L’Università di Udine ha attivato per l’anno accademico 2020/2021 la terza edizione del Corso insensivo di formazione per l’acquisizione della qualifica di Educatore professionale socio-pedagogico. Le domande vanno presentate entro Venerdì 16 ottobre esclusivamente online, accedendo al sito: http://uniud.esse3.cineca.it/Home.do seguendo le istruzioni indicate alla pagina: https://www.uniud.it/it/didattica/formazionecontinua/educatori/educatore-sociopedagogico In allegato comunicato stampa
Assemblea territoriale di LegaCoop Fvg Produzione & servizi, nominata la direzione regionale e Anna Fornasiero nuova presidente
Si è svolta ieri, 1 Ottobre, nella sala del Teatro Palamostre di Udine l’assemblea territoriale di LegaCoop Fvg Produzione & servizi. Nel corso dei lavori ai quali hanno partecipato rappresentanti delle tante cooperative del settore sono stati approvati all’unanimità sia il documento programmatico nazionale “insieme per per costruire lavoro” che quello regionale di indirizzo “Il lavoro oltre la crisi pandemica. ruolo e proposte della cooperazione che produce”. L’assemblea territoriale di Udine si è svolta nell’ambito del percorso verso l’Assemblea nazionale di mandato 2020 di Legacoop Produzione e Servizi, programmata per il prossimo 27 e 28 ottobre a Bologna ed è stata preceduta in Fvg da un grande lavoro territoriale per arrivare alla condivisione dei documenti programmatici e all’unanimità anche sul nome della nuova presidente nonché sulla composizione della direzione regionale. L’assemblea ha infatti eletto Anna Fornasiero già vice presidente della cooperativa Idealservice al vertice dell’Associazione Produzione & Servizi di Legacoop Fvg. A presiedere l’assemblea svoltasi nel pieno rispetto delle procedure di distanziamento anticovid 19 il presidente di Legacoop Fvg Livio Nanino presente Fabrizio Bolzoni Direttore Nazionale del Settore Produzione e Servizi di Legacoop. Nominati oltre alla Direzione anche i delegati all’assemblea Nazionale che avrà il compito di individuare le future politiche associative e gli obiettivi prioritari per il prossimo mandato 2020-2024. Importante è quindi il contributo fornito al dibattito nazionale dal documento approvato a Udine, dove fra l’altro si legge: “Sostenere l’economia del territorio tramite l’esempio, l’impegno e lo sviluppo, con gli strumenti e il modello della cooperazione di lavoro, in particolare in FVG, significa sostenere il lavoro nella migliore accezione a favore delle lavoratrici e lavoratori con esempi per valorizzarne il ruolo e per far crescere dall’interno dell’azienda produttività e proposte innovative. Fra i capitoli che il documento regionale di Legacoop Fvg produzione e servizi mette in evidenza la “Sostenibilità ed economia circolare” intesa come attività di sollecitazione e accompagnamento per promuovere, tra le Associate, forme di sviluppo sostenibile e l’adozione di “ecosistemi circolari”. Segue l’Integenerazionalità e l’attrazione di talenti al fine di garantire acquisire nuove professionalità per affrontare le riconversioni/ammodernamenti tecnologici che il mercato impone promuovendo nel contempo i valori dell’organizzazione cooperativa. Altro punto quello della Valorizzazione delle diversità che è elemento caratterizzante da sempre di fatto il tessuto cooperativo e che va ulteriormente incrementato. Ultimo punto non certo come importanza la promozione dell’impresa cooperativa: è necessario, si legge testualmente nel documento approvato, che l’Associazione promuova maggiormente (unitamente alla lotta agli “esempi negativi”) la conoscenza diffusa delle azioni poste in essere dalle Cooperative più virtuose; i valori promossi e le correlate iniziative concretamente messe in campo per attuarli, vanno fatte conoscere pubblicamente, affinché da occasioni di conoscenza/confronto presso i diversi territori/istituzioni possano crearsi nuove opportunità di sviluppo e crescita per le Associate e nuove occasioni per nuove cooperatrici e nuovi cooperatori soprattutto per le giovani generazioni. il documento regionale approvato doc di indirizzo P&S 2020 (1)
EDUCATORE SOCIO PEDAGOGICO_ CORSO 60 CFU ULTIMA EDIZIONE (Trieste-Portogruaro)
Si segnala la recente pubblicazione da parte dell’Università di Trieste del bando per la terza edizione del Corso intensivo di formazione per la qualifica di EDUCATORE SOCIO PEDAGOGICO di 60 crediti formativi (CFU). Le domande di ammissione si aprono il 1 settembre e si chiudono entro i termini perentori del 24 settembre. Al link sottostante trovate tutte le informazioni utili: https://www.units.it/offerta-formativa/educatore-socio-pedagogico Evidenziamo i seguenti aspetti: · i corsi vanno intrapresi entro il 31.12.2020, ai sensi della legge n. 205 del 27 dicembre 2017 comma 297, per poi essere completati nel 2021; · per l’Università di Trieste è l’ultima edizione, · analogamente anche l’Università di Udine sta predisponendo il bando per l’ultima edizione e sarà nostra cura darvi immediata comunicazione; · Il presente corso non riguarda gli educatori dei servizi all’infanzia, in quanto questa figura è normata dal Decreto Legge 65/2017 – Sistema integrato di educazione e istruzione 0-6 anni e quindi la partecipazione non dà titolo per accedere ai servizi della prima infanzia. Nel raccomandarvi la massima diffusione di questa iniziativa e a seguire a quella dell’Università di Udine, rimaniamo a disposizione e salutiamo cordialmente. Paola Benini – Confcooperative Federsolidarietà FVG Gian Luigi Bettoli – Legacoop Sociali FVG Giada Pozzetto – ACGI Solidarietà FVG
Prometeia-Area Studi Legacoop, PIL Italia a livelli pre-Covid solo nel 2025
Nonostante gli interventi ampi e tempestivi della politica economica, sia a livello europeo sia a livello nazionale, nel 2020 il PIL italiano registrerà una caduta del 10,1% (-12,9% nel secondo trimestre) e tornerà ai livelli pre-Covid solo nel 2025. La previsione è contenuta nello studio “Lo scenario previsivo al 2027”, elaborato nell’ambito del progetto MonitorFase3 nato dalla collaborazione tra Prometeia e Area Studi Legacoop per testare l’evoluzione dell’economia e dei mercati in conseguenza dell’epidemia Covid-19. Secondo quanto riportato dallo studio, mentre per l’economia globale le perdite registrate quest’anno saranno recuperate al termine del 2021, per l’Italia, nonostante una previsione di crescita del PIL del 5,9% nel prossimo anno (superiore alla media dell’area euro, prevista al 5%), non sarà così. Il nostro paese risulta infatti uno dei più colpiti dalla crisi, sia perché il primo ad aver dovuto fronteggiare la pandemia, sia perché lo spazio fiscale è vincolato dal debito pubblico già elevato prima dello scoppio della crisi. La risposta della politica fiscale italiana, in un momento di grande incertezza che influenza in modo negativo la propensione al consumo e all’investimento, pur in linea a quella degli altri Paesi europei, non sembra in grado di riavviare in modo deciso la domanda interna (consumi e investimenti), frenata anche dalla forte incertezza che ancora pervade le aspettative degli operatori e dal crollo del commercio internazionale. Tutto ciò si sta traducendo anche in un forte aumento delle disponibilità liquide di famiglie (l’aumento della propensione al risparmio toccherà, nel 2020, il picco del 13%, il più alto degli ultimi venti anni) e imprese (che hanno aumentato l’indebitamento bancario). Solo nel 2025 il PIL reale tornerà ai livelli registrati a fine 2019. La stessa dinamica è prevista per la spesa delle famiglie, mentre per gli investimenti fissi lordi bisognerà aspettare il 2026. “L’urto con questa crisi è giunto all’improvviso ma è stato subito chiaro che ha già modificato le nostre vite per molti anni” – afferma Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop – “Dall’inizio dell’emergenza stiamo cercando, anche grazie ai nostri partners di ricerca, di interpretare una situazione che evolve di giorno in giorno. Tutto ciò che accade trasformerà profondamente le nostre abitudini e propensioni, i nostri settori di riferimento e il mercato. Per superare questa crisi occorre individuare punti fermi e delineare scenari che permettano di assecondare il cambiamento, cambiando noi stessi con le nostre attività. Non crediamo a un mondo in cui le risorse abbondano, quindi non ci stanchiamo di ripetere: usiamo bene le poche disponibili, per interventi sul medio lungo periodo e che aggrediscano i difetti storici del nostro paese”. Analizzando le misure adottate dal governo italiano, lo studio ipotizza che oltre ai 75 miliardi (pari al 4,5% del PIL sull’indebitamento del 2020) dei decreti Cura Italia e Rilancio, sarà necessaria, tra il 2020 e il 2021, una manovra aggiuntiva pari al 2% del PIL, mentre ritiene che l’accesso ai fondi europei (SURE, MES, New Generation EU, BEI) potrebbe risultare, ex post, inferiore al potenziale. La caduta del PIL e gli ingenti impulsi fiscali si tradurranno, inevitabilmente, in una forte crescita del debito pubblico italiano, che a fine 2020 supererà il 150% del PIL. Secondo lo studio, la fine dell’emergenza e, soprattutto, il ritorno alla crescita consentiranno una riduzione del rapporto debito/PIL che sarà, però, molto lenta: alla fine del 2027, infatti, il debito sarà ancora superiore di 16 punti percentuali ai valori pre-Covid. Lo scenario previsivo al 2027
Export – 15%, turismo dall’estero – 54%: le previsioni di Prometeia-Area Studi Legacoop
La crisi sanitaria mondiale da Covid-19 si è riflessa pesantemente sulle esportazioni di merci italiane e sulla spesa degli stranieri presenti nel nostro paese per turismo o per lavoro: nel 2020 si registrerà una caduta delle esportazioni di merci in volume di oltre il 15%; la spesa degli stranieri in Italia subirà un crollo di oltre il 54% e, pur parzialmente compensata da quella degli italiani che non si recheranno all’estero, produrrà un effetto negativo di 3 punti percentuali sulla crescita del PIL 2020. Tendenze che, comunque, segneranno un’inversione già dall’anno prossimo, la seconda in maniera più marcata della prima. Queste previsioni sono contenute nello studio “Gli scambi con l’estero dell’Italia”, elaborato nell’ambito del progetto MonitorFase3 nato dalla collaborazione tra Prometeia e Area Studi Legacoop per testare l’evoluzione dell’economia e dei mercati in conseguenza dell’epidemia Covid-19. Lo studio evidenzia come la caduta delle esportazioni di merci nel 2020 sia dovuta al crollo dei mercati di sbocco, in quanto la pandemia ha prodotto conseguenze particolarmente pesanti nei paesi che assorbono oltre il 45% delle esportazioni complessive del nostro paese (Germania 12,2%; Francia 10,5%; Stati Uniti 9,6%; Regno Unito 5,2%; Spagna 5,0%; Cina 2,7%). In ogni caso, nell’ipotesi che non si verifichi una seconda ondata del virus di intensità pari a quella affrontata nei mesi scorsi, già dalla seconda metà dell’anno in corso le esportazioni torneranno a crescere per la ripresa del commercio mondiale (condizionata, però, dal riemergere di tensioni tra USA e Cina) mettendo a segno un +11,2% nel 2021, per poi posizionarsi, negli anni successivi, su una crescita media attorno al 3% (inferiore a quella del 2017, ovvero prima della guerra dei dazi e del crollo dell’automotive). Dopo la crisi del 2020, considerando i primi 15 mercati di sbocco, che assorbono circa l’80% delle esportazioni italiane, le opportunità di crescita maggiori saranno soprattutto nei paesi emergenti, Cina in primis, e nei paesi dell’Europa centrale. “Il nesso tra pandemia e globalizzazione è stato fin da subito evidente a tutti, perchè il virus ha approfittato della fluidità delle nostre interconnessioni e della velocità dei nostri spostamenti” – afferma Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop – “la crisi colpisce duramente i nostri scambi con l’estero, su cui avevamo puntato per consolidarci nell’economia aperta. Export e turismo resteranno cruciali per la ricostruzione, e rassicura la previsione di un forte rimbalzo se saremo in grado di scongiurare una seconda ondata sanitaria. Ricordiamoci però che oltre a ricostruire le nostre economie, occorrerà pure riflettere su nuove modalità di governo dei processi globali.” Conseguenze pesanti, infatti, si verificano anche sul settore del turismo, che rappresenta una voce importante dell’economia del nostro paese, il quarto al mondo per visitatori stranieri dopo Spagna, Francia e Stati Uniti, che aveva registrato un’intensa crescita degli arrivi negli anni prima del Covid. Lo studio di Prometeia e Area Studi Legacoop prevede che la spesa degli stranieri presenti in Italia per svago o lavoro nel 2020 subirà un crollo del 54,4%. In modo del tutto speculare, anche il turismo degli italiani all’estero subirà quest’anno una brusca frenata (-47,2%). La minore spesa all’estero degli italiani sarà in parte effettuata nel nostro paese, attenuando così gli effetti sull’economia dovuti al crollo della spesa dei non residenti. Tuttavia, la caduta della spesa netta del turismo straniero produrrà un effetto negativo sulla crescita del PIL 2020 di circa 3 punti percentuali. Un valutazione che tiene conto dell’impatto complessivo che ha il turismo su tutti i settori dell’economia, in primis i servizi di alloggio, la ristorazione, il trasporto aereo e le agenzie di viaggio. Confortanti, invece, le previsioni per il prossimo futuro. Lo studio stima che, dopo il crollo del 2020, la spesa dei non residenti in Italia, nell’ipotesi di non incorrere in una seconda ondata dell’epidemia, alla fine del 2021 tornerà vicina ai livelli pre-crisi, con una crescita particolarmente elevata (oltre il 90%) che nei prossimi anni si collocherà ad un livello medio di circa il 4%.
Rinnovata la convenzione Legacoop FVG – UnipolSai e Assicoop FVG destinata ai soci e ai familiari delle imprese associate
Legacoop FVG, UnipolSai e Assicoop FVG questa mattina a Udine hanno rinnovato la convenzione rivolta ai soci e ai familiari delle imprese associate a Legacoop FVG, riguardante polizze RC Auto, abitazione, infortuni, malattia e previdenziali. La convenzione, nata a livello sperimentale, oggi coinvolge la maggioranza delle imprese cooperative regionali di Legacoop– comprese quelle di consumo – e i loro soci. Di fatto si rivolge a quasi la metà dei nuclei familiari regionali, potendone usufruire oltre 600 mila persone (sono infatti circa 250 mila i soci delle cooperative aderenti a Legacoop in FVG). Alla firma dell’importante convenzione erano presenti il dott. Giovanfilippo Paiella (responsabile Distretto Vendite Nord Est di UnipolSai), Livio Nanino (Presidente di Lega delle Cooperative del FVG) e Roberto Sesso (Presidente di Assicoop FVG). I firmatari nei loro interventi hanno ricordato l’importanza di iniziative come queste che diventano reale sostegno concreto alle famiglie soprattutto nel momento economico così delicato del post-covid. Presenti all’incontro anche i rappresentanti delle maggiori cooperative regionali socie di Assicoop FVG nonché alcuni rappresentanti delle Agenzie UnipolSai del territorio. Nel corso dell’incontro è stato ricordato che UnipolSai pone da sempre particolare attenzione alle Organizzazioni Socie tanto che già nel 2008, la compagnia assicurativa decise di varare una specifica “Convenzione” rivolta ai soci e ai familiari delle imprese associate a Legacoop FVG, riguardante polizze RC Auto, abitazione, infortuni, malattia e previdenziali. Convenzione oggi rinnovata. I risultati sono stati tangibili, ad oggi sono circa 30.000 i soci che utilizzano la Convenzione, usufruendo di un risparmio annuo di circa 1 milione di euro, così il progetto di successo è in continua evoluzione. La lungimiranza di UnipolSai, le competenze tecniche delle Agenzie territoriali, la capacità di tessere relazioni di Legacoop, la regia di Assicoop e il comportamento virtuoso della clientela (che ha contenuto gli indici di sinistrosità) ha consentito di realizzare in FVG qualcosa di più che un mero risultato economico, evidenziando sinergie e spirito di squadra vincenti. Questi sono i motivi per cui oggi UnipolSai ha rinnovato la propria fiducia al Friuli Venezia Giulia. Il soggetto che attua, propone e sviluppa la convenzione UnipolSai/Legacoop FVG è Assicoop FVG S.r.l.; uno strumento nato per essere il punto di riferimento in ambito di sicurezza assicurativa per le imprese associate a Lega delle Cooperative del FVG. L’obiettivo di Assicoop continua ad essere la promozione della convenzione, fornendo un servizio qualificato e professionale di consulenza assicurativa per determinare il grado di rischio e fornire adeguato supporto all’individuazione del prodotto assicurativo più idoneo alla propria clientela. Da evidenziare, inoltre, la consulenza e la promozione in ambito di “convenzioni luogo di lavoro” e la possibilità per i soci di accedere a prestiti finanziari tramite la società FinItalia. Assicoop chiude l’esercizio 2019 con un risultato positivo di oltre 36 mila euro, in continuità con gli esercizi precedenti, che va a consolidare il patrimonio sociale di 531.680 euro. Risultati importanti, che confermano la bontà del lavoro svolto e che hanno stimolato la predisposizione di un progetto di sviluppo strategico per il prossimo triennio, con investimenti che complessivamente supereranno i 100 mila euro. Al centro del progetto ha affermato il Presidente di Assicoop Roberto Sesso, “abbiamo messo le persone, i soci e i valori etici che ci accomunano. Durante la recente pandemia dovuta al Covid-19, Assicoop ha aderito al progetto Quid, promosso dalla cooperazione sociale attraverso la cooperativa Noncello di Pordenone, acquistando e distribuendo gratuitamente agli associati circa 3.500 mascherine lavabili che rispondono ai requisiti ecosostenibili dell’Agenda 2030. Tali requisiti sono propri di Assicoop, già contemplati nel nuovo piano triennale di sviluppo, dove prevediamo di coniugare l’integrazione fra l’attività economica, sociale ed ambientale a tutela dei desideri, delle aspettative e dei bisogni delle comunità e delle istituzioni. Il marchio Assicoop FVG sarà sempre più sinonimo di garanzia e di qualità”.
Assemblea della cooperative associate a Legacoop FVG
Si è svolta questa mattina 16 luglio a Udine nell’Auditorum Comelli (palazzo della Regione FVG) l’Assemblea della cooperative associate a Legacoop FVG. Presenti i delegati in rappresentanza delle oltre 180 cooperative operanti in Fvg nei vari settori, dall’agroalimentare, al consumo, dai servizi, alla produzione lavoro per arrivare alla vivace realtà della cooperazione sociale. All’incontro era presente l’assessore regionale lavoro, formazione, istruzione e famiglia Alessia Rosolen che non si è limitata a portare il saluto dell’amministrazione regionale ma è entrata nel vivo dei temi posti dando un proprio apprezzabile contributo al dibattito. Presenti anche molti rappresentanti della politica regionale sia di maggioranza che d’opposizione. Nel corso dei lavori è stato anche presentato il Bando Coopstartup FVG II. A parlarne è stato Simone Gamberini il direttore generale di Coopfond la società che gestisce il fondo mutualistico per la promozione cooperativa che è co-promotore del bando CoopStartup. I lavori si sono aperti con l’approvazione del bilancio di Legacoop Fvg e si è quindi proseguito con la relazione del presidente di Legacoop FVG Livio Nanino. Leggi la relazione integrale Assemblea 160720 rev 15 luglio (1)
#PerCoRSIFVG2 in calendario un nuovo appuntamento: Webinar meeting Lunedì 20 luglio
Nuovo appuntamento con PerCorsi in FVG 2: La percezione del rischio in tempo di COVID-19: riflessioni tecniche ed esempio nuovi e di buone prassi. Programma * Dott.ssa Palma Galletti Rspp e Consulente Aziendale per la sicurezza esperta in comunicazione e marketing Testimonianza aziendale * arch. Michela Bosco Consulente in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro La partecipazione al seminario è gratuita. Per motivi organizzativi, è richiesta la registrazione attraverso iscrizione online dalla pagina dedicata al seminario disponibile sul sito www.iresfvg.org indicando un recapito mail per l’invio del link al webinar. Il seminario sarà attivato al raggiungimento di minimo 6 persone. l consiglio è quindi.. di iscriversi al più presto utilizzando la mail <percorsifvg2@iresfvg.org>
Sentenza della Corte Costituzionale riafferma il valore costituzionale del Terzo Settore nei rapporti con la PA
La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza (131/2020) relativa all’art. 55 del Codice del Terzo Settore che (co-programmazione e co-progettazione). Questa sentenza dell’alta Corte giunge quanto mai puntuale rispetto a un periodo storico “Covid” che ha visto un inaridimento nel rapporto tra Pubblica Amministrazione e mondo della cooperazione sociale. A livello nazionale anche l’area dell’associazionismo ha più volte sottolineato, attraverso il Forum del Terzo Settore, come la pandemia abbia avuto come riflesso una “diluizione” del rapporto storico tra PA e Terzo Settore, a partire dal mancato coinvolgimento degli Enti del Terzo Settore nei momenti dell’emergenza. La sentenza è importante anche rispetto al presente periodo nel quale le cooperative stanno dialogando con le stazioni appaltanti in merito al riconoscimento dei c.d. costi incomprimibili, relativi alle fasi di riduzioni e sospensioni dei servizi. Anche in questo caso il dialogo con la P.A. è complesso, faticoso e frutto di mediazioni (politiche e tecniche), in linea con il recente dialogo delle associazioni di categoria con l’ANCI; se semplificando potremmo dire che in questi ultimi mesi, per non dire anni , l’art. 55 è stato messo nel cassetto, auspichiamo comunque che questa sentenza della Corte possa rinsaldare, con la riaffermazione del valore costituzionale del Terzo Settore, quella relazione tra 1° e 3° Settore che è cruciale per la coesione sociale delle nostre comunità, così come descritto nella sentenza: “Il modello configurato dall’art. 55 CTS, infatti, non si basa sulla corresponsione di prezzi e corrispettivi dalla parte pubblica a quella privata, ma sulla convergenza di obiettivi e sull’aggregazione di risorse pubbliche e private per la programmazione e la progettazione, in comune, di servizi e interventi diretti a elevare i livelli di cittadinanza attiva, di coesione e protezione sociale, secondo una sfera relazionale che si colloca al di là del mero scambio utilitaristico”. L’art. 55 del Codice del Terzo Settore afferma che “in attuazione dei principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità, omogeneità, copertura finanziaria e patrimoniale, responsabilità ed unicità dell’amministrazione, autonomia organizzativa e regolamentare, le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nell’esercizio delle proprie funzioni di programmazione e organizzazione a livello territoriale degli interventi e dei servizi nei settori di attività di cui all’articolo 5, assicurano il coinvolgimento attivo degli enti del Terzo settore, attraverso forme di co-programmazione e co-progettazione e accreditamento, poste in essere nel rispetto dei principi della legge 7 agosto 1990, n. 241, nonché delle norme che disciplinano specifici procedimenti ed in particolare di quelle relative alla programmazione sociale di zona”. La co-programmazione, spiega sempre l’articolo 55 spesso disatteso, è finalizzata all’individuazione, da parte della pubblica amministrazione procedente, dei bisogni da soddisfare, degli interventi a tal fine necessari, delle modalità di realizzazione degli stessi e delle risorse disponibili. La co-progettazione è finalizzata anche alla definizione ed eventualmente alla realizzazione di specifici progetti di servizio o di intervento finalizzati a soddisfare bisogni definiti, alla luce degli strumenti di programmazione. L’individuazione degli enti del Terzo settore con cui attivare il partenariato, spiega sempre la norma, avviene anche mediante forme di accreditamento nel rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità, partecipazione e parità di trattamento, previa definizione, da parte della pubblica amministrazione procedente, degli obiettivi generali e specifici dell’intervento, della durata e delle caratteristiche essenziali dello stesso nonché dei criteri e delle modalità per l’individuazione degli enti partner. Ebbene con questa sentenza 131/2020 la Corte Costituzionale, all’interno di un approfondimento sul rapporto tra cooperative di comunità e pubblica amministrazione della Regione Umbria, fornisce un importante chiarimento sull’articolo 55 fondando sulla Costituzione e anche sul quadro normativo europeo la piena liceità di quanto previsto dalla norma. Fondamentale è a questo proposito il seguente passaggio della Corte: “Si instaura, in questi termini, tra i soggetti pubblici e gli ETS, in forza dell’art. 55, un canale di amministrazione condivisa, alternativo a quello del profitto e del mercato: la «co-programmazione», la «co-progettazione» e il «partenariato» (che può condurre anche a forme di «accreditamento») si configurano come fasi di un procedimento complesso espressione di un diverso rapporto tra il pubblico ed il privato sociale, non fondato semplicemente su un rapporto sinallagmatico”. Clicca per scaricare il testo della sentenza CorteCostituzionale_Sentenza131_art.55
“Sostenere le imprese per generare sviluppo”, le proposte dell’Alleanza cooperative agli Stati Generali
Un grande piano nazionale per la transizione ecologica ed energetica, un pacchetto con 100 proposte di semplificazione normativa, la richiesta di interventi per sostenere la capitalizzazione e il rafforzamento patrimoniale delle imprese e nuovo patto sociale che defiscalizzi gli incrementi di produttività. Queste, in sintesi, le principali proposte che l’Alleanza delle Cooperative ha presentato oggi al Governo nel corso degli Stati Generali. «DL rilancio e DL liquidità – spiega il presidente Mauro Lusetti, anche a nome dei copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone – hanno pensato soprattutto alla finanza, ma non al rafforzamento patrimoniale. Noi abbiamo invece avanzato diverse proposte che vanno proprio in questa direzione: Ace, fiscalità agevolata dei ristorni portati a capitale; favorire la rivalutazione dei beni di impresa. E ancora equity anziché debito per sostenere le PMI; sostegno ai Workers Buy Out non solo per imprese in crisi ma anche per successione generazionale e interventi nel capitale delle imprese da parte dei Fondi di previdenza integrativa». Vanno inoltre promosse, secondo l’Alleanza, l’autoimprenditorialità cooperativa e le molte esperienze di autoorganizzazione economica e sociale presenti nelle comunità e nei territori, con particolare attenzione alle cooperative di comunità, per valorizzare tutte le energie, le culture e gli interessi del Paese. Sempre sul fronte delle imprese l’Alleanza ha chiesto all’esecutivo di garantire un maggior sostegno alle filiere tutte italiane, con stabilimenti e manodopera in Italia e che pagano le imposte nel nostro Paese. Altra leva su cui puntare per rilanciare la competitività delle imprese è l’allargamento e il potenziamento degli incentivi 4.0 «l’iper e super ammortamento – aggiunge il presidente dell’Alleanza – rischiano di non essere fruibili ad un panorama ampio di imprese; per questo insistiamo perché si allarghi la platea per uno stimolo universale all’innovazione per tutte le imprese con l’automatismo del credito di imposta. Per incentivare la produttività del sistema imprenditoriale è necessario un nuovo patto sociale e la defiscalizzazione dei premi. Inoltre, per compensare il blocco dei licenziamenti, occorre almeno una compensazione alle imprese rendendo più flessibile i contratti a tempo determinato, superando l’obbligo di causale. Sottolineiamo inoltre la necessità di impegnare tutte le risorse messe a disposizione dall’Unione Europea per investimenti infrastrutturali materiali e immateriali». Un’attenzione specifica – per l’Alleanza – va dedicata anche alle imprese attive nel settore turismo, cultura ed eventi, tra le più colpite dalle conseguenza della pandemia, che rappresentano un driver significativo di sviluppo e vanno aiutate con adeguate misure di sostegno. Alleanza delle Cooperative Italiane ha infine proposto «un grande piano per la sostenibilità concertato insieme alle parti sociali che possa essere attuato attraverso un DL sostenibilità e che porti il nostro paese verso una transizione energetica ed ecologica».