Nonostante le difficoltà causate dagli effetti della pandemia, nel 2020 le cooperative e le società aderenti a Legacoop registrano una tenuta del valore complessivo della produzione e del numero dei soci, ed una lieve crescita dell’occupazione. È quanto si riscontra dall’analisi dei dati relativi alle oltre 10.500 cooperative aderenti a Legacoop (con più di 456mila occupati, 7,4 milioni di soci e un valore complessivo della produzione superiore a 80 miliardi), presentati in occasione dell’Assemblea dei Delegati di metà mandato. In confronto all’anno che ha preceduto la pandemia, i dati evidenziano un calo del valore complessivo della produzione del 2,7%, risultante da una media tra i settori che registrano flessioni più marcate come cultura, turismo e spettacolo (i più penalizzati dalle chiusure, -41,6%), i servizi (-9,0%), le cooperative sociali (-9,0%), di abitanti (-4,0%) e quelli che, al contrario, hanno messo a segno una crescita, come l’agroalimentare (+1,9%) e la distribuzione commerciale (cooperative di consumatori, +2,6%, e tra dettaglianti, +11,5%). La distribuzione commerciale ha giocato anche un ruolo di traino nel determinare l’incremento complessivo dell’occupazione (+0,6% sul 2019). Se poi si restringe il campo di osservazione alle sole cooperative (escludendo cioè dai calcoli le società di capitali controllate dalle cooperative), il valore della produzione 2020 risulta addirittura in crescita del 3% rispetto al 2019. Impatti differenti, oltre ai settori, riguardano la dimensione di impresa: la percentuale più elevata di cooperative che hanno registrato una crescita (55,6%) si riscontra nelle grandi imprese, mentre scende al 47,1% nelle piccole cooperative e al 33,2% nelle micro. Dinamiche analoghe si registrano anche relativamente al risultato operativo e all’utile di esercizio. Rispetto al complesso produttivo italiano, da un confronto tra settori omogenei realizzato sulla base dei codici Ateco, risulta che il sistema Legacoop ha visto rafforzare la propria quota di mercato in alcuni dei suoi settori di riferimento e in particolare nel commercio e nell’agroalimentare dove, a fronte di una perdita complessiva delle imprese italiane degli stessi comparti (-8,1% nel commercio, -0,5% nell’agroalimentare) le cooperative aderenti hanno mostrato una crescita del valore della produzione, rispettivamente +6,4% e +1,9%. Inoltre, nonostante la congiuntura decisamente sfavorevole, le cooperative aderenti, nel loro complesso, chiudono il 2020 rafforzando ulteriormente la loro dotazione patrimoniale. Da segnalare che nell’anno in corso si registra una tendenza di forte accelerazione rispetto ai nuovi driver di sviluppo delle attività di impresa, sostenibilità e digitale, grazie al sostegno alle cooperative assicurato dalla Fondazione PICo, il digital innovation hub di Legacoop. Gli scenari previsionali per l’economia italiana: un “decennio d’oro” per il Paese? Secondo le stime elaborate da Prometeia per Legacoop, l’economia italiana è in una fase di forte ripresa: il PIL, dopo essere caduto in una misura senza precedenti nel 2020 (-8.9%), sta rimbalzando in una misura altrettanto senza precedenti quest’anno (+6% la nostra stima), man mano che la vaccinazione della popolazione consente il ritorno alle attività abituali. Il recupero dei livelli pre-crisi avverrà già nel secondo trimestre del prossimo anno per l’intera economia, è già stato conseguito per il settore manifatturiero e ampiamente superato per quello delle costruzioni. Dopo il rimbalzo, però, l’economia italiana si trova di fronte a due snodi, il cui esito condizionerà lo scenario prospettico. Il primo, in un orizzonte di breve termine, è che vengano meno i forti aumenti dei prezzi di materie prime e commodity e che si riavviino molte catene di fornitura, che negli ultimi mesi hanno ostacolato e messo sotto pressione diverse produzioni. Il secondo, che l’attuazione del PNRR proceda secondo il cronoprogramma previsto, così che la domanda finale possa beneficiare dello stimolo degli investimenti previsti, che l’anno prossimo si sommerà a quello della politica di bilancio in corso di definizione con la Legge di Bilancio. Ma più nel medio termine, la vera partita si giocherà, da un lato, sulla capacità di orientare i fondi pubblici verso impieghi che ne massimizzino gli effetti “sistemici”, ossia in grado di incidere sulla crescita potenziale del nostro paese, insufficiente da un quarto di secolo; e, dall’altro, nella capacità di attuare il programma di riforme che accompagna il PNRR. Una sfida molto impegnativa per il Paese, ma potenzialmente in grado di imprimere quella svolta da tanto attesa, che potrebbe rendere il prossimo il “decennio d’oro” dell’economia italiana.
Un altro modo per dirlo, arriva il laboratorio di teatro partecipato tenuto da Rita Maffei
Un altro modo per dirlo laboratorio di teatro partecipato tenuto da Rita Maffei. Questo il prossimo evento che si propone di riflettere sul tema del contrasto alle molestie sul posto di lavoro partendo dall’utilizzo consapevole del linguaggio. Teatro Palamostre di Udine: 4-11-18-19 dalle 17 alle 22. Spettacolo finale: 20 novembre ore 21. Un altro modo per dirlo, è un laboratorio tenuto da Rita Maffei che attraverso gli strumenti del teatro partecipato si propone di riflettere sul tema del contrasto alle molestie sul posto di lavoro partendo dall’utilizzo consapevole del linguaggio. Il linguaggio è lo strumento tutto e solo umano attraverso il quale entriamo in comunicazione con il mondo, a volte costruendo ponti e a volte erigendo barriere. Per la centralità che riveste nella vita delle persone e l’incidenza nella stessa evoluzione della specie umana, il linguaggio è stato – sin dalle origini – oggetto di riflessione e analisi filosofica. La scelta delle parole, gli effetti che queste hanno nel nostro interlocutore diventano fondamentali per costruire relazioni nutrienti e autentiche. Prima di esprimerci, dovremmo allora essere in grado di domandarci, come ricorda un vecchio detto sufi, se quello che andiamo a dire corrisponde a verità, se è davvero utile in quel momento, e se è gentile. Gli incontri di laboratorio previsti si svolgeranno nella sala Carmelo Bene del Teatro Palamostre di Udine il 4-11-18-19-20 novembre dalle 17 alle 22 e lo spettacolo/incontro finale è previsto per il 20 novembre alle ore 21 al Teatro Palamostre sala Pasolini. Progetto promosso da: ACI – Commissione Donne e Parità FVG, ACI – Commissione Donne e Parità Lombardia, Patrocinato: Commissione Regionale Pari Opportunità FVG, Consigliera di Parità Regione Lombardia, in collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG Per partecipare scrivere a: partecipa@cssudine.it
Workshop per i 5 team di lavoro verso l’Assemblea Nazionale
In vista dell’Assemblea Nazionale di Legacoop del prossimo 27 ottobre 2021, Legacoop lancia una serie di workshop organizzati dai gruppi di lavoro della Direzione Nazionale, costituiti a seguito del 40° Congresso per lavorare sui seguenti temi: Lavoro, Sostenibilità, Innovazione, Welfare, Legalità. I workshop vogliono essere un momento di confronto e aggiornamento sul lavoro fatto fin qui, nonché un’occasione per allargare ulteriormente la partecipazione dei cooperatori e delle cooperatrici. Per partecipare è necessario registrarsi cliccando sul link del workshop che trovate su questa pagina Si parte l’11 ottobre con il team Innovazione: “La tradizione di innovare. Per una cultura digitale cooperativa” dalle 15 alle 17.30. Due appuntamenti per il team Sostenibilità, sempre il 13 ottobre: alle 10 “Confronto tra comunità energetiche” e alle 15 “Un patto mutualistico per i beni comuni”. Appuntamento il 13 ottobre anche per il team Welfare, con “Progettiamo insieme un altro modello di welfare”, dalle 10 alle 12.30. L’appuntamento per il team Lavoro è il 15 ottobre dalle 10 alle 12.30 con “Il futuro del lavoro tra diritti, doveri e competenze” mentre il team Legalità si ritroverà il 18 ottobre per parlare di “Cooperare tra cooperative per la legalità” dalle 11 alle 13.30
5° Congresso Regionale di Legacoopsociali Fvg, nuovo direttivo a maggioranza femminile
Si è svolto questa mattina il quinto Congresso regionale di Legacoopsociali Fvg, congresso preceduto da un capillare lavoro sul territorio che si è svolto in un momento particolare della storia della cooperazione sociale e del nostro Paese. Il riferimento è ovviamente al fatto che si apre una fase di ripresa e ricostruzione a seguito della crisi pandemica iniziata nel 2020 e degli effetti sociali ed economici che essa ha comportato e comporta. Oltre a delineare le future strategie di Legacoopsociali Fvg articola il congresso ha provveduto alla nomina del nuovo Comitato direttivo che provvederà con apposita riunione nelle prossime settimane alla nomina del presidente e del comitato Esecutivo. Va evidenziato che elemento caratteristico dello statuto di Legacoopsociali Fvg è una particolare attenzione al bilancio di genere e in questa occasione per la prima volta è stato attuato un sorpasso, infatti dei 25 membri del Direttivo le donne sono 13 e gli uomini 12. Il congresso, che si è svolto al Centro Balducci di Zugliano, si è aperto con il saluto non rituale di don Pierluigi Di Piazza, Presidente del Centro di Accoglienza “Ernesto Balducci”, per poi proseguire, come da programma, con l’intervento del presidente uscente di Legacoopsociali Gian Luigi Bettoli che, prossimo alla pensione, ha visto il pieno e appassionato riconoscimento del suo lungo lavoro di cooperatore e dirigente. Praticamente tutti gli interventi hanno fatto riferimento al suo lavoro. Si sono succeduti al microfono l’assessora regionale al Lavoro, formazione, istruzione, ricerca, università e famiglia della Regione Autonoma Fvg Alessia Rosolen, Giuseppe Napoli presidente Federsanità, Luca fontana presidente Confcooperative Federsolidarietà, Paolo Zenarolla presidente comitato regionale del volontariato, Livio Nanino, Presidente di Legacoop Fvg, Monica Emmanuelli, direttrice dell’Istituto Friulano per la Storia del Movimento di Liberazione, Diego Dutto, Direttore nazionale di Legacoopsociali. Dopo gli interventi programmati e prima degli adempimenti congressuali sono intervenuti numerosi rappresentanti delle cooperative. Va detto che Legacoopsociali Fvg rappresenta, tramite l’Area Welfare di Legacoop Fvg (che comprende anche cooperative sanitarie – SANICOOP – di comunità e società di mutuo soccorso – FIMIV): 50 cooperative sociali; 2 cooperative sanitarie; 2 cooperative di comunità non coop sociale (più una sociale, con sede legale a Valle di Cadore); 4 società di mutuo soccorso; una impresa sociale in forma non cooperativa. Le cooperative aderenti rappresentano 5.656 soci/e e 6.544 lavoratori/trici, in pratica metà delle/i cooperatrici/ori sociali del FVG fanno riferimento a Legacoop Sociali. Inoltre vi sono 8778 soci/e delle società di mutuo soccorso. Legacoopsociali FVG – composizione Direttivo_Esecutivo (1)
Premiate dalla Camera di commercio di Pordenone-Udine “Cooperative Riunite di Ziracco e Remanzacco”. 102 anni di storia
“Cooperative Riunite di Ziracco e Remanzacco Società Cooperativa a r.l.” è fra le 36 aziende aziende friulane premiate, a vario titolo, nel corso dell’edizione 2021 della Premiazione dell’Economia e dello Sviluppo, cerimonia storica dell’ente camerale udinese entrata ora a pieno diritto, dopo la fusione, nel patrimonio comune della Camera di Commercio di Pordenone-Udine. Motivo del riconoscimento speciale per la cooperativa friulana, la sua presenza coerente con gli scopi per la quale era nata oltre un secolo fa. Del resto superare il secolo di storia è generalmente un traguardo al quale non tanti giungono. La cooperativa che dopo vari vicissitudini e fusioni oggi si chiama Cooperative riunite di Ziracco e Remanzacco, venne istituita nel 1919 fondata dopo la prima guerra mondiale con la volontà di risollevare il paese dalla pesante eredità del conflitto che aveva distrutto anche l’economia locale. Il sodalizio in 100 anni ha perseguito scopi di solidarietà economica tra le classi meno abbienti favorendo lo sviluppo tecnologico in campo agricolo mediante l’acquisto di macchine seminatrici, trattori, sementi e generi alimentari che poi venivano restituiti sottoforma di credito ai vari soci e portando avanti azioni di mutuo solidale e mutuo soccorso nei confronti degli agricoltori. Una storia di cooperazione di successo. La cooperativa oggi è presieduta da Graziano Tilatti la cui innegabile esperienza di imprenditore e di uomo di relazioni maturate nell’azienda di famiglia ma anche per il suo ruolo di vertice in Confartiginato, è certamente un valore aggiunto. La storia di questa impresa cooperativa è davvero un successo storico dato che attraversando le conseguenze di due guerre mondiali è riuscita a crescere diventando punto di riferimento e sviluppo per il territorio dove è insediata. La storia ci racconta che la prima “missione” dei soci fondatori, guidati dall’allora presidente Giacomo Giaiotti, fu l’acquisto – a Udine – di merci da rivendere ai produttori locali a prezzi agevolati. Gli anni successivi al primo conflitto rappresentarono una fase particolarmente intensa e proficua: nel 1935 fu creato un circolo agrario, per stimolare il potenziamento dell’agricoltura tramite nuove tecniche di coltivazione e con la fornitura ai soci di sementi a prezzi di favore; arrivarono in paese il primo trattore, la seminatrice e altre attrezzature capaci di ridurre drasticamente la fatica nel lavoro dei campi. Ma la Cooperativa in quegli anni lontani ebbe un ruolo determinante anche in campo sanitario, garantendo ai soci i ricoveri ospedalieri e si fece inoltre promotrice della costruzione del mulino sul torrente Grivò, per decenni uno dei caposaldi dell’economia rurale di Ziracco e dei centri vicini. Passata la seconda tragedia bellica negli anni Quaranta, sotto la guida di Antonio Serafini, nonostante la crisi economica conseguente la cooperativa si sviluppo pur con alterne vicende fino ai giorni nostri che la vede sempre in prima linea nel territorio con il suo immutato spirito mutalistico.
ACI: “Tutelare imprese che investono su economia circolare e puntare su materiali compostabili e biodegradabili”
«Ottenere le finalità perseguite dalla direttiva sul fronte della tutela dell’ambiente, ma senza penalizzare le imprese». Lo ha chiesto l’Alleanza delle Cooperative in audizione presso la X Commissione Attività produttive della Camera, in merito al recepimento della direttiva europea SUP (Single Use Plastic). Il provvedimento, che mira a ridurre l’incidenza di alcuni prodotti di plastica sull’ambiente, vieterà l’immissione sul mercato di piatti, posate, cannucce e altri contenitori e oggetti monouso in plastica. «Chiediamo con forza l’impegno del Governo italiano nell’interlocuzione con le istituzioni europee per assicurare una lettura e un’applicazione della direttiva coerente con le finalità ambientali perseguite, ma non penalizzante per le imprese e non più restrittiva di quanto già previsto» ha dichiarato l’Alleanza. «Si tratta di definire con maggiore esattezza il campo di applicazione della direttiva con particolare riferimento alla nozione di plastica, di prodotti parzialmente in plastica e alla necessità di assicurare un regime differenziato sia per le plastiche biodegradabili e compostabili, anche con riferimento ai relativi obblighi di marcatura, che per i prodotti in plastica riciclata». «La possibilità di utilizzo di prodotti in plastica biodegradabile e compostabile assicura un risparmio di costi e una minimizzazione di impatto nella fase di transizione verso modelli plastic free che risulta ad oggi molto complessa – spiega ancora l’Alleanza – data la scarsa reperibilità sul mercato di alternative efficaci ed efficienti, anche sotto il profilo igienico sanitario, in particolare nel confezionamento degli alimenti. D’altra parte, occorre differenziare la marcatura di tali prodotti per una corretta informazione al consumatore sulle modalità di gestione dei relativi rifiuti Parimenti e per gli stessi motivi occorrerebbe escludere dai divieti i prodotti con un contenuto minimo prefissato di plastica riciclata in coerenza con la Plastic strategy EU.. Se non adeguatamente supportate, intere filiere potrebbero subire eccessivamente l’impatto di costi non ancora prevedibili dettati dall’adeguamento a nuovi schemi produttivi non ancora noti e non consolidati sul mercato». I settori cooperativi maggiormente interessati dalla misura sono quelli della produzione, del consumo e distribuzione commerciale, dei supermercati, della ristorazione, mense e della pesca. Grande attenzione infine è stata dedicata alle misure a sostegno delle imprese che investiranno nella riconversione ecologica delle loro attività.
Green Pass: Alleanza delle Cooperative, dal Governo un passo in avanti, ma è necessario estenderne l’obbligo per tutti i luoghi di lavoro
“La decisione del Governo di estendere l’obbligo del green pass ai lavoratori delle mense scolastiche e universitarie, agli addetti alle pulizie negli istituti scolastici e a tutto il personale delle RSA è un altro passo in avanti per rafforzare la tutela della salute nei luoghi di lavoro ed è in linea con la richiesta, da noi più volte avanzata, di prevedere l’obbligo di vaccinazione per i lavoratori impegnati in attività che li espongono maggiormente al rischio di contagio e di eventuale trasmissione del virus. Adesso, però, è necessario estendere rapidamente l’obbligo del certificato verde per tutti i luoghi di lavoro”. A dirlo è Mauro Lusetti, Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, commentando, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, l’approvazione del decreto legge nel consiglio dei Ministri di oggi. “Per le cooperative, che attribuiscono un valore centrale alle persone -prosegue Lusetti- la tutela della salute dei propri soci, dipendenti e utenti, e più in generale della salute pubblica, è un principio imprescindibile che va difeso e attuato con la maggiore efficacia possibile. Oggi, questo significa prevedere l’estensione in tutti i luoghi di lavoro dell’obbligo del Green Pass, come strumento che consente a tutti di poter svolgere in sicurezza le proprie attività”. “Se questa scelta, come auspichiamo, verrà rapidamente adottata -conclude Lusetti- riteniamo che sia indispensabile un confronto tra governo e parti sociali sulle modalità operative per la sua realizzazione, individuando soluzioni idonee sul tema dei costi, che non possono essere addossati alle imprese”.
Per le donne dell’Afghanistan
“Il ritiro dell’Occidente, a 20 anni dall’arrivo degli USA in Afghanistan, rischia di riportare indietro le lancette della storia e dei diritti delle donne. Non possiamo permetterlo”. Così Mauro Lusetti, presidente nazionale Legacoop, e Annalisa Casino, presidente Commissione Pari opportunità Legacoop, poche ore dopo la presa del potere da parte dei talebani, dopo il ritiro delle forze occidentali dal Paese. Legacoop ha deciso di sostenere così chi lavora sul campo per contrastare questo rischio, a partire dal progetto di Fondazione Pangea Onlus presente dal 2003 a Kabul a fianco delle donne con un circuito di microcredito e interventi di formazione e sostegno. Con il Progetto Jamila, nell’area urbana di Kabul, in diversi quartieri di periferia dove ha attivato un circuito di microcredito, integrato con altri servizi di tipo educativo e sociale. “Ci rivolgiamo – raccontano – a donne estremamente povere, per la maggioranza analfabete e con problemi familiari (vedove, orfane con handicap, con famiglie estremamente numerose, con mariti malati…) ma fortemente motivate nel voler contribuire alla loro vita e a quella del loro nucleo familiare avviando un’attività di microimprenditoria familiare o individuale”. Dal 2008 il Progetto Jamila permette alle donne che hanno seri problemi di salute di usufruire gratuitamente di visite mediche specializzate e se incinte di accompagnamento ad una maternità sicura. Durante tutta la durata del prestito, si organizzano presso i centri donna incontri e programmi di teatro partecipativo per imparare ad affrontare le situazioni discriminatorie che ognuna di loro vive nella quotidianità. Quasi 5.000 donne hanno raggiunto grandi soddisfazioni nella vita di tutti i giorni attraverso questo programma. La maggioranza ha migliorato l’ammontare del reddito a disposizione per tutta la famiglia, si possono pagare le medicine e piccole spese, il cibo è maggiore e di migliore qualità. Inoltre migliora lo standard educativo delle donne stesse e quelle dei loro figli, che cominciano ad andare a scuola. Le donne diventano un esempio ed un orgoglio per l’intera famiglia e le vicine di casa, sanno scrivere e far di conto, la violenza familiare diminuisce e aumenta la stima in sé stesse: sorridono e iniziano a pensare al futuro, risparmiano e seminano pace. “Abbiamo a cuore tutte le ragazze dello staff – raccontano a Pangea – e conosciamo tutte le nostre beneficiarie e i loro bambini. Ovviamente il progetto cambierà nelle prossime settimane, non abbiamo scelta. Non sappiamo ancora come. Dovremo agire di nascosto e nel silenzio ma Pangea non abbandonerà l’Afghanistan: continuerà a lavorare per le donne e i loro bambini. Al momento la nostra priorità è mettere in salvo lo staff afghano, donne che in questi anni hanno lavorato con coraggio per aiutare le donne. E che ora rischiano violenze, stupri e di essere uccise. Dobbiamo metterle in sicurezza per poter ricominciare presto ad aiutare le donne e i bambini a Kabul”. “Quello di Pangea a Kabul – spiegano ancora – è un progetto fastidioso per i talebani. Non è un progetto sanitario utile anche ai talebani. Ma è un progetto di vitale importanza per le donne e i bambini di Kabul e non possiamo lasciarli soli. Come fa sempre Pangea, saremo trasparenti e onesti e rendiconteremo al centesimo quanto raccolto. Vi racconteremo le storie delle donne aiutate e dei loro bambini. E speriamo di tornare presto a mostrarvi foto e video con i loro sorrisi e i loro occhi felici”. È possibile effettuare una donazione: Con un bonifico bancario: IT 05 P 05018 01600 000011063922 – BIC/SWIFT: CCRTIT2T84A c/o Banca Etica Milano – intestato a Fondazione Pangea Onlus – specificando la causale del versamento •Con un versamento sul conto corrente postale: numero 36682953 – intestato a Fondazione Pangea Onlus – Milano Online con carta di credito o PayPal: scegliendo un’opzione nel menu qui sotto o inserendo una cifra libera.
Economia: per le cooperative di Legacoop primo semestre di ripresa; aspettative positive per costruzioni, manifattura e servizi
Un primo semestre nel segno della ripresa, che si coglie in particolare nei settori manifatturiero, delle costruzioni e dei servizi, e nelle imprese di maggiori dimensioni; aspettative positive per la seconda parte dell’anno, sia per l’economia nel suo complesso sia per i propri settori di attività, che si traducono anche in un rafforzamento della propensione ad investire per oltre un terzo delle imprese. È questa, in sintesi, la tendenza evidenziata dalle imprese cooperative aderenti a Legacoop come emerge dai risultati dell’indagine congiunturale effettuata dall’Area Studi sulle associate. Nel primo semestre 2021, il 25% delle imprese ha riscontrato un aumento della domanda rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Una tendenza che si rafforza nel confronto con il secondo semestre del 2020, con il 32% del campione che ha registrato un aumento (mentre il 21% evidenzia un calo), con incrementi superiori rispetto alla media per le cooperative industriali (52,6%), delle costruzioni (53,8%) e dei servizi (38,5%). Vengono invece confermate le difficoltà delle cooperative dei settori attinenti alle attività culturali, turistiche e dell’entertainment, che più di altre hanno subito gli effetti delle prolungate chiusure. A livello dimensionale, le cooperative più grandi hanno visto crescere la domanda in misura più elevata (il 44% del campione). In miglioramento, rispetto alla precedente rilevazione, anche il dato relativo alla domanda estera, anche se rimane ancora più elevata la quota di imprese che ha registrato un calo (35%) rispetto alle cooperative che l’hanno vista aumentare (19%). Inoltre, il 39% sottolinea che l’export è condizionato da fattori negativi, in primis la Brexit e il Covid. Sul fronte dell’occupazione, la prevalenza delle cooperative (66%) ha mantenuto stabili i livelli occupazionali; tuttavia, in controtendenza rispetto alla rilevazione precedente, è più elevata la quota di imprese che ha registrato un aumento dell’occupazione (19%) rispetto a quelle che l’hanno diminuita (15%). L’aumento dell’occupazione ha coinvolto maggiormente le cooperative del centro (21,3%) e del Nord (21,1%), meno quelle del Sud (10%). A livello settoriale, in linea con quanto emerso nell’andamento della domanda, nei tre comparti dell’industria delle costruzioni, delle attività manifatturiere e dei servizi si registrano incrementi superiori rispetto al dato medio. A livello dimensionale le grandi cooperative hanno mostrato il saldo occupazionale positivo più elevato rispetto alle altre imprese. I cali occupazionali superiori rispetto al dato medio si sono registrati nelle cooperative sociali e culturali. Tono complessivamente positivo anche per le prospettive a sei mesi. Rispetto alla rilevazione precedente, migliorano sia il sentiment dei cooperatori sull’andamento dell’economia nel suo complesso (sale al 50% la quota di chi esprime aspettative positive, mentre scende dal 40% al 15% quelle di chi prevede un ulteriore peggioramento), sia la percezione relativa all’evoluzione della domanda nei propri settori di attività. Se poco più della metà delle cooperative intervistate (54%) si attende un livello stazionario della domanda, quelle che prevedono un aumento (il 37%) sono molte di più rispetto a quelle che prevedono un calo (9%). Ad attendersi un sensibile miglioramento sono, soprattutto, le imprese delle costruzioni (53,8%), del settore cultura (47,8%) e delle attività manifatturiere (42,1%). A livello dimensionale, le grandi cooperative evidenziano un valore ben più alto di quello medio, con il 52% che esprime fiducia nella ripresa. Significativo il dato relativo alle previsioni di investimento, che sono positive per oltre un terzo delle imprese intervistate (34%), mentre il 9% prevede un calo. Il saldo positivo delle previsioni di investimento è più elevato nelle imprese del settore consumatori-distribuzione (40%), della cooperazione sociale (39,6%) e dell’agroalimentare (34,7%). La propensione ad investire è inoltre più forte nelle grandi cooperative (52%) e nelle medie (44,4%). “In questo anno e mezzo di crisi” – sottolinea il Presidente di Legacoop, Mauro Lusetti – “le cooperative italiane sono state in prima linea, e il paese lo sa. Hanno mantenuto servizi essenziali, sostenuto i consumi, protetto l’occupazione anche nei momenti più bui. Le nostre analisi ora ci dicono che la cooperazione rispecchia e condivide la condizione di tutto il sistema produttivo e in generale del paese. Oltre un terzo delle imprese si apprestano a investire, i due terzi guardano con ottimismo alla ripresa, ma c’è una fascia di piccole e micro imprese, nei settori più colpiti, che attendono politiche adeguate. Non possiamo e non vogliamo perderle. Per questo il PNRR deve essere inclusivo. Le PMI non sono solo una ampia quota di economia, sono la nostra società, il tessuto della comunità nazionale, la nostra arma segreta per il rilancio del paese”. Sul fronte dell’occupazione, oltre due terzi delle cooperative censite si attende un livello stazionario, ma le previsioni di aumento (22%) sono più elevate rispetto a quelle di calo (9%) ed evidenziano valori più alti nelle imprese industriali e in quelle delle costruzioni. Infine, uno sguardo alle prospettive a più lungo termine. Partendo da una situazione difficile, la previsione è finalmente di una ripresa. Solamente per il 2% del campione, prevalentemente micro e piccole imprese, i danni saranno permanenti. Diversamente, la maggioranza delle imprese intervistate prevede il consolidamento delle attività (38%), mentre un’altra quota rilevante (25%) si attende un periodo di stabilità.
Legacoop Fvg in assemblea a Trieste: cooperare è una risposta al futuro del Fvg
Si è svolta presso la Stazione Marittima di Trieste l’Assemblea delle cooperative aderenti a Legacoop Fvg. Titolo dell’evento, che ha visto anche l’approvazione del bilancio 2020 dell’Organizzazione, “Cooperare per il futuro del Friuli Venezia Giulia. Nuova impresa, difesa del lavoro, opportunità per le nuove generazioni”. I lavori, dopo la relazione del Presidente di Legacoop Fvg sono proseguiti per buona parte della mattina, perfino oltre i tempi previsti dal programma. Un dibattito vivace e pieno di spunti, al quale, oltre ai molti cooperatori in rappresentanza delle varie anime della galassia delle cooperative, ha partecipato in remoto il presidente nazionale di Legacoop Mauro Lusetti. Un contributo non formale è stato portato anche da alcuni fra gli ospiti presenti che sono entrati nel vivo dei temi posti dall’assemblea a dimostrazione di come le questioni sul tappeto all’indomani dei drammi del Covid debbano diventare patrimonio di dialogo comune perchè, come ha concluso nel suo intervento il Presidente di Legacoop Fvg Livio Nanino: “Nelle sfide che attendono il nostro Paese nessuno può sperare di bastare a sé stesso: servono tavoli di confronto ed elaborazione che mettano assieme i territori e non si contrappongano ad altri, costituendone piuttosto integrazione e contributo, per l’interesse della nostra regione e dei suoi cittadini, per l’interesse delle imprese cooperative che rappresentiamo.” Fra i presenti oltre al già citato Sindaco di Trieste Roberto Di Piazza, Alessia Rosolen, Assessore Regionale lavoro, formazione, istruzione e famiglia, Antonio Paoletti, Presidente Camera di Commercio della Venezia Giulia, Roberto Di Lenarda, Magnifico Rettore dell’Università di Trieste, Simone Gamberini, Direttore Generale Coopfond. In chiusura dell’evento sono state premiati i progetti del Bando Coopstartup selezionati che hanno ricevuto gli assegni di 15000 euro ciascuno come previsto dal bando che ha visto la ventina di progetti iniziali arrivare alla selezione della commissione valutatrice. Il risultato è stato lusinghiero in termini di adesioni alla luce anche delle difficoltà create dalla pandemia. Legacoop Fvg in assemblea a Trieste, la gallery delle immagini