Prosegue, con l’obiettivo di coinvolgere sempre più le giovani generazioni, il progetto sull’agro-biodiversità. Iniziativa didattica messa a fuoco da un gruppo di lavoro dell’Università di Udine e fortemente voluta dal Cru del Friuli Venezia Giulia, l’organismo informale creato da Unipol che raggruppa i principali portatori d’interesse tra cui Legacoop Fvg, Cgil, Cisl e Uil. Un impegno che si concretizza nella volontà di fare sempre più rete tra diversi soggetti coinvolti, persone, imprese e istituzioni, sensibilizzando prima di tutto i giovani alla tutela del territorio rurale e della agro-biodiversità. Il convegno di lancio dell’iniziativa si è tenuto a Udine a fine maggio dello scorso anno. Vi hanno preso parte rappresentanti del mondo politico e cooperativo, docenti universitari e degli istituti superiori, questi ultimi accompagnati da ragazzi e ragazze. Il percorso progettuale è proseguito con la presentazione delle tematiche relative all’agro-biodiversità da parte del prof. Fabiano Miceli, docente dell’ateneo friulano. Va ricordato come un gruppo-classe dell’Istituto Tecnico Agrario G. Brignoli di Gradisca (GO), sotto la guida del docente, il professor Davide Mosetti, sia intervenuto, descrivendo il lavoro specifico condotto nel precedente anno scolastico. Un incontro, quest’ultimo che ha dato modo di discutere e concordare le tematiche nonché le date generali del lavoro previsto nelle classi e che si svilupperà fino al prossimo maggio 2025. Oltre al Brignoli di Gradisca, nel progetto è stata coinvolta anche una classe dell’Istituto Paolino D’Aquileia di Cividale del Friuli (UD) guidata dal professor Michele Siega. Il programma degli incontri Il percorso è iniziato al Brignoli e al Paolino D’Aquileia nel mese di gennaio, con una presentazione introduttiva del prof. Miceli rivolta ai docenti: i temi sono stati l’agro-biodiversità e le risorse genetiche agrarie, i pionieri del settore (Vavilov, Harlan, Wilson), il Trattato Internazionale FAO ed il sistema dei centri di ricerca agraria internazionale (CGIAR). Il prossimo febbraio le attività nelle due classi coinvolte si focalizzeranno sulle strategie della conservazione ex situ e in situ, con un laboratorio che consisterà nella rilevazione di caratteristiche fenotipiche di semi e piante di fagiolo e mais. La consultazione dei principali siti web dedicati all’argomento, nonché i portali degli istituti di ricerca agricola internazionale CGIAR, compreso Bioversity International che ha sede nel nostro paese, i progetti europei EURISCO ed EPGRIS saranno invece temi trattati a marzo. La progettazione di una banca interna delle accessioni reperite dagli studenti sarà il focus del penultimo appuntamento in programma ad aprile. Nello stesso incontro si parlerà anche degli indici di qualità, dell’indice di reidratazione del seme e della facilità di cottura del fagiolo, mentre per il mais di attitudine d’uso e resa alla macinazione e delle caratteristiche organolettiche della produzione per polenta. Il contenuto di tutti gli incontri è frutto del lavoro congiunto tra il prof. Miceli e i due professori coinvolti dei rispettivi istituti. Il progetto si chiuderà come detto a inizio maggio presso l’Azienda universitaria “A. Servadei” con la visita alla BaGAV. Il percorso si concluderà esaminando in concreto elementi della gestione delle accessioni, sia delle specie da seme che a moltiplicazione vegetativa. Per queste ultime, ovvero vite e fruttiferi, saranno visitati i campi-catalogo (field genebanks) realizzati in azienda. Non mancherà un esame critico del percorso svolto, a cura degli studenti. Un’occasione in cui verranno messe sul tavolo anche ulteriori idee e proposte di collaborazione tra le scuole, BaGAV e l’azienda Servadei, a partire dalla compilazione di sintesi scritte degli interventi, che potranno trovare uno spazio specifico di diffusione.
Donne delle terre altre, il contest per mettere in luce sfide e aspirazioni al femminile
Un concorso per celebrare esperienze di donne di tutto il mondo attraverso racconti, poesie, opere grafiche e graphic novel. Un’opportunità che la Commissione Pari Opportunità della Lega delle cooperative del Fvg, in collaborazione con l’associazione Culturaglobale, ideatrice e organizzatrice del Festival itinerante internazionale della Conoscenza “Dialoghi”, ha fortemente voluto per mettere in luce le sfide e le aspirazioni delle donne, esplorando quei “luoghi altri” che immaginano e realizzano futuri possibili. “Donne delle Terre Altre – STORIEALTREALFEMMINILƎ PLURALE” è un contest pensato per raccontare e celebrare storie quotidiane di donne provenienti da diversi contesti geografici, culturali e sociali attraverso racconti, poesie, illustrazioni, opere grafiche e graphic novel. “L’idea del Contest – spiega la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – nasce lo anno scorso nell’ambito del Festival ‘Dialoghi’ durante una tavola rotonda. Dalle terre alte abbiamo iniziato a immaginare luoghi Altri, che in seguito hanno dato il titolo al contest “Donne delle terre Altre”; Abbiamo immaginato luoghi – prosegue – in cui le donne hanno trovato spazi in cui esprimere le proprie peculiarità, un sogno, un’idea, un progetto imprenditoriale, ma anche culturale. Da lì abbiamo avviato questo progetto in collaborazione con associazione Dialoghi, che in breve tempo si è allargato e arricchito, una rete di adesioni istituzionali ma anche di realtà del territorio che hanno deciso di promuovere questo contest insieme a noi per valorizzare esperienze al femminile, non necessariamente raccontate da donne, ma in cui la narrazione riguardi le loro storie. Un’opportunità per dare voce a storie al femminile capaci di ridefinire il perimetro del possibile per le donne e per le loro comunità”. Il regolamento Al Contest si possono candidare testi narrativi (racconto breve), poesie, illustrazioni e opere che mettano in luce la vita, le sfide, le aspirazioni o le realizzazioni di donne. Immagini, progetti e iniziative concrete che determinano spazi altri che ridefiniscono “il perimetro del possibile per le donne e per le comunità”. Azioni e progetti che sanno interpretare guardando oltre il contesto attuale, che si consentono di immaginare, progettare e realizzare altri futuri possibili. Il concorso è aperto a tutte le persone maggiorenni, senza limiti di nazionalità, genere o background. Il materiale può essere presentato singolarmente o in gruppo. L’opera dovrà essere accompagnata da una breve presentazione dell’autrice o dell’autore e ciascun partecipante o gruppo. Le autrici e gli autori possono partecipare con un solo lavoro originale e inedito. I testi devono essere scritti in lingua italiana. La partecipazione è libera e gratuita e il termine ultimo per l’invio dei materiali scade alle ore 24.00 del 30 aprile 2025. I premi e la giuria Per quanto riguarda le categorie “breve racconto” e “poesia” e quella “illustrazione per copertina” e “tavole interne” all’opera prima classificata delle diverse sezioni va a ciascuna un premio di 400 euro, alla seconda 300 euro e alla terza 200. In caso di ex aequo i premi verranno equamente divisi. A giudizio insindacabile della giuria verrà pubblicata un’antologia contenente i migliori racconti con la copertina scelta tra il lavoro primo classificato nella categoria “illustrazione”. Per l’ultima categoria, quella relativa alla “Graphic novel”, infine, per l’opera prima classificata è prevista la pubblicazione gratuita dell’opera che verrà stampata in 100 copie (di cui 50 andranno all’autore o all’autrice). La giuria sarà composta da esperte ed esperti del settore, letterario, grafico, individuati per questo concorso da parte di Legacoop Fvg in collaborazione a “Dialoghi” e alla cooperativa Cramars. I giurati e le giurate si esprimeranno in relazione al tema proposto per qualità, creatività, originalità, innovatività e efficacia comunicativa. Il regolamento completo, la scheda di partecipazione e tutte le informazioni sono reperibili sul sito di Legacoop Fvg www.legacoopfvg.it
Intrecci ed esperienze tra welfare aziendale e comunità locali: il convegno a Trieste
Il Consorzio Cosm organizza l’incontro finale di un progetto finanziato dall’avviso “Conciliamo” e finalizzato a introdurre e sperimentare azioni di conciliazione e sviluppo del welfare aziendale in 4 cooperative sociali del Friuli Venezia Giulia. L’incontro, che si terrà il 30 gennaio a partire dalle 09.30 presso l’Urban Center a Trieste in via Cavour 2/2, vuole essere un’occasione per conoscere alcune esperienze di welfare aziendale in Friuli Venezia Giulia ed altri territori e riflettere, alla presenza dell’assessora regionale al lavoro Alessia Rosolen, su come il welfare aziendale può contribuire al benessere e alla qualità della vita dei territori. Il programma 09.00 Registrazioni 09.30 Saluti istituzionali 10.00 Comporre una metrica del welfare territoriale: il contributo di Valentino Santoni Università degli Studi di Milano – Secondo Welfare 10.30 Conciliazione e welfare territoriale nell’esperienza dell’avviso Conciliamo in FVG: Consorzio COSM, Consorzio NIP, Cooperativa Sociale FAI 11.00 Pausa caffè 11.15 Realizzare il welfare territoriale. Contributi ed esperienze da altri territori: Regione Toscana Direzione Istruzione, Formazione, Ricerca e Lavoro, Cirfood Società cooperativa, Focus Lab srl Società Benefit, Innova S.r.l. 12.00 Domande e riflessioni dalla platea 12.15 Conclusioni – Alessia Rosolen, Assessore regionale al lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia 12.30 Light lunch
Nasce a Tarvisio la prima Comunità energetica idroelettrica d’Italia
Dal mare ai monti il Friuli Venezia Giulia fa da apripista in Italia per quanto riguarda le Comunità Energetiche Rinnovabili. Dopo il primo caso nel Paese con la nascita a Lignano Sabbiadoro della prima Comunità Energetica Balneare a livello nazionale, ora tocca al Comune di Tarvisio (Ud) salire agli onori delle cronache per aver abbracciato l’adesione alla prima Comunità Energetica Idroelettrica d’Italia. Un traguardo che arriva in contemporanea con il “sì” della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia sia all’adesione del Comune di Tarvisio alla costituzione di una Comunità Energetica in forma cooperativa a partecipazione pubblica, ma anche a quello di Premariacco. Protagonisti di questa sentenza i due Comuni, Tarvisio da una parte e Premariacco dall’altra, e la società cooperativa Benefit Part-Energy di Udine, associata a Legacoop Fvg. Le nuove CER vedono i due Comuni friulani come soci promotori e coordinatori, mentre Part-Energy come partner tecnico e gestore di due nuove Comunità Energetica che si aggiungono alle altre 12 già in essere e che portano la Cooperativa Benefit friulana ad occupare quasi il 20% dell’intero mercato nazionale per quanto riguarda le CER. Basti pensare, infatti, che delle circa 360 richieste di nuove CER a livello nazionale, 57 sono di Part-Energy (tra attivate e in corso di attivazione entro il 31 marzo 2025) Se dunque l’entusiasmo è alto, altrettanto lo è per la nascita della prima Comunità Energetica Idroelettrica d’Italia. Il motivo è presto detto, perché l’energia che verrà prodotta non sarà ricavata, come negli altri casi da energia solare, ma sfruttando i corsi d’acqua. Questo permetterà una produzione di energia in maniera continuativa durante tutte le 24 ore, indipendentemente quindi dalla presenza o meno di raggi solari e consentendo quindi a tutti gli operatori e ai residenti dell’area di condividere virtualmente energia elettrica grazie proprio alla nuova CER, generando l’incentivo premio per i prossimi 20 anni. “Le comunità energetiche – commenta la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig- sono un’opportunità che dobbiamo saper cogliere a favore di famiglie e imprese, ma soprattutto per le comunità che abitiamo. Siamo orgogliosi che le ormai tante esperienze regionali siano diventate un punto di riferimento nazionale, grazie alla sfida che sin dall’inizio abbiamo condiviso con la cooperativa Part-Energy. Un percorso che di recente, con la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra Legacoop Fvg e Anci Fvg, ha consolidato un’importante alleanza che ci vedrà impegnati nei prossimi mesi su un tema strategico per il prossimo futuro come quello delle energie rinnovabili valorizzando il modello cooperativo“. A fare da apripista a giugno del 2023, lo ricordiamo, era stato il Comune di Fontanafredda (Pn) che, primo in Italia, aveva ottenuto l’ok da parte della Corte dei Conti del Fvg alla costituzione della CER. “Quando inviamo a Comuni ed Enti Pubblici la nostra proposta di attivazione del servizio di valorizzazione e incentivazione dell’Energia Rinnovabile Condivisa – spiega il vicepresidente di Part-Energy, Mauro Guarini – proponiamo anche l’iter amministrativo che riteniamo più corretto sotto il profilo procedurale e legislativo. Dopo la nostra candidatura, infatti, come partner tecnico e gestore, l’ente deve approvare il suo ingresso nella già costituita società con una quota associativa di 25 euro una tantum, irrisoria dal punto di vista economico, ma formalmente importante soprattutto perché configura la partecipazione di un ente pubblico in una società a responsabilità limitata”. Da qui, dunque, l’obbligo di comunicare e chiedere il parere alla Corte dei Conti dell’avvenuta acquisizione della quota cooperativa Part-Energy, senza il cui esito positivo sarebbe impensabile iniziare l’iter tecnico/operativo per il Comune.
Damatrà inaugura la Casa delle Culture Bambine a Fagagna
Si inaugura domani, mercoledì 20 novembre, 35^ Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, la Casa delle Culture Bambine a Fagagna, Udine: uno spazio totalmente ripensato su misura dei bambini e con loro co-progettato in questi mesi, insieme a tanti artisti. Appuntamento alle 17 nella Cjase di Catine nel cuore di Fagagna. A siglare l’inaugurazione della Casa, progetto realizzato dalla cooperativa Damatrà, associata a Legacoop Fvg, ci saranno sia il sindaco della città Daniele Chiarvesio, che il sindaco del Consiglio comunale dei bambini e delle bambine del Comune di Fagagna, Simone Bison. A tenere a battesimo questo luogo speciale sarà domani la scrittrice Chiara Carminati, Premio Strega Ragazzi che offrirà letture dalle sue opere, dopo il taglio di un nastro record di ben 200 metri, realizzato dai bambini delle scuole del Friuli Venezia Giulia e intessuto proprio con le loro parole, da felicità a ballare, da creare a disegnare. Sul nastro scorrerà una descrizione che meglio di ogni altra racconta lo spazio: questa non è una casa piccina: è una casa “bambina” Al loro arrivo, i visitatori della Casa troveranno una ’”audioguida poetica” curata dall’artista Andrea Ciommiento: autore e regista multimediale e partecipativo, realizzata con i più piccoli, accompagnerà grandi e piccoli alla scoperta del luogo in cui il sapere bambino diventa patrimonio condiviso e ispiratore. Camminando da una stanza all’altra, attraverso cuffie wifi sarà possibile ascoltare le voci di narratori d’eccezione, firme della letteratura per l’infanzia che spesso sono state ospiti di Damatrà in Friuli Venezia Giulia come il noto scrittore Bernard Friot, il “Gianni Rodari francese” che ha mandato un augurio speciale, scrivendo: «siete pronte/pronti ad esplorare terre incognite? Dimenticate l’orologio in questa casa il tempo ticchetta senza fretta, tacchetta senza sosta. Qui impossibile fa rima con formidabile». Le note della pianista Giovanna Pezzetta animeranno l’inaugurazione e accompagneranno un’esplorazione speciale dei locali, il luogo sostenuto dal PR FESR 2021-2027 del Friuli Venezia Giulia per “Interventi a sostegno delle imprese culturali e creative”, dove faranno tappa autrici e autori che parlano ai bambini e alle bambine. Fra gli “oggetti” speciali della Casa anche il Calendario del tempo delle bambine e dei bambini” curato dall’artista Virginia Di Lazzaro, consulente per la Collezione Peggy Guggenheim: un calendario sentimentale dove sono le scoperte, le attese e le apparizioni a segnare lo scorrere del tempo che nell’infanzia non è determinato dall’orologio. Uno strumento che scandisce le esperienze quotidiane dei bimbi attraverso speciali sticker a forma di lente di ingrandimento. Il calendario è già stato inviato a 500 scuole primarie e dell’infanzia di Udine e Pordenone. La casa si svelerà poco a poco, seguendo il filo rosso delle parole di Chiara Carminati: «con scoperte esplorazioni meraviglie, con la porta che si apre e tutti accoglie, la cultura dei più piccoli si espande, così tutta la cultura è un po’ più grande». Ecco dunque la cucina, dove ritrovarsi al risveglio; e il salotto, dotato di un divano “fatto apposta per potersi arrampicare”; la soffitta misteriosa, per un viaggio nel tempo… da brividi; e la cameretta, il posto sicuro, dove si può giocare al “facciamo finta che …”. Ogni stanza avrà una sua musica, per cantare e danzare al ritmo del jazz, del blues e del folk. Info: casadelleculturebambine.com
Al Balducci il 6° Congresso LegacoopSociali Fvg: “L’impresa sociale: quale futuro dal quotidiano?”
LegacoopSociali Fvg va a rinnovo delle cariche. L’appuntamento è per domani, 12 novembre, alle 9 al Centro di accoglienza Balducci di Zugliano (Ud) con il 6° congresso di LegacoopSociali Fvg, l’associazione di settore di Legacoop Fvg che raggruppa le cooperative sociali e le imprese sociali di tutto il Friuli Venezia Giulia. “Il futuro dal quotidiano” è il titolo scelto da LegacoopSociali nazionale per il prossimo congresso che si terrà a fine mese a Roma. In vista di questo importante appuntamento, anche il Friuli Venezia Giulia è dunque al lavoro per il rinnovo delle cariche regionali nonché per l’elezione del nuovo organo direttivo. “Le evoluzioni della cooperazione – spiega il presidente di LegacoopSociali in carica, Paolo Felice, nell’anticipare i temi trattati – possono prendere forma e forza dall’attivazione di percorsi che affrontano le criticità di oggi, perseguendo obiettivi concreti di sostenibilità e coltivando l’aspirazione sociale, culturale ed economica per una società diversa da costruire assieme”. Diversi i temi che saranno affrontati nel corso della mattinata, durante la quale troverà spazio anche una tavola rotonda (ore 10) dal titolo “L’impresa sociale: quale futuro dal quotidiano?”. Moderati dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig e dopo l’introduzione di Rocco Scolozzi, futurista indipendente e docente all’università di Trento, parteciperanno Giulia Galera, ricercatrice senior all’Euricse, Andrea Bernardoni, presidente LegacoopSociali Umbria e Paolo Felice, presidente LegacoopSociali Fvg, mentre le conclusioni saranno affidate a Massimo Ascari, vicepresidente LegacoopSociali nazionale.
Welfare cooperativo, esperti a confronto su opportunità e vantaggi per imprese e lavoratori
Se in tutto il Paese sfiora il 50% la percentuale di aziende che hanno adottato un piano di welfare aziendale, d’altro canto, tra i lavoratori più giovani, quelli della generazione Z per intenderci, sono considerati decisivi i piani di benefici e prestazioni erogati dalle aziende nella scelta su dove andare a lavorare. Per quanto riguarda i settori, infine, il manifatturiero è quello che maggiormente investe, mentre nel pubblico sembra che ancora il welfare aziendale sia un ambito purtroppo ancora troppo spesso sconosciuto. Sono solo alcuni degli spunti emersi a Palmanova nel corso del convegno “Il valore del welfare nel settore cooperativo”, mattinata organizzata da Assicoop Fvg e Legacoop Fvg per far conoscere le opportunità offerte dal welfare aziendale nel sistema cooperativo come strumento di sostegno alla comunità. “Abbiamo voluto coinvolgere Legacoop Fvg – spiega il presidente di Assicoop, Marco Riboli – proprio per verificare la possibilità di realizzare in Friuli Venezia Giulia un progetto che potesse mettere a disposizione delle imprese cooperative, dei loro soci, dei loro dipendenti e dei loro famigliari, soluzioni per l’utilizzo dei servizi di welfare aziendale. Un’occasione per conoscere, grazie all’aiuto di esperti, quanto può essere erogato a categorie omogenee di lavoratori, in materia di salute e sanità integrativa, di servizi per l’istruzione, per lo svago, per lo sport, per la cultura, – conclude – per una migliore qualità della vita, attraverso l’uso di strumenti semplici, personalizzati e quali siano i vantaggi anche di natura fiscale per mettere in atto piani di welfare aziendale”. Gli interventi Dopo i saluti introduttivi di Riboli, al tavolo dei relatori si sono alternati gli interventi di Andrea Garlatti professore ordinario al Dipartimento di scienze economiche di Udine, la consulente del lavoro Anna Crosilla, che hanno offerto spunti per analizzare il contesto socio economico e normativo in cui si possono realizzare progetti di welfare aziendale. Dopo di loro, a Alessandro Sassi, responsabile del distretto vendite Nord Est di Unipol Sai, Antonio Basile, responsabile Sviluppo Pmi Life & Health Nord Est di UniSalute, e Arianna Pauletto, consulente welfare per Sviluppo Pmi Nord Est UniSalute, hanno messo a disposizione delle cooperative la conoscenza sui servizi welfare che possono essere erogati al proprio personale e ai loro familiari, oltre a condividere esperienze e buone pratiche che sempre più stanno prendendo piede nel Paese, anche nel mondo delle imprese cooperative. A portare le conclusioni, infine, la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig. “Il movimento cooperativo – spiega Vogrig – da tempo sta promuovendo e investendo sul welfare aziendale. Si tratta di uno strumento prezioso che contribuisce alla qualità del lavoro e di vita dei soci, che, é bene ricordarlo, sono le principali fondamenta del movimento cooperativo, insieme alle loro famiglie. Assicoop, che dall’anno scorso abbiamo voluto costituire in forma cooperativa, ci consente di mettere a disposizione del sistema cooperativo Legacoop risposte evolute di welfare e per promuovere una cultura che mette al centro la qualità del lavoro”. Assicoop, lo ricordiamo, nasce 25 anni fa, il 3 dicembre 1999, con un obiettivo ben preciso: garantire alle cooperative aderenti a Legacoop Fvg, ai loro soci, dipendenti e familiari coperture assicurative a condizioni economiche agevolate. Attualmente Assicoop gestisce 30 mila contratti assicurativi per un valore provvigionale annuo di oltre 1 milione di euro. Assicoop oggi è partecipata da 33 soci: 20 Agenzie UnipolSai (su 25 presenti in Friuli Venezia Giulia) e 13 cooperative.
Il valore del welfare cooperativo, esperti a confronto in un convegno organizzato da Assicoop e Legacoop Fvg
Una mattinata per far conoscere le opportunità offerte dal welfare aziendale nel sistema cooperativo come strumento di sostegno alla comunità. Si terrà lunedì 4 novembre a partire dalle 9 nel Salone d’Onore del Palazzo comunale di Palmanova (piazza Grande 1) il convegno organizzato da Assicoop, società cooperativa nata per fornire ai soci delle cooperative aderenti a Legacoop Fvg, ai dipendenti e loro familiari, e alle cooperative stesse servizi assicurativi e non solo, sotto forma agevolazioni ,vantaggi economici e consulenza. “Abbiamo voluto coinvolgere Legacoop Fvg – spiega il presidente di Assicoop, Marco Riboli proprio per verificare la possibilità di realizzare in Friuli Venezia Giulia un progetto che potesse mettere a disposizione delle imprese cooperative, dei loro soci, dei loro dipendenti e dei loro famigliari, soluzioni per l’utilizzo dei servizi di welfare aziendale. E l’appuntamento di lunedì va proprio in questa direzione”. Ecco quindi che, dopo i saluti introduttivi del presidente, al tavolo dei relatori interverranno Andrea Garlatti del Dipartimento di scienze economiche di Udine e la consulente del lavoro Anna Crosilla per analizzare il contesto socio economico e normativo in cui si possono realizzare progetti di welfare aziendale. Dopo di loro, spetterà poi a Alessandro Sassi, responsabile del distretto vendite Nord Est di Unipol Sai, Antonio Basile, responsabile Sviluppo Pmi Life & Health Nord Est di UniSalute, e Arianna Pauletto, consulente welfare per Sviluppo Pmi Nord Est UniSalute, che metteranno a disposizione delle cooperative la conoscenza sui servizi welfare che possono essere erogati al proprio personale e ai loro familiari e condividere esperienze e buone pratiche che sempre più stanno prendendo piede nel Paese, anche nel mondo delle imprese cooperative. A portare le conclusioni sarà infine la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig. “Il movimento cooperativo – spiega Vogrig – da tempo sta promuovendo e investendo sul welfare aziendale. Si tratta di uno strumento prezioso che contribuisce alla qualità del lavoro e di vita dei soci, che, é bene ricordarlo, sono le principali fondamenta del movimento cooperativo, insieme alle loro famiglie. Assicoop, che dall’anno scorso abbiamo voluto costituire in forma cooperativa, ci consente di mettere a disposizione del sistema cooperativo Legacoop risposte evolute di welfare e per promuovere una cultura che mette al centro la qualità del lavoro”. A Palmanova dunque, sarà l’occasione per poter discutere e conoscere “quanto può essere erogato a categorie omogenee di lavoratori – conclude Riboli –, in materia di salute e sanità integrativa, di servizi per l’istruzione, per lo svago, per lo sport, per la cultura, per una migliore qualità della vita, attraverso l’uso di strumenti semplici, personalizzati e quali siano i vantaggi anche di natura fiscale per mettere in atto piani di welfare aziendale”. Assicoop nasce 25 anni fa, il 3 dicembre 1999, con un obiettivo ben preciso: garantire alle Cooperative aderenti alla Legacoop Fvg, ai loro soci, dipendenti e familiari coperture assicurative a condizioni economiche agevolate. Attualmente Assicoop gestisce 30 mila contratti assicurativi per un valore provvigionale annuo di oltre 1 milione di euro. Assicoop oggi è partecipata da 33 soci: 20 Agenzie UnipolSai (su 25 presenti in Friuli Venezia Giulia) e 13 cooperative.
Essere, creare, gestire imprese cooperative: i primi 30 attestati del corso di alta formazione
Trenta dirigenti, soci e dipendenti di cooperative e studenti universitari hanno concluso con successo il nuovo corso di alta formazione sulle imprese cooperative organizzato dall’Università di Udine. Il corso “Essere, creare, gestire imprese cooperative” è stato promosso in collaborazione con Confcooperative Fvg e Legacoop Fvg. Si tratta di un’opportunità di aggiornamento e acquisizione di nuove competenze trasversali per dare nuova linfa a uno dei settori economici fondamentali del Paese e rispondere alla crescente domanda di formazione in ambito professionale. Il percorso formativo è durato sei mesi. Ha approfondito: il ruolo, la natura e i valori delle cooperative; gli aspetti normativi, gestionali, organizzativi e finanziari; i nuovi bisogni sul fronte della domanda e dell’offerta di prodotti e servizi e il ruolo della cooperazione nello scenario economico, politico e sociale. L’organizzazione è stata curata dal Dipartimento di Scienze economiche e statistiche. Alla cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione erano presenti il rettore, Roberto Pinton; il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà; la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, e il direttore del corso Mario Robiony. All’incontro è intervenuto anche Gianluca Salvatori, segretario generale dell’Istituto europeo di ricerca sull’impresa cooperativa e sociale (Euricse). Salvatori ha parlato dell’economia sociale, definendola una una “prospettiva europea” per il futuro del lavoro. I corsisti Noemi Baldo, Federica Barbacane, Aurora Basso, Luciana Bini, Roberta Bortolin, Sara Bronzin, Davide Cattaneo Mallone Di Novi, Silvia Corrado, Marco Cragnolini, Maria Luisa D’Acunto, Franca Domeneghini, Rossella Dosso, Jenny Fabro, Loretta Ferraresso, Sabrina Patrizia Francescutti, Sebastian Hector Gerlini, Elisa Granzotti, Mara Halili, Andrea Ingallati, Costanza La Piana, Karin Marini, Eleonora Mazzari, Elizabeth Moretti, Daniel Presotto, Federica Ricci, Giulio Romanello, Francesca Savastano, Luca Sguazzin, Maria Novella Sodorman, Patrizia Tranquillo, “Il primo corso Minor organizzato dall’Ateneo – ha detto il direttore Mario Robiony – è giunto a conclusione con un bilancio positivo. Non solo per i numeri relativi agli studenti che hanno frequentato e conseguito il certificato, ma anche per il lavoro svolto durante questi mesi con l’attiva partecipazione di tutti i soggetti coinvolti. I frequentanti hanno dimostrato di apprezzare la nuova formula. I positivi risultati raggiunti sono il frutto di uno sforzo comune che ha visto coinvolti sia l’Ateneo, grazie al supporto e allo sforzo organizzativo degli uffici dell’amministrazione centrale e del Dipartimento di scienze economiche e statistiche; grazie all’impegno e all’esperienza dei docenti coinvolti, a cominciare dalle professoresse Anna Zilli, per il diritto del lavoro, e Gina Rossi, per l’economia aziendale, e grazie alla preziosa collaborazione di Confcooperative e Legacoop“. I corsi “Minor” Il percorso formativo rientra nel programma dei nuovi corsi “Minor” attivati dall’Università di Udine. Si tratta di percorsi interdisciplinari brevi, complementari all’offerta formativa di primo, secondo e terzo livello (laurea, laura magistrale, dottorato/scuole di specializzazione). Ha un valore di 9 crediti formativi ed è gratuito per gli studenti. È costituito da tre insegnamenti. Permette di arricchire il proprio ambito di formazione prevalente con competenza trasversali, utili sia per il proseguimento degli studi che per la formazione continua richiesta dal mondo del lavoro. L’iscrizione è aperta a tutti gli interessati in possesso del diploma di maturità. Le competenze acquisite dagli studenti possono essere riconosciute nell’ambito dei crediti formativi del corso di studio di iscrizione. Hanno detto “L’ampia partecipazione al corso e la specificità dei contenuti formativi – ha detto il rettore Roberto Pinton – testimoniano il successo di questa proposta formativa con vocazione professionalizzante. Siamo particolarmente soddisfatti che il nostro primo Minor sia stato dedicato al mondo della cooperazione, un ambito imprescindibile per il tessuto socio-economico del nostro Paese e profondamente radicato nella nostra Regione. Con questo corso abbiamo raggiunto un risultato molto positivo grazie anche al fondamentale e concreto contributo di Confcooperative e Legacoop con le quali auspichiamo di continuare la proficua collaborazione» ha sottolineato il rettore“. “La conclusione del percorso Minor ci consente un primo bilancio su un progetto che riteniamo distintivo e strategico per il movimento cooperativo regionale – ha affermato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –. Un successo per partecipazione e interesse da parte di studentesse e studenti a conferma, ancora una volta, della preziosa e consolidata collaborazione con l’Università di Udine che ha scelto la cooperazione per il suo primo corso ‘Minor’. Un ringraziamento al professor Robiony che insieme agli altri docenti ha contribuito con dedizione e passione a questo importante risultato. Un evento che abbiamo voluto valorizzare con la lectio del segretario generale di Euricse sull’economia sociale come modello si sviluppo economico inclusivo e democratico. Un percorso che proseguirà anche nel prossimo anno accademico – ha concluso Vogrig – perché la cooperazione è un modello antico con radici profonde in grado di interpretare al meglio quelle sfide economiche e sociali sempre più urgenti e necessarie“. Per il segretario generale di Confcooperative Fvg, Nicola Galluà, “con questa iniziativa si conferma la stretta collaborazione che Confcooperative ha sviluppato con l’Università di Udine, una collaborazione per noi fondamentale perché permette agli imprenditori del mondo cooperativo di accedere a un bagaglio di conoscenze e di innovazione essenziale. Il mondo dell’impresa cooperativa è impegnato in un percorso per innovare e aggiornare processi e organizzazione, in una Regione che è tra quelle a più alta densità di imprese cooperative in Italia“.
Welfare collaborativo: Fvg modello virtuoso nella progettazione con le comunità
Nel 2017 l’approvazione del Codice del Terzo Settore che, tra l’altro, ha introdotto nuovi strumenti collaborativi che mirano, in alternativa al sistema degli appalti, a rinsaldare il contributo dei diversi attori locali per il perseguimento di finalità di interesse comune per i cittadini. Sette anni dopo dall’avvio di questo percorso alternativo, che ha previsto l’introduzione della pratica dell’amministrazione condivisa tra Pubblico e privato sociale, il Friuli Venezia Giulia si fa ora protagonista con la pubblicazione da parte di LegacoopSociali Fvg delle Linee guida per un welfare collaborativo, fino ad oggi assenti, per mappare quelle che sono le co-progettazioni e le co-programmazioni sul territorio rispetto a tutta una serie di fondamentali servizi alla persona come attività sociali, socio-sanitarie, housing sociale, fino a turismo e cultura, solo per citare qualche esempio. La presentazione mercoledì 23 ottobre, al Mib Trieste School Management, alla presenza di oltre duecento tra rappresentanti del Terzo Settore, associazioni, studiosi, amministratori e rappresentanti della sanità regionale. «Un evento importante con una grande partecipazione ad attestare l’attenzione e l’interesse per l’amministrazione condivisa – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –. Una sfida che a livello regionale sia il Terzo settore che la Pubblica amministrazione hanno saputo cogliere superando le incertezze e i timori che la complessità di questo strumento inevitabilmente pone. Un cambio di passo non solo tecnico- amministrativo – ha proseguito –, ma anche culturale. Molte le sollecitazioni, criticità ma anche proposte, dall’esigenza di riportare al centro la co-programmazione, all’importanza di rilevare, uniformare e analizzare i dati, ma anche la richiesta di promuovere un tavolo di confronto delle esperienze in corso per trovare soluzioni condivise e far evolvere e dispiegare il potenziale dell’amministrazione condivisa». L’amministrazione condivisa in Fvg «Con la riforma del Codice del Terzo Settore – spiega Paolo Felice, presidente di LegacoopSociali Fvg – l’Ente pubblico può decidere, a sua discrezione e in alternativa al Codice dei contratti pubblici, di dialogare preferibilmente all’interno di un concetto di amministrazione condivisa. In questo modo, Pubblica Amministrazione ed enti del Terzo Settore, quindi anche cooperazione sociale, siedono allo stesso tavolo, analizzano i bisogni delle comunità dei territori e quindi co-progettano e co-gestiscono insieme quelle che sono le attività per risolvere i bisogni che sono stati mappati. Un approccio quindi non competitivo, ma collaborativo rispetto a determinati bisogni, che per loro natura associazioni e cooperative sociali conoscono meglio proprio perché presenti sul territorio». Una sessantina le progettualità nate in questo modo dal 2017 ad oggi. Progettualità che LegacoopSociali ha ora mappato, grazie a uno studio realizzato assieme all’Università di Trento, per promuovere in tutta la regione Friuli Venezia Giulia, dove esiste una lunga tradizione di politiche di sviluppo e coesione sociale, delle linee guida specifiche sull’amministrazione condivisa e per mettere a valore gli aspetti virtuosi e collaborativi tra PA e Terzo Settore, ma anche per risolvere eventuali aspetti critici riscontrati. Il convegno Tanti gli interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata, aperta dai saluti del Vescovo di Trieste, Mons. Enrico Trevisi, e dall’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste, Massimo Tognolli. A prendere la parola sono stati Andrea Crismani, professore ordinario in Diritto amministrativo all’ateneo di Trieste e direttore del Master “Dmts – Diritto e Management del Terzo settore” e Alceste Santuari, professore associato al Dipartimento di Sociologia e diritto dell’economia dell’Università di Bologna, che si sono soffermati sugli aspetti normativi dell’amministrazione condivisa, Paolo Felice, presidente LegacoopSociali Fvg e Luca Fazzi, professore ordinario al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, che hanno presentato al pubblico il percorso di LegacoopSociali per la redazione delle linee guida e Raoul Bubbi, direttore del Servizio affari giuridici e legislativi della direzione e politiche Terzo Settore della Regione Fvg, che ha parlato della specificità regionale delle linee guida stesse. In seguito spazio a una tavola rotonda, moderata dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, dal titolo “Inizio del cammino in Friuli Venezia Giulia. Profili di visuale”, alla quale hanno preso parte Alessandro Lombardi, capo dipartimento per le politiche sociali, del Terzo Settore e migratorie, Raoul Bubbi, direttore Servizio affari giuridici e legislativi della direzione e politiche per il Terzo Settore, Giovanna Pacco per l’associazione De Banfield, Paolo Felice per LegacoopSociali Fvg. Pomeriggio dedicato infine alle buone prassi in Friuli Venezia Giulia. A portare la propria testimonianza sono stati diversi esponenti delle Pubbliche amministrazioni (regionali e locali) e del Terzo Settore, che hanno presentato esperienze virtuose di “amministrazione condivisa” nelle aree delle politiche di protezione e inclusione sociale a favore di persone in situazione di fragilità.