato dell’esperienza della Filiera Qualità Fvg con Alessandro Driussi, presidente Venchiaredo spa – Gruppo Granarolo, di quella di Pancoop e dei negozi di comunità con Aulo Maieron, presidente Pancoop. Al centro del dibattito anche la cooperazione come agente di sviluppo locale, tema affrontato da Stefania Marcoccio, presidente Cramars, ma si è parlato anche di comunità e cultura a partire dall’esperienza di Bonawentura Teatro Miela con il suo presidente Enzo D’Antona, così come di sport, salute e cooperazione, tema questo al centro dell’intervento del presidente della Polisportiva San Vito, Giovanni Raggi e, infine, di Comunità energetiche rinnovabili con Mauro Guarini, vicepresidente di Part-energy. Intervenuto al tavolo anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier.
Itaca presenta il Bilancio di sostenibilità, a Pordenone l’evento per “rendicontare il futuro”
Il bilancio di sostenibilità non è un mero adempimento, ma un’opportunità per accompagnare, trasformare e far evolvere le imprese, facendo crescere la cultura della sostenibilità. Sarà questo il focus dell’evento previsto a Pordenone martedì 26 marzo alle 10.30 nella sede della Cciaa di Pordenone-Udine a Palazzo Montereale Mantica, in corso Vittorio Emanuele II 56, dal titolo “Rendicontare per il futuro. Il bilancio di sostenibilità: esperienze cooperative e nuove sfide per accompagnare il cambiamento”, nel corso del quale sarà presentato il bilancio di sostenibilità della Cooperativa sociale Itaca. La Direttiva Uu 2022/2464 pubblicata il 16 dicembre 2022, che ha rivisto e modificato la precedente Direttiva Ue 2013/34, relativa all’obbligo di “comunicazioni di informazioni di carattere non finanziario” da parte di aziende di grandi dimensioni, ha stabilito l’obbligatorietà della rendicontazione societaria di sostenibilità, Corporate Sustainability Reporting Directive – Csrd. La parola chiave della sostenibilità Benessere delle persone e delle comunità, attenzione costante alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica, come anche all’utilizzo efficiente e consapevole delle risorse, risparmio energetico e cultura ambientale nei luoghi di lavoro. Sono le parole chiave che traducono l’impegno nei confronti delle persone e dei territori che il sistema cooperativo regionale che Legacoop Fvg rappresenta, ne è un buon esempio il primo Bilancio di Sostenibilità della Cooperativa sociale Itaca. In questo solco si inserisce l’evento pordenonese del 26 marzo, promosso da Cciaa Pordenone-Udine, Legacoop Friuli Venezia Giulia e Itaca. “La sostenibilità – sottolinea la presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig – è una delle traiettorie che da anni impegna Legacoop FVG: fornire un supporto orientato a creare una cultura che accompagni il cambiamento è oggi quanto mai urgente e non più rinviabile. Dobbiamo impegnarci agendo in modo corresponsabile per affrontare questa transizione, adottare comportamenti e azioni coerenti ed efficaci come un Bilancio di Sostenibilità che non deve essere un mero adempimento ma un volano di sviluppo e di miglioramento continuo”. “Per noi principi e valori sono bussole ideali – sottolinea il presidente di Itaca, Paolo Castagna -, che orientano il nostro essere e il nostro fare da sempre. Crediamo nell’importanza di beni comuni dal valore inestimabile come la qualità delle relazioni, la cura dell’ambiente, l’attenzione al benessere collettivo e alla diffusione della cultura della sostenibilità”. L’esperienza di Itaca Il report di sostenibilità misura, infatti, in modo puntuale e tecnicamente rigoroso gli impatti dell’operato della cooperativa Itaca nello svolgimento delle proprie attività sull’ambiente e sul territorio, sulle persone e sul modello di governance, utilizzando gli standard internazionali previsti dalla normativa europea, come definiti dal Global Reporting Initiative. Tappa fondamentale la conclusione a fine 2023 del percorso relativo all’Obiettivo 5 “Parità di Genere”, uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che 193 Paesi membri delle Nazione Unite si sono impegnati a realizzare entro il 2030. Obiettivo raggiunto da Itaca lo scorso 14 dicembre con il rilascio della certificazione di genere UNI PdR 125:2022 da parte dell’ente Uniter. Il programma della giornata Il programma del 26 marzo a Palazzo Montereale Mantica di Pordenone prevede alle 10 la registrazione dei partecipanti; alle 10.30 i saluti istituzionali di Michelangelo Agrusti vicepresidente Cciaa Pordenone-Udine e della consigliera Paola De Giorgi delegata dal sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani, a seguire l’introduzione di Michela Vogrig presidente Legacoop Fvg. Dalle 11 gli interventi: Alain Devalle, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, “Il bilancio di sostenibilità. Importanza dell’informativa e nuovo quadro normativo di riferimento”; Maurizio Cisi, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, “Il bilancio di sostenibilità delle cooperative sociali e il trait d’union con il bilancio d’esercizio e il bilancio sociale”; Paolo Castagna, presidente Cooperativa Itaca, Il Bilancio di sostenibilità della Cooperativa sociale Itaca”; Anna Fasano, presidente di Banca Etica, Il Bilancio come lettura integrata della sostenibilità”; Sabrina Marcuzzo, direttore commerciale del Terzo settore di Intesa Sanpaolo, Sostenibilità e valorizzazione d’impatto”; Renato Cinelli, dottore commercialista Studio Ciganotto Cinelli Salvato Pisani, “Sintesi e prospettive”. Alle 12.30 dibattito e conclusioni.
Frutti di solidarietà, la cooperazione internazionale unisce Legacoop Fvg e Coop Insieme di Bratunac
A poco più di un mese dal prestigioso riconoscimento ottenuto al Premio Nonino 2024, dove insieme ad Angelo Floramo ha vinto il Premio Risit d’Aur, la cooperativa Insieme delle donne di Bratunac e Srebrenica è ora al centro di un progetto di cooperazione internazionale finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso la L.R. 19/2000, che vede come capofila Legacoop Fvg, associazione che raccoglie le più grandi cooperative della regione. “Frutti di solidarietà”, questo il nome dell’iniziativa, infatti, intende promuovere lo sviluppo locale e la valorizzazione di buone pratiche nell’inclusione sociale in Bosnia dove una donna straordinaria, la presidente di “Insieme”, Radmila Zarkovic, per tutti Rada, dopo il terribile conflitto Balcanico ha fondato nel 2003 la cooperativa agricola in cui oltre 500 famiglie di etnie e religioni diverse lavorano e producono marmellate e succhi chiamati non a caso “Frutti della Pace“. Prodotti commercializzati da Coop Alleanza 3.0 che a novembre scorso ha deciso di premiare a San Vito al Tagliamento (Pn) proprio Rada durante il riconoscimento “Donna Coop 2023”. «Un progetto che ci consente di sostenere un’iniziativa importante – spiega la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – con la cooperativa Insieme e con Rada, donna coraggiosa e visionaria che con il suo progetto è riuscita a superare divisioni etniche e religiose. Ed è grazie anche a storie come la sua che si nutre la speranza per il futuro». Il progetto Il progetto, della durata di un anno e che, come detto, ha come capofila Legacoop Fvg, prevede una spesa di quasi 50 mila euro, di cui circa 30 mila coperti dal finanziamento regionale ai sensi della L.R. 19/2000, e vede la partecipazione come partner del Consorzio Cosm di Udine, dell’Isis Brignoli Einaudi Marconi di Gradisca d’Isonzo e, naturalmente, della Cooperativa Insieme di Bratunac in Bosnia Erzegovina. Beneficiari dell’iniziativa sono persone in condizioni di svantaggio o vulnerabilità, in particolare donne, ma anche operatori dei servizi territoriali per l’inclusione sociale e lavorativa, studenti, insegnanti e personale scolastico, operatori dei servizi per il lavoro e delle imprese. Lo scopo è quello di ampliare le opportunità d’inserimento socio-lavorativo delle persone in situazione di vulnerabilità, in particolare donne, rafforzare la capacità dell’impresa sociale di valorizzare e innovare le proprie produzioni per creare nuove opportunità di formazione e lavoro per le persone in situazione di vulnerabilità e, non da ultimo, favorire lo scambio di buone pratiche e la diffusione del modello dell’impresa sociale tra Regione Friuli Venezia Giulia, la Bosnia e gli altri territori dei Balcani. Alle ragazze e ai ragazzi dell’Isis Brignoli Einaudi Marconi spetterà il compito di elaborare un project work e di raccogliere testimonianze ed esperienze durante la visita scolastica a Srebenica da presentare poi nel corso di un incontro in regione. «Il progetto sarà un’opportunità preziosa per far conoscere questa esperienza, nata in un territorio profondamente segnato dalla guerra – ha aggiunto la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig. – Un’iniziativa imprenditoriale che, non a caso, ha scelto la forma cooperativa e che ha potuto commercializzare i suoi prodotti proprio a partire da una collaborazione con un’altra grande realtà cooperativa come Coop Alleanza 3.0. Il nostro impegno come associazione è di far conoscere e sostenere la crescita imprenditoriale di questa realtà, perché mai come in questo momento la pace ha bisogno di nuovi frutti».
Formare i cooperatori di domani, presentato il nuovo percorso formativo di Uniud insieme al mondo cooperativo
“Essere, creare, gestire imprese cooperative”. È il nuovo percorso formativo organizzato dall’Università di Udine e dalle tre principali centrali cooperative – Agci, Confcooperative, Legacoop Fvg – con l’obiettivo di formare i cooperatori di domani. Una opportunità di aggiornamento e acquisizione di nuove competenze per dare nuova linfa a uno dei settori economici fondamentali del Paese. L’iniziativa è stata presentata ieri, 26 gennaio, all’Ateneo friulano dal rettore Roberto Pinton; dal responsabile del corso, Mario Robiony; dalla presidente regionale di Legacoop, Michela Vogrig, e dalla presidente di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini. Le caratteristiche Il corso è destinato ad aspiranti cooperatori; a imprenditori, personale e dirigenti del mondo cooperativistico; a studenti e laureati. Si svolgerà a marzo e aprile e sarà possibile iscriversi fino al 23 febbraio. È richiesto solo il diploma di maturità. I posti disponibili sono 30. Sono previste 72 ore di didattica in presenza e online, suddivise in tre moduli. Non mancheranno le testimonianze del mondo cooperativistico e delle istituzioni, lo sviluppo di casi studio e le visite in azienda. Il corso, del valore di 9 crediti formativi, è gratuito per gli studenti, per gli esterni è prevista una quota di 300 euro. L’iniziativa formativa è organizzata dal Dipartimento di Scienze economiche e statistiche in collaborazione con quello di Scienze giuridiche. Per maggiori informazioni https://www.uniud.it/it/didattica/attivita-trasversali-e-complementari Gli obiettivi I principali obiettivi formativi puntano ad approfondire: il ruolo, la natura e i valori delle imprese cooperative; gli aspetti normativi, gestionali, organizzativi e finanziari; i nuovi bisogni sul fronte della domanda dei fattori produttivi e dell’offerta di prodotti e servizi; il ruolo della cooperazione nel nuovo scenario economico, politico e sociale. I tre moduli Il primo modulo, “Storia, valori identitari e cultura dell’impresa cooperativa”, fornirà le conoscenze storiche essenziali per comprendere gli elementi fondanti le imprese cooperative. In particolare, analizzerà: i fattori che hanno contribuito alla nascita e all’evoluzione delle imprese cooperative, i valori identitari, la cultura d’impresa, l’analisi di contesto, le potenzialità e prospettive future. Il secondo, “Lavorare in cooperativa”, offrirà una conoscenza specifica del diritto delle imprese cooperative. Approfondirà soprattutto il ruolo di soci e lavoratori, il diritto delle imprese cooperative, il concetto di mutualità, la governance delle imprese cooperative. Il terzo modulo, “Economia delle imprese cooperative”, affronterà la contabilità e l’analisi di bilancio, la pianificazione e il controllo di gestione, la finanza, la rendicontazione sociale, il rapporto tra impresa cooperativa e mercato, la cooperazione tra innovazione e ambiente. “Minor” all’esordio “Essere, creare, gestire imprese cooperative” è il primo corso attivato dall’Università di Udine nell’ambito del nuovo programma formativo “Minor”. Si tratta di percorsi interdisciplinari brevi, complementari all’offerta formativa di primo, secondo e terzo livello (laurea, laura magistrale, dottorato/scuole di specializzazione). È costituito da tre insegnamenti. Permette di arricchire il proprio ambito di formazione prevalente con competenza trasversali, utili sia per il proseguimento degli studi che per la formazione continua richiesta dal mondo del lavoro. L’iscrizione è aperta a studenti, dottorandi e specializzandi, personale dell’Ateneo e utenti esterni. Le competenze acquisite dagli studenti possono essere riconosciute nell’ambito dei crediti formativi del corso di studio di iscrizione. I voti riportati nei Minor non concorrono alla formazione della media per il conseguimento di laurea, dottorato, specializzazione. Gli organizzatori «Questo progetto – ha detto il rettore, Roberto Pinton – arricchisce ulteriormente l’offerta didattica del nostro Ateneo. I minor sono una efficace risposta allo sviluppo delle competenze trasversali e alla crescente domanda di formazione in ambito professionale. Sono molto lieto che, a testimonianza del sinergico rapporto con il territorio, il primo di questi corsi abbia per oggetto la cooperazione, che ha nella nostra regione ha profonde radici storiche, conservando nel contempo una grande vitalità e un ampio spettro di opportunità occupazionali, alle quali tutti i nostri studenti possono guardare, giovandosi di un percorso snello, mirato e gratuito». Il percorso Minor «È un importante risultato per la cooperazione regionale che ci rende particolarmente orgogliosi; un progetto realizzato grazie alla consolidata collaborazione con l’Università di Udine che, negli anni, ha sempre dimostrato un’attenzione particolare al sistema cooperativo», ha affermato la presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig. «Si tratta – ha chiarito ancora – di un’opportunità preziosa per far conoscere la cooperazione a giovani, ma anche a coloro che vogliono avvicinarsi a un altro modo di fare impresa. Rappresentiamo un sistema antico, ma con una marcia in più, in grado di perseguire le nuove sfide economiche e sociali che ci incalzano promovendo democrazia economica, partecipazione e inter-generazionalità». «Sin dal principio abbiamo aderito entusiasticamente a questa iniziativa, frutto di una collaborazione tra Università e movimento cooperativo che stiamo sviluppando già da qualche anno e che pone la nostra Regione all’avanguardia a livello nazionale: essa contribuirà a formare figure essenziali nel quadro di un’economia attenta al territorio e alla sostenibilità», ha detto la presidente di Confcooperative Alpe Adria, Paola Benini. Per il coordinatore del corso, Mario Robiony, docente di storia economica all’Ateneo friulano, «le imprese cooperative da sempre svolgono un ruolo di primissimo piano non solo dal punto di vista economico, in termini di occupazione e reddito prodotto, ma anche, e direi, soprattutto dal punto di vista sociale. Come studiosi e come ricercatori – sottolinea il professore – abbiamo sempre rivolto la nostra attenzione a questo mondo, che si presenta ricco di esperienze e di opportunità. Il Minor, dunque, è un primo e innovativo passo che intendiamo fare per offrire agli studenti e al territorio un percorso formativo specifico sulle imprese cooperative».
Successo per il primo recruiting day che coinvolge il mondo cooperativo
Oltre 700 candidature raccolte e più di 300 i candidati che si sono seduti ai vari tavoli nella speranza di ottenere un lavoro per, complessivamente, oltre 400 colloqui conoscitivi. Il primo recruiting day regionale così strutturato e dedicato interamente al mondo della cooperazione è stato un successo, sia dal punto di vista della partecipazione, sia da quello delle risposte avute. A confermarlo Legacoop Fvg, l’associazione che raccoglie le più grandi imprese cooperative del Friuli Venezia Giulia, che grazie alla Regione, ha fatto sì che giovedì 25 gennaio si intrecciassero domande e offerte di lavoro. I colloqui si sono svolti a Palazzo Antonini Belgrado a Udine e hanno visto la presenza di una decina di imprese cooperative della regione, alla ricerca di lavoratori nei più svariati ambiti. Tra le figure ricercate c’erano energy manager, addetti all’accoglienza turistica, diversi profili nel settore facility management, carrellisti, addetti alla ristorazione collettiva, progettisti, educatori, operai, addetti alle vendite o ingegneri. Grande la soddisfazione per l’interesse dimostrato è stata espressa dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig. «Siamo molto contenti – ha commentato – per questa proficua esperienza con la Regione, frutto di un lavoro stimolante che mette a valore la capacità del sistema imprenditoriale. Nel gruppo di cooperative che abbiamo raccolto – ha proseguito – si conferma la trasversalità a cui siamo abituati a lavorare quotidianamente, dalle cooperative sociali alle comunità energetiche rinnovabili, dai servizi all’edilizia e alla progettazione, a dimostrazione che l cooperazione è presente in tutti i settori del mondo del lavoro. L’elevato numero di candidature lo testimonia – ha chiarito – ed è un segnale per noi importante. La cooperazione – conclude – rappresenta un altro modo di fare impresa, democratico, inclusivo e sostenibile ed è un’opportunità soprattutto per i più giovani di fare esperienza e di valorizzare i propri talenti». I numeri Entrando nel dettaglio della giornata, gli uffici regionali hanno vagliato preventivamente 772 candidature (alcuni candidati hanno presentato più di una domanda). Dopo la prima “scrematura”, sono stati 414 i colloqui fissati (come ricordato, anche più d’uno per persona), portando in sintesi a 319 il numero complessivo di persone che sono state convocate ai colloqui. Numero praticamente raggiunto, a dispetto del fatto che, come capita sovente, alcuni candidati (pochissimi in realtà) non si sono presentati alla giornata. Le ditte alla ricerca di personale erano le cooperative Agriverde (1 posizione), Aster Coop (32 posizioni), Camst (93 posizioni), Coop Alleanza 3.0 (120 posizioni), Cooprogetti (17 posizioni), Ici Coop (4 posizioni), Idealservice (111 posizioni), Ingarcoop (16 posizioni), Lavoratori Uniti F. Basaglia (8 posizioni), Part-Energy (6 posizioni) e Pluriservizi Valcanale (6 posizioni). Ora, dopo i colloqui conoscitivi, la parola spetterà ovviamente alle imprese che sceglieranno i candidati e le candidate che meglio hanno soddisfatto le rispettive aspettative in base ai profili ricercati.