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Indagine settimanale SWG: Dopo quattro settimane la paura principale è perdere il lavoro, non la salute

E dopo 4 settimane di isolamento, la paura per la perdita del lavoro super quella per il virus, almeno per quel che concerne la propria vita personale. Lo racconta l’indagine settimanale che SWG svolge tra un campione di italiani per captare come evolvono gli umori del Paese alle prese con l’emergenza Coronavirus.

Questa settimana la paura per la perdita del lavoro colpisce il 52% degli italiani, quella di ammalarsi scende invece dal 55 al 50%. Più forte, anche se in calo, rimane ancora invece la paura che a contrarre il virus sia un proprio famigliare, in discesa dal 64 al 60%. Solo il 13% dichiara di non aver ridotto le spese, mentre il 57% lo ha fatto per la paura del futuro.

Continua a diminuire la quota di chi crede che il virus scomparirà entro tre mesi dall’inizio della crisi: un mese fa erano il 72%, oggi non superano il 54%, mentre la percentuale di chi è convinto che resterà con noi più di tre mesi sale dal 19 al 39%. E un italiano su tre (il 34%) dichiara di far fatica a reagire a questa prospettiva. Salda ancora la convinzione che le limitazioni siano giuste, condivisa dall’88% degli interpellati.

Risultato? L’immagine che ognuno ha del futuro si deteriora. Rispetto a metà marzo diminuiscono le percentuali di chi pensa che sarà personalmente migliore (dal 45 al 42%), che le persone saranno genericamente migliori (dal 32 al 29%), che l’Italia sarà più forte (dal 30 al 24%) e che le aziende saranno più etiche ed attente alle persone (dal 25 al 22%).

(Fonte: sito azionale Legacoop)

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