Un incontro importante e di alto valore strategico quello cui Legacoop Fvg ha partecipato il 27 maggio a Solkan (Nova Gorica), Vipavska dolina – Vipava Valley, in Slovenia, alla Clean energy conference. Un evento transfrontaliero che ha riunito i principali stakeholder sloveni e italiani sul tema per confrontarsi e per promuovere la cooperazione in materia di energia pulita, soluzioni innovative e pratiche di successo. Ai saluti istituzionali portati da Samo Turel, sindaco del Comune di Mestna občina Nova Gorica, dell’ambasciatore italiano in Slovenia Giuseppe Cavagna e da Dr. Tomaz Stokelj, presidente del Management Board di HSE – Holding Slovenske elektrarne, con la relazione introduttiva di Giacomo Ricciotti, direttore ICE ITA – Italian Trade Agency a Lubiana, sono state delineate le opportunità e le prospettive di interscambio commerciale tra l’Italia e la Slovenia nel settore energetico. Uno spazio importante è stato offerto all’esperienza di Legacoop Fvg. Un percorso delineato dalla presidente, Michela Vogrig, che nella sua relazione ha introdotto l’evoluzione dal passato e il futuro dell’esperienza e della specificità regionale. Dalla prima comunità energetica ante litteram rappresentata dalla storica Secab società cooperativa, fondata nel 1911 nell’Alto But a Paluzza e presentata dal presidente Ennio Pittino, si è passati alla Comunità Energetica Com-E Part-Energy Comunità Energetica Rinnovabile, cooperativa benefit costituita nel 2021, che oggi rappresenta un’esperienza distintiva nel panorama nazionale, adottando quel modello innovativo di soggetto aggregatore che le ha consentito di arrivare al 20,5% per quota di mercato e alla prima posizione tra le CER per numero di utenze a livello nazionale. Un’occasione preziosa per conoscere esperienze e progetti importanti come la NAHV – North Adriatic Hydrogen Valley presentata dal Dr. Jerneja Sedlar (HSE), il progetto ECUBES presentato da Aleksander Gerbec, founder e managing director di ECUBES, l’esperienza del “Caricabatterie” dell’Isonzo: l’idrocentrale di Avče e prospettive future portata da Rajko Volk, direttore tecnico di Soške elektrarne Nova Gorica, e l’intervento su mobilità, energia rinnovabile e sostenibilità, il caso di Gorizia, presentato dal direttore generale di APT Gorizia, Luca Di Benedetto.
Feste d’Estate al Parco di Sant’Osvaldo, tanti eventi per una nuova stagione dedicata a pace e giustizia sociale
La cooperazione sociale torna a promuovere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate udinese: le Feste d’Estate al Parco di Sant’Osvaldo, giunte alla 28esima edizione. Dal 7 giugno al 19 settembre, il parco si trasformerà in un vivace spazio di cultura, condivisione e impegno civile, con un ricco calendario di eventi gratuiti dedicati all’arte, al teatro, alla musica, allo sport e alla riflessione sociale, tutti all’insegna dei valori di pace, libertà e inclusione. Un’edizione dedicata alla pace e alla giustizia sociale In un mondo sempre più segnato da conflitti e disuguaglianze, le Feste d’Estate si confermano come un luogo di speranza e resistenza culturale, dove l’arte diventa strumento di dialogo e trasformazione sociale. Un’edizione particolarmente significativa quella del 2025, che coincide con l’Anno Internazionale delle Cooperative proclamato dall’ONU, a testimonianza di come il modello cooperativo sia motore di sviluppo sostenibile e di coesione sociale. “Le cooperative costruiscono un mondo migliore” non è solo uno slogan, ma la pratica concreta che da 28 anni anima il Parco di Sant’Osvaldo. Da quasi tre decenni, le Feste d’Estate – portate avanti con tenacia dalla cooperazione sociale – affrontano temi cruciali come la salute mentale, i diritti e la giustizia sociale, proponendo per il 2025 un programma che celebra la resilienza, la memoria storica e la costruzione di comunità solidali. Tra le numerose proposte in calendario: spettacoli teatrali e stand-up comedy, concerti e djset, proiezioni di film e documentari, conferenze e dibattiti su temi sociali, passeggiate naturalistiche e storiche, laboratori per bambini e famiglie, mercatini, swap party e momenti di condivisione oltre a tanti eventi sportivi e tornei inclusivi. Una rete di collaborazioni per una comunità più forte L’edizione 2025 è promossa dalle cooperative sociali Consorzio COSM, Cooperativa Sociale Itaca ONLUS, Coop Partecipazione e Duemilauno Agenzia Sociale, e realizzata grazie a una rete ampia e partecipata che include: Associazione Polisportiva “È Vento Nuovo”, Ass. Arum aps, Teatro della Sete, Arci Cas*Aupa, Folkest, Damatrà Onlus, Pro Loco città di Udine, CeVI, Centro Culturale Enzo Piccinini Udine, ANPI Udine, AIAB FVG, Coop Alleanza 3.0, Buddy Market, Comune di Udine, ASUFC, DDSM Udine e molti altri soggetti impegnati nel sociale e nella cultura. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti alla cittadinanza. Per il calendario dettagliato e gli aggiornamenti è possibile consultare il sito internet http://parcodisantosvaldo.it/calendario-2025/ oltre a seguire i social Facebook @ParcoSantOsvaldo e Instagram @parcodisantosvaldo Un invito a vivere il parco come bene comune, dove cultura e socialità si incontrano per costruire una società più giusta.
Folkest e Itaca: la musica che rompe gli schemi
Quando la musica diventa strumento di inclusione, nascono collaborazioni preziose. È il caso di quella tra Folkest e Cooperativa sociale Itaca, che torna a far vibrare il Friuli con le note dei Capitano tutte a noi e le atmosfere folk-rock di Cinque uomini sulla cassa del morto. L’8 giugno alla Cantina Tavagnacco, Fattoria didattico sociale in via Noian 10 a Gagliano di Cividale doppio appuntamento per le Anteprime Folkest: alle 18 Cinque uomini sulla cassa del morto, gruppo musicale friulano formatosi nel 2013, qui in un’inedita formazione a tre; alle 19 Capitano tutte a noi, progetto musicale della Cooperativa Itaca nato nel 2013 che unisce beneficiari, operatori e amici della musica nel segno della condivisione e di un’alleanza di valori. Musica e diritti “Quello tra Folkest e Itaca è un cammino comune iniziato nel lontano 2001, grazie al quale insieme abbiamo crato molteplici momenti di riflessione e sensibilizzazione sui temi della salute mentale – afferma il presidente Paolo Castagna -, che negli ultimi anni hanno coinvolto il nostro progetto-laboratorio Capitano tutte a noi, in cui gli elementi principali sono la forza dell’essere gruppo e la condivisione di una passione comune, la musica”. Una collaborazione consolidata, iniziata all’interno di un progetto per coniugare musica e diritti con una riflessione aperta sui temi del sociale, all’insegna di un impegno condiviso in un’ottica di sensibilizzazione rivolta all’accoglienza delle persone, al rispetto di tutte le individualità, alla salvaguardia del diritto di cittadinanza, sinonimo anche di potenziamento dell’autonomia e valorizzazione di tutte le abilità. “Un impegno che abbiamo costruito negli anni insieme a Folkest – prosegue Castagna -, per condividere un cammino e un progetto che promuove il lavoro di rete, incontri e relazioni, e che sostiene diritti e valori come la vicinanza, l’aiuto reciproco al di là di ogni confine etnico, stigmatico, religioso, fisico, sociale, di genere, culturale o di qualsiasi altro tipo. Riteniamo che solo partendo da questi principi e custodendo questi valori, sia possibile migliorare la qualità di vita delle persone”. Capitano tutte e noi Nel corso del 2022, l’etichetta FolkestDischi ha pubblicato il CD omonimo Capitano tutte a noi, prodotto da Cooperativa Itaca e Associazione Culturale Folkgiornale, che verrà riproposto nel corso degli eventi di Cividale e Udine insieme a nuovi brani. Nel loro cd i CTAN firmano cinque tracce proprie, dando voce a gioie, paure e sentimenti di ogni giorno. “Le canzoni che componiamo sono un po’ la nostra biografia, per raccontarci e farci sentire, in fondo la musica è un bene comune di tutti e non ha pregiudizi nei confronti di nessuno”. E ancora, “cantare e suonare assieme fa stare bene: la musica ci ha dimostrato di essere uno stimolo formidabile per superare le barriere, non solo del pregiudizio ma anche del pensare comune”. “Ci piace l’idea di superare i tabù integrando nel gruppo anche persone con storie e approcci alla musica differenti, in modo da arricchire il sound e la vita stessa della band”. I Capitano tutte a noi sono: Valentina Ius (voce), cresciuta tra wave, dark e Duran Duran, è la front woman intensa e graffiante; Felice Bellucci (voce), un timbro cavernoso che richiama inevitabilmente i tormenti di Nick Cave o Johnny Cash, è il contraltare di Valentina; Beniamino De Piccoli (chitarra), chitarrista versatile e fantasioso, tra morbido finger picking e funambolici virtuosismi; Antonio Giurintano (batteria), il più giovane del gruppo, colonna ritmica della band; Andrea Vidal (voce), cantante dalla voce graffiante nel solco della tradizione folk-rock americana; Paolo Paron (tastiere, fisarmonica, armonica), partito dal blues, ama mescolare modernità e sonorità vintage e Gianmarco Toneguzzo (voce, basso), la voce profonda del post-punk inglese giunta fino a noi. Cinque uomini sulla cassa da morto Gruppo musicale friulano, nato nel 2013 a Cividale del Friuli. La band, formata da cinque componenti, si caratterizza per la sua musica folk-rock con testi in italiano e una forte impronta live. Il nome del gruppo è un riferimento al mondo piratesco, ispirato alla leggenda di “Quindici uomini sulla cassa del morto”, la canzone dei pirati de “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. La band, a Cividale sarà in versione trio, mescola sonorità folk-rock, influenze irlandesi, musica popolare internazionale, ska e reggae. Oltre a richiamare il mondo immaginario dei pirati, in particolare la leggenda di “Dead Man’s Chest”, esprimono la volontà di fare musica insieme tra amici, creando una “famiglia” e divertendosi, obiettivi perfettamente in linea con quelli dei Capitano tutte a Noi. Un palco per l’inclusione sociale La Cantina Tavagnacco di Gagliano di Cividale è una fattoria didattico-sociale, un luogo dove la terra si coltiva, gli animali si allevano e i prodotti della campagna arrivano direttamente sulla tavola. Ma è anche molto di più: è un posto dove si impara facendo, proprio come si è sempre imparata la musica popolare. Folkest ha trovato qui un partner speciale, con cui condividere lo stesso obiettivo: dare una mano a chi è più fragile, offrendo un’opportunità di imparare un mestiere e di ritrovare il proprio posto nella società. Persone che hanno avuto una vita difficile, come ex detenuti, disoccupati, giovani in difficoltà, o ancora persone con dipendenze o con disabilità, qui possono sentirsi accolte e valorizzate. In fondo, la musica e la terra hanno questo in comune: sanno parlare a tutti.
“A mano a mano”, in un libro la storia di Legacoop Fvg e le sfide della cooperazione che guarda al futuro
Una storia lunga oltre un secolo, intrecciata con quella delle comunità friulane, della montagna carnica, delle città di confine e delle sfide economiche e sociali di un intero Paese. C’è questo e molto altro ancora in “A mano a mano. Storia di Legacoop Fvg”, libro scritto da Dario Salvatore, ricercatore dell’Università di Udine, e pubblicato da Forum nella collana “Storia, economia e società in Friuli”. Ieri, 28 maggio, nella biblioteca del polo scientifico dell’ateneo friulano l’attesa presentazione del volume, in un auditorium gremito di politici, tra cui anche il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, cooperatori e studiosi dell’intera regione. Un’occasione importante per riflettere sulla memoria cooperativa, sul ruolo svolto dal movimento in Friuli Venezia Giulia e sulle sfide di oggi e di domani. Allo stesso tavolo, moderati dal vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, dopo i saluti istituzionali del rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton, dell’assessore comunale alla Cultura, Federico Pirone, e dopo l’introduzione di Andrea Cafarelli, curatore della collana editoriale, si sono confrontati su passato, presente e futuro della cooperazione Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg, Roberto Lippi, direttore della Fondazione Barberini, Luigi Corvo, docente di Economia aziendale all’Università Milano-Bicocca, Attilio Dadda, vicepresidente di Legacoop e dell’International Cooperative Alliance. Il libro Frutto di un’indagine rigorosa su documenti d’archivio, fonti orali e analisi storica, il volume ricostruisce la nascita, lo sviluppo e le trasformazioni della Lega delle cooperative del Friuli Venezia Giulia, nata ufficialmente nel 1967 come coordinamento delle Federcoop di Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone. Il libro si propone non come un resoconto celebrativo, ma come un’analisi critica e partecipata, che mette in luce sia i risultati raggiunti sia le contraddizioni vissute nel tempo da un’organizzazione che ha cercato di accompagnare la crescita di un’intera regione. “Mettere a nudo aspetti anche controversi della propria storia non è mai semplice – spiega Vogrig –, ma è un’occasione preziosa per contribuire alla costruzione della memoria collettiva”, sottolineando il valore di questo progetto come “investimento sul futuro e come strumento per restituire senso e dignità a una narrazione spesso sacrificata a letture ideologiche o mainstream”. E, in questo contesto, il libro diventa anche una “dichiarazione d’identità – continua la presidente di Legacoop Fvg e un richiamo all’orgoglio di appartenere a un modello economico democratico, partecipato e intergenerazionale”. Vogrig mette in luce anche l’ambizione di questo lavoro, “mai autoreferenziale – conclude –. Il testo diventa così anche una riflessione sulla memoria e sull’attualità del modello cooperativo come risposta credibile, democratica e intergenerazionale alle sfide del nostro tempo”. La storia della cooperazione Il racconto prende le mosse dalle radici più profonde del movimento: dalla nascita delle prime latterie sociali e cooperative di consumo a fine Ottocento, passando per l’esplosione dell’associazionismo socialista in Carnia e il successivo azzeramento operato dal fascismo, fino alla ricostruzione del dopoguerra. Emblematica, in questa fase, è la figura di Vittorio Cella, dirigente socialista e componente della Lega nazionale delle cooperative, anima delle Cooperative Carniche, tragicamente scomparso nel 1938 dopo aver subito persecuzioni e isolamento. La memoria di questi pionieri vive nelle pagine del libro attraverso archivi, citazioni e testimonianze che ne fanno rivivere l’impegno e la visione. Dopo il 1945, la rinascita del movimento cooperativo è rapida, ma segnata da un contesto complesso, in cui si intrecciano tensioni politiche, fragilità economiche e le prime forme di mutualità intercooperativa. Proprio in questa fase emerge il ruolo decisivo della Federcoop friulana, e successivamente del Comitato regionale, nel favorire processi di aggregazione, professionalizzazione e rappresentanza. Tra i protagonisti di questa stagione spicca il nome di Loris Fortuna, ultimo presidente della Federcoop friulana, che nel 1967, al momento della costituzione di Legacoop Fvg, lanciò una visione moderna e lungimirante del movimento. Nella sua relazione morale, Fortuna parlava della necessità di superare “il settorialismo limitante” e aprire la cooperazione a nuovi attori sociali e culturali, dai tecnici agli enti locali, promuovendo l’insegnamento dei valori cooperativi nelle scuole e nelle università. Un approccio inclusivo e programmatico che anticipava di decenni i concetti oggi legati allo sviluppo sostenibile e alla filiera corta. Il libro attraversa poi le trasformazioni degli anni Settanta e Ottanta, dalla crisi delle cooperative edilizie all’ascesa del terziario cooperativo, con l’emergere di realtà attive nei settori dei servizi, della cultura e del turismo sociale. Si analizza la nascita delle cooperative sociali, oggi tra i pilastri del sistema Legacoop, e il ruolo delle minoranze linguistiche e culturali, come quella slovena, che hanno trovato nella cooperazione uno spazio di espressione e tutela. A mano a mano è anche una riflessione sul rapporto tra cooperazione e politica, sulle difficoltà della regionalizzazione, sull’egemonia culturale e sulla necessità di coniugare i principi con la prassi. “Le cooperative – scrive Salvatore – sono strutture economiche intergenerazionali”, e proprio in questa intersezione tra memoria e cambiamento si gioca oggi la sfida del rinnovamento. Il volume è un esempio di come la storiografia possa servire non solo a raccontare il passato, ma a interpretare il presente e a fornire strumenti per progettare il futuro. È, infine, un invito a riconoscere la cooperazione come patrimonio culturale, politico ed economico di un territorio che, nei momenti più difficili – come il terremoto del 1976 o la tragedia del Vajont – ha saputo reagire anche grazie alla forza solidale del movimento cooperativo. Un’eredità che A mano a mano consegna alle nuove generazioni con lucidità, passione e rigore.
#Controvento, al via gli Stati generali della cooperazione sociale
Legacoopsociali lancia gli Stati Generali della cooperazione sociale. Per tutto il 2025 si terranno tre tappe in 3 regioni diversi prima dell’evento finale a Roma il 10 dicembre in occasione della Giornata mondiale dei diritti umani. Il claim di questa campagna che durerà 9 mesi è #Controvento: la cooperazione sociale “naviga” in un mondo e in un Paese che propone modelli opposti a quelli dell’inclusione, della pace, dell’economia sociale e della partecipazione. “Abbiamo scelto #Controvento perché siamo convinti di proporre un modello di società che oggi è messo seriamente in discussione – afferma il presidente nazionale Legacoopsociali Massimo Ascari – ma come è nel Dna delle cooperative sociali sappiamo di avere le radici in valori e pratiche che ci permettono di leggere i cambiamenti e utilizzare gli strumenti giusti per l’innovazione di un settore fondamentale per il welfare, la cura e il lavoro del nostro Paese. Sarà un percorso che tappa dopo tappa costruirà il nostro manifesto di proposte”. Dove si farà Partiremo il 15 e 16 maggio a Biella – in Piemonte – dove metteremo al centro il lavoro sociale che oggi subisce non pochi attacchi. Dopo aver firmato il contratto collettivo nazionale intendiamo approfondire le criticità e rilanciare le potenzialità dei profili professionali educativi che sono alla base del welfare e della cura nel nostro Paese. Il 3 e 4 luglio saremo a Fabriano – nelle Marche – per parlare di inclusione lavorativa e non solo mentre il 10 e 11 ottobre saremo a Salerno – in Campania – per mettere al centro il welfare. La chiusura degli Stati generali della cooperazione sociale è prevista a Roma il 10 dicembre con un evento finale nazionale. Inoltre, sono previsti anche diversi appuntamenti “off” all’interno di festival, rassegne e iniziative in cui sono protagoniste e promotrici le cooperative sociali aderenti. Verso il Manifesto Gli Stati Generali della cooperazione sociale sono una consultazione allargata che coinvolge gli organismi di Legacoopsociali e le cooperative associate per confrontarsi e lavorare su proposte concrete per valorizzare il ruolo e l’impatto della cooperazione sociale e della rappresentanza Legacoopsociali nell’ambito del settore del Welfare e dell’economia sociale. I temi ad oggetto degli Stati Generali danno seguito ai “Cantieri Aperti”, traiettorie di sviluppo e proposte di attività cooperativa validati nel documento di mandato della 6° assemblea congressuale. L’obiettivo non è quello di aprire nuovi cantieri, ma procedere in avanti, individuare proposte e azioni – politiche, comunicative, operative – per un piano di lavoro di rappresentanza e promozione della cooperazione sociale. L’obiettivo è fissato per l’evento finale di Roma: un Manifesto con le nostre proposte. Un evento di comunicazione Allargare la capacità di comunicazione e arrivare a tutti e a tutte: dalle nuove generazioni a cittadini e cittadine dei luoghi più marginali fino ad uscire da una gabbia mediatica che spesso rinchiude la cooperazione sociale in stereotipi o speculazioni. Intendiamo costruire narrazioni che possano aiutare tutti gli attori della comunicazione pubblica e dell’informazione, a partire dal linguaggio, mettendo a disposizione i dati e le lenti giuste per raccontare i fenomeni sociali in cui siamo immersi. Per restare aggiornati sulle tappe e su tutte le iniziative: Sito web: www.legacoopsociali.it Facebook: https://www.facebook.com/Legacoopsociali Instagram: https://www.instagram.com/legacoopsociali/ X: https://x.com/legcoopsociali YouTube: https://www.youtube.com/@legacooperativesociali103
Conferenza annuale Cefec a Magonza (Germania), aperti i termini d’iscrizione
Tutto pronto per la conferenza annuale di SFE CEFEC, che si terrà dal 1 al 2 luglio 2025 a Magonza, Germania, situato in posizione centrale vicino a Francoforte. Perché partecipare? La conferenza di quest’anno si concentrerà sulla creazione di opportunità di lavoro inclusive attraverso il job carving, il job crafting e la domanda su come l’intelligenza artificiale (AI) cambierà e supporterà i luoghi di lavoro dei gruppi target. Insieme, questi approcci consentono alle organizzazioni di adattare i ruoli e ottimizzare i punti di forza individuali. 1. Scopri come l’intaglio e la creazione di lavori possono personalizzare i ruoli e aprire opportunità per tutti. 2. Scopri il potenziale trasformativo dell’intelligenza artificiale nella progettazione del lavoro, nell’assunzione e nell’adattamento dinamico dei ruoli. 3. Prendi ispirazione da esempi del mondo reale che mostrano implementazioni pratiche e di successo. 4. Entra in contatto con imprenditori sociali, professionisti delle risorse umane e responsabili politici europei che si dedicano alla costruzione di un futuro più inclusivo. 5. Incontra i colleghi, condividi le tue opinioni e fai rete in modo professionale È un’occasione per scambiare idee, condividere soluzioni e portare a termine strategie attuabili per rimodellare il futuro del lavoro. Facciamo in modo che l’occupazione inclusiva diventi il nuovo standard. Puoi registrati su www.cefecannualconference.eu I posti sono limitati, quindi assicurati il tuo posto oggi stesso! Non vediamo l’ora di darvi il benvenuto a Magonza, dove l’innovazione incontra l’inclusività. Insieme, esploriamo come la progettazione del lavoro su misura e l’intelligenza artificiale possono aiutare tutti a contribuire e ad avere successo. Scarica QUI il programma completo
Finanza Agevolata: un incontro di approfondimento e il lancio dei podcast informativi
Si è svolto venerdì 14 marzo, presso la sede di Legacoop Fvg a Udine, l’incontro “Finanza Agevolata – Dall’idea al progetto: Strumenti e Risorse per Crescere”, un momento di approfondimento dedicato a conoscere le opportunità offerte da un ricorso consapevole a strumenti di finanza agevolata. L’evento ha visto la partecipazione di esperti del settore, Fabrizio Casasola ed i consulenti di Syndesis Soc. Coop., Gianluca Ceccato e Cristian Sedran, che hanno illustrato le principali agevolazioni disponibili e di prossima uscita, approfondendo il ruolo della finanza agevolata come strumento a supporto dello sviluppo delle imprese cooperative. A rendere ancora più concreto il confronto sono state le testimonianze di Giorgia Kakovic – Project Manager e Coordinatrice Green Academy di Agricola Monte San Pantaleone – e Giovanni Raggi – Presidente di Polisportiva S. Vito SC – due cooperative che, grazie ai contributi ottenuti, stanno portando avanti progetti di crescita strategica. Gli interventi hanno offerto una visione articolata e complementare della finanza agevolata, andando oltre la semplice spiegazione delle modalità di accesso ai bandi. È stata infatti fornita una prospettiva più ampia sul suo utilizzo strategico, evidenziando il ruolo di questi strumenti non solo come sostegno diretto alle cooperative beneficiarie, ma anche come leva di sviluppo per l’intero ecosistema produttivo, generando ricadute positive per fornitori e partner coinvolti nei progetti. A conclusione dell’incontro, un momento di networking ha favorito lo scambio tra i partecipanti, permettendo di approfondire le tematiche trattate e discutere esigenze specifiche con i consulenti. Nasce il primo podcast dedicato alla finanza agevolata In occasione dell’evento, Legacoop FVG ha annunciato anche il lancio dei podcast dedicati alla finanza agevolata, un nuovo strumento di informazione pensato per supportare le cooperative nell’orientarsi tra bandi, agevolazioni e opportunità di finanziamento. I podcast, disponibili periodicamente, offriranno approfondimenti ed aggiornamenti sulle misure e sulle tematiche più rilevanti per il mondo cooperativo. Per maggiori informazioni sul servizio di consulenza in finanza agevolata: segreteria@fvg.legacoop.it. Ascolta ora: Bandi Cultura FVG: Opportunità per il mondo cooperativo – Puntata Zero con Gianluca Ceccato Progetti di internazionalizzazione: da idea a contributo con Fabrizio Casasola
Finanziare la formazione aziendale, due gli avvisi di contributi erogati da Foncoop
Foncoop, il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nelle imprese cooperative e nelle realtà dell’economia sociale e civile, ha pubblicato due avvisi per finanziare la formazione aziendale. Il primo avviso Il primo è l‘Avviso 63 Smart “IM-PRESA DIRETTA”, stanzia 2 milioni di euro su base nazionale, ha l’obiettivo di finanziare piani formativi aziendali o pluriaziendali prontamente cantierabili con particolare riguardo alle piccole imprese e alle microimprese. La Linea 1 “Piani aziendali Catalogo voucher” finanzia piani che prevedono esclusivamente corsi sul Catalogo voucher di Foncoop mentre la Linea 2 “Piani aziendali e pluriaziendali” consente tutte le attività formative e Voucher (anche non presenti nel Catalogo Foncoop) e valorizza percorsi che promuovano le competenze trasversali sulla sostenibilità e sulle innovazioni tecnologiche e digitali. I piani sono sottoposti, dopo la verifica di ammissibilità, a valutazione di merito. Lo sportello per presentare i piani di entrambe le Linee sarà aperto dal 10 aprile fino al 20 maggio 2025. Cliccando qui il link diretto per maggiori informazioni Il secondo avviso Il secondo è l’Avviso 64 Neo-aderenti “PERCORSI. Formazione e Crescita per le Neo-Aderenti”, stanzia 1 milione e 200 mila euro per piani monoaziendali su base nazionale, promuove l’adesione di nuove imprese, in particolare cooperative e realtà dell’economia sociale e civile. Sono valorizzate le attività formative che includono: il coinvolgimento delle donne lavoratrici in percorsi finalizzati all’acquisizione di nuove competenze digitali e professionalizzanti e orientati alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e alle pari opportunità nei percorsi di carriera e le azioni di sostegno dell’occupazione giovanile con percorsi individuali o di gruppo finalizzati all’inserimento lavorativo di nuove professionalità. È sostenuta ogni forma di sperimentazione sull’apprendimento intergenerazionale. I piani formativi potranno essere presentati dal 25 marzo fino al 9 maggio 2025. Cliccando qui il link diretto per maggiori informazioni Di seguito le due schede sintetiche scaricabili per entrambi gli avvisi Circolare formazione Avviso 63 Foncoop Circolare formazione Avviso 64 Foncoop
Donne delle terre altre, il contest per mettere in luce sfide e aspirazioni al femminile
Un concorso per celebrare esperienze di donne di tutto il mondo attraverso racconti, poesie, opere grafiche e graphic novel. Un’opportunità che la Commissione Pari Opportunità della Lega delle cooperative del Fvg, in collaborazione con l’associazione Culturaglobale, ideatrice e organizzatrice del Festival itinerante internazionale della Conoscenza “Dialoghi”, ha fortemente voluto per mettere in luce le sfide e le aspirazioni delle donne, esplorando quei “luoghi altri” che immaginano e realizzano futuri possibili. “Donne delle Terre Altre – STORIEALTREALFEMMINILƎ PLURALE” è un contest pensato per raccontare e celebrare storie quotidiane di donne provenienti da diversi contesti geografici, culturali e sociali attraverso racconti, poesie, illustrazioni, opere grafiche e graphic novel. “L’idea del Contest – spiega la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – nasce lo anno scorso nell’ambito del Festival ‘Dialoghi’ durante una tavola rotonda. Dalle terre alte abbiamo iniziato a immaginare luoghi Altri, che in seguito hanno dato il titolo al contest “Donne delle terre Altre”; Abbiamo immaginato luoghi – prosegue – in cui le donne hanno trovato spazi in cui esprimere le proprie peculiarità, un sogno, un’idea, un progetto imprenditoriale, ma anche culturale. Da lì abbiamo avviato questo progetto in collaborazione con associazione Dialoghi, che in breve tempo si è allargato e arricchito, una rete di adesioni istituzionali ma anche di realtà del territorio che hanno deciso di promuovere questo contest insieme a noi per valorizzare esperienze al femminile, non necessariamente raccontate da donne, ma in cui la narrazione riguardi le loro storie. Un’opportunità per dare voce a storie al femminile capaci di ridefinire il perimetro del possibile per le donne e per le loro comunità”. Il regolamento Al Contest si possono candidare testi narrativi (racconto breve), poesie, illustrazioni e opere che mettano in luce la vita, le sfide, le aspirazioni o le realizzazioni di donne. Immagini, progetti e iniziative concrete che determinano spazi altri che ridefiniscono “il perimetro del possibile per le donne e per le comunità”. Azioni e progetti che sanno interpretare guardando oltre il contesto attuale, che si consentono di immaginare, progettare e realizzare altri futuri possibili. Il concorso è aperto a tutte le persone maggiorenni, senza limiti di nazionalità, genere o background. Il materiale può essere presentato singolarmente o in gruppo. L’opera dovrà essere accompagnata da una breve presentazione dell’autrice o dell’autore e ciascun partecipante o gruppo. Le autrici e gli autori possono partecipare con un solo lavoro originale e inedito. I testi devono essere scritti in lingua italiana. La partecipazione è libera e gratuita e il termine ultimo per l’invio dei materiali scade alle ore 24.00 del 30 aprile 2025. I premi e la giuria Per quanto riguarda le categorie “breve racconto” e “poesia” e quella “illustrazione per copertina” e “tavole interne” all’opera prima classificata delle diverse sezioni va a ciascuna un premio di 400 euro, alla seconda 300 euro e alla terza 200. In caso di ex aequo i premi verranno equamente divisi. A giudizio insindacabile della giuria verrà pubblicata un’antologia contenente i migliori racconti con la copertina scelta tra il lavoro primo classificato nella categoria “illustrazione”. Per l’ultima categoria, quella relativa alla “Graphic novel”, infine, per l’opera prima classificata è prevista la pubblicazione gratuita dell’opera che verrà stampata in 100 copie (di cui 50 andranno all’autore o all’autrice). La giuria sarà composta da esperte ed esperti del settore, letterario, grafico, individuati per questo concorso da parte di Legacoop Fvg in collaborazione a “Dialoghi” e alla cooperativa Cramars. I giurati e le giurate si esprimeranno in relazione al tema proposto per qualità, creatività, originalità, innovatività e efficacia comunicativa. Il regolamento completo, la scheda di partecipazione e tutte le informazioni sono reperibili sul sito di Legacoop Fvg www.legacoopfvg.it
Welfare collaborativo: Fvg modello virtuoso nella progettazione con le comunità
Nel 2017 l’approvazione del Codice del Terzo Settore che, tra l’altro, ha introdotto nuovi strumenti collaborativi che mirano, in alternativa al sistema degli appalti, a rinsaldare il contributo dei diversi attori locali per il perseguimento di finalità di interesse comune per i cittadini. Sette anni dopo dall’avvio di questo percorso alternativo, che ha previsto l’introduzione della pratica dell’amministrazione condivisa tra Pubblico e privato sociale, il Friuli Venezia Giulia si fa ora protagonista con la pubblicazione da parte di LegacoopSociali Fvg delle Linee guida per un welfare collaborativo, fino ad oggi assenti, per mappare quelle che sono le co-progettazioni e le co-programmazioni sul territorio rispetto a tutta una serie di fondamentali servizi alla persona come attività sociali, socio-sanitarie, housing sociale, fino a turismo e cultura, solo per citare qualche esempio. La presentazione mercoledì 23 ottobre, al Mib Trieste School Management, alla presenza di oltre duecento tra rappresentanti del Terzo Settore, associazioni, studiosi, amministratori e rappresentanti della sanità regionale. «Un evento importante con una grande partecipazione ad attestare l’attenzione e l’interesse per l’amministrazione condivisa – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –. Una sfida che a livello regionale sia il Terzo settore che la Pubblica amministrazione hanno saputo cogliere superando le incertezze e i timori che la complessità di questo strumento inevitabilmente pone. Un cambio di passo non solo tecnico- amministrativo – ha proseguito –, ma anche culturale. Molte le sollecitazioni, criticità ma anche proposte, dall’esigenza di riportare al centro la co-programmazione, all’importanza di rilevare, uniformare e analizzare i dati, ma anche la richiesta di promuovere un tavolo di confronto delle esperienze in corso per trovare soluzioni condivise e far evolvere e dispiegare il potenziale dell’amministrazione condivisa». L’amministrazione condivisa in Fvg «Con la riforma del Codice del Terzo Settore – spiega Paolo Felice, presidente di LegacoopSociali Fvg – l’Ente pubblico può decidere, a sua discrezione e in alternativa al Codice dei contratti pubblici, di dialogare preferibilmente all’interno di un concetto di amministrazione condivisa. In questo modo, Pubblica Amministrazione ed enti del Terzo Settore, quindi anche cooperazione sociale, siedono allo stesso tavolo, analizzano i bisogni delle comunità dei territori e quindi co-progettano e co-gestiscono insieme quelle che sono le attività per risolvere i bisogni che sono stati mappati. Un approccio quindi non competitivo, ma collaborativo rispetto a determinati bisogni, che per loro natura associazioni e cooperative sociali conoscono meglio proprio perché presenti sul territorio». Una sessantina le progettualità nate in questo modo dal 2017 ad oggi. Progettualità che LegacoopSociali ha ora mappato, grazie a uno studio realizzato assieme all’Università di Trento, per promuovere in tutta la regione Friuli Venezia Giulia, dove esiste una lunga tradizione di politiche di sviluppo e coesione sociale, delle linee guida specifiche sull’amministrazione condivisa e per mettere a valore gli aspetti virtuosi e collaborativi tra PA e Terzo Settore, ma anche per risolvere eventuali aspetti critici riscontrati. Il convegno Tanti gli interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata, aperta dai saluti del Vescovo di Trieste, Mons. Enrico Trevisi, e dall’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste, Massimo Tognolli. A prendere la parola sono stati Andrea Crismani, professore ordinario in Diritto amministrativo all’ateneo di Trieste e direttore del Master “Dmts – Diritto e Management del Terzo settore” e Alceste Santuari, professore associato al Dipartimento di Sociologia e diritto dell’economia dell’Università di Bologna, che si sono soffermati sugli aspetti normativi dell’amministrazione condivisa, Paolo Felice, presidente LegacoopSociali Fvg e Luca Fazzi, professore ordinario al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, che hanno presentato al pubblico il percorso di LegacoopSociali per la redazione delle linee guida e Raoul Bubbi, direttore del Servizio affari giuridici e legislativi della direzione e politiche Terzo Settore della Regione Fvg, che ha parlato della specificità regionale delle linee guida stesse. In seguito spazio a una tavola rotonda, moderata dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, dal titolo “Inizio del cammino in Friuli Venezia Giulia. Profili di visuale”, alla quale hanno preso parte Alessandro Lombardi, capo dipartimento per le politiche sociali, del Terzo Settore e migratorie, Raoul Bubbi, direttore Servizio affari giuridici e legislativi della direzione e politiche per il Terzo Settore, Giovanna Pacco per l’associazione De Banfield, Paolo Felice per LegacoopSociali Fvg. Pomeriggio dedicato infine alle buone prassi in Friuli Venezia Giulia. A portare la propria testimonianza sono stati diversi esponenti delle Pubbliche amministrazioni (regionali e locali) e del Terzo Settore, che hanno presentato esperienze virtuose di “amministrazione condivisa” nelle aree delle politiche di protezione e inclusione sociale a favore di persone in situazione di fragilità.