Se in tutto il Paese sfiora il 50% la percentuale di aziende che hanno adottato un piano di welfare aziendale, d’altro canto, tra i lavoratori più giovani, quelli della generazione Z per intenderci, sono considerati decisivi i piani di benefici e prestazioni erogati dalle aziende nella scelta su dove andare a lavorare. Per quanto riguarda i settori, infine, il manifatturiero è quello che maggiormente investe, mentre nel pubblico sembra che ancora il welfare aziendale sia un ambito purtroppo ancora troppo spesso sconosciuto. Sono solo alcuni degli spunti emersi a Palmanova nel corso del convegno “Il valore del welfare nel settore cooperativo”, mattinata organizzata da Assicoop Fvg e Legacoop Fvg per far conoscere le opportunità offerte dal welfare aziendale nel sistema cooperativo come strumento di sostegno alla comunità. “Abbiamo voluto coinvolgere Legacoop Fvg – spiega il presidente di Assicoop, Marco Riboli – proprio per verificare la possibilità di realizzare in Friuli Venezia Giulia un progetto che potesse mettere a disposizione delle imprese cooperative, dei loro soci, dei loro dipendenti e dei loro famigliari, soluzioni per l’utilizzo dei servizi di welfare aziendale. Un’occasione per conoscere, grazie all’aiuto di esperti, quanto può essere erogato a categorie omogenee di lavoratori, in materia di salute e sanità integrativa, di servizi per l’istruzione, per lo svago, per lo sport, per la cultura, – conclude – per una migliore qualità della vita, attraverso l’uso di strumenti semplici, personalizzati e quali siano i vantaggi anche di natura fiscale per mettere in atto piani di welfare aziendale”. Gli interventi Dopo i saluti introduttivi di Riboli, al tavolo dei relatori si sono alternati gli interventi di Andrea Garlatti professore ordinario al Dipartimento di scienze economiche di Udine, la consulente del lavoro Anna Crosilla, che hanno offerto spunti per analizzare il contesto socio economico e normativo in cui si possono realizzare progetti di welfare aziendale. Dopo di loro, a Alessandro Sassi, responsabile del distretto vendite Nord Est di Unipol Sai, Antonio Basile, responsabile Sviluppo Pmi Life & Health Nord Est di UniSalute, e Arianna Pauletto, consulente welfare per Sviluppo Pmi Nord Est UniSalute, hanno messo a disposizione delle cooperative la conoscenza sui servizi welfare che possono essere erogati al proprio personale e ai loro familiari, oltre a condividere esperienze e buone pratiche che sempre più stanno prendendo piede nel Paese, anche nel mondo delle imprese cooperative. A portare le conclusioni, infine, la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig. “Il movimento cooperativo – spiega Vogrig – da tempo sta promuovendo e investendo sul welfare aziendale. Si tratta di uno strumento prezioso che contribuisce alla qualità del lavoro e di vita dei soci, che, é bene ricordarlo, sono le principali fondamenta del movimento cooperativo, insieme alle loro famiglie. Assicoop, che dall’anno scorso abbiamo voluto costituire in forma cooperativa, ci consente di mettere a disposizione del sistema cooperativo Legacoop risposte evolute di welfare e per promuovere una cultura che mette al centro la qualità del lavoro”. Assicoop, lo ricordiamo, nasce 25 anni fa, il 3 dicembre 1999, con un obiettivo ben preciso: garantire alle cooperative aderenti a Legacoop Fvg, ai loro soci, dipendenti e familiari coperture assicurative a condizioni economiche agevolate. Attualmente Assicoop gestisce 30 mila contratti assicurativi per un valore provvigionale annuo di oltre 1 milione di euro. Assicoop oggi è partecipata da 33 soci: 20 Agenzie UnipolSai (su 25 presenti in Friuli Venezia Giulia) e 13 cooperative.
Torna a Collina la grande festa dei “Cavoli nostri”
Torna, domenica 6 ottobre a Collina di Forni Avoltri “Cavoli nostri”, una nuova edizione della festa del cavalo cappuccio di Collina, un ortaggio la cui coltivazione si tramanda, qui a 1250 metri di altitudine ai piedi del Monte Cogliàns, da generazioni ed è ora mantenuta e sviluppata dalla cooperativa Coopmont, associata Legacoop Fvg. A partire dalle 10 di mattina e per tutta la giornata, stand gastronomici proporranno diversi piatti con questa particolare varietà di cavolo cappuccio. Ci sarà anche un mercato slowfood con prodotti agroalimentari e artigianali locali. Il gruppo musicale “Plodar Kryner” animerà la giornata con la propria musica. Entrando nel dettaglio del programma, alle 10 ci sarà la camminata con visita alle coltivazioni, mentre alle 11 è in calendario uno spettacolo di arte visiva e performativa. Dalle 12 alle 18 sarà possibile guardare il cortometraggio “Alle radici del quotidiano. In camera”, che verrà proiettato ininterrottamente per tutto il pomeriggio. Non mancherà l’angolo di degustazione dei vini e dei laboratori di degustazione del famoso aglio di Resia e del miele di alta montagna (a numero chiuso; prenotazioni al 333 8047508). Previsto infine un servizio di bus navetta gratuito con partenza al parcheggio Staipo da Canobio al centro del paese. (in foto uno scatto tratto dal profilo Fb di Collina di Forni Avoltri. Foto Francesca Tamussim)
Tomorrow is the question! Alla Comunità Nove di Udine il concerto tra follia e musica
Alle 18,30 di sabato 12 ottobre nella sala Pierluigi di Piazza della Comunità Nove – Parco di Sant’Osvaldo, via Pozzuolo 330 a Udine -, nell’ambito dell’iniziativa della Cooperativa Itaca “Disturbo?”, Mirko Cisilino (tromba), Roberto Fabrizio (chitarra), Giovanni Maier (contrabbasso) e Marco D’Orlando (batteria) si esibiranno in un concerto dedicato al grande sassofonista Ornette Coleman. Oltre al puro piacere di ascoltare alcune tra le punte di diamante del jazz contemporaneo nel nostro paese, l’occasione sarà propizia per celebrare degnamente il concerto che il grandissimo sassofonista di Fort Worth, Texas, tenne con il suo gruppo all’ospedale psichiatrico di Trieste nel giugno 1974. Fu la prima di una lunga serie di esibizioni di vari artisti voluta da Franco Basaglia e dai suoi collaboratori per aprire al futuro l’istituzione manicomiale rendendola un luogo diverso e piacevole nel quale fosse possibile creare vera socialità e una nuova umanità anche grazie all’arte e alla musica. A dieci lustri da quel grande azzardo del “dottore dei matti” possiamo dire che la scommessa è stata vinta a mani basse. L’unica vera rivoluzione culturale del nostro paese ha fatto germinare una sensibilità del tutto nuova non solo nel campo della salute mentale e delle fragilità in genere, ma soprattutto in quello dei diritti di tutti. La prova tangibile è proprio nel Parco di Sant’Osvaldo, ex famigerato manicomio nel quale scontarono la loro condanna le vittime della psichiatria tradizionale tra violenze e terribili strumenti di contenzione. Quei gironi d’inferno si sono trasformati, grazie all’intervento dei collaboratori di Basaglia, in una realtà aperta e solare nella quale la cura e la terapia sono intese come condivisione e accoglienza delle persone più sensibili che trovano un ambiente a misura d’uomo immerso nel verde. I musicisti che si esibiranno a Sant’Osvaldo, virtuosi tra i più innovativi, sperimentali e sensibili degli ultimi decenni, hanno deciso, di comune accordo, di rendere omaggio a Ornette Coleman reinterpretando la scaletta del concerto di Trieste di tanti anni fa, senza alcuna piaggeria o pedissequa smania imitativa. Al contrario, i brani, con i nuovi arrangiamenti, diventano del tutto originali assumendo nuove forme e risonanze, seguendo le dinamiche del jazz più autentico per definizione mutanti, sfuggenti, in continuo movimento e trasformazione. L’arte stessa di Coleman è un arcobaleno di suggestioni che si nutre di quel sole nella pioggia che è la creatività libera dall’oppressione e dal pregiudizio. Il Free Jazz è la forma musicale basata sull’improvvisazione, alternativa a ogni schema tradizionale che prende il nome da un monumentale album di Coleman in doppio quartetto del 1961 per l’appunto “Free Jazz: A Collective Improvisation”. In quell’anno Franco Basaglia vinse il concorso per la direzione dell’ospedale psichiatrico di Gorizia. Enzo Quai, un infermiere di allora racconta: “Allora c’erano seicentocinquanta ricoverati, uomini e donne rinchiusi nelle camerate. Era un lager. E basta. Dopo il primo giorno di lavoro pensai di non ritornare più malgrado lo stipendio. Adesso non riesco ad allontanarmi. Il manicomio mi ha dato tutto. Il senso della vita, dei rapporti, degli altri. Anche la dignità. Con me entrò Basaglia e cominciammo a rompere tutto…” Da quel giorno il “dottore dei matti” non smetterà di sconcertare i ben pensanti che vedevano la follia come un pericolo sovvertitore dell’ordine sociale. Avevano ragione, la follia è quell’energia misteriosa che se ben incanalata è in grado di colpire tutti i vecchi pregiudizi cambiando le meccaniche dell’oppressione. Allo stesso modo, il Free Jazz che qualcuno considera ancora oggi una cosa da invasati, non è mai stato solo una bizzarra forma musicale, ma anche uno strumento per rivendicare i diritti degli oppressi, da quelli degli afroamericani discriminati dalla società bianca a quelli di tutte le minoranze del mondo. Si rompono gli antichi schemi repressivi per guardare ad un nuovo futuro di giustizia e di fratellanza. La musica di Coleman è tutta orientata verso il futuro in un anelito di cambiamento rivoluzionario come nell’album “Tomorrow is the Question” che si interrogava in musica sulle prospettive del nostro vivere e della società. La riforma psichiatrica di Basaglia, con la conseguente legge 180, oggi largamente disattese, guardavano al domani con fiducia e speranza in una trasformazione sociale inclusiva e davvero democratica nella quale tutti fossero messi in grado di collaborare positivamente al benessere sociale. L’ensemble Cisilino/D’Orlando/Fabrizio/Maier tesserà le proprie riflessioni in musica attorno a quelle due figure di grandi rivoluzionari del nostro tempo, in un concerto che si preannuncia prezioso e raro come tutte le cose più belle, proiettato verso la certezza di un domani possibile e più giusto.
Torna Nel Giardino del Doge, natura e scrittura assieme a Villa Manin
Paolo Rumiz, Anna Peyron e Luca Bergamin saranno i protagonisti della XIX edizione della rassegna “Nel Giardino del Doge Manin”, che si terrà nel Parco di Villa Manin, a Passariano di Codroipo, sabato 14 e domenica 15 settembre. Grandi scrittori per un grande parco, il più grande del Friuli Venezia Giulia, pronto ad accogliere un centinaio di espositori provenienti da tutt’Italia e dall’estero per animare una mostra floreale tra le più attese che nell’ultima edizione ha registrato 15 mila presenze. Del resto scrittura e natura sono sempre andate d’accordo, il giardino è la natura su misura per i letterati: lo argomenta molto bene Luca Bergamin nel libro, uscito da poche settimane per Edt di Torino, “I giardini degli scrittori. Viaggio nei luoghi botanici dell’ispirazione”, dove presenta quaranta grandi scrittrici e scrittori della letteratura mondiale raccontando i giardini che li hanno ispirati, i fiori che hanno coltivato, i parchi, gli orti, i frutteti che hanno frequentato. Da George Orwell a Emily Dickinson, da Alessandro Manzoni a Virginia Woolf, da Italo Calvino a Elsa Morante. Ne parlerà con Agnese Baini, comunicatrice scientifica, domenica 15 settembre alle ore 11. Coltivare cultura, sostiene Anna Peyron, è un compito che da sempre accomuna vivaisti e letterati, vivaisti e galleristi, chiamati a riconoscere l’autentico dal fasullo e il mediocre dal capolavoro per proporre agli altri poesia e bellezza: lei ne sa qualcosa, essendo stata — come l’ha definita Francesco Rigatelli sulla Stampa — la Signora dell’arte contemporanea prima che la Signora delle rose: ne parla nel libro “L’arte che abbiamo attraversato. Fotogrammi di entusiasmo e avventure”, uscito a fine giugno per i tipi di add editore, dove racconta dei suoi anni Sessanta e Settanta in una città, Torino, che vive in pieno il boom economico e in cui la scena artistica è estremamente vivace. A partire dalla galleria torinese di Gian Enzo Sperone, dove entrano Merz, Penone, Boetti, Paolini, Zorio, Gilardi, Anselmo, Pascali e molti altri, si compone una storia da cui emergono alcuni fotogrammi: la famiglia, la musica, il teatro, il cinema, i libri, le battaglie, il gioco, Londra, Venezia, l’Isola di Wight. Pezzi in soggettiva di un tempo affascinante e imprevedibile, sempre inseguendo il cambiamento e la bellezza, fino all’avventura del Deserto, un vivaio costruito come «una grande e meravigliosa astronave», come la definisce Michelangelo Pistoletto, le cui opere saranno protagoniste della due giorni a Villa Manin, dove fino al 31 dicembre è visitabile la mostra “La T3rza Terra”, un grande progetto volto a mettere in luce «l’etica di Pistoletto che vede l’arte come responsabilità sociale», come spiega Guido Comis, direttore di Villa Manin per l’Erpac (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale) e curatore della mostra. E sarà proprio Comis a dialogare con Anna Peyron sabato 14 settembre alle ore 16.30. Di responsabilità sociale, delle guerre che continuano a insanguinare la nostra Terra, della guerra contro le vite umane che migrano, della guerra di tutti contro tutti e della disumanità che genera si parlerà nel pomeriggio di domenica 15 settembre alle ore 16.30 con Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, ascoltatore delle periferie senza voce, come l’ha definito il New York Times, autore di “Verranno di notte. Lo spettro della barbarie in Europa”, pubblicato da Feltrinelli a maggio di quest’anno: con lui dialogherà la giornalista Alessandra Beltrame. La rassegna Oltre a questo ricco programma culturale e alle proposte “green” selezionate da Lili Soldatich, che con grande attenzione — qui come a Trieste, dove cura Horti Tergestini — propone il meglio del florovivaismo presente sul mercato in una cornice che valorizza al massimo le singole proposte, sono previste tre visite guidate al Parco, una delle quali per ipovedenti, alcuni workshop per adulti (dalla pittura su ceramica alla realizzazione di fiori autunnali) e, com’è ormai consuetudine, molte attività per bambini e bambine: letture nel parco, tree climbing e laboratori di girandole, solo per citarne alcune. Passeggiando nel Parco sarà possibile trovare piante di tutti i tipi — dagli alberi da frutto alle piantine aromatiche, dalle acquatiche alle medicinali, dalle grasse alle acidofile —, ma anche prodotti alimentari e per la cura della persona — dall’olio di qualità ai biscotti artigianali, dai cosmetici agli integratori naturali — e arredi per il verde, dalle sdraio più innovative a oggetti di giardinaggio vintage. L’appuntamento è promosso dall’Erpac, l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e coordinato dalla cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone, una realtà che ha sede in un altro parco del Friuli Venezia Giulia, quello culturale di San Giovanni, e che da oltre quarant’anni si occupa di manutenzione del verde e di cura delle persone attraverso il verde. I visitatori e le visitatrici potranno acquistare un biglietto online o in loco al costo di 3,00 euro, gratuito per chi ha meno di 16 anni e per le persone con disabilità e i relativi accompagnatori. Il programma completo della manifestazione é disponibile su www.villamanin.it
Torna Nel Giardino del Doge, natura e scrittura assieme a Villa Manin
Paolo Rumiz, Anna Peyron e Luca Bergamin saranno i protagonisti della XIX edizione della rassegna “Nel Giardino del Doge Manin”, che si terrà nel Parco di Villa Manin, a Passariano di Codroipo, sabato 14 e domenica 15 settembre. Grandi scrittori per un grande parco, il più grande del Friuli Venezia Giulia, pronto ad accogliere un centinaio di espositori provenienti da tutt’Italia e dall’estero per animare una mostra floreale tra le più attese che nell’ultima edizione ha registrato 15 mila presenze. Del resto scrittura e natura sono sempre andate d’accordo, il giardino è la natura su misura per i letterati: lo argomenta molto bene Luca Bergamin nel libro, uscito da poche settimane per Edt di Torino, “I giardini degli scrittori. Viaggio nei luoghi botanici dell’ispirazione”, dove presenta quaranta grandi scrittrici e scrittori della letteratura mondiale raccontando i giardini che li hanno ispirati, i fiori che hanno coltivato, i parchi, gli orti, i frutteti che hanno frequentato. Da George Orwell a Emily Dickinson, da Alessandro Manzoni a Virginia Woolf, da Italo Calvino a Elsa Morante. Ne parlerà con Agnese Baini, comunicatrice scientifica, domenica 15 settembre alle ore 11. Coltivare cultura, sostiene Anna Peyron, è un compito che da sempre accomuna vivaisti e letterati, vivaisti e galleristi, chiamati a riconoscere l’autentico dal fasullo e il mediocre dal capolavoro per proporre agli altri poesia e bellezza: lei ne sa qualcosa, essendo stata — come l’ha definita Francesco Rigatelli sulla Stampa — la Signora dell’arte contemporanea prima che la Signora delle rose: ne parla nel libro “L’arte che abbiamo attraversato. Fotogrammi di entusiasmo e avventure”, uscito a fine giugno per i tipi di add editore, dove racconta dei suoi anni Sessanta e Settanta in una città, Torino, che vive in pieno il boom economico e in cui la scena artistica è estremamente vivace. A partire dalla galleria torinese di Gian Enzo Sperone, dove entrano Merz, Penone, Boetti, Paolini, Zorio, Gilardi, Anselmo, Pascali e molti altri, si compone una storia da cui emergono alcuni fotogrammi: la famiglia, la musica, il teatro, il cinema, i libri, le battaglie, il gioco, Londra, Venezia, l’Isola di Wight. Pezzi in soggettiva di un tempo affascinante e imprevedibile, sempre inseguendo il cambiamento e la bellezza, fino all’avventura del Deserto, un vivaio costruito come «una grande e meravigliosa astronave», come la definisce Michelangelo Pistoletto, le cui opere saranno protagoniste della due giorni a Villa Manin, dove fino al 31 dicembre è visitabile la mostra “La T3rza Terra”, un grande progetto volto a mettere in luce «l’etica di Pistoletto che vede l’arte come responsabilità sociale», come spiega Guido Comis, direttore di Villa Manin per l’Erpac (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale) e curatore della mostra. E sarà proprio Comis a dialogare con Anna Peyron sabato 14 settembre alle ore 16.30. Di responsabilità sociale, delle guerre che continuano a insanguinare la nostra Terra, della guerra contro le vite umane che migrano, della guerra di tutti contro tutti e della disumanità che genera si parlerà nel pomeriggio di domenica 15 settembre alle ore 16.30 con Paolo Rumiz, giornalista e scrittore, ascoltatore delle periferie senza voce, come l’ha definito il New York Times, autore di “Verranno di notte. Lo spettro della barbarie in Europa”, pubblicato da Feltrinelli a maggio di quest’anno: con lui dialogherà la giornalista Alessandra Beltrame. La rassegna Oltre a questo ricco programma culturale e alle proposte “green” selezionate da Lili Soldatich, che con grande attenzione — qui come a Trieste, dove cura Horti Tergestini — propone il meglio del florovivaismo presente sul mercato in una cornice che valorizza al massimo le singole proposte, sono previste tre visite guidate al Parco, una delle quali per ipovedenti, alcuni workshop per adulti (dalla pittura su ceramica alla realizzazione di fiori autunnali) e, com’è ormai consuetudine, molte attività per bambini e bambine: letture nel parco, tree climbing e laboratori di girandole, solo per citarne alcune. Passeggiando nel Parco sarà possibile trovare piante di tutti i tipi — dagli alberi da frutto alle piantine aromatiche, dalle acquatiche alle medicinali, dalle grasse alle acidofile —, ma anche prodotti alimentari e per la cura della persona — dall’olio di qualità ai biscotti artigianali, dai cosmetici agli integratori naturali — e arredi per il verde, dalle sdraio più innovative a oggetti di giardinaggio vintage. L’appuntamento è promosso dall’Erpac, l’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, e coordinato dalla cooperativa sociale Agricola Monte San Pantaleone, una realtà che ha sede in un altro parco del Friuli Venezia Giulia, quello culturale di San Giovanni, e che da oltre quarant’anni si occupa di manutenzione del verde e di cura delle persone attraverso il verde. I visitatori e le visitatrici potranno acquistare un biglietto online o in loco al costo di 3,00 euro, gratuito per chi ha meno di 16 anni e per le persone con disabilità e i relativi accompagnatori. Il programma completo della manifestazione é disponibile su www.villamanin.it
Legacoop Fvg con lo Scriptorium Foroiuliense a Montecitorio
“Lo Scriptorium Foroiuliense – Scuola Italiana Amanuensi Fondazione di recente ha aderito a Legacoop Fvg. Si tratta di una realtà unica a livello nazionale con la quale siamo orgogliosi di condividere un altro importante risultato”. Sono le parole di Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg che ha partecipato nella sala delle conferenze di Palazzo Montecitorio a Roma, assieme all’assessore alle Finanze della Regione Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, il sindaco di San Daniele del Friuli, Pietro Valent, e il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto, alla presentazione dell’ultima straordinaria creazione della Fondazione Scriptorium Foroiuliense. Si tratta della riproduzione perfetta in 10 copie del “Codice sul volo degli uccelli” di Leonardo Da Vinci, un’opera che riproduce fedelmente sia i tratti che la qualità della carta dell’originale. Questo importante traguardo segue il lancio nello spazio della copia della Bibbia di Gutenberg, sempre realizzato dalla Fondazione guidata da Roberto Giurano. Lo Scriptorium nasce nel 2012 in Friuli Venezia Giulia dalla volontà dei fondatori di riscoprire e insegnare l’antica arte della Calligrafia e nel 2015 a San Daniele del Friuli nel 2015, l’associazione ha avviato la sua attività con una serie di corsi nei quali i docenti hanno cominciato a diffondere l’arte amanuense.
Legacoop Fvg con lo Scriptorium Foroiuliense a Montecitorio
“Lo Scriptorium Foroiuliense – Scuola Italiana Amanuensi Fondazione di recente ha aderito a Legacoop Fvg. Si tratta di una realtà unica a livello nazionale con la quale siamo orgogliosi di condividere un altro importante risultato”. Sono le parole di Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg che ha partecipato nella sala delle conferenze di Palazzo Montecitorio a Roma, assieme all’assessore alle Finanze della Regione Friuli Venezia Giulia, Barbara Zilli, il sindaco di San Daniele del Friuli, Pietro Valent, e il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Walter Rizzetto, alla presentazione dell’ultima straordinaria creazione della Fondazione Scriptorium Foroiuliense. Si tratta della riproduzione perfetta in 10 copie del “Codice sul volo degli uccelli” di Leonardo Da Vinci, un’opera che riproduce fedelmente sia i tratti che la qualità della carta dell’originale. Questo importante traguardo segue il lancio nello spazio della copia della Bibbia di Gutenberg, sempre realizzato dalla Fondazione guidata da Roberto Giurano. Lo Scriptorium nasce nel 2012 in Friuli Venezia Giulia dalla volontà dei fondatori di riscoprire e insegnare l’antica arte della Calligrafia e nel 2015 a San Daniele del Friuli nel 2015, l’associazione ha avviato la sua attività con una serie di corsi nei quali i docenti hanno cominciato a diffondere l’arte amanuense.
Trovato l’accordo per il rinnovo del CCNL delle cooperative agricole 19 luglio 2024
Dopo una vertenza negoziale lunga e complessa, lo scorso venerdì 19 luglio è stato sottoscritto l’accordo di rinnovo del contratto collettivo nazionale per i lavoratori delle cooperative e consorzi agricoli (codice CNEL A016) siglato da Confcooperative Fedagripesca, Legacoop Agroalimentare, Agci-Agrital con Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil. L’accordo, che ha una vigenza di quattro anni con decorrenza dal primo gennaio 2024 al 31 dicembre 2027, prevede un aumento retributivo a regime di 170,00 euro al parametro 111,00. L’aumento sarà erogato in quattro trance. In tema di welfare, sono state introdotte alcune modifiche tra le quali: al fine di aumentare le prestazioni di sanità integrativa, è previsto l’aumento, a decorrere dal 1° gennaio 2025, della contribuzione annua a carico dell’azienda al Filcoop Sanitario. L’aumento è pari a 48 euro annui per gli operai assunti a tempo indeterminato e di 34 euro/annui per quelli assunti a tempo determinato. Inoltre, sono state previste 8 ore/anno in favore dei genitori per l’inserimento all’asilo nido dei bambini 0-3. Ulteriori 8 ore/anno per l’assistenza del coniuge, figli e affini di 1grado in caso di ricovero o dimissioni in strutture sanitarie. Con l’introduzione dell’impegno alla promozione ed iniziative contro la violenza sulle donne si alza il livello di attenzione sul tema anche nelle aziende. Infine, in considerazione degli eventi calamitosi sempre più frequenti è stata prevista la possibilità di chiedere l’anticipazione di parte del TFR per far fronte ai bisogni immediati che i lavoratori potrebbero avere.
A San Pier d’Isonzo la più grande Comunità energetica d’Italia. Vogrig: “Cultura della sostenibilità promuovendo democrazia”
Inaugurata a San Pier d’Isonzo la più grande comunità energetica d’Italia. Un’operazione resa possibile anche grazie a Part-Energy coop Benefit di Udine associata a Legacoop Fvg. Tre gli impianti fotovoltaici da 1 MW cadauno, realizzati da Omnia Energy, a servizio della Comunità Energetica Rinnovabile locale. L’area privata, utilizzata in passato come discarica del carbonato di calcio prodotto come scarto dalla Solvay a Monfalcone, è stata riconvertita in un parco fotovoltaico. “Siamo felici di poter condividere con l’amministrazione comunale e la cittadinanza – ha commentato Michela Vogrig, presidente di Legacoop Fvg – l’avvio della Comunità Energetica San Pier- ha commentato la Presidente di Legacoop Fvg Michela Vogrig -. Si realizza così un’ulteriore opportunità per realizzare quanto sottoscritto nel recente protocollo tra Legacoop Fvg e Anci Fvg per la promozione delle CER. Abbiamo bisogno di diffondere e far crescere una cultura della sostenibilità promuovendo democrazia, partecipazione e contrastando la povertà energetica a partire dalle comunità. Nel caso di San Pier d’Isonzo, si aggiunge inoltre la soddisfazione – conclude Vogrig – per la scelta di realizzare il parco fotovoltaico nell’ex area industriale bonificata evitando così l’utilizzo di nuovo suolo ”. L’opera è stata realizzata grazie alla lungimiranza del Comune di San Pier che ha provveduto alla variante urbanistica e della società Omnia Immobiliare che ha provveduto a finanziare l’opera, anche con un parternariato pubblico-privato. I 3 impianti sono di proprietà del Comune di San Pier ( finanziato interamente da Omnia Immobiliare che però riceverà solo il 70 % dei guadagni per ripagare l’investimento lasciando al Comune il 30% del netto ), di Omnia Immobiliare e di una terza società privata. Gli impianti produrranno energia pulita per circa 4.000.000 di kWh annui pari al consumo di 1.500 famiglie. Vi sarà quindi una riduzione di emissioni in atmosfera di ca 2.000 tonnellate annue di CO2 pari alla messa a dimora di 60.000 alberi. Stephane Moretti AD di Omnia dichiara: “L’impianto rappresenta un ottimo esempio di partenariato tra il pubblico ed il privato, garantendo veri vantaggi ad entrambe le parti”. Claudio Bignolin Sindaco di San Pier dichiara: E’ stato un percorso abbastanza complesso, iniziato dal mio predecessore, a cui va dato merito per lungimiranza ed attenzione all’ambiente. E’ stato tutt’altro che semplice visto che non ci sono in Regione tante iniziative simili. Nonostante questo però grazie alla intraprendenza e professionalità di Omnia e alla fattiva collaborazione di diversi soggetti, non ultima quella dell’ufficio tecnico del Comune, si è arrivati a conclusione. Ora inizia quell’opera di sensibilizzazione volta alla partecipazione alla nostra comunità “Com’E’ San Pier d’Isonzo”. Grazie alla partecipazione degli impianti alla Comunità Energetica Rinnovabile vi sarà la creazione di valore aggiunto con benefici ambientali, sociali ed economici non solo a favore dei produttori proprietari degli impianti, ma anche a favore di tutta la popolazione – aziende, privati ed enti pubblici. La Comunità Energetica Rinnovabile di San Pier comprende anche i Comuni di Ronchi dei Legionari, Turriaco, Villesse, Redipuglia, Romans e Gradisca d’Isonzo ai cui cittadini verranno corrisposti eguali benefici. All’evento di inaugurazione è seguita una presentazione, venerdì 28 giugno alle ore 18.00 presso la sala consiliare del Comune di San Pier d’Isonzo, per spiegare i benefici che si conseguono dalla partecipazione alla Comunità Energetica Rinnovabile. All’incontro era presente anche Matteo Ghiotto, Cto della Cooperativa Benefit Part-Energy che si occupa di promuovere, sostenere e costituire Comunità Energetiche Rinnovabili sul territorio.
Pratiche agricole sostenibili, se ne parla in un incontro al TreeArt Festival di Buttrio
Divulgazione scientifica, cultura, arte, spettacolo dal vivo, danza, musica e cinema saranno nuovamente in dialogo a Buttrio, nella settecentesca Villa di Toppo Florio e nel suo parco secolare, per la quinta edizione di TreeArt Festival, che tra giovedì 11 e domenica 14 luglio riunirà artisti, scienziati e divulgatori, di livello nazionale e internazionale, attorno a un ricco cartellone di dibattiti, incontri e performance. Anche quest’anno, al centro della manifestazione un elemento di assoluta attualità per il delicato equilibrio tra ambiente, clima e crescita delle nostre città contemporanee: si tratta del Suolo, che dà anche il titolo all’edizione. Spesso considerato alla stregua di inerte substrato, il suolo è invece una risorsa fondamentale e un forte alleato per la regolazione del clima e del sistema socio-ecologico urbano: tutte le discipline in dialogo al festival contribuiranno a portare una diversa spigolatura sulla tematica dell’edizione. Le pratiche agricole sostenibili Tra i tanti appuntamenti previsti (programma completo su www.treeartfestival.it), giovedi 11 luglio alle 16 a Villa di Toppo Florio sarà presente, a parlare di pratiche agricole sostenibili, Eros Gualandi, presidente della Cooperativa Il Raccolto di S. Pietro in Casale (BO). Eros Gualandi, componente della Direzione di Legacoop Agroalimentare, inizia la carriera lavorativa occupandosi di gestione della meccanizzazione agricola in forma associata tra imprese agricole, curandone gli aspetti organizzativi, operativi, di individuazione e di utilizzo delle innovazioni tecnologiche, ricercando gli elementi di sostenibilità finanziaria ed economica e di congruità agli aspetti agronomici afferenti alle colture a cui sono rivolte le operazioni agro-meccaniche. Fin dagli anni 90 approfondisce la congruità ed i miglioramenti che le tecnologie/applicazioni dell’agricoltura di precisione apportano alla sostenibilità finanziaria ed economica, ampliando la ricerca degli impatti della innovazione tecnologica anche all’ ambiente ed al contenimento dell’uso dei mezzi tecnici e delle emissioni clima-alteranti. Dal 2003, in qualità prima di Direttore e poi di Presidente, lavora alla cooperativa di conduzione terreni “Il Raccolto” di Bologna, azienda capofila di una rete di imprese agricole denominata Terre del Reno, che svolge attività di coltivazione e agro-meccanica su circa 4.000 ettari, impiegando le tecnologie e le applicazioni di Precision Farming come leva strategica del processo produttivo su tutte le coltivazioni. Info su: https://treeartfestival.it/evento/eros-gualandi/