Il bilancio numero 27 della Cooperativa sociale Itaca si è chiuso con un risultato operativo della gestione positivo, il fatturato ha superato per la prima volta la soglia dei 50 milioni di euro, in aumento l’occupazione, favorevoli anche i riscontri sulla qualità dei servizi svolti ai quasi 30 mila beneficiari di attività socio assistenziali ed educative attraverso più di 200 contratti e 100 committenti sparsi tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Alto Adige e Lombardia. Il 3 giugno scorso, si legge in una nota, l’Assemblea generale dei soci della Cooperativa sociale Itaca si è svolta senza la presenza fisica dei soci per ridurre al minimo i rischi connessi all’emergenza sanitaria da Covid-19, in sostanza i lavori hanno previsto l’intervento delle socie e dei soci esclusivamente attraverso piattaforma online e tramite 8 Rappresentanti designati, ai quali le socie e i soci si sono previamente rivolti, indifferentemente nei diversi territori, per conferire loro la delega con istruzioni di voto. Un segnale incoraggiante di vicinanza oltre che di partecipazione sono state le 680 deleghe raccolte con specifiche istruzioni di voto, oltre il 50% degli aventi diritto, che hanno sostanzialmente “costretto” Itaca a ritenere valida l’Assemblea già in prima convocazione (la seconda convocazione era prevista il giorno successivo). “L’emergenza sanitaria derivante dalla pandemia da Covid-19 ha già cambiato la nostra complessiva attività – afferma la presidente di Itaca, Orietta Antonini -. Molti obiettivi e molte azioni sono già stati ripensati e altri lo saranno a breve, ciò in un’ottica di continuità della gestione e accogliendo la sfida di rendere possibili e sostenibili, in quanto essenziali, le relazioni di cura con le regole del distanziamento fisico e sociale”. I NUMERI Il valore della produzione è aumentato da 48,1 milioni di euro nel 2018 a 50,3 milioni di euro nel 2019, registrando un incremento del 4,6%. Parimenti, è cresciuto il costo del lavoro che è passato da 38,4 a 40,6 milioni di euro (+5,5%). È aumentata anche l’occupazione, la presenza femminile è restata all’83% i lavoratori mediamente occupati sono stati 2068 con un incremento del 5,8%, di cui 1242 (il 60%) è rappresentato da soci. Si è registrato, altresì, un consolidamento della mutualità anche economica (migliori condizioni per i soci), che nel 2019 ha superato gli 800 mila euro. “La solidità patrimoniale e finanziaria della Cooperativa Itaca – afferma la presidente Orietta Antonini – deriva anche da un contesto esterno positivo per quanto riguarda la collocazione in Friuli Venezia Giulia, dove vige l’esenzione Irap e dove il rispetto nella puntualità dei pagamenti da parte dei committenti pubblici ha consentito un minor ricorso all’indebitamento. Inoltre, siamo in una regione che finora ha mantenuto un buon equilibrio nell’esternalizzazione dei servizi pubblici, senza la massiccia privatizzazione presente in molti altri territori”. In Veneto si evidenziano il rafforzamento nell’area Residenziale anziani con l’acquisizione della gestione della Casa anziani di Fonzaso, nonché lo sviluppo e consolidamento del servizio Operativa di comunità dell’Ulss 2 Marca trevigiana nel lavoro con i giovani sui territori trevigiani e nel veneziano. FATTURATO PER AREE DI INTERVENTO E BENEFICIARI Le attività del 2019 distinte per macro tipologie di servizi hanno restituito i seguenti risultati: servizi residenziali agli anziani 28% con € 13,3 mil. e più di 1000 beneficiari; servizi domiciliari e territoriali agli anziani 11% con € 5,6 mil. e ca 3000 beneficiari; servizi semi e residenziali a disabili adulti 15% con € 7mil. e circa 350 beneficiari; servizi residenziali e territoriali alla salute mentale 11% con € 5,3 mil. e più di 550 beneficiari; servizi territoriali e domiciliari a minori 30% con €14,6 mil. con ca 4700 beneficiari; servizi giovani e sviluppo di comunità 4% con € 2 mil. e quasi 20 mila beneficiari; progettualità speciali e altri ricavi 1% con € 400 mila. “La nostra rete di servizi, beneficiari, famiglie, istituzioni pubbliche e private, partnership e collaborazioni, assume una rilevanza fondamentale per ripensare ad un welfare sostenibile, accogliente e universale. Il conteggio dei beneficiari dei nostri servizi – evidenzia la presidente di Itaca, Orietta Antonini – ci ha restituito quasi 30 mila beneficiari a fine 2019, suddivisi in circa 230 servizi, di cui quasi 20 mila sono giovani e i restanti 10 mila sono rappresentati da minori, disabili e anziani di cui più della metà seguiti individualmente”.
Patto per l’export, Alleanza delle cooperative: molto bene rifinanziamento 400 milioni fondo Simest, ora agire in modo tempestivo
“Apprezziamo molto il rifinanziamento per 400 milioni del fondo per l’export gestito da Simest, ai quali verrebbero a sommarsi, grazie al Decreto Cura Italia, ulteriori 70 milioni di euro per il cofinanziamento a fondo perduto degli strumenti creditizi agevolati concessi da Simest alle imprese. È necessario agire in modo tempestivo”. Ad affermarlo è il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative, Mauro Lusetti, anche a nome dei Copresidenti Maurizio Gardini e Giovanni Schiavone, in occasione della firma del Patto per l’Export. “Condividiamo i pilastri strategici contenuti nel Patto -ha sottolineato Lusetti- ed apprezziamo, in particolare, la proposta di un programma strategico di attività promozionali nelle grandi catene distributive internazionali, soprattutto per la promozione delle filiere italiane dei prodotti agroalimentari: confermiamo la nostra disponibilità a coinvolgere i grandi gruppi distributivi cooperativi, per mettere a disposizione la loro expertise e la loro rete di distributori internazionali”. Resta invece aperto, a giudizio dell’Alleanza delle Cooperative, il problema della crisi che stanno attraversando, nel nostro paese come all’estero, le imprese del canale HoReCa, che si è tradotta in ingenti perdite anche per quelle cooperative operanti nella ristorazione che hanno delle proprie sussidiarie all’estero. “Per questo -ha detto Lusetti- chiediamo misure compensative immediate, in particolare l’attivazione di uno sconto fiscale temporaneo per evitare la chiusura di molte imprese che avrebbe un impatto pesante sull’occupazione”. Altro tema da affrontare, quello delle barriere di natura tariffaria e non tariffaria. “Le nostre imprese -ha affermato Lusetti- hanno bisogno di un segnale chiaro per quanto concerne sia la ratifica degli accordi internazionali di libero scambio già sottoscritti dall’UE, sia la rimozione degli ostacoli, ad esempio di natura fitosanitaria, ancora presenti e rimessi agli interventi di natura bilaterale”. “Per concludere -ha sottolineato il Presidente dell’Alleanza- ci aspettiamo che le misure del Patto vengano estese a tutte le filiere, sia produttive che dei servizi, concentrando le energie verso la riattivazione delle filiere più importanti con il criterio dell’impatto sull’export, favorendo nel breve termine le più pronte a rispondere alle attuali sfide per poi aprire gradualmente a tutte le altre. Oltre al settore agroalimentare, le strategie di internazionalizzazione del Sistema Paese dovranno considerare, nell’immediato, le filiere del turismo, dell’arte e della cultura per le quali il perdurare della crisi fino alla fine del 2020 potrebbe tradursi in una perdita di fatturato (e quindi di occupazione) finanche dell’82,7%; le filiere del settore industriale o delle costruzioni e della progettazione, che in questa fase di lockdown hanno continuato ad operare all’estero garantendo redditività e continuità all’economia del nostro Paese; le filiere dei servizi assistenziali rivolti alla cura della persone, che esportano il nostro modo di intendere il welfare, soprattutto nei Paesi a Sud del mondo”.
Covid19, Coop Alleanza 3.0 racconta i territori con un documentario
A quasi tre mesi dall’inizio dell’emergenza Covid-19, Coop Alleanza 3.0 ha voluto raccogliere nel documentario “Coronavirus, un’ordinaria giornata particolare” le testimonianze dei lavoratori della Cooperativa e dei volontari delle associazioni del terzo settore che sono al fianco delle comunità, dei territori in questo difficile momento. Il documentario è un diario corale in cui si ripercorrono i momenti cruciali dell’emergenza Covid-19, che ha delineato nuove priorità e ridisegnato i confini delle esigenze quotidiane, attraverso storie che fanno sentire la comunità parte di una storia condivisa. Il documentario è un modo di dire grazie a tutti per l’impegno straordinario, ascoltando le voci di una umanità pulsante e viva che parla un linguaggio comune: quello dell’inclusione, della solidarietà e della cooperazione perché è solo pensando da comunità che supereremo insieme questa emergenza. Coronavirus, un’ordinaria giornata particolare si focalizza anche sulle nuove relazioni “a distanza di un metro”, sulle nuove forme di solidarietà, sulle azioni derivanti dall’essere una cooperativa vicina alla comunità, alla vita delle persone, e del territorio. Il documentario, a causa del lockdown, è stato girato quasi interamente in Emilia-Romagna ma il quadro offerto di rete e solidarietà è rappresentativo di tutta la realtà dei territori in cui opera la Cooperativa. “Coronavirus, un’ordinaria giornata particolare” è disponibile sul sito di Coop Alleanza 3.0 al link all.coop/vicinidistantiinsieme e sul canale Youtube della Cooperativa.
Le richieste di Alleanza Turismo in audizione alla X Commissione del Senato
Si è svolta, in modalità web, l’audizione dell’Alleanza delle Cooperative Turismo e Beni Culturali nella X Commissione in Senato. Ad illustrare i punti per il settore Turismo, Irene Bongiovanni, a nome anche dei Co-Presidenti, Giovanna Barni e Carlo Scarzanella: “Chiediamo di valutare fin da subito una proroga degli ammortizzatori sociali. C’è molta incertezza per i mesi estivi e sicuramente ci saranno perdite di bilancio per le imprese dei Settori Turismo, Cultura, Spettacolo nell’ordine del 70-80% in questo 2020. Le 4000 cooperative che rappresentiamo nel Paese coprono tutta la filiera turistica e abbiamo potuto dunque offrire alla Commissione uno sguardo completo su questi settori. Molte perplessità per il Bonus Vacanze di cui all’art. 176 del Decreto Rilancio. Riconosciamo che sono state qui allocate risorse importanti sia per il 2020 che il 2021, ma preoccupa il meccanismo, che lascia di fatto sulle spalle delle imprese l’80% di credito di imposta del Bonus. Questo rischia però di innescare un grande problema di liquidità per un settore già fortemente in crisi. Riteniamo sia necessario almeno rivedere le percentuali oggi previste, invertendo di fatto il peso del credito di imposta lasciato alle imprese e quello invece previsto per i cittadini. Chiediamo inoltre che venga introdotto un meccanismo di “ammortamento” delle perdite relative all’anno 2020 sui 5 esercizi successivi, sia dal punto di vista civilistico che fiscale. Chiediamo che venga eliminato il tetto dei 5 milioni di euro relativo al Credito di Imposta per gli affitti anche per i l’intero settore Turismo, Cultura ed Eventi. Chiediamo che, relativamente a questi stessi settori composti da cooperative di diverse dimensioni e con diverse attività, ma tutte specializzate e labour intensive, venga eliminato il limite dei 5 e 50 milioni di euro per i contributi a Fondo Perduto e per il Rafforzamento Patrimoniale delle Imprese. Infine un cenno per una misura che riteniamo potrebbe essere molto utile per il futuro e per un turismo più sostenibile: un sostegno per le imprese che investiranno in innovazione di prodotto e di servizi in ambito culturale e turistico, attraverso un credito di imposta del 70% (che sale all’80% per servizi e prodotti destinati a nuove destinazioni nelle aree interne, nelle città minori e nelle periferie urbane). Questo in collaborazione con università e centri di ricerca accreditati. Stimiamo che l’impatto di una misura di questa portata possa essere di 50 milioni di euro all’anno, dunque ampiamente sostenibile. In chiusura abbiamo ancora sottolineato come l’Alleanza delle Cooperative rappresenti tutta la filiera Turistica, degli Eventi e Culturale, e auspichiamo che su questi settori sia posta la massima attenzione, grazie anche al ruolo di collegamento e di integrazione tra i diversi mondi che l’Alleanza sta svolgendo, e anche in considerazione del fatto che la ripresa è a oggi incerta e non ancora programmabile”.
Guarnerio Editore soc. coop: per la collana “minimae res” pubblicati 3 quaderni alla scoperta di storia e territorio
La Guarnerio Editore di Udine, pur in periodo di Covid-19 con le note difficoltà del settore dell’Editoria, pubblica nel mese di maggio i primi tre volumi della nuova collana minimae res: Codex Guarnerii | Gladiatori | Aquileia – i Simboli I quaderni, frutto di un attento lavoro di illustrazione, sintesi di contenuti ed editing, vogliono contribuire alla conoscenza di temi ed argomenti di interesse culturale attraverso testi e illustrazioni accattivanti, facilmente fruibili ed efficaci dal punto di vista comunicativo sia per un pubblico giovane che adulto. La Guarnerio Soc. Coop. produce e pubblica autonomamente -servendosi di abili stampatori locali- contenuti culturali riguardanti tematiche interessanti e rilevanti per il pubblico e il territorio, attraverso il proprio canale editoriale Guarnerio Editore. L’attività editoriale realizzata viene proposta e offerta ai clienti che usufruiscono dei servizi culturali della Cooperativa, come attività integrativa e di qualità, che diventa logica conclusione di un lavoro o un progetto. In questo caso l’obiettivo della produzione è invece l’utenza generalista e appassionata. Questa ancor limitata raccolta di ‘quaderni miniati’ in chiave moderna ha in progetto di ampliarsi ad ulteriori tematiche. E’ nata con l’intento di regalare l’esperienza di un percorso esteticamente accattivante e nel contempo di immediata percezione. L’obbiettivo è quello di indirizzare in modo piacevole, facilmente comprensibile ma pur storicamente corretto alla scoperta di un mondo antico dove simbolismo, fantasia e realtà prendono forma e significato. Come sostiene Angelo Floramo, questi primi tre volumi sono “una piccola dichiarazione d’amore per quei tesori che si nascondono e che invece adorano essere raccontati” (Codex Guarnerii, prefazione). Lo scopo è rendere disponibile a tutti un ricordo emblematico, una memoria ‘tascabile’ in grado di aprire una breve e affascinante finestra sugli straordinari contenuti conservati nel nostro territorio e non solo. Aquileia – i Simboli riprende alcune fra le icone più affascinanti e note sia del ricco repertorio dei mosaici aquileiesi, conservati all’interno della Basilica di Santa Maria Assunta, che della iconografia della romanità cristiana. Il valore universale e pedagogico del simbolismo, che attinge al repertorio naturale, si rivela particolarmente efficace e persuasivo, anche ai giorni nostri. Specifico per celebrazione del patrimonio antico Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, il Codex Guarnerii prende spunto dai più curiosi codici miniati millenari in essa conservati, per sprigionare grifoni, demoni, draghi, sirene, che attendono di essere raccontati. Come avrebbe classificato i gladiatori un amanuense, come avrebbe raccontato la loro vita, la loro fine? L’idea di Gladiatori nasce queste domande. I capilettera vengono reinterpretati e si ispirano a preziosi mosaici e bassorilievi conservati nella Galleria Borghese a Roma, al Circo Massimo a Roma e al Museo Archeologico ad Aquileia. Le tre pubblicazioni sono il frutto del lavoro dell’illustratrice Paola Barigelli, mentre la curatela dei testi vede impegnati Angelo Floramo e Maria Bosco. Paola Barigelli è nata a Udine nel 1975. È illustratrice e grafica specializzata in miniature antiche e scrittura amanuense. Diplomata in grafica e fotografia al G. Sello di Udine, collabora con la Guarnerio Soc. Coop. per la realizzazione di corsi di formazione, attività didattiche e progetti editoriali. Angelo Floramo è nato a Udine nel 1966. Dottore in Storia, insegna al Magrini Marchetti di Gemona. Dal 2012 su incarico di Guarnerio soc. coop collabora con la Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli in veste di consulente scientifico per la sezione antica, manoscritti e rari. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli specialistici aventi per oggetto il Medioevo e i suoi sogni. Maria Bosco è nata a Udine nel 1984. Dottoressa in Archeologia Medievale (Discipline artistiche e archeologiche) è archeologa freelance. Le pubblicazioni sono ad oggi acquistabili on-line sul sito di e-commerce (http://www.artefvg.org/wp01/books/) o presso la sede della Guarnerio Soc. Coop. Il prezzo al pubblico dei volumi è di € 5,00 l’uno. L’edizione è stata stampata nel mese di maggio 2020 da Lithostampa s.r.l. di Pasian di Prato (UD). Disponibili anche le tre versioni virtuali in flipbook. Da guardare ma non possono sostituire la materia! https://bit.ly/3cVUZTr https://bit.ly/2XkoGqw https://bit.ly/3bYXfrJ Contatti: Guarnerio soc. coop. Via della Rosta 46 – 33100 Udine (UD) t. 0432204097 – 0432229229 info@guarnerio.coop http://bookshop.guarnerio.coop www.guarnerio.coop
Cooperative editoriali, da commissione Cultura Camera via libera a risoluzione che impegna governo a sostenerle
Il governo si impegni, fin dai prossimi interventi di sostegno economico delle imprese, per un significativo rafforzamento delle misure per la stampa, secondo una logica di filiera che consideri in un unico quadro tutti gli operatori del settore e i loro specifici bisogni, escludendo la logica dei “contributi a pioggia” e favorendo per le cooperative editoriali l’utilizzazione degli strumenti introdotti dal decreto Cura Italia. Questo il primo impegno della risoluzione unitaria approvata dalla commissione Cultura della Camera ieri e sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari. Presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria Andrea Martella che, ha espresso parere favorevole sull’atto, e si è detto convinto che questo “aiuterà il governo a sostenere il settore nell’affrontare una crisi che è strutturale e che si è aggravata negli ultimi mesi per effetto delle misure di contenimento dell’epidemia”. Il rappresentante dell’esecutivo ha espresso disponibilità al confronto con i parlamentari sulle linee guida per una riforma organica del settore e ha preannunciato la possibilità di inserire “forse nel decreto legge in materia di semplificazione” alcune disposizioni per il contrasto della pirateria. La risoluzione, tra gli impegni, chiede di adottare “iniziative di sostegno specifiche, per le librerie e per i piccoli editori, prevedendo incentivi alle librerie a fondo perduto, facilitazioni per l’accesso al credito, e ampliamento del tax credit e quindi ad adottare, nel primo provvedimento utile, misure straordinarie volte all’istituzione di un fondo dedicato alla filiera editoriale libraria con congrua dotazione”. Durante il dibattito che ha preceduto la votazione della risoluzione, Luigi Casciello (FI) ha dichiarato di apprezzare in particolar modo gli impegni “per adottare misure a sostegno delle cooperative editoriali” e ha auspicato che nel futuro vengano individuate modalità che consentano un più facile accesso ai contributi anche alle piccole imprese editoriali, specialmente a quelle a carattere locale.
Welfare aziendale in FVG: Itaca lancia il progetto “Welfare Come Te” per aziende e PMI
La Cooperazione sociale cambia l’approccio del welfare aziendale per diventare interlocutore preferenziale delle aziende con l’obiettivo di favorire condizioni di benessere per lavoratori e caregiver. Da sempre vicino alle fragilità delle famiglie, il mondo cooperativo si avvicina ulteriormente alle imprese e, partendo dall’esperienza consolidata di tre reti di Cooperative operative in gran parte del territorio nazionale (ComeTe, Pronto Serenità e Ribes), presenta Consorzio FIBER, nuova realtà che riunisce alcune tra le più importanti cooperative – tra cui la Cooperativa sociale Itaca di Pordenone – e consorzi sociali italiani e che ha dato vita al marchio Welfare Come Te. FIBER è una società che aggrega oltre 100 cooperative socie per oltre 2 miliardi di fatturato annuo complessivo, che operano a livello nazionale con standard qualitativi certificati, raggiungendo insieme un numero di lavoratori che supera le 50.000 unità. Inoltre, grazie a partnership territoriali consolidate con numerose Cooperative sociali, il nuovo Consorzio garantisce una presenza capillare in ogni regione italiana, facendo in modo che il welfare aziendale possa avere una forte ricaduta territoriale. LA COOPERATIVA ITACA PER IL WELFARE AZIENDALE “Abbiamo scelto di partecipare al progetto per evidenziare di più e meglio la mutualità propria della cooperazione – afferma la presidente della Cooperativa sociale Itaca, Orietta Antonini – e le molte politiche di conciliazione che le cooperative già rivolgono alle proprie socie e ai propri soci, lavoratrici e lavoratori. Il progetto FIBER ci offre l’opportunità di capitalizzare queste prassi e metterle a disposizione delle imprese di ogni dimensione”. FIBER è infatti un progetto che si prende la responsabilità di “ridare dignità” alla parola Welfare, lavorando con imprese di ogni dimensione, per portarle a essere protagoniste nell’integrazione tra il Primo e il Secondo welfare, tra il pubblico e il privato, valorizzando il radicamento territoriale nel dialogo con i diversi stakeholder, lavoratori, sindacati, clienti, consumatori, per rafforzarne identità, valore e responsabilità sociale. Un vero e proprio cambio di paradigma: la partecipazione di Cooperative sociali come Itaca consente di capitalizzarne l’esperienza quasi trentennale nella partecipazione ai servizi di welfare territoriale, dando forma a un modello nazionale in grado di offrire risposte di accompagnamento personalizzato, che non si limita a vendere servizi, ma che si appoggia, dove possibile, a servizi già esistenti, pubblici o privati. IL PROGETTO WELFARE COME TE Il progetto Welfare Come Te si posiziona all’interno del mercato come interlocutore per aziende, provider, associazioni di categoria e consulenti del lavoro, mettendo a disposizione la propria competenza nello sviluppo e nella gestione di servizi educativi e socio assistenziali. L’approccio “verticale” di Welfare Come Te nell’ambito del welfare aziendale, consente di avere anche un ruolo integrativo ai piani di welfare aziendale già esistenti, inserendosi come progetto di welfare sociale dedicato ai caregiver. WELFARE SOCIALE ANCHE PER LE PMI Welfare sociale rivolto anche alle PMI, perché il progetto Welfare Come Te nasce per offrire anche alle imprese più piccole l’opportunità di uscire da un approccio al welfare aziendale standardizzato, affiancandole nella realizzazione di piani di welfare personalizzati, sostenibili e caratterizzati da un forte impatto sociale. L’INNOVAZIONE DEI “CARE MANAGER” “Welfare Come Te vuole promuovere una nuova cultura del welfare aziendale – spiega Alessandro Micich, presidente di Consorzio FIBER -, non più solo “benefits” ma veri progetti di responsabilità sociale in grado di rispondere alle reali esigenze socio demografiche, disegnati e portati avanti dagli stessi attori che, per decenni, si sono occupati di welfare locale al fianco dei Comuni, ovvero le Cooperative sociali”. Tra gli aspetti innovativi del nuovo progetto, il lancio su tutto il territorio nazionale della figura chiave dei Care Manager, professionalità già presenti nella Cooperativa Itaca e sperimentate con successo, ad esempio, in CrossCare, progetto Interreg destinato agli anziani fragili che ha visto coinvolte le Regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e la Repubblica di Slovenia. “I Care Manager sono persone di grande esperienza nell’ambito dei servizi di cura – conclude Micich -, tutor che incontrano le famiglie e le orientano nel trovare la soluzione migliore alla loro difficoltà”. A FIBER ADERISCONO 17 TRA COOPERATIVE SOCIALI E CONSORZI DI TUTTA ITALIA Oltre alla Cooperativa sociale Itaca, fanno parte del Consorzio FIBER è costituito da Cadiai, Coopselios, Care Expert, Codess Sociale, Universiis, Cidas, Consorzio Parsifal, Cooperativa Animazione Valdocco, Gesco, S.G.S, Cooss Marche, Sisifo, Cad, Itaca, Labirinto, Seacoop e Zerocento.
L’Atlante della Montagna Friulana di Cramars protagonista del webinar “Innovazione sociale e montagna ai tempi del Covid-19″
Sarà un incontro virtuale ma con un focus molto reale quello programmato per giovedì 28 maggio alle ore 16 sulla piattaforma GoToMeeting. Il titolo del webinar è “Innovazione sociale e montagna ai tempi del Covid-19” ed è organizzato all’interno del progetto InterReg Central Europe “SENTINEL”. L’obiettivo principale di questo appuntamento è quello di condividere e sottolineare i risultati del progetto SENTINEL stimolando una discussione concreta sull’impatto che questo progetto ha avuto e sta avendo in uno scenario così complicato come quello attuale. Si vuole riflettere sul concetto di isolamento, così diverso nelle aree montane rispetto alle aree urbane, ponendo l’accento sulle potenzialità delle “fare rete” in uno contesto che conosce questo status quo prima che fosse determinato dalla pandemia che ha travolto la quotidianità. Inoltre, si metterà in evidenza come sia fondamentale il valore delle imprese sociali in un’ottica di sviluppo della montagna. Durante questo seminario verrà presentato l’Atlante della montagna friulana realizzato dalla Cooperativa Cramars di Tolmezzo (https://www.coopcramars.it/atlante/). Uno straordinario strumento di analisi ed elaborazione dei dati realizzato all’interno del progetto stesso, che vuole condividere riflessioni, spunti e buone pratiche da indirizzare alle forze politiche proponendo concrete linee di sviluppo. Si tratta quindi di un’occasione unica per ascoltare le opinioni di diversi stakeholder, esprimere le proprie idee, scambiarsi informazioni e proporre una discussione proficua e approfondita sia sul presente sia sul futuro delle Terre Alte. Questi gli interventi programmati: Partner del progetto SENTINEL Gian Matteo Apuzzo – Segretariato Esecutivo dell’Iniziativa Centro Europea Francesco Gabbi – Federazione Trentina della Cooperazione Vanni Treu – Cooperativa CRAMARS Michele Pellegrini – Cooperativa CADORE Stakeholders Sandra Sodini – Direttrice del Servizio relazioni internazionali e programmazione europea della Regione Friuli Venezia Giulia Tamara Feresin, Servizio politiche per il terzo settore, Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia Elisa Marsi – Progetto ASTAHG, Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità della Regione Friuli Venezia Giulia Elda Osmenaj – Progetto ASTAHG, AREA Science Park Barbara Prosser – Cooperativa Gruppo 78 – Progetto Terragnolo Che Conta Chiara Mura – Progetto Comunità Frizzante, “fare bevande per fare comunità” Luca Bianchi, QUOLITY, spin-off dell’Università di Trieste su valutazione di impatto sociale La partecipazione è libera, previa registrazione entro il 27 maggio ore 13, contattando l’indirizzo pappas@cei.int. Il link per accedere al Webinar verrà fornito a seguito della registrazione. ATLANTE DELLA MONTAGNA FRIULANA La Cooperativa Cramars ha messo a frutto tutte le proprie competenze e, in soli nove mesi, ha studiato e confrontato diversi dati, statistici e non, sulla montagna del Friuli Venezia Giulia forniti da Istat, Regione FVG e Unioncamere. Un lavoro che tratteggia una zona geografica importante per vastità ma che risulta fondamentalmente ai margini dei processi di sviluppo territoriale. L’Atlante della Montagna Friulana si suddivide in categorie di informazioni – testo e tabelle – e analizza tre diverse aree montane: Carnia, Canal del Ferro Valcanale, Valli e Dolomiti Friulane. La metodologia utilizzata si basa, in alcuni casi, anche sul confronto sistematico che compara altre Province completamente montane dell’arco Alpino Italiano per capirne le dinamiche. Queste osservazioni hanno permesso di evidenziare le esigenze più pressanti di questi territori, verificare la bontà delle politiche messe in atto fino ad oggi e tracciare la strada per le azioni future a medio e a lungo termine. www.coopcramars.it
IL “SERVIZIO PASTI” TIENE VIVI I VALORI COOPERATIVI
In questo periodo di emergenza epidemiologica da Covid-19 è rimasta attiva in tutta la provincia di Gorizia la rete del servizio di consegna pasti caldi a domicilio, un presidio fondamentale che raggiunge ogni giorno una media di 400 persone fragili. Ad occuparsene una equipe composta da 16 operatori e un coordinatore della Cooperativa sociale Itaca, che a bordo di 12 automezzi percorrono oltre 24 mila chilometri al mese per consegnare quotidianamente gli approvvigionamenti in 21 Comuni tra Basso e Alto Isontino. Tutti gli alimenti sono conservati rigorosamente in appositi bauletti termici chiusi, mentre gli operatori sono sempre dotati dei dispositivi di protezione individuale, necessari a garantire la sicurezza delle persone che ricevono i pasti e la propria. Il mantenimento del servizio è stato in questi mesi di lockdown un presidio fondamentale, soprattutto nell’ambito del contenimento della diffusione del Coronavirus oltre che in ottemperanza alle indicazioni ministeriali e regionali. I tanti anziani over 65 che continuano a ricevere i pasti a domicilio sono persone in difficoltà, in situazioni di fragilità o sono affetti da patologie croniche. Per questo, sono la fascia di popolazione più debole invitata a contenere le uscite dalla propria abitazione, in quanto maggiormente a rischio di contrarre il Covid-19. In questi mesi, l’attenzione è rimasta – e lo resta ancora pur in Fase 2 – centrata sulla continuità del servizio e sul monitoraggio giornaliero degli anziani beneficiari ma anche sulla relazione personale. “Ogni giorno entriamo in centinaia di case portando anche il nostro sorriso – afferma una delle operatrici -. In questo momento, per tutti difficile, in particolare per le persone più fragili, noi intendiamo rimanere al loro fianco”. Del gruppo di lavoro fanno parte anche un volontario, Enzo, che si occupa per due volte la settimana della consegna pasti (il cui apporto è al momento sospeso), e Alessandra, che con una borsa lavoro supporta in ufficio il coordinamento del servizio per quattro mattine la settimana e che in questo momento lavora da casa grazie allo smart working. Fondamentale resta la connessione costante con i Servizi sociali dei 21 Comuni coinvolti, principalmente nello scambio di informazioni utili ad intervenire per portare l’aiuto necessario alle persone. Per il Basso Isontino i Comuni di Monfalcone, Ronchi dei Legionari, Doberdò del Lago, Fogliano, Sagrado, San Canzian d’Isonzo, San Pier d’Isonzo, Staranzano e Turriaco; per l’Alto Isontino i Comuni di Gorizia, Capriva del Friuli, Farra d’Isonzo, Mariano del Friuli, Medea, Moraro, Mossa, Romans d’Isonzo, Savogna, San Floriano, Villesse, Dolegna del Collio. “Sebbene i primi giorni non siano stati semplici da gestire – riferisce il coordinatore del servizio, Pasquale Ascone -, ad averci aiutato molto è stato il reciproco rapporto di fiducia instauratosi negli anni all’interno dell’equipe”. La valorizzazione del personale passa, a volte, anche attraverso la soddisfazione dell’utenza: “un’assistente sociale ci ha riportato che una delle persone alle quali consegniamo i pasti ha evidenziato come, nonostante l’emergenza, il servizio sia riuscito a mantenere un alto livello di efficienza. In altre occasioni, i nostri operatori hanno trovato un semplice “Grazie” scritto a mano sui fogli dove si scelgono i pasti, per non parlare dei sorrisi che li accolgono quando arrivano. Sono riconoscimenti e manifestazioni di gratitudine importanti per chi si fa anche quattro ore consecutive, e senza pause, di sali e scendi dalla macchina e di su e giù per le scale dei condomini. Il riconoscimento dell’importanza del ruolo svolto, da chi fa un lavoro che spesso viene dimenticato, ha portato nei nostri operatori ad un potenziamento della spinta valoriale. In diversi ci hanno ringraziato per essersi sentiti sostenuti, per non essere stati lasciati soli. Tenere i nostri valori alti e vivi, ripaga”. L’intera equipe si è dimostrata sempre disponibile ad affrontare l’aumento del carico di lavoro sopraggiunto in pochi giorni, e che continua ancora oggi, incremento che ha richiesto, spesso, una riprogrammazione giornaliera dei giri di consegna. Una equipe che si è dimostrata matura, oltre che professionale, e che, nel farsi carico delle esigenze degli anziani ancor più in difficoltà in questi mesi, ha dimostrato e dimostra il proprio senso di appartenenza ai valori cooperativi, il senso dell’essere soci lavoratori e di sentirsi appartenenti ad una comunità più ampia.
L’Ires Fvg ricorda Domenico Tranquilli con un premio di laurea
L’Ires Fvg istituisce il premio Domenico Tranquilli, con l’assegnazione di due premi di laurea o di dottorato, dell’importo di 500 euro ciascuno, sui temi dell’economia, dello sviluppo della montagna e del mercato del lavoro del Friuli Venezia Giulia. Profondo conoscitore, appassionato e competente ricercatore, tra i fondatori dell’Ires Fvg nel 1983, istituto che ha diretto, con varie cariche, fino al 2003, Tranquilli ha assunto la direzione del Progetto regionale Imprenderò (2003-2006) e quindi dell’Agenzia regionale del lavoro e della formazione professionale, che ha guidato fino al 2012. «Domenico si è sempre definito semplicemente un ricercatore – spiega Maurizio Canciani, presidente dell’Ires Fvg –: questa espressione conteneva una visione della ricerca come capacità di osservare e interpretare i segnali del cambiamento socioeconomico del territorio, che lui ha saputo tradurre in interventi progettuali innovativi e concreti, in grado di supportare lo sviluppo locale e promuovere lo spirito imprenditoriale. Tranquilli ha anche trasmesso metodo e visione a tutte le persone che hanno collaborato con lui in questi decenni; istituendo il premio in memoria ci proponiamo di continuare a tramandare e condividere questo metodo e questi valori». La domanda di partecipazione dovrà pervenire all’Ires Fvg via e-mail (info@iresfvg.org) entro il 31 luglio 2020. Tutte le informazioni sui requisiti, i criteri di selezione e la documentazione richiesta per la partecipazione sono consultabili e scaricabili dal sito www.iresfvg.org/premio-tranquilli. Le tesi presentate verranno selezionate da una commissione, nominata dal Consiglio di amministrazione dell’Ires Fvg e formata da esperti, che potrà anche assegnare una menzione onorevole ai lavori ritenuti particolarmente meritevoli. I premi verranno assegnati nel prossimo autunno.