L’Alleanza delle Cooperative del FVG (coordinamento costituito da AGCI, Confcooperative e Legacoop, rappresentativo della grande maggioranza delle imprese cooperative regionali) ha trasmesso all’assessore attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini, una nota con proposte e richieste di interventi necessari per il sostegno alle imprese cooperative regionali. Questo sia a contrasto dell’emergenza da Covid-19 sia in previsione della fase post-emergenziale. “In premessa alle proposte di seguito presentate – si legge nella lettera – si sottolinea come si ritenga indispensabile utilizzare tutti i non pochi strumenti ordinari a disposizione dell’Amministrazione Regionale prima di individuare delle nuove linee di intervento, che evidentemente necessiterebbero di tempi lunghi per la loro deliberazione, avviamento ed entrata a regime, rischiando di non essere compatibili con le necessità più urgenti del sistema delle imprese in questo contesto”. In sintesi, si propone di attivare, promuovere, accelerare tutti quei canali di contribuzione e supporto alle imprese che sono attualmente in fase di istruttoria e/o verifica delle rendicontazioni da parte degli uffici dell’Amministrazione Regionale. “Un intervento di tale portata – afferma ACI FVG – potrebbe già fornire una importante iniezione di liquidità per le imprese regionali”. Il documento della cooperazione avanza alcune proposte di intervento, evidenziando tre ambiti. Il primo riguarda le misure straordinarie per il sostegno alla liquidità, con la richiesta dell’immediata erogazione delle somme relative a contributi concessi e/o domande di contributo presentate – in tutti i settori e per tutte le esigenze e capitoli di spesa – sia per quanto riguarda gli acconti dell’anno 2020 che per quanto riguarda i saldi dell’anno 2019, a fronte di rendicontazioni già presentate. Il secondo è relativo agli interventi fiscali straordinari, con la richiesta della sospensione o decurtazione percentuale (per fasce di fatturato e per almeno un anno) del pagamento dei tributi locali e regionali. In particolare, per i settori turistico, culturale e del trasporto persone (trattandosi di tre settori particolarmente colpiti) si propone anche di prevedere in via straordinaria l’azzeramento dei versamenti dell’IRAP dovuti nel 2020. Il terzo è relativo ad incentivi per la riconversione di attività industriali nella produzione di DPI: si tratta di agevolare l’avvio di nuove attività manufatturiere attraverso interventi sull’acquisto del know-how necessario (strumentazione, macchinari, brevetti). A questo proposito, riguardo la carenza di dispositivi DPI di vario genere, ACI FVG auspica che la gestione e distribuzione dei dispositivi, mascherine in primis, venga gestita unicamente dal governo regionale, anche con la requisizione del materiale. Dovrebbe essere poi cura dell’ente preposto la distribuzione, per ordine di priorità. Questo, si spiega nella nota, al fine di evitare speculazioni, aggravi di costi, disparità di approvvigionamento e trattamento, basati a volte su grandezza e scaltrezza delle imprese più che su reale necessità. Inoltre, è necessario dare sostegno agli investimenti tecnologici aziendali. Dovendo immaginare di concedere contributi, questa potrebbe essere la fase ottimale per incentivare la digitalizzazione delle imprese e la diffusione del lavoro agile da remoto (compreso lo smart working), prevedendo bonus o crediti di imposta per le aziende che investono in questo campo. Sono poi indicate alcune misure straordinarie di prospettiva per favorire la ripresa economica al termine dell’epidemia e per il sostegno ai settori maggiormente colpiti. In particolare, ACI FVG propone: Sostegno economico una-tantum per il 2020 per il mantenimento dei livelli occupazionali aziendali; Incremento dei bonus per le assunzioni e stabilizzazioni al fine di favorire l’occupazione nei mesi successivi al termine dell’emergenza Coronavirus; Interventi straordinari per il sostegno alla promozione delle filiere e cluster agroalimentari regionali. Inoltre, ai fini di agevolare la liquidità nelle piccole imprese, ACI FVG propone di prevedere una assunzione di garanzie da parte dell’Amministrazione Regionale sui finanziamenti bancari richiesti dalle imprese di limitate dimensioni, che non sono in grado di accedere al credito bancario a causa del proprio rating. Ultimi temi trattati, non certo per importanza, le Politiche del lavoro e gli appalti. Sul primo tema, emerge con chiarezza e forza dal mondo della cooperazione la richiesta alla Regione di provvedere all’anticipazione degli ammortizzatori che altrimenti rischiano di avere impatto devastante sulla liquidità delle imprese. In questo particolare frangente, scrive il presidente ACI FVG Livio Nanino, “le nostre associate ci sollecitano per avere sostegno sull’attivazione degli ammortizzatori in deroga, per la gestione della criticità contingente. Chiediamo la semplificazione delle procedure per l’attivazione delle richieste (atte a ridurre i tempi delle sottoscrizioni degli accordi sindacali) e di prevedere una dotazione finanziaria adeguata per la cassa in deroga, per la parte di competenza regionale. L’anticipazione salariale da parte dell’impresa ai lavoratori sospesi, totalmente o parzialmente, costituirà un problema estremamente serio per molte imprese in questa fase”. Per questo motivo ACI FVG propone l’anticipazione all’azienda, da parte dell’Amministrazione regionale, degli importi dovuti per l’erogazione anticipata degli ammortizzatori o, in alternativa, di introdurre una procedura semplificata per permettere che il pagamento del sostegno al reddito avvenga in tempi rapidi direttamente ai lavoratori, sgravando le aziende da problemi di liquidità viste le scarse risorse causa i mancati incassi. Inoltre, si chiede di prevedere la possibilità di attivazione di cassa in deroga anche per quelle aziende che esauriranno il FIS (fondo di integrazione salariale) nei primi mesi dell’anno causa Covid-19 (es.: asili, doposcuola, educatori, personale socio-assistenziale che nel periodo estivo non avranno attività ma che avranno già consumato FIS e ammortizzatori in questa fase). Per quanto riguarda gli appalti, il documento sottolinea la necessità che la Pubblica Amministrazione eroghi in continuità agli enti gestori gli importi previsti dai contratti in essere e già appostati a bilancio, anche in regime di sospensione o chiusura delle attività. In subordine, si raccomandano indicazioni regionali alle stazioni appaltanti e agli enti locali circa l’utilizzo degli strumenti previsti dal Codice dei Contratti relativamente a servizi aggiuntivi e supplementari, per recuperare gli importi contrattuali non erogati durante la fase emergenziale.
Coronavirus: Protocollo tra imprese e sindacati, l’analisi delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro
Coronavirus pubblichiamo l’analisi dei contenuti del Protocollo tra imprese e sindacati di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro: Il documento contiene le linee guida, condivise tra le parti, per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio, prevedendo che la prosecuzione delle attività produttive possa avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione. È previsto infatti che, dalla data odierna, le imprese di tutti i settori possano far ricorso agli amortizzatori sociali, con conseguente riduzione o sospensione delle attività lavorative, così da permettere l’applicazione delle misure e la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. A questo proposito le imprese, unitamente alla possibilità del lavoro agile, possono prevedere soluzioni organizzative straordinarie per contrastare e contenere il contagio del virus. È prevista inoltre la possibilità di ridurre o sospendere temporaneamente le attività: l’obiettivo prioritario è quello di proseguire le attività produttive, ma deve essere coniugato alle necessarie garanzie di condizioni di salubrità e sicurezza degli ambienti di lavoro e delle modalità lavorative. L’obiettivo del protocollo è di fornire indicazioni operative con lo scopo di incrementare, negli ambienti di lavoro non sanitari, l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di COVID-19. Sono raccomandate per tuttele imprese le seguenti misure: massimo utilizzo di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza; incentivazione di ferie e congedi retribuiti per i dipendenti, nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva; sospensione delle attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione; assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale; incentivazione delle operazioni di sanificazione nei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali; per le sole attività produttive si raccomanda che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni; si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali; per tutte le attività non sospese si invita al massimo utilizzo delle modalità di lavoro agile. Le imprese applicano le ulteriori misure di precauzione previste nel protocollo, da integrare con altre equivalenti o più incisive secondo le peculiarità della propria organizzazione, per tutelare la salute delle persone presenti all’interno dell’azienda e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro. Il protocollo si compone di 13 articoli, di seguito l’analisi dei contenuti. Articolo 1 “Informazione” L’azienda informa tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda circa le disposizioni delle Autorità, consegnando e/o affiggendo all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali, appositi depliants informativi riguardo: – l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria; – la consapevolezza e l’accettazione del fatto di non poter fare ingresso o di poter permanere in azienda e di doverlo dichiarare tempestivamente nel caso in cui, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) in cui i provvedimenti dell’autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio; – l’impegno a rispettare tutte le disposizioni delle autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in azienda (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene); – l’impegno a informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’attività lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti. Articolo 2 “Modalità di ingresso in azienda” É previsto che il personale, prima di accedere ai luoghi di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea, nel caso in cui questa sia superiore ai 37,5° non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro e sarà momentanamente isolato, dotato di mascherina e sarà contattato il medico curante. Il datore di lavoro preclude l’accesso nei luoghi di lavoro a chiunque, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS. Articolo 3 “Modalità di accesso dei fornitori esterni” – L’accesso ai locali delle imprese ai fornitori esterni è regolato da individuali procedure di ingresso, transito e uscita, attraverso modalità e tempistiche predefinite con lo scopo di ridurre le occasioni di contatto con il personale in forza nei reparti/uffici coinvolti. Gli autisti dei mezzi di trasporto devono, quindi, rimanere a bordo dei propri mezzi: non è consentito l’accesso agli uffici per nessun motivo. Per le necessarie attività di approntamento delle attività di carico e scarico, il trasportatore dovrà attenersi alla distanza di un metro. Per i fornitori/trasportatori e/o altro personale esterno si devono individuare/installare servizi igienici dedicati; è previsto il divieto di utilizzo di quelli del personale dipendente e la garanzia di una adeguata pulizia giornaliera. Necessario ridurre al minimo l’accesso ai visitatori ma, qualora fosse necessario l’ingresso (impresa di pulizie, manutenzione etc.), questi dovranno sottostare a tutte le regole aziendali. Necessario inoltre sempre rispettare la sicurezza dei lavoratori lungo ogni spostamento se previsto il servizio di trasporto organizzato dall’azienda. Le norme del protocollo sono estese anche alle aziende in appalto. Articolo 4 “Pulizia e sanificazione in azienda” – L’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago. Nel caso di presenza di una persona positiva al virus all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei locali. Occorre, inoltre, garantire la pulizia a fine turno e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch, mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici, sia nei reparti produttivi. L’azienda può organizzare interventi particolari/periodici di pulizia ricorrendo agli ammortizzatori sociali (anche in deroga).
Nuovo decreto del Governo: Chiudere tutto quello che non è essenziale (in allegato il testo)
Nuova comunicazione del premier Conte agli italiani e nuovo decreto che annuncia nuove strette per contrastare il coronavirus. Chiudere tutto quello che non è essenziale ha spiegato Conte: “Abbiamo tenuto conto di tutti gli interessi. Solo pochi giorni fa vi ho chiesto di cambiare le vostre abitudini di vita, la stragrande maggioranza ha risposto in modo straordinario. Quando ho adottato queste misure ero consapevole che si trattava di un primo passo e che non sarebbe stato l’ultimo. Questo è il momento di compiere un passo in più, quello più importante. Disponiamo anche la chiusura di tutte le attività al dettaglio, al di là dei servizi essenziali: chiudiamo negozi, bar, pub, ristoranti, lasciando la possibilità di fare consegne a domicilio. Chiudiamo anche parrucchieri che non consentono le misure di sicurezza”. Garantiti quindi servizi essenziali, generi alimentari innanzitutto ma anche trasporti e farmacie. Ma tra le attività che rimarranno aperte figurano anche gli artigiani, gli idraulici, i meccanici, le pompe di benzina. Aperte anche le edicole e i tabaccai. In funzione anche servizi bancari, postali e assicurativi. Si tratta di servizi essenziali per garantire che nonostante le limitazioni la vita delle famiglie prosegua con relativa serenità. Clicca per scaricare il testo dpcm-11-3
La cooperazione non si ferma
Siamo parte delle comunità in cui siamo cresciuti e che abbiamo aiutato a crescere e assieme stiamo affrontando questa emergenza sanitaria che tante difficoltà e problemi ci sta creando. Siamo e saremo i primi a rispettare i provvedimenti per frenare il contagio e difendere le persone la cui salute è più fragile. Tutto ciò però non ci deve fermare, ma indurci a cercare strade diverse e nuove per affrontare l’altra emergenza, quella economica. Mettendo al primo posto la sicurezza nostra e degli altri, dobbiamo rimanere quando possibile nei luoghi consueti di lavoro e dobbiamo esercitare come non mai uno dei nostri più preziosi principi il “cooperare tra cooperative”. Legacoop con tutte le sue articolazioni di settore oggi è vicina alle cooperative, ai soci e alle socie per fare tutto il possibile, e anche di più, per superare al meglio questa emergenza e poi ripartire. Il governo sta elaborando provvedimenti importanti e noi lavoreremo affinché siano i più adeguati possibili ad affrontare i problemi delle famiglie, del mondo del lavoro, delle imprese, delle cooperative. Siamo cooperatrici e cooperatori e Il rispetto delle norme per la salute pubblica e l’impegno per non far fermare le imprese sono per noi due forme della stessa responsabilità verso il futuro delle nostre comunità. Abbiamo più di 130 anni di vita: i cooperatori del passato hanno affrontato e superato prove uguali e superiori a questa. Non è retorica ma semplice verità storica che ci consegna la responsabilità di dimostrare al Paese che non è possibile arrendersi alla paura. L’unica certezza che abbiamo è che insieme, e uniti oggi più di ieri, avremo una possibilità in più di farcela anche questa volta. Buon lavoro e buona vita a tutti noi Mauro Lusetti Presidente Legacoop Nazionale
CCNL EDILIZIA-ANCE-COOP 2022 – 03/03/2022
Il 3 marzo 2022 le parti sociali dell’edilizia hanno siglato lìintesa generale per il rinnovo del CCNL in allegato comunicazione relativa Per scaricare la versone completa dell’intesa cliccare sul seguente link: https://legacoop.produzione-servizi.coop/wp-content/uploads/2022/03/Rinnovo-VERBALE-DI-ACCORDOEDILIZIA_03.03.22.pdf
Festival itinerante del Giornalismo e della Conoscenza “dialoghi”. Al via il Concorso Aspiranti Giornalisti “Giulio Regeni”.
Nel contesto del Festival itinerante del Giornalismo e della Conoscenza “dialoghi”, che si svolge in Friuli Venezia Giulia V.G., l’Associazione Culturaglobale ha indetto la IV edizione del Concorso Aspiranti Giornalisti “Giulio Regeni”. Si tratta di un premio dedicato al giovane ricercatore universitario originario di Fiumicello e ucciso a 28 anni mentre si trovava in Egitto per le sue ricerche universitarie. Dopo quattro anni di bugie e depistaggi da parte delle autorità egiziane si attende ancora la verità. Il concorso è ad iscrizione gratuita e si avvale del patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Fvg nonchè del contributo di Legacoop Fvg. L’iniziativa mira ad avvicinare i giovani all’attività del giornalismo e a promuovere il loro inserimento nella professione, professione fondamentale all’informazione del cittadino e processo imprescindibile per la libertà di ogni individuo, garanzia del rispetto dell’articolo 21 della Costituzione Italiana. il BANDO https://festivalgiornalismoconoscenza.weebly.com/concorso-regeni.html
Emergenza Coronavirus Dpcm 4_3_20
Pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio Dei Ministri del 4 marzo 2020 sulla G.U.
Sindacati e Cooperative Fvg chiedono l’accesso al fondo di integrazione salariale per circa 3000 lavoratori coinvolti dalla chiusura di scuole e asili
I lavoratori delle Cooperative sociali coinvolte nella chiusura di scuole e asili rischiano di vedere svanire le loro retribuzioni. Per questo è stato chiesto l’accesso al fondo di integrazione salariale, si tratta di circa 3000 lavoratori coinvolti nel solo Fvg. Per questo motivo le segreterie di Fp Cgil Fvg, Cisl Fp Fvg, Fisascat Cisl Fvg, Uil Fpl Fvg, si sono incontrate ieri a Udine, con le associazioni Legacoop Fvg, Confcooperative Fvg, e con i legali rappresentanti delle cooperative sociali, per sottoscrivere gli accordi sindacali necessari alla richiesta all’Inps di accesso al fondo di integrazione salariale. In caso di accoglimento positivo della domanda, il fondo di integrazione salariale, coprirà la retribuzione persa, in seguito alla sospensione oraria, per l’80% lordo del valore. I lavoratori interessati dagli accordi in seguito all’ordinanza della Regione Fvg, di chiusura dei plessi scolastici sono circa 3000, appartengono alle figure professionali dell’educatore, e delle figure tecniche ed ausiliare che operano nelle cucine, mense e svolgono attività di pulizia e sorveglianza . Nel corso dell’incontro le parti hanno auspicato che vi sia un accoglimento tempestivo delle richieste, per un settore pesantemente colpito, in queste settimane di emergenza. Le strutture interessate sono: asili nido, scuole materne, doposcuola, servizi di intervento educativo a disabili e minori in difficoltà, centri di aggregazione giovanile e progetti giovanili. Come è noto la situazione si è determinata a seguito dell’Ordinanza Contingibile e Urgente – ex art. 54, c.2 del D. Lgs. 267/2000 – emanata dal Ministro della Salute congiuntamente al Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, in data 23/02/2020 causa “Misure urgenti per evitare la diffusione del COVID-19”, con la quale è stata imposta la temporanea chiusura dei servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche, presso tutte le scuole di ogni ordine e grado, ubicate nel territorio della Regione Friuli Venezia Giulia. Ciò ha portato alla sospensione e/o riduzione delle prestazioni lavorative, per il personale delle cooperative operanti in tali settori. Tale situazione, fra l’altro, pare verrà prolungata fino al 15 marzo.
CORONAVIRUS – Imprese e sindacati: ora facciamo ripartire l’attività. Appello delle forze produttive del paese
Un comunicato è stato sottoscritto nazionalmente dall’Alleanza delle Cooperative Italiane insieme a Abi, Coldiretti, Confagricoltura, Confapi, Confindustria, Rete Imprese Italia (Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti), Cgil, Cisl, Uil. “ Il nostro Paese, si legge testualmente nel documento, sta in questi giorni affrontando una situazione di forte criticità a causa della diffusione del Coronavirus. Ciò impone a noi parti sociali, al Governo, alle Regioni, a tutte le autorità e agli esponenti della società civile di lavorare insieme, mettendo a fattor comune gli sforzi e agendo in maniera coordinata per consentire di superare questa fase in maniera rapida ed efficace. Nei giorni scorsi sono state tempestivamente assunte diverse misure per contenere il rischio sanitario a beneficio di tutti i cittadini. Gli esperti e le organizzazioni internazionali, a partire dall’OMS, ci hanno rassicurato sui rischi del virus e sulle corrette prassi per gestire questa situazione, che tutti noi siamo chiamati a rispettare. Dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro a beneficio del Paese. Questo per evitare di diffondere una percezione, soprattutto nei confronti dei partner internazionali, che sta già gravemente danneggiando il Made in Italy e l’appeal di un Paese, quale è il nostro, che è tra le prime destinazioni turistiche mondiali. Oltre alle misure urgenti che il Governo ha adottato o si appresta ad adottare, questo è il momento per costruire un grande piano di rilancio e promozione del Paese e della sua immagine che contempli misure forti e straordinarie per riportare la nostra economia su un percorso di crescita stabile e duratura. Un ruolo importante dovrà essere svolto anche dalle Istituzioni europee, per creare le migliori condizioni per un rilancio economico dell’Italia nell’interesse della stessa Unione europea”.
CORONAVIRUS – Alleanza delle cooperative chiede misure urgenti e CIG in deroga per i settori colpiti
“L’emergenza sanitaria ha prodotto pesanti conseguenze sull’attività delle imprese: per le cooperative, ad esempio, l’impatto occupazionale nei settori della cooperazione sociale, delle attività culturali e del turismo, della ristorazione e dei servizi di pulizia è pari a tre volte quello dell’Ilva. Per questo è necessaria, da parte del governo, una risposta immediata che, per alcuni settori economici, non si concentri solo sulle zone rosse, ma sia indirizzata anche alle altre aree del Paese coinvolte dalla crisi; una risposta che, per essere efficace, ha bisogno di decisioni chiare e coordinate, da assicurare con la nomina di Commissari straordinari che potrebbero coincidere, a livello regionale, con il ruolo di Presidente della Giunta”. Ad affermarlo è stato Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, nel corso dell’incontro di oggi al Ministero dello Sviluppo Economico. “Questa nuova emergenza -ha sottolineato Lusetti- si verifica in un momento nel quale anche la produzione interna ha annunciato inequivocabili segnali di rallentamento paventando il rischio di recessione; per questo servono interventi che assicurino un adeguato sostegno alle imprese”. Il Presidente dell’Alleanza ha quindi suggerito una serie di misure da adottare con carattere di urgenza. Tra le priorità, Lusetti ha indicato “l’attivazione della Cassa integrazione in deroga per tutti i settori colpiti dalla crisi, da rendere fruibile non solo per i lavoratori di imprese operanti nelle zone rosse, ma anche per altri territori oggetto di ordinanza regionale o per imprese della filiera colpite, anche indirettamente, dalla crisi; la cancellazione, o un ridimensionamento, dei divieti previsti per l’autotrasporto merci, data l’eccezionalità del momento e la necessità di approvvigionare gli esercizi commerciali; il differimento del pagamento dei contributi previdenziali e delle imposte dirette e indirette per tutto il perdurare della crisi; il differimento del termine ultimo per il passaggio dei lavoratori inseriti nel processo di internalizzazione dei servizi di pulizia delle scuole”. Lusetti ha infine citato alcuni dati che testimoniano le pesanti ripercussioni della crisi legata al coronavirus sulle imprese cooperative: con la chiusura di asili e scuole per l’infanzia, la cooperazione sociale vede a rischio oltre 30mila lavoratori, con un danno economico (stimabile in 10 milioni di euro al giorno) che rischia di minare la tenuta stessa di molte cooperative; nella gestione dei servizi di pulizia e ristorazione, in ambito pubblico e privato, sono oltre 5.500 i lavoratori ad oggi fermi; nel settore della cultura e turismo, alle ricadute immediate per la chiusura di mostre e musei sono da aggiungere gli effetti generati dalla cancellazione di eventi pubblici per il primo semestre 2020, con un impatto sostanziale su una platea di oltre 6.000 lavoratori ed un danno economico stimabile in 400 milioni di Euro. In ultimo, stante la forte vocazione all’export del nostro paese, si attende un impatto rilevante anche sul settore agroalimentare a causa del calo degli ordini in ottica precauzionale sanitaria.