Progetto social “CARO DIARIO – Cooperatori allo specchio”. In un contesto generale dove serpeggia l’incertezza e il timore per il futuro, Legacoop FVG lancia il progetto “Caro Diario”, un format social composto da video realizzati dai cooperatori stessi, dedicato a chi, in periodo Covid19, continua a lavorare, sul campo o da casa, per garantirci i servizi essenziali. Persone che in molti casi lavorano in contesti a rischio e che, come altre categorie giustamente elogiate (medici, infermieri, ecc.), sono meritevoli di attenzione. Per queste ragioni intendiamo dare voce e visibilità ai cooperatori attivi, senza naturalmente dimenticare tutti quelli che, per cause di forza maggiore, sono a casa e si sono dovuti fermare temporaneamente, ma che non di meno fanno parte della nostra “community”. Perché la forza del Movimento cooperativo è da sempre basata sul gruppo, sul gioco di squadra, dove ogni persona rappresenta un tassello fondamentale per rendere le società cooperative più forti e più sane, e dov’è importante il senso di solidarietà e partecipazione. Per la riuscita del progetto sarà fondamentale l’ampia diffusione e l’incoraggiamento a partecipare da parte delle direzioni aziendali. Solo se ci sarà una grande adesione il progetto avrà successo. Obiettivi Mostrare ai nostri stakeholder che la cooperazione è un elemento importante della nostra società e della nostra economia, dando la possibilità a tutte le cooperative iscritte a Legacoop FVG di mostrarsi per quello che sono: imprese responsabili verso i propri lavoratori e impegnate a rendere la comunità un posto migliore. Un piacevole messaggio positivo in questo momento delicato. Gratuità del progetto La partecipazione al progetto non comporta alcun esborso economico da parte dei partecipanti. In questo momento così unico e complesso abbiamo ritenuto che questa iniziativa fosse più che utile al Movimento, ma anche che aggiungere dei costi ai bilanci aziendali rappresenti un disincentivo alla partecipazione, col rischio di escludere realtà e situazioni sicuramente interessanti per tutti. Per questo Legacoop FVG si avvale della collaborazione dei cooperatori di Artemius, che ringrazia per il loro supporto tecnico e progettuale, fornito a titolo gratuito per senso di appartenenza al mondo cooperativo. Caro Diario kit video2 (1)
2018
Bilancio Sociale Legacoop FVG 2018
Legge 4 agosto 2017 n. 124 Adempimento degli obblighi di trasparenza e di pubblicità
Competenze e consapevolezza per affrontare la trasformazione digitale
Consapevolezza e competenza. Sono questi, per Stefano Epifani docente dell’Università La Sapienza di Roma, i due elementi ai quali le imprese, anche quelle cooperative, dovranno affidarsi per affrontare la trasformazione digitale, un’urgenza più che un’esigenza per poter operare sul mercato. L’innovazione digitale è ancora lenta nelle imprese, cooperative incluse? “Sì, è ancora molto lenta nelle imprese italiane che si trovano al quartultimo posto in Europa, in quanto a performance relative all’innovazione digitale. Va detto che le cooperative non registrano una performance peggiore della media di altre forme di impresa anzi, rispetto alle dinamiche peculiari della trasformazione digitale, hanno probabilmente una marcia in più”. La società, come abbiamo visto più volte nel passato, è ostile al cambiamento. Nel caso della trasformazione digitale la difficoltà è doppia perché richiede un cambiamento non solo nel come fare le cose ma nel cosa e richiede di capire anche il cambiamento di senso, ad esempio dei processi del business? “La trasformazione digitale e, in generale, l’innovazione, sono generalmente ostate dalla società che è strutturalmente conservativa. Il passato è ricco di esempi di come la società abbia fatto resistenza al cambiamento e con la trasformazione digitale questa dinamica non fa eccezione. Si registra però un elemento di complessità in più: La trasformazione digitale non riguarda soltanto il come fare le cose ma anche cosa ha senso fare”. Che cosa serve alle imprese per comprendere non solo la direzione del cambiamento ma anche la necessità del cambiamento? “Dobbiamo innanzitutto capire che la trasformazione digitale è un cambiamento che non dipende dalla singola impresa. L’azienda non è nelle condizioni di decidere se cambiare o meno, l’azienda si trova inserita in un contesto che si sta modificando; il cambiamento è una strada che si sta percorrendo e che sta portando un mutamento nei modelli di business. Per rimanere competitivi nell’era della trasformazione digitale dobbiamo partire dai punti di forza che essa offre a ogni impresa. Il rischio di non cogliere i vantaggi della trasformazione digitale ci sottopone alla certezza di subirne le minacce”. La trasformazione digitale spesso è frenata anche dalla mancanza di competenze. Come sostenere o agevolare le imprese a intraprendere percorsi di formazione?“Il ruolo delle competenze è centrale ma bisogna tenere in considerazione anche un altro fattore: la consapevolezza. Spesso le nostre aziende non sono nella condizione di comprendere la direzione del cambiamento: se non so che devo scalare una montagna difficilmente mi attrezzerò per farlo. Quindi prima deve esserci la dimensione della consapevolezza e, subito dopo, quella della competenza, una dimensione che rappresenta un’enorme sfida da cogliere per le imprese che devono comprendere modalità nuove per formare le persone su temi nuovi”.
Corso formazione soci e neo amministratori
E’ da poco iniziato il corso di 64 ore per soci e neo amministratori organizzato da Legacoop Fvg in collaborazione con Isfid Prisma. Il corso si svolge, a Udine, nella sede di Legacoop Fvg. Il percorso è un insieme coordinato di 4 moduli formativi ciascuno dei quali si occupa di una particolare area aziendale attraverso l’insegnamento teorico e l’approfondimento pratico basato su case study attraverso il confronto, lo scambio di informazioni e di metodologie. Si sono già tenute l’11 e il 18 gennaio le lezioni su “principi e valori” e su “lavorare in cooperativa”. Nel dettaglio sono stati approfonditi i temi inerenti le origini del movimento cooperativo, l’organizzazione della struttura associativa ed i principali servizi disponibili, gli organi sociali: l’assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione, gli organi di controllo, gli aspetti normativi dell’impresa cooperativa, la vigilanza cooperativa, le differenze con le altre forme d’impresa oltre che gli aspetti fiscali e tributari dell’impresa cooperativa. Accanto a questi argomenti, sono stati affrontati anche la responsabilità amministrativa (penale) degli Enti e degli amministratori e l’applicazione del D.Lgs. 231/2001: reati presupposto, sanzioni, clausola esimente, responsabilità degli amministratori, rischi di reato, modelli organizzativi e organismo di vigilanza. I prossimi corsi si terranno il 25 gennaio (Come leggere il bilancio), il 1° e 15 febbraio (Aspetti finanziari nella gestione aziendale, gestire il controllo e il business plan), 13, 20 e 27 settembre (Gestire la comunicazione all’interno dell’azienda e il piano di comunicazione).
Partirà il 19 febbraio il percorso didattico con Legacoop Fvg e Università di Trieste
Prenderà il via il prossimo 19 febbraio il percorso formativo di 27 ore dedicato agli studenti dell’Ateneo giuliano ma anche ai non iscritti, interessati ad un iter didattico capace di portare all’elaborazione di un’idea imprenditoriale in forma cooperativa concretizzabile nell’immediato futuro. L’iniziativa è nata dalla collaborazione fra Legacoop Fvg e l’Università degli Studi di Trieste e a spiegarne le motivazioni è il presidente di Legacoop Fvg Enzo Gasparutti. “La nascita e lo sviluppo di nuova cooperazione – afferma – passa anche attraverso la conoscenza. Conoscere la forma cooperativa significa infatti poter disporre di una opzione in più per costruire prospettive professionali e di lavoro. Come nel passato, la cooperazione mette a disposizione una forma di impresa in cui le idee, e non i capitali, la collaborazione in rete dei soci e non l’individualismo, la cultura della collaborazione e non il lavoro per settori distinti, sono i distinguo dalle altre forme di impresa. Siamo molto soddisfatti della collaborazione instaurata con l’Università di Trieste e supporteremo operativamente sia il percorso formativo sia l’eventuale costituzione e sviluppo di nuove start up”. Inserito all’interno di Contamination Lab, l’aggregatore di percorsi innovativi di didattica e supporto alla creazione di nuova impresa dell’Ateneo, il percorso prevede una prima parte teorica di 11 ore e una seconda parte pratica dedicata allo sviluppo di veri e propri progetti imprenditoriali, della durata di 16 ore. Le lezioni si terranno nelle giornate di martedì 19 e 26 febbraio e 5, 12 e 19 marzo 2019 dalle ore 17 alle ore 19 e venerdì 22 febbraio e 1, 8, 15 e 22 marzo dalle 14 alle 17. Le iscrizioni sono già aperte: è sufficiente inviare una e-mail a clab@units.it con una breve descrizione dell’idea imprenditoriale. Il progetto non intende esaurirsi con il percorso formativo: le migliori idee imprenditoriali nate nel corso delle lezioni e messe a punto da un gruppo composto da un minimo di tre persone, potranno ottenere infatti un premio economico e godere inoltre della possibilità di beneficiare di un supporto finanziario a fondo perduto per l’eventuale startup nata dal progetto.
Rete Pico 4.0: progetto per la transizione digitale delle cooperative
Traghettare le realtà cooperative verso la transizione digitale, una vera rivoluzione che tutte le imprese, oggi, devono affrontare per poter stare sul mercato. E’ questo uno degli obiettivi più importanti che Legacoop si è assunta per il prossimo futuro e, per raggiungerlo, ha messo in campo, fra le altre cose, il progetto Pico 4.0. A parlarcene è il direttore di Legacoop nazionale Giancarlo Ferrari. In che modo Legacoop Fvg può aiutare le cooperative a innovarsi? “La nostra organizzazione vuole essere a fianco delle imprese cooperative per favorirne l’innovazione. Oggi, infatti, l’innovazione non è più una caratteristica in grado di dare vantaggio competitivo, ma è una condizione permanente per il mantenimento della competitività sui mercati. Per questo stiamo ripensando tutti i nostri servizi nell’ottica della transizione digitale affinché siano utili e adeguati alle imprese. Stiamo lavorando per riposizionare fortemente tutta la nostra filiera di servizi al fine di generare consapevolezza, formazione e trasferimento tecnologico”. In senso più ampio, come si può favorire la trasformazione digitale nella cooperazione? “La trasformazione digitale modifica in maniera fondamentale le regole del gioco anche quando si parla di innovazione. Siamo stati abituati a pensare all’innovazione come a ciò che, all’interno dell’impresa, permetteva di ottimizzare le risorse, fare ricerca e sviluppo, diversificare il prodotto. Per molto tempo l’innovazione è stata pensata in relazione al “come” produrre in maniera più efficiente beni e servizi. Oggi la rivoluzione digitale pone un problema assolutamente nuovo perché porta l’imprenditore a riflettere non più sul “come” ma sul “cosa” produrre. In questi anni abbiamo assistito alla scomparsa di grandi marchi dell’imprenditoria mondiale che sono stati investiti da questa rivoluzione, basti pensare all’impatto degli smartphone sulla vendita delle macchine fotografiche. L’ambiente esterno, quindi, condiziona fortemente il concetto di innovazione”. In quest’ottica un ruolo importate è costituito dalla rete Pico 4.0 Di cosa si tratta? “Pico 4.0 è la risposta che vogliamo dare alle cooperative, è il Digital Innovation Hub cooperativo, riconosciuto dal ministero dello Sviluppo economico, è lo strumento a disposizione di tutte le imprese cooperative di Legacoop per concretizzare la transizione digitale. Il principale obiettivo di Pico 4.0 è far sì che l’innovazione digitale possa essere uno strumento per tutte le imprese cooperative a prescindere dalla dimensione e dalla collocazione territoriale. Pico 4.0 avrà un modello distributivo molto vicino ai territori e ai mercati di attività delle nostre imprese e farà essenzialmente tre cose: si occuperà della formazione e della sensibilizzazione territoriale, importante per comprendere quali nuove attitudini si rendono necessarie per poter sviluppare la transizione digitale; metterà poi in contatto le nostre imprese con una serie di attività e centri di ricerca che potranno essere utili alle realtà che imboccano il percorso di innovazione nella transizione digitale, infine, si occuperà di capire come i principi cooperativi, la modalità di lavoro e la distintività cooperativa potranno essere sviluppati nella dimensione digitale. Parleremo dunque non solo di piattaforme, ma di piattaforme cooperative, dove il valore dello scambio possa essere ripartito in modo democratico ed equo fra le persone che partecipano o tra i soci della piattaforma. Cercheremo di rendere il più fruibile possibile alle nostre imprese l’innovazione disponibile facendo capire a tutti coloro che si avvicinano alla transizione digitale che lo strumento cooperativo può essere idoneo per realizzare l’innovazione democraticamente e in modo partecipato. Per fare questo concorderemo con tutti i territori della nostra organizzazione la possibilità di mettere a disposizione dell’imprese un laboratorio per sviluppare le attività di trasformazione e trasferimento tecnologico e lo sviluppo delle distintività cooperative”. La rivoluzione digitale è un’opportunità? In quest’ottica bisogna sapere incentivare non solo lo sviluppo digitale e tecnologico ma anche la capacità di trovare soluzioni innovative per rispondere a nuovi bisogni? “Indubbiamente la transizione digitale impone a tutti un nuovo paradigma, un nuovo modo di pensare al mercato, alle persone e all’innovazione. Riteniamo però che il ruolo principale debba essere sempre svolto dalle persone: l’innovazione dovrà servire alle persone e dovrà essere utile e replicabile”.
Positivo il bilancio dei due mandati del presidente Gasparutti: Legacoop Fvg ha accompagnato le associate negli anni della crisi
“I miei otto anni di mandato come presidente di Legacoop Fvg sono stati vissuti nel pieno di una crisi economico-finanziaria che ha segnato il tessuto economico, produttivo e sociale del Paese. In questo contesto di profonde trasformazioni, Legacoop Fvg è riuscita ad accompagnare le cooperative associate, individuando le più opportune linee di difesa, ma soprattutto di sviluppo che potranno dispiegarsi meglio, nei loro effetti, nel prossimo futuro. E tutto questo è stato ottenuto tenendo ben presenti i nostri valori etici e solidaristici individuando in essi la vera forza della cooperazione”. Lo ha indicato il presidente di Legacoop Fvg Enzo Gasparutti, che andrà a scadenza il prossimo marzo quando il congresso sarà chiamato a rinnovare i vertici, nel corso della conferenza stampa di fine anno cui hanno partecipato anche il vicepresidente Roberto Sesso e il direttore Alessio Di Dio. “Saremo chiamati – ha detto Gasparutti – a rinnovare i vertici della nostra organizzazione, che dovrà saper affrontare le sfide future che stanno all’interno delle grandi trasformazioni mondiali e alle contraddizioni della globalizzazione. La rivoluzione 4.0 è ormai parte della nostra vita quotidiana e impatta sulle fratture generate dalla sfiducia, dalla chiusura e dalla disgregazione che segnano marcatamente l’economia e la società. In questo contesto e sui bisogni emergenti la cooperazione intende sviluppare, come ha sempre fatto, le proprie attività”. Guardando agli anni del proprio mandato il presidente ha osservato che: “Le cooperative, quelle che hanno saputo adottare nuove strategie per affrontare i cambiamenti necessari per affrontare le nuove sfide, hanno reagito bene alla crisi e i dati di questo decennio, dal 2007 al 2017, mostrano come la nostra cooperazione abbia superato, alla pari di altri sistemi economici, le difficoltà”. Dal 2007 al 2017 il numero delle associate a Legacoop Fvg è diminuito da 233 a 193, ma il valore della produzione è aumentato da 1.329.736.069 a 1.424.693.275 euro (+7,2%) mentre il patrimonio netto è passato da 182.174.000 a 197.640.882 euro (+8,5%). Riferendosi a quest’ultimo dato, il presidente ha evidenziato come: “si tratta per noi del patrimonio intergenerazionale, quel patrimonio che lasciamo, per legge, alle generazioni future”. “I dati evidenziano che, sebbene siano diminuite nel numero, le cooperative associate sono diventate più forti e strutturate così com’è cresciuto il numero di addetti da 13.740 a 15.405 (12,1%). Da questi dati – ha spiegato Gasparutti – emerge che le nostre imprese hanno risposto positivamente alla crisi ed alle grandi trasformazioni in corso nella società: hanno rafforzato il patrimonio e questo consentirà loro di guardare con più fiducia al futuro”. In questa fotografia complessiva ci sono settori che sono andati meglio di altri e, fra questi, quello sociale che ha visto aumentare il numero delle associate da 36 nel 2007 a 49 nel 2017 (+36,1%) e il valore della produzione che passa da 110.472.225 a 174.467.689 euro (+57,9%). Viene rafforzato anche il patrimonio netto che da 11.729.000 raggiunge quota 23.552.000 euro (+100,8%) e crescono anche gli addetti da 4260 a 5899 (+38,5%). Positivo anche il settore dei servizi che irrobustisce il patrimonio (da 32.975.000 euro a 60.979.311 euro, +84,9%) e il valore della produzione (da 213.987.357 a 287.727.849 euro +34,5%) con un incremento degli addetti da 5683 a 6608 (+16,3%). Un altro comparto in crescita è l’agroalimentare con un patrimonio che è passato da 15.425.000 a 54.141.488 euro (+251,0%), il valore della produzione da 164.506.195 a 335.222.688 euro (+103,8%) con addetti da 392 a 631 (+61,0%). Il numero delle associate a Legacoop Fvg è rimasto fermo a 39. Lo stesso numero di cooperative associate che indica la capacità delle cooperative di rafforzarsi in tutti i dati strutturali: cooperative più forti, più patrimonializzate e con maggiore fatturato. A causa di un mercato territoriale follemente affollato, invece, registriamo difficoltà nel settore Consumo, con riduzione del patrimonio complessivo da 67.186.000 a 27.598.418 (-58,9%), del valore della produzione da 729.737.013 a 564.378.769 (-22,.7%) e del numero degli addetti da 2663 a 1941(-27,1%). “Il calo del Consumo – ha precisato Gasparutti – è dovuto principalmente alle chiusure di Coop Operaie e Coop.Ca, un impatto negativo in parte mitigato dall’ingresso in regione sia della rete Conad che dall’acquisizione di alcuni punti vendita da parte di Coop Alleanza 3.0 a cui va anche dato il merito della solidarietà da essa espressa nei confronti dei soci prestatori di CoopCa”. Analoghe difficoltà per il comparto della Produzione Lavoro dove il patrimonio è sceso da 54.859.000 a 31.369.033 (-42,8%), il valore della produzione da 111.033.279 a 62.896.281 di euro (-43,4%) e gli addetti da 742 a 326 unità (-56,1%). “In questi anni Legacoop Fvg si è impegnata a far fronte alla necessità di innovazione – ha specificato Gasparutti – ed in quest’ottica abbiamo attivato percorsi mirati di formazione, per supportare le cooperative nei processi di trasformazione, guardando con molta attenzione anche al ricambio generazionale sia nelle associate sia nella nostra associazione. Abbiamo poi spinto per le fusioni a partire dal nostro interno, con l’impegno a costituire il settore “Produzione e Servizi”, fusione dei settori servizi e produzione lavoro per mettere assieme progettualità ed affrontare con più forza le sfide di un mercato sempre più caratterizzato da processi di globalizzazione, innovazione ed internazionalizzazione. L’associazione “Produzione e Servizi” è già nata a livello nazionale ed è l’associazione più grande di Legacoop e lavoreremo affinché venga costituita anche a livello regionale: questo sarà, infatti, uno dei principali progetti per il 2019”. Diverse azioni hanno riguardato la promozione di nuova cooperazione, fra cui Coopstartup Fvg, il progetto di Legacoop Fvg e Coopfond che sperimenta nuovi processi di promozione per favorire l’introduzione dell’innovazione tecnologica, organizzativa e sociale all’interno del sistema cooperativo. Il programma punta a sviluppare l’occupazione ed offre formazione, tutoraggio, accompagnamento e accelerazione di nuove imprese cooperative. “Nel 2018 quindi – ha concluso Gasparutti – anche quando non sono cresciute, le cooperative di Legacoop Fvg hanno tenuto, in quasi tutti i settori. Restano difficili il Consumo e le Costruzioni. Il settore trainante è quello dei Servizi e del Sociale e sono evidenti le prospettive di crescita perl’Agroalimentare”.
2017
Bilancio sociale 2017 Legacoop Fvg
Inaugurato l’orto didattico di Tilda
Lo scorso 19 luglio è stato inaugurato l’orto didattico della cooperativa Tilda di Udine: protagonisti dell’evento i bambini che hanno tagliato il nastro tricolore e partecipato insieme ai genitori nella messa a dimora di piccoli semi in attesa di tenerissimi germogli. L’orto didattico è nato in seno al progetto “spazio infanzia 3-6 anni” di Tilda in avvio a settembre 2018: un progetto di crescita e conoscenza dedicato ai bambini dai 3 ai 6 anni, dal mattino sino alle 16. Uno progetto curato quotidianamente dai bambini che frequentano “spazio infanzia”. L’orto sarà aperto e disponibile per tutti i bimbi iscritti alla cooperativa e ai loro genitori a partire da settembre. Verrà poi utilizzato per laboratori e letture a tema all’aperto.