Illustrare l’articolata e radicata esperienza di impresa sociale maturata in Italia e, al contempo, creare una rete di relazioni fra le imprese, le istituzioni e il mondo accademico italiano e sloveno per dare impulso, oltre confine, a questa forma di impresa e avviare proficue collaborazioni.
Sono questi alcuni degli obiettivi della quinta edizione dell’Italian business forum, il convegno organizzato lunedì 13 febbraio a Lubiana dal Forum italo-sloveno, l’associazione che riunisce individui coinvolti dello sviluppo delle relazioni bilaterali fra Italia e Slovenia nel campo della cultura, della scienza, dell’economia e del turismo.
Sotto la lente del convegno, l’iniziativa annuale più importante e organizzata dal Forum, sarà quest’anno l’impresa sociale, una tipologia imprenditoriale che, per storia e cultura, è ancora poco diffusa in Slovenia. “L’Italia – spiega il presidente del Forum Jurij Giacomelli – possiede una tradizione molto radicata di impresa sociale, la cooperazione rappresenta una fetta importante del Pil e coinvolge settori molto diversi. In Slovenia la cooperazione è presente soprattutto nell’agroalimentare ma vi sono molti giovani imprenditori interessati a sviluppare, sul territorio, nuovi percorsi di tipo cooperativo. Contiamo, attraverso questo appuntamento, di favorire uno scambio di informazioni e buone prassi e creare le condizioni per una collaborazione ancora più stretta fra governi, imprese, mondo della ricerca e singoli individui”.
Aprirà il convegno, alle 9, Giacomelli, cui seguiranno gli interventi dell’ambasciatore italiano in Slovenia Paolo Trichilo, del segretario di stato sloveno Tadej Slapnik e del responsabile della segreteria tecnica del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Bruno Busacca. Nel corso della mattinata si alterneranno esperti di diversi settori e imprenditori italiani e sloveni. Fra questi, solo per citarne alcuni, Carlo Borzaga, presidente dell’Euricse (Istituto Europeo di ricerca sull’impresa cooperativa), Stefania Marcone, direttore delle relazioni internazionali e delle politiche europee di Legacoop, Marco Morganti, amministratore delegato di Branca Prossima, Barbara Predan, dell’Università di Lubiana e Fabrizio Valencic, project manager del progetto SEA.





