Proseguono con il terzo appuntamento i webinar previsti dal progetto “Un Altro modo per dirlo”, nato dalla collaborazione delle Commissioni Pari Opportunità di ACI Friuli Venezia Giulia e Lombardia, sul tema del linguaggio. Il linguaggio è lo strumento attraverso il quale entriamo in comunicazione con il mondo in ambito professionale e personale. La scelta delle parole e gli effetti che queste hanno nel nostro interlocutore diventano fondamentali per costruire relazioni positive che evitino incomprensioni e messaggi errati. Così giovedì 8 luglio avremo il piacere di incontrare Anna Piacentini. “La felicità sul luogo di lavoro si basa sulla fiducia. Il linguaggio è fiducia”. Trascorriamo lavorando tra le 70.000 e le 100.000 ore di vita: quanto è importante portare un pizzico di felicità anche in quel contesto? Anna Piacentini condividerà i pilastri della felicità soffermandosi in particolare su alcuni fattori legati al linguaggio che incidono significativamente sulla costruzione della fiducia: parlare chiaro, agire con trasparenza, chiarire le aspettative. Anna Piacentini è fondatrice e CEO di People3.0. Da oltre 20 si occupa di processi di sviluppo ed empowerment nelle organizzazioni, è S.F.E.R.A. coach e dal 2017 dedica buona parte del suo tempo ad allenare il benessere e la felicità nelle aziende portando il modello e la sua esperienza diretta.
Lavoro: AreaStudi Legacoop-Prometeia, con la ripresa lo sblocco licenziamenti avrà impatti asimmetrici ma senza criticità
Il termine a fine giugno del blocco dei licenziamenti per i fruitori di CIGO/CIGS -sostanzialmente imprese industriali con più di 15 addetti, costruzioni, grandi imprese dei servizi- non dovrebbe presentare criticità particolari alla luce dell’andamento dell’attività economica in questi comparti; così come il termine a fine ottobre del blocco dei licenziamenti per i fruitori di CIG in deroga e FIS se accompagnato dalla ripresa che l’estate dovrebbe portare per tutte le attività più colpite dall’anno di emergenza e distanziamento. Diversamente, sia per le imprese dei settori più direttamente colpiti, sia per tutte quelle che la crisi potrebbe aver lasciato più in difficoltà (alberghiero, ristorazione, catering, ma anche tessile e abbigliamento) con il venir meno del blocco potrebbe manifestarsi un problema occupazionale che si sommerebbe alle perdite già accumulate, concentrate nel settore dei servizi: nel primo trimestre 2021 le posizioni lavorative erano 960mila in meno rispetto al periodo pre-crisi. È quanto emerge dal report “Una riflessione sul blocco dei licenziamenti e le misure a sostegno dell’occupazione”, elaborato nell’ambito del progetto MonitorFase3 nato dalla collaborazione tra AreaStudi Legacoop e Prometeia per testare l’evoluzione dell’economia e dei mercati nel corso dell’epidemia Covid-19. Lo studio richiama le misure di sostegno per lavoratori e imprese adottate dal governo italiano per attenuare le conseguenze economiche della crisi da Covid-19 e le compara agli altri paesi europei. In Italia, nel 2020, il blocco dei licenziamenti ha effettivamente ridotto le cessazioni di contratti di lavoro a tempo indeterminato (390mila in meno rispetto al 2019) mentre sono aumentate quelle relative alle altre tipologie contrattuali (in particolare, tempo determinato e stagionali). Ma qual è il quadro attuale dell’occupazione nel nostro Paese? Rispetto all’ultimo trimestre del 2019, nel primo trimestre 2021 si registra un netto aumento degli occupati nelle costruzioni (+ 69.300), un ritorno sui livelli pre-crisi dell’agricoltura (+ 8.000), livelli occupazionali di poco inferiori nell’industria in senso stretto (- 15.200) e nei servizi finanziari e assicurativi (- 17.500), mentre il grosso della contrazione si è concentrato su commercio e HoReCa (- 675.000) e, in misura meno accentuata, sul complesso degli altri servizi (- 212.000, dove è compreso l’intrattenimento) e nel settore Amministrazioni Pubbliche, istruzione, sanità, assistenza sociale (- 53.400). Si sta inoltre riducendo il numero dei “lavoratori equivalenti” in CIG-FIS che sono passati dai 3 milioni e 250 mila di aprile 2020 ai 400mila di aprile 2021 (dato stimato sulla base della quota di utilizzo di marzo) e, secondo i primi dati provvisori, dovrebbero essere ulteriormente e drasticamente diminuiti a maggio. Il report sottolinea, inoltre, che il primo trimestre 2021 evidenzia segni di recupero dell’occupazione, facendo registrare un’inversione di tendenza rispetto ai mesi precedenti, con un incremento nei lavoratori dipendenti a termine che può essere letto come un segnale di attesa, da parte delle imprese, e di una ripresa della domanda. In dettaglio, In dettaglio, in aprile 2021 i lavoratori dipendenti aumentano di 139mila unità rispetto a gennaio, come saldo di un incremento di 183mila unità di dipendenti con contratto a tempo determinato ed un decremento di 44mila permanenti. “Dopo la fase di pronto intervento nell’emergenza, ora inizia quella di gestione della ripresa” – afferma Mauro Lusetti, Presidente di Legacoop – “la prima richiedeva coraggio e tempestività, quest’ultima richiede buon senso e strumenti di precisione. Il mercato del lavoro è la prima prova: numeri sul tavolo, freddezza e niente preconcetti. A noi pare che così come gli impatti della crisi sono stati fortemente asimmetrici, così questa fase vada affrontata differenziando le misure per settore: accelerando dove la situazione lo consente, rallentando nei comparti più colpiti, dove le conseguenze sociali della crisi rischiano di sommarsi a inevitabili ristrutturazioni. Ora, però, abbiamo una sfida aggiuntiva, un’occasione storica: affrontare l’inevitabile sblocco dei licenziamenti non solamente con i tradizionali strumenti del confronto sociale, ma pure investendo finalmente in formazione e politiche attive del lavoro. Limitiamo gli impatti, ma scommettiamo insieme sulla modernizzazione del paese”. La prospettiva che si delinea è, insomma, quella di un’attività economica che si avvia verso la “normalità”. Per quanto riguarda l’industria, in aprile la produzione industriale è tornata a superare i livelli pre-crisi, gli indicatori di fiducia e congiunturali segnalano la prosecuzione di un ciclo di ripresa. Una tendenza simile, pur in assenza di indicatori congiunturali specifici, è da attendersi anche per molti comparti dei servizi (finanza e assicurazioni, immobiliare, grande distribuzione, trasporti). Nelle costruzioni, già da mesi la produzione ha recuperato i livelli pre-crisi (+ 10% a marzo) e tutti gli indicatori sono orientati positivamente; il superbonus 110% e gli investimenti previsti nel PNRR sostengono le prospettive del settore su una tendenza espansiva di un’intensità quale non si osservava da oltre un decennio. Per i servizi e le attività più colpite dalle restrizioni, l’estate dovrebbe consentire un ritorno verso la “normalità”. Rimane il quesito sui danni permanenti: quanti lavoratori che hanno perso l’occupazione potranno ritrovarla? quante imprese non riusciranno a risollevarsi? Interrogativi accanto ai quali si profila il rischio di ulteriori licenziamenti, nonostante la ripresa, per le attività più duramente colpite dalla crisi, in particolare l’HoReCa, l’intrattenimento e i servizi alle imprese. Per questi settori pesano indicatori sfavorevoli come l’elevata presenza di imprese di piccolissime dimensioni (oltre il 70% dei licenziamenti avviene proprio in quella tipologia) e di lavoro dipendente, e cadute di valore aggiunto nel 2020 che oscillano tra il 20 e il 40% rispetto al 2019.
“Un altro modo per dirlo”, proseguono i webinar organizzati dalla Commissione Pari Opportunità di ACI FVG e Lombardia.
Proseguono i webinar previsti dal progetto “Un Altro modo per dirlo”, nato dalla collaborazione delle Commissioni Pari Opportunità di ACI Friuli Venezia Giulia e Lombardia, sul tema del linguaggio. Il linguaggio è lo strumento attraverso il quale entriamo in comunicazione con il mondo in ambito professionale e personale. La scelta delle parole e gli effetti che queste hanno nel nostro interlocutore diventano fondamentali per costruire relazioni positive che evitino incomprensioni e messaggi errati. Il secondo appuntamento si terrà martedì 15 giugno alle ore 17.30 per discutere di: “Leadership e gioco di squadra” collegandovi al seguente link: http://bit.ly/unaltromodo_cacciatori Maurizia Cacciatori utilizzerà la metafora sportiva per raccontare la vita, la gestione dello stress con le sconfitte e le vittorie cioè l’essere leader. Maurizia Cacciatori è una delle più grandi campionesse della pallavolo italiana. In carriera ha conquistato 5 scudetti, 5 Coppe nazionali, 3 Supercoppe italiane, 3 Coppe Campioni (Bergamo 1997 e 2000, Tenerife 2004), 1 Coppa CEV (Napoli 1999). È stata capitana della Nazionale dove ha totalizzato 228 presenze, vincendo un oro ai Giochi del Mediterraneo (2001), un bronzo e un argento agli Europei del 1999 e del 2001. Nei campionati mondiali del 1998, a Osaka, viene eletta miglior palleggiatrice. Oggi, mamma di due figli, moglie, speaker aziendale, commentatrice tv e scrittrice. Vi ricordiamo che sulle pagine facebook di Confcooperative Friuli Venezia Giulia e Legacoop FVG potete rivedere il primo webinar “Il linguaggio che uso ha un effetto?”, che ha avuto come ospite Vera Gheno, nota socio linguista. Prossimi appuntamenti: 8 luglio, ore 18.00– “La felicità sul luogo di lavoro si basa sulla fiducia. Il linguaggio è fiducia”, Anna Piacentini 21 settembre ore 17.30 ospite Salvatore Toti Licata titolo: Femminilità come valore – Dal valore alla valorizzazione della Femminilità. ottobre sul tema della gentilezza – in corso di definizione 20 novembre evento teatrale finale Leadership e Gioco di squadra
ImpACT di Euricse. “La valutazione dell’impatto sociale in Friuli Venezia Giulia”
Completata la quinta annualità del progetto “La valutazione dell’impatto sociale in Friuli Venezia Giulia”, realizzata da Confcooperative Federsolidarietà FVG e Legacoopsociali FVG utilizzando il metodo ImpACT di Euricse per la rendicontazione sociale e la valutazione dell’impatto sociale relativa all’esercizio 2019. Il progetto, reso possibile dal cofinanziamento della Regione FVG (L.R. 20/2006 art. 10 c. 1 lettera B Annualità contributiva 2020), ha visto la partecipazione di 43 cooperative, distribuite eterogeneamente sul territorio regionale e rappresentative delle singole tipologie. Il report analizza in forma aggregata i dati e le informazioni delle caratteristiche organizzative e dei risultati economici e sociali raggiunti dalle singole cooperative fornendo una fotografia sul ruolo della cooperazione sociale nella nostra Regione. Euricse – Report FVG esercizio 2019[3086]
Vaccini: le centrali cooperative Fvg firmano Protocollo con la Regione per le vaccinazioni aziendali
Siglato oggi il Protocollo regionale per avviare le vaccinazioni in azienda anche per oltre 800 imprese cooperative aderenti alle tre centrali: Confcooperative, Legacoop, Agci del Friuli VG. Un passaggio che interessa potenzialmente quasi 34 mila addetti complessivi, che si aggiungono agli operatori delle cooperative sociali, già vaccinati nei primi mesi dell’anno, in virtù della particolare attività socioassistenziale svolta. Le somministrazioni saranno effettuate nel completo rispetto delle norme sanitarie e di tutela della privacy e saranno a carico delle imprese, quindi con nessun costo aggiuntivo per la collettività. Ad apporre la firma sul Protocollo, oltre ai rappresentanti delle tre centrali cooperative, anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil e il vicepresidente della Regione, Riccardo Riccardi. Nel suo intervento, l’assessore ha auspicato «garanzie di flussi e dosi – e sottolineato la necessità di chiarire un ulteriore aspetto ovvero l’apertura delle prenotazioni per la fascia 16-39 anni che in regione tocca quota 270.000 persone – di cui 50.000 sono già prenotate e in parte vaccinate perché rientrano nelle categorie previste dal piano ma c’è ancora una platea di 220 mila persone che sono interessate a vaccinarsi». In base al Protocollo siglato oggi, le organizzazioni della cooperazione provvederanno a raccogliere le manifestazioni di interesse alla vaccinazione di lavoratrici e lavoratori delle cooperative operanti sul territorio regionale. Sulla base del numero di vaccini disponibili e dei tempi di approvvigionamento e messa a disposizione degli stessi, le organizzazioni potranno attivare le strutture cooperative che, in queste settimane, stanno manifestando la propria disponibilità. Il tutto in pieno accordo tra centrali cooperative, organizzazioni sindacali e Amministrazione regionale. «Con questo Protocollo le cooperative del Friuli VG confermano il proprio impegno nel contrasto alla diffusione del Covid-19 nei luoghi di lavoro – commenta il presidente di Legacoop Fvg e portavoce regionale dell’Alleanza delle Cooperative italiane, Livio Nanino – e si mettono a disposizione della collettività per raggiungere, il prima possibile, l’obiettivo della più ampia copertura vaccinale della popolazione, condizione indispensabile per la definitiva “ripresa” anche dell’economia». «Stiamo tenendo fede a un impegno che ci eravamo presi: quello di dare il nostro contributo fattivo alla campagna vaccinale. Il Protocollo, infatti, punta a ridurre l’afflusso ai punti vaccinali predisposti su tutto il territorio regionale e accelerare sui tempi e le quantità di somministrazioni che sono decisamente vitali per la salute fisica, psicologica ed economica delle nostre comunità», aggiunge Daniele Castagnaviz, presidente di Confcooperative Fvg. Le tre centrali insieme a Cgil, Cisl e Uil, il 19 maggio 2020, avevano già costituito il Comitato Territoriale “Sicurcoop Fvg”, organismo che a oggi ha esaminato ben 229 protocolli Covid aziendali, verificando la sussistenza dei requisiti che assicurino alle persone che lavorano adeguati livelli di protezione, condizione necessaria per la prosecuzione delle attività. «Sicurezza sul lavoro e prevenzione vaccinale sono stati i cardini sui quali ha ruotato l’attenzione del mondo della cooperazione in questi mesi. Ricordiamo infatti che migliaia di operatori della cooperazione sociale, impiegati in attività sensibili perché a contatto con utenti fragili, sono già stati vaccinati e i dirigenti delle cooperative coinvolte si sono impegnati senza risparmiarsi», conclude Adino Cisilino, presidente di Agci Fvg.
Con Cramars parte in Carnia “La Carovana dell’empowerment al femminile”
Un progetto itinerante per potenziare il valore delle donne, vero motore della crescita del territorio. La cooperativa di Tolmezzo insieme alle sindache dei Comuni della montagna e ad ASPIC FVG organizza sei incontri nei luoghi delle Terre Alte per promuovere la motivazione personale e professionale in rosa dalle quali si genera lo sviluppo del territorio Le sindache della montagna friulana si attivano per la crescita delle donne del territorio, che vengono concepite come reale motore dello sviluppo locale. Questo l’obiettivo del progetto “La Carovana dell’Empowerment al femminile in Carnia”, sei workshop itineranti organizzati in dalla Cooperativa Cramars di Tolmezzo – anch’essa presieduta da una donna, Stefania Marcoccio – insieme al Comune capofila di Prato Carnico e ai Comuni di Comeglians, Forni Avoltri, Preone, Rigolato, Amaro e Paluzza per valorizzare la risorsa femminile in Carnia, promuovendone la crescita personale e professionale, ma anche il forte e indissolubile legame con il territorio. L’iniziativa, alla cui creazione ha partecipato anche ASPIC FVG, verrà presentata lunedì 31 maggio in diretta streaming sulla pagina Facebook di Cramars. Spiega Stefania Marcoccio, Presidente della Cooperativa per lo sviluppo sociale Cramars: “Per la prima volta il tema delle pari opportunità e quello dello sviluppo locale trovano un punto di incontro in un progetto creato dalle donne delle istituzioni per aiutare quelle del territorio, perché esse rappresentano un elemento cruciale nelle comunità di montagna. Infatti, se le donne se ne vanno, la montagna muore e nonostante la realtà carnica esprima una potenziale vivacità del sistema imprenditoriale in rosa, le attività gestite da donne sono ancora poche.” Il concetto dello sviluppo femminile da un punto di vista personale, professionale e delle comunità a cui le donne appartengono viene affrontato, divulgato e, letteralmente, portato nelle Terre Alte friulane con La Carovana dell’Empowerment: workshop gratuiti e itineranti che tappa dopo tappa, mirano a muovere energie e idee nel territorio montano proponendosi come volano per la crescita personale e professionale delle donne che vivono e operano nelle terre alte puntando allo sviluppo di comunità competenti. La Carovana dell’Empowerment al femminile raccoglie quanto seminato durante la precedente iniziativa, e lo sviluppa in maniera itinerante sul territorio montano della Carnia, perseguendo un’azione formativa e di animazione locale, che mette al centro tematiche quali la diffusione della cultura d’impresa al femminile, la riduzione del gender pay gap, lo sviluppo delle imprenditrici e delle loro attività, il reinserimento delle donne in ambiti lavorativi dopo periodi di assenza o maternità. “Siamo donne che si prendono cura delle donne – afferma Erica Gonano, Sindaca di Prato Carnico – e vogliamo che il legame tra donne e territorio diventi indissolubile. Un anno di Covid è stato particolarmente pesante per le donne, che in molti casi sono state costrette a rimanere a casa – continua la Gonano – e questi workshop itineranti puntano a far crescere e far ripartire la risorsa femminile sia dal punto di vista personale che professionale, partendo dall’ascolto delle esigenze.” Aggiunge Anna Degano, Presidente di ASPIC FVG: “La Carovana dell’Empowerment al femminile parte dal concetto innovativo di psicologia di comunità, che agisce sulla motivazione della popolazione rosa come motore per sostenere un territorio, quello della montagna friulana, che presenta evidenti potenzialità di crescita. Agiamo con l’obiettivo di ridare fiducia alle donne affinché esse, creando rete e costruendo consapevolezza personale e professionale, possano riprendere in mano il destino della terra in cui vivono.” Gli appuntamenti e le modalità di partecipazione I sei workshop itineranti saranno organizzati su base locale e coinvolgeranno i cinque comuni facenti parte del partenariato (Prato Carnico, Forni Avoltri, Preone, Rigolato e Comeglians), con la Carovana che si sposterà portando i consulenti direttamente sul territorio: mercoledì 9 giugno sarà a Forni Avoltri, il 16 giugno a Preone, il 23 a Rigolato giugno, il 30 giugno a Paluzza e il 7 luglio ad Amaro. È previsto per settembre, con data da definire, l’appuntamento conclusivo a Prato Carnico. E chi meglio delle donne, come le ideatrici dell’evento, comprende le difficoltà che spesso si incontrano nella gestione dei figli e degli impegni professionali o personali? Ecco quindi che, per agevolare in tutto e per tutto le partecipanti ai workshop, parallelamente ai sei appuntamenti saranno proposti dei kinderheim gratuiti con animazioni per i più piccoli. Per ogni workshop è prevista la partecipazione gratuita e aperta a tutti con prenotazione obbligatoria. Chiunque lo desideri può iscriversi inviando una mail a info@coopcramars.it
Legacoop dice no all’#omotransfobia e a tutte le forme di discriminazione di #genere
Difendere i diritti fondamentali è un impegno morale prima che una scelta politica: oggi e ogni giorno Legacoop Nazionale dice no all’#omotransfobia e a tutte le forme di discriminazione di #genere #17maggio #giornatainternazionalecontrolomofobia #giornatacontrolomofobia.
“Un Altro modo per dirlo” – ciclo di webinar nato dalla collaborazione delle Commissioni Pari Opportunità di ACI Fvg e Lombardia
il linguaggio è lo strumento attraverso il quale entriamo in comunicazione con il mondo in ambito professionale e personale. La scelta delle parole e gli effetti che queste hanno nel nostro interolocutore diventano fondamentali per costruire relazioni positive che evitino incomprensioni e messaggi errati. “Un Altro modo per dirlo” – ciclo di webinar nato dalla collaborazione delle Commissioni Pari Opportunità di ACI Friuli Venezia Giulia e Lombardia vedrà la prima iniziativa il 31 maggio prossimo dalle ore 17.30 ospite Vera Gheno, nota sociolinguista, scrittrice di numerosi libri (citiamo solo “Potere alle parole. Perché usarle meglio” del 2019, “Femminili singolari. Il femminismo è nelle parole” del 2020), Vera Gheno da settembre 2020 conduce, con Carlo Cianetti, il programma di Radio 1 Rai Linguacce, in onda dal lunedì al venerdì. Per partecipare all’incontro basterà sintonizzare il proprio browser al link: http://bit.ly/unaltromodo_veragheno Seguiranno con lo stesso orario: 15 giugno – ““Leadership e gioco di squadra”, Maurizia Cacciatori 8 luglio – “La felicità sul luogo di lavoro si basa sulla fiducia. Il linguaggio è fiducia”, Anna Piacentini 21 settembre – “Il linguaggio utilizzato dai media”, Michela Marzano ottobre sul tema della gentilezza – in corso di definizione 20 novembre evento teatrale finale
Progetto solidale di Assicoop Fvg, buoni acquisto a persone e famiglie in difficoltà. Coinvolta la Caritas
E’ stato presentato questa mattina (5 maggio), nella sala riunioni di Legacoop Fvg, il progetto di solidarietà promosso da Assicoop Fvg che, in un periodo dove sono aumentate le difficoltà per le famiglie, anche in ragione del perdurare della pandemia, ha deciso di devolvere parte degli utili ricavati nel 2020 per concorrere a contenere queste difficoltà. Nel progetto sono state coinvolte la direzione commerciale Nord-Est e sei agenzie di UnipolSai; partner operativo e di sostegno anche Coop Alleanza 3.0. Nel corso della presentazione alla quale erano anche collegate online alcune delle realtà aderenti, è stato spiegato che l’operazione di sostegno sarà attuata attraverso la distribuzione di 704 buoni acquisto a persone e famiglie che si trovano in stato di difficoltà, su indicazione degli operatori delle Caritas. I Buoni Acquisto per generi di prima necessità saranno utilizzabili presso tutti i 38 punti vendita di Coop Alleanza 3.0 del Friuli Venezia Giulia fino al 31 Agosto. L’investimento definito è di 17.600 euro. Per rendere operativa e fruibile l’iniziativa sono state coinvolte le quattro Caritas Diocesane del Fvg con capofila la Caritas di Udine referenti sono don Luigi Gloazzo e Luca Picco, che hanno aderito al progetto condividendone l’obiettivo e nel corso dell’incontro, oltre a ringraziare per la sensibilità concreta da parte del mondo Legacoop, hanno spiegato nel dettaglio come verranno utilizzati i buoni, secondo un primo principio territoriale basato sugli abitanti delle singole province ma soprattutto attraverso un utilizzo mirato a seguito di una doverosa operazione di ascolto e dialogo con le persone e le famiglie che riceveranno il beneficio. Come annunciato erano presenti alla ufficializzazione del progetto per AssiCoop: il vicepresidente Angelo Migliorini e il consigliere delegato Nevio Alzetta. Per UnipolSai: il responsabile commerciale nord-est Renato Marzinotto. Per Coop Alleanza 3.0: il consigliere di amministrazione Mauro Grion e un remoto la coordinatrice politiche sociali Fvg e Veneto Manuela Morassut. Presente anche il presidente di Legacoop Fvg Livio Nanino che ha portato il saluto della organizzazione e per la Caritas diocesana di Udine il direttore don Gloazzo e Luca Picco. Le agenzie UnipolSai che hanno aderito all’iniziativa sono AssiLab Pordenone, Adapta Trieste, Gruppo Friuli Assicurazione Udine, B&T Assicurazioni di San Vito al Tagliamento-Codroipo, Gianni Tomasin di Cervignano, Agenzia Armani e De Giorgi di Maniago-Spilimbergo.
Prometeia-Area Studi Legacoop, “primo bilancio della pandemia”: nel 2020 persi 150 miliardi di PIL, 108 di consumi, 78 di esportazioni. Ma nel 2021 segnali di inversione
Il 2020 è stato l’anno più catastrofico in tempi di pace, per le perdite di vite umane e per la recessione che ha colpito l’intero pianeta. Sotto il profilo strettamente economico, il nostro Paese ha registrato una caduta del PIL dell’8,9%, doppia rispetto a quella media del PIL mondiale (-4,4%). In numeri assoluti, significa che sono andati perduti 150 miliardi di PIL, 108 miliardi di consumi, 16 miliardi di investimenti, 78 miliardi di esportazioni. I dati sono contenuti nel report “Un primo bilancio ad un anno dallo scoppio della pandemia”, elaborato nell’ambito del progetto MonitorFase3 nato dalla collaborazione tra Area Studi Legacoop e Prometeia per testare l’evoluzione dell’economia e dei mercati in conseguenza dell’epidemia Covid-19. Il blocco di molte attività economiche da marzo a maggio, determinato dai lockdown disposti per limitare le interazioni personali, ha prodotto, nel secondo trimestre 2020, un crollo del PIL del 17,8% rispetto al quarto trimestre 2019. Il forte rimbalzo registrato nel terzo trimestre (+15,9%) deponeva a favore della buona capacità di reazione dell’economia italiana e faceva ben sperare sulla prosecuzione della ripresa nei mesi successivi. Ma la virulenza della seconda ondata della pandemia, risultata più grave delle attese nella sua capacità di mettere a nudo le fragilità dei sistemi sanitari e di prevenzione/tracciamento, insieme con l’emergere di varianti del virus, ha richiesto nuovi ed estesi lockdown, tuttora in vigore, che hanno nuovamente bloccato numerose attività. C’è, però, una differenza sostanziale rispetto alla prima fase: ora le chiusure colpiscono solo le attività a più intensa interazione sociale, mentre lasciano operare tutte le altre: innanzitutto l’industria, le costruzioni, l’agricoltura, ma anche tanti comparti dei servizi. Gli effetti economici sono dunque più circoscritti: nel quarto trimestre 2020 il PIL ha registrato una caduta “solo” dell’1.9% rispetto al trimestre precedente. Una tendenza che pare destinata a dare timidi segnali di inversione nel primo trimestre del 2021, per il quale si stima una contrazione del PIL dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Una recessione di tale portata si è ovviamente riverberata anche sull’occupazione. Nonostante le misure attivate (si pensi solo alla CIG allargata a tutte le categorie di dipendenti, che nei mesi di massimo lockdown ha coperto quasi 6 milioni di lavoratori “equivalenti”), a fine 2020 gli occupati sono 435mila in meno rispetto all’anno precedente, con perdite concentrate soprattutto tra i dipendenti a termine (-412mila), i lavoratori autonomi (-141mila), i giovani (-312mila) che non sono riusciti ad entrare nel mercato del lavoro e ai quali non è stato rinnovato un contratto a tempo determinato, le donne (-171mila) più presenti nei settori più direttamente colpiti. Lo studio di Prometeia e Area Studi Legacoop mette poi in evidenza come la crisi abbia ampliato le disparità tra le famiglie e le imprese. Per quanto riguarda le famiglie, sono aumentate quelle in forte difficoltà, ma anche quelle con maggiori disponibilità liquide. A fronte di un reddito disponibile che si stima calato complessivamente di 30 miliardi, i risparmi delle famiglie sono cresciuti come mai in passato, raggiungendo i 131 miliardi (erano stati 71 nel 2019), con una propensione media al risparmio quasi raddoppiata (dall’8,2% del 2019 al 15,6% del 2020). Effetto di una sostanziale stabilità di reddito per molti lavoratori (dipendenti pubblici, ma anche molti dell’industria e dei servizi) e di una compressione dei consumi prodotta dai lockdown (non si è andati in vacanza, al ristorante, al cinema, al teatro, si sono comprati meno indumenti lavorando in smart working). Analoga disuguaglianza si registra, in modo evidente, anche tra le imprese, per le profonde asimmetrie a livello settoriale, territoriale, nella capacità di accedere alle agevolazioni statali. La manifattura ha segnato, a prezzi costanti, un calo del valore aggiunto dell’11,5%, le costruzioni del 6,3% e i servizi dell’8%. In quest’ultimo settore, le performance peggiori sono state quelle delle attività commerciali, di alloggio, trasporto e magazzinaggio (-16%), delle attività artistiche, culturali e di intrattenimento (-14,5%), delle attività professionali, scientifiche e tecniche (-10,4%). In controtendenza (+ 2,0%) i servizi di informazione e comunicazione. Emblematico, poi, il fatto che motivi precauzionali e l’incertezza delle prospettive abbiano spinto le imprese ad aumentare il ricorso a prestiti, tenendo però i fondi acquisiti sui conti correnti. Il quadro relativo a prestiti e depositi delle società non finanziarie evidenzia come, nel corso del 2020, al flusso dei prestiti (pari a 68 miliardi) corrisponda un aumento anche superiore dell’ammontare dei depositi (83 miliardi), mentre nel 2019 il flusso dei prestiti era negativo per 10,3 miliardi e i depositi assommavano a 32,5 miliardi. “In tempo di bilanci, abbiamo voluto fare un bilancio complessivo e realistico dell’incredibile anno che abbiamo vissuto” – ha commentato Mauro Lusetti, presidente di Legacoop – “da questa valutazione escono confermati nelle giuste proporzioni molti degli aspetti di questa crisi: l’impatto macroeconomico, che ha colpito il nostro paese più gravemente di altri; il duro colpo sul sistema produttivo, ma pieno di contraddizioni per le asimmetrie dovute alle misure di contenimento. E le asimmetrie sono evidenti pure dal punto di vista sociale, a discapito dei segmenti più fragili ed esposti della nostra comunità nazionale. Dobbiamo però vedere il bicchiere mezzo pieno; che non significa sperare nella fortuna, ma prendere atto del fatto che dopo un anno, e con un bilancio in mano, abbiamo dei punti di riferimento importanti, e la “grande incertezza” che abbiamo più volte denunciato non deve più farci paura. Questa inedita crisi ha reso evidente l’obbligo di ridurre le diseguaglianze e modernizzare il paese”. Alla gravità della situazione ha fatto riscontro un impegno senza precedenti delle politiche economiche, da quella monetaria della BCE a quella di bilancio italiana, che ha varato misure espansive pari a 108 miliardi di Euro, il 6,6% del PIL. Queste ultime hanno prodotto una crescita dell’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni dai 29 miliardi nel 2019 ai 156 miliardi nel 2020 (determinata per 108 miliardi dalle misure discrezionali di contrasto alla pandemia). Insomma, un bilancio drammatico frutto della peculiarità di questa crisi che, originando non da squilibri economici ma dalle limitazioni all’interazione sociale introdotte per fronteggiare la diffusione del virus, ha assunto caratteristiche diverse da tutte le