Pubblicate sul sito del ministero del Lavoro le nuove linee guida della Commissione europea, approvate il 13 maggio scorso, sulla mobilità, i trasporti e i servizi turistici e ricettivi all’interno dell’Unione. Con le nuove disposizioni, che indicano agli Stati membri le modalità e le misure coordinate per superare gradualmente quelle limitazioni indotte dallo stato di pandemia, si è cercato in sede europea di dare vita a un approccio graduale e coordinato in vista del ripristino della libertà di movimento e la revoca dei controlli alle frontiere interne, in modo da superare con misure univoche gli ostacoli che i cittadini e i lavoratori possono incontrare nella libera circolazione, per garantire il progressivo ripristino delle attività e dei servizi nei settori del trasporto e del turismo, e per i protocolli sanitari nelle strutture ricettive. Le linee sono organizzate in tre pacchetti: Linee Guida verso un approccio graduale e coordinato per ripristinare la libera circolazione e la revoca progressiva dei controlli alle frontiere interne; Linee Guida per il progressivo ripristino dei servizi di trasporto e della connettività; Linee Guida per la progressiva ripresa dei servizi turistici e per i protocolli sanitari nelle strutture ricettive. Di seguito i documenti della Commissione europea, consultabili in lingua inglese: EU Commission Communication – Restoring freedom of movement and lifting internal border control COVID-19: EU Guidance for the progressive resumption of tourism services and for health protocols in hospitality establishments COVID-19: Guidelines on the progressive restoration of transport services and connectivity EU Commission Communication – Tourism and transport in 2020 and beyond
Settantacinquesimo compleanno del Primorski dnevnik. Messaggi di auguri dai presidenti Sergio Mattarella e Borut Pahor.
75 anni di vita sono un bel traguardo, se poi parliamo di un giornale, con i tempi che corrono per l’editoria il traguardo è doppiamente importante e non è certamente un caso che ben due presidenti di Repubbliche hanno inviato delle lettere di auguri. Ovviamente parliamo del Primorski dnevnik giornale in lingua slovena ma anche cooperativa iscritta a Legacoop che come è noto esce a Trieste. Due lettere, scrive in una nota l’Assostampa Fvg, per festeggiare i 75 anni del Primorski dnevnik, quotidiano degli sloveni in Italia. A scriverle, come già detto, i presidenti di Italia e Slovenia, Sergio Mattarella e Borut Pahor. Entrambe sono pubblicate (nelle due lingue) nell’inserto speciale che accompagna l’edizione odierna del giornale con sede a Trieste. Un inserto di otto pagine che comprende anche un’editoriale del direttore responsabile Igor Devetak, le testimonianze di tre suoi predecessori, il racconto di come nasce un numero del giornale e innumerevoli ricordi, riflessioni e auguri inviati dai lettori che testimoniano il loro legame con il quotidiano che oggi compie 75 anni. Il primo numero del Primorski dnevnik è uscito infatti a Trieste, a pochi giorni dalla fine della seconda guerra mondiale, il 13 maggio 1945. Da allora è la voce della comunità nazionale slovena in Italia, condizione primaria per la conservazione e lo sviluppo della sua identità, insostituibile nella vita quotidiana dei suoi appartenenti. Ne è osservatore, protagonista, fautore di unità. ************************* «Un presidio del pluralismo culturale della Repubblica» Il Primorski dnevnik è stato, in questi anni, veicolo di una cultura che ha trovato nella Costituzione repubblicana riconoscimento e tutela, giungendo a promuovere valori di pace e convivenza nel travagliato territorio del confine orientale del nostro Paese. Le sofferenze che, per larga parte del Novecento, hanno gravato sulle popolazioni – frutto anche del prevalere di ideologie totalitarie – hanno ceduto, progressivamente, il posto alle ragioni della reciproca comprensione, del dialogo e della collaborazione, sino alla realizzazione anche tra gli Stati che, oggi, insistono in quest’area, della comune appartenenza alla Unione Europea. E oggi è così possibile – con il pieno riconoscimento che ci consegnano l’articolo 6 della Costituzione e la Carta Europea delle lingue regionali o minoritarie approvata dal Consiglio d’Europa – la tutela e la valorizzazione delle identità plurali delle popolazioni presenti sui territori degli Stati, eredità anche delle sovranità che, nel tempo, si sono succedute. L’anniversario dei settantacinque anni dalla fondazione del Primorski dnevnik offre l’opportunità per richiamare anche il ruolo propulsivo che le minoranze svolgono nel tessuto del continente e, in particolare, nel fitto reticolo delle relazioni tra Slovenia e Italia. Esse costituiscono non soltanto una ricchezza per le terre che abitano ma, più in generale, sono preziosissimi moltiplicatori di conoscenza reciproca, ponti di dialogo che arricchiscono i rapporti bilaterali in tutte le loro molteplici dimensioni, compresa quella essenziale – ben evidenziata in queste difficili settimane – della solidarietà. Il Primorski dnevnik contribuisce a preservare e coltivare l’importante patrimonio identitario di cui la minoranza slovena in Italia è portatrice. Lingua e cultura ne costituiscono aspetti essenziali e al loro sviluppo va il necessario sostegno della Repubblica. Ricorre, il prossimo 13 luglio il centesimo anniversario dell’incendio di Narodni dom a Trieste, una data che segnò l’avvio di persecuzioni da parte dei nazionalisti e dei fascisti nei confronti della popolazione di origine slovena. Sarà un momento significativo per riflettere sui drammatici eventi di allora, sulle loro dolorose conseguenze e sulla capacità che sloveni e italiani hanno mostrato di saper costruire un presente di concordia e di costante e fecondo dialogo. Decisivo è stato l’apporto della Repubblica Italiana e della Repubblica di Slovenia: nel corso degli ultimi decenni, hanno compiuto con determinazione un cammino che ha concorso a superare le ferite del passato per partecipare insieme – in spirito di rinnovata concordia – allo sviluppo della famiglia euro-atlantica. Slovenia e Italia condividono prospettive strategiche e iniziative di ampio respiro che contribuiscono allo sviluppo del processo di integrazione e a rendere ogni giorno più forte e più solidale l’Unione Europea. La presenza di una voce come il Primoski dnevnik, mentre arricchisce il patrimonio informativo della libera stampa dell’Italia, rappresenta un presidio del pluralismo culturale della Repubblica. A quanti – giornalisti, operatori, soci della cooperativa che edita il giornale, – collaborano a questa opera va l’apprezzamento e il riconoscimento per il ruolo che svolgono a favore di un’Italia e un’Europa più coese, insieme agli auguri per un anniversario così significativo. SERGIO MATTARELLA Presidente della Repubblica Italiana ******************* «Insieme per un’Unione europea migliore e più efficace» Vorrei rivolgere al Primorski dnevnik le mie più sincere congratulazioni per il suo 75° anniversario. Il vostro giornale gioca un ruolo inestimabile ed è un importante punto di coesione per gli sloveni su entrambi i versanti del confine italo-sloveno. L’anniversario del Primorski dnevnik coincide con la fine della Seconda guerra mondiale e con l’inizio di un nuovo capitolo nelle relazioni tra la Slovenia e l’Italia, due paesi che hanno condiviso grandi momenti, come l’indipendenza della Slovenia, la sua adesione all’Unione europea e all’area Schengen. In tal modo, quel confine tra i due paesi che nel passato scindeva le comunità nazionali, divenne una frontiera che oggi unisce. Sono certo che le barriere causate dall’epidemia saranno presto rimosse. Ciò è particolarmente importante per la minoranza slovena in Italia e la comunità italiana in Slovenia. Le due nazioni, quella slovena e quella italiana, stanno ancora elaborando i gravi traumi di quel passato che molto spesso colpiva soprattutto le minoranze. Uno sguardo onesto alla storia e una seria riconciliazione in uno spirito europeo di amicizia e di cooperazione risultano quindi della massima importanza. Quest’anno commemoriamo in particolare il 100° anniversario dell’incendio del Narodni dom a Trieste. Mi auguro che le circostanze mi permettano di ricordare e rendere omaggio a tale evento assieme al Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella a Trieste il prossimo 13 luglio e spero che presto il Narodni dom possa essere restituito alla minoranza slovena. Le relazioni tra la Slovenia e l’Italia, che oggi sono indubbiamente buone, ricche e estese a svariati settori e ambiti, sono
Legacoop: Adempimenti, le novità della settimana 4 – 10 maggio 2020
La circolare riporta in sintesi tutti gli adempimenti della settimana compresa tra il 4 e il 10 maggio. Leggi la circolare
SWG-Legacoop, nei prossimi mesi il 50% di chi vive in affitto faticherà a pagare canoni
La casa, rifugio sicuro per eccellenza a fronte dell’emergenza sanitaria, per molti italiani è al tempo stesso fonte di preoccupazione riguardo alla possibilità di continuare a pagare affitti e rate del mutuo. E’ quanto emerge dalle risposte ad un sondaggio condotto, alla fine della scorsa settimana, nell’ambito dell’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall’emergenza in corso. Il 50% di coloro che abitano in affitto pensa che nei prossimi mesi potrà incontrare delle difficoltà nel pagare il canone (il 16% sicuramente sì, il 34% probabilmente) ed il 46% di chi abita in una casa di proprietà acquistata con il mutuo pensa che avrà difficoltà a pagarne le prossime rate (il 14% sicuramente, il 32% probabilmente). Alle preoccupazioni per i prossimi mesi si affiancano i problemi del presente. Al momento, le maggiori difficoltà investono chi vive in affitto. Il 54% degli intervistati che abitano in affitto ha infatti denunciato difficoltà nel pagamento del canone. Di questi, il 33% ha dovuto limitare altre spese per pagarlo, il 18% lo ha fatto in ritardo e il 3% non lo ha pagato. Ma anche chi ha acceso un mutuo non vive certo tranquillo. Sebbene sia più bassa (43%) la percentuale complessiva di chi afferma di aver incontrato difficoltà nel pagamento della rata, è identica la percentuale sia di chi per pagarla ha dovuto limitare altre spese (il 33%) sia di chi non l’ha pagata affatto (il 3%), mentre il 7% dichiara di aver pagato in ritardo. Su questo sfondo, quasi tre intervistati su quattro (il 73%) pensano che sarebbe necessario potenziare le politiche abitative a favore del bene casa. “In un momento difficile come questo, oltre al già grande problema della carenza di alloggi, molti cittadini hanno una preoccupazione ulteriore: non perdere la casa” – ha commentato Mauro Lusetti, presidente di Legacoop – “Affitti e rate di mutuo, nel caso di problemi sul lavoro, sono fonte di angoscia e sacrifici nelle famiglie di questo paese. Per questo chiediamo di incrementare i fondi già previsti per gli inquilini incolpevolmente morosi, garantendo che tali benefici siano riconosciuti anche a coloro che partecipano a programmi abitativi delle cooperative di abitanti e degli enti del terzo settore. In ogni caso, occorre affrontare la questione con grande incisività mettendo mano all’edilizia residenziale, sociale e privata. Ma occorrono anche idee nuove; per questo abbiamo proposto un piano di edilizia abitativa 4.0, perché dovremo ricostruire un paese più moderno, giusto e sostenibile.” Agli intervistati sono inoltre state proposte quattro caratteristiche primarie dell’abitazione, chiedendo di indicare quanto la casa dovrebbe rispondere alle relative funzioni. Il 78% ha indicato il prezzo di accesso basso, il 73% l’organizzazione dello spazio che consenta diverse funzioni, tra le quali lo smart working; il 68% l’offerta di servizi a domicilio; il 61% la rispondenza a funzioni di socialità e costruzione di comunità.
Sondaggio Legacoop-SWG: le mafie il peggior nemico per l’uscita dalla crisi. Lusetti: momento di paura, ma anche di grandi speranze che classe dirigente non deve deludere
“L’opinione pubblica italiana è molto consapevole che questa emergenza sanitaria mette il dito nella piaga delle contraddizioni di questo paese, è chiaro a tutti che la crisi economica apre spazi di manovra che la criminalità organizzata cercherà di sfruttare. Le istituzioni e le forze economiche e sociali non solamente devono collaborare e vigilare perché questo non accada, ma devono anche trovare il modo di mobilitare le forze migliori di questo paese, il senso civico, la generosità, l’orgoglio nazionale che, nonostante tutto, è così presente nella società. È un momento di paura per il futuro, ma anche di grandi speranze che le classi dirigenti di questo paese hanno la responsabilità di non deludere”. Questo il commento del presidente di Legacoop, Mauro Lusetti, al nuovo sondaggio condotto, alla fine della scorsa settimana, nell’ambito dell’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e l’Area Studi dell’Associazione per testare opinioni e percezioni della popolazione di fronte ai problemi determinati dall’emergenza in corso. Le mafie, per il 46% degli intervistati sono il nemico peggiore per l’Italia che deve affrontare l’uscita dalla crisi sanitaria ed economica, e potrebbero avvantaggiarsene nelle situazioni di maggiore difficoltà, inserendosi in quei settori che lo Stato non riesce a tutelare e proteggere, seguite, nelle prime posizioni, dagli evasori fiscali, per il 36%, dalle persone incivili, per il 27%, dai politici, per il 24%, e dalle banche, per il 20%. Altissima, pari all’81%, anche la percentuale di chi pensa che la criminalità organizzata in generale potrebbe trarre vantaggio dalla situazione di emregenza attuale. Il sondaggio comprende inoltre una domanda relativa al ruolo dello Stato. Alla domanda se sarebbe preferibile che lo Stato sostenesse cittadini e imprese erogando bonus/voucher monetari oppure creando e potenziando servizi, il 36% si è espresso a favore della prima opzione, la seconda per i vocuher bonus (49%), mentre il 16% non si è pronunciato. A chi ha detto di preferire i servizi, è stato poi chiesto (con la possibilità di tre risposte) se lo Stato dovrebbe provvedere in tal senso da solo o in collaborazione con altri enti: il 30% ha indicato l’opportunità di collaborare con il volontariato, il 27% con il Terzo Settore, il 25% con le cooperative. La percentuale di chi ritiene che l’erogazione dei servizi debba essere esclusivamente in capo allo Stato è del 24%, pari a quella dei favorevoli ad un coinvolgimento delle imprese private e del privato sociale.
“Saluti da Coop” il nuovo progetto social di Coop Alleanza 3.0
Una diretta quotidiana dai negozi di Coop Alleanza 3.0 su Facebook. Si chiama “Saluti da Coop” il nuovo progetto video di Coop Alleanza 3.0 che vede assoluti protagonisti dei supermercati e degli ipercoop e i lavoratori della Cooperativa. Il progetto rappresenta per Coop Alleanza 3.0 una nuova area della comunicazione corporate, con l’intenzione di superare la separazione tra on-line e in-store. Ogni giorno alle 9:30 sul profilo Facebook di Coop Alleanza 3.0 si aprirà una finestra di dieci minuti sui negozi, per un buongiorno al pubblico del social network. Grazie all’aiuto della conduttrice Maria Cristina Martinelli di TRC, i lavoratori di un supermercato o di un ipercoop si passeranno dal luogo di lavoro parola per raccontare la loro giornata, i loro talenti e qualche piccola curiosità e aneddoto. Un racconto speciale che farà conoscere da vicino la realtà dei negozi della Cooperativa. Per vedere in diretta “Saluti da Coop” basta attivare la notifica sul profilo Facebook di Coop Alleanza 3.0; inoltre il video rimarrà online, per poterlo guardare in un momento successivo alla diretta. “Saluti da Coop” è stato ideato e si avvale della regia di Vudio, società specializzata in progetti video sul web; il naming del progetto e la grafica si sono avvalsi dell’esperienza di Kitchen, un’agenzia di comunicazione che da tempo cura l’identità visiva si Coop Alleanza 3.0. Inoltre “Saluti da Coop” si avvale dell’esperienza del digital strategist, Gianluca Diegoli. Le prime 3 dirette hanno coinvolto – in modo organico, sia in diretta che in differita – circa 20 mila persone in totale di cui circa il 25% dei fruitori non erano fan precedentemente della pagina Coop Alleanza 3.0. Inoltre, i video hanno ottenuto ben 1.500 interazioni, molto positive, quindi con un tasso di engagement molto alto. La tecnologia è stata lean: Live Facebook attivato tramite Streamyard con regia remota che consente di collegarsi e fare scalette con persone anche dal cellulare.
Invitalia – Impresa SIcura: al via i rimborsi per le imprese che hanno acquistato DPI, bando finanziato con 50 mln da legge CuraItalia
Al via Impresa SIcura, il nuovo bando attivato da Invitalia che punta a sostenere la continuità, in sicurezza, dei processi produttivi delle imprese di qualunque dimensione, operanti in Italia, consentendo di ottenere il rimborso delle spese sostenute per l’acquisto di dispositivi ed altri strumenti di protezione individuale finalizzati al contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19. La legge di conversione del decreto CuraItalia a questo scopo sono 50 milioni di euro, l’importo massimo rimborsabile è di 500 euro per ciascun addetto dell’impresa richiedente e fino a 150mila euro per impresa. Il bando prevede 3 fasi: Le imprese interessate dovranno inviare la prenotazione del rimborso dall’11 al 18 maggio 2020, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.00 alle ore 18.00 attraverso uno sportello informatico dedicato, raggiungibile dal sito di Invitalia. Sempre sul sito dell’agenzia, seguirà la pubblicazione dell’elenco, in ordine cronologico di arrivo, delle imprese ammesse alla presentazione della domanda di rimborso. La domanda potrà essere compilata dalle 10 del 26 maggio alle 17.00 dell’11 giugno 2020 sempre attraverso procedura informatica. Le attività per l’erogazione dei rimborsi saranno avviate subito dopo la conclusione della fase di compilazione. Si procederà con i versamenti entro il mese di giugno 2020. Impresa SIcura si rivolge a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, dalla forma giuridica e dal settore economico in cui operano che, alla data di presentazione della domanda di rimborso, siano: regolarmente costituite e iscritte come “attive” nel Registro delle imprese, con sede principale o secondaria sul territorio nazionale e nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non in liquidazione volontaria e non sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria. Ai fini dell’ammissibilità le spese devono far riferimento a fatture emesse dal fornitore tra la data del 17 marzo 2020 e la data di invio della domanda di rimborso. Le fatture in oggetto devono, inoltre, risultare pagate, alla data di trasmissione della domanda e il pagamento deve essere effettuato attraverso conti correnti intestati all’impresa,con modalità che ne consentano la piena tracciabilità e l’immediata riconduciblità alla relativa fattura. Il Bando non prevede limitazioni settoriali, fermo restando il possesso da parte dei soggetti beneficiari dei requisiti soggettivi previsti dallo stesso Bando ma viene specificata l’impossibilità a partecipare ai liberi professionisti che non rientrano nell’ambito dei soggetti ammessi.
Camera, approvata in commissione Cultura la risoluzione unitaria sulle misure di sostegno della cultura e dello spettacolo
Occorre ripensare secondo nuove prospettive la realtà che ci si propone, aggiornando in tempo reale i percorsi, mantenendo unità di intenti dentro le diverse filiere, utilizzando strumenti già collaudati e già a disposizione, sia a livello italiano, sia nell’utilizzo dei fondi europei, da indirizzare secondo i nuovi bisogni e favorendo le nuove professionalità che emergono. È questo l’obiettivo generale contenuto nella risoluzione unitaria (8-00073), approvata martedì 5 maggio all’unanimità in commissione Cultura alla Camera, con cui si impegna il governo a una serie di azioni a sostegno del comparto della cultura e dello spettacolo che, per via delle misure restrittive imposte dall’emergenza Covid-19, “affronta una gravissima crisi che ne mette in forse la sopravvivenza”. Il presidente della VII commissione, Luigi Gallo (M5S), ha ricordato come l’atto approvato sia il risultato di una sintesi delle risoluzioni 7-00439 di Michele Nitti (Misto), 7-00441 di Federico Mollicone (FdI), 7-00447 di Flavia Piccoli Nardelli (PD), 7-00448 di Paolo Lattanzio (M5S), 7-00453 di Gabriele Toccafondi (IV), 7-00456 di Luigi Casciello (FI), 7-00458 di Alessandro Fusacchia (Misto-+Europa), discusse nell’ambito dell’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, concentrandosi su aree tematiche e cominciando dal settore cultura e spettacolo, per poi trattare gli altri settori. “Oggi all’improvviso il sistema culturale italiano affronta una gravissima crisi che ne mette in forse la sopravvivenza – si legge nell’atto – facendo scoprire le anomalie e le incongruenze che gli sono proprie e costringendo a prendere atto che, così come lo abbiamo strutturato negli anni, rischia di non reggere più”. In questo senso, continua il testo, “appare chiaro il bisogno di pensare a una nuova governance del mondo della cultura che preveda una visione più ampia e non tarata su comparti separati e blindati, e che coinvolga attivamente e valorizzi tutto il territorio, le comunità grandi e piccole, le cittadine ed i cittadini”. Un approccio del genere si rende necessario soprattutto alla luce delle ingenti perdite economiche che sta subendo il settore nel suo complesso: ad esempio, secondo i dati del Network of European Museum Organizations (NEMO), risultato di un’indagine europea – la prima – sull’impatto del Covid-19 sui luoghi della cultura in Europa, le perdite in termini di reddito sarebbero altissime, in alcuni casi fino al 75-80 per cento a settimana. Per un’analisi del problema bisogna sì avere una visione complessiva, ma che tenga conto del fatto che i diversi ambiti culturali non possiedono le medesime possibilità di resilienza e riconversione: per questo, si legge, il punto di partenza per la definizione di una strategia a sostegno della cultura prevede un ripensamento della natura dei fondi e del reperimento delle risorse economiche, dove la struttura pubblica abbia ancora un ruolo centrale ma in cui sia lasciato più spazio alle forme di partenariato pubblico-privato, ed in cui siano meglio utilizzati i finanziamenti europei. In merito, al governo sono chiesti alcuni impegni: in primo luogo, si chiede di proseguire nella consultazione di esperti, coinvolgendo gli attori dell’intera filiera dell’industria culturale e dello spettacolo per elaborare proposte utili ad affrontare le diverse fasi dell’emergenza; a livello nazionale, di promuovere e valorizzare “l’impatto virtuoso dell’ecosistema culturale”, anche tramite la promozione di campagne mediatiche, sempre tenendo conto delle differenze fra le diverse aree del Paese e adottando iniziative per sostenere con interventi mirati le attività culturali diffuse sul territorio; in sede europea, di spingere il più possibile per incrementare i finanziamenti riservati alla cultura nei quadri finanziari pluriennali dell’Ue. Ancora, al governo si chiede di incrementare l’entità dei finanziamenti destinati al settore dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, anche a valere sul Fondo emergenze, ma anche di valutare la possibilità di realizzare un Fondo nazionale per la cultura, sul quale convogliare investimenti pubblici e anche attraverso il coinvolgimento dei principali attori del sistema produttivo e creditizio italiano. Per garantire la liquidità necessaria al settore, inoltre, si chiede di dare vita a un’azione di “mecenatismo diffuso e partecipato“, realizzato anche attraverso sistemi di micro-finanziamento. A sostegno delle imprese culturali e creative, nell’atto si chiede non solo di prevedere nuove risorse, utili a favorire la creazione di una rete di distribuzione di prodotti culturali, ma anche di consentire alle stazioni appaltanti di concordare la temporanea modifica dei contratti pubblici in corso tra gli Enti locali e le imprese che non possono effettuare le proprie prestazioni a causa dell’emergenza sanitaria. Fra le richieste per i lavoratori del settore: un rafforzamento delle misure di sostegno al reddito per tutte le categorie di lavoratori dello spettacolo e della cultura, con particolare riferimento ai lavoratori intermittenti e compresi i lavoratori autonomi; nuove misure a copertura di categorie del settore escluse dal sostegno al reddito; il prolungamento dei termini di sospensione degli adempimenti tributari e contributivi; misure fiscali di sostegno e di agevolazione per i canoni di locazione degli immobili destinati allo spettacolo, al cinema, musei, gallerie d’arte, pinacoteche e dimore storiche; l’estensione della validità dei voucher a diciotto mesi dall’emissione. Per il settore dello spettacolo, si chiede: per gli enti finanziati dal FUS e in generale per tutti gli enti dello spettacolo dal vivo, la predisposizione di iniziative in vista della ripresa delle attività dei prossimi mesi, nonché la possibilità di provare gli spettacoli della prossima stagione; a possibilità di incentivare già nel 2020 le produzioni teatrali estive compatibili con il rispetto delle norme anti Covid-19. Per i concerti, oltre ad un confronto con gli organi tecnici per stabilire le indicazioni sugli strumenti di controllo e di prevenzione, si chiede di sostenere tutte le figure professionali del comparto degli eventi dal vivo – produttori, editori, promoter, organizzatori di festival, club e discoteche. Ancora, si chiede di prevedere forme di tutela delle opere prodotte in formato digitaleda imprese culturali durante il periodo di applicazione delle misure restrittive, di prevedere forme di sostegno economico all’intera filiera del libro, magari ampliando ulteriormente i fondi destinati a finanziare la “18App“, di assicurare la tempestiva erogazione delle risorse previste dalla legge sul cinema e l’audiovisivo. Più in generale, si chiede di promuovere nuove forme di collaborazione tra il ministero per i Beni e culturali e
Cura Italia, per l’Alleanza delle Cooperative servono risorse aggiuntive
“Condividiamo ed apprezziamo l’obiettivo del governo di integrare, nella strategia di promozione dell’export e dell’internazionalizzazione del Sistema Paese, le nuove esigenze delle imprese, emerse a seguito dell’impatto economico e sociale dell’emergenza Covid-19. Per contenerne al massimo l’impatto devastante sull’export del paese e rilanciare la proiezione internazionale del Made in Italy, le imprese cooperative, al pari delle altre, hanno necessità di poter utilizzare subito e al meglio le risorse destinate dai Decreti Cura Italia e Liquidità che si sono aggiunte agli stanziamenti annuali del Piano Straordinario per il Made in Italy”. Ad affermarlo è il presidente dell’Alleanza delle Cooperative Italiane, Mauro Lusetti, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, trasmettendo al Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, un documento di proposte multisettoriali relative al “Patto per l’export”. In proposito, l’Alleanza delle Cooperative, che giudica positivamente il rifinanziamento per 400 milioni del fondo per l’export gestito da Simest, sottolinea che vanno resi subito disponibili gli ulteriori 70 milioni, previsti dal decreto Cura Italia per il cofinanziamento a fondo perduto al 50% dei finanziamenti agevolati concessi da Simest alle imprese, al momento “congelati” perché non sono ancora stati pubblicati i decreti attuativi del “Decreto crescita” del 2019 dove è contenuta la norma che renderebbe concretamente utilizzabili queste risorse. L’Alleanza delle Cooperative chiede, inoltre, che le misure in discussione vengano estese a tutte le filiere, sia produttive che dei servizi (alle imprese e alla persona), concentrando le energie verso la riattivazione delle filiere più importanti con il criterio dell’impatto sull’export, favorendo nel breve termine quelle che sono più pronte a rispondere alle attuali sfide per poi aprire gradualmente a tutte le altre. Bene, a giudizio di Alleanza, lo stanziamento di 50 milioni di euro per un piano internazionale straordinario di comunicazione nation branding, per restituire al made in Italy e alle imprese la credibilità di cui godevano prima della pandemia, e la proposta di un programma strategico di attività promozionali nelle grandi catene distributive internazionali, soprattutto riguardo alla promozione delle filiere italiane dei prodotti agroalimentari. Infine, una delle criticità più importanti riscontrata dall’Alleanza riguarda la carenza di assicurazione del credito da export che, in molti casi, si sta traducendo in una carenza di liquidità per molte cooperative che, per non perdere clienti, concedono dilazioni di pagamento anche a 120 giorni. Una situazione che non può durare a lungo.
Camst festeggia 75 anni e guarda oltre l’emergenza
Il presidente di Camst Francesco Malaguti spiega in questa intervista a EFA News- European Food Agency, prima agenzia giornalistica interamente dedicata all’informazione nel settore dell’industria agroalimentare in Italia e in Europa, come la società sta affrontando l’emergenza in Italia e all’estero e come si sta organizzando per il futuro. La ristorazione sarà caratterizzata da un nuovo approccio alla sicurezza e dalle nuove tecnologie che permetteranno di gestire i flussi, i pagamenti e la distribuzione del prodotto. Camst è uno dei principali operatori della ristorazione collettiva e commerciale in Italia. Nata nel 1945 alla fine della guerra, oggi si trova a festeggiare il 75mo anniversario nel pieno di “un’altra guerra”: la pandemia del Covid-19. La società nel 2019 ha realizzato un fatturato di 780 milioni di euro con 130 milioni di pasti forniti. Guarda il video