Quando la musica diventa strumento di inclusione, nascono collaborazioni preziose. È il caso di quella tra Folkest e Cooperativa sociale Itaca, che torna a far vibrare il Friuli con le note dei Capitano tutte a noi e le atmosfere folk-rock di Cinque uomini sulla cassa del morto. L’8 giugno alla Cantina Tavagnacco, Fattoria didattico sociale in via Noian 10 a Gagliano di Cividale doppio appuntamento per le Anteprime Folkest: alle 18 Cinque uomini sulla cassa del morto, gruppo musicale friulano formatosi nel 2013, qui in un’inedita formazione a tre; alle 19 Capitano tutte a noi, progetto musicale della Cooperativa Itaca nato nel 2013 che unisce beneficiari, operatori e amici della musica nel segno della condivisione e di un’alleanza di valori. Musica e diritti “Quello tra Folkest e Itaca è un cammino comune iniziato nel lontano 2001, grazie al quale insieme abbiamo crato molteplici momenti di riflessione e sensibilizzazione sui temi della salute mentale – afferma il presidente Paolo Castagna -, che negli ultimi anni hanno coinvolto il nostro progetto-laboratorio Capitano tutte a noi, in cui gli elementi principali sono la forza dell’essere gruppo e la condivisione di una passione comune, la musica”. Una collaborazione consolidata, iniziata all’interno di un progetto per coniugare musica e diritti con una riflessione aperta sui temi del sociale, all’insegna di un impegno condiviso in un’ottica di sensibilizzazione rivolta all’accoglienza delle persone, al rispetto di tutte le individualità, alla salvaguardia del diritto di cittadinanza, sinonimo anche di potenziamento dell’autonomia e valorizzazione di tutte le abilità. “Un impegno che abbiamo costruito negli anni insieme a Folkest – prosegue Castagna -, per condividere un cammino e un progetto che promuove il lavoro di rete, incontri e relazioni, e che sostiene diritti e valori come la vicinanza, l’aiuto reciproco al di là di ogni confine etnico, stigmatico, religioso, fisico, sociale, di genere, culturale o di qualsiasi altro tipo. Riteniamo che solo partendo da questi principi e custodendo questi valori, sia possibile migliorare la qualità di vita delle persone”. Capitano tutte e noi Nel corso del 2022, l’etichetta FolkestDischi ha pubblicato il CD omonimo Capitano tutte a noi, prodotto da Cooperativa Itaca e Associazione Culturale Folkgiornale, che verrà riproposto nel corso degli eventi di Cividale e Udine insieme a nuovi brani. Nel loro cd i CTAN firmano cinque tracce proprie, dando voce a gioie, paure e sentimenti di ogni giorno. “Le canzoni che componiamo sono un po’ la nostra biografia, per raccontarci e farci sentire, in fondo la musica è un bene comune di tutti e non ha pregiudizi nei confronti di nessuno”. E ancora, “cantare e suonare assieme fa stare bene: la musica ci ha dimostrato di essere uno stimolo formidabile per superare le barriere, non solo del pregiudizio ma anche del pensare comune”. “Ci piace l’idea di superare i tabù integrando nel gruppo anche persone con storie e approcci alla musica differenti, in modo da arricchire il sound e la vita stessa della band”. I Capitano tutte a noi sono: Valentina Ius (voce), cresciuta tra wave, dark e Duran Duran, è la front woman intensa e graffiante; Felice Bellucci (voce), un timbro cavernoso che richiama inevitabilmente i tormenti di Nick Cave o Johnny Cash, è il contraltare di Valentina; Beniamino De Piccoli (chitarra), chitarrista versatile e fantasioso, tra morbido finger picking e funambolici virtuosismi; Antonio Giurintano (batteria), il più giovane del gruppo, colonna ritmica della band; Andrea Vidal (voce), cantante dalla voce graffiante nel solco della tradizione folk-rock americana; Paolo Paron (tastiere, fisarmonica, armonica), partito dal blues, ama mescolare modernità e sonorità vintage e Gianmarco Toneguzzo (voce, basso), la voce profonda del post-punk inglese giunta fino a noi. Cinque uomini sulla cassa da morto Gruppo musicale friulano, nato nel 2013 a Cividale del Friuli. La band, formata da cinque componenti, si caratterizza per la sua musica folk-rock con testi in italiano e una forte impronta live. Il nome del gruppo è un riferimento al mondo piratesco, ispirato alla leggenda di “Quindici uomini sulla cassa del morto”, la canzone dei pirati de “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. La band, a Cividale sarà in versione trio, mescola sonorità folk-rock, influenze irlandesi, musica popolare internazionale, ska e reggae. Oltre a richiamare il mondo immaginario dei pirati, in particolare la leggenda di “Dead Man’s Chest”, esprimono la volontà di fare musica insieme tra amici, creando una “famiglia” e divertendosi, obiettivi perfettamente in linea con quelli dei Capitano tutte a Noi. Un palco per l’inclusione sociale La Cantina Tavagnacco di Gagliano di Cividale è una fattoria didattico-sociale, un luogo dove la terra si coltiva, gli animali si allevano e i prodotti della campagna arrivano direttamente sulla tavola. Ma è anche molto di più: è un posto dove si impara facendo, proprio come si è sempre imparata la musica popolare. Folkest ha trovato qui un partner speciale, con cui condividere lo stesso obiettivo: dare una mano a chi è più fragile, offrendo un’opportunità di imparare un mestiere e di ritrovare il proprio posto nella società. Persone che hanno avuto una vita difficile, come ex detenuti, disoccupati, giovani in difficoltà, o ancora persone con dipendenze o con disabilità, qui possono sentirsi accolte e valorizzate. In fondo, la musica e la terra hanno questo in comune: sanno parlare a tutti.
Legacoop Fvg: “Accelerare il percorso culturale delle cooperative verso la sostenibilità”
Oltre 30 anni di storia, impegnata in 4 regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Lombardia), 1900 lavoratori, oltre 29.000 beneficiari dei servizi, 737,6 ton CO2 di emissioni, oltre 21.000 kWh di energia prodotta da impianti fotovoltaici, 100% di rifiuti recuperati, 172 corsi di formazione professionalizzanti, 83% dell’organico composto da donne, sistema SSL conforme a ISO 45001, 24 temi materiali di cui 9 Env, 11 Soc e 4 Gov). Sono soltanto alcuni dei numeri del primo Bilancio di sostenibilità (2022) della Cooperativa sociale Itaca evidenziati dal presidente Paolo Castagna (martedì 26 marzo) a Palazzo Montereale Mantica di Pordenone, sede della CCIAA di Pordenone-Udine, all’interno dell’evento “Rendicontare per il futuro. Il bilancio di sostenibilità: esperienze cooperative e nuove sfide per accompagnare il cambiamento”. Promosso da CCIAA Pordenone-Udine, Legacoop Friuli Venezia Giulia e Itaca, l’appuntamento aveva l’obiettivo di presentare lo strumento del bilancio di sostenibilità nella sua accezione di strumento per accompagnare, trasformare e far evolvere le imprese, anche del terzo settore, verso una concreta cultura della sostenibilità. Cooperazione è eccellenza del territorio “Ho sempre avuto una grande considerazione del movimento cooperativo – ha esordito nel suo intervento di saluto Michelangelo Agrusti, vicepresidente della CCIAA di Pordenone-Udine -. Sebbene spesso le cooperative siano state accusate di agire fuori dalle regole di mercato, la cooperazione è impresa, è qualcosa di speciale e diverso. L’esperienza cooperativa nasce nelle nostre comunità da persone povere che decidevano di mettersi assieme, ne sono nate esperienze straordinarie anche nella nostra regione, realtà capaci di stare sul mercato in tutti i settori e che hanno creato reddito per migliaia di famiglie. Le cooperative sociali stesse si sono dimostrate delle eccellenze del territorio, straordinariamente efficaci ed efficienti e con un forte legame etico”. Lavoro è crescita dell’essere umano Dopo aver portato il saluto del sindaco Alessandro Ciriani, la consigliera Paola De Giorgi del Comune di Pordenone ha evidenziato che “la sostenibilità è un tema di grande attualità sconosciuto ai più”, ma non per questo meno importante. “Il bilancio di sostenibilità chiede di guardare alle attività delle imprese non solo in termini finanziari” ma di andare oltre, verso un “ritorno ad un umanesimo integrale, dove l’uomo è chiamato a prendersi cura di tutto il creato dal punto di vista del lavoro, che va inteso non solo come crescita delle imprese, ma dell’essere umano in senso più ampio”. Legacoop FVG: accelerare il percorso culturale delle nostre cooperative verso la sostenibilità “Che cosa possiamo fare di più come movimento cooperativo, al di là degli adempimenti importanti come il bilancio di sostenibilità, per promuovere e stimolare una cultura della sostenibilità affinché diventi sempre più diffusa?”. È partito da qui l’intervento di Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg, che ha sottolineato come “la sostenibilità debba permeare tutte le organizzazioni, diffondendosi e coinvolgendo i territori. L’economia sociale rappresenta un modello di sviluppo economico non estrattivo, che è per sua natura inclusivo e democratico, e del quale il movimento cooperativo è parte. Dobbiamo guardare non solo agli aspetti ambientali, ma anche all’equità redistributiva, così come alla qualità del lavoro. Come Legacoop Fvg intendiamo sostenere ed accompagnare questi processi a partire dalle nostre cooperative e ponendo attenzione a tutta la filiera. Il movimento cooperativo ha una grande responsabilità che ci impegna ad essere consapevoli coerenti e credibili”. Green Deal europeo: il quadro normativo di riferimento Il prof. Alain Devalle, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, è intervenuto su “Il bilancio di sostenibilità. Importanza dell’informativa e nuovo quadro normativo di riferimento”, evidenziando come i temi innovativi rappresentati dal bilancio di sostenibilità si trovino in un quadro normativo in divenire. “L’impresa esiste per soddisfare dei bisogni e deve raggiungere determinate performance in termini finanziari, le imprese cooperative hanno dalla loro la sensibilità relativa al come realizzare le performance, non solo gli aspetti finanziari”. Ma “l’impresa non produce solo numeri, nella sostenibilità rientrano specifici aspetti quali il rispetto dell’ambiente (Env), gli aspetti sociali (Soc) e la governance (Gov). Il quadro di riferimento europeo è quello del Green Deal, un pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l’UE sulla strada di una transizione verde, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In quest’ottica “le imprese dovranno rendicontare informazioni sulla sostenibilità in termini di informazioni di bilancio da inserire nella rendicontazione sulla gestione”. Rispetto all’obbligatorietà della rendicontazione societaria di sostenibilità, Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD, è vero che si richiede alle imprese la raccolta di informazioni anche sugli aspetti sociali e di governance, ma la componente ambientale è fondamentale in qualunque ambito di attività”. In buona sostanza sostenibilità non deve essere un obbligo “ma un paradigma dell’impresa che voglia restare sul mercato in un’ottica di crescita”. Il trait d’union tra bilancio di sostenibilità, bilancio d’esercizio e bilancio sociale Il prof. Maurizio Cisi, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, nel suo intervento “Il bilancio di sostenibilità delle cooperative sociali” ha ricordato come il percorso di sostenibilità di Itaca – che ha raggiunto un primo obiettivo con il primo esercizio volontario di rendicontazione del bilancio di sostenibilità – in realtà sia iniziato anni addietro già con il bilancio sociale, “ottimo strumento che le cooperative sociali, e gli enti del terzo settore più in generale, utilizzano come mezzo di sensibilizzazione e presa di coscienza”. Se il bilancio sociale rendiconta quel che un’impresa fa, il bilancio di sostenibilità sposta l’accento sui rischi di un’impresa nel fare quel che fa, ad esempio “come l’impresa incide sui cambiamenti climatici, come pensa di adottare la propria strategia per allinearsi alla transizione verso un’economia sostenibile”. I servizi di Itaca, per fare un altro esempio, “si basano sullo spostamento delle persone in auto, siamo consci di quanto emettiamo ogni giorno?”. Cambiamento climatico, inquinamento, economia circolare, forza lavoro propria sono altri elementi di cui dovrebbe tenere conto una governance attenta alla sostenibilità, verso un percorso che in futuro porti ad un bilancio integrato cooperativo di sostenibilità. Itaca: una traiettoria di transizione verso una maggiore sostenibilità “Per noi principi e valori sono bussole ideali
Itaca presenta il Bilancio di sostenibilità, a Pordenone l’evento per “rendicontare il futuro”
Il bilancio di sostenibilità non è un mero adempimento, ma un’opportunità per accompagnare, trasformare e far evolvere le imprese, facendo crescere la cultura della sostenibilità. Sarà questo il focus dell’evento previsto a Pordenone martedì 26 marzo alle 10.30 nella sede della Cciaa di Pordenone-Udine a Palazzo Montereale Mantica, in corso Vittorio Emanuele II 56, dal titolo “Rendicontare per il futuro. Il bilancio di sostenibilità: esperienze cooperative e nuove sfide per accompagnare il cambiamento”, nel corso del quale sarà presentato il bilancio di sostenibilità della Cooperativa sociale Itaca. La Direttiva Uu 2022/2464 pubblicata il 16 dicembre 2022, che ha rivisto e modificato la precedente Direttiva Ue 2013/34, relativa all’obbligo di “comunicazioni di informazioni di carattere non finanziario” da parte di aziende di grandi dimensioni, ha stabilito l’obbligatorietà della rendicontazione societaria di sostenibilità, Corporate Sustainability Reporting Directive – Csrd. La parola chiave della sostenibilità Benessere delle persone e delle comunità, attenzione costante alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica, come anche all’utilizzo efficiente e consapevole delle risorse, risparmio energetico e cultura ambientale nei luoghi di lavoro. Sono le parole chiave che traducono l’impegno nei confronti delle persone e dei territori che il sistema cooperativo regionale che Legacoop Fvg rappresenta, ne è un buon esempio il primo Bilancio di Sostenibilità della Cooperativa sociale Itaca. In questo solco si inserisce l’evento pordenonese del 26 marzo, promosso da Cciaa Pordenone-Udine, Legacoop Friuli Venezia Giulia e Itaca. “La sostenibilità – sottolinea la presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig – è una delle traiettorie che da anni impegna Legacoop FVG: fornire un supporto orientato a creare una cultura che accompagni il cambiamento è oggi quanto mai urgente e non più rinviabile. Dobbiamo impegnarci agendo in modo corresponsabile per affrontare questa transizione, adottare comportamenti e azioni coerenti ed efficaci come un Bilancio di Sostenibilità che non deve essere un mero adempimento ma un volano di sviluppo e di miglioramento continuo”. “Per noi principi e valori sono bussole ideali – sottolinea il presidente di Itaca, Paolo Castagna -, che orientano il nostro essere e il nostro fare da sempre. Crediamo nell’importanza di beni comuni dal valore inestimabile come la qualità delle relazioni, la cura dell’ambiente, l’attenzione al benessere collettivo e alla diffusione della cultura della sostenibilità”. L’esperienza di Itaca Il report di sostenibilità misura, infatti, in modo puntuale e tecnicamente rigoroso gli impatti dell’operato della cooperativa Itaca nello svolgimento delle proprie attività sull’ambiente e sul territorio, sulle persone e sul modello di governance, utilizzando gli standard internazionali previsti dalla normativa europea, come definiti dal Global Reporting Initiative. Tappa fondamentale la conclusione a fine 2023 del percorso relativo all’Obiettivo 5 “Parità di Genere”, uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che 193 Paesi membri delle Nazione Unite si sono impegnati a realizzare entro il 2030. Obiettivo raggiunto da Itaca lo scorso 14 dicembre con il rilascio della certificazione di genere UNI PdR 125:2022 da parte dell’ente Uniter. Il programma della giornata Il programma del 26 marzo a Palazzo Montereale Mantica di Pordenone prevede alle 10 la registrazione dei partecipanti; alle 10.30 i saluti istituzionali di Michelangelo Agrusti vicepresidente Cciaa Pordenone-Udine e della consigliera Paola De Giorgi delegata dal sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani, a seguire l’introduzione di Michela Vogrig presidente Legacoop Fvg. Dalle 11 gli interventi: Alain Devalle, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, “Il bilancio di sostenibilità. Importanza dell’informativa e nuovo quadro normativo di riferimento”; Maurizio Cisi, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, “Il bilancio di sostenibilità delle cooperative sociali e il trait d’union con il bilancio d’esercizio e il bilancio sociale”; Paolo Castagna, presidente Cooperativa Itaca, Il Bilancio di sostenibilità della Cooperativa sociale Itaca”; Anna Fasano, presidente di Banca Etica, Il Bilancio come lettura integrata della sostenibilità”; Sabrina Marcuzzo, direttore commerciale del Terzo settore di Intesa Sanpaolo, Sostenibilità e valorizzazione d’impatto”; Renato Cinelli, dottore commercialista Studio Ciganotto Cinelli Salvato Pisani, “Sintesi e prospettive”. Alle 12.30 dibattito e conclusioni.
Le storie di vita e i ricordi degli anziani diventano soggetto di un “corto”
Le storie di vita e i ricordi degli anziani che frequentano il Centro diurno di Polcenigo prendono voce in un cortometraggio, che sarà presentato in anteprima giovedì 23 marzo alle 10 al Teatro comunale di Polcenigo (ingresso libero). L’appuntamento rientra all’interno del programma che promuove l’invecchiamento attivo co-progettato da Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo e Cooperative sociali Itaca, Fai e Acli. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Polcenigo. L’appuntamento è ormai alle porte, le signore che frequentano il Centro diurno pedemontano lo stanno attendendo da settimane, nella mattinata del 23 marzo sarà, infatti, presentato “Il Caffè dei Ricordi”. Il corto di 50 minuti racconta l’esperienza di laboratorio teatrale di 14 donne dai 67 ai 96 anni che, complice la dimensione delle “chiacchere fra amiche”, si lasciano andare ad una recitazione naturale, ai ricordi e agli aneddoti dei tempi passati. L‘interpretazione delle protagoniste è semplice, corredata da espressioni in lingua friulana, arricchita da scelte musicali volute dalle stesse attrici “per un giorno”. Soggetto e sceneggiatura sono del Centro diurno, mentre riprese, montaggio e regia di Maurizio Perrotta, che ha avuto il compito di confezionare un prodotto piacevole, dall’aria un po’ retrò, ma con la forza e la freschezza della semplicità di vite vissute appieno. È provato che la recitazione, come forma di arte, permetta di liberarsi dai lacciuoli della quotidianità, aiuti a prendere contatto più consapevole con le proprie emozioni, a mettersi in relazione con l’altro, nonché a facilitare l’allenamento della memoria. C’è anche chi sostiene che l’espressione teatrale faccia bene al cuore, senza specificare se dal punto di vista organico o per quello che attiene al sentimento di felicità che essa procura. Nel nostro caso, visti il risultato e la passione con la quale le signore del Centro diurno di Polcenigo si sono avvicinate al progetto, è verosimile sostenere che i benefici siano emersi su entrambi i lati. Tanto da permettere loro di divertirsi in compagnia e tornare indietro nel tempo ad episodi significativi delle loro vite personali, ma anche alla cultura e tradizioni in cui sono state immerse – e di cui sono portatrici -, per tutta una vita. Questo e molto altro è la teatroterapia, salire su un palco, recitare davanti a una telecamera, può essere un’esperienza terapeutica, soprattutto per gli over 60. Paure e inibizioni cadono, per lasciar spazio a condivisione e integrazione. E a giovarne non sono solo la memoria e la capacità di esprimersi.
Un gioco aiuta i giovani uomini a sradicare gli stereotipi di genere
Uno strumento innovativo di apprendimento basato sul gioco per coinvolgere direttamente i giovani uomini, stimolandoli a decodificare, riconoscere e contrastare gli stereotipi di genere, riflettendo sui propri comportamenti. Il board game Free to Choose è entrato grazie al progetto europeo “Change. Pathways to prevent and combat gender-based violence” in 3 Istituti superiori di Pordenone, Isis Flora, Isis Mattiussi-Pertini e Isis Zanussi che stanno partecipando con una dozzina di classi quarte, coinvolti circa 280 studenti e studentesse di 16-17 anni. L’obiettivo è aiutare, principalmente ma non esclusivamente, la componente maschile a riflettere e eradicare gli stereotipi di genere che, spesso, possono essere anticamera di comportamenti violenti nei confronti in particolare delle donne e dei minori. Co-finanziato dalla Commissione Europea e guidato dalla Cooperativa sociale Itaca come ente capofila, Change è un progetto biennale – attivo a Pordenone e Gorizia in Friuli Venezia Giulia, in Veneto a Treviso e nella Sinistra Piave con base a Conegliano – che punta ad affrontare il complesso fenomeno della violenza di genere a 360 gradi, coinvolgendo non solo le donne ma anche e soprattutto gli uomini. Nell’ottica di un cambiamento reale, Change ha scelto di occuparsi sia degli uomini che agiscono violenza, sono 4 gli Sportelli loro dedicati attivati dal progetto a Pordenone, Gorizia, Treviso e Conegliano, sia dei futuri e giovani uomini di domani, grazie a diverse attività di formazione e sensibilizzazione nelle scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado. Ragazzi e ragazze a Pordenone giocano a Free to choose Sono circa 280 tra ragazzi e ragazze gli studenti delle tre scuole superiori di Pordenone coinvolte. Si è recentemente conclusa la sperimentazione di Free to Choose all’Istituto d’istruzione superiore Federico Flora che ha visto coinvolte le classi 4AK, 4ASC, 4ASS e 4AAV. Al momento le sessioni di gioco sono in atto all’Istituto di istruzione superiore Mattiussi – Pertini con le classi 4A SIA, 4A AFM, 4B AFM, mentre sono in fase di calendarizzazioni gli appuntamenti con cinque classi 4^ dell’Isis Lino Zanussi. Il board game Free to Choose è un gioco da tavolo innovativo che Itaca ha sperimentato negli anni scorsi all’interno dell’omonimo progetto europeo, finanziato all’interno del Programma REC – Rights, Equality and Citizenship, portandolo in centri di aggregazione giovanile, scuole superiori, centri di formazione professionale, biblioteche, ludoteche e associazioni ludiche in particolare di Friuli Venezia Giulia e Veneto, tanto che il progetto era stato scelto nel 2019 dalla Commissione Europea quale best practice nella lotta agli stereotipi di genere. Nei mesi scorsi Alan Mattiassi, psicologo del gioco del Game Science Research Center di Lucca e presidente della Commissione per la Ricerca in Psicologia del Gioco, aveva tenuto un corso di formazione alle educatrici e agli educatori di Itaca, che ora sono i game master e le game mistress di Free to Choose, e stanno portando il gioco in alcuni Istituti superiori di Pordenone per favorire il cambiamento culturale attraverso un’educazione strutturata e attività di sensibilizzazione.
La donna di Estavida, a Zoppola una storia di riscatto e rinascita
Una storia di rinascita, il viaggio di una donna attraverso la violenza e il dolore si trasforma in riscatto attraverso un percorso intimo alla riscoperta delle aree più profonde del sé. Mercoledì 21 febbraio alle 21 al Planet Fun di via Risiera 3 a Zoppola (ingresso gratuito) andrà in scena “La donna di Estavida” di Luana Miol, rappresentazione teatrale con Carlotta Bortolin e Ester Laviola, voce fuori campo di Alessandro Gennaro, musiche di Alberto Chicayban, regia di Luana Miol e Alessandro Gennaro. A seguire tavola rotonda sulla violenza di genere. Promotore della serata il Gruppo teatro Parole Note in collaborazione con Mondo caraibico ed artistico aps, Planet Fun, Cooperativa sociale Itaca, Federazione italiana teatro amatori. Lo spettacolo “La donna di Estavida” è un viaggio fatto di immagini, illusioni e metafore, in cui la violenza di genere – psicologica, economica e domestica – è rappresentata attraverso la compartecipazione di diversi linguaggi artistici che si mettono in correlazione, si compenetrano e si integrano coinvolgendo tutte le sfere della percezione. Recitazione, fotografia, danza e musica sono legati da un unico fil rouge, la violenza di genere, in un viaggio interiore attraverso il dolore dell’anima e del corpo che coinvolge l’intera scenografia grazie alla proiezione di immagini e all’accompagnamento di musiche inedite composte dal maestro Alberto Chicayban. Giochi di luci, chiaro-scuri, lo sguardo a tratti drammatico negli scatti dei fotografi Gabriele De Nardo e Ruggero Ruggeri, a tratti delicato e femminile nelle foto di Leonardo Fabris, l’intensità del corpo danzante e della musica di sottofondo si contrappongono ai rumori sordi e forti della violenza, lasciando aperta allo spettatore la strada verso la riflessione e la speranza nelle immagini di Fabio Fedrigo. I quattro fotografi con le loro opere sovvertono i canoni della mostra fotografica, fondendosi con la scenografia apparentemente scarna ma piena di pathos. La protagonista matura un percorso di riscatto, che parte da un lavoro intimo della propria immagine di donna, un viaggio onirico, fino a toccare le aree più profonde di sé. Dalla disperazione alla rivolta, ad un pallido nuovo inizio che prende colore assieme all’evoluzione dell’idea femminile interiore che diventa opera d’arte. La tavola rotonda A seguire la tavola rotonda dedicata alla violenza di genere con l’obiettivo evidenziare come il tessere legami solidali sia l’unico modo per contrastare la violenza. La legge e gli aspetti giuridici saranno trattati dall’avvocato Alessio Pagnucco, per delineare i confini del fare e i modi per chiedere aiuto. La Cooperativa Itaca sarà presente con Laura D’Ospina, referente interna per le pari opportunità, per sottolineare l’importanza nei luoghi di lavoro di offrire spazi di ascolto e formazione per attuare le pari opportunità, promuovendo un vocabolario sociale di rispetto fatto non solo di parole ma anche di azioni. Spazio poi al progetto europeo “CHANGE. Pathways to prevent and combat gender-based violence”, co-finanziato dalla Commissione Europea e guidato dalla stessa Itaca che, unitamente al partner L’Istrice aps, presenterà con Valeria Capalbo e Ilaria Roveda lo Sportello per Uomini Autori di Violenza di Pordenone, nonché i percorsi di prevenzione e contrasto alla violenza di genere attivati nelle scuole. Il punto di vista delle nuove generazioni vedrà l’esibizione della giovane ballerina di danza contemporanea Ester Laviola e l’inedito rap dal titolo “Sempre vita” di Marotz. Il maestro Alberto Chicayban presenterà brevi quadri musicali di donne compositrici che, con il loro coraggio artistico, hanno contrastato la supremazia maschile.
Economia e dello Sviluppo: premi speciali per Idealservice e Itaca
Premi speciali per due cooperative associate a Legacoop Fvg. Al Teatro Verdi di Pordenone, infatti, è andata in scena l’edizione 2023 della Premiazione dell’Economia e dello Sviluppo, cerimonia clou della Camera di Commercio Pordenone-Udine con cui ogni anno conferisce riconoscimenti a lavoratori, imprenditori e personalità che con l’impegno quotidiano fanno grande il Friuli, dentro e fuori dai confini regionali. L’orgoglio e la soddisfazione del mondo Legacoop vanno alle due realtà, che con distinte motivazioni, sono state premiate alla presenza della presidente Legacoop Fvg Michela Vogrig, rappresentante del mondo cooperativo nella giunta camerale di Pordenone-Udine: Idelservice Soc. Coop. E Itaca Soc. Coop. ”La nostra storia testimonia che i valori che ci hanno guidato in tutti questi anni, l’innovazione e la sostenibilità, sono da sempre un binomio imprescindibile insito nel nostro Dna, che ci porta a progettare servizi capaci di generare valore condiviso e duraturo nel tempo – ha commentato il Presidente di Idealservice, Marco Riboli-. Il riconoscimento speciale per la competenza e innovazione, quali ingredienti dell’attività cooperativa che da settant’anni punta alla crescita e allo sviluppo del territorio “conferma la nostra crescita e ci pone come un esempio d’impresa in un anno importante e speciale“. “Infatti – ha proseguito Riboli – questo 2023 la nostra cooperativa festeggia i 70 anni di attività, un traguardo che ci proietta nel futuro con rinnovata fiducia. Viene oggi premiato il lavoro svolto nei decenni in cui Idealservice non ha mai smesso di investire nello sviluppo, nella qualità e nella crescita della nostra cooperativa e delle nostre persone”. Soddisfazione condivisa da Paolo Castagna presidente di Itaca: “Un impegno costante, da oltre trent’anni, con l’obiettivo di stimolare e sostenere l’integrazione sociale e culturale” Questa la motivazione con cui la Camera di Commercio ha assegnato il Riconoscimento speciale a Cooperativa Itaca. È una motivazione che troviamo assolutamente calzante, di cui siamo estremamente orgogliosi: una cooperativa come la nostra che nel territorio friulano conta quasi 1.900 lavoratori, e che con loro incontra quotidianamente la fragilità, l’emarginazione, la sofferenza, ha come propria mission esattamente l’integrazione e l’inclusione che non rimangono parole vuote e troppo spesso abusate, ma che diventano un agito concreto, tenace e competente. E dunque un ringraziamento a chi ha saputo cogliere con questo riconoscimento queste nostre caratteristiche, e soprattutto un ringraziamento a tutti coloro che con Itaca hanno lavorato e continuano a lavorare e collaborare e che hanno fatto della cooperativa questa bellissima realtà. Del resto Itaca, già dal suo mito, rappresenta per sempre un approdo aperto e accogliente”.
“Continuum”, a Maniago il grande mandala di Itaca
Durante l’estate hanno lavorato a pezzi di rete metallica su cui intrecciare fettucce di vari materiali, soprattutto tessuti e filati di recupero, accostando toni di azzurro, blu, grigio e verde, i colori dei boschi e dei torrenti. Il 7 settembre alle 17.30 assembleranno tutti i “pezzi” in piazza Italia a Maniago per comporre un grande “telaio-mandala” dal diametro di oltre 2 metri e mezzo. Sono i servizi e progetti delle aree disabilità, salute mentale, minori e famiglia, giovani e sviluppo di comunità della Cooperativa sociale Itaca, che gravitano nella città delle coltellerie e nel Maniaghese e che si presenteranno in forma insolita ma condivisa. Sviluppare relazioni per fare comunità, promuovere inclusione, cittadinanza attiva e socialità, ma anche valorizzare attività e abilità creative, espressive, musicali per l’integrazione con il territorio. Sono soltanto alcune delle parole chiave dei tanti servizi gestiti da Itaca all’interno dell’ambito delle Valli e Dolomiti friulane che, come piccole tessere che compongono un puzzle, il 7 settembre proporranno in piazza Italia un’azione artistica partecipata in collaborazione con l’associazione Pro Maniago. L’obiettivo è comporre un’opera collettiva, che unirà i lavori realizzati nelle scorse settimane dai diversi laboratori. Sarà un’occasione per stare insieme, conoscersi e scambiarsi esperienze, per intessere relazioni intrecciando tessuti e parole. Il 7 settembre a partire dalle 17.30 scenderanno in campo una decina di servizi e progetti gestiti da Itaca in co-progettazione con Azienda sanitaria Friuli Occidentale e Servizio sociale dei Comuni della Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali: la comunità residenziale Casa Carli, il laboratorio artistico e socializzante Officina creativa e il gruppo appartamento il Girasole per l’area disabilità; il laboratorio artistico e socializzante Sghiribic e la Comunità Via Colle per l’area salute mentale; per l’area minori e famiglia, i progetti educativi di gruppo rivolti ad adolescenti; e ancora per l’area giovani e sviluppo di comunità il progetto Yep! con l’iniziativa GeCo e i ragazzi volontari che stanno partecipando al progetto “Itaca in festa”. Special guest la band “Capitano tutte a noi”, che presenterà i brani del cd omonimo prodotto da Cooperativa Itaca e Associazione Culturale Folkgiornale e recentemente presentato ad “Aspettando Folkest”. Coinvolti nella giornata anche i residenti del centro assistenza anziani del Comune di Maniago e i beneficiari del centro diurno disabilità di Asfo. La serata della Pro loco maniaghese proseguirà poi alle 20.45 con il concerto “Giovani Note”, a cura del gruppo musicale del Liceo Torricelli e della Filarmonica di Maniago.
In partenza due corsi Ecm alla cooperativa sociale Itaca
L’operatore nella relazione con la famiglia dell’utente. Ma anche disabilità intellettiva e evoluzione dei bisogni della persona nelle diverse età della vita. Sono due i corsi Ecm organizzati dalla cooperativa sociale Itaca per sabato prossimo 17 giugno. Le iscrizioni si chiudono domani, 13 giugno. Per tutte le informazioni è possibile contattare la Cooperativa Itaca telefonando allo 0434 504000 o inviando una email a itaca@itaca.coopsoc.it Di seguito le locandine con il programma di entrambi i corsi