Hanno attraversato e stanno affrontando le medesime difficoltà di tutte le imprese del settore le cooperative di produzione e servizi, che nel Nordest sono oggi circa 200 con oltre 55 mila soci e più di 13 mila addetti, per un fatturato pari a 830 milioni (dati 2023): numeri che restituiscono un quadro ridiventato abbastanza simile a quello precovid. Stiamo parlando di comparti strategici per l’economia e l’occupazione del Nordest, come il manifatturiero, la logistica e il trasporto merci, la filiera delle costruzioni, e altri come ristorazione collettiva, multiservizi e pulizie, trasporto persone, igiene ambientale e servizi alle imprese. E di cooperative che hanno mostrato per lo più una buona resilienza rispetto alle crisi economiche globali, una su tutte la pandemia: grazie alla natura democratica e mutualistica, sono infatti riuscite, nonostante le evidenti problematicità, a gestire bene le criticità e a proteggere l’occupazione, a differenza di tante imprese tradizionali. Ha contribuito anche la buona patrimonializzazione, che ha consentito loro di assorbire i colpi e ripartire con prontezza. È quanto emerso nel corso dell’Assemblea congressuale area Nordest di Legacoop Produzione e Servizi “Visioni. Cooperare, connettere, crescere, competere”, che ha visto riunite per la prima volta questa mattina a Gruaro (Venezia), presso la sede di Sportarredo Group società cooperativa, le cooperative del macrosettore di Legacoop Veneto, Legacoop Friuli Venezia Giulia e Cooperazione Trentina. Vogrig: “Settore articolato e complesso che si conferma in crescita” «Un’occasione importante – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – per delineare opportunità e criticità di un settore articolato e complesso che si conferma in crescita. Oltre 6.200 addetti e un fatturato che sfiora i 300 milioni di euro, un settore dei servizi in forte crescita insieme a quello della progettazione che ha più che raddoppiato il proprio fatturato ed il numero degli addetti. Le sfide del presente – prosegue – riguardano la crescente difficoltà nel reperimento delle risorse umane, non solo quelle ad alta specializzazione, ma anche le criticità connesse all’incremento dei costi delle materie prime, di accesso al credito insieme ad un rinnovo contrattuale che si attesta sulle due cifre e che inevitabilmente impatterà nei prossimi anni sulle cooperative del settore. Un rinnovo contrattuale urgente e necessario per i soci delle nostre cooperative che nel contempo richiede un impegno e una corresponsabilità da parte del pubblico, principale contraente per il settore, nel riconoscimento delle legittime revisioni prezzi. Un motore economico essenziale per il nostro territorio – ha concluso Vogrig – che sta interpretando con dinamicità un modello di sviluppo sostenibile e in grado di guardare al futuro, a partire dal forte legame con il territorio e dando valore ai nostri soci». Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg I dati Per il Friuli Venezia Giulia si tratta di 41 cooperative attive nel settore di produzione e servizi e associate a Legacoop Fvg, con 6.182 addetti e più di 4 mila soci con un fatturato sviluppato pari a 288 milioni di euro e un patrimonio netto globale di oltre 111 milioni di euro (dati 2023). Numeri, che se presi in riferimento ai due anni precedenti, sono in aumento, visto che i 5.398 addetti del 2021 sono arrivati a 5.338 nel 2022, i soci sono passati da 3.305 nel 2021 a 3.245 nel 2023 e il fatturato è passato dagli oltre 269 milioni del 2021 ai 284 del 2022. Per quanto riguarda il Veneto, invece, parliamo di 123 cooperative attive (oltre il 60% del totale di macroarea) afferenti al settore di produzione e servizi e associate a Legacoop Veneto, che contano oggi 4.900 addetti e più di 51mila soci e sviluppano un fatturato pari a 357 milioni di euro, con un patrimonio netto globale che supera i 140 milioni (dati 2023). Numeri che si muovono in continuità rispetto alla salita, o comunque all’ottima tenuta, vista nell’ultimo triennio pur nelle difficoltà: come raccontano i circa 4000 addetti del 2021 arrivati a 4.300 nel 2022, e i soci rimasti comunque stabili intorno ai circa 49.600 (49.570 nel 2021 e 49.690 nel 2022). Una nuova governance in Fvg Da queste premesse le basi per il futuro, declinato nella relazione di fine mandato della presidente del settore Produzione e Servizi di Legacoop Fvg, Anna Fornasiero, alla quale da oggi succede il nuovo presidente Claudio Macorig. «Il Covid – ha spiegato Fornasiero – ci ha insegnato a convivere con l’imprevedibile. Condizione che da allora e fino ad oggi è diventata una costante nelle nostre vite, tant’è che siamo passati da un’emergenza sanitaria a una grave crisi internazionale, consapevoli che solo guardando al futuro con la capacità di adattarci e trasformarci, avremmo potuto cogliere le opportunità del momento e diventare attori del cambiamento». Cambiamento che per Legacoop si declina in ambiti ben precisi di intervento, come sostenibilità economica, ambientale e sociale, aggregazione tra imprese, una sempre maggiore partnership tra pubblico e privato, i rinnovi contrattuali, così come interventi sul costo del lavoro, chiarimenti sulle incertezze applicative del nuovo Codice degli appalti, sostenibilità, comunità energetiche, formazione, inclusione, giovani e parità di genere. Fornasiero, come detto, dopo oggi lascia il posto al nuovo presidente di Produzione e Servizi di Legacoop Fvg. Si tratta di Claudio Macorig, classe 1968 di Cividale del Friuli, attuale presidente di Aster Coop e con diverse esperienze in altrettante importanti cooperative friulane, dalla Finanziaria Regionale della Cooperazione Finreco soc. coop, passando per Assicoop Friuli, membro dell’assemblea di Previdenza Cooperativa, che è il fondo pensione della cooperazione, fino al Css Teatro Stabile di Innovazione del Fvg, solo per citarne alcune. Il neo presidente di Legacoop Fvg Produzione & Servizi, Claudio Macorig
Bluedots, parte da Trieste il viaggio verso la Blue Economy con capofila Legacoop Fvg
Gli spazi acquatici considerati come motori di innovazione e crescita per uno sviluppo economico sostenibile e redditizio. È la cosiddetta Blue Economy, un concetto basato sull’imitazione del funzionamento della natura, seguendo il principio dell’economia circolare. È proprio partendo da qui che Legacoop Fvg si è fatta capofila di Bluedots, progetto europeo che ha come obiettivo generale quello di favorire, con lo spirito cooperativo che la contraddistingue, l’innovazione sociale e digitale delle imprese sociali che operano nella Blue Economy, favorendo la transizione dell’economia blu verso modelli intelligenti, sostenibili e inclusivi. Pesca e produzione alimentare, gestione integrata delle zone costiere e pianificazione dello spazio marittimo, ma anche gestione dei rifiuti marini, pesca turismo e turismo blu costiero così come lo sviluppo di biotecnologie blu. È partendo da qui che il 15 e il 16 ottobre a Trieste si terrà il kick off meeting, il primo incontro per dare il via al progetto che durerà fino a inizi del 2027. Allo stesso tavolo, oltre alla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, siederanno partner e stakeholder di diversi Paesi europei come Italia, Belgio, Spagna, Germania, Irlanda e Polonia.
Torna Nel Giardino del Doge, natura e scrittura assieme a Villa Manin
Paolo Rumiz, Anna Peyron e Luca Bergamin saranno i protagonisti della XIX edizione della rassegna “Nel Giardino del Doge Manin”, che si terrà nel Parco di Villa Manin, a Passariano di Codroipo, sabato 14 e domenica 15 settembre. Grandi scrittori per un grande parco, il più grande del Friuli Venezia Giulia, pronto ad accogliere un centinaio di espositori provenienti da tutt’Italia e dall’estero per animare una mostra floreale tra le più attese che nell’ultima edizione ha registrato 15 mila presenze. Del resto scrittura e natura sono sempre andate d’accordo, il giardino è la natura su misura per i letterati: lo argomenta molto bene Luca Bergamin nel libro, uscito da poche settimane per Edt di Torino, “I giardini degli scrittori. Viaggio nei luoghi botanici dell’ispirazione”, dove presenta quaranta grandi scrittrici e scrittori della letteratura mondiale raccontando i giardini che li hanno ispirati, i fiori che hanno coltivato, i parchi, gli orti, i frutteti che hanno frequentato. Da George Orwell a Emily Dickinson, da Alessandro Manzoni a Virginia Woolf, da Italo Calvino a Elsa Morante. Ne parlerà con Agnese Baini, comunicatrice scientifica, domenica 15 settembre alle ore 11. Coltivare cultura, sostiene Anna Peyron, è un compito che da sempre accomuna vivaisti e letterati, vivaisti e galleristi, chiamati a riconoscere l’autentico dal fasullo e il mediocre dal capolavoro per proporre agli altri poesia e bellezza: lei ne sa qualcosa, essendo stata — come l’ha definita Francesco Rigatelli sulla Stampa — la Signora dell’arte contemporanea prima che la Signora delle rose: ne parla nel libro “L’arte che abbiamo attraversato. Fotogrammi di entusiasmo e avventure”, uscito a fine giugno per i tipi di add editore, dove racconta dei suoi anni Sessanta e Settanta in una città, Torino, che vive in pieno il boom economico e in cui la scena artistica è estremamente vivace. A partire dalla galleria torinese di Gian Enzo Sperone, dove entrano Merz, Penone, Boetti, Paolini, Zorio, Gilardi, Anselmo, Pascali e molti altri, si compone una storia da cui emergono alcuni fotogrammi: la famiglia, la musica, il teatro, il cinema, i libri, le battaglie, il gioco, Londra, Venezia, l’Isola di Wight. Pezzi in soggettiva di un tempo affascinante e imprevedibile, sempre inseguendo il cambiamento e la bellezza, fino all’avventura del Deserto, un vivaio costruito come «una grande e meravigliosa astronave», come la definisce Michelangelo Pistoletto, le cui opere saranno protagoniste della due giorni a Villa Manin, dove fino al 31 dicembre è visitabile la mostra “La T3rza Terra”, un grande progetto volto a mettere in luce «l’etica di Pistoletto che vede l’arte come responsabilità sociale», come spiega Guido Comis, direttore di Villa Manin per l’Erpac (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale) e curatore della mostra. E sarà proprio Comis a dialogare con Anna Peyron sabato 14 settembre alle ore 16.30. Di responsabilità sociale, delle guerre che continuano a insanguinare la nostra Terra, della guerra contro le vite umane che migrano, della guerra di tutti contro tutti e della disumanità che genera si parlerà nel pomeriggio di domenica 15 settembre alle ore 16.30 con Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, ascoltatore delle periferie senza voce, come l’ha definito il New York Times, autore di “Verranno di notte. Lo spettro della barbarie in Europa”, pubblicato da Feltrinelli a maggio di quest’anno: con lui dialogherà la giornalista Alessandra Beltrame. La rassegna Oltre a questo ricco programma culturale e alle proposte “green” selezionate da Lili Soldatich, che con grande attenzione — qui come a Trieste, dove cura Horti Tergestini — propone il meglio del florovivaismo presente sul mercato in una cornice che valorizza al massimo le singole proposte, sono previste tre visite guidate al Parco, una delle quali per ipovedenti, alcuni workshop per adulti (dalla pittura su ceramica alla realizzazione di fiori autunnali) e, com’è ormai consuetudine, molte attività per bambini e bambine: letture nel parco, tree climbing e laboratori di girandole, solo per citarne alcune. Passeggiando nel Parco sarà possibile trovare piante di tutti i tipi — dagli alberi da frutto alle piantine aromatiche, dalle acquatiche alle medicinali, dalle grasse alle acidofile —, ma anche prodotti alimentari e per la cura della persona — dall’olio di qualità ai biscotti artigianali, dai cosmetici agli integratori naturali — e arredi per il verde, dalle sdraio più innovative a oggetti di giardinaggio vintage. L’appuntamento è promosso dall’Erpac, l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e coordinato dalla cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone, una realtà che ha sede in un altro parco del Friuli Venezia Giulia, quello culturale di San Giovanni, e che da oltre quarant’anni si occupa di manutenzione del verde e di cura delle persone attraverso il verde. I visitatori e le visitatrici potranno acquistare un biglietto online o in loco al costo di 3,00 euro, gratuito per chi ha meno di 16 anni e per le persone con disabilità e i relativi accompagnatori. Il programma completo della manifestazione é disponibile su www.villamanin.it
Legacoop Fvg con lo Scriptorium Foroiuliense a Montecitorio
“Lo Scriptorium Foroiuliense – Scuola Italiana Amanuensi Fondazione di recente ha aderito a Legacoop Fvg. Si tratta di una realtà unica a livello nazionale con la quale siamo orgogliosi di condividere un altro importante risultato”. Sono le parole di Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg che ha partecipato nella sala delle conferenze di Palazzo Montecitorio a Roma, assieme all’assessore alle Finanze della Regione Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, il sindaco di San Daniele del Friuli, Pietro Valent, e il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto, alla presentazione dell’ultima straordinaria creazione della Fondazione Scriptorium Foroiuliense. Si tratta della riproduzione perfetta in 10 copie del “Codice sul volo degli uccelli” di Leonardo Da Vinci, un’opera che riproduce fedelmente sia i tratti che la qualità della carta dell’originale. Questo importante traguardo segue il lancio nello spazio della copia della Bibbia di Gutenberg, sempre realizzato dalla Fondazione guidata da Roberto Giurano. Lo Scriptorium nasce nel 2012 in Friuli Venezia Giulia dalla volontà dei fondatori di riscoprire e insegnare l’antica arte della Calligrafia e nel 2015 a San Daniele del Friuli nel 2015, l’associazione ha avviato la sua attività con una serie di corsi nei quali i docenti hanno cominciato a diffondere l’arte amanuense.
Assemblea Legacoop Fvg: in crescita servizi, cultura e turismo
Quasi 200 cooperative associate che, in termini di valore della produzione, esprimono la più grande aggregazione del Friuli Venezia Giulia dal punto di vista associativo. Oltre 200 mila soci e più di 16 mila addetti con un valore della produzione che sfiora i 2 miliardi di euro, in aumento rispetto al passato. In sintesi un osservatorio privilegiato sul movimento cooperativo e, di conseguenza, sull’andamento economico del territorio. È con questi numeri positivi che si è aperta oggi (10 luglio) a San Vito al Tagliamento, dopo i saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin e del sindaco della città, Alberto Bervava, l’assemblea ordinaria di Legacoop Fvg, l’associazione che raccoglie le più grandi imprese cooperative della regione. «Per quanto riguarda le tendenze – ha spiegato Vogrig – è decisamente in crescita il settore dei servizi, primo settore della nostra associazione, tra l’altro in coerenza con il trend regionale. Crescono molto anche le cooperative sociali e soprattutto quelle dei settori di turismo e cultura e in crescita è anche il settore del consumo, con grandi realtà come Coop Alleanza 3.0 e Conad che hanno chiuso col segno più i rispettivi bilanci». La promozione al centro e il nostro impegno per il futuro «Di fronte all’evidente calo del numero di imprese – ha commentato Vogrig – la misura del nostro lavoro sarà inevitabilmente determinata dalla capacità di promuovere nuova cooperazione. Dai workers buyout alle cooperative di comunità, dalle comunità energetiche rinnovabili alla cooperazione tra lavoratori autonomi, oltre ad una maggiore presenza in settori strategici quali l’agricoltura e l’industria, al supporto competente a start-up per intercettare ibridazioni imprenditoriali, imprese sociali, reti e filiere». In sintesi, per la presidente di Legacoop Fvg serve «un piano di promozione cooperativa che abbia come orizzonte una strategia multilivello in grado di valorizzare idee, progetti e visioni che favorisca l’inter-generazionalità, creando uno spazio reale per i giovani all’interno delle nostre organizzazioni. Dobbiamo far crescere nuova cooperazione in settori strategici, come ad esempio quelli ad alta tecnologia, ma anche forme ibride in grado di aprire opportunità sui territori. Ne sono un buon esempio la cooperativa Part-Energy, apripista a livello nazionale e modello distintivo per le Cer, così come la Polisportiva San Vito». Nella sua relazione, Vogrig ha anche citato lo sviluppo di progetti di filiera «che guardino ai luoghi e alle persone, come nel caso della filiera del Pane di Grano Tenero Friulano sviluppato con Alleanza 3.0, la Filiera Qualità Fvg finalizzata alla ristorazione collettiva, ma anche i negozi di vicinato come per il progetto di Pan Coop. In una regione i cui trend demografi ci sono sempre più drammatici la cooperazione può offrire alle fasce più anziane soluzioni abitative per una vita indipendente prevenendo forme di istituzionalizzazione come ha fatto la Itaca con il progetto Cjase me o Acli con Casa Egidio». Diritti, lavoro, equità e inclusione Impossibile poi, nel discorso della presidente, non soffermarsi sui temi del lavoro, dei divari sociali e dell’inclusione. Citando il recente drammatico episodio, che ha portato alla morte di Satnam Singh, il bracciante indiano abbandonato a Latina davanti alla sua casa con il braccio tranciato, «esito di una spregiudicata e inumana ricerca del profitto – ha denunciato Vogrig –, come associazioni cooperative abbiamo chiesto alle parti sindacali di condividere e rafforzare con iniziative, strumenti di monitoraggio e controllo azioni di contrasto a qualsiasi forma di sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori. Dobbiamo coltivare l’idea di una società più giusta, contrastare le disuguaglianze, rimettere al centro le aree interne, le periferie urbane, offrire maggiori tutele e opportunità ai giovani, alle donne, ai migranti e a coloro che si trovano in condizione di particolare di fragilità. Se le diseguaglianze sono sempre più strutturali e pervasive – ha concluso – il mondo della cooperazione deve essere capace di offrire percorsi inclusivi, dignitosi, equi, favorendo contesti di buon lavoro agendo in modo corresponsabile insieme a una pubblica amministrazione e alle altre parti sociali». La tavola rotonda: sport e cooperazione Se, nella passata edizione, il focus era stato quello delle sinergie e strategie tra pubblico e privato, quest’anno il tema su cui Legacoop Fvg ha voluto puntare i fari è stato quello dello sport e del mondo della cooperazione, sulla scia delle sfide lanciate dalla riforma dello sport tra evoluzione e innovazione e, di conseguenza, le opportunità del modello cooperativo in questo settore. Nella seconda parte della mattinata, dunque, moderati dalla giornalista Silvia Giacomini si sono confrontati Giorgio Brandolin, presidente Coni Fvg, Enzo Dall’Osto, vicepresidente del Comitato regionale Uisp Aps, Emanuele Giassi, del Servizio Sport Direzione Centrale Cultura e Sport Regione Fvg, Marco Mingrone, responsabile Ufficio Legislativo di Legacoop nazionale, Alberto Rigotto, direttore amministrativo Udinese Calcio Spa, Giovanni Raggi, presidente Cooperativa Polisportiva San Vito e la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig. «Sottolineato per altro nella recente riforma dello sport – ha commentato Vogrig – la cooperazione può essere uno strumento importante perché può rispondere alle esigenze anche del piccolo associazionismo sportivo. Attualmente – ha spiegato – la norma ha applicato, senza distinguo, le stesse condizioni alle grandi e piccole realtà, creando non poche difficoltà. Il mondo cooperativo, ovviamente, è d’accordo con le nuove norme introdotte, come, ad esempio, una maggiore trasparenza, una governance più strutturata e controlli più stringenti, ma il modello cooperativo offre secondo noi dei valori in più, come la possibilità dei ristorni ai soci, o di rendere più gestibili le responsabilità come nella gestione degli impianti sportivi». Video Tavola rotonda: Le sfide della riforma dello sport e le opportunità del modello cooperativo [arve url=”https://www.youtube.com/watch?v=TYgTqAtKgco” /] Photo Gallery Documenti Scarica la relazione della Presidente Michela Vogrig all’Assemblea delle cooperative associate a Legacoop FVG – 10 luglio 2024 Scarica il Rendiconto economico e finanziario consuntivo al 31.12.2023
Assemblea Legacoop Fvg: in crescita servizi, cultura e turismo
Quasi 200 cooperative associate che, in termini di valore della produzione, esprimono la più grande aggregazione del Friuli Venezia Giulia dal punto di vista associativo. Oltre 200 mila soci e più di 16 mila addetti con un valore della produzione che sfiora i 2 miliardi di euro, in aumento rispetto al passato. In sintesi un osservatorio privilegiato sul movimento cooperativo e, di conseguenza, sull’andamento economico del territorio. È con questi numeri positivi che si è aperta oggi (10 luglio) a San Vito al Tagliamento, dopo i saluti istituzionali del presidente del Consiglio regionale, Mauro Bordin e del sindaco della città, Alberto Bervava, l’assemblea ordinaria di Legacoop Fvg, l’associazione che raccoglie le più grandi imprese cooperative della regione. «Per quanto riguarda le tendenze – ha spiegato Vogrig – è decisamente in crescita il settore dei servizi, primo settore della nostra associazione, tra l’altro in coerenza con il trend regionale. Crescono molto anche le cooperative sociali e soprattutto quelle dei settori di turismo e cultura e in crescita è anche il settore del consumo, con grandi realtà come Coop Alleanza 3.0 e Conad che hanno chiuso col segno più i rispettivi bilanci». La promozione al centro e il nostro impegno per il futuro «Di fronte all’evidente calo del numero di imprese – ha commentato Vogrig – la misura del nostro lavoro sarà inevitabilmente determinata dalla capacità di promuovere nuova cooperazione. Dai workers buyout alle cooperative di comunità, dalle comunità energetiche rinnovabili alla cooperazione tra lavoratori autonomi, oltre ad una maggiore presenza in settori strategici quali l’agricoltura e l’industria, al supporto competente a start-up per intercettare ibridazioni imprenditoriali, imprese sociali, reti e filiere». In sintesi, per la presidente di Legacoop Fvg serve «un piano di promozione cooperativa che abbia come orizzonte una strategia multilivello in grado di valorizzare idee, progetti e visioni che favorisca l’inter-generazionalità, creando uno spazio reale per i giovani all’interno delle nostre organizzazioni. Dobbiamo far crescere nuova cooperazione in settori strategici, come ad esempio quelli ad alta tecnologia, ma anche forme ibride in grado di aprire opportunità sui territori. Ne sono un buon esempio la cooperativa Part-Energy, apripista a livello nazionale e modello distintivo per le Cer, così come la Polisportiva San Vito». Nella sua relazione, Vogrig ha anche citato lo sviluppo di progetti di filiera «che guardino ai luoghi e alle persone, come nel caso della filiera del Pane di Grano Tenero Friulano sviluppato con Alleanza 3.0, la Filiera Qualità Fvg finalizzata alla ristorazione collettiva, ma anche i negozi di vicinato come per il progetto di Pan Coop. In una regione i cui trend demografi ci sono sempre più drammatici la cooperazione può offrire alle fasce più anziane soluzioni abitative per una vita indipendente prevenendo forme di istituzionalizzazione come ha fatto la Itaca con il progetto Cjase me o Acli con Casa Egidio». Diritti, lavoro, equità e inclusione Impossibile poi, nel discorso della presidente, non soffermarsi sui temi del lavoro, dei divari sociali e dell’inclusione. Citando il recente drammatico episodio, che ha portato alla morte di Satnam Singh, il bracciante indiano abbandonato a Latina davanti alla sua casa con il braccio tranciato, «esito di una spregiudicata e inumana ricerca del profitto – ha denunciato Vogrig –, come associazioni cooperative abbiamo chiesto alle parti sindacali di condividere e rafforzare con iniziative, strumenti di monitoraggio e controllo azioni di contrasto a qualsiasi forma di sfruttamento delle lavoratrici e dei lavoratori. Dobbiamo coltivare l’idea di una società più giusta, contrastare le disuguaglianze, rimettere al centro le aree interne, le periferie urbane, offrire maggiori tutele e opportunità ai giovani, alle donne, ai migranti e a coloro che si trovano in condizione di particolare di fragilità. Se le diseguaglianze sono sempre più strutturali e pervasive – ha concluso –il mondo della cooperazione deve essere capace di offrire percorsi inclusivi, dignitosi, equi, favorendo contesti di buon lavoro agendo in modo corresponsabile insieme a una pubblica amministrazione e alle altre parti sociali». La tavola rotonda: sport e cooperazione Se, nella passata edizione, il focus era stato quello delle sinergie e strategie tra pubblico e privato, quest’anno il tema su cui Legacoop Fvg ha voluto puntare i fari è stato quello dello sport e del mondo della cooperazione, sulla scia delle sfide lanciate dalla riforma dello sport tra evoluzione e innovazione e, di conseguenza, le opportunità del modello cooperativo in questo settore. Nella seconda parte della mattinata, dunque, moderati dalla giornalista Silvia Giacomini si sono confrontati Giorgio Brandolin, presidente Coni Fvg, Enzo Dall’Osto, vicepresidente del Comitato regionale Uisp Aps, Emanuele Giassi, del Servizio Sport Direzione Centrale Cultura e Sport Regione Fvg, Marco Mingrone, responsabile Ufficio Legislativo di Legacoop nazionale, Alberto Rigotto, direttore amministrativo Udinese Calcio Spa, Giovanni Raggi, presidente Cooperativa Polisportiva San Vito e la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig. «Sottolineato per altro nella recente riforma dello sport – ha commentato Vogrig – la cooperazione può essere uno strumento importante perché può rispondere alle esigenze anche del piccolo associazionismo sportivo. Attualmente – ha spiegato – la norma ha applicato, senza distinguo, le stesse condizioni alle grandi e piccole realtà, creando non poche difficoltà. Il mondo cooperativo, ovviamente, è d’accordo con le nuove norme introdotte, come, ad esempio, una maggiore trasparenza, una governance più strutturata e controlli più stringenti, ma il modello cooperativo offre secondo noi dei valori in più, come la possibilità dei ristorni ai soci, o di rendere più gestibili le responsabilità come nella gestione degli impianti sportivi». Video Tavola rotonda: Le sfide della riforma dello sport e le opportunità del modello cooperativo. https://www.youtube.com/watch?v=TYgTqAtKgco Documenti Scarica la relazione della Presidente Michela Vogrig all’Assemblea delle cooperative associate a Legacoop FVG – 10 luglio 2024 Download Scarica il Rendiconto economico e finanziario consuntivo al 31.12.2023 Download Photo Gallery
Giornata mondiale della cooperazione 2024: il video “Buonə antenatə per le future generazioni”
Sabato 6 luglio ricorre la Giornata Mondiale della Cooperazione 2024. Ed è proprio per questa occasione che Legacoop e la Fondazione Barberini sono lieti di annunciare il lancio del video “Buonə Antenatə per le Future Generazioni”. Questo breve ma incisivo filmato, disponibile qui https://youtu.be/jFAU3GXfcLE, interpreta il tema lanciato quest’anno dall’Alleanza Internazionale delle cooperative (ICA): “Le cooperative costruiscono un futuro migliore per tutti”. https://youtu.be/jFAU3GXfcLE Il video “Buonə Antenatə” racconta, in poco più di un minuto, la storia di un movimento che, con ostinato ottimismo, cerca di curvare il futuro verso un modello economico e sociale alternativo a quello attualmente dominante. Al centro di questo movimento vi è la partecipazione collettiva e cooperativa delle persone, un principio fondamentale che guida le azioni di oggi come quelle di ieri. Con un occhio rivolto al futuro, il movimento delle cooperative assume come centrale la giustizia climatica e generazionale, elementi chiave della Just Transition. Dopo 180 anni di storia, le cooperative si ritrovano oggi a reinterpretare la “transizione ecologica” riconoscendosi ancora una volta come “sognatori eccezionali”. Simone Gamberini, presidente di Legacoop, afferma: “Il video ‘Buonə Antenatə per le Future Generazioni’ rappresenta non solo un omaggio alla lunga storia delle cooperative, ma anche un impegno per il futuro. Le cooperative sono, e devono continuare a essere, custodi di un modello economico che mette al centro la persona, l’ambiente e la sostenibilità di lungo periodo attraverso l’intergenerazionalità della proprietà che uno dei nostri tratti distintivi”. Roberto Lippi, Direttore della Fondazione Barberini, aggiunge: “Con questo video, vogliamo ricordare a tutti l’importanza della cooperazione nella costruzione di un mondo più giusto e sostenibile. La nostra missione è quella di essere buoni antenati per le generazioni future, garantendo giustizia climatica e intergenerazionale”. Legacoop e la Fondazione Barberini invitano tutti a guardare e condividere il video, contribuendo a diffondere il messaggio che solo attraverso un mindset cooperativo possiamo costruire un futuro migliore per tutti.
Uguaglianza ed equità nel nuovo logo di Legacoop
“Siamo portatori dell’uguaglianza e dell’equità nell’era della complessità. Il nuovo logo di Legacoop racchiude questo messaggio e intende produrre un migliore impatto su tutti coloro che entrano in contatto con la nostra associazione, accendendo l’empatia e quindi la relazione con le persone”. Lo ha spiegato Simone Gamberini, presidente di Legacoop, presentando il nuovo logo dell’associazione in occasione della Conferenza programmatica e di organizzazione che si è svolta a Roma. Il simbolo ‘uguale’ (=), dunque il concetto di uguaglianza, alla base del logo che a partire dai prossimi giorni rappresenterà Legacoop in tutte le sedi e su tutti i canali di comunicazione, “è stato scelto -sottolinea Gamberini- in coerenza con l’impegno che Legacoop e le cooperative associate assicurano per contrastare le disuguaglianze economiche e sociali, accentuatesi in anni recenti, proponendo i valori della cooperazione come strumento per costruire un modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale”. L’operazione di rebranding dell’associazione si è avvalsa del supporto professionale dell’Agenzia Inarea, presieduta da Antonio Romano.
WORKSHOP IL BILANCIO DI SOSTENIBILITA’
Legacoop FVg organizza questo interessante webinar in collaborazione con lo studio CSI e SCS Consulting per GIOVEDI’ 3 febbraio alle ore 14.30 Per iscriversi cliccare sul link: HTTPS://BIT.LY/3G9YIYB Allegato invito.
Violenza contro le donne: Alleanza Cooperative, occorre fare dieci passi in avanti; la cooperazione in prima linea per fronteggiare questa piaga sociale
– “La violenza di genere è una vergogna! Dobbiamo fare dieci passi in avanti! Non arretrare è poco di fronte ad una onda crescente di violenze”. Ad affermarlo è il Presidente di Alleanza delle cooperative Italiane Mauro Lusetti, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone. “Il mondo della cooperazione -prosegue Lusetti- supporta le donne vittime di violenza con iniziative, centri antiviolenza, case rifugio: è già, per le donne maltrattate, un punto di riferimento, un porto sicuro, uno strumento di riscatto e rinascita, ma il nostro impegno nel potenziare il sistema di supporto e accoglienza delle donne maltrattate è fondamentale. E l’accordo interconfederale per il contrasto alla violenza e alle discriminazioni su luoghi di lavoro siglato da CGIL, CISL e UIL a gennaio 2020 è stato un ulteriore passo per agire concretamente ed unitamente nella direzione di una parità di genere non violenta e non discriminante”. “Proseguiamo con la nostra presenza sul territorio, all’interno delle nostre organizzazioni e al fianco delle istituzioni tutte per favorire una sempre maggiore copertura di servizi di accoglienza, protezione e tutela per donne vittime di violenza che sono da considerarsi livelli essenziali di assistenza”, aggiunge Anna Manca, presidente della Commissione Donne e Parità dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, anche a nome delle co-presidenti Annalisa Casino e Alessia Stabile. Il tema della violenza di genere è un dramma mondiale e vogliamo ricordare oggi tutti i diritti negati alle donne afghane perché dobbiamo rimanere vigili e sostenere le donne tutte: la cooperazione si è attivata subito ed ha contributo anche per rispondere all’emergenza afghana. Come è noto il mondo della cooperazione, in particolare la cooperazione sociale è da sempre impegnata in maniera capillare in tutto il territorio nazionale nel sistema di accoglienza come abbiamo testimoniato all’evento “Con le donne afgane, contro ogni violenza nel mondo” promosso ieri da Le Contemporanee e dalla ONG Non c’è pace senza giustizia, presso il Ministero degli Affari Esteri. C’è ancora molto da fare per contrastare la violenza di genere e contribuire a cambiare la cultura che la genera. La cooperazione è in prima linea per fronteggiare questa piaga sociale.