Gli spazi acquatici considerati come motori di innovazione e crescita per uno sviluppo economico sostenibile e redditizio. È la cosiddetta Blue Economy, un concetto basato sull’imitazione del funzionamento della natura, seguendo il principio dell’economia circolare. È proprio partendo da qui che Legacoop Fvg si è fatta capofila di Bluedots, progetto europeo che ha come obiettivo generale quello di favorire, con lo spirito cooperativo che la contraddistingue, l’innovazione sociale e digitale delle imprese sociali che operano nella Blue Economy, favorendo la transizione dell’economia blu verso modelli intelligenti, sostenibili e inclusivi. Pesca e produzione alimentare, gestione integrata delle zone costiere e pianificazione dello spazio marittimo, ma anche gestione dei rifiuti marini, pesca turismo e turismo blu costiero così come lo sviluppo di biotecnologie blu. È partendo da qui che il 15 e il 16 ottobre a Trieste si terrà il kick off meeting, il primo incontro per dare il via al progetto che durerà fino a inizi del 2027. Allo stesso tavolo, oltre alla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, siederanno partner e stakeholder di diversi Paesi europei come Italia, Belgio, Spagna, Germania, Irlanda e Polonia.
L’eredità di Franco Basaglia e il futuro della salute mentale, se ne parla a Udine
Una riflessione aperta e sincera su cosa resta oggi, dopo trent’anni di aziendalizzazione dei servizi pubblici, dello spirito e delle pratiche che negli anni ’70 diedero avvio alla riforma psichiatrica italiana. Ma anche un approfondimento su quel che resta e su cosa si è invece smarrito, perfino nelle regioni più virtuose, tra cui proprio il Friuli Venezia Giulia, del retaggio di Franco Basaglia, di quella visione volta alla promozione di una salute mentale di comunità e a una cultura dell’accoglienza della persona. Se ne parlerà sabato 12 ottobre a partire dalle 9 nel corso dell’incontro “L’eredità di Franco Basaglia e il futuro della salute mentale”, previsto a Udine in Sala Gusmani a Palazzo Antonini, in via Gemona 5. Organizzato da Icles – Istituto per la clinica dei legami sociali, Cooperativa sociale Itaca e Consorzio Cosm, in collaborazione con Flai – Forum lacaniano in Italia e la rivista L’Ippogrifo, l’incontro ad ingresso libero ma su prenotazione inizierà con l’introduzione alla giornata dello psicologo Francesco Stoppa. “Nonostante i buoni propositi del post Covid, – afferma Francesco Stoppa – gli utenti e le famiglie si sono trovati a fare i conti con una contrazione delle risorse e dei finanziamenti, mentre gli operatori pagano quotidianamente il prezzo di una burocratizzazione e standardizzazione delle pratiche che mette a dura prova la loro tenuta professionale e la loro motivazione”. “La giornata cercherà di prendere in esame criticità e punti di forza – prosegue Stoppa -, aprendo un dibattito a più voci su tre assi portanti del lavoro di salute mentale. Innanzitutto, il tema della direzione dei servizi e dell’orientamento delle pratiche, questione legata strettamente alla formazione degli operatori e al dialogo con le famiglie degli utenti dei servizi”. A cosa, in sostanza, deve mirare oggi una leadership accorta, sensibile ai cambiamenti della società e alle attuali espressioni del disagio? Ne parleranno nell’asse “Lo stato dell’arte: i Servizi di salute mentale tra organizzazione, cura e formazione” Mario Colucci, psichiatra del Dsm di Trieste, Maria Inglese, psichiatra del Dsm di Parma, e Domenico Ferrara, psichiatra del Dsm di Udine. “Il secondo focus farà il punto sull’attuale tenore della partnership tra servizi pubblici e cooperazione sociale: ha ancora un senso parlare di partnership – sottolinea Stoppa -, o la logica attuale è quella di una definitiva, semplice e meccanica delega di funzioni da parte dei cosiddetti servizi appaltanti nei confronti del Terzo settore?”. La tavola rotonda “Il lavoro di comunità e l’integrazione tra Servizi pubblici e Cooperazione sociale” vedrà gli interventi di Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg e di Consorzio Cosm, Marco Bertoli, direttore del Dsm di Udine – AsuFC, Chiara Dazzan, assessora del Comune di Udine, e Manuela Landini, psicologa della Cooperativa sociale Insieme si può. Modera la giornalista Anna Piuzzi. Infine, è più che mai importante confrontarsi su un piano culturale e al contempo operativo, per verificare cosa possa significare oggi, al di là delle celebrazioni rituali, restare fedeli allo spirito istituente, ovvero innovativo, del pensiero basagliano e della Legge 180/1978”. “Con la consapevolezza – conclude Francesco Stoppa – che la segregazione moderna non segue più, come un tempo, logiche di reclusione ed esclusione sociale, ma mira a una generale deresponsabilizzazione dei cittadini, ridotti a consumatori, e alla frammentazione del legame sociale”. “L’eredità basagliana in tempi di aziendalizzazione” è il titolo del terzo e ultimo asse della giornata, alla tavola rotonda moderata da Roberto Palladino, giornalista di Sky Tg 24, interverranno Marica Setaro, ricercatrice, Mario Novello, psichiatra e già direttore del Dsm di Udine, Gian Luigi Bettoli, storico e già presidente di Legacoopsociali Fvg, Moreno Blascovich, formatore. Al termine conclusioni e rilanci con Jessica Marino, psichiatra del Dsm di Udine, e Annalisa Bucciol, psicologa del Serd di Mestre. Info e iscrizioni: Domenico Ferrara dome.ferrara@alice.it
Economia circolare del farmaco. Una questione etica, economica ed ambientale: il convegno
Può un semplice farmaco diventare protagonista di solidarietà tra le persone e di sostenibilità per il pianeta? A dimostrare che ciò è possibile sono i volontari dell’associazione Centro raccolta farmaci Udine Odv che dal 2017 recuperano medicine valide non scadute e presidi sanitari donati dai cittadini, sia per inviarli in Paesi, come il Venezuela e l’Ucraina, dove le popolazioni vivono in condizioni di grave sofferenza e indigenza, e sia per sostenere fasce deboli della nostra comunità che non possono accedere alle cure per motivi economici. Da aprile 2022 a settembre 2024 il Centro raccolta farmaci udinese ha recuperato e consegnato a destinazione 29.602 confezioni di farmaci per un valore commerciale pari a 581.878 euro. Il riciclo dei medicinali ancora validi ha risvolti positivi anche sull’ambiente: evitando di mandare al macero farmaci ancora utilizzabili che dovrebbero essere smaltiti come sostanze speciali, si innesca un circolo virtuoso di prevenzione dei rifiuti e di riduzione dello spreco. Per informare e stimolare la riflessione sui temi e sui valori che ruotano attorno al farmaco – inteso come mezzo per preservare e curare la salute umana, ma anche come strumento di solidarietà tra gli individui e nei confronti del pianeta – l’associazione Centro raccolta farmaci Udine Odv propone sabato 12 ottobre, il convegno “Economia circolare del farmaco. Una questione etica, economica ed ambientale”. L’evento si svolgerà dalle 9.00, nel Salone del Parlamento del Castello del capoluogo friulano, e vedrà l’intervento di eminenti rappresentanti del mondo della medicina e del lavoro. L’incontro è con ingresso libero fino a esaurimento dei posti e potrà essere riascoltato in differita al seguente link: https://www.youtube.com/@centroraccoltafarmaciudine. L’iniziativa è organizzata con il contributo del Comune di Udine – Assessorato alla Salute ed Equità Sociale – Progetto OMS “Città Sane” e della Fondazione Friuli, e con l’alto patrocinio del Parlamento Europeo; inoltre, è patrocinata da Regione Friuli Venezia Giulia, ASUFC – Azienda sanitaria universitaria del Friuli Centrale, Università di Udine, Ordine dei medici di Udine, Ordine dei farmacisti di Udine, Fondazione Banco Farmaceutico, ISDE Italia, ALI – Associazione latinoamericana in Italia onlus, NET, Legacoop FVG, Duemilauno – Agenzia sociale coop, LILT e Sistemi 2000 Srl. L’evento: la partecipazione di Legacoop Fvg Ad aprire il convegno sarà Federico Armani, già medico di medicina generale e socio fondatore del Centro raccolta farmaci di Udine, che presenterà gli scopi e i risultati raggiunti dall’associazione nei suoi sette anni di attività. Poi, Massimo Baraldo, direttore dell’Istituto di farmacologia clinica dell’università di Udine, spiegherà cosa sono i farmaci e la loro azione; quindi, Franco Lo Mauro, direttore generale Fondazione Banco Farmaceutico, illustrerà i dati relativi al recupero dei medicinali validi non scaduti a livello nazionale. La medicina di genere sarà il tema dell’intervento di Ariela Benigni, direttore e segretario scientifico dell’Istituto di ricerche farmacologiche “Mario Negri”. La mattinata proseguirà con Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg, che si soffermerà sull’importanza delle reti nell’economia circolare. Dopo un breve coffee-break, il convegno continuerà con Edoardo Leombruni, dirigente medico U.O Chirurgia Generale Ospedale di Sulmona e presidente di Ali Onlus. Seguiranno Mario Canciani, medico pneumologo e presidente ISDE FVG e Associazione medici per l’ambiente, che chiarirà quali conseguenze in termini di inquinamento ecologico possano essere determinate dalla produzione e dallo smaltimento dei farmaci, e Lidia Arreghini, filosofo clinico, che rifletterà sugli aspetti etici connessi al riuso dei medicinali. L’incontro si concluderà con l’intervento di Massimo Sivieri, membro del Consiglio dell’Ordine dei dottori commercialisti di Udine, che spiegherà i vantaggi della donazione dal punto di vista fiscale e il bilancio solidale. L’associazione Il Centro raccolta farmaci muove i primi passi nel dicembre del 2017, in seguito alle drammatiche richieste di aiuto che il dottor Federico Armani e sua moglie Marina Calligaris ricevono dal Venezuela. Nel Paese, uno dei più ricchi del Sud America, la popolazione era allo stremo, senza cibo e senza farmaci per curarsi. Insieme ad un gruppo di amici e con il supporto dell’associazione ALI (Associazione latinoamericana in Italia) onlus di Sulmona, ad aprile 2018 riescono a far partire i primi pacchi per la popolazione venezuelana. Nel 2022, con lo scoppio della guerra in Ucraina vengono distribuiti farmaci anche verso quella destinazione: ogni venti giorni parte un carico che arriva direttamente ai medici locali. Nella primavera dello stesso anno, i volontari – che nel frattempo sono diventati un gruppo di dieci persone – aprono la sede in viale delle Ferriere, nello spazio messo a disposizione dalle suore della Congregazione del Santissimo Rosario, e attraverso la collaborazione con il Banco Farmaceutico e con Mission odv (Caritas Udine) cominciano l’attività di raccolta in proprio. Molte farmacie aderiscono al progetto, il passa parola coinvolge sempre più cittadine e cittadini ed è così che iniziano ad ottenere molti farmaci che vengono donati in molte località nel mondo e anche alle persone bisognose nelle nostre città. Nel 2023, il Centro raccolta farmaci si costituisce in associazione Odv.
Legacoop Agroalimentare al voto, ecco gli eletti del Fvg nella direzione nazionale
Secondo mandato per Cristian Maretti alla guida di Legacoop Agroalimentare. Lo hanno eletto i delegati e le delegate alla XVIII Assemblea dell’associazione delle cooperative italiane che si è tenuta al teatro Ambra Jovinelli di Roma. “I prossimi quattro anni saranno sicuramente molto impegnativi. Dall’assemblea di Legacoop Agroalimentare parte un messaggio a tutte le organizzazioni di settore a fare progetti per rafforzare il sistema italiano. Ne abbiamo bisogno in Europa e nel mondo”, ha detto Maretti appena eletto. 55 anni, una compagna e tre figli, Maretti, è laureato in Agraria a Bologna e ha conseguito un diploma di specializzazione post universitario a Montpellier in Francia. Da sempre nel mondo della cooperazione, arriva per la prima volta alla guida nazionale di Legacoop Agroalimentare nel 2020 e deve affrontare subito emergenze, a iniziare dal Covid, oltre a quelle specifiche legate al mondo agroalimentare e della pesca a iniziare dal granchio blu. “Come emerso dagli interventi di questa due giorni, emerge la consapevolezza diffusa dei problemi che gravano sul settore, una consapevolezza che va trasformata il prima possibile in progetti e azioni concrete per rafforzare il sistema nazionale”, ha continuato Maretti. La rappresentanza del Fvg In rappresentanza di Legacoop FVG sono stati eletti componenti della Direzione di Legacoop Agroalimentare Alessandro Driussi (in foto), presidente dell’associata Venchiaredo di Ramuscello (PN) e Carlo Franzosini, presidente della associata Shoreline di Trieste.
Torna a Collina la grande festa dei “Cavoli nostri”
Torna, domenica 6 ottobre a Collina di Forni Avoltri “Cavoli nostri”, una nuova edizione della festa del cavalo cappuccio di Collina, un ortaggio la cui coltivazione si tramanda, qui a 1250 metri di altitudine ai piedi del Monte Cogliàns, da generazioni ed è ora mantenuta e sviluppata dalla cooperativa Coopmont, associata Legacoop Fvg. A partire dalle 10 di mattina e per tutta la giornata, stand gastronomici proporranno diversi piatti con questa particolare varietà di cavolo cappuccio. Ci sarà anche un mercato slowfood con prodotti agroalimentari e artigianali locali. Il gruppo musicale “Plodar Kryner” animerà la giornata con la propria musica. Entrando nel dettaglio del programma, alle 10 ci sarà la camminata con visita alle coltivazioni, mentre alle 11 è in calendario uno spettacolo di arte visiva e performativa. Dalle 12 alle 18 sarà possibile guardare il cortometraggio “Alle radici del quotidiano. In camera”, che verrà proiettato ininterrottamente per tutto il pomeriggio. Non mancherà l’angolo di degustazione dei vini e dei laboratori di degustazione del famoso aglio di Resia e del miele di alta montagna (a numero chiuso; prenotazioni al 333 8047508). Previsto infine un servizio di bus navetta gratuito con partenza al parcheggio Staipo da Canobio al centro del paese. (in foto uno scatto tratto dal profilo Fb di Collina di Forni Avoltri. Foto Francesca Tamussim)
Tomorrow is the question! Alla Comunità Nove di Udine il concerto tra follia e musica
Alle 18,30 di sabato 12 ottobre nella sala Pierluigi di Piazza della Comunità Nove – Parco di Sant’Osvaldo, via Pozzuolo 330 a Udine -, nell’ambito dell’iniziativa della Cooperativa Itaca “Disturbo?”, Mirko Cisilino (tromba), Roberto Fabrizio (chitarra), Giovanni Maier (contrabbasso) e Marco D’Orlando (batteria) si esibiranno in un concerto dedicato al grande sassofonista Ornette Coleman. Oltre al puro piacere di ascoltare alcune tra le punte di diamante del jazz contemporaneo nel nostro paese, l’occasione sarà propizia per celebrare degnamente il concerto che il grandissimo sassofonista di Fort Worth, Texas, tenne con il suo gruppo all’ospedale psichiatrico di Trieste nel giugno 1974. Fu la prima di una lunga serie di esibizioni di vari artisti voluta da Franco Basaglia e dai suoi collaboratori per aprire al futuro l’istituzione manicomiale rendendola un luogo diverso e piacevole nel quale fosse possibile creare vera socialità e una nuova umanità anche grazie all’arte e alla musica. A dieci lustri da quel grande azzardo del “dottore dei matti” possiamo dire che la scommessa è stata vinta a mani basse. L’unica vera rivoluzione culturale del nostro paese ha fatto germinare una sensibilità del tutto nuova non solo nel campo della salute mentale e delle fragilità in genere, ma soprattutto in quello dei diritti di tutti. La prova tangibile è proprio nel Parco di Sant’Osvaldo, ex famigerato manicomio nel quale scontarono la loro condanna le vittime della psichiatria tradizionale tra violenze e terribili strumenti di contenzione. Quei gironi d’inferno si sono trasformati, grazie all’intervento dei collaboratori di Basaglia, in una realtà aperta e solare nella quale la cura e la terapia sono intese come condivisione e accoglienza delle persone più sensibili che trovano un ambiente a misura d’uomo immerso nel verde. I musicisti che si esibiranno a Sant’Osvaldo, virtuosi tra i più innovativi, sperimentali e sensibili degli ultimi decenni, hanno deciso, di comune accordo, di rendere omaggio a Ornette Coleman reinterpretando la scaletta del concerto di Trieste di tanti anni fa, senza alcuna piaggeria o pedissequa smania imitativa. Al contrario, i brani, con i nuovi arrangiamenti, diventano del tutto originali assumendo nuove forme e risonanze, seguendo le dinamiche del jazz più autentico per definizione mutanti, sfuggenti, in continuo movimento e trasformazione. L’arte stessa di Coleman è un arcobaleno di suggestioni che si nutre di quel sole nella pioggia che è la creatività libera dall’oppressione e dal pregiudizio. Il Free Jazz è la forma musicale basata sull’improvvisazione, alternativa a ogni schema tradizionale che prende il nome da un monumentale album di Coleman in doppio quartetto del 1961 per l’appunto “Free Jazz: A Collective Improvisation”. In quell’anno Franco Basaglia vinse il concorso per la direzione dell’ospedale psichiatrico di Gorizia. Enzo Quai, un infermiere di allora racconta: “Allora c’erano seicentocinquanta ricoverati, uomini e donne rinchiusi nelle camerate. Era un lager. E basta. Dopo il primo giorno di lavoro pensai di non ritornare più malgrado lo stipendio. Adesso non riesco ad allontanarmi. Il manicomio mi ha dato tutto. Il senso della vita, dei rapporti, degli altri. Anche la dignità. Con me entrò Basaglia e cominciammo a rompere tutto…” Da quel giorno il “dottore dei matti” non smetterà di sconcertare i ben pensanti che vedevano la follia come un pericolo sovvertitore dell’ordine sociale. Avevano ragione, la follia è quell’energia misteriosa che se ben incanalata è in grado di colpire tutti i vecchi pregiudizi cambiando le meccaniche dell’oppressione. Allo stesso modo, il Free Jazz che qualcuno considera ancora oggi una cosa da invasati, non è mai stato solo una bizzarra forma musicale, ma anche uno strumento per rivendicare i diritti degli oppressi, da quelli degli afroamericani discriminati dalla società bianca a quelli di tutte le minoranze del mondo. Si rompono gli antichi schemi repressivi per guardare ad un nuovo futuro di giustizia e di fratellanza. La musica di Coleman è tutta orientata verso il futuro in un anelito di cambiamento rivoluzionario come nell’album “Tomorrow is the Question” che si interrogava in musica sulle prospettive del nostro vivere e della società. La riforma psichiatrica di Basaglia, con la conseguente legge 180, oggi largamente disattese, guardavano al domani con fiducia e speranza in una trasformazione sociale inclusiva e davvero democratica nella quale tutti fossero messi in grado di collaborare positivamente al benessere sociale. L’ensemble Cisilino/D’Orlando/Fabrizio/Maier tesserà le proprie riflessioni in musica attorno a quelle due figure di grandi rivoluzionari del nostro tempo, in un concerto che si preannuncia prezioso e raro come tutte le cose più belle, proiettato verso la certezza di un domani possibile e più giusto.
Al festival della città ideale il convegno “il sogno di una casa”
Doppio appuntamento, venerdì 27 settembre a Palmanova, con il Festival della Città ideale, organizzato dall’Associazione Culturaglobale, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Palmanova. Alle ore 18.00, nel Salone d’Onore palazzo Municipale, si terrà il convegno “Il sogno di una casa”, realizzato in collaborazione con LegaCoop Fvg. Moderati dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig (in foto), interverranno Giovanni La Varra, professore associato di Composizione Architettonica all’Università̀ di Udine; Massimo Fadel, responsabile del settore Urbanistica e Ambiente di Cooprogetti soc.coop. e Antonella Nonino, coordinatrice dei progetti Abitare Sociale, Vicini di Casa onlus. Si parlerà di diritto all’abitare e di come ripensare e riqualificare i luoghi e i territori nella tensione a una città ideale, vicina alle esigenze delle persone: dalla libertà di movimento al superamento dei confini, dal rapporto centro-periferia al contrasto alle diseguaglianze spaziali e sociali, per una dimensione urbana aperta che promuova partecipazione e cittadinanza attiva tra le nuove forme dell’abitare e le politiche future. Alle ore 21.00, al Teatro Gustavo Modena, andrà in scena I Mosaiciscj, spettacolo teatrale del Teatro Incerto, di e con Fabiano Fantini, Elvio Scruzzi e Claudio Moretti. Una produzione del Teatro Incerto e CSS Teatro stabile di innovazione del FVG. I Mosaiciscj narra, in forma di racconto drammatizzato, la storia, i segreti, il significato più recondito dei mosaici della Basilica di Aquileia. Maqor, un povero mosaicista, riceve dal vescovo Teodoro l’incarico di realizzare un mosaico per ringraziare il Signore dell’avvenuta liberazione dalla schiavitù di tutti i cristiani fino ad allora perseguitati. Siamo intorno al 313 d.c. e Maqor si rende conto che l’impresa per lui è impossibile, anche perché non riesce a comprendere il significato di quei disegni. In suo aiuto si presentano due strane figure, Gabriel e Tartatuk, che lo stimoleranno, in modi diversi, a proseguire il lavoro. Guarda a questo link il video della convegno il “Sogno di una casa” Gli ospiti Giovanni La Varra Architetto, dottore di ricerca e professore associato di Composizione Architettonica all’Università degli Studi di Udine. Ancor prima, ha insegnato al Politecnico e alla Statale a Milano. Svolge attività professionale nel campo della pianificazione territoriale e della progettazione urbanistica e architettonica. Dal 2008, con Gianandrea Barreca, forma Barreca&La Varra, vincendo l’Award del Council of Tall Building dell’ITT di Chicago per il Bosco Verticale. Ha pubblicato numerosi articoli, saggi e recensioni su riviste quali Casabella, Domus, Abitare, Territorio, Urbanistica, Il Sole 24 Ore, Urbanistica quaderni, Paesaggio urbano e Arch’it. Dal 2015 è vicedirettore della rivista Viceversa. Nel 2012 ha pubblicato Barreca & La Varra, Questioni di facciata (ed.Skira). Antonella Nonino Lavora nell’ambito del contrasto al disagio abitativo da oltre 20 anni. Un’esperienza cominciata con la Tesi di Laurea dedicata ai Gruppi Rom e Sinti che abitano a Udine e continuata anche nell’impegno politico amministrativo come assessora ai Diritti e all’Inclusione Sociale nel Comune di Udine dal 2013 al 2018. Attualmente, è Coordinatrice di Vicini di Casa Onlus per l’Area “Abitare Sociale”, nella costruzione di progettualità e servizi dedicati al contrasto delle varie forme del disagio abitativo che interessano il territorio dell’ex Provincia di Udine. Massimo Fadel Architetto e membro del Direttivo regionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica del FVG, si occupa di Pianificazione territoriale generale e attuativa e di pianificazione in vari settori: nell’edilizia abitativa e sociale, nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica; nell’ambito delle telecomunicazioni, con valutazione ambientale e paesaggistica di piani e progetti anche a livello europeo. È consulente per Amministrazioni pubbliche, consorzi industriali, aziende speciali, enti di diritto pubblico, società private e agenzie di sviluppo internazionali. Michela Vogrig Cooperatrice e presidente di Legacoop FVG. Presidente del consorzio COSM, principale realtà consortile sociale della regione, componente per Legacoopsociali del board di Diesis Network e responsabile nazionale per l’area salute mentale. Da oltre 20 anni, si occupa di economia sociale, salute mentale, inserimento lavorativo di persone in condizione di svantaggio ed è impegnata in diversi progetti di cooperazione internazionale. Teatro Incerto Composto da Fabiano Fantini, Elvio Scruzzi e Claudio Moretti, nasce nel 1982 a Gradisca di Sedegliano (UD). Dopo aver frequentato vari corsi di tecnica del movimento, dizione e fonetica, alcuni suoi componenti, nel 1986, frequentano la Scuola Irfop, per attori “Fare Teatro”, organizzata dal Centro Servizi e Spettacoli di Udine-Teatro Stabile di Innovazione del FVG, e, nel 1989, conseguono il diploma. Fra i loro maestri, Elio De Capitani, Massimo Navone, Gigi Dall’Aglio, Giuseppe Bevilacqua, Marco Baliani, Rita Maffei. In trentatré anni di attività hanno realizzato numerosi spettacoli. Le Scarpe prendono piede arriva ad oltre 500 repliche, e poi la trilogia Four Laris Dentri, Forest, Don Chisciotte, Garage 77, Predis, In cunfin di vite, S-glaçât, Blanc, Guarnerius, Cumbinin, Spierduts…. Hanno visti pubblicati diversi loro testi teatrali, vincendo il premio Valle d’Aosta al Festival del Libro di Torino (2005) con Isoke. Ricevono una menzione speciale al premio Moret d’Aur e un altro riconoscimento al Premio Candoni per il testo Une Piçule robe. Hanno recitato in ogni angolo del Friuli Venezia Giulia, in diverse località italiane, europee e oltre oceano. Rai regione, Telefriuli e Free Tv hanno mandato in onda le registrazioni di alcune loro rappresentazioni. Hanno lavorato a Radio Onde Furlane e Radio Rai e realizzato oltre 500 spot pubblicitari. Hanno collaborato con vari Enti, fra cui l’Università di Udine e la Civica Accademia teatrale ‘Nico Pepe’. Il Festival della Città ideale è organizzato dall’Associazione Culturaglobale, con il sostegno del Comune di Palmanova, del Ministero della Cultura, Ministero del Turismo, UNESCO, Consiglio Regionale FVG, Io sono Fvg, Legacoop Fvg e Credifriuli.
Legacoop Fvg apre all’insegna di Basaglia la nuova edizione del Festival del coraggio
Saranno i temi di cui sentiamo (in tv) e di cui leggiamo (online e sui giornali) ogni giorno, ad animare la settima edizione del Festival del Coraggio, un appuntamento divenuto, nel corso degli anni, fondamentale per un’intera comunità, quella di Cervignano del Friuli, che lo ospiterà, ancora una volta, dal 16 al 20 ottobre. Come di consueto, inoltre, il Festival è anticipato da una serie di anteprime a Pordenone, Udine, Aquileia, Strassoldo, come quella in programma il 25 settembre, alle 18, al teatro Pasolini di Cervignano, dove andrà in scena “Era bello il silenzio”, spettacolo teatrale liberamente ispirato dal romanzo “I ragazzi della via Pascoli” di Pino Roveredo. Una nuova edizione che non disattenderà le aspettative, e che è stata presentata, il 25 settembre 2024, nella sede udinese della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, alla presenza di Cristian Zanfabro, assessore alla Cultura del Comune di Cervignano del Friuli; Mauro Daltin, direttore artistico del Festival del Coraggio; Simone Ciprian, presidente dell’associazione culturale Bottega Errante. In scena l’attualità Disagio, carcere, lotta alla violenza di genere, democrazia, informazione, ambiente, letteratura, migrazioni. Si parlerà di questo durante le giornate del Coraggio. Tematiche attualissime e importanti che saranno affrontate attraverso incontri, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, concerti, ospitati dal Teatro Pasolini alla Casa della musica, dal “Giardino dei diritti” alla biblioteca civica “Giuseppe Zigaina”. Tutti gli eventi saranno a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. Eventuali variazioni e aggiornamenti del programma saranno comunicati sul sito www.festivaldelcoraggio.it, sui social e tramite l’app “Municipium” del Comune di Cervignano del Friuli. «La rivoluzione di Franco Basaglia ha rappresentato uno dei momenti più alti di lotta contro le discriminazioni, di difesa dei diritti dell’essere umano, dei più fragili, degli emarginati; una delle ultime grandi conquiste collettive che hanno portato l’Italia all’avanguardia nel mondo. È per questo che nel centenario dalla nascita di questo rivoluzionario, ci è parso giusto e doveroso omaggiarlo dedicandogli l’illustrazione che identifica la settima edizione del Festival del Coraggio – hanno spiegato Mauro Daltin, direttore artistico e Simone Ciprian, presidente dell’associazione culturale Bottega Errante -. Per farlo abbiamo scelto di avere con noi “Marco Cavallo”, il cavallo azzurro di cartapesta, alto quattro metri, che ruppe il muro dell’ospedale psichiatrico e invase, con un corteo festoso, la città di Trieste. La sua forza iconica sarà il medium per provare a ragionare, durante le cinque giornate del festival, sulla dicotomia dentro/fuori parlando dell’oggi con i grandi ospiti». Gli ospiti coraggiosi Gli ospiti anche quest’anno saranno tanti e porteranno in Friuli Venezia Giulia grandi e piccole storie, sempre e comunque intrise di coraggio. Volendo citarne qualcuno, sarà possibile ascoltare, in occasione dell’inaugurazione realizzata in collaborazione con Legacoop Fvg, Alberta Basaglia, figlia di Franco. Psicologa e direttrice del centro donna e del centro antiviolenza di Venezia, racconterà, in dialogo con la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, quanto attuale e indispensabile sia ancora il messaggio di suo padre a cui, peraltro, è dedicata l’illustrazione firmata da Federica Moro, che ritrae “Marco Cavallo”, una delle immagini più potenti del Novecento italiano. Ma a Cervignano del Friuli arriverà anche Gino Cecchettin, padre di Giulia, che porterà le sue sofferte parole di impegno, di consapevolezza e di coraggio. Lo storico inviato di guerra, Domenico Quirico, racconterà invece i fronti più pericolosi e fragili del pianeta. Mentre Umberto Ambrosoli, porterà con sé una necessaria dose di speranza, testimoniando il coraggio come virtù civile di cui ancora è possibile trovare traccia nel nostro tempo. La giornalista e fotografa Stefania Prandi affronterà invece due temi di cui troppo poco si parla, gli “orfani bianchi” e il caporalato. Spetterà infine a Nada chiudere questa edizione. Parlerà e canterà, raccontando di fatti, persone e scelte che l’hanno accompagnata nel suo coraggioso percorso, volutamente lontano dal mainstream. «Ci stiamo avvicinando alla VII edizione del Festival del Coraggio con grandi aspettative visti i risultati eccellenti dello scorso anno, con grande affluenza di pubblico non solo locale, ma giunto anche da fuori regione, registrando numeri di presenza mai riscontrati. L’edizione di quest’anno, con anteprime il 25, 27, 28 settembre e 7 ottobre, tra Cervignano del Friuli, la frazione di Strassoldo e Aquileia, porterà avanti l’obiettivo di coinvolgere sempre i cervignanesi, le associazioni e i ragazzi delle nostre scuole, affrontando svariati temi quali guerra, violenza di genere, ambiente, con il preciso scopo di diventare sempre più parte integrante della realtà del nostro territorio e di sensibilizzare il pubblico e stimolare l’ascoltatore ad un’attenta riflessione» ha dichiarato l’assessore alla Cultura del Comune di Cervignano del Friuli, Cristian Zanfabro. Biblioteca del coraggio e vetrine coraggiose A disposizione, anche nel 2024, la “Biblioteca del coraggio” in continuo aggiornamento sugli scaffali dalla biblioteca Zigaina e l’appuntamento con le “Vetrine coraggiose” degli esercizi commerciali della città (in collaborazione con VARI ed Eventuali). I commercianti che hanno aderito ospiteranno le gigantografie degli ospiti delle passate edizioni del Festival e riserveranno una parte della vetrina ai lavori dei bambini delle scuole primarie della città, tutti dedicati al coraggio. Inoltre proporranno eventi originali, con date e orari disponibili online. Studenti e studentesse Torneranno pure gli studenti del progetto PCTO delle Scuole secondarie di secondo grado dell’ISIS Bassa Friulana. Come da tradizione saranno al fianco del Festival con l’inconfondibile maglietta arancione, presenti in tutte le sedi e a tutti gli incontri, pronti a fornire informazioni, accogliere, collaborare nell’organizzazione, presentare, documentare e raccontare. Il festival del coraggio 2024 La settima edizione del Festival del Coraggio è nata da un’idea, con il sostegno e il coordinamento del Comune di Cervignano del Friuli – Città che legge, ed è stata realizzata con la direzione artistica e co-organizzazione dell’associazione culturale Bottega Errante, con il sostegno di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli, Associazione culturale Teatro Pasolini e il supporto di Gruppo Altair, Cooperativa sociale onlus Itaca, Coop Alleanza 3.0, Cassa Rurale FVG, LegaCoop Fvg, Associazione culturale LeggerMente, ristorante pizzeria Chichibio, trattoria pizzeria Capello. Partner del progetto sono: Associazione culturale Bottega Errante, Associazione culturale Teatro Pasolini, Ordine dei giornalisti Fvg, Fondazione Pordenonelegge.it, Isis – Istituto statale istruzione superiore della Bassa Friulana. In collaborazione con:
Torna vicino/lontano mont, anche Legacoop Fvg a fianco della rassegna dedicata alle terre alte
Al via la quarta edizione di vicino/lontano mont, la rassegna che vicino/lontano dedica alle Terre Alte. Giovedì 26 settembre a Paluzza nella Chiesa di San Giacomo, dopo l’inaugurazione con il saluto dei sindaci dei cinque comuni che ospitano quest’anno la rassegna, vicino/lontano mont 2024 apre i battenti alle 18.30 con la conferenza-spettacolo “Di acque e di terra. Migrazioni e altri movimenti” del sociologo dell’Università di Padova Stefano Allievi. Un viaggio affascinante nel mondo del movimento delle popolazioni: tra nomadismo e mobilità umane contemporanee, tra Neanderthal e Unione Europea, tra l’epopea dell’emigrazione italiana e la nuova immigrazione, tra Ellis Island e Africa, tra squilibri demografici e cambiamento climatico, tra merci e persone, tra cultura e biologia, tra suggestioni letterarie e immagini d’ambiente, tra vie d’acqua e percorsi terrestri. Un discorso di ampio respiro, pacato e informato, che supera le contrapposizioni ideologiche, capace di collegare le cause con gli effetti, i paesi d’origine con quelli di destinazione, il passato con il presente. La ricca parte audiovisuale, che fa uso anche di foto e video originali, è curata da un gruppo internazionale di giovani artisti di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione creato da Benetton. Alle 21, a Treppo Ligosullo alla Galleria d’arte moderna Enrico de Cillia, nell’incontro “Italia selvatica” realizzato in collaborazione con Leggimontagna, il presidente del distretto venatorio della Carnia Vittorino Dorotea, il pianificatore del territorio e ricercatore senior di Eurac Research di Bolzano Andrea Omizzolo, il vice presidente del Progetto Lince Italia Renato Pontarini e lo scrittore e divulgatore, esperto di foreste e animali selvatici Daniele Zovi – moderati dal giornalista Rai Giacomo Plozner – discuteranno di come affrontare e gestire quella rinnovata vicinanza tra uomo, animali selvatici e grandi carnivori che tanto allarma l’opinione pubblica. La rassegna si realizza grazie alla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, alla Fondazione Friuli, alla Comunità di Montagna della Carnia, al BIM-Consorzio del Tagliamento e ai cinque comuni ospitanti, con il sostegno di PrimaCassa, Carnia Industrial Park, Marmi Bertacco e Legacoop FVG.
Torna Nel Giardino del Doge, natura e scrittura assieme a Villa Manin
Paolo Rumiz, Anna Peyron e Luca Bergamin saranno i protagonisti della XIX edizione della rassegna “Nel Giardino del Doge Manin”, che si terrà nel Parco di Villa Manin, a Passariano di Codroipo, sabato 14 e domenica 15 settembre. Grandi scrittori per un grande parco, il più grande del Friuli Venezia Giulia, pronto ad accogliere un centinaio di espositori provenienti da tutt’Italia e dall’estero per animare una mostra floreale tra le più attese che nell’ultima edizione ha registrato 15 mila presenze. Del resto scrittura e natura sono sempre andate d’accordo, il giardino è la natura su misura per i letterati: lo argomenta molto bene Luca Bergamin nel libro, uscito da poche settimane per Edt di Torino, “I giardini degli scrittori. Viaggio nei luoghi botanici dell’ispirazione”, dove presenta quaranta grandi scrittrici e scrittori della letteratura mondiale raccontando i giardini che li hanno ispirati, i fiori che hanno coltivato, i parchi, gli orti, i frutteti che hanno frequentato. Da George Orwell a Emily Dickinson, da Alessandro Manzoni a Virginia Woolf, da Italo Calvino a Elsa Morante. Ne parlerà con Agnese Baini, comunicatrice scientifica, domenica 15 settembre alle ore 11. Coltivare cultura, sostiene Anna Peyron, è un compito che da sempre accomuna vivaisti e letterati, vivaisti e galleristi, chiamati a riconoscere l’autentico dal fasullo e il mediocre dal capolavoro per proporre agli altri poesia e bellezza: lei ne sa qualcosa, essendo stata — come l’ha definita Francesco Rigatelli sulla Stampa — la Signora dell’arte contemporanea prima che la Signora delle rose: ne parla nel libro “L’arte che abbiamo attraversato. Fotogrammi di entusiasmo e avventure”, uscito a fine giugno per i tipi di add editore, dove racconta dei suoi anni Sessanta e Settanta in una città, Torino, che vive in pieno il boom economico e in cui la scena artistica è estremamente vivace. A partire dalla galleria torinese di Gian Enzo Sperone, dove entrano Merz, Penone, Boetti, Paolini, Zorio, Gilardi, Anselmo, Pascali e molti altri, si compone una storia da cui emergono alcuni fotogrammi: la famiglia, la musica, il teatro, il cinema, i libri, le battaglie, il gioco, Londra, Venezia, l’Isola di Wight. Pezzi in soggettiva di un tempo affascinante e imprevedibile, sempre inseguendo il cambiamento e la bellezza, fino all’avventura del Deserto, un vivaio costruito come «una grande e meravigliosa astronave», come la definisce Michelangelo Pistoletto, le cui opere saranno protagoniste della due giorni a Villa Manin, dove fino al 31 dicembre è visitabile la mostra “La T3rza Terra”, un grande progetto volto a mettere in luce «l’etica di Pistoletto che vede l’arte come responsabilità sociale», come spiega Guido Comis, direttore di Villa Manin per l’Erpac (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale) e curatore della mostra. E sarà proprio Comis a dialogare con Anna Peyron sabato 14 settembre alle ore 16.30. Di responsabilità sociale, delle guerre che continuano a insanguinare la nostra Terra, della guerra contro le vite umane che migrano, della guerra di tutti contro tutti e della disumanità che genera si parlerà nel pomeriggio di domenica 15 settembre alle ore 16.30 con Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, ascoltatore delle periferie senza voce, come l’ha definito il New York Times, autore di “Verranno di notte. Lo spettro della barbarie in Europa”, pubblicato da Feltrinelli a maggio di quest’anno: con lui dialogherà la giornalista Alessandra Beltrame. La rassegna Oltre a questo ricco programma culturale e alle proposte “green” selezionate da Lili Soldatich, che con grande attenzione — qui come a Trieste, dove cura Horti Tergestini — propone il meglio del florovivaismo presente sul mercato in una cornice che valorizza al massimo le singole proposte, sono previste tre visite guidate al Parco, una delle quali per ipovedenti, alcuni workshop per adulti (dalla pittura su ceramica alla realizzazione di fiori autunnali) e, com’è ormai consuetudine, molte attività per bambini e bambine: letture nel parco, tree climbing e laboratori di girandole, solo per citarne alcune. Passeggiando nel Parco sarà possibile trovare piante di tutti i tipi — dagli alberi da frutto alle piantine aromatiche, dalle acquatiche alle medicinali, dalle grasse alle acidofile —, ma anche prodotti alimentari e per la cura della persona — dall’olio di qualità ai biscotti artigianali, dai cosmetici agli integratori naturali — e arredi per il verde, dalle sdraio più innovative a oggetti di giardinaggio vintage. L’appuntamento è promosso dall’Erpac, l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e coordinato dalla cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone, una realtà che ha sede in un altro parco del Friuli Venezia Giulia, quello culturale di San Giovanni, e che da oltre quarant’anni si occupa di manutenzione del verde e di cura delle persone attraverso il verde. I visitatori e le visitatrici potranno acquistare un biglietto online o in loco al costo di 3,00 euro, gratuito per chi ha meno di 16 anni e per le persone con disabilità e i relativi accompagnatori. Il programma completo della manifestazione é disponibile su www.villamanin.it