Un incontro importante e di alto valore strategico quello cui Legacoop Fvg ha partecipato il 27 maggio a Solkan (Nova Gorica), Vipavska dolina – Vipava Valley, in Slovenia, alla Clean energy conference. Un evento transfrontaliero che ha riunito i principali stakeholder sloveni e italiani sul tema per confrontarsi e per promuovere la cooperazione in materia di energia pulita, soluzioni innovative e pratiche di successo. Ai saluti istituzionali portati da Samo Turel, sindaco del Comune di Mestna občina Nova Gorica, dell’ambasciatore italiano in Slovenia Giuseppe Cavagna e da Dr. Tomaz Stokelj, presidente del Management Board di HSE – Holding Slovenske elektrarne, con la relazione introduttiva di Giacomo Ricciotti, direttore ICE ITA – Italian Trade Agency a Lubiana, sono state delineate le opportunità e le prospettive di interscambio commerciale tra l’Italia e la Slovenia nel settore energetico. Uno spazio importante è stato offerto all’esperienza di Legacoop Fvg. Un percorso delineato dalla presidente, Michela Vogrig, che nella sua relazione ha introdotto l’evoluzione dal passato e il futuro dell’esperienza e della specificità regionale. Dalla prima comunità energetica ante litteram rappresentata dalla storica Secab società cooperativa, fondata nel 1911 nell’Alto But a Paluzza e presentata dal presidente Ennio Pittino, si è passati alla Comunità Energetica Com-E Part-Energy Comunità Energetica Rinnovabile, cooperativa benefit costituita nel 2021, che oggi rappresenta un’esperienza distintiva nel panorama nazionale, adottando quel modello innovativo di soggetto aggregatore che le ha consentito di arrivare al 20,5% per quota di mercato e alla prima posizione tra le CER per numero di utenze a livello nazionale. Un’occasione preziosa per conoscere esperienze e progetti importanti come la NAHV – North Adriatic Hydrogen Valley presentata dal Dr. Jerneja Sedlar (HSE), il progetto ECUBES presentato da Aleksander Gerbec, founder e managing director di ECUBES, l’esperienza del “Caricabatterie” dell’Isonzo: l’idrocentrale di Avče e prospettive future portata da Rajko Volk, direttore tecnico di Soške elektrarne Nova Gorica, e l’intervento su mobilità, energia rinnovabile e sostenibilità, il caso di Gorizia, presentato dal direttore generale di APT Gorizia, Luca Di Benedetto.
Feste d’Estate al Parco di Sant’Osvaldo, tanti eventi per una nuova stagione dedicata a pace e giustizia sociale
La cooperazione sociale torna a promuovere uno degli appuntamenti più attesi dell’estate udinese: le Feste d’Estate al Parco di Sant’Osvaldo, giunte alla 28esima edizione. Dal 7 giugno al 19 settembre, il parco si trasformerà in un vivace spazio di cultura, condivisione e impegno civile, con un ricco calendario di eventi gratuiti dedicati all’arte, al teatro, alla musica, allo sport e alla riflessione sociale, tutti all’insegna dei valori di pace, libertà e inclusione. Un’edizione dedicata alla pace e alla giustizia sociale In un mondo sempre più segnato da conflitti e disuguaglianze, le Feste d’Estate si confermano come un luogo di speranza e resistenza culturale, dove l’arte diventa strumento di dialogo e trasformazione sociale. Un’edizione particolarmente significativa quella del 2025, che coincide con l’Anno Internazionale delle Cooperative proclamato dall’ONU, a testimonianza di come il modello cooperativo sia motore di sviluppo sostenibile e di coesione sociale. “Le cooperative costruiscono un mondo migliore” non è solo uno slogan, ma la pratica concreta che da 28 anni anima il Parco di Sant’Osvaldo. Da quasi tre decenni, le Feste d’Estate – portate avanti con tenacia dalla cooperazione sociale – affrontano temi cruciali come la salute mentale, i diritti e la giustizia sociale, proponendo per il 2025 un programma che celebra la resilienza, la memoria storica e la costruzione di comunità solidali. Tra le numerose proposte in calendario: spettacoli teatrali e stand-up comedy, concerti e djset, proiezioni di film e documentari, conferenze e dibattiti su temi sociali, passeggiate naturalistiche e storiche, laboratori per bambini e famiglie, mercatini, swap party e momenti di condivisione oltre a tanti eventi sportivi e tornei inclusivi. Una rete di collaborazioni per una comunità più forte L’edizione 2025 è promossa dalle cooperative sociali Consorzio COSM, Cooperativa Sociale Itaca ONLUS, Coop Partecipazione e Duemilauno Agenzia Sociale, e realizzata grazie a una rete ampia e partecipata che include: Associazione Polisportiva “È Vento Nuovo”, Ass. Arum aps, Teatro della Sete, Arci Cas*Aupa, Folkest, Damatrà Onlus, Pro Loco città di Udine, CeVI, Centro Culturale Enzo Piccinini Udine, ANPI Udine, AIAB FVG, Coop Alleanza 3.0, Buddy Market, Comune di Udine, ASUFC, DDSM Udine e molti altri soggetti impegnati nel sociale e nella cultura. Tutti gli eventi sono gratuiti e aperti alla cittadinanza. Per il calendario dettagliato e gli aggiornamenti è possibile consultare il sito internet http://parcodisantosvaldo.it/calendario-2025/ oltre a seguire i social Facebook @ParcoSantOsvaldo e Instagram @parcodisantosvaldo Un invito a vivere il parco come bene comune, dove cultura e socialità si incontrano per costruire una società più giusta.
Folkest e Itaca: la musica che rompe gli schemi
Quando la musica diventa strumento di inclusione, nascono collaborazioni preziose. È il caso di quella tra Folkest e Cooperativa sociale Itaca, che torna a far vibrare il Friuli con le note dei Capitano tutte a noi e le atmosfere folk-rock di Cinque uomini sulla cassa del morto. L’8 giugno alla Cantina Tavagnacco, Fattoria didattico sociale in via Noian 10 a Gagliano di Cividale doppio appuntamento per le Anteprime Folkest: alle 18 Cinque uomini sulla cassa del morto, gruppo musicale friulano formatosi nel 2013, qui in un’inedita formazione a tre; alle 19 Capitano tutte a noi, progetto musicale della Cooperativa Itaca nato nel 2013 che unisce beneficiari, operatori e amici della musica nel segno della condivisione e di un’alleanza di valori. Musica e diritti “Quello tra Folkest e Itaca è un cammino comune iniziato nel lontano 2001, grazie al quale insieme abbiamo crato molteplici momenti di riflessione e sensibilizzazione sui temi della salute mentale – afferma il presidente Paolo Castagna -, che negli ultimi anni hanno coinvolto il nostro progetto-laboratorio Capitano tutte a noi, in cui gli elementi principali sono la forza dell’essere gruppo e la condivisione di una passione comune, la musica”. Una collaborazione consolidata, iniziata all’interno di un progetto per coniugare musica e diritti con una riflessione aperta sui temi del sociale, all’insegna di un impegno condiviso in un’ottica di sensibilizzazione rivolta all’accoglienza delle persone, al rispetto di tutte le individualità, alla salvaguardia del diritto di cittadinanza, sinonimo anche di potenziamento dell’autonomia e valorizzazione di tutte le abilità. “Un impegno che abbiamo costruito negli anni insieme a Folkest – prosegue Castagna -, per condividere un cammino e un progetto che promuove il lavoro di rete, incontri e relazioni, e che sostiene diritti e valori come la vicinanza, l’aiuto reciproco al di là di ogni confine etnico, stigmatico, religioso, fisico, sociale, di genere, culturale o di qualsiasi altro tipo. Riteniamo che solo partendo da questi principi e custodendo questi valori, sia possibile migliorare la qualità di vita delle persone”. Capitano tutte e noi Nel corso del 2022, l’etichetta FolkestDischi ha pubblicato il CD omonimo Capitano tutte a noi, prodotto da Cooperativa Itaca e Associazione Culturale Folkgiornale, che verrà riproposto nel corso degli eventi di Cividale e Udine insieme a nuovi brani. Nel loro cd i CTAN firmano cinque tracce proprie, dando voce a gioie, paure e sentimenti di ogni giorno. “Le canzoni che componiamo sono un po’ la nostra biografia, per raccontarci e farci sentire, in fondo la musica è un bene comune di tutti e non ha pregiudizi nei confronti di nessuno”. E ancora, “cantare e suonare assieme fa stare bene: la musica ci ha dimostrato di essere uno stimolo formidabile per superare le barriere, non solo del pregiudizio ma anche del pensare comune”. “Ci piace l’idea di superare i tabù integrando nel gruppo anche persone con storie e approcci alla musica differenti, in modo da arricchire il sound e la vita stessa della band”. I Capitano tutte a noi sono: Valentina Ius (voce), cresciuta tra wave, dark e Duran Duran, è la front woman intensa e graffiante; Felice Bellucci (voce), un timbro cavernoso che richiama inevitabilmente i tormenti di Nick Cave o Johnny Cash, è il contraltare di Valentina; Beniamino De Piccoli (chitarra), chitarrista versatile e fantasioso, tra morbido finger picking e funambolici virtuosismi; Antonio Giurintano (batteria), il più giovane del gruppo, colonna ritmica della band; Andrea Vidal (voce), cantante dalla voce graffiante nel solco della tradizione folk-rock americana; Paolo Paron (tastiere, fisarmonica, armonica), partito dal blues, ama mescolare modernità e sonorità vintage e Gianmarco Toneguzzo (voce, basso), la voce profonda del post-punk inglese giunta fino a noi. Cinque uomini sulla cassa da morto Gruppo musicale friulano, nato nel 2013 a Cividale del Friuli. La band, formata da cinque componenti, si caratterizza per la sua musica folk-rock con testi in italiano e una forte impronta live. Il nome del gruppo è un riferimento al mondo piratesco, ispirato alla leggenda di “Quindici uomini sulla cassa del morto”, la canzone dei pirati de “L’isola del tesoro” di Robert Louis Stevenson. La band, a Cividale sarà in versione trio, mescola sonorità folk-rock, influenze irlandesi, musica popolare internazionale, ska e reggae. Oltre a richiamare il mondo immaginario dei pirati, in particolare la leggenda di “Dead Man’s Chest”, esprimono la volontà di fare musica insieme tra amici, creando una “famiglia” e divertendosi, obiettivi perfettamente in linea con quelli dei Capitano tutte a Noi. Un palco per l’inclusione sociale La Cantina Tavagnacco di Gagliano di Cividale è una fattoria didattico-sociale, un luogo dove la terra si coltiva, gli animali si allevano e i prodotti della campagna arrivano direttamente sulla tavola. Ma è anche molto di più: è un posto dove si impara facendo, proprio come si è sempre imparata la musica popolare. Folkest ha trovato qui un partner speciale, con cui condividere lo stesso obiettivo: dare una mano a chi è più fragile, offrendo un’opportunità di imparare un mestiere e di ritrovare il proprio posto nella società. Persone che hanno avuto una vita difficile, come ex detenuti, disoccupati, giovani in difficoltà, o ancora persone con dipendenze o con disabilità, qui possono sentirsi accolte e valorizzate. In fondo, la musica e la terra hanno questo in comune: sanno parlare a tutti.
“A mano a mano”, in un libro la storia di Legacoop Fvg e le sfide della cooperazione che guarda al futuro
Una storia lunga oltre un secolo, intrecciata con quella delle comunità friulane, della montagna carnica, delle città di confine e delle sfide economiche e sociali di un intero Paese. C’è questo e molto altro ancora in “A mano a mano. Storia di Legacoop Fvg”, libro scritto da Dario Salvatore, ricercatore dell’Università di Udine, e pubblicato da Forum nella collana “Storia, economia e società in Friuli”. Ieri, 28 maggio, nella biblioteca del polo scientifico dell’ateneo friulano l’attesa presentazione del volume, in un auditorium gremito di politici, tra cui anche il sindaco di Udine, Alberto Felice De Toni, cooperatori e studiosi dell’intera regione. Un’occasione importante per riflettere sulla memoria cooperativa, sul ruolo svolto dal movimento in Friuli Venezia Giulia e sulle sfide di oggi e di domani. Allo stesso tavolo, moderati dal vicedirettore del Messaggero Veneto, Paolo Mosanghini, dopo i saluti istituzionali del rettore dell’Università di Udine, Roberto Pinton, dell’assessore comunale alla Cultura, Federico Pirone, e dopo l’introduzione di Andrea Cafarelli, curatore della collana editoriale, si sono confrontati su passato, presente e futuro della cooperazione Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg, Roberto Lippi, direttore della Fondazione Barberini, Luigi Corvo, docente di Economia aziendale all’Università Milano-Bicocca, Attilio Dadda, vicepresidente di Legacoop e dell’International Cooperative Alliance. Il libro Frutto di un’indagine rigorosa su documenti d’archivio, fonti orali e analisi storica, il volume ricostruisce la nascita, lo sviluppo e le trasformazioni della Lega delle cooperative del Friuli Venezia Giulia, nata ufficialmente nel 1967 come coordinamento delle Federcoop di Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone. Il libro si propone non come un resoconto celebrativo, ma come un’analisi critica e partecipata, che mette in luce sia i risultati raggiunti sia le contraddizioni vissute nel tempo da un’organizzazione che ha cercato di accompagnare la crescita di un’intera regione. “Mettere a nudo aspetti anche controversi della propria storia non è mai semplice – spiega Vogrig –, ma è un’occasione preziosa per contribuire alla costruzione della memoria collettiva”, sottolineando il valore di questo progetto come “investimento sul futuro e come strumento per restituire senso e dignità a una narrazione spesso sacrificata a letture ideologiche o mainstream”. E, in questo contesto, il libro diventa anche una “dichiarazione d’identità – continua la presidente di Legacoop Fvg e un richiamo all’orgoglio di appartenere a un modello economico democratico, partecipato e intergenerazionale”. Vogrig mette in luce anche l’ambizione di questo lavoro, “mai autoreferenziale – conclude –. Il testo diventa così anche una riflessione sulla memoria e sull’attualità del modello cooperativo come risposta credibile, democratica e intergenerazionale alle sfide del nostro tempo”. La storia della cooperazione Il racconto prende le mosse dalle radici più profonde del movimento: dalla nascita delle prime latterie sociali e cooperative di consumo a fine Ottocento, passando per l’esplosione dell’associazionismo socialista in Carnia e il successivo azzeramento operato dal fascismo, fino alla ricostruzione del dopoguerra. Emblematica, in questa fase, è la figura di Vittorio Cella, dirigente socialista e componente della Lega nazionale delle cooperative, anima delle Cooperative Carniche, tragicamente scomparso nel 1938 dopo aver subito persecuzioni e isolamento. La memoria di questi pionieri vive nelle pagine del libro attraverso archivi, citazioni e testimonianze che ne fanno rivivere l’impegno e la visione. Dopo il 1945, la rinascita del movimento cooperativo è rapida, ma segnata da un contesto complesso, in cui si intrecciano tensioni politiche, fragilità economiche e le prime forme di mutualità intercooperativa. Proprio in questa fase emerge il ruolo decisivo della Federcoop friulana, e successivamente del Comitato regionale, nel favorire processi di aggregazione, professionalizzazione e rappresentanza. Tra i protagonisti di questa stagione spicca il nome di Loris Fortuna, ultimo presidente della Federcoop friulana, che nel 1967, al momento della costituzione di Legacoop Fvg, lanciò una visione moderna e lungimirante del movimento. Nella sua relazione morale, Fortuna parlava della necessità di superare “il settorialismo limitante” e aprire la cooperazione a nuovi attori sociali e culturali, dai tecnici agli enti locali, promuovendo l’insegnamento dei valori cooperativi nelle scuole e nelle università. Un approccio inclusivo e programmatico che anticipava di decenni i concetti oggi legati allo sviluppo sostenibile e alla filiera corta. Il libro attraversa poi le trasformazioni degli anni Settanta e Ottanta, dalla crisi delle cooperative edilizie all’ascesa del terziario cooperativo, con l’emergere di realtà attive nei settori dei servizi, della cultura e del turismo sociale. Si analizza la nascita delle cooperative sociali, oggi tra i pilastri del sistema Legacoop, e il ruolo delle minoranze linguistiche e culturali, come quella slovena, che hanno trovato nella cooperazione uno spazio di espressione e tutela. A mano a mano è anche una riflessione sul rapporto tra cooperazione e politica, sulle difficoltà della regionalizzazione, sull’egemonia culturale e sulla necessità di coniugare i principi con la prassi. “Le cooperative – scrive Salvatore – sono strutture economiche intergenerazionali”, e proprio in questa intersezione tra memoria e cambiamento si gioca oggi la sfida del rinnovamento. Il volume è un esempio di come la storiografia possa servire non solo a raccontare il passato, ma a interpretare il presente e a fornire strumenti per progettare il futuro. È, infine, un invito a riconoscere la cooperazione come patrimonio culturale, politico ed economico di un territorio che, nei momenti più difficili – come il terremoto del 1976 o la tragedia del Vajont – ha saputo reagire anche grazie alla forza solidale del movimento cooperativo. Un’eredità che A mano a mano consegna alle nuove generazioni con lucidità, passione e rigore.
“A mano a mano”, la storia di Legacoop Fvg e della cooperazione che guarda al futuro
Molto più che un libro di storia. Un invito a riconoscere il valore della cooperazione nel lungo processo di trasformazione economica e culturale del Friuli Venezia Giulia. Un movimento che ha saputo resistere alla marginalizzazione, reinventarsi di fronte alle crisi, affrontare terremoti, sociali e fisici, e contribuire attivamente alla rinascita dei territori. Un’occasione importante per riflettere sulla memoria cooperativa, sul ruolo svolto dal movimento in Friuli Venezia Giulia e sulle sfide di oggi e di domani. Sarà presentato mercoledì 28 maggio alle 17, nell’auditorium della biblioteca del polo scientifico de i Rizzi di Udine, “A mano a mano. Storia di Legacoop Fvg”, volume firmato da Dario Salvatore, ricercatore presso l’ateneo friulano, dove collabora con la cattedra di Storia economica, e pubblicato da Forum Editrice nella collana “Storia, economia e società in Friuli” diretta da Andrea Cafarelli. Accanto all’autore, moderati da Paolo Mosanghini, vice direttore del Messaggero Veneto, dialogheranno Roberto Lippi, direttore della Fondazione Barberini, Mario Robiony, docente di Storia economica all’Università di Udine, Luigi Corvo, docente di Economia aziendale all’Università Milano-Bicocca, Attilio Dadda, vicepresidente di Legacoop e dell’International Cooperative Alliance e la giornalista e scrittrice Luciana Castellina. A introdurre saranno Andrea Cafarelli, curatore della collana editoriale, e la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, mentre il saluto istituzionale sarà affidato al rettore dell’Università di Udine Roberto Pinton. Il libro Frutto di una lunga ricerca, il libro ricostruisce con rigore e profondità la traiettoria di Legacoop Fvg, nata nel 1967 come coordinamento regionale delle Federcoop di Udine, Trieste, Gorizia e Pordenone. Una narrazione che non si limita al racconto istituzionale, ma si apre alle voci dei protagonisti, ai documenti e alle testimonianze, mettendo a nudo anche i passaggi controversi e le contraddizioni di un movimento che ha contribuito a plasmare il tessuto economico e sociale della regione. “Mettere a nudo aspetti anche controversi della propria storia non è mai semplice – scrive Vogrig nella prefazione –, ma è un’occasione preziosa per contribuire alla costruzione della memoria collettiva”, sottolineando il valore di questo progetto come “investimento sul futuro e come strumento per restituire senso e dignità a una narrazione spesso sacrificata a letture ideologiche o mainstream”. E, in questo contesto, il libro diventa anche una “dichiarazione d’identità e un richiamo all’orgoglio di appartenere a un modello economico democratico, partecipato e intergenerazionale”. Al termine della presentazione, aperta al pubblico fino ad esaurimento dei posti disponibili, è previsto un momento conviviale.
Giornata Mondiale del Gioco, Legacoop Fvg e otto associate tornano ad animare la piazza della cooperazione
Torna a Udine la Giornata Mondiale del Gioco, l’evento celebrato in tutto il mondo fin dal 1998 per legittimare il diritto al gioco per i bambini e perché no? Anche per i grandi. L’edizione di quest’anno si svolgerà il 24 maggio dalle 11 alle 19 e come sempre vedrà l’attiva partecipazione di Legacoop Fvg che, grazie all’impegno di otto associate, oltre che dell’associazione stessa, colorerà la piazza principale del cuore di Udine, piazza Libertà, per l’occasione ribattezzata la “Piazza della cooperazione“. Altri laboratori saranno presenti, inoltre, anche nella centralissima via Mercatovecchio. Nel gioco il bambino sviluppa le sue potenzialità intellettive, affettive e relazionali, impara ad essere creativo, sperimenta le sue capacità cognitive, scopre sé stesso, entra in relazione con i suoi coetanei e sviluppa la sua personalità. Il gioco è, e deve essere, un diritto. Ed è proprio per promuovere questo diritto che ormai più di 20 anni fa l’Onu ha istituito ogni anno la Giornata internazionale del gioco. Lo spirito di questa iniziativa si basa sui princìpi della gratuità, dell’incontro tra persone di differenti età e culture e della diffusione del gioco sotto tutte le forme, favorendo la pratica “Con il gioco – commenta la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig – i bambini e le bambine imparano a relazionarsi oltre che con sé stessi anche con gli altri. Sperimentano la condivisione, le differenze, la solidarietà, imparano a cooperare tra loro, a risolvere i conflitti, a cercare strategie collaborative per affrontare i problemi ed a costruire la cultura della pace e della fratellanza tra i popoli». Le Connessioni Il 2025 è stato proclamato dalle Nazioni Unite come Anno Internazionale delle Cooperative (IYC2025), con il tema “Le cooperative costruiscono un mondo migliore”. Questa iniziativa mira a riconoscere e promuovere il ruolo fondamentale delle cooperative nello sviluppo sostenibile, nell’inclusione sociale e nella resilienza economica. Un’occasione per valorizzare il potere della collaborazione a livello locale, nazionale e globale. Le connessioni – tra persone, comunità, istituzioni e settori – sono il cuore pulsante della cooperazione. Quando condividiamo conoscenze, risorse e obiettivi, generiamo un impatto più forte e duraturo. Che si tratti di cooperazione tra paesi, tra enti pubblici e privati, o collaborazione tra cittadini e territori, è un invito a rafforzare i legami che uniscono e a costruire insieme un mondo più equo. Otto, come detto, le cooperative associate che, assieme a Legacoop Fvg, coinvolgeranno bambine e bambini con ben 11 laboratori. Eccole: Legacoop FVG Aracon Coop. Soc. onlus CAMST Soc. Coop. a.r.l. Società Benefit CODESS FVG Cooperativa Sociale Onlus Coop. Alleanza 3.0 Soc. Coop. Cooperativa Itaca onlus Nido di infanzia Cervignano del Friuli/Cooperativa Itaca Società Cooperativa Sociale Onlus Fondazione Scriptorium Foroiuliense ETS che, dopo il grande successo al Padiglione Italia a Expo Osaka 2025, offrirà un’esperienza di composizione e stampa con il torchio di Gutenberg Idealservice Soc. Coop. Melarancia Un posto per giocare s.c.s. O.N.L.U.S. La piazza della cooperazione INTRATTENIMENTO MUSICALE Sandro alza i toni DJ A cura di Lega delle Cooperative del FVG Loggia del Lionello _CONNESSIONE A cura di Aracon Coop. Soc. onlus Creazioni con carta e fantasia, giochi di una volta, giochi con le pedine _COMPONI E STAMPA A cura di Fondazione Scriptorium Foroiuliense ETS Componi con caratteri mobili e stampa con il torchio di Gutenberg _MISTERY BOX A cura di CAMST Soc. Coop. a.r.l. Società Benefit Diventa chef per un giorno con la Mystery Box: crea una ricetta gustosa, creativa e sostenibile! Loggia di San Giovanni _FORMICA-IO A cura di Legacoop FVG Laboratorio creativo con sagome tridimensionali di cartone da decorare con la tecnica del papier collè _CONNESSIONI …con le mani… dentro-fuori… c’è-non c’è A cura di Cooperativa Itaca onlus Nido di infanzia Cervignano del Friuli Attraverso il gioco e l’attività manuale, il bambino scopre sé stesso, l’altro e sviluppo competenze cognitive e relazionali _COOPERANDO SI IMPARA A cura di Coop. Alleanza 3.0 Soc. Coop. Laboratorio di costruzione di giochi con materiali di riciclo, dove i bambini esprimono creatività e ingegno diventando protagonisti attivi _INSIEME FACCIAMO LA DIFFERENZA! A cura di Idealservice Soc. Coop. Differenziare è un gioco da ragazzi! Anche in via Mercatovecchio _LUDOBUS A cura di Melarancia Un posto per giocare s.c.s. O.N.L.U.S. Accomodati sui comodi tappeti ad incastro per giocare con i tuoi bambini e bambine. _GIOCHIAMO: NIDI COMUNALI IN GIOCO A cura di Comune di Udine, Nidi di Infanzia (cooperative Itaca e Codess FVG faranno così 2 laboratori in totale) Attività sensoriali in angolo morbido, costruzione e assemblaggio per creazione di bottigliette sensoriali e vassoi montessoriani
Una “casa” più grande per le farfalle, inaugura la nuova ala del Muffa a Bordano
Inaugura ufficialmente sabato 10 maggio alle 11 la nuova sede del Museo Entomologico Muffa all’interno della Casa delle Farfalle di Bordano. L’evento segna un momento fondamentale per l’istituzione scientifica, punto di riferimento unico in Friuli Venezia Giulia per la conservazione, lo studio e la divulgazione del mondo degli insetti, in particolare farfalle e falene. Il nuovo allestimento è il frutto di un lungo lavoro reso possibile dalla sinergia tra amministratori locali, Regione Fvg e istituzioni museali italiane, tra cui il Museo di Storia Naturale di Venezia, che ha donato al Muffa armadi entomologici professionali, migliorando la conservazione e l’accessibilità delle collezioni. A impreziosire l’inaugurazione sarà la presenza del professor Alessandro Minelli, entomologo e zoologo di fama internazionale dell’Università di Padova, tra i massimi esperti in museologia scientifica. Accanto a lui, interverranno docenti e ricercatori delle università di Padova, Trieste, Udine e conservatori dei musei di Venezia, Trieste e Pordenone. Il Muffa Nato nel 2020, il Muffa (Museo delle Farfalle, Falene e Forme Alate) custodisce oggi decine di migliaia di esemplari appartenenti in particolare agli ordini dei lepidotteri e dei coleotteri, provenienti da tutto il mondo. Il nucleo principale della collezione è costituito dall’importante collezione di farfalle tropicali, frutto dell’instancabile lavoro del direttore, l’entomologo Francesco Barbieri, arricchito nel tempo da importanti donazioni di privati e collezionisti, come le raccolte Bruno Infanti, Benedetto Giandolfo, Flavio Sassi e Andrea Marsiaj. “Queste donazioni rappresentano un patrimonio non solo per il loro valore scientifico naturalistico – afferma il presidente della cooperativa Farfalle nella testa, che gestisce la struttura di Bordano, Stefano Dal Secco -, ma anche per quello storico e culturale, testimoniando una passione diffusa e spesso silenziosa per il mondo degli insetti. Le collezioni sono un patrimonio unico a livello regionale, sia per la quantità di reperti, per il loro eccellente stato di conservazione, sia per la loro varietà geografica e tassonomica”. Oltre alla conservazione scientifica, il museo si distingue per l’attenzione alla divulgazione. Le sue quattro sezioni espositive – che accolgono ogni anno quasi 50mila visitatori – raccontano dai cicli vitali delle farfalle tropicali “4 vite, 1000 storie”, alle sorprendenti strategie di sopravvivenza delle “Farfalle del Friuli Venezia Giulia”, passando per la meraviglia estetica di “Gioielli a sei zampe” e la riflessione sul ruolo dei musei in “Muffa: storia naturale di un museo”, ogni percorso offre un’immersione nel mondo degli insetti, coniugando rigore scientifico e suggestione narrativa. “Il Muffa – conclude Dal Secco – non è solo un archivio naturale, ma anche un ponte tra scienza e società. Un luogo dove la memoria dei collezionisti diventa sapere condiviso, e dove lavorando insieme, musei, università e appassionati possono rendere la conoscenza della natura un bene comune”. L’elenco completo e tutti i dettagli sulla visita alla Casa delle farfalle e dintorni è disponibile sul sito www.bordanofarfalle.it. Per maggiori informazioni è possibile contattare il numero: 344 234 54 06. UdineToday è anche su WhatsApp. Iscriviti al nostro canale
A Trieste “Rose Libri Musica Vino” rilancia il potere di convincere
È ai blocchi di partenza la XIV edizione di Rose Libri Musica Vino, promossa dalla cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone e dall’Università degli Studi di Trieste, che si terrà tutti i venerdì di maggio a partire dal 9 nel roseto del Parco di San Giovanni, un posto unico che nel 2015 ha vinto il Certificato di Eccellenza da parte del World Federation of Rose Societies e che è pronto a trasformarsi in un palco originale e ricco di stimoli; un luogo che è l’emblema della trasformazione possibile. In un mondo lacerato dalle guerre e a corto di speranza, dove ogni giorno si alzano nuovi muri, dove il linguaggio della prevaricazione sembra avere la meglio, dove i diritti in particolare delle persone più fragili sono in bilico, questa rassegna intende rilanciare un altro genere di potere: il potere di convincere; di avviare processi, per dirla con papa Francesco; di dimostrare che l’impossibile può diventare possibile, per dirla con Franco Basaglia; di effettuare dei cambiamenti, per dirla con Martin Luther King; di mettere in questione il concetto di potere maschile, per dirla con Carla Lonzi; di «saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio», per dirla con Italo Calvino. Si comincia venerdì 9 maggio con il libro “Capire il populismo” (UTET, 2024) di Petra Guasti e Mattia Zulianello, un testo che offre una prospettiva innovativa e coinvolgente su un tema sempre più attuale, ridefinendo il modo in cui comprendiamo questo fenomeno cruciale della politica contemporanea e sfatando numerosi miti comuni attraverso 85 saggi scritti da giovani emergenti e da esperti di fama internazionale, che rappresentano una vera e propria cassetta degli attrezzi intellettuale. Mattia Zulianello, uno dei due curatori, è professore associato in Scienza Politica all’Università degli Studi di Trieste e coordinatore nazionale del progetto di ricerca The Visual Politics of Populism: alle ore 18 dialogherà con Enrico Marchetto, social media strategist e docente di Strategie digitali per il turismo all’Università degli Studi di Udine. I due docenti saranno introdotti e moderati da Tiziana Montalbano, esperta di comunicazione digitale e giornalista, responsabile comunicazione e contenuti di Parole O_Stili. Prima dell’appuntamento con il libro a inaugurare la giornata ci sarà la passeggiata psichiatrica guidata da Mario Novello, psichiatra già collaboratore di Franco Basaglia: la partenza è fissata alle ore 15.30 con ritrovo all’ingresso del roseto, dove al termine della visita si terrà, alle ore 17.15, un incontro con Martina Malalan, erborista, sulle erbe essenzifere del Carso e sui loro poteri. La chiacchierata sarà condotta da Simonetta Lorigliola, giornalista e autrice, esperta di cultura materiale, che guiderà anche l’incontro, in programma alle ore 19, con la vignaiola Nataša Humar dell’azienda omonima di San Floriano del Collio/Števerjan (Gorizia), un luogo iconico e simbolico sul filo del confine dove gli Humar, famiglia slovena storica del posto, gestiscono un’azienda agricola che risale ai primi del Novecento: nell’anno in cui si celebra Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della Cultura, si parlerà di “Vigne e vini di confine tra Collio e Brda”. A conclusione dell’appuntamento inaugurale andrà in scena la musica con Angela Cotterle, Tea Sergi e Anna Guzzardi, in arte Le Missmas, un trio triestino che si cimenta in un repertorio che va dal cantautorato italiano al pop internazionale incontrando molteplici gusti. Confermata infine anche quest’anno l’attenzione ai più piccoli (da 0 a 6 anni), per i quali Minimu e Nati per Leggere propongono dalle 16.30 alle 18 un incontro con libri e fiori protagonisti, attività per la quale è gradita la prenotazione al numero +39 349 3256747. In caso di maltempo gli incontri si terranno al teatro Franca e Franco Basaglia. Nelle giornate della rassegna sarà possibile pranzare e cenare al Bar Ristorante “Il Posto delle Fragole”, che renderà disponibili i piatti del menù anche per asporto: è consigliata la prenotazione al numero 040 578777. Il banco libri sarà curato dalla libreria indipendente Minerva.
Legacoop Fvg a vicino/lontano: voci autentiche dalle crepe del visibile
Anche quest’anno Legacoop Fvg sarà presente al Festival vicino/lontano. L’appuntamento è per domenica 11 maggio ore 15.30 nella Torre di Santa Maria in via Zanon 24 con l’incontro dal titolo “Voci autentiche dalle crepe del visibile: anticorpi contro la narrazione omologante”. Durante la conferenza verranno presentate e discusse esperienze che, attraverso la centralità della parola e di linguaggi anche non verbali, e con azioni concrete, aprono finestre e prospettive sorprendenti, a volte disturbanti. Un tentativo di smascherare stereotipi su fenomeni complessi e situazioni personali a volte dolorose. Un modo per sconfessare la pratica diffusa a marginalizzare ciò che è difficile da comprendere e da accettare in quanto “non conforme” o non conveniente. Un’occasione per riflettere sulla tendenza a normalizzare ciò che viene percepito come troppo “diverso” o scomodo. Succede nel caso della follia e per il mondo sconosciuto e nascosto delle badanti, cui attraverso un cantiere di socioanalisi narrativa è possibile restituire “voce, dignità e diritti. Si riflette anche sul tema della bellezza femminile, quando è imposta come modello “obbligatorio” che diventa strumento di potere e gabbia per condizionare le donne. Un’analisi che può essere parte di un cambiamento. A parlarne saranno: Stefania Flore, avvocata del foro di Cagliari. Specialista nel Diritto della Persona, delle Relazioni familiari e dei Minorenni e dottoressa di ricerca, è ideatrice del sito bandiuniversità.it, che vuole promuovere il merito nelle Università italiane e l’importanza di denunciare nelle sedi competenti ogni ingiustizia subita nell’ambito di un concorso pubblico. Maura Gancitano (in collegamento), saggista, filosofa e co-fondatrice di Tlon, scuola di filosofia. Collabora con Repubblica, Vanity Fair, linus. Tra le pubblicazioni, per HarperCollins Italia: Liberati della brava bambina (2019), Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (2021), Ma chi me lo fa fare? (2023); per Einaudi: Specchio delle mie brame. La prigione della bellezza (2022) e Erotica dei sentimenti (2024). Con Tlon è ideatrice della Festa della Filosofia di Milano e Roma, ha la direzione filosofica del Festival del Pensare Contemporaneo a Piacenza, e realizza Il Pod, premio per i migliori podcast italiani a Piacenza. Sara Manzoli, cooperatrice militante, con la casa editrice Sensibile alle Foglie ha pubblicato: Mi devi credere! – cantiere di socioanalisi narrativa svolto con un gruppo di badanti (a cura di, 2020), Il potere della parola – la carenza dialogica tra utenti e operatori nell’istituzione psichiatrica (a cura di 2021), Morti in una città silente – La strage dell’8 marzo 2020 nel carcere Sant’Anna a Modena (2022). Erika Rossi, documentarista e regista triestina. I suoi documentari sono stati selezionati in numerosi festival internazionali, tra cui il Torino Film Festival, Vision du Reél, IFF Teheran, Il Cairo IFF. È autrice di (Tra parentesi), la vera storia di una impensabile liberazione (con P. Dell’Acqua e M. Cirri, Alphabeta 2019), diventato poi uno spettacolo. Con Massimo Cirri è autrice anche del docu-film 50 anni di CLU (2023), storia della cooperativa Lavoratori Uniti Franco Basaglia. Il suo ultimo documentario Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza (2024) ha vinto il premio del pubblico al PerSo FF e il Best Feature Film al FF del Garda. Modera Michela Vogrig, cooperatrice e presidente di Legacoop Fvg, da oltre 20 anni si occupa di salute mentale, inserimento lavorativo ed economia sociale ed è impegnata in diversi progetti di cooperazione internazionale.
Horti Tergestini, torna a Trieste la mostra mercato di piante e arredi per giardino
Horti Tergestini, la rassegna di piante e fiori promossa dalla cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone e curata da Lili Soldatich, festeggia diciannove primavere e mai un sostantivo è stato così azzeccato, considerando che a Trieste non è veramente primavera prima di questa manifestazione, diventata negli anni un appuntamento attesissimo da tutti i triestini e le triestine e non solo: sabato 19, domenica 20 e lunedì 21 aprile dalle 9 al tramonto un’ottantina di espositori provenienti da tutt’Italia e anche dall’estero troveranno casa nell’ex ospedale psichiatrico provinciale pronti a offrire il meglio del florovivaismo presente sul mercato. Ad accogliere i visitatori e le visitatrici piante di ogni tipo — antiche, grasse, aromatiche, officinali, alpine, perenni, per l’interno e l’esterno, da collezione… — ma anche oggettistica in legno, stoffa, ferro, abbigliamento amico dell’ambiente, prodotti alimentari. Tra le novità provenienti dall’estero una collezione di iris direttamente dall’Ungheria e piante per climi secchi in arrivo dalla vicina Austria. E tra uno stand e l’altro si potrà partecipare a numerosi incontri e laboratori nella Sala conferenze. L’ospite d’onore Ospite d’onore dell’edizione 2025 sarà Loris Dilena, riconosciuto come uno dei massimi esperti della natura dell’Istria, della Dalmazia e del Friuli Venezia Giulia: si dedica a queste terre da più di 40 anni come fotografo, ricercatore e divulgatore scientifico. Orchidofilo, accompagnatore naturalistico, interprete ambientale, studioso di ornitologia, alle ore 11 di sabato 19 aprile in Sala conferenze interverrà su “Le orchidee spontanee bioindicatrici della qualità dell’ambiente”. Le stesse orchidee condurranno poi i visitatori e le visitatrici sui sentieri istriani, particolarmente invitanti durante la stagione primaverile, attraverso la presentazione del libro “Istria sui sentieri delle orchidee”, scritto a quattro mani con Diego Masiello e fresco di stampa per i tipi di Ediciclo. L’Istria non sarà l’unica meta proposta a Horti quest’anno: alle ore 17 di sabato 19 aprile in Sala conferenze con Umberto Alberini si volerà a Parigi grazie a “Paris, Paris! La città e la cultura da Monet a Sartre”, una guida ricca di mappe e di fotografie appena pubblicata da Forum editrice per raccontare con lo sguardo di chi la frequenta abitualmente la città più turistica del pianeta, il solo posto al mondo oltre a casa nostra in cui secondo Hemingway possiamo vivere felicemente, mentre per chi desidera godersi il proprio giardino arriveranno consigli preziosi da Mariangela Barbiero Minutillo, che alle ore 11 di domenica 20 aprile in Sala conferenze presenterà “Giardinare.it” (Il Formichiere editore, 2025), uno scrigno di aneddoti della vita di giardiniera dell’autrice, e Mariapia De Conto, che alle ore 10.30 di lunedì 21 aprile in Sala conferenze parlerà di “Api e fiori” (Editoriale Scienza, 2024), e “Amicizie nell’orto” (Editoriale Scienza, 2020), due strumenti per invitare a coltivare la bellezza difendendo la biodiversità. I laboratori Due i laboratori proposti durante il fine settimana: uno per adulti (max 10 partecipanti) dedicato alle decorazioni pasquali di carta con Annalisa Metus (sabato 19 aprile, ore 15, Sala conferenze) e uno — “Piantiamo fiori per le api” — per bambine e bambini dagli 8 anni in su (max 12 partecipanti) con Mariapia De Conto (lunedì 21 aprile, ore 11.30, Sala conferenze). La partecipazione ai laboratori è gratuita previa prenotazione al seguente indirizzo montesanpantaleone@gmail.com o rivolgendosi allo stand di Agricola Monte San Pantaleone. Horti Tergestini viene realizzata grazie alla tenacia imprenditoriale e alla determinazione della cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone con la collaborazione dell’ERPAC (Ente Regionale Patrimonio Culturale) del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste, dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina e col sostegno di Fondazione CRTrieste.