Nel 2024 che si appresta a celebrare i 100 anni dalla nascita di Franco Basaglia, debutta sabato 20 gennaio a Trieste Film Festival il documentario “50 anni di CLU”, storia della prima impresa sociale in Italia – e probabilmente anche al mondo – generata dalla visione pionieristica dello psichiatra veneziano e grazie a una rivoluzione scientifica che ha portato a guardare con occhi diversi al disagio mentale. Il film “50 anni di CLU”, diretto dalla regista Erika Rossi che lo ha scritto insieme a Massimo Cirri – nel film cicerone d’eccezione di questa avventura – è prodotto e sostenuto dalla Cooperativa Lavoratori Uniti Franco Basaglia con Ghirigori, e racconta la genesi ma anche la straordinaria vitalità e attualità di una impresa sociale nata a Trieste nel 1972: un progetto per l’epoca del tutto trasgressivo che riuniva 16 pazienti dell’Ospedale psichiatrico – come tali, privi di alcun diritto, dallo sposarsi al fare testamento incluso quello al lavoro – e altri 12 soci fra medici, psicologi e infermieri. Restituire ai degenti la dignità di cittadino e lavoratore era il primo obiettivo di questa innovativa forma di aggregazione imprenditoriale: oggi l’impresa sociale è una realtà di riferimento in italia, con oltre 20.450 cooperative, associazioni e società censite nel Paese, nel segno dell’inclusione sociale. Il film, che si proietta sabato 20 gennaio, alle 16 al Teatro Miela di Trieste, sarà successivamente proiettato proprio in occasione delle celebrazioni per i 100 anni della nascita di Franco Basaglia, il 15 marzo 2024, nel comprensorio dell’ex Ospedale Psichiatrico e in ulteriori sedi, per ricordare la portata di una rivoluzione scientifica che ha messo la persona e i suoi diritti al centro della cura. Realizzato con la fotografia di Daniel Mazza e il montaggio di Beppe Leonetti e con le musiche della Max Maber Orkestar, “50 anni di CLU” dà voce nel film ai testimoni della storia di CLU e a molte voci dell’equipe basagliana, ma anche a chi oggi lavora nella Cooperativa: parlano Augusto Debernardi, Giovanna Del Giudice, Peppe Dell’Acqua, Franco Rotelli, Michele Zanetti, Gigi Bettoli, Fabio Pitucco, Roberto Colapietro, Ivan Brajnik, Luis Carlos Candelo, Franco Zanin, Sabrina Domanelli, Garina Oprea, Gioia Poffo, Francesco Trombetta, Mario Cerne, Carmen Roll, Donatelle Grizon, Alessandro Martellos, Luisa Russo, Gianluca Rampini, Marco Nicola, Genziana Polacco, Dagmar Trinajstic, Maria Marian, Mario Stanovich, Diego Doronzo, Alberto Pecorari, Pasqualino Galdo e Gian Luigi Ramos. Già regista di Trieste racconta Basaglia (2009), Il viaggio di Marco Cavallo (2014) e La città che cura (2012). Erika Rossi firma con questo film il racconto di una delle realtà più interessanti e meno conosciute nate in seno alla Trieste di Franco Basaglia, in quella «fucina di libertà, possibilità e idee nuove che fu l’ex Ospedale psichiatrico a partire dagli anni Settanta. Non solo 50 anni fa i malati ritrovarono la loro identità in quanto persone – spiega la regista- ma rivendicarono il più sacrosanto dei diritti: quello del lavoro, che è quanto più contribuisce a definire le persone nel consesso sociale». Testimone attento di questa grande storia di cambiamento, Massimo Cirri osserva che «la storia della CLU ci riguarda tutti, in un mondo che non sembra mai considerare gli ultimi come una risorsa. È una storia che non è ancora finita, con protagonisti da conoscere e ascoltare, perché dimostrano che cambiare il mondo è ancora possibile, un po’ alla volta, giorno per giorno». Ivan Brajnik, presidente della CLU Cooperativa Lavoratori Uniti, ricorda: «all’inizio degli anni ’80, CLU integra la sua denominazione con il nome del suo promotore, Franco Basaglia. La Cooperativa cresce e si sviluppa sperimentando l’apertura di nuovi settori, nuove opportunità di inserimento socio-lavorativo per persone fragili. Essere cooperativa sociale e insieme impresa soggetta alle regole del mercato è una sfida complessa, che CLU affronta quotidianamente, laddove l’economia intreccia l’obiettivo della qualità della vita con lo sviluppo locale. Dare fiducia alle potenzialità di ogni singolo individuo, senza discriminazioni e pregiudizi, porti grandi risultati».
Anche il cavolo di Coopmont a Farmer & Artist di Trieste
Ci sarà anche la cooperativa Coopmont, associata a Legacoop Fvg, a Farmer & Artist 2023 a Trieste. Nel mercato coperto di via Carducci, sabato 2 dicembre, la cooperativa di Collina di Forni Avoltri proporrà il suo prelibato cappuccio. Tanti i presidi Slow Food e 40 produttori presenti tra agricoltori e vignanioli da Carso, Friuli, Istria e Balcani. Il taglio del nastro è previsto per le 10.30 e l’esposizione sarà aperta dalle 11 fino alle 20. Il porgramma completo su https://trieste.green/tour/farmer-artist-2023/
Viaggiatori dello spirito, scrittori, poeti, diplomatici e artisti a Trieste nelle biblioteche del Sistema Bibliotecario Giuliano
Viaggiatori dello spirito, scrittori, poeti, diplomatici e artisti a Trieste nelle biblioteche del Sistema bibliotecario giuliano. Sono due gli eventi, a ingresso libero, di promozione della lettura pensati dall’assessorato alle Politiche dell’Educazione e della Famiglia del Comune di Trieste a cura di Alessandra Sirugo, coordinatore del Sistema bibliotecario giuliano e organizzati dalla cooperativa Bonawentura di Trieste. Appuntamento dunque giovedì 30 novembre alle 17.30 nella biblioteca comunale “Lina Marii Marinelli” di via Louis Pasteur, 44 (nel comprensorio Ater di Rozzol-Melara) e giovedì 14 dicembre alla biblioteca “Tino Sangiglio” della Comunità Greco Orientale di Trieste in Riva III Novembre 7. Gli attori Davide Rossi e Veronica Dariol daranno voce alle sensazioni suscitate negli autori dal paesaggio naturale, sospeso tra il verde del Carso e l’azzurro del mare, alla testimonianza dei voli militari sulla città, alle impressioni sulla popolazione di questo crogiolo culturale, alla satira sulle caratteristiche dei Triestini di diverse origini sulla stampa dell’epoca. All’insegna dell’inclusione Gli incontri si svolgeranno all’insegna dell’inclusione. Proprio per questo le letture saranno proposte anche a un pubblico adulto di sordi, in virtù della traduzione dei testi in lingua dei Segni (Lis) da parte delle mediatrici LIs, assistenti di comunicazione, Irene Colavito e Flora Vukotic. Gli eventi, organizzati come ricordato da Bonawentura Società cooperativa di Trieste, si avvalgono del contributo del Ministero della Cultura, Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore, Fondo per la promozione della lettura, della tutela e della valorizzazione del patrimonio librario 2023.
Economia e dello Sviluppo: premi speciali per Idealservice e Itaca
Premi speciali per due cooperative associate a Legacoop Fvg. Al Teatro Verdi di Pordenone, infatti, è andata in scena l’edizione 2023 della Premiazione dell’Economia e dello Sviluppo, cerimonia clou della Camera di Commercio Pordenone-Udine con cui ogni anno conferisce riconoscimenti a lavoratori, imprenditori e personalità che con l’impegno quotidiano fanno grande il Friuli, dentro e fuori dai confini regionali. L’orgoglio e la soddisfazione del mondo Legacoop vanno alle due realtà, che con distinte motivazioni, sono state premiate alla presenza della presidente Legacoop Fvg Michela Vogrig, rappresentante del mondo cooperativo nella giunta camerale di Pordenone-Udine: Idelservice Soc. Coop. E Itaca Soc. Coop. ”La nostra storia testimonia che i valori che ci hanno guidato in tutti questi anni, l’innovazione e la sostenibilità, sono da sempre un binomio imprescindibile insito nel nostro Dna, che ci porta a progettare servizi capaci di generare valore condiviso e duraturo nel tempo – ha commentato il Presidente di Idealservice, Marco Riboli-. Il riconoscimento speciale per la competenza e innovazione, quali ingredienti dell’attività cooperativa che da settant’anni punta alla crescita e allo sviluppo del territorio “conferma la nostra crescita e ci pone come un esempio d’impresa in un anno importante e speciale“. “Infatti – ha proseguito Riboli – questo 2023 la nostra cooperativa festeggia i 70 anni di attività, un traguardo che ci proietta nel futuro con rinnovata fiducia. Viene oggi premiato il lavoro svolto nei decenni in cui Idealservice non ha mai smesso di investire nello sviluppo, nella qualità e nella crescita della nostra cooperativa e delle nostre persone”. Soddisfazione condivisa da Paolo Castagna presidente di Itaca: “Un impegno costante, da oltre trent’anni, con l’obiettivo di stimolare e sostenere l’integrazione sociale e culturale” Questa la motivazione con cui la Camera di Commercio ha assegnato il Riconoscimento speciale a Cooperativa Itaca. È una motivazione che troviamo assolutamente calzante, di cui siamo estremamente orgogliosi: una cooperativa come la nostra che nel territorio friulano conta quasi 1.900 lavoratori, e che con loro incontra quotidianamente la fragilità, l’emarginazione, la sofferenza, ha come propria mission esattamente l’integrazione e l’inclusione che non rimangono parole vuote e troppo spesso abusate, ma che diventano un agito concreto, tenace e competente. E dunque un ringraziamento a chi ha saputo cogliere con questo riconoscimento queste nostre caratteristiche, e soprattutto un ringraziamento a tutti coloro che con Itaca hanno lavorato e continuano a lavorare e collaborare e che hanno fatto della cooperativa questa bellissima realtà. Del resto Itaca, già dal suo mito, rappresenta per sempre un approdo aperto e accogliente”.
Arte e Libro Onlus lancia un progetto di ortoterapia
“Arte e Orto” è l’innovativa iniziativa messa a punto da Arte e Libro Onlus, con il determinante contributo di UniCredit, che permetterà di garantire la manutenzione e fruizione di nuovi spazi formativi e inclusivi a disposizione nell’area esterna della Cooperativa, in via Tricesimo a Udine, circa 1200 metri quadri accessibili anche da via Verzegnis. Il focus del progetto, sostenuto da UniCredit con 10.000 euro, è l’ortoterapia con i noti benefici che questa attività infonde, e che permetterà anche ai ragazzi coinvolti nella formazione (i corsi di cucina in primis) di trasformare a km 0 i prodotti coltivati. Il progetto diventa anche azione per “mostrarsi all’esterno” come gruppo di lavoro che interviene nel miglioramento dell’ambiente, curando spazi che visivamente appartengono non alla sola Arte e Libro e alle Associazioni coinvolte nelle attività, ma a tutta la comunità, e questo aspetto diventa a sua volta fautore di integrazione con la comunità del territorio. «Siamo felici di comunicare che gli spazi sono in via di completo allestimento e le attività vere e proprie avranno inizio a primavera 2024 – dichiara la presidente di Arte e Libro Onlus Katia Mignogna –. Grazie al contributo di UniCredit, che ancora una volta ci sostiene, lo spazio di Arte e Orto verrà attrezzato con strumenti per la manutenzione e coltivazione dell’orto, aree per la socializzazione e anche con attrezzature dedicate alla formazione, sollevatori ed imbraghi per agevolare lo spostamento di persone a ridotta capacità motoria nelle postazioni di specifiche attività. Attualmente la Cooperativa conta 42 lavoratori di cui 23 con disabilità o svantaggio e una ventina di altre persone coinvolte con tirocini inclusivi, il sostegno di UniCredit contribuirà a coinvolgere un sempre maggiore numero di persone con disabilità e svantaggiate nella nostra bella famiglia». «La nostra donazione attinge ai fondi raccolti dalla banca per iniziative e progetti di solidarietà sul territorio tramite la carta di credito “UniCreditCard Classic E” – spiega Renzo Chervatin, responsabile sviluppo territori Nord Est di UniCredit –, che accantona il 2 per mille di ogni spesa effettuata dai clienti, senza aggravi per questi ultimi. Tramite questi fondi siamo riusciti a sostenere circa 200 progetti di Onlus e Associazioni benefiche sparse in tutto il Nord Est, erogando contributi per oltre 4,3 milioni di euro. Il nostro supporto a questo meritorio progetto vuole essere una prova concreta, l’ennesima, del nostro senso di responsabilità nei confronti delle comunità in cui operiamo». Da 40 anni integrazione lavorativa Arte e Libro Onlus si occupa da quasi 40 anni di integrazione lavorativa per persone svantaggiate, nel tempo l’offerta di servizi è stata implementata con servizi di Formazione e Turismo Accessibile. Arte e Libro Onlus è una Cooperativa sociale di tipo “misto” che integra naturalmente le sue due anime (A: Socio-Educativa, Turismo Accessibile e B: Inserimento lavorativo), ove l’una parte è funzionale all’altra. Le iniziative coinvolgono Lavoratori e Tirocinanti e sono spesso condivise con Associazione Fuorionda e altre Associazioni del territorio che si occupano di disabilita ed inclusione.
La farina di filiera di grano tenero del Friuli Venezia Giulia
Il pane è il simbolo stesso del cibo: rappresenta in senso lato, fin dalla saggezza popolare, il nutrimento essenziale dell’essere umano. Un alimento vivo, a partire dalle dita che lo plasmano, dal lievito che ne determina la forma, dalle mani che lo spezzano sulla tavola, fino quasi a farlo diventare uno specchio della personalità di chi lo produce e della terra da cui proviene. Questo appare straordinariamente vero per il pane di filiera 100% del Friuli Venezia Giulia, che nella sua consistenza e nel suo sapore richiama appieno il territorio e il popolo da cui proviene: un pane sobrio ma delizioso, concreto e sano ma gustoso, profondamente legato alla tradizione. È infatti un prodotto che fa parte della cultura culinaria regionale realizzato con ingredienti freschi e di qualità: solo farina di grano tenero, acqua, lievito e sale, come nella ricetta di una volta. La cottura in forno gli conferisce un aroma e un sapore unico, ed è un pane versatile, che si può gustare a colazione, a pranzo o a cena, e può essere consumato con salumi, formaggi, verdure, o semplicemente con olio e sale. Ma non solo: si ottiene da materie prime e lavorazioni derivanti da una filiera interamente regionale e per lo più di stampo cooperativo: il grano è infatti coltivato dai soci della Cooperativa Circolo Agrario Friulano di San Giorgio della Richinvelda (PN), e viene successivamente trasformato in farina dal Molino Moras, società Benefit a conduzione familiare da oltre 100 anni di Trivignano Udinese, possessori anche del marchio “IOSONOFVG”, che testimonia la sostenibilità delle imprese regionali e l’origine delle produzioni agroalimentari. L’ultimo passo perché il pane prenda forma avviene per opera delle sapienti mani dei fornai: sia quelli di Coop Alleanza 3.0, che utilizzano la farina per la produzione non solo per ciabatte e pagnotte, ma anche per pizze e focacce, e di due panificatori di lunga tradizione, che producono il pane e lo consegnano ai nostri negozi del Friuli Venezia Giulia coinvolti nella filiera (circa 30 punti vendita): il Forno Rurale di Remanzacco (Ud) e le Cooperative Agricole di Castions (Pn). Tutti i prodotti che fanno parte della filiera sono identificati in punto vendita con cartelli che ne raccontano il percorso, così come da stopper posti direttamente vicino all’etichetta in modo da poter identificare anche chi lo ha lavorato e prodotto. I nostri fornai e il pane autentico del Friuli Venezia Giulia In tre dei nostri punti vendita, gli ipercoop di Meduna di Pordenone, Trieste Montedoro e Villesse, si compie un importante passo di questa filiera, fonte di grande soddisfazione da parte dei nostri lavoratori e dei clienti che possono gustarne i risultati ogni giorno. La farina di filiera viene infatti consegnata dal mulino e impastata ogni giorno dai nostri fornai per la produzione ogni giorno di pane, pizze e focacce all’ipercoop di Meduna a Pordenone, focacce in quello di Montedoro a Trieste e pizze all’ipercoop Le Tiare a Villesse. Un coinvolgimento orgoglioso e partecipe, come ci testimoniano i lavoratori del punto vendita di Meduna: “Fare un pane che deriva da filiera regionale è stata una fonte di grande soddisfazione, sia perché sostiene il lavoro dei nostri produttori locali, sia perché ci ha dato la possibilità di fare un prodotto eccellente nel gusto e nella forma da proporre a tutti i nostri clienti. La farina si presta infatti per tutte le preparazioni che produciamo internamente, dal pane alle pizze, alle focacce. In particolare, a Meduna produciamo 6 tipologie di pane, da biga fatta con farina 100% del Friuli Venezia Giulia, lasciata maturare per almeno 24 ore in cella frigorifera, e rimpastata il giorno successivo per dare vita a un prodotto che per noi è semplicemente stupendo! La Cooperativa Circolo Agrario Friulano: responsabilità e trasparenza Fondata nel 1957, conta oggi oltre 2.000 soci attivi – e un centinaio di dipendenti – la Cooperativa Circolo Agrario Friulano opera da sempre con una grande competenza e conoscenza del territorio, e seguendo i valori imprescindibili di responsabilità, trasparenza e rispetto per i soci agricoltori. “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo!”: questo il loro motto, che fa da bussola a un lavoro quotidiano volto a un continuo miglioramento e attento all’innovazione nel settore agricolo per restare sempre al passo coi tempi e garantire ai propri soci un’offerta adeguata alle loro esigenze. Molino Moras: il molino di famiglia dal 1905 Inizia tutto a Trivignano Udinese, in un piccolo paesino del Friuli Venezia Giulia dove il molino comunale risalente al 1800 viene preso in gestione da Geremia Moras. Siamo nel 1905: il molino funziona a mole ad acqua ed è il centro nevralgico della vita della comunità e dell’economia del territorio. Sul finire degli anni ’20, la famiglia Moras acquista il molino: la produzione aumenta negli anni a seguire con costanza, ma i suoi proprietari hanno lo sguardo rivolto al futuro. Investono infatti in ammodernamenti e poi in ricerca e sviluppo per produrre farine che si possano distinguere per profumo, qualità e attenzione dedicata. Oggi il management del Molino Moras è tutto al femminile, perché il nuovo consiglio di amministrazione è guidato da Nicoletta Moras, con le figlie Anna e Sara: “Ogni giorno con cura trasformiamo il grano affinché ognuno di voi possa raccogliere farina. Così facendo tramandiamo nutrimento e conoscenza: giorno dopo giorno una sapienza passata, diventa sapienza presente. La nostra farina diventa valore da custodire e condividere per quelli che ci sono e che verranno.” Le Cooperative Agricole: il sapere autentico Le Cooperative Agricole di Castions nascono negli anni ’50 con una struttura che allora comprendeva il Molino, la Latteria Turnaria, il Forno Cooperativo, la raccolta e il deposito dei cereali. Innamorati di un sapere autentico, lavorano con passione e impegno ogni giorno, per portare sulle nostre tavole un prodotto genuino, attento all’ambiente e integrato con il territorio, tendendo la mano a produttori locali e scegliendo con cura tutti i loro fornitori. Per il pane da farina del Friuli Venezia Giulia viene utilizzato pochissimo lievito, solo l’1% dell’impasto, che è sottoposto
Sacile, una mostra invita a riflettere sul mondo degli anziani e della demenza
Il Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo (SSC) invita la cittadinanza alla mostra ‘’Ogni Vita è un Capolavoro’’, una rassegna di opere che ha l’obiettivo di raccontare il mondo dell’anziano e della demenza. I quadri esposti rappresentano alcuni dei più famosi dipinti reinterpretati dagli anziani che risiedono nelle strutture gestite da ISRAA Treviso, Istituto che si occupa in modo capillare e operativo di tutto ciò che gravita intorno ai bisogni dell’anziano e agli stereotipi associati alle strutture dedicate alla terza età. La mostra sarà aperta al pubblico a Palazzo Ragazzoni di Sacile, dal 29 ottobre al 12 novembre con i seguenti orari di visita: giovedì dalle 9 alle 12, sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20. L’evento, promosso da SSC, Comune di Sacile capofila dell’Ambito e Cooperative sociali Itaca, Fai e Acli, vuole essere come un’occasione unica di scambio e di condivisione che darà la possibilità a tutta la cittadinanza di avvicinarsi ad una tematica sempre più attuale e presente nelle nostre vite. Si pensi che più di 20mila persone in tutto il Friuli Venezia Giulia e circa 1500 nella zona del Livenza soffrono di demenza e vivono quotidianamente gli effetti e le implicazioni di questa patologia. ‘’Ogni Vita è un Capolavoro’’ è solo uno degli interventi che gravitano all’interno di un insieme di servizi proposti dal Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo nell’ambito dell’invecchiamento e delle persone che vivono la complessa cornice clinica e relazionale di patologie degenerative come l’Alzheimer. L’inaugurazione della mostra avrà luogo nella giornata di sabato 28 ottobre dalle 12.30 e sarà preceduta dalla presentazione del libro ‘’Aiutami a Ricordare’’, scritto dal dott. Marco Trabucchi sul tema della demenza. Modereranno l’incontro alla presenza dell’autore la dott.ssa Silvia Vettor per l’ISRAA di Treviso e la dott.ssa Katia Flora Pantarotto per il Servizio Sociale dei Comuni. Negli orari di apertura della mostra saranno sempre presenti dei riferimenti istituzionali e territoriali con cui potersi interfacciare e a cui poter fare riferimento in caso di dubbi o curiosità. Sarà un’occasione speciale per incontrarsi e per condividere il capolavoro che è la vita.
Fondazione e fine del manicomio di Udine, a Pordenone il saggio-racconto di Mario Novello
Un secolo che ha visto la nascita e il fallimento di un’utopia “scientifica”, rappresentata dalla parabola dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Udine, sorto nel 1904 come la struttura più moderna nella nuova psichiatria italiana e chiuso nel 1999, alla fine esatta del Novecento. Venerdì 27 ottobre alle 18 alla Casa del Popolo di Torre a Pordenone “Fondazione e fine del manicomio di Udine (1904-1999)”, presentazione della ricerca condotta da Mario Novello, già direttore del Dipartimento di salute mentale di Udine, che illustra le vicende sociopolitiche che ne hanno portato alla chiusura e trasformazione, descritte nell’esaustivo studio contenuto negli Atti dell’Accademia San Marco di Pordenone. Una storia narrata da un protagonista, lo psichiatra Mario Novello, il pordenonese allievo di Franco Basaglia che, dopo una lunga esperienza a Trieste, era giunto a Udine con la missione di chiudere quello che rimaneva l’ultimo e il più grande manicomio rimasto ancora in attività. Infatti, a dispetto ed in contrasto con gli stessi obblighi imposti dalla legge di riforma psichiatrica, la n. 180 del 1978, le persone continuavano ad essere ammucchiate nell’OPP, in condizioni ogni giorno più disumane. L’evento è promosso da Collettivo degli Storici del Friuli Occidentale in collaborazione con Casa del Popolo di Torre, Anpi, Arci Pelago, Associazione Proteo Fare Sapere, Cgil Spi Pordenone, rivista Atti dell’Accademia di San Marco di Pordenone, Dipartimento delle dipendenze e della salute mentale dell’Azienda sanitaria Friuli Occidentale, Cooperative sociali Acli, Fai, Futura, Itaca e Noncello, e Legacoop Friuli Venezia Giulia. Il libro Novello, da psichiatra che ha voluto diventare anche narratore e storico dell’esperienza manicomiale friulana, ha scritto un saggio per gli “Atti dell’Accademia di San Marco”, costruito in un dialogo teorico e professionale, ma anche intimamente etico, con il suo collega che un secolo prima aveva progettato ed inizialmente diretto il manicomio udinese, il dott. Giuseppe Antonini, psichiatra esperto di pellagrologia ed alcooldipendenze, allievo tra i principali del grande scienziato positivista Cesare Lombroso. Un dialogo che mette in rilievo i caratteri e le contraddizioni di un’utopia, che puntava deliberatamente ad offrire cure apparentemente moderne ad una minoranza, lasciando sullo sfondo dell’esclusione più estrema la maggioranza delle persone sofferenti. Dialogo quanto mai intrigante, in cui ai testi di Antonini viene contrapposta la verifica di quanto – dopo i primi anni gestiti direttamente dal fondatore – è stato attuato concretamente, trasformando l’utopia in una drammatica e inaccettabile condizione di deprivazione che ha colpito migliaia e migliaia di cittadini e cittadine. Una eredità di sofferenza che è stata superata con il completo smantellamento dell’ex manicomio udinese, condotto parallelamente alla costruzione sul territorio dei moderni servizi di salute mentale, quelli che contraddittoriamente erano stati sperimentati tra i primi in Italia proprio nelle province contermini di Gorizia, Pordenone e Trieste. La presentazione Venerdì 27 ottobre lo studio del dottor Novello verrà presentato e commentato alla Casa del Popolo di Torre di Pordenone dalle 18 alle 20 nell’ambito del secondo ciclo di conferenze sulla Storia promosse da www.storiastoriepn.it. Previsti gli interventi di Michela Vogrig, una cooperatrice che ha lavorato in quell’impresa di distruzione e ricostruzione dei servizi psichiatrici, responsabile nazionale di Legacoopsociali Salute mentale e presidente di Legacoop Fvg, e di due dirigenti dei servizi di Salute mentale, il pordenonese dott. Fulvio Tesolin, direttore del Ddsm di Pordenone dell’AsFO, e l’udinese dott. Marco Bertoli, direttore del Dsm dell’AsuFC, parteciperanno Paolo Goi, direttore degli Atti dell’Accademia di San Marco, e Gian Luigi Bettoli, redattore di storiastoriepn e già presidente di Legacoopsociali Fvg.
Mind the Gap, artisti da tutto il mondo per ripensare preconcetti e sfatare pregiudizi
Arte e cultura possono diventare un dispositivo per coinvolgere, assieme ai luoghi, il sistema di relazioni che questi stessi luoghi ospitano. Così pensava Franco Basaglia nel dare il via alla sua rivoluzione terapeutica, e sociale, per la dismissione dei manicomi diventata poi legge nel lontano 1978. E sarà ancora una volta il binomio arte e cultura al centro della settima edizione di Mind the Gap, progetto dedicato alle arti visive, avviato dalla cooperativa Altreforme nel 2017 e promosso in collaborazione con diverse realtà culturali e istituzionali della regione. I termini “mind” (mente) e “gap” (divario, differenza), puntano l’attenzione sulla diversità come valore culturale e impiega l’arte contemporanea per ripensare preconcetti e sfatare pregiudizi. «Il progetto Mind the gap, dedicato a Basaglia – ha spiegato la presidente di Altreforme, Augusta Eniti, , durante la conferenza stampa di presentazione tenutasi al Visionario di Udine e alla quale ha portato i saluti dell’amministrazione comunale di Udine l’assessora alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità, Arianna Facchini –, nasce con due obiettivi principali: da un lato fare ricerca sulle pratiche artistiche contemporanee e dall’altro rendere porosi gli steccati tra discipline, aprendo spazi di riflessione comuni sulle questioni che sono appannaggio di tutti. Oggi abbiamo specializzazioni culturali alte, che nessuno di noi può frequentare tranquillamente, ma ciò che si è perduto è il senso unitario della cultura. In questo senso l’arte è un dispositivo straordinario, è parte attiva di un’impresa comune, poiché ha un carattere eminentemente formativo». Intorno al gesto Curato da Giada Centazzo e Lorenzo Lazzari, “Mind the Gap”, vedrà la partecipazione di cinque artisti internazionali, provenienti da ogni parte del mondo e selezionati per il loro modo di ibridare i generi artistici e per l’elaborazione culturale intorno alle questioni che attraversano il nostro tempo. Protagonisti della mostra visitabile dal 28 ottobre al 26 novembre allo Spazio35 (via Caterina Percoto, 6) e al Visionario (via Asquini, 33), saranno il franco-statunitense Éric Baudelaire, l’italiano Francesco Bertocco, la svizzera Anouk Chambaz, l’albanese ma residente negli Usa Silvi Naçi e, infine, la belga Eva Giolo. L’edizione 2021 di Mind the Gap s’intitola “Intorno al gesto” e focalizza la sua attenzione sull’esplorazione video e film della gestualità. «Come sappiamo – chiariscono i curatori –, il nostro corpo non è materia inscalfibile, viene indelebilmente segnato non solo dal trascorrere del tempo, bensì anche dai modelli culturali, sociali ed economici nei quali è immerso. Ciò implica che il corpo è un attore nel senso dell’etimo, cioè prende parte attiva e diretta a ciò che accade, è il mezzo attraverso il quale il soggetto si situa nel mondo. Il corpo è il margine o bordo dell’essere in comune, profondamente relazionale in una costante dinamica tra io e noi e in questo senso anche profondamente politico». Le opere in mostra Ed è proprio in questa commistione di significati portati dal gesto che si muovono le opere presentate in questo progetto espositivo di Éric Baudelaire, Francesco Bertocco, Anouk Chambaz, Eva Giolo e Silvi Naçi, tutti artisti i cui lavori sono stati ospitati dalle principali istituzioni d’arte contemporanea mondiale, dal Centre Pompidou di Parigi al Museo del Novecento di Milano, dal Contemporary Jewish Museum di San Francisco (Usa) alla Biennale di Venezia, solo per citarne alcuni. Il video di Baudelaire, intitolato [Sic.] evidenzia la violenza e l’arbitrarietà che possono scaturire da un gesto di censura – in questo caso di sottrazione figurativa – interrogandosi non tanto sulla natura di ciò che è rimosso, quanto sulla “risignificazione” che un’immagine danneggiata porta con sé. Con diverse sfumature, le opere di Chambaz (La mia risata è una cascata) e Naçi (Actions That Make My Hands Hurt, opera presentata per la prima volta in Italia) prendono invece una posizione femminista nella quale i gesti rappresentati invitano a riflettere sull’arcaica violenza subita dalle donne, ma anche sull’esistenza di una loro continua resistenza collettiva. L’opera di Bertocco (Figura, uno studio su La Classe Morta di Tadeusz Kantor) si incentra sulla gestualità peculiare e connotata di attori in un contesto performativo. Si tratta di pose, movenze, segni che rispondono a un codice, quello teatrale, ma messi in scacco dall’osservazione documentaristica cui l’artista li sottopone, nella particolare liminalità tra realtà e inscenamento che il video mette in quadro. L’assoluta ordinarietà e pregnanza dei gesti quotidiani sono, infine, protagonisti del lavoro di Giolo intitolato The Demands of Ordinary Devotion. Azioni consuete, a volte rituali, forse automatizzate, vocaboli di un lessico che racchiude la vita di ogni giorno, inquadrati dalla macchina da presa – sorta di lente d’ingrandimento – fino a raggiungere una statura quasi eroica. Attività collaterali Diverse le attività collaterali alla mostra. Oltre ai cinque artisti presenti, infatti verrà realizzato un laboratorio artistico partecipativo curato da Rachele D’Osualdo per l’Associazione Etrarte e condotto dall’artista sloveno residente a Londra Enej Gala con gli studenti dell’Enfap di Gorizia. Ma non solo, perché anche per questa edizione in collaborazione con i partner, oltre alle visite guidate, sono previsti incontri pubblici, laboratori video e percorsi formativi che coinvolgeranno gli studenti della scuola secondaria di I grado E. Bellavitis (laboratorio tenuto da Cristian Natoli) e del Liceo Caterina Percoto a Udine (laboratorio tenuto da Andrea Trincardi e Augusta Eniti di Altreforme). Si comincia già il 19 ottobre alle 18 alla Mediateca di Cinemazero di Pordenone (palazzo Badini viale Mazzini, 2) con la presentazione pubblica del progetto in terra pordenonese (il 10 novembre anche all’Università Iuav di Venezia). Il 3 novembre alle 18, poi, a Casa Cavazzini Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Udine sarà organizzato un incontro pubblico con la presenza dell’artista Anouk Chambaz che presenterà il suo ultimo progetto artistico “La mia risata è una cascata”. Date, orari e partner Come detto, la mostra sarà inaugurata il 28 ottobre alle 18.30 e rimarrà aperta fino al 26 novembre, da martedì a venerdì dalle 15 alle 19 e sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19 presso lo Spazio 35 e al Visionario dalle 16 alle ore 21, tutti i giorni. L’iniziativa è co-organizzata con il Centro per le Arti Visive e Centro
Casa delle farfalle di Bordano, una stagione da record
Nel 2023 ricorrono i 20 anni dall’apertura della Casa delle farfalle di Bordano, una delle maggiori attrazioni turistiche della nostra regione. Ed è stata di gran lunga la migliore stagione di sempre, da ogni punto di vista. Nelle serre sono entrate 48.500 persone: adulti, bambini, anziani, provenienti dal Friuli Venezia Giulia, dal Veneto e da ogni angolo d’Italia, dall’Austria, dalla Slovenia, dalla Germania e da moltissimi altri paesi. Tra questi, ci sono stati più di 7.000 ragazze e ragazzi provenienti da centinaia di scuole, e abbiamo erogato più di 500 tra laboratori e visite guidate. Ma lo stesso, se non di più, vale anche per le attività collaterali: lo shop – che sempre di più propone produzioni proprie, tra cui la Guida alle case delle farfalle, che è stata tradotta e che si sta vendendo in tutto il mondo – ha prodotto il 40% più dello scorso anno e circa il doppio di quanto incassava dieci anni fa, quando è iniziata l’attuale gestione. La ristorazione può essere invece un vero e proprio caso di studio. I chioschi hanno fatturato nel 2023 il 20% più dello scorso anno, ma più del 400% rispetto a 10 anni fa, con la creazione di un vero e proprio modello di proposta della gastronomia locale: piatti della tradizione, valorizzati da ingredienti tutti di alto livello e dalle loro “storie” raccontate direttamente da chi i piatti li sta preparando e servendo. I progetti Non è allora un caso che tra gli importanti lavori di ampliamento che, con il supporto della Regione, stanno interessando la Casa delle farfalle durante questo autunno-inverno, un posto di rilievo lo abbia la costruzione e l’allestimento di una nuova cucina e un bar. Il turismo, in generale ma soprattutto in Italia, non può prescindere dalla ristorazione. Qualunque sia l’attività proposta, gli ospiti mangiano (si rilassano e mangiano, fanno sport e mangiano, visitano i musei e mangiano). Quando poi il cibo viene proposto per quello che è, vale a dire parte fondamentale della cultura di un luogo, allora diventa un asset irrinunciabile. Il direttore, Stefano Dal Secco, è stanco ma felice: «Quest’anno è stato davvero un turbinio di persone e di cose. Tutto è stato “da record”. Oltre ai numeri complessivi, è successo anche tutto quanto si è fatto. La Casa delle farfalle, ad esempio, sta diventando un centro in cui si fa ricerca in maniera continuativa, insieme alle Università di Udine e di Trieste. Quest’anno, tre tesi, di diverse facoltà, hanno riguardato progetti portati avanti qui da noi, e per il prossimo anno ce ne sono in cantiere almeno altrettante. Abbiamo ospitato una quantità di tirocini e stage. Sempre a proposito di giovani, stanno esplodendo anche le attività di volontariato internazionale che ospitiamo qui a Bordano: oltre ai progetti Erasmus di lungo termine (4 ragazze e ragazzi ogni anno, sia per quanto riguarda progetti su animali e piante che di comunicazione e marketing nel turismo sostenibile) abbiamo chiuso il primo progetto di volontariato di gruppo con 15 partecipanti italiani ed europei che, per due mesi, hanno fatto attività anche con molte associazioni locali, oltre che con noi; un progetto quindi di tutto il paese, non solo della Casa delle farfalle». E continua ancora Dal Secco: «Abbiamo dato il via a PolliNation, che più che un progetto è un insieme di tante cose: mostre, eventi, produzione, progetti, pubblicazioni, moduli educativi, centrati sull’impollinazione, la flora e fauna autoctona e lo sviluppo di progetti sostenibili per il verde urbano. Un altro progetto ancora, iniziato quest’anno e che continuerà a svilupparsi nelle prossime stagioni, è stato Eco&Notes, fatto insieme alla cooperativa Slou e la Comunità di Montagna e l’Ecomuseo della Val del Lago, che prevede la creazione e la proposta di piccoli festival ed eventi in contesti naturali e inusuali, mescolando musica e natura». Dal Secco conclude «Adesso ci meritiamo una pausa, ma piccola piccola, perché il tempo è sempre poco: più si cresce più è importante fare bene e comunicare meglio. Ringraziamo davvero tutte e tutti quelli che sono venuti a trovarci quest’anno. Abbiamo un mucchio di cose in cantiere, per offrirvi esperienze sempre nuove, per emozionarvi e stupirvi». La Casa delle farfalle è chiusa per i lavori di manutenzione e ampliamento e riaprirà ai visitatori il 16 marzo 2024.