Il Comitato Direttivo regionale di Legacoopsociali Fvg ha esaminato la situazione critica del settore, creatasi a seguito dell’emergenza Covid-19.
Gran parte dei servizi sociosanitari, educativi e di inserimento lavorativo di persone svantaggiate sono sospesi, con oltre metà dei lavoratori del settore (più di 6.000 su 12.000, in stragrande maggioranza donne) sospesi dal lavoro e retribuiti solo grazie agli ammortizzatori sociali. Ma i fondi relativi – che per altro remunerano solo in parte le retribuzioni perse – debbono essere anticipati dalle cooperative, in attesa dei pagamenti da parte dell’INPS .
A questa situazione si aggiunge la mancata remunerazione, da parte delle stazioni appaltanti – massimamente Comuni ed Aziende Sanitarie – del nuovo CCNL, approvato (con ben 7 anni di ritardo) nel 2019. Per cui gli oneri dello stesso ricadono su appalti che hanno una marginalità generalmente vicina allo zero.
Ciò significa che, con le retribuzioni di marzo, distribuite in questi giorni, le cooperative sociali esauriranno pressoché totalmente la loro liquidità, e non saranno quasi certamente in grado di garantire le retribuzioni dei mesi successivi. E questo mentre moltissimi operatori sono in questo momento impegnati, letteralmente allo spasimo, in delicati servizi assistenziali, come ad esempio nelle case per anziani, al limite della capacità di resistenza fisica, in condizioni difficilissime.
In tale situazione, emerge l’irresponsabilità soprattutto di quegli enti, che si rifiutano in molti casi di riconoscere: l’obbligo legislativo di co-progettare i servizi sospesi, al fine di riattivarli a favore dell’utenza (soprattutto minori, anziani, disabili, utenti dei servizi di salute mentale e dipendenze), attualmente priva di assistenza e confinata a domicilio in situazioni critiche per le famiglie; ma anche la necessità di onorare gli impegni contrattuali, garantendo – come prescrive l’art. 48 del decreto-legge 18 “Cura Italia” – quei pagamenti che possono garantire la sopravvivenza del settore. In mancanza di un rapido intervento, per il quale si auspica l’assunzione di responsabilità da parte della Regione, si ritiene che sarà inevitabile la proclamazione dello stato di crisi del settore con l’inizio del mese di maggio.
Il Presidente
(Gian Luigi Bettoli)





