Partecipazione attiva di ciascun cittadino alla costruzione di una società migliore e precise assunzioni di responsabilità da parte delle istituzioni e della politica. Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente dell’associazione Libera, che combatte i soprusi delle mafie in tutta Italia, intervenuto in occasione dell’assemblea annuale delle cooperative aderenti a Legacoop Fvg, in questa intervista ricorda che si parla molto di legalità ma nel frattempo l’illegalità e la corruzione crescono nel nostro Paese, dunque, “tutti dobbiamo avere più coraggio e alzare la voce anzichè scegliere un prudente silenzio”.
Don Ciotti, che cosa significa, oggi, parlare di responsabilità?
“Quello della responsabilità è un tema importantissimo: il cambiamento ha bisogno di ciascuno di noi, ognuno deve essere un cittadino sempre responsabile. E dobbiamo chiedere che le istituzioni e il mondo politico facciano la loro parte in questo processo di cambiamento”.
Lo scorso 21 marzo è stata organizzata da Libera la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. La partecipazione è stata molto alta, segno che le persone credono ancora nella legalità?
“La questione non è tanto collegata alla legalità quando, come detto, alla responsabilità: la memoria deve diventare impegno, non basta organizzare celebrazioni in ricordo delle persone che sono state assassinate dalla violenza criminale mafiosa, dobbiamo impegnarci per il cambiamento. Il miglior modo per “fare memoria” è impegnarsi. Oltre 500mila giovani in tutta Italia hanno partecipato alle iniziative del 21 marzo a dimostrazione del grande lavoro che portiamo avanti nel mondo della scuola attraverso un’educazione che aiuta a crescere, a prendere coscienza e assumere le proprie responsabilità, ma anche attraverso una rivoluzione culturale necessaria nel nostro Paese”.
Libera si batte per la conquista dei beni confiscati alle mafie: qual è la situazione in Italia?
“La situazione è bloccata da un anno e mezzo: dopo tanti anni sono emerse delle criticità legate alla burocrazia e ora sono necessari dei cambiamenti. Alcune proposte che permetterebbero l’attivazione di strumenti per abbreviare le tempistiche e rendere più attuabili e accessibili le attività di utilizzo dei beni confiscati sono state fatte; speriamo che, in fretta, chi di dovere si assuma la responsabilità di portarle al voto. Da vent’anni Libera si batte per fare un uso sociale di questi beni che devono essere restituiti ove possibile alla collettività, penso alle ville dei boss che sono diventate asili nido o centri per anziani. Ora si aggiunge anche la confisca dei beni ai corrotti. Ma sono oltre 700 giorni che aspettiamo la riforma sulla prescrizione”.
Le organizzazioni mafiose non operano solo al Sud ma anche qui in Friuli Venezia Giulia vi sono stati alcuni casi. Come valuta la situazione?
“Certamente sono stati registrati degli episodi anche qui in Friuli ed è stata individuata la presenza di persone che, in questo territorio, si sono infiltrate portando avanti i loro affari: questa è una regione stupenda e le mafie trovano tutte le strade possibili per investire, per riciclare il denaro. Giustamente il procuratore distrettuale del Fvg ha messo in guardia in merito alla necessità di tenere massima l’attenzione, altrimenti si rischia di passare dall’infiltrazione all’occupazione”.
Qual è la sua visione sul tema dell’accoglienza dei migranti?
“Stiamo vivendo un olocausto che fa strage di migliaia di persone alla ricerca di una terra promessa che non possono raggiungere. Solo nella settimana di Pasqua ottomila migranti sono stati salvati nei nostri mari, e tanti non ce l’hanno fatta. E’ in atto una situazione drammatica, sulla quale siamo chiamati a riflettere, a interrogarci ma anche a chiederci che ruolo stiano giocando le Nazioni Unite e la stessa Europa. L’Italia non ha mai respinto i migranti e ha sempre cercato delle possibili soluzioni ma non può essere lasciata sola a occuparsi di tante storie e di tante vite che giustamente hanno bisogno di rispetto, di attenzione e di dignità”.
Il mondo cooperativo negli ultimi mesi si è attivato per reagire a situazioni e vicende anche negative emerse al proprio interno. Come valuta queste prese di posizione?
“Ci sono stati, anche per le cooperative, momenti di fragilità e persone che hanno agito con poca chiarezza. Però non dobbiamo generalizzare perché la cooperazione ha un grande valore e una grande importanza per il Paese. E’ necessario individuare e prendere le distanze da coloro che hanno altri interessi e obiettivi e valorizzare invece la cooperazione vera. La cooperazione è fondamentale perché solo il “noi” ci permetterà un cambiamento vero: dobbiamo avere ancora fiducia perché solo unendo le forze degli onesti è possibile diventare una forza ancora maggiore. E allora anche nel mondo della cooperazione bisogna valorizzare le persone oneste e trasparenti e cacciare i disonesti. Non dobbiamo però fare della legalità un idolo perché c’è il pericolo che questa diventi una maschera: la legalità è lo strumento per raggiungere la giustizia, che è il vero obiettivo. Ne è un esempio il fatto che tutti parliamo molto di legalità ma nel frattempo l’illegalità e la corruzione hanno raggiunto livelli elevati nel nostro Paese. Tutti dobbiamo avere più coraggio e alzare la voce anzichè scegliere un prudente silenzio”.





