PROGRAMMA EVENTO SALUTI DI APERTURA Roberto Sesso Vicepresidente FLAG GAC FVG SALUTI ISTITUZIONALI INTRODUZIONE Michela Vogrig Presidente Legacoop FVG – Capofila ATS CTI INTERVENTI Michele Giani OGS Cambiamenti delle caratteristiche oceanografiche e trofiche dell’Adriatico settentrionale e del golfo di Trieste Luca Corbatto COGEMO La gestione dei banchi naturali: ruolo dei consorzi e monitoraggio della risorsa Walter de Walderstein MARICOLTORE Valorizzare la sostenibilità delle produzioni primarie acquicole Giuseppe Prioli AMA – Associazione Mediterranea Acquacoltori La molluschicoltura: un modello di produzione sostenibile Saša Raicevich ISPRA La ricostituzione di banchi di ostrica piatta: il progetto MARINE ECOSYSTEM RESTORATION Claudio Franci Cooperativa BIO-RES. Una risorsa dimenticata da valorizzare: il Cerastoderma CONCLUSIONI Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Seguirà showcooking a base di molluschi bivalvi Qui sotto il link per le iscrizioni al convegno https://eu.jotform.com/build/231372911577358
Legacoop FVG e Assicoop FVG stipulano la più grande convenzione associativa regional che UnipolSai ha in Italia
Oggi, 21 aprile, nella sede di Legacoop Fvg a Udine, la firma Annunciata anche la trasformazione di Assicoop Fvg da Srl in Società Cooperativa Quella con Legacoop Fvg, sarà la più grande convenzione associativa regionale che UnipolSai, tramite Assicoop Fvg, avrà in Italia a livello nazionale. Ma non solo, perché in un momento storico in cui alcune imprese scelgono di abbandonare il modello cooperativo, Assicoop Fvg, società nata nel 1999 per gestire la convenzione stipulata tra la Lega delle Cooperative del Fvg e UnipolSai Spa, sceglie di percorrere la strada inversa trasformandosi da Srl a Società cooperativa. I contenuti della nuova convenzione tra Legacoop Fvg, che allargherà non poco i benefici con notevoli vantaggi per i soci e le socie di Legacoop Fvg, nonché i dettagli della trasformazione di Assicoop Fvg in Società cooperativa sono stati illustrati oggi, 21 aprile, nel corso di una conferenza stampa tenutasi nella sede di Legacoop Fvg a Udine alla presenza della presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, il presidente di Assicoop Fvg, nonché vicepresidente di Legacoop Fvg, Marco Riboli e il responsabile distretto vendite Nord Est di UnipolSai, Giovanfilippo Paiella. La trasformazione in società cooperativa Come anticipato, l’assemblea ordinaria di Assicoop Fvg, chiamata ad approvare anche il bilancio 2022, voterà oggi stesso la trasformazione di Assicoop Fvg da Srl in Società cooperativa. «Un passaggio – spiega Marco Riboli, presidente di Assicoop dal novembre 2020 – che ha come obiettivo quello di ampliare la base sociale, da sempre nello spirito e nelle finalità di Assicoop. Riteniamo infatti che il modello cooperativo possa essere un elemento strategico per rafforzare la società. Il modello cooperativo ci consentirà di incrementare il numero dei soci coinvolgendoli maggiormente, e più in profondità, nella vita e nell’assetto valoriale della società stessa. Un maggior coinvolgimento significherà anche una maggiore partecipazione dei soci in questo progetto e, quindi, uno sviluppo più importante e più prospero della futura cooperativa». La società, come ricordato, è nata nel 1999 con l’obiettivo di fornire coperture assicurative a condizioni economiche agevolate ai soci, ai lavoratori e ai loro familiari, e alle imprese cooperative. «Una realtà – spiega ancora Marco Riboli – che vanta oltre 12 mila soci e familiari assicurati in più di 100 cooperative del Friuli Venezia Giulia con più di 17 agenzie UnipolSai sparse in tutto il territorio con un portafoglio di 30 mila polizze nei rami Rca, persone e vita, per un monte incassi annuo di 9 milioni di euro. Infine – conclude Riboli –, i risparmi derivanti dall’utilizzo della convenzione Assicoop sono stimati in 900 mila euro l’anno e in 24 anni i risparmi per i soci delle cooperative che hanno utilizzato la convenzione di Assicoop superano i 20 milioni di euro. Ventiquattro anni di attività in cui Assicoop ha accantonato utili per oltre 500 mila euro». La nuova convenzione Attualmente la convezione tra Legacoop Fvg e Assicoop Fvg prevede delle condizioni agevolate per i prodotti assicurativi dedicate ai soci e familiari delle cooperative del mondo Legacoop Fvg. « Alla luce delle profonde trasformazioni del mercato assicurativo ed ai rincari che hanno colpito negli ultimi anni famiglie e imprese – spiega la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –, abbiamo ritenuto che il sistema Legacoop Fvg dovesse fare uno sforzo in più. La nuova convenzione è il risultato di un importante e virtuoso percorso con Unipolsai che ci consente di garantire i benefici fino ad ora riservati solo ai soci delle cooperative ad una platea molto più ampia. Non solo soci, quindi, ma anche i dipendenti ed i loro famigliari a cui si aggiungono finalmente le cooperative stesse. Un’offerta che per le imprese cooperative, soprattutto quelle di piccole e medie dimensioni, consentirà non solo una riduzione dei costi assicurativi, in crescente aumento negli ultimi anni, ma anche l’accesso a diversi servizi e prodotti dedicati La nuova convenzione, infatti non riguarderà solo i rami rami Rca (dove i soci beneficiano già di una riduzione di costi di circa l’11%), persone e vita, ma a partire dal 2023 la proposta si arricchirà di nuovi servizi come il noleggio a lungo termine con UnipolRental, il servizio di telepedaggio con UnipolMOVE o, ancora, vantaggi per soggiorni nella catena di alberghi UNAHotel, UNA Esperienze e UNAWay. Grande novità, inoltre, saranno i prodotti dedicati alle impresestesseassociatea Legacoop Fvg, sempre in convenzione con UnipolSai. «Pensiamo ad esempio – conclude Vogrig– alla consulenza assicurativa ed all’analisi dei rischi gratuita per le imprese cooperative. Ma l’aspetto di cui andiamo particolarmente fieri sta nella trasformazione di Assicoop in forma cooperativa: un’iniziativa realizzata da un soggetto cooperativo, attuata da un soggetto cooperativo ed alla quale potranno aderire in qualità di soci le stesse cooperative del sistema Legacoop Fvg» La soddisfazione di UnipolSai «Come UnipolSai – commenta il responsabile distretto vendite Nord Est di UnipolSai, Giovanfilippo Paiella – siamo soddisfatti del costruttivo dialogo di questi mesi con Legacoop Fvg e Assicoop Fvg finalizzato a rafforzare un modello distributivo unico e fino ad oggi vincente attraverso la messa a disposizione delle cooperative, nonché dei loro soci e dipendenti, di soluzioni assicurative affidabili e competitive e servizi innovativi, nonché favorendo l’estensione dell’accordo alle Agenzie Unipolsai della regione. Ma già da oggi – prosegue – l’offerta assicurativa si amplia in modo significativo per tutelare sia le cooperative dai rischi aziendali rispetto ai quali sono esposte, sia i propri dipendenti, soci e/o non soci, grazie ad una apposita convenzione alla quale le cooperative stesse potranno aderire, articolata in un’ampia gamma di prodotti assicurativi relativi alla vita privata. Saranno inoltre messi a disposizione delle Cooperative una serie di servizi offerti da altre società del Gruppo (Una Hotels, UnipolTech e UnipolRental). Confidiamo che l’impegno comune di Legacoop Fvg, Assicoop Fvg e delle Agenzie UnipolSai del territorio, mirato a valorizzare tutte le opportunità offerte dalla convenzione, anche attraverso azioni di comunicazione e marketing, consentirà di fornire ad un numero sempre maggiore di cooperative, di loro dipendenti e di soci una consulenza di qualità e le risposte assicurative di cui necessitano. Insieme ad Assicoop Fvg e Legacoop Fvg – conclude Paiella – ci
FVG VIOLENZA DI GENERE: COME AVVICINARE GLI UOMINI CHE LA COMMETTONO
Dal 19 aprile al 25 maggio il progetto europeo CHANGE coinvolge gli operatori che lavorano in prima linea nei Servizi sociali, sanitari, di protezione all’infanzia, Forze dell’ordine, specialisti privati, volontari, che entrano in contatto con uomini, fruitori dei propri servizi, che hanno scelto o scelgono di agire violenza. Già 135 le iscrizioni pervenute da Friuli Venezia Giulia e Veneto. PORDENONE – Nel 2021 sono state oltre 2000 le donne che hanno contattato i centri antiviolenza del Friuli Venezia Giulia. Se si considerano gli accessi totali, anche precedenti l’inizio del percorso di uscita dalla violenza, si sfiorano i 5000 contatti, di cui poco più di un terzo avvenuti di persona al centro o agli sportelli del centro. Rispetto al totale dei contatti registrati nel 2021, uno su cinque è un primo contatto o un nuovo accesso. Le donne per le quali era in corso un percorso di uscita dalla violenza erano 1.185 e di queste il 63,9% avevano iniziato tale percorso proprio nel 2021, in 6 casi su 10 inviate dai servizi territoriali (fonte Regione FVG). Dal 19 aprile al 25 maggio una serie di percorsi formativi online gratuiti, rivolti a operatori di prima linea di Friuli Venezia Giulia e Veneto, in particolare dei territori di Pordenone e Gorizia, e di Treviso e della Sinistra Piave, che saranno condotti da operatrici psicologhe del Centro Ascolto Uomini Maltrattanti. Li propone il progetto europeo “CHANGE. Pathways to prevent and combat gender-based violence”, co-finanziato dalla Commissione Europea e guidato dalla Cooperativa sociale Itaca, per perseguire il cambiamento nell’ambito del contrasto alla violenza di genere, e il cammino passa anche attraverso chi opera in prima linea e si relaziona con uomini che hanno scelto di agire violenza, ed è impegnato nei Servizi sociali, sanitari, di protezione all’infanzia, Forze dell’ordine, specialisti privati, volontari. Sei le edizioni previste su piattaforma Teams, con 10,4 crediti ECM per figure professionali sanitarie, richiesti anche i crediti per Assistenti sociali, che contano di coinvolgere 180 operatori di prima linea, per fornire competenze specifiche sulla rilevazione della violenza e le strategie di accompagnamento degli uomini che la commettono ai Centri specialistici del territorio. Obiettivo è costruire risposte coordinate tra i servizi esistenti, incrementando anche la sicurezza delle donne vittime di violenza. I NUMERI DELLA VIOLENZA NEL 2021 In Europa, oltre una donna su cinque (22%) ha subito violenza fisica e/o sessuale ed il 43% ha avuto esperienza di una qualche forma di violenza psicologica, da un compagno attuale o precedente. In Italia, gli ultimi dati Istat (riferiti al 2021) mostrano che il 31,5% delle donne tra 16 e 70 anni ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner. Nel corso del 2021 sono state oltre 2000 le donne che hanno contattato i centri antiviolenza del Friuli Venezia Giulia, se si considerano gli accessi totali, anche precedenti l’inizio del percorso di uscita dalla violenza, si sfiorano i 5000 contatti, di cui poco più di un terzo avvenuti di persona al centro o agli sportelli del centro. Rispetto al totale dei contatti registrati nel 2021, uno su cinque è un primo contatto o un nuovo accesso. Le donne per le quali era in corso un percorso di uscita dalla violenza erano 1.185 e di queste il 63,9% avevano iniziato tale percorso proprio nel 2021, in 6 casi su 10 inviate dai servizi territoriali (fonte Regione FVG). In Veneto nel 2021, i servizi antiviolenza regionali hanno gestito 6.432 contatti, con 3.450 prese in carico, il doppio rispetto al 2020 (fonte Regione Veneto). La violenza domestica e l’abuso hanno un impatto devastante sulla salute ed il benessere delle vittime, con effetti e conseguenze negative a lungo termine per tutti i soggetti coinvolti, incluso chi la agisce. Per contrastare questo tipo di violenza è essenziale adottare una strategia complessiva che metta in sicurezza le vittime e si occupi anche della presa in carico dell’uomo che tali violenze agisce. La Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (Convenzione di Istanbul) richiede agli Stati membri dell’Unione Europea di investire nei programmi di presa in carico degli uomini autori di violenza nelle relazioni di intimità e degli abusanti sessuali. In questo contesto s’inserisce la formazione proposta, destinata a operatori di prima linea dei Servizi sociali, sanitari, di protezione all’infanzia, Forze dell’ordine, specialisti privati, volontari, che entrano in contatto con uomini fruitori dei propri servizi. La formazione utilizza il modello formativo ENGAGE, messo a punto nel 2018 dal Centro Ascolto Uomini Maltrattanti insieme ad altri partner europei, su finanziamento della Commissione Europea. La formazione è gratuita e si articola in sei edizioni in modalità online su piattaforma Teams, ed ogni edizione è composta da due incontri di quattro ore ciascuno. La prima edizione si terrà il 19 aprile e 26 aprile dalle 9 alle 13, la seconda edizione il 20 e 27 aprile; la terza edizione il 3 e 10 maggio; la quarta edizione il 4 e 11 maggio; la quinta edizione il 17 e 24 maggio; la sesta edizione il 18 e 25 maggio. Le docenti sono operatrici psicologhe del Centro Ascolto Uomini Maltrattanti di Firenze, Stella Cutini, Letizia Baroncelli e Silvia Amazzoni. Per iscrizioni fare clic sul link di ogni singola edizione presente nella locandina ENGAGE. Info: chiara.grando@itaca.coopsoc.it. “CHANGE” è un progetto biennale, inserito all’interno del Programma CERV 2021 – Citizens, Equality, Rights and Values, Sezione DAPHNE della Commissione Europea, che coinvolge un partenariato ricco di competenze: oltre alla capofila Cooperativa Itaca, vede la presenza di Comune di Pordenone e Comune di Treviso, AsFO, AsuGI e Ulss 2 Marca trevigiana, Centro di ascolto uomini maltrattanti, Fondazione di comunità Sinistra Piave, Ires Fvg, Aps L’Istrice, Relive – Relazioni libere dalle violenze, Cooperativa sociale Una casa per l’uomo, European Network for the Work With Perpetrators of Domestic Violence. Info e contatti su https://itaca.coop/progetto-change/ https://lagazzetta.itaca.coop/2023/03/10/come-avvicinare-gli-uomini-che-agiscono-violenza/ Segui CHANGE
LEGACOOP SOCIALI FVG: “NO AI MEDICI A GETTONE”
In Fvg due le cooperative che contano complessivamente 120 medici di medicina generale Paolo Felice, presidente Legacoop Sociali Fvg: “La cultura e la missione della cooperazione di Mmg valorizza i professionisti costruendo un rapporto stabile e di fiducia con i pazienti” No ai medici “a gettone”, puntando piuttosto sulla sanità del territorio e potenziando le risorse del Sistema Sanitario Nazionale. È quanto chiede Legacoop Sociali Fvg per bocca del suo presidente, Paolo Felice, che proprio qualche settimana fa ha partecipato al secondo congresso nazionale di Sanicoop, l’associazione di Legacoop che organizza e rappresenta più di settanta cooperative che forniscono servizi agli oltre 5 mila medici associati, per tre quarti medici di medicina generale, che seguono un bacino di circa 6 milioni di pazienti. Nel solo Fvg in pensione 470 MMG su 850 nei prossimi 7 anni Le linee di sviluppo dell’assistenza territoriale nel prossimo futuro sono sostanzialmente tracciate tramite gli indirizzi della missione 6 descritti nel Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza (PNRR). «Il sistema delle cooperative di servizio ai medici di medicina generale – spiega Paolo Felice – può rappresentare un importante elemento di efficientamento delle cure primarie, anche tenendo in considerazione che, da qui al 2027, anno di avvio a regime del Pnrr e della riforma della medicina territoriale, gli attuali 42 mila medici di famiglia diventeranno 35 mila per via di 18 mila pensionamenti rimpiazzati da 11 mila nuovi ingressi dal triennio. Per la sola nostra regione – prosegue il presidente di Legacoop Sociali Fvg – basti pensare che tra il 2023 ed il 2030 andranno in pensione 470 medici di medicina generale su 850, mentre ne saranno formati circa 50 all’anno». Le cooperative di MMG “Efficace soluzione” Le cooperative di Medici di Medicina Generale sono previste dall’Accordo collettivo nazionale che prevede come le medicine di gruppo possano essere gestite attraverso una forma societaria purché questa sia composta in modo stabile in prevalenza da medici di medicina generale e pediatri di libera scelta. «Le imprese cooperative di medici di medicina generale – continua Felice – rappresentano un’efficace soluzione per realizzare una forma di associazionismo tra medici che offra vantaggi ai soci medici e permetta nel contempo di offrire servizi efficienti e vari agli assistiti». In Fvg In Friuli Venezia Giulia la cooperazione di Mmg è rappresentata dalle cooperative “Medici Assieme Friuli” (MAF), nell’area udinese, e “Medici Cure Primarie Friuli Occidentale” (MCP), nel pordenonese, che operano da alcuni anni promuovendo significative innovazioni nel sistema della medicina primaria. Due esperienze cooperative, nate alcune anni fa grazie al “progetto Salute” di Legacoop, che ad oggi contano 120 medici di medicina generale, soci delle cooperative, che si prendono cura di oltre 150 mila assistiti. «Deve prevalere la relazione con i pazienti, non la prestazione» «La cultura e la missione della cooperazione di Mmg – spiega ancora Paolo Felice – valorizza i professionisti costruendo un rapporto stabile e di fiducia con i pazienti. In linea con i valori cooperativi, deve infatti prevalere la relazione con i pazienti, non la prestazione. Chi sopperisce alle inefficienze della sanità pubblica utilizzando una falsa veste cooperativa non solo è lontano dal sistema cooperativo, ma lo danneggia». Molte le criticità da affrontare come l’incalzante cambio generazionale, la necessità di garantire l’offerta tradizionale e di potenziarla con la gestione della cronicità, il rinnovato bisogno di prevenzione non solo vaccinale, la gestione dei pazienti residenziali e della diagnostica negli studi di prossimità, l’innovazione delle reti telematiche fino all’intelligenza artificiale. «Tutte grandi questioni, e per questo anche grandi opportunità – conclude il presidente di Legacoop Sociali Fvg –, che comportano una revisione del modello organizzativo e un suo accompagnamento con adeguate risorse umane, tecnologiche e finanziarie». Udine, 24 gennaio 2023 Ufficio stampa Legacoop Fvg Stefano Zucchini ufficiostampa@fvg.legacoop.it
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SERVIZI SOCIOEDUCATIVI A RISCHIO CHIUSURA, L’ALLARME DELLA COOPERAZIONE SOCIALE
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO Legacoopsociali Fvg, Confcooperative Federsolidarietà Fvg e A.G.C.I. Solidarietà SERVIZI SOCIOEDUCATIVI A RISCHIO CHIUSURA, L’ALLARME DELLA COOPERAZIONE SOCIALE Annullata la delibera regionale che ampliava le figure professionali con funzioni socioeducative È allarme nella cooperazione sociale dopo l’annullamento da parte del Tar di Trieste della delibera n° 1213 della Direzione Salute che forniva “Indicazioni per garantire la continuità e la qualità delle funzioni socioeducative nei servizi sociali territoriali”. La delibera, simile a una recente delibera della Regione Lombardia, veniva incontro a una precisa istanza delle associazioni di categoria della cooperazione sociale regionale (A.G.C.I., Confcooperative e Legacoop Fvg) che da mesi segnalavano la carenza significativa di figure professionali educative in tutti i settori dell’integrazione sociosanitaria (dalle comunità per minori, ai servizi legati al tema disabilità, anziani, dipendenze patologiche, salute mentale) fino ai servizi legati al “sistema scuola” (sostegno scolastico, servizi doposcuola, etc). Nello specifico, la delibera individuava ulteriori figure professionali con funzioni socioeducative che potevano intervenire nell’erogazione dei servizi socioeducativi. La segnalazione del sistema cooperativo è supportata anche da una ricerca, condotta dall’Ires Fvg, indicante le stime di fabbisogno futuro delle imprese cooperative, un dato comunque parziale rispetto a tutto il contesto delle realtà del Terzo Settore che operano in regione. Il fabbisogno reale per il sistema sanitario, assistenziale ed educativo è quindi ben superiore anche se già i numeri della sola cooperazione sociale sono considerevoli. Per la cooperazione sociale regionale, dunque, il fabbisogno stimato è di 2.287 figure professionali nel triennio 2022-2024 tra educatori professionali sociopedagogici, operatori sociosanitari e infermieri. Per le figure educative, il report prevede un fabbisogno nel triennio che supera le 800 unità. Ad oggi gli affidamenti di servizi degli Ambiti socioassistenziali e delle Aziende Sanitarie sul tema socioeducativo prevedono che i titoli del personale educativo rispettino la normativa vigente (laurea in Scienze dell’Educazione classe L–19 o proveniente dalla sanatoria della cosiddetta “legge Iori”); i requisiti richiesti dai Capitolati d’appalto non possono tuttavia essere soddisfatti vista l’assenza di personale educativo. Una situazione che determina già, in alcuni ambiti, la mancata erogazione dei servizi e la creazione di liste di attesa per i beneficiari. Una vera emergenza nazionale «Sia a livello nazionale che regionale – sottolineano Paolo Felice per Legacoopsociali Fvg, Luca Fontana per Confcooperative Federsolidarietà Fvg e Andrea Carlini per l’Associazione generale Cooperative Italiane, A.G.C.I., Solidarietà – le posizioni scoperte nei servizi socioeducativi sono in drastico aumento. Si tratta di una vera e propria emergenza nazionale, che nei prossimi mesi assumerà caratteri ancora più gravi poiché al momento non è stato introdotto alcun intervento compensativo o trasformativo dai soggetti istituzionali nazionali». Il mondo cooperativo, unitamente ad altri enti del terzo settore, ha denunciato da mesi la crescente mancanza di figure professionali necessarie alla gestione dei servizi, oltre ai relativi e urgenti investimenti nelle sfide attuali a partire dal P.N.R.R.. Felice, Fontana e Carlini evidenziano come «l’annullamento della delibera regionale determini, di fatto, la messa in crisi dell’erogazione ordinaria dei servizi socioeducativi, oltre a impedire qualsiasi prospettiva di sviluppo o di ripresa, tanto evocata a superamento dell’emergenza pandemica. La vulnerabilità e la fragilità delle nostre comunità (bambini, adolescenti, giovani, disabili, anziani) pretendono, soprattutto nel periodo post-pandemico, un nuovo investimento in “vaccini sociali”, educativi, culturali e relazionali. Si auspica pertanto – concludono – che la Regione promuova, con urgenza, azioni ulteriori che mirino a risolvere una situazione emergenziale che ha, e avrà, ricadute immediate sui cittadini della nostra regione». Udine, 30 dicembre 2022 Ufficio stampa Legacoop Fvg Stefano Zucchini ufficiostampa@fvg.legacoop.it
COOPSTARTUP HER
CoopstartupHER ha l’obiettivo di favorire la creazione e lo sviluppo di imprese cooperative a maggioranza femminile. Il superamento della disparità di genere, nel campo dell’occupazione, ma non solo, costituisce uno degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU e viene ribadita nel nostro Paese nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR): la Parità di genere è, infatti, una delle tre priorità trasversali da perseguire in tutte le missioni che lo compongono. In questo contesto si collocano gli incentivi per sostenere l’imprenditoria femminile introdotti con la legge di Bilancio 2021. CoopstartupHER vuole rappresentare una opportunità, insieme agli incentivi pubblici, per supportare lo sviluppo di idee imprenditoriali in cooperativa, capaci di apportare benefici in termini di aumento dell’occupazione, soprattutto femminile e di crescita economica, sociale e culturale del territorio. In allegato il bando. visita il sito: https://www.coopstartupher.it/piattaforma/
Damatrà: Campagna di sensibilizzazione Leggiamo a scuola!
All’interno del progetto di promozione della lettura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia LeggiAMO 0-18, Damatrà promuove l’adesione delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado alla campagna di sensibilizzazione Leggiamo a scuola! La campagna di sensibilizzazione, pensata con il prezioso contributo di un gruppo di esperti individuati tra gli insegnanti e bibliotecari della regione, ribadisce la centralità della scuola nella promozione democratica della lettura e individua nella pratica quotidiana, libera e condivisa una piccola rivoluzione capace di innescare cambiamenti strutturali. Indispensabile è l’alleanza con le biblioteche pubbliche che si impegneranno a collaborare con le biblioteche scolastiche (ove presenti) e con i docenti referenti per fare in modo che in tutte le classi sia facilitato l’accesso a libri e riviste, con un’attenzione particolare alla qualità delle proposte, all’inclusività e al rinnovo periodico delle stesse. L’adesione alla campagna prevede la condivisione del manifesto valoriale di LeggiAMO 0-18, che alleghiamo, e la stipula di un patto di corresponsabilità tra docenti e studenti capace di garantire un’azione continuativa, di generare un’abitudine e di tutelare la libertà di tutti nella scelta delle letture. L’adesione può essere di una singola classe, più classi di una stessa scuola, di una scuola intera e anche di un intero istituto comprensivo. Le adesioni si raccolgono entro e non oltre il 7 settembre 2021. L’avvio congiunto della campagna è previsto per il 29 ottobre 2021, giornata regionale della lettura (Un Libro Lungo Un Giorno). A tutti i partecipanti verrà fornito il materiale di comunicazione e il supporto necessario all’avviamento della campagna (nei contesti dove aderissero interi istituti comprensivi, o plessi scolastici, sarà prevista anche la formazione per tutti docenti).
Leggi le nuove versioni di Pagine cooperative sfogliabili
https://www.paginecooperative.it/
La produzione di mascherine anche dalla cooperazione del Fvg
Come è noto anche le cooperative sociali del Fvg sono scese in campo nella produzione di mascherine. A partire dall’adesione all’iniziativa nazionale Progetto Quid , sostenuta con un finanziamento del sistema Legacoop, nella nostra regione la cooperativa la Noncello di Roveredo in Piano (Pn) in collaborazione con altre realtà cooperative, ha realizzato una mascherina di cotone dotata di doppio trattamento antimicrobico e impermeabile. Spiegano in una brochure di presentazione del prodotto. Abbiamo scelto di migliorare il nostro impatto sociale a beneficio dei nostri soci/lavoratori, del territorio e delle comunità, perciò ci stiamo impegnando fornendo il nostro contributo alla prevenzione e al contrasto all’emergenza covid-19. Proponiamo un modello di produzione diffusa attraverso una rete di atelier artigianali che riposizioni la cooperazione sociale nelle comunità nel dialogo con le piccole e le medie imprese e le imprese artigiane. SOGNAMO l’attivazione di processi generativi per le reti produttive locali, un’altra economia rispettosa delle persone, dell’ambiente e dei diritti. Abbiamo avviato percorsi di riconversione, che hanno permesso l’attivazione di laboratori artigianali sartoriali, che stanno producendo mascherine di protezione collettiva. Siamo consapevoli che l’epidemia farà emergere una crisi economica e sociale che colpirà innanzitutto le persone fragili, perciò stiamo promuovendo varie iniziative per incentivare processi per lo sviluppo dell’economia sociale. Un’ economia che metta in primo piano le persone e i propri bisogni al fine di ricostruire i legami nelle comunità. CI MUOVIAMO nel presente mantenendo al centro l’inclusione sociale – obiettivo che ci ha sempre caratterizzato – affi nché le donne e gli uomini che rischiano esclusione e emarginazione possano sperare in un futuro possibile e migliore. In questo percorso per l’economia sociale stiamo investendo – mettendo in gioco le nostre competenze tecniche e le nostre relazioni – per realizzare e commercializzare questa mascherina come dispositivo di protezione collettiva. Un valido strumento per prevenire e contrastare la propagazione del virus. Stiamo collaborando con la cooperativa sociale Quid che ha progettato e testato questo prodotto e ha promosso una RETE per la COOPERAZIONE TRA COOPERATIVE. IL RISULTATO Un modello di mascherina di cotone dotata di doppio trattamento – antimicrobico ed impermeabile – in grado di bloccare il passaggio di gocce dal soggetto all’ambiente e viceversa, lavabile e riutilizzabile fino a 100 volte. flayer_mascherina_coop MASCHERINA CERTIFICATA (1)