Horti Tergestini, la rassegna di piante e fiori promossa dalla cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone e curata da Lili Soldatich, compie diciotto anni e ormai davvero si può dire che a Trieste non è veramente primavera senza questo appuntamento nel Parco culturale di San Giovanni: sabato 20 e domenica 21 aprile dalle 9 al tramonto una novantina di espositori provenienti da tutt’Italia e anche dalla vicina Slovenia troveranno casa nell’ex ospedale psichiatrico pronti a offrire il meglio del florovivaismo presente sul mercato. Ad accogliere i visitatori e le visitatrici piante di ogni tipo — antiche, grasse, aromatiche, officinali, alpine, perenni, per l’interno e l’esterno, da collezione… — ma anche oggettistica in legno, stoffa, ferro, abbigliamento amico dell’ambiente, prodotti alimentari. E tra uno stand e l’altro si potrà partecipare a numerosi incontri e laboratori nella Sala conferenze. Un fine settimana all’insegna del verde che potrà contare anche sul sostegno e la partecipazione attiva di AcegasApsAmga, che in occasione di Horti ha promosso un’edizione speciale dei Sabati Ecologici: sabato 20 aprile dalle 10 alle 16, infatti, chi porterà gli ingombranti al centro di raccolta mobile alla Rotonda del Boschetto riceverà un sacco di compost in omaggio; chi invece non ha rifiuti da conferire è invitato a postare le sue azioni green su Instagram usando l’hashtag #GMMchallenge: anche in questo caso è previsto un sacco di compost in omaggio. L’ospite d’onore Nel centenario della sua nascita, nel luogo in cui è avvenuta e da cui è partita la sua rivoluzione, l’ospite d’onore non poteva che essere Franco Basaglia, lo psichiatra veneziano nato l’11 marzo 1924 che ha chiuso il manicomio di San Giovanni, e non solo quello, ma soprattutto ha liberato le persone, ridato loro dignità e riconoscimento. Quando, nel 1971, iniziò quest’avventura a Trieste, dopo l’esperienza di Gorizia e di Parma, di certo non aveva già in mente la riconversione dell’ex ospedale psichiatrico che ne sarebbe seguita né il roseto, ma i segni della trasformazione possibile erano tutti presenti: non a caso aprì questo luogo agli artisti, non a caso lo riempì di oggetti colorati e di design, non a caso sfondò materialmente il cancello per far uscire ciò che era stato relegato dentro. Tutti gesti che servivano a umanizzare un luogo ferito e a rimettere al centro la persona. Alle ore 11 di sabato 20 aprile, a partire da alcuni testi di Franco Basaglia letti da Maurizio Zacchigna, Giovanna Del Giudice, presidente di Conf Basaglia, e Giancarlo Carena, presidente della cooperativa Agricola Monte San Pantaleone, converseranno sul tema “L’evoluzione del Parco di San Giovanni”. Oggi che i manicomi sono stati ufficialmente chiusi non c’è meno bisogno di abbattere muri e pregiudizi e Horti Tergestini serve anche a ricordarcelo: per questo sabato 20 aprile alle ore 17 è in programma la presentazione del libro “Che sapore hanno i muri” (CasaSirio, 2023), un testo con cui il giornalista Paolo Aleotti, che dal 2014 dirige il Laboratorio TeleRadioreporter presso la seconda casa di reclusione di Milano, dialogando con Emily Menguzzato ci farà entrare nel carcere di Bollate dove ha raccolto le storie di chi ha deciso di aprirsi e offrirgli il proprio vissuto, i propri dubbi, ma soprattutto la cosa più preziosa: i sogni. I laboratori Tre i laboratori proposti durante il fine settimana: uno dedicato all’arte di miscelare le spezie con Valeria Calamaro (sabato 20 aprile, ore 15) uno dedicato alla decorazione floreale sostenibile ed ecologica con Laura Vaccari (domenica 21 aprile, ore 11), uno dedicato all’ikebana con Giovanna Coen (domenica 21 aprile. ore15). La partecipazione ai laboratori è gratuita previa prenotazione al seguente indirizzo montesanpantaleone@gmail.com o rivolgendosi allo stand di Agricola Monte San Pantaleone. Proposte per i più piccoli Non mancherà neanche quest’anno un’attenzione particolare ai bambini e alle bambine dai 5 ai 12 anni e alle loro famiglie: sabato 20 aprile dalle ore 15 alle ore 17 sulla Piazza Leggera antistante il Mini Mu Museo dei Bambini si terrà un laboratorio dal titolo “Mark Rotko e il colore, pensieri in mostra”: anche in questo caso è gradita la prenotazione (info@mini-mu.it, +39 333 2611573). Horti Tergestini viene realizzata grazie alla tenacia imprenditoriale e alla determinazione della cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone; l’evento di quest’anno può ancora contare sulla collaborazione dell’ERPAC (Ente Regionale Patrimonio Culturale) del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Trieste, dell’Università degli Studi di Trieste, dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina e sul sostegno di AcegasApsAmga. Informazioni e il programma completo su www.agricolamontesanpantaleone.it
Re/Mind, open day dedicato all’arte, alle storie e ai progetti del Parco San Giovanni
La riforma basagliana ha dialogato fin dall’inizio con l’arte, intesa anche come modo di esprimere ciò che non si riesce a comunicare attraverso la nuda razionalità. In cinquant’anni il Parco di San Giovanni ha visto passare artisti delle più diverse discipline: musica, teatro, poesia, arti figurative…un dialogo che non si è mai interrotto e che continua a intrecciarsi attraverso iniziative artistiche, culturali e formative. L’evento Re/Mind | Arte Storie Progetti, in programma il 12 aprile nel Padiglione M (SAR) del Parco di San Giovanni di Trieste, in via de Pastrovich 1, dalle 16, vuole rappresentare questo percorso e anticipare qualche idea per il futuro proponendo un open day con esposizioni, proiezioni video, performance, musica e workshop aperti alla partecipazione del pubblico. Le attività si svolgeranno in sincronia con quelle previste dal Trieste Spring Festival nel bar Il Posto delle Fragole, proprio di fronte al padiglione – una performance audiovisuale e la presentazione di una novella grafica – consentendo così agli ospiti di vivere un’esperienza multimediale immersiva. L’evento è stato progettato e promosso dai partecipanti al corso “Competenze trasversali per comunicare”, realizzato grazie al sostegno cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo Plus della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il corso è stato realizzato dall’Ires Fvg con la collaborazione di Asugi – Servizio abilitazione e residenze dell’Area dipartimentale salute mentale – e la partecipazione attiva di organizzazioni e strutture del terzo settore quali Accademia della Follia C. Misculin, Duemilauno Agenzia Sociale, HeadMadeLab, iG, La Collina e Radio Fragola. Hanno collaborato alla realizzazione dell’evento anche Agricola Monte S. Pantaleone, Bar Il Posto delle Fragole, CLU F. Basaglia, Gruppo78, Lister Sartoria sociale e Officina Samos.
Legacoop Fvg: “Accelerare il percorso culturale delle cooperative verso la sostenibilità”
Oltre 30 anni di storia, impegnata in 4 regioni (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino-Alto Adige/Südtirol e Lombardia), 1900 lavoratori, oltre 29.000 beneficiari dei servizi, 737,6 ton CO2 di emissioni, oltre 21.000 kWh di energia prodotta da impianti fotovoltaici, 100% di rifiuti recuperati, 172 corsi di formazione professionalizzanti, 83% dell’organico composto da donne, sistema SSL conforme a ISO 45001, 24 temi materiali di cui 9 Env, 11 Soc e 4 Gov). Sono soltanto alcuni dei numeri del primo Bilancio di sostenibilità (2022) della Cooperativa sociale Itaca evidenziati dal presidente Paolo Castagna (martedì 26 marzo) a Palazzo Montereale Mantica di Pordenone, sede della CCIAA di Pordenone-Udine, all’interno dell’evento “Rendicontare per il futuro. Il bilancio di sostenibilità: esperienze cooperative e nuove sfide per accompagnare il cambiamento”. Promosso da CCIAA Pordenone-Udine, Legacoop Friuli Venezia Giulia e Itaca, l’appuntamento aveva l’obiettivo di presentare lo strumento del bilancio di sostenibilità nella sua accezione di strumento per accompagnare, trasformare e far evolvere le imprese, anche del terzo settore, verso una concreta cultura della sostenibilità. Cooperazione è eccellenza del territorio “Ho sempre avuto una grande considerazione del movimento cooperativo – ha esordito nel suo intervento di saluto Michelangelo Agrusti, vicepresidente della CCIAA di Pordenone-Udine -. Sebbene spesso le cooperative siano state accusate di agire fuori dalle regole di mercato, la cooperazione è impresa, è qualcosa di speciale e diverso. L’esperienza cooperativa nasce nelle nostre comunità da persone povere che decidevano di mettersi assieme, ne sono nate esperienze straordinarie anche nella nostra regione, realtà capaci di stare sul mercato in tutti i settori e che hanno creato reddito per migliaia di famiglie. Le cooperative sociali stesse si sono dimostrate delle eccellenze del territorio, straordinariamente efficaci ed efficienti e con un forte legame etico”. Lavoro è crescita dell’essere umano Dopo aver portato il saluto del sindaco Alessandro Ciriani, la consigliera Paola De Giorgi del Comune di Pordenone ha evidenziato che “la sostenibilità è un tema di grande attualità sconosciuto ai più”, ma non per questo meno importante. “Il bilancio di sostenibilità chiede di guardare alle attività delle imprese non solo in termini finanziari” ma di andare oltre, verso un “ritorno ad un umanesimo integrale, dove l’uomo è chiamato a prendersi cura di tutto il creato dal punto di vista del lavoro, che va inteso non solo come crescita delle imprese, ma dell’essere umano in senso più ampio”. Legacoop FVG: accelerare il percorso culturale delle nostre cooperative verso la sostenibilità “Che cosa possiamo fare di più come movimento cooperativo, al di là degli adempimenti importanti come il bilancio di sostenibilità, per promuovere e stimolare una cultura della sostenibilità affinché diventi sempre più diffusa?”. È partito da qui l’intervento di Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg, che ha sottolineato come “la sostenibilità debba permeare tutte le organizzazioni, diffondendosi e coinvolgendo i territori. L’economia sociale rappresenta un modello di sviluppo economico non estrattivo, che è per sua natura inclusivo e democratico, e del quale il movimento cooperativo è parte. Dobbiamo guardare non solo agli aspetti ambientali, ma anche all’equità redistributiva, così come alla qualità del lavoro. Come Legacoop Fvg intendiamo sostenere ed accompagnare questi processi a partire dalle nostre cooperative e ponendo attenzione a tutta la filiera. Il movimento cooperativo ha una grande responsabilità che ci impegna ad essere consapevoli coerenti e credibili”. Green Deal europeo: il quadro normativo di riferimento Il prof. Alain Devalle, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, è intervenuto su “Il bilancio di sostenibilità. Importanza dell’informativa e nuovo quadro normativo di riferimento”, evidenziando come i temi innovativi rappresentati dal bilancio di sostenibilità si trovino in un quadro normativo in divenire. “L’impresa esiste per soddisfare dei bisogni e deve raggiungere determinate performance in termini finanziari, le imprese cooperative hanno dalla loro la sensibilità relativa al come realizzare le performance, non solo gli aspetti finanziari”. Ma “l’impresa non produce solo numeri, nella sostenibilità rientrano specifici aspetti quali il rispetto dell’ambiente (Env), gli aspetti sociali (Soc) e la governance (Gov). Il quadro di riferimento europeo è quello del Green Deal, un pacchetto di iniziative strategiche che mira ad avviare l’UE sulla strada di una transizione verde, con l’obiettivo ultimo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. In quest’ottica “le imprese dovranno rendicontare informazioni sulla sostenibilità in termini di informazioni di bilancio da inserire nella rendicontazione sulla gestione”. Rispetto all’obbligatorietà della rendicontazione societaria di sostenibilità, Corporate Sustainability Reporting Directive – CSRD, è vero che si richiede alle imprese la raccolta di informazioni anche sugli aspetti sociali e di governance, ma la componente ambientale è fondamentale in qualunque ambito di attività”. In buona sostanza sostenibilità non deve essere un obbligo “ma un paradigma dell’impresa che voglia restare sul mercato in un’ottica di crescita”. Il trait d’union tra bilancio di sostenibilità, bilancio d’esercizio e bilancio sociale Il prof. Maurizio Cisi, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, nel suo intervento “Il bilancio di sostenibilità delle cooperative sociali” ha ricordato come il percorso di sostenibilità di Itaca – che ha raggiunto un primo obiettivo con il primo esercizio volontario di rendicontazione del bilancio di sostenibilità – in realtà sia iniziato anni addietro già con il bilancio sociale, “ottimo strumento che le cooperative sociali, e gli enti del terzo settore più in generale, utilizzano come mezzo di sensibilizzazione e presa di coscienza”. Se il bilancio sociale rendiconta quel che un’impresa fa, il bilancio di sostenibilità sposta l’accento sui rischi di un’impresa nel fare quel che fa, ad esempio “come l’impresa incide sui cambiamenti climatici, come pensa di adottare la propria strategia per allinearsi alla transizione verso un’economia sostenibile”. I servizi di Itaca, per fare un altro esempio, “si basano sullo spostamento delle persone in auto, siamo consci di quanto emettiamo ogni giorno?”. Cambiamento climatico, inquinamento, economia circolare, forza lavoro propria sono altri elementi di cui dovrebbe tenere conto una governance attenta alla sostenibilità, verso un percorso che in futuro porti ad un bilancio integrato cooperativo di sostenibilità. Itaca: una traiettoria di transizione verso una maggiore sostenibilità “Per noi principi e valori sono bussole ideali
Itaca presenta il Bilancio di sostenibilità, a Pordenone l’evento per “rendicontare il futuro”
Il bilancio di sostenibilità non è un mero adempimento, ma un’opportunità per accompagnare, trasformare e far evolvere le imprese, facendo crescere la cultura della sostenibilità. Sarà questo il focus dell’evento previsto a Pordenone martedì 26 marzo alle 10.30 nella sede della Cciaa di Pordenone-Udine a Palazzo Montereale Mantica, in corso Vittorio Emanuele II 56, dal titolo “Rendicontare per il futuro. Il bilancio di sostenibilità: esperienze cooperative e nuove sfide per accompagnare il cambiamento”, nel corso del quale sarà presentato il bilancio di sostenibilità della Cooperativa sociale Itaca. La Direttiva Uu 2022/2464 pubblicata il 16 dicembre 2022, che ha rivisto e modificato la precedente Direttiva Ue 2013/34, relativa all’obbligo di “comunicazioni di informazioni di carattere non finanziario” da parte di aziende di grandi dimensioni, ha stabilito l’obbligatorietà della rendicontazione societaria di sostenibilità, Corporate Sustainability Reporting Directive – Csrd. La parola chiave della sostenibilità Benessere delle persone e delle comunità, attenzione costante alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica, come anche all’utilizzo efficiente e consapevole delle risorse, risparmio energetico e cultura ambientale nei luoghi di lavoro. Sono le parole chiave che traducono l’impegno nei confronti delle persone e dei territori che il sistema cooperativo regionale che Legacoop Fvg rappresenta, ne è un buon esempio il primo Bilancio di Sostenibilità della Cooperativa sociale Itaca. In questo solco si inserisce l’evento pordenonese del 26 marzo, promosso da Cciaa Pordenone-Udine, Legacoop Friuli Venezia Giulia e Itaca. “La sostenibilità – sottolinea la presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig – è una delle traiettorie che da anni impegna Legacoop FVG: fornire un supporto orientato a creare una cultura che accompagni il cambiamento è oggi quanto mai urgente e non più rinviabile. Dobbiamo impegnarci agendo in modo corresponsabile per affrontare questa transizione, adottare comportamenti e azioni coerenti ed efficaci come un Bilancio di Sostenibilità che non deve essere un mero adempimento ma un volano di sviluppo e di miglioramento continuo”. “Per noi principi e valori sono bussole ideali – sottolinea il presidente di Itaca, Paolo Castagna -, che orientano il nostro essere e il nostro fare da sempre. Crediamo nell’importanza di beni comuni dal valore inestimabile come la qualità delle relazioni, la cura dell’ambiente, l’attenzione al benessere collettivo e alla diffusione della cultura della sostenibilità”. L’esperienza di Itaca Il report di sostenibilità misura, infatti, in modo puntuale e tecnicamente rigoroso gli impatti dell’operato della cooperativa Itaca nello svolgimento delle proprie attività sull’ambiente e sul territorio, sulle persone e sul modello di governance, utilizzando gli standard internazionali previsti dalla normativa europea, come definiti dal Global Reporting Initiative. Tappa fondamentale la conclusione a fine 2023 del percorso relativo all’Obiettivo 5 “Parità di Genere”, uno dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile che 193 Paesi membri delle Nazione Unite si sono impegnati a realizzare entro il 2030. Obiettivo raggiunto da Itaca lo scorso 14 dicembre con il rilascio della certificazione di genere UNI PdR 125:2022 da parte dell’ente Uniter. Il programma della giornata Il programma del 26 marzo a Palazzo Montereale Mantica di Pordenone prevede alle 10 la registrazione dei partecipanti; alle 10.30 i saluti istituzionali di Michelangelo Agrusti vicepresidente Cciaa Pordenone-Udine e della consigliera Paola De Giorgi delegata dal sindaco di Pordenone Alessandro Ciriani, a seguire l’introduzione di Michela Vogrig presidente Legacoop Fvg. Dalle 11 gli interventi: Alain Devalle, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, “Il bilancio di sostenibilità. Importanza dell’informativa e nuovo quadro normativo di riferimento”; Maurizio Cisi, professore ordinario Università degli Studi di Torino, Scuola di Management ed Economia, “Il bilancio di sostenibilità delle cooperative sociali e il trait d’union con il bilancio d’esercizio e il bilancio sociale”; Paolo Castagna, presidente Cooperativa Itaca, Il Bilancio di sostenibilità della Cooperativa sociale Itaca”; Anna Fasano, presidente di Banca Etica, Il Bilancio come lettura integrata della sostenibilità”; Sabrina Marcuzzo, direttore commerciale del Terzo settore di Intesa Sanpaolo, Sostenibilità e valorizzazione d’impatto”; Renato Cinelli, dottore commercialista Studio Ciganotto Cinelli Salvato Pisani, “Sintesi e prospettive”. Alle 12.30 dibattito e conclusioni.
Le storie di vita e i ricordi degli anziani diventano soggetto di un “corto”
Le storie di vita e i ricordi degli anziani che frequentano il Centro diurno di Polcenigo prendono voce in un cortometraggio, che sarà presentato in anteprima giovedì 23 marzo alle 10 al Teatro comunale di Polcenigo (ingresso libero). L’appuntamento rientra all’interno del programma che promuove l’invecchiamento attivo co-progettato da Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo e Cooperative sociali Itaca, Fai e Acli. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Polcenigo. L’appuntamento è ormai alle porte, le signore che frequentano il Centro diurno pedemontano lo stanno attendendo da settimane, nella mattinata del 23 marzo sarà, infatti, presentato “Il Caffè dei Ricordi”. Il corto di 50 minuti racconta l’esperienza di laboratorio teatrale di 14 donne dai 67 ai 96 anni che, complice la dimensione delle “chiacchere fra amiche”, si lasciano andare ad una recitazione naturale, ai ricordi e agli aneddoti dei tempi passati. L‘interpretazione delle protagoniste è semplice, corredata da espressioni in lingua friulana, arricchita da scelte musicali volute dalle stesse attrici “per un giorno”. Soggetto e sceneggiatura sono del Centro diurno, mentre riprese, montaggio e regia di Maurizio Perrotta, che ha avuto il compito di confezionare un prodotto piacevole, dall’aria un po’ retrò, ma con la forza e la freschezza della semplicità di vite vissute appieno. È provato che la recitazione, come forma di arte, permetta di liberarsi dai lacciuoli della quotidianità, aiuti a prendere contatto più consapevole con le proprie emozioni, a mettersi in relazione con l’altro, nonché a facilitare l’allenamento della memoria. C’è anche chi sostiene che l’espressione teatrale faccia bene al cuore, senza specificare se dal punto di vista organico o per quello che attiene al sentimento di felicità che essa procura. Nel nostro caso, visti il risultato e la passione con la quale le signore del Centro diurno di Polcenigo si sono avvicinate al progetto, è verosimile sostenere che i benefici siano emersi su entrambi i lati. Tanto da permettere loro di divertirsi in compagnia e tornare indietro nel tempo ad episodi significativi delle loro vite personali, ma anche alla cultura e tradizioni in cui sono state immerse – e di cui sono portatrici -, per tutta una vita. Questo e molto altro è la teatroterapia, salire su un palco, recitare davanti a una telecamera, può essere un’esperienza terapeutica, soprattutto per gli over 60. Paure e inibizioni cadono, per lasciar spazio a condivisione e integrazione. E a giovarne non sono solo la memoria e la capacità di esprimersi.
Con l’arrivo della Pasqua riapre la Casa delle Farfalle di Bordano
Quest’anno, con la Pasqua che cade a fine marzo, i visitatori potranno tornare a incontrare le farfalle di tutto il mondo, a Bordano, a partire da sabato 16 marzo. La Casa delle farfalle rimarrà poi aperta tutti i giorni fino a ottobre (dalle 10 alle 18 con ultimo ingresso alle 17). La Casa delle farfalle di Bordano è sempre di più nel cuore dei cittadini di questa regione, oltre che dei turisti. Per tantissimi ormai, questa visita rappresenta una tradizione di famiglia, per pasquetta, in qualche ponte di primavera o all’inizio dell’estate. Lo scorso anno, le serre tropicali di Bordano hanno visto il maggior numero di visitatori di sempre, in occasione del ventesimo anniversario dall’apertura. Ma la corsa a migliorarsi sempre continua, anche nei numeri, oltre che per la qualità; già prima dell’apertura si sono registrate più prenotazioni per visite scolastiche che non in tutta la stagione precedente. PolliNation L’inaugurazione del giardino esterno con il progetto PolliNation, lo scorso anno, ha avuto moltissimi apprezzamenti. Si tratta di un percorso che mira a sensibilizzare i cittadini sul tema dell’impollinazione e nello stesso tempo un progetto pilota per promuovere una nuova concezione di verde urbano che abbini a un fattore estetico la conservazione della biodiversità. Quest’anno molte scuole, enti, associazioni, da tutta la regione, hanno chiesto di essere coinvolti nel progetto. Il giardino adiacente alla Casa delle farfalle sarà come sempre accessibile gratuitamente. Il Muffa Un altro settore che sta continuando a crescere è quello del Muffa, il primo museo delle farfalle e delle falene in Italia, creato alcuni anni orsono dalla cooperativa Farfalle nella testa, che gestisce la Casa delle farfalle. Nei mesi scorsi sono state donate al museo alcune importanti collezioni entomologiche, che contribuiscono a creare oggi una delle più importanti collezioni di farfalle del nostro paese. Il Muffa continua a stringere rapporti con le Università e le istituzioni regionali ma, nei prossimi mesi, vedrà la luce anche una nuova sezione espositiva che tratterà di fauna locale e che presenterà alcuni degli esemplari più interessanti dalle nuove collezioni. Continuano anche le collaborazioni con l’amministrazione Comunale di Bordano e con altre realtà locali. Insieme al Comune si ripeterà l’esperienza già fatta lo scorso anno dei Campus Naturalistici (centri estivi), tra giugno e luglio. Con l’associazione dei genitori della scuola montessoriana pubblica di Bordano e con l’associazione Volo Libero Friuli si ripeterà invece la collaborazione in occasione della Festa delle Emozioni. Infine come ormai di consueto, da giugno a settembre verrà aperto al pubblico nei fine settimana il Centro Visite dell’Ecomuseo della Val del Lago, sul Lago di Cavazzo. Vi si terranno anche alcuni eventi-concerto sotto l’etichetta “Eco¬es” (per collegare la biodiversità naturale con quella culturale) realizzati insieme alla cooperativa Slou. I lavori Una nota finale. Quando arriverete nei pressi della Casa delle farfalle, quest’anno, troverete anche un grande cantiere che sta ultimando la creazione di nuovi locali, per la prima volta dopo molti anni. I lavori sono iniziati nell’autunno scorso e si concluderanno verso la fine di questa stagione. Una parte dei nuovi spazi vedrà collocato proprio le collezioni del Muffa, insieme a spazi per la ricerca; un’altra parte invece andrà ad ospitare il bar e le cucine del progetto gastronomico portato avanti da diversi anni da Farfalle nella testa. Quest’anno sarà l’ultimo in cui potrete usare i tradizionali chioschi in legno; dal prossimo, tutto il settore enogastronomico sarà rivoluzionato. L’elenco completo degli eventi, delle manifestazioni, come tutti i dettagli sulla visita alla Casa delle farfalle e dintorni, lo trovate sul sito www.bordanofarfalle.it, di cui è in linea da pochi giorni una versione completamente rinnovata.
Rispetto per l’ambiente: Coop Alleanza 3.0 lancia lo scontrino digitale
Essere sempre più sostenibili e impattare meno sull’ambiente grazie alla tecnologia, intervenendo anche su elementi molto quotidiani del fare la spesa come gli scontrini degli acquisti effettuati. È la strada che con impegno Coop Alleanza 3.0 sta continuando a percorrere e che sta per conoscere una nuova fase con l’arrivo nei negozi della cooperativa – 350 negozi tra ipercoop e supermercati dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia – dello scontrino digitale per le socie e i soci di Coop Alleanza 3.0. Scontrini “di carta”: qualche numero per rendere l’idea Nell’ultimo anno nei negozi di Coop Alleanza 3.0 sono stati stampati oltre 100 milioni di scontrini. Se li mettessimo in fila uno dopo l’altro raggiungerebbero una lunghezza di 40 mila chilometri circa, che basterebbe a coprire la circonferenza della Terra, o a compiere per due volte il percorso stradale che porta da Bologna a Pechino all’andata e al ritorno. Questo dato è ancora più significativo alla luce del fatto che hanno un impatto ambientale rilevante, essendo tra l’altro non riciclabili perché stampati in carta termica. Da qui la domanda: come ridurre il consumo di carta? Da oggi, le socie e i soci di Coop Alleanza 3.0, già registrati al sito della cooperativa o scaricando l’app Coop, possono esercitare la scelta di rinunciare allo scontrino integrale cartaceo: a fine spesa riceveranno una ricevuta sintetica, lunga pochi centimetri, mentre il documento fiscale esteso è salvato nell’area riservata del loro profilo di sito o App. La cooperativa invita le socie e i soci non registrati al sito della Cooperativa o che ancora non hanno scaricato la App a farlo: basta poco per fare tanto per l’ambiente! La socia o il socio avrà la possibilità di contribuire ad abbattere significativamente la quantità di carta utilizzata a questo scopo, e disporrà di un comodo deposito digitale di tutti i propri scontrini. Un archivio utile anche, ad esempio, per recuperare scontrini emessi da tempo, in caso di necessità, come per la garanzia di un elettrodomestico o di un articolo tecnologico. Infatti, la versione digitale dello scontrino sarà disponibile per 26 mesi nell’area di ogni socio sul sito di Coop Alleanza 3.0 e sulla app Coop. Inoltre, la socia o il socio potrà gestire gli scontrini attribuendo un’etichetta a quelli più importanti, o inserendone qualcuno come preferito. Gli scontrini potranno essere ordinati per fare una ricerca, per data più o meno recente, e si potrà trovare un determinato scontrino in base a data, negozio, soglie di spesa, etichetta e preferiti. Sarà possibile visualizzare, scaricare, e stampare o inviare online ogni singolo scontrino.
Villa Manin dà il benvenuto alla primavera, torna “Nel Giardino del Doge”
Sarà il viaggio il fil rouge delle tantissime proposte che animeranno il fine settimana del 16 e del 17 marzo nella magnifica cornice di Villa Manin di Passariano di Codroipo. Nel parco storico più grande del Friuli Venezia Giulia dalle 9 al tramonto del terzo fine settimana di marzo andrà in scena la XVIII edizione della rassegna “Nel Giardino del Doge Manin”. La mostra floreale di piante e arredi è promossa dall’Erpac, l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e coordinata dalla cooperativa sociale triestina Agricola Monte San Pantaleone, una realtà che da oltre quarant’anni si occupa di manutenzione del verde e di cura delle persone attraverso il verde. La mostra La due giorni, con cui a Villa Manin ci si appresta a dare il benvenuto alla primavera, sarà ufficialmente aperta dall’inaugurazione della mostra Abitare la luce di Stefano Tubaro, in programma sabato 16 marzo alle ore 11 nella Sala esposizioni alla presenza del vicepresidente e assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Mario Anzil, del sindaco di Codroipo Guido Nardini e del direttore del Servizio Catalogazione, Promozione, Valorizzazione e Sviluppo del Territorio dell’Erpac Guido Comis. Gli espositori Oltre cento gli espositori che hanno confermato la loro presenza a Villa Manin: provengono dalla regione, ma anche dal resto d’Italia e dall’estero, dalla vicina Slovenia ma anche dall’Ungheria. Anche quest’anno sono stati selezionati con cura e maestria da Lili Soldatich, sempre attenta a proporre il meglio del florovivaismo, gli espositori offriranno piante e fiori di ogni tipo, dagli esemplari storici a quelli più recenti, ma anche prodotti artigianali “naturali”: oggettistica, creazioni per arredare la casa e il giardino, abbigliamento, alimentazione, pubblicazioni. Alcuni di loro, inoltre, saranno impegnati in conversazioni offerte al pubblico su temi che riguardano la manutenzione e le tecniche di adattamento ai cambiamenti climatici. Per i più piccoli sono previste letture nel parco, una Caccia al tesoro, un laboratorio per imparare a costruire gli aquiloni e uno per creare mappe immaginarie popolate da personaggi fantastici, mentre gli adulti potranno cimentarsi nella creazione di ghirlande e nell’arte delle spezie. Gli incontri con gli autori Confermati anche per questa edizione gli incontri con gli autori: protagonisti l’ultima raccolta di Amedeo Giacomini, appena pubblicata da Quodlibet, “A prezzo di parole. Poesie e prose”, che sarà presentata da Ivan Crico in dialogo con Umberto Alberini; il libro di Pia Pera “Apprendista di felicità. Una vita in giardino” (Ponte alle Grazie), che raccoglie le rubriche da lei tenute su Gardenia e che sarà presentato da Nadia Nicoletti in dialogo con Anna Piuzzi; la graphic novel “Marco Polo. La via della seta” (BeccoGiallo), di cui parlerà l’autore Marco Tabilio in dialogo con Emily Menguzzato. A partire da un doppio anniversario che riguarda il più grande viaggiatore di sempre, Marco Polo, sarà possibile percorrere la via della seta, ma anche scendere nelle profondità della propria anima, dissetarsi alle fonti della lingua friulana, addirittura attrezzarsi per cercare la felicità: come sosteneva Pia Pera, infatti, in giardino si incarna «il nostro antico cercare, tra le piante, la vita». Lei ben sapeva, e lo sanno molti frequentatori della rassegna, che «prendersi cura di fiori e ortaggi non è solo un gesto giardiniero — come ci ricorda Serena Dandini — ma aiuta anche i cuori più aridi a coltivare la propria anima», allena nell’arte della relazione, che come l’arte del giardinaggio richiede tempo, cura, attenzione. «C’è proprio bisogno di ragionare sul verde, sulla bellezza, sulla cura dei luoghi – afferma Giancarlo Carena, presidente della cooperativa Agricola Monte San Pantaleone -. Questa manifestazione contribuisce in maniera originale a sensibilizzare e a orientare lo sguardo». Le info Per accedere alla manifestazione è necessario munirsi del biglietto d’ingresso (al prezzo di 3,00 euro, gratuito per chi ha meno di 16 anni, per le persone diversamente abili e per chi le accompagna) acquistabile in loco o online su liveticket.it. In caso di maltempo gli incontri si terranno nella sala conferenze.
Il nido Farfabruco di Pordenone diventa maggiorenne e pensa già al 2025
L’8 marzo 2006 apriva in viale Treviso a Pordenone, nei pressi della piscina comunale, il nido d’infanzia Farfabruco della Cooperativa sociale Itaca, servizio nato per rispondere ai bisogni delle famiglie e della comunità. In questi primi 18 anni di vita il Farfabruco si è nutrito e ha alimentato preziosi legami con i servizi e la realtà territoriale, è diventato un luogo di interazioni e relazioni, ha costruito sia alleanze educative tra genitori ed equipe, sia opportunità ed esperienze di condivisione, che hanno eletto gli spazi del nido fucina di idee per stimolare la fantasia, la socialità, la cooperazione tra le famiglie e per sostenere i percorsi evolutivi di crescita di tutti i bambini e le bambine. Accreditato con il Comune di Pordenone, la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Inps, il nido Farfabruco può accogliere bambini nella fascia di età 3-36 mesi, anche grazie alla disponibilità di una sezione dedicata ai bimbi di 3-12 mesi. Aperto dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 17, offre un servizio flessibile che prevede opzioni diversificate di fruizione. Un approccio innovativo Nel viaggio percorso lungo i 18 anni intercorsi, accanto al modello di gestione tradizionale strutturato per sezioni, la Cooperativa sociale Itaca ha sviluppato un approccio innovativo ispirato alla logica dell’open space. Alla base di tale scelta, che ha comportato la riorganizzazione del nido in aree ludiche, luoghi di routine e spazi di attività, secondo una progettazione educativa rispondente alle esigenze di flessibilità delle proposte di apprendimento offerte ai bambini, vi è la concezione di un’azione educativa tesa a rendere i bambini protagonisti attivi del proprio percorso di crescita, stimolando la capacità di scelta, la proattività e i processi di conoscenza di sé, nel pieno rispetto dei bisogni e dei tempi di ciascuno. Le attività outdoor Oltre alle attività indoor, particolare attenzione il Farfabruco la dedica a quelle outdoor. Nel corso degli anni sono stati ampliati gli orari di accesso al giardino, anche dopo la chiusura giornaliera delle attività del nido, nella consapevolezza che per le famiglie poter usufruire dello spazio verde all’aperto sia un’opportunità propizia per tessere legami e per consentire a mamme, papà, nonni di vivere momenti di condivisione e confronto, trascorrendo un tempo piacevole di relazione con piccoli e adulti, in uno spazio sicuro e a dimensione di bambino. Un nido di comunità Iniziative di questo tipo hanno dato esiti sorprendentemente preziosi: hanno favorito, infatti, la costruzione di ponti tra le famiglie, che si organizzano e si frequentano in autonomia anche al di fuori delle attività proposte dal nido, per trascorrere insieme parte del loro tempo libero ed assaporare la dimensione comunitaria. È dalla condivisione di attività strutturate e di iniziative volte ad accompagnare e stimolare l’attivazione spontanea, il desiderio di incontro delle famiglie, le relazioni di reciprocità e sostegno alimentate dalla conoscenza e dagli intrecci del quotidiano, che nasce la percezione del Farfabruco come Nido di Comunità, generatore di reti e di prossimità, parte attiva nella diffusione e sensibilizzazione della cultura dell’infanzia all’interno del contesto locale. Restyling e ampliamento nel 2025 Con il compimento dei suoi primi 18 anni il Farfabruco cresce e diventa a tutti gli effetti più grande. La Cooperativa Itaca ha ricevuto recentemente la concessione di un contributo dalla Regione Friuli Venezia Giulia destinato ad interventi edili per l’ampliamento del servizio. Grazie anche a questo finanziamento, oltre ad un cospicuo investimento di fondi propri che Itaca ha scelto di valorizzare a beneficio della comunità locale, si avvicina la prossima realizzazione di un sogno coltivato da diversi anni, che consentirà di sostenere sempre più famiglie con l’offerta di un servizio di cura e educativo dedicato alla prima infanzia, utile ad agevolare la conciliazione dei tempi di lavoro e tempi di vita di tanti genitori. Itaca sta infatti lavorando per poter garantire un restyling ed un ampliamento del Farfabruco che nel corso del 2025 potrà rispondere a 60 famiglie. Un sogno, quello dell’ampliamento nel terreno adiacente acquistato da Itaca diversi anni fa, che sta per avverarsi. “Il nostro augurio è accogliere sempre più famiglie e bambini in un ambiente attento alle esigenze dei singoli – afferma Samantha Marcon, vicepresidente della Cooperativa sociale Itaca -, capace di offrire risposte personalizzate e flessibili ai bisogni in evoluzione della comunità pordenonese. Crediamo che questo ambizioso ed importante intento sia perseguibile solo coltivando analisi critica e visioni di prospettiva in materia di prima infanzia, che tengano conto dei cambiamenti sociali in atto, che si nutrano di ricerca, sperimentazione ed innovazione e che investano nell’aggiornamento continuo delle competenze professionali. Resta nostro vivo obiettivo lavorare in rete a sostegno di una cultura che attribuisce valore e diritti all’infanzia, e a sostegno di una comunità educante che ha il prezioso e delicato compito di mantenere vivo il dialogo e la collaborazione, per riuscire ad interpretare al meglio il proprio mandato educativo e formativo”.
Riparte APPrendiamo in(sieme) movimento: passeggiate e laboratori per competenze digitali
Comincia mercoledì 6 marzo il secondo atto del progetto APPrendiamo in(sieme) movimento, le passeggiate in compagnia organizzate da Cramars per mantenersi in salute e imparare utili trucchi digitali per muoversi in sicurezza, che hanno vissuto il primo atto lo scorso autunno. In tale occasione si terrà un interessante laboratorio di presentazione in collaborazione con Asufc e Fvg in movimento alle 14.30 presso la sede le Cai di Tolmezzo, in via Val di Gorto 19. Incontro rivolto a tutta la popolazione, di ogni fascia di età, interessata ad approfondire tematiche quali l’importanza dell’attività fisica quotidiana e lo stare all’aria aperta al fine di condurre uno stile di vita sano e attivo. Il calendario delle passeggiate primaverili prevede le uscite ogni mercoledì pomeriggio fino al 17 aprile e un evento finale venerdì 19 aprile, dedicato all’alimentazione. “Siamo estremamente soddisfatti dell’andamento del progetto APPrendiamo in(sieme) Movimento”, spiega Annalisa Bonfiglioli, vice presidente di Cramars. “La partecipazione attiva ed entusiasta ha superato le nostre aspettative in termini di numeri e soprattutto di soddisfazione rispetto alla qualità dell’esperienza relazionale che si è creata tra coloro che hanno preso parte alle uscite e ai laboratori. Inoltre, la sinergia con le associazioni locali, attivata grazie alla cornice dell’iniziativa VESTU? è stata fondamentale per arricchire la progettualità di una rete solida e dinamica fatta di persone entusiaste. Siamo fiduciosi che questa collaborazione fruttuosa possa continuare a crescere e a portare risultati positivi anche nel secondo tempo dell’iniziativa, lasciando un impatto duraturo sia sul piano dell’apprendimento per le persone coinvolte che sul rafforzamento delle reti comunitarie”. Il programma degli eventi Laboratorio di presentazione Mercoledì 6 marzo, ore 14.30 c/o CAI Sezione di Tolmezzo, via Val di Gorto n. 19. Per partecipare all’evento è necessario iscriversi inviando una mail all’indirizzo: promozione.salute@asufc.sanita.fvg.it 14.40-15.10: La salute e gli stili di vita. Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC) dott. Andrea Iob – Medico del Dipartimento di Prevenzione 15.10-15.40: Benefici dell’attività fisica e gestione pratica della camminata. Università degli studi di Udine, dott.ssa Lara Mari – Dottoranda in Scienze Motorie 15.40-16.00: Attività fisica e respirazione. Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC), dott.ssa Emily Bertola – Assistente sanitaria 16.00 – 17.00: Camminata “ator par Tumieç”. Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale (ASUFC) dott.ssa Anna Previt – Laureata in Scienze Motorie Passeggiate Per tutte le uscite il ritrovo è previsto alla Casa dell’Acqua di via Gortani a Tolmezzo, alle ore 14:30. 20 Marzo: Tolmezzo, tra Bût e Tagliamento 27 marzo: Verzegnis, natura e arte contemporanea 3 aprile: Illegio, mulini e pievi 10 aprile: Tolmezzo storica, Pra’ Catello e Precefîc 17 aprile: Tolmezzo, primavera a Fusea – Monte Dobis Si raccomanda di indossare calzature adatte e di portare al seguito una borraccia d’acqua, una giacca antipioggia e un copricapo. In caso di maltempo le passeggiate saranno recuperate il venerdì successivo. Evento finale Venerdì 19 aprile, ore 15.00 L’evento finale si svolgerà in modalità laboratoriale e avrà l’obiettivo di far emergere l’importanza dell’alimentazione per uno stile di vita sano e per la prevenzione di alcune patologie. Verrà proposto a tutti i partecipanti un percorso sensoriale con l’assaggio di alcuni piatti presenti nel libro “Ricette semplici per ferite difficili” e con la spiegazione dei nutrienti che li compongono. Il laboratorio sarà condotto dalle Dottoresse Valentina Martin e Sofia Cavallin. Iscrizioni e informazioni Tutte le attività sono gratuite: per i nuovi partecipanti è necessario iscriversi, chiamando lo 0433.41943 oppure inviando una mail a info@coopcramars.it comunicando il proprio nome e cognome e recapito telefonico. Per motivi assicurativi l’iscrizione deve essere perfezionata entro le ore 12:00 del lunedì precedente la camminata.