Supporta

Approfondimento

Delegazione croata in FVG

In Italia il movimento cooperativo agricolo cresce e si rafforza da oltre 100 anni. È stata la meta naturale, quindi, per un recente study tour da parte di alcuni orticoltori e frutticoltori croati, organizzato dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) e dall’Organizzazione alimentare e agricola delle Nazioni Unite (Fao). Il tour ha fatto parte di un ampio progetto Ebrd-Fao per rafforzare la capacità dell’Associazione croata dei giovani agricoltori di favorire l’innovazione, gli investimenti e la crescita nel settore dell’orticoltura, in collaborazione con il ministero dell’Agricoltura croata e l’Università di Wageningen.

Per lo scambio conoscitivo-informativo, Fao ha lavorato a stretto contatto con Legacoop – la più antica organizzazione cooperativa italiana. Per tre giorni nel mese di giugno, la delegazione croata ha visitato alcune imprese presenti in Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna per conoscere i vantaggi offerti ai propri soci dalle cooperative agricole locali.

“I croati sono rimasti colpiti dal modo in cui gli agricoltori italiani si rapportano con la cooperativa, beneficiando di assistenza tecnica e servizi, conferendo il prodotto alle cooperative e assegnando a queste l’attività di stoccaggio, imballaggio, merchandising e vendita – ha affermato l’economista della Fao Cristiana Sparacino -. L’organizzazione e l’efficienza delle cooperative sono essenziali per lo sviluppo delle realtà produttive”, aggiungendo che i percorsi di studio come questo sono importanti perché possono “davvero aprire gli occhi su quello che accade altrove, anche in un paese limitrofo”.

La Croazia ha una lunga tradizione di produzione orticola ma i piccoli produttori del Paese spesso non dispongono di finanziamenti per ammodernare e incrementare le loro produzioni e lottano per fornire ai produttori e ai rivenditori prodotti di buona qualità quindi la Croazia importa ancora più della metà della frutta e della verdure che consuma.
A differenza dell’Italia, che ha migliaia di cooperative agricole, la Croazia ne conta pochissime.
Ma il potenziale del sistema cooperativo per fornire ai coltivatori croati l’accesso alla tecnologia, ai finanziamenti e ai mercati, sia in patria che all’estero, “potrebbe davvero migliorare lo sviluppo e la redditività delle loro attività”, ha osservato Vedrana Jelusic Kasic, direttore della Ebrd in Croazia.

La visita alla cooperativa friulana di produzione di mele, Iulia Augusta, ha permesso al gruppo di toccare con mano come le tecniche di produzione possano migliorare la qualità e valorizzare il gusto del frutto. Ad esempio la copertura delle mele, che favorisce la qualità del prodotto ed evita conseguenze in caso di condizioni metereologiche avverse. La cooperativa così, anche grazie a processi innovativi e controlli mirati, riesce a vendere i frutti freschi, i succhi e l’aceto alle grandi catene di supermercati e ai mercati di nicchia locali.
La delegazione ha inoltre visitato la cooperativa Cab Bibione, che grazie alla sua organizzazione e ad una corretta pianificazione accoglie e conserva le verdure di circa 60 agricoltori membri vendendole poi a ristoranti e Gdo. La delegazione croata è stata accompagnata durante la visita alle cooperative regionali dal direttore di Legacoop FVG Alessio Di Dio e dal responsabile del settore Gaetano Zanutti.

Di Dio ha ricordato le innumerevoli occasioni di confronto con le istituzioni e le associazioni dei paesi dell’ex-Jugoslavia, rinnovando la disponibilità di Legacoop allo sviluppo del mondo cooperativo in quelle realtà ma invitando gli ospiti ad abbandonare l’idea dell’impresa cooperativa come azienda inefficiente, incapace di generare utili e soggetta ai soli aiuti di stato per la propria sopravvivenza, prendendo invece spunto dalle realtà visitate in questa missione e dalle esperienze raccolte.

E’ previsto, entro la fine dell’anno, un seminario organizzato da FAO e BERS con l’Università di Wageningen per condividere le valutazioni emerse nel corso del tour di studio e i risultati dell’analisi dell’università sull’accesso al mercato per varie colture in Croazia.
La delegazione croata è interessata ad avere esperti tecnici italiani che visitino le loro aziende per consigliarle su come migliorare le operazioni di commercializzazione, confezionamento e trasformazione dei prodotti.

Il modello italiano potrebbe svolgere un ruolo importante “nell’incrementare la produttività e la redditività delle nostre attività agricole, pur preservando la sostenibilità sociale e ambientale; un obiettivo impegnativo” ha dichiarato Ines Dundovic, membro dell’Associazione croata dei giovani agricoltori. “Speriamo che sia un primo passo per una futura collaborazione” ha aggiunto Stefania Marcone, responsabile dell’ufficio Relazioni internazionali di Legacoop nazionale.

Condividi:

Facebook
LinkedIn
ex Twitter
Pinterest
WhatsApp
Edit Template

Newsletter

Iscriviti alla newsletter di Legacoop FVG per restare sempre aggiornati sul mondo della cooperazione in Friuli Venezia Giulia.

Multimedia

Guarda i nostri video, storie e webinar.

Podcast

Ascolta i podcast di approfondimento di Legacoop FVG.