Sabato 6 luglio ricorre la Giornata Mondiale della Cooperazione 2024. Ed è proprio per questa occasione che Legacoop e la Fondazione Barberini sono lieti di annunciare il lancio del video “Buonə Antenatə per le Future Generazioni”. Questo breve ma incisivo filmato, disponibile qui https://youtu.be/jFAU3GXfcLE, interpreta il tema lanciato quest’anno dall’Alleanza Internazionale delle cooperative (ICA): “Le cooperative costruiscono un futuro migliore per tutti”. https://youtu.be/jFAU3GXfcLE Il video “Buonə Antenatə” racconta, in poco più di un minuto, la storia di un movimento che, con ostinato ottimismo, cerca di curvare il futuro verso un modello economico e sociale alternativo a quello attualmente dominante. Al centro di questo movimento vi è la partecipazione collettiva e cooperativa delle persone, un principio fondamentale che guida le azioni di oggi come quelle di ieri. Con un occhio rivolto al futuro, il movimento delle cooperative assume come centrale la giustizia climatica e generazionale, elementi chiave della Just Transition. Dopo 180 anni di storia, le cooperative si ritrovano oggi a reinterpretare la “transizione ecologica” riconoscendosi ancora una volta come “sognatori eccezionali”. Simone Gamberini, presidente di Legacoop, afferma: “Il video ‘Buonə Antenatə per le Future Generazioni’ rappresenta non solo un omaggio alla lunga storia delle cooperative, ma anche un impegno per il futuro. Le cooperative sono, e devono continuare a essere, custodi di un modello economico che mette al centro la persona, l’ambiente e la sostenibilità di lungo periodo attraverso l’intergenerazionalità della proprietà che uno dei nostri tratti distintivi”. Roberto Lippi, Direttore della Fondazione Barberini, aggiunge: “Con questo video, vogliamo ricordare a tutti l’importanza della cooperazione nella costruzione di un mondo più giusto e sostenibile. La nostra missione è quella di essere buoni antenati per le generazioni future, garantendo giustizia climatica e intergenerazionale”. Legacoop e la Fondazione Barberini invitano tutti a guardare e condividere il video, contribuendo a diffondere il messaggio che solo attraverso un mindset cooperativo possiamo costruire un futuro migliore per tutti.
Giornata mondiale della cooperazione 2024: il video “Buonə antenatə per le future generazioni”
Sabato 6 luglio ricorre la Giornata Mondiale della Cooperazione 2024. Ed è proprio per questa occasione che Legacoop e la Fondazione Barberini sono lieti di annunciare il lancio del video “Buonə Antenatə per le Future Generazioni”. Questo breve ma incisivo filmato, disponibile qui https://youtu.be/jFAU3GXfcLE, interpreta il tema lanciato quest’anno dall’Alleanza Internazionale delle cooperative (ICA): “Le cooperative costruiscono un futuro migliore per tutti”. Il video “Buonə Antenatə” racconta, in poco più di un minuto, la storia di un movimento che, con ostinato ottimismo, cerca di curvare il futuro verso un modello economico e sociale alternativo a quello attualmente dominante. Al centro di questo movimento vi è la partecipazione collettiva e cooperativa delle persone, un principio fondamentale che guida le azioni di oggi come quelle di ieri. Con un occhio rivolto al futuro, il movimento delle cooperative assume come centrale la giustizia climatica e generazionale, elementi chiave della Just Transition. Dopo 180 anni di storia, le cooperative si ritrovano oggi a reinterpretare la “transizione ecologica” riconoscendosi ancora una volta come “sognatori eccezionali”. Simone Gamberini, presidente di Legacoop, afferma: “Il video ‘Buonə Antenatə per le Future Generazioni’ rappresenta non solo un omaggio alla lunga storia delle cooperative, ma anche un impegno per il futuro. Le cooperative sono, e devono continuare a essere, custodi di un modello economico che mette al centro la persona, l’ambiente e la sostenibilità di lungo periodo attraverso l’intergenerazionalità della proprietà che uno dei nostri tratti distintivi”. Roberto Lippi, Direttore della Fondazione Barberini, aggiunge: “Con questo video, vogliamo ricordare a tutti l’importanza della cooperazione nella costruzione di un mondo più giusto e sostenibile. La nostra missione è quella di essere buoni antenati per le generazioni future, garantendo giustizia climatica e intergenerazionale”. Legacoop e la Fondazione Barberini invitano tutti a guardare e condividere il video, contribuendo a diffondere il messaggio che solo attraverso un mindset cooperativo possiamo costruire un futuro migliore per tutti.
A San Pier d’Isonzo la più grande Comunità energetica d’Italia. Vogrig: “Cultura della sostenibilità promuovendo democrazia”
Inaugurata a San Pier d’Isonzo la più grande comunità energetica d’Italia. Un’operazione resa possibile anche grazie a Part-Energy coop Benefit di Udine associata a Legacoop Fvg. Tre gli impianti fotovoltaici da 1 MW cadauno, realizzati da Omnia Energy, a servizio della Comunità Energetica Rinnovabile locale. L’area privata, utilizzata in passato come discarica del carbonato di calcio prodotto come scarto dalla Solvay a Monfalcone, è stata riconvertita in un parco fotovoltaico. “Siamo felici di poter condividere con l’amministrazione comunale e la cittadinanza – ha commentato Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg – l’avvio della Comunità Energetica San Pier- ha commentato la Presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig -. Si realizza così un’ulteriore opportunità per realizzare quanto sottoscritto nel recente protocollo tra Legacoop Fvg e Anci Fvg per la promozione delle CER. Abbiamo bisogno di diffondere e far crescere una cultura della sostenibilità promuovendo democrazia, partecipazione e contrastando la povertà energetica a partire dalle comunità. Nel caso di San Pier d’Isonzo, si aggiunge inoltre la soddisfazione – conclude Vogrig – per la scelta di realizzare il parco fotovoltaico nell’ex area industriale bonificata evitando così l’utilizzo di nuovo suolo ”. L’opera è stata realizzata grazie alla lungimiranza del Comune di San Pier che ha provveduto alla variante urbanistica e della società Omnia Immobiliare che ha provveduto a finanziare l’opera, anche con un parternariato pubblico-privato. I 3 impianti sono di proprietà del Comune di San Pier ( finanziato interamente da Omnia Immobiliare che però riceverà solo il 70 % dei guadagni per ripagare l’investimento lasciando al Comune il 30% del netto ), di Omnia Immobiliare e di una terza società privata. Gli impianti produrranno energia pulita per circa 4.000.000 di kWh annui pari al consumo di 1.500 famiglie. Vi sarà quindi una riduzione di emissioni in atmosfera di ca 2.000 tonnellate annue di CO2 pari alla messa a dimora di 60.000 alberi. Stephane Moretti AD di Omnia dichiara: “L’impianto rappresenta un ottimo esempio di partenariato tra il pubblico ed il privato, garantendo veri vantaggi ad entrambe le parti”. Claudio Bignolin Sindaco di San Pier dichiara: E’ stato un percorso abbastanza complesso, iniziato dal mio predecessore, a cui va dato merito per lungimiranza ed attenzione all’ambiente. E’ stato tutt’altro che semplice visto che non ci sono in Regione tante iniziative simili. Nonostante questo però grazie alla intraprendenza e professionalità di Omnia e alla fattiva collaborazione di diversi soggetti, non ultima quella dell’ufficio tecnico del Comune, si è arrivati a conclusione. Ora inizia quell’opera di sensibilizzazione volta alla partecipazione alla nostra comunità “Com’E’ San Pier d’Isonzo”. Grazie alla partecipazione degli impianti alla Comunità Energetica Rinnovabile vi sarà la creazione di valore aggiunto con benefici ambientali, sociali ed economici non solo a favore dei produttori proprietari degli impianti, ma anche a favore di tutta la popolazione – aziende, privati ed enti pubblici. La Comunità Energetica Rinnovabile di San Pier comprende anche i Comuni di Ronchi dei Legionari, Turriaco, Villesse, Redipuglia, Romans e Gradisca d’Isonzo ai cui cittadini verranno corrisposti eguali benefici. All’evento di inaugurazione è seguita una presentazione, venerdì 28 giugno alle ore 18.00 presso la sala consiliare del Comune di San Pier d’Isonzo, per spiegare i benefici che si conseguono dalla partecipazione alla Comunità Energetica Rinnovabile. All’incontro era presente anche Matteo Ghiotto, Cto della Cooperativa Benefit Part-Energy che si occupa di promuovere, sostenere e costituire Comunità Energetiche Rinnovabili sul territorio.
Pratiche agricole sostenibili, se ne parla in un incontro al TreeArt Festival di Buttrio
Divulgazione scientifica, cultura, arte, spettacolo dal vivo, danza, musica e cinema saranno nuovamente in dialogo a Buttrio, nella settecentesca Villa di Toppo Florio e nel suo parco secolare, per la quinta edizione di TreeArt Festival, che tra giovedì 11 e domenica 14 luglio riunirà artisti, scienziati e divulgatori, di livello nazionale e internazionale, attorno a un ricco cartellone di dibattiti, incontri e performance. Anche quest’anno, al centro della manifestazione un elemento di assoluta attualità per il delicato equilibrio tra ambiente, clima e crescita delle nostre città contemporanee: si tratta del Suolo, che dà anche il titolo all’edizione. Spesso considerato alla stregua di inerte substrato, il suolo è invece una risorsa fondamentale e un forte alleato per la regolazione del clima e del sistema socio-ecologico urbano: tutte le discipline in dialogo al festival contribuiranno a portare una diversa spigolatura sulla tematica dell’edizione. Le pratiche agricole sostenibili Tra i tanti appuntamenti previsti (programma completo su www.treeartfestival.it), giovedi 11 luglio alle 16 a Villa di Toppo Florio sarà presente, a parlare di pratiche agricole sostenibili, Eros Gualandi, presidente della Cooperativa Il Raccolto di S. Pietro in Casale (BO). Eros Gualandi, componente della Direzione di Legacoop Agroalimentare, inizia la carriera lavorativa occupandosi di gestione della meccanizzazione agricola in forma associata tra imprese agricole, curandone gli aspetti organizzativi, operativi, di individuazione e di utilizzo delle innovazioni tecnologiche, ricercando gli elementi di sostenibilità finanziaria ed economica e di congruità agli aspetti agronomici afferenti alle colture a cui sono rivolte le operazioni agro-meccaniche. Fin dagli anni 90 approfondisce la congruità ed i miglioramenti che le tecnologie/applicazioni dell’agricoltura di precisione apportano alla sostenibilità finanziaria ed economica, ampliando la ricerca degli impatti della innovazione tecnologica anche all’ ambiente ed al contenimento dell’uso dei mezzi tecnici e delle emissioni clima-alteranti. Dal 2003, in qualità prima di Direttore e poi di Presidente, lavora alla cooperativa di conduzione terreni “Il Raccolto” di Bologna, azienda capofila di una rete di imprese agricole denominata Terre del Reno, che svolge attività di coltivazione e agro-meccanica su circa 4.000 ettari, impiegando le tecnologie e le applicazioni di Precision Farming come leva strategica del processo produttivo su tutte le coltivazioni. Info su: https://treeartfestival.it/evento/eros-gualandi/
Comunità Energetiche Rinnovabili, Vogrig: “Fvg laboratorio a livello nazionale”
Dalle parole ai fatti. Già, perché dopo tanto parlare, le Comunità Energetiche Rinnovabili stanno catturando sempre più l’attenzione non solo di privati e aziende, ma anche delle amministrazioni comunali. Non è un caso che a Lignano Sabbiadoro si sia costituita la prima Comunità Energetica Rinnovabile balneare d’Italia, con un modello esportabile e incentivante per altri territori. E non è un caso che proprio a Lignano si è tenuto ieri, lunedì 17 luglio, il convegno “Dalle parole ai fatti. Energie cooperative, strumenti finanziari e operativi”. Moderati dal vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, si sono alternati sul palco del PalaPineta diversi ospiti del mondo produttivo e politico regionale e nazionale invitati da Comune di Lignano, Legacooop Fvg e Anci Fvg. Aperta dai saluti del sindaco di Lignano Sabbiadoro, Laura Giorgi, nella giornata si è parlato di transizione energetica, di buone pratiche, di esempi e soprattutto di quanto importante sia l’informazione per raggiungere gli utenti finali, i cittadini, alle prese con la volontà di ridurre quanto possibile la spesa per le bollette. Cosa sono le Cer e l’accordo con l’Anci Fvg Una comunità energetica è, in sintesi, un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni locali e piccole-medie imprese che decidono di unire le proprie forze con l’obiettivo di produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili su scala locale, quindi per l’autoconsumo. L’interesse per le Cer, che il modello cooperativo interpreta in modo ottimale, sta attirando l’attenzione di molti comuni del Friuli Venezia Giulia, come dimostra anche il recente accordo sottoscritto da Anci Fvg e Legacoop Fvg. «Le comunità energetiche – ha spiegato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – sono un’opportunità che dobbiamo saper cogliere per contrastare la povertà energetica a favore di famiglie e imprese. Siamo orgogliosi che l’esperienza regionale sia diventata un punto di riferimento nazionale, grazie alla sfida che sin dall’inizio abbiamo condiviso la cooperativa Part-Energy. Un percorso che di recente, con la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Legacoop Fvg e Anci Fvg, ha consolidato un’importante alleanza che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi su un tema strategico per il prossimo futuro come quello delle energie rinnovabili valorizzando il modello cooperativo. Alimentare una cultura della sostenibilità che promuove coesione sociale ci sembra il miglior investimento per dare futuro alle nostre comunità». Gli ospiti del convegno Due le sessioni in cui era divisa la giornata che ha attirato l’attenzione di un folto pubblico, di semplici cittadini o di addetti ai lavori, come, solo per fare un esempio, Roberto Perocchio il presidente di Assomarinas, l’associazione italiana porti turistici. Oltre a sindaco di Lignano Sabbiadoro, Laura Giorgi nella mattinata hanno partecipato Vania Gava, viceministro del dicastero per l’Ambiente e la sicurezza energetica che ha portato i suoi saluti tramite un video messaggio, i consiglieri regionali Roberto Novelli e Maddalena Spagnolo, Paolo Arrigoni presidente di GSE Gestore dei Servizi Energetici società del Ministero dell’Economia che in Italia promuove lo sviluppo sostenibile sulla transizione energetica e la sostenibilità delle imprese cooperative, Simone Gamberini e Giorgio Nanni presidente e responsabile ambiente di Legacoop nazionale. «Legacoop – ha spiegato il presidente nazionale di Legacoop, Simone Gamberini – da sempre ha ritenuto fondamentale il ruolo delle cooperative nella gestione di questa transizione energetica. Una giornata come quella di oggi, dunque, rappresenta non il punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione, non solo quella balneare, per questa iniziativa, che potrà contare su una normativa più robusta. Ovviamente sappiamo che alcuni dubbi ancora permangono sull’interpretazione e sull’attuazione, ma trattandosi di una soluzione innovativa, crediamo che ciò sia in parte fisiologico e Legacoop ha messo in campo in maniera strutturata proposta concrete, che posso dire uniche in Italia». Cer cooperative nel dna di Legacoop Nel primo pomeriggio, una tavola rotonda per entrare ancora più nel concreto sulle esperienze delle Cer a Lignano, così come nel resto della regione. A parlarne, Manuel Massimiliano La Placa, vicesindaco di Lignano, Michela Vogrig presidente di Legacoop Fvg. Paolo Rodolico, dell’area sviluppo e competitività e agevolazioni della Camera di commercio di Pordenone e Udine, Samuele Branchetti e Gianluca D’Agosta del laboratorio cross-tec di Enea Bologna e Mauro Guarini vicepresidente di della cooperativa benefit Part-Energy, partner tecnico della Cer di Lignano Sabbiadoro. «In questa importante giornata – ha tracciato un bilancio Michela Vogrig – si è parlato di una cultura di sostenibilità e di come vada coltivata, ma anche come le Cer siano un’opportunità di democrazia e partecipazione. Parlare di crisi climatica, di capacità di diventare sostenibili, cambiando anche un po’ la cultura d’impresa, sono obiettivi non facili da realizzare. E se questo cambiamento nasce dal basso, dalla comunità, che rappresenta l’elemento costitutivo proprio delle imprese cooperative, allora questo percorso ci consente di fare quello che è nel nostro dna. Quello che ci auguriamo – ha concluso – è che proprio da qui la nostra regione possa diventare un laboratorio nazionale a partire dalle alleanze, come quella recentemente siglata con Anci Fvg, ma anche con altri soggetti che vogliono investire insieme a noi su un modello di sviluppo, economico, sostenibile e democratico come le Cer in forma cooperativa ben rappresentano». «Con la nascita della Comunità energetica rinnovabile – ha concluso La Placa raccontando della genesi della Cer balneare – il cittadino diventa parte integrante del sistema energetico e parte attiva di quella sinergia tra categorie, privati e Comune, che porterà alla produzione e all’accumulo di energia, alla quale potranno accedere tutti, dalle imprese alle famiglie».
Cer, dalle parole ai fatti. A Lignano un convegno per conoscere le Cer cooperative
Dalle parole ai fatti. Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono sempre più al centro dell’interesse non solo degli operatori, ma anche dei Comuni, Regioni oltre al Governo. Da qui l’importanza di un momento informativo (e formativo allo stesso tempo) per conoscere le Cer cooperative, gli strumenti finanziari e operativi. Lo farà Legacoop Fvg a Lignano, dove, in collaborazione con il Comune di Lignano Sabbiadoro e l’Anci del Fvg organizzerà lunedì 17 giugno un convegno al Palapineta di Lignano Pineta. Il programma I lavori inizieranno alle 11.30 (registrazione partecipanti ore 11) con i saluti del sindaco di Lignano, Laura Giorgi che parlerà di “Cer come opportunità”. Non è un caso, infatti, che la città sta per realizzare la prima Cer balneare d’Italia. Al sindaco seguiranno l’intervento di Manuel Massimiliano La Placa, vicesindaco di Lignano, l’onorevole Vannia Gava, vice ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Paolo Arrigoni, presidente GSE – Gestore dei Servizi Energetico, Simone Gamberini, presidente Legacoop Nazionale, Giorgio Nanni, responsabile Ambiente Legacoop nazionale. Del “modello Fvg e il caso Lignano Sabbiadoro” si parlerà nel pomeriggio a partire dalle 14. Allo stesso tavolo siederanno, sempre moderati dal vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, Giovanni Da Pozzo, presidente Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Michela Vogrig, presidente Legacoop Fvg, un rappresentante della Regione e dell’Anci Fvg, Samuele Branchetti e Gianluca D’Agosta del Laboratorio Cross-Tec di Enea Bologna, Mauro Guarini, vice presidente Comunità Energetica Com-E. L’evento è gratuito. Per iscrizioni: https://CERdalleparoleaifatti.eventbrite.it
Comunità energetiche: storico accordo tra Legacoop Fvg e Anci Fvg
Un protocollo d’intesa, il terzo di questo tipo in tutta Italia dopo Lazio e Umbria, che ha come scopo quello di promuovere nei territori del Friuli Venezia Giulia azioni di diffusione del modello cooperativo di produzione e condivisione dell’energia rinnovabile come le Comunità Energetiche Rinnovabili. È stato firmato mercoledì 5 giugno, nella sede dell’Anci Fvg di Udine, il protocollo d’intesa tra Anci Fvg e Legacoop Fvg che prevede una collaborazione volta a informare, sensibilizzare e supportare i Comuni e i cittadini in merito alla costituzione di comunità energetiche in forma cooperativa. «La sottoscrizione di questo protocollo – ha spiegato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – è un importante e ulteriore passo avanti in un percorso che da tempo impegna Legacoop sia a livello nazionale che regionale. L’intesa, infatti, ci consente di promuovere il modello cooperativo su un tema strategico per il prossimo futuro come quello delle energie rinnovabili, mettendo a valore e rafforzando una già consolidata collaborazione con gli enti locali del territorio che saranno chiamati ad affiancare i cittadini in questa sfida strategica per la sostenibilità. Stiamo sviluppando progetti e iniziative – ha proseguito – e siamo a disposizione per informare, accompagnare e sostenere questi percorsi in tutte le fasi di realizzazione nel rispetto delle specificità territoriali. Il modello cooperativo è di fatto la forma più adeguata per promuovere e realizzare le Cer, consente la partecipazione dei cittadini in forma paritaria, garantisce una redistribuzione dei benefici a favore dei soci, a partire da processi dal basso, contrasta la povertà energetica e soprattutto sostiene una cultura della sostenibilità che è il miglior investimento per dare futuro alle nostre comunità». Il protocollo va di pari passo con il recente accordo del 17 maggio scorso tra Legacoop nazionale, l’associazione che riunisce oltre 10mila imprese cooperative italiane, e il Gestore dei Servizi Energetici, Gse Spa, società del Ministero dell’Economia che in Italia promuove lo sviluppo sostenibile sulla transizione energetica e la sostenibilità delle imprese cooperative. Ma non solo, perché l’impegno di Legacoop Fvg è da tempo orientato verso strumenti che incentivino la costituzione delle Cer, come ad esempio con il Comune di Fontanafredda, primo caso in Italia ad aver avuto l’ok da parte della Corte dei Conti, o con la prima Comunità energetica balneare d’Italia che realizzata con il Comune di Lignano Sabbiadoro. «Il protocollo firmato oggi – ha commentato il presidente di Anci Fvg, Dorino Favot – è qualcosa che segna una tappa importante in quelli che possono essere gli sviluppi nei vari territori riguardo le comunità energetiche. Tema molto sentito, questo, dove è necessario avere delle forti collaborazioni come quella che stiamo per avviare con Legacoop Fvg. Ci sono stati già dei Comuni con esperienze positive – ha proseguito Favot – e ci piacerebbe che queste si espandessero a macchia d’olio. Avere un partner come Legacoop Fvg è importante per sviluppare delle attività importanti sia per la produzione di energia rinnovabile, sia per un aiuto alle famiglie che avessero delle difficoltà nel pagamento delle bollette». Il protocollo La comunità energetica rinnovabile costituita in forma cooperativa rappresenta un modello di proprietà condivisa non scalabile e consente la partecipazione democratica e autonoma dei cittadini alla produzione e al consumo di energia, generando effetti benefici anche attraverso la redistribuzione della ricchezza prodotta al fine di migliorare la qualità sociale, ambientale ed economica delle comunità locali. Da qui i contenuti del protocollo tra Anci Fvg e Legacoop Fvg per “promuovere modelli virtuosi e non speculativi – si legge nell’intesa –, ispirati a principi di mutualità interna ed esterna e orientati alla costituzione di comunità dove lo scopo di lucro non sia l’obiettivo primario, e che possano essere vettori di azioni di sostenibilità, producendo ricadute positive sull’ambiente, sulla collettività e sul territorio”. Da parte sua, Anci Fvg si impegna a fornire adeguata informativa dei termini del protocollo sul territorio regionale attraverso i propri strumenti di comunicazione istituzionale, oltre a promuovere sul territorio regionale azioni di diffusione del modello cooperativo di produzione e condivisione dell’energia rinnovabile in collaborazione con Legacoop Fvg, attraverso l’organizzazione di eventi territoriali formativi e informativi sui temi oggetto del presente protocollo. Dall’altra parte, Legacoop Fvg si impegna a collaborare nella divulgazione delle proprie attività e progetti dando puntuale comunicazione delle iniziative avviate affinché ne sia data informazione ai comuni e ne sia curata la pubblicazione tramite i canali di comunicazione istituzionale. Inoltre, tra gli altri punti, l’associazione delle cooperative si impegna a partecipare attivamente all’organizzazione di eventi territoriali fornendo anche la disponibilità di relatori specializzati in tematiche oggetto del protocollo oltre ad informare, accompagnare e sostenere la costituzione di Cer.
Il Convegno su Agrobiodiversità: dai giovani la speranza per un futuro sostenibile
Riuscire a dar da mangiare a 8 miliardi di persone nel mondo, raddoppiare le produzioni di cibo nei prossimi 40 anni e, in tutto questo, diventare più sostenibili tenendo conto di fattori come la crisi climatica, combattere la fame e promuovere la biodiversità. Da qui l’impegno di fare sempre più rete tra tutti i soggetti coinvolti, persone, imprese e istituzioni, sensibilizzando prima di tutto le giovani generazioni alla tutela del territorio rurale e della agro-biodiversità. A confrontarsi, oggi 23 maggio nella sede della Regione a Udine, moderati dal giornalista David Zanirato, il presidente del Consiglio Regionale Unipol Fvg, Franco Colautti, la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, il docente di agronomia e coltivazioni erbacee dell’Università di Udine, Fabiano Miceli e il professore dell’Istituto Tecnico Agrario Superiore “Brignoli” di Gradisca d’Isonzo (Go), Davide Mosetti. I Consigli Regionali Unipol (di cui fanno parte, oltre a Legacoop anche Cgil, Cisl, Uil, Libera, Cia, Cna e Legambiente) raggruppano i principali portatori di interesse di riferimento capaci di cogliere gli orientamenti e i bisogni emergenti a livello territoriale, promuovere la sostenibilità e sviluppare progetti territoriali sostenibili che abbiano un impatto sociale, economico, civile e culturale coinvolgendo le migliori risorse del territorio. «Come Legacoop Fvg – ha commentato Vogrig, dopo i saluti iniziali del presidente del Consiglio Regionale Unipol Fvg, Franco Colautti che ha presentato il ruolo e la composizione dei Consigli Regionali Unipol – riteniamo che avviare un percorso per rendere consapevoli giovani e meno giovani sull’importanza di tutelare l’agrobiodiversità sia essenziale in questo momento. Significa far comprendere che i semi delle specie autoctone sono preziosi non solo per la “ricchezza” genetica di cui sono portatori, ma anche per la loro capacità di essere più adattivi e resistenti nella delicata crisi climatica che stiamo attraversando. É l’inizio di un progetto – ha annunciato – che vogliamo costruire insieme agli istituti scolastici agrari per promuovere un’attenzione e una cultura diffusa su questi aspetti, traducendoli in azioni concrete attraverso iniziative non solo formative. Abbiamo bisogno di alleanze e sinergie tra imprese, parti sociali, università, scuola, istituzioni e terzo settore per sostenere un modello di sviluppo più equo, sostenibile e inclusivo». La banca del germoplasma Entrando nello specifico dell’incontro, al quale ha partecipato anche Daniela Patriarca del Centro di Orientamento Regionale portando i saluti dell’assessore regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia Alessia Rosolen, la parola è passata al professor Miceli. «In Friuli Venezia Giulia – ha spiegato –, grazie alla legge regionale 11/2002 sulla tutela delle risorse autoctone d’interesse agrario e forestale, è stata attivata la banca del germoplasma affidata all’università di Udine. Si tratta di una banca composta da tante sementi e accompagnata da una sorta di passaporto che ne certifica sostanzialmente la provenienza. Una specie di Bignami della biodiversità – ha proseguito – che vogliamo utilizzare per un percorso da svolgere il prossimo anno scolastico coinvolgendo due istituti agrari della regione, quello di Gradisca e quello di Cividale del Friuli». L’esperienza del Brignoli di Gradisca d’Isonzo Ed è proprio ai giovani che sono rivolte le speranze. Giovani spesso molto più sensibili alle tematiche ambientali, come confermato dagli stessi ragazzi e ragazze del Brignoli, che, accompagnati dal loro professore, hanno raccontato del lavoro svolto con lo studio e la creazione di un’aiuola dimostrativa aperta al pubblico, dove hanno osservato l’adattabilità e l’identità delle accessioni a diverse condizioni pedoclimatiche, determinando se la sostenibilità economica e ambientale siano conciliabili. «L’impoverimento genetico delle coltivazioni – hanno raccontato ragazzi e ragazze – è causato dall’uso della monocultura, dell’agricoltura intensiva e dalla globalizzazione e standardizzazione delle colture. Una soluzione – hanno spiegato delineando il percorso di lavoro svolto – è la conservazione delle varietà locali, il potenziamento dell’agricoltura sostenibile, oltre a una costante ricerca». Un percorso virtuoso a cui siamo chiamati per un futuro migliore nell’ottica di una sempre maggiore sostenibilità.
“Daimon. Quel che è fatto è Fato”, Legacoop Fvg ospita la presentazione del romanzo di Francesca Cerno
Si terrà il 30 maggio alle 18, nella sede di Legacoop Fvg a Udine, la presentazione di “Daimon. Quel che è fatto è Fato” edito da Chiara Luce Edizioni, romanzo d’esordio di Francesca Cerno. A moderare l’incontro, aperto dai saluti istituzionali della presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, sarà la giornalista Lara Pironio con cui l’autrice dialogherà per svelare alcune delle avventure e disavventure della protagonista, Celeste Corradini. Nelle mai noiose 220 pagine del libro, legate da un’atmosfera elettrizzante, non mancano temi di grande attualità: dalla fatica reale del popolo delle ‘Partita Iva’, al rapporto madre e figlia fino ai fenomeni di mobbing, al senso di solitudine, alla frenesia della vita quotidiana. Argomenti su cui riflettere che l’autrice disvela in un romanzo-commedia dai contorni esilaranti. “I migliori auguri a questa giovane autrice che ci regala un romanzo divertente ed acuto – ha indicato Vogrig -. Il racconto delle acrobazie quotidiane di una giovane donna ci ricorda che per disertare una certa postura socialmente attesa, é sempre possibile mantenere uno sguardo lungo coltivando con determinazione e leggerezza uno spazio di vita autentico”. Francesca Cerno, docente nel campo della scrittura e della comunicazione e istruttrice di Mindfulness, ha già pubblicato con Campanotto Editore le sillogi poetiche Pieghe di mare (2011), Incidenti del cuore (2014), con cui è stata finalista al premio internazionale Mario Luzi, Etere (2016) e Stanze (2023). Ha vinto un concorso nazionale per racconti brevi, ricevuto diverse menzioni d’onore per premi di poesia, ed è stata selezionata per sette raccolte antologiche. La presentazione è a ingresso libero.
Il diritto al lavoro in salute mentale, se n’è parlato in un convegno
Zugliano di Pozzuolo del Friuli, 16 mag – Il collocamento di persone con disabilità è un obiettivo che la Regione persegue con convinzione e crescente impegno, sia attraverso il canale del collocamento mirato che nei percorsi di formazione sorretti da risorse del Fondo sociale europeo e del bilancio regionale. È quanto ha riferito l’assessore regionale a Lavoro, istruzione, formazione, ricerca, università e famiglia che oggi pomeriggio è intervenuta al Centro Balducci di Zugliano alla tavola rotonda sul diritto al lavoro in salute mentale, promossa dal Coordinamento Associazioni per la Salute Mentale del Friuli Venezia Giulia. Al confronto hanno preso parte anche Giancarlo Carena presidente zonale Cna Trieste, Michela Vogrig presidente Legacoop Fvg e Luca Fontana, presidente Confcooperative Federsolidarietà Fvg. A fronte di pratiche differenziate tra aziende sanitarie, la Regione si distingue per aver adottato molti protocolli consolidati per la gestione della rete della cooperazione che garantiscono l’accesso delle persone iscritte al collocamento mirato all’interno dei percorsi di lavoro. Vi è una forte collaborazione sia con gli enti del terzo settore che con le imprese, ma rispetto a quest’ultimo ambito ci sono maggiori spazi su cui l’Amministrazione regionale ritiene di potere e dover agire e che investono soprattutto il settore delle imprese private. Secondo l’assessore, una comunità socialmente responsabile deve rafforzare la collaborazione cooperativa e ampliare le entità degli incentivi per le assunzioni delle persone in collocamento mirato. Una delle leve su cui la Regione sta lavorando è quella degli incentivi all’assunzione nelle aziende che hanno obbligo di assunzione di persone con disabilità con l’obiettivo di ridurre i casi di elusione degli obblighi normativi. Sul complessivo quadro occupazionale incide anche il cambiamento del mondo del lavoro che sta mutando in maniera profonda e veloce: in questa cornice, la Regione sta incentivando il tutoraggio, i tirocini inclusivi, l’adeguamento del posto del lavoro, l’abbattimento delle barriere architettoniche per favorire l’inserimento del lavoratore disabile, il percorso formativo. A ciò si aggiunge l’impegno della Regione nell’invertire la tendenza al ricorso a contratti a tempo determinato di durata non superiore ai sei mesi, una tipologia che va superata sia per i lavoratori disabili che per tutti gli altri.