“La vendita, anche al dettaglio, di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso e fertilizzanti è consentita su tutto il territorio nazionale o almeno dove non prevalga una norma locale, indipendentemente dal codice Ateco“. Lo ha ribadito ieri in una nota il ministro dell’Agricoltura Teresa Bellanova, sottolineando che il chiarimento era già arrivato dal governo sulla pagina del sito dell’esecutivo dedicata alle faq sulle misure restrittive. La vendita è infatti consentita, aveva spiegato Palazzo Chigi, in quanto l’articolo 1 del dpcm dell’11 marzo ammette espressamente l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, consentendo quindi la vendita anche al dettaglio di prodotti del florovivaismo. Peraltro questa attività, veniva poi specificato, rientra fra quelle produttive e commerciali specificamente comprese nell’allegato 1 dello stesso dpcm come “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ATECO “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione. Deve quindi considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di questi prodotti, ma in ogni caso dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore.
“Mi avete scritto in tanti, cittadini, piccoli imprenditori ma anche associazioni di categoria, chiedendomi delucidazioni circa il via libera che ho dato nei giorni scorsi alla vendita di fiori e piante da parte non solo dei vivai, ma anche dei fioristi”, scrive Teresa Bellanova. “Si pone il problema per cui il codice Ateco dei fiorai non è compreso nell’elenco delle attività che possono aprire contenuto nel Dpcm del 22 marzo. Obiezione comprensibile, ma la risposta è chiara e netta: la vendita, anche al dettaglio, è consentita su tutto il territorio nazionale”.
“Mostrate ai funzionari del vostro Comune la risposta della Presidenza del Consiglio per provare a superare le naturali resistenze che dovessero sorgere, dovute anche solo ad una comprensibile prudenza”, raccomanda la Bellanova ai commercianti. “La mia insistenza deriva dalla necessità di assicurare quanti più canali di vendita possibili ad un settore importantissimo, quello del florovivaismo, che, al netto dei canali di commercializzazione, dà lavoro a 100mila persone e che in questi mesi fa una buona parte del suo fatturato annuale”.
dal sito nazionale www.legacoop.coop/lacooperazionenonsiferma





