“La riforma del Jobs Act rappresenta un’innovazione necessaria al Paese ma vi sono alcuni aspetti che, se non approfonditi, potrebbero creare un rischio di distorsione del mercato e mi riferisco in particolare alla gestione delle gare d’appalto”.
A dirlo è il presidente di Legacoop FVG, Enzo Gasparutti, intervenuto al seminario di approfondimento sulle novità previste dalla riforma del mercato del lavoro, organizzato da Legacoop FVG e Legacoop Servizi Distretto Nord Est.
Gasparutti ha posto, nello specifico, un quesito in merito all’ipotesi che vi sia disparità di trattamento, in termini di riduzione del costo del lavoro, fra l’impresa uscente ed il nuovo appaltatore. “Se la ditta nuova che partecipa alla gara – ha detto – ha diritto ad esenzioni fiscali sui nuovi assunti mentre il gestore della gara non ha titolo per beneficiare di esoneri contributivi, in caso di gare con offerta economica più vantaggiosa, questo meccanismo potrebbe impedire all’impresa uscente di essere concorrenziale e duque di vincere l’appalto”.
Sono tutti aspetti che vanno approfonditi, secondo Gasparutti, e che vanno portati all’attenzione del ministro del Lavoro Poletti, “con il quale – ha dichiarato – credo sia necessario dialogare in modo da porre in essere quelle condizioni volte alla gestione corretta dei lavoratori che sono, poi, i nostri soci”. Gasparutti ha fatto riferimento anche alla proposta di legge della Cgil che “condivido nell’impianto generale”.
Il seminario, moderato da Carlo Dileo, presidente Legacoop Servizi Distretto Nord Est, ha visto la partecipazione di Carlo Marignani, dell’Ufficio politiche del lavoro, relazioni industriali e previdenza Legacoop nazionale e dell’avvocato Stefano Fruttarolo e ha affrontato anche gli aspetti tecnici legati ai primi decreti attuativi del Jobs Act, a partire dal nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato a “tutele crescenti” e dalla nuova disciplina dei licenziamenti, fino al tema del nuovo esonero contributivo triennale.
Sulle gare d’appalto si è espresso anche Marignani che ha indicato come non vi siano ancora soluzioni immediate su quest’aspetto. Ha inoltre evidenziato come: “Non è il primo anno complesso in materia di lavoro per il Paese, pensiamo al pacchetto Treu, alla legge Biagi, alla riforma Fornero. Tutte azioni che denotano l’esigenza di ammodernare alcuni aspetti della vita economica. L’auspicio è che questa volta ci sia stabilità normativa”.
Di Leo ha sottolineato, fra le altre cose, come in questi primi mesi di avvio della riforma, sono aumentati i contratti a tempo indeterminato ma non è diminuita la disoccupazione, segno che forse, si è trattato di una trasformazioni di contratti già esistenti che sono passati dal contratto a tempo determinato a quello indeteminato.





