Al via le Passeggiate “Sotto Sopra”, quattro giornate organizzate nell’ambito dell’iniziativa Dolomiti Days dal Servizio Biodiversità della Regione FVG, in collaborazione con Cramars. Un format assolutamente nuovo, che invita a riflettere, passeggiando, sul patrimonio presente e passato delle comunità di montagna e a immaginare insieme quello che sarà il futuro dei piccoli paesi delle Terre Alte. Appuntamento a Forni di Sopra (sabato 8 agosto), Forni di Sotto (sabato 29 agosto), Tramonti di Sopra (sabato 5 settembre) e Tramonti di Sotto (domenica 6 settembre). Le iniziative verranno presentate a Forni di Sopra il 25 luglio, a Forni di Sotto il primo agosto e in Val Tramontina il 22 agosto, alla presenza dei Sindaci dei rispettivi comuni montani. Queste giornate di condivisione offriranno alla comunità l’occasione di essere coinvolta nella determinazione del proprio destino, attraverso l’ascolto e lo scambio di idee tra abitanti e professionisti locali. L’obiettivo finale è di rafforzare la coscienza collettiva riguardo all’importanza e alla potenzialità delle risorse esistenti, identificare le opportunità di sviluppo e superare gli ostacoli. Nello specifico, si tratta di passeggiate aperte a tutti, che inizieranno alle 8 e 30 in compagnia di un esperto locale, che accompagnerà il gruppo alla riscoperta delle tradizioni del passato e del presente, condividendo le proprie conoscenze. Ogni partecipante annoterà le proprie esperienze e l’insieme di esse costituirà la cartolina del passato. Successivamente si passerà a una fase di gioco e il gruppo, suddiviso in squadre, proverà ad immaginare il paese del futuro partendo dalle cartoline del presente, ovvero dai dati disponibili sull’Atlante della Montagna Friulana, uno strumento che analizza tre diverse aree montane (Valli e Dolomiti Friulane, Carnia e Canal del Ferro Valcanale) dal punto di vista del territorio, dell’ambiente, della popolazione e del mercato del lavoro. Si arriverà quindi all’individuazione della cartolina del futuro, dalla quale avrà inizio l’ultima fase dell’incontro in cui il gruppo definirà le condizioni e le attività da porre in essere per raggiungere i risultati immaginati. La conclusione del percorso è prevista alle 13 e 30, con un pic-nic per tutti i partecipanti.
Welfare per le famiglie : coop Itaca lancia “WellCome” per ricerca e selezione babysitter badanti e colf
La Cooperativa sociale Itaca sostiene le famiglie e presenta il progetto “WellCome”, Agenzia del mondo cooperativo per la ricerca, selezione e formazione di babysitter, badanti e colf. Grazie ad una speciale convenzione siglata recentemente con la stessa Itaca ed il Consorzio Tecla, le Acli Fvg – che con i loro servizi vantano un’esperienza ultra decennale nella gestione di tali rapporti di lavoro -, supporteranno l’accompagnamento di singoli e famiglie nella ricerca, selezione e gestione delle pratiche amministrative e del contratto di lavoro. L’emergenza sanitaria da Covid-19 ha rivoluzionato nei mesi di lockdown le abitudini di molte famiglie, sia di vita sia lavorative. Con l’allentamento delle disposizioni ministeriali e regionali, il conseguente avvio della Fase 2, successivamente della Fase 3 e il ritorno al lavoro di molti italiani, i nuclei familiari possono trovarsi “scoperti” nell’accudimento dei propri cari, figli anche piccoli, genitori, anziani in condizioni di difficoltà o affetti da patologie croniche. IL PROGETTO WELLCOME La Cooperativa sociale Itaca, da sempre vicina alle fragilità delle famiglie, alle difficoltà dei caregiver e ai bisogni delle persone di qualsiasi età, presenta il progetto “WellCome” per la ricerca e selezione di babysitter, badanti e colf. Attraverso il Consorzio Tecla, cui ha aderito la stessa Itaca, è oggi operativo in Friuli Venezia Giulia e nel territorio veneto della provincia di Treviso il servizio di ricerca e selezione di personale competente, nonché quello di assistenza domiciliare di base. “WellCome” è rivolto alle famiglie ma anche ai singoli che stanno cercando una babysitter, badante o assistente familiare ed è in grado di affiancarle nella ricerca e selezione qualificata di personale professionale ed esperto. A disposizione una moltitudine di servizi che potranno essere integrati tra loro: dall’individuazione della babysitter, badante o colf al monitoraggio telefonico o in loco dell’andamento dell’attività lavorativa, fino all’integrazione di servizi specialistici a domicilio in base alle esigenze della famiglia. “WellCome” fornirà, inoltre, una serie di contatti convenzionati per la gestione amministrativa della contrattualizzazione del rapporto di lavoro. BABYSITTER Il Consorzio Tecla fornirà supporto nella ricerca e selezione della babysitter in base alle necessità della famiglia, fornirà un percorso di monitoraggio a distanza (tutoring personalizzato), offrirà consulenze dedicate alla babysitter selezionata. Alle famiglie Tecla metterà, altresì, a disposizione la rete dei partner territoriali per la regolarizzazione del rapporto di lavoro e l’accesso al sistema voucher babysitter, con la possibilità di avere a disposizione un tutor di riferimento in caso di bisogno. BADANTI E COLF: LA CONVENZIONE CON ACLI FVG Le Acli Fvg sono impegnate da decenni a livello locale, attraverso associazioni e servizi, in un ruolo istituzionale fondamentale nell’intermediazione, cura e gestione del rapporto di lavoro instaurato tra famiglie e collaboratrici domestiche o assistenti familiari. Risulta, parimenti, fondamentale attivare le risorse che nei territori si occupano storicamente di servizi alla persona e in particolare di assistenza familiare e domiciliare. Per questi motivi, Itaca, Tecla e Acli Fvg hanno sottoscritto una convenzione che disciplina l’accompagnamento di singoli e famiglie nella ricerca, selezione e gestione delle pratiche amministrative di badanti e assistenti familiari. Attraverso questa nuova collaborazione all’insegna del progetto “WellCome”, le Acli Fvg offriranno un servizio completo a famiglie e singoli per la ricerca, selezione e impiego di badanti e assistenti familiari. IL CARE MANAGER Punto cardine del progetto “WellCome” sarà l’intervento del Care Manager, figura professionale di riferimento che accompagnerà le famiglie e le supporterà nel trovare la soluzione più adeguata ai loro bisogni. I Care Manager sono professionisti di grande esperienza nell’ambito dei servizi di cura, veri e propri tutor che incontreranno le famiglie e le orienteranno nel trovare la soluzione migliore alla loro necessità. Il Care Manager potrà, altresì, affiancare il caregiver nella valutazione di possibili elementi di rimodulazione del percorso di cura, orientando la famiglia verso un potenziamento del supporto a domicilio, o verso altre possibili soluzioni offerte dal territorio.
EDUCATORI VERSUS COVID: REINVENTARSI IN MODO INTERATTIVO CON LA SMART EDUCATION
L’emergenza Coronavirus, che ha impedito in modo repentino ed imprevedibile il lavoro educativo in presenza fisica al fianco dei bambini e ragazzi disabili e non, all’interno dei contesti scolastici ed extrascolastici, ha portato l’equipe della Cooperativa Itaca impegnata nei servizi educativi all’imprescindibile necessità di reinventare il proprio lavoro. Fin dalla prima fase, il responsabile del Servizio sociale dell’Uti Sile e Meduna si è espresso nella raccomandazione di supportare le famiglie, i bambini e i ragazzi, garantendo sia la disponibilità di utilizzo di parte delle ore previste nei progetti individualizzati, ma anche il supporto del proprio staff per la messa a punto ed autorizzazione dei progetti. Da subito ad alcuni educatori dell’equipe è venuto in mente di utilizzare la tecnologia, inizialmente per comunicare con le famiglie e dare un supporto emotivo, poi, via via con il perdurare della situazione di emergenza, diversi educatori hanno iniziato a predisporre dei progetti a distanza, più complessi e strutturati, in collaborazione con gli insegnanti, con i compagni di classe, creando così delle reti di supporto. A questo punto per dare struttura a questa progettazione, la coordinatrice assieme alle cinque referenti di Gruppi di Pensiero (educatrici con compiti di conduzione di gruppi tematici) hanno deciso di costituire un team di lavoro, che è stato ampliato anche ad altri tre educatori con specifiche competenze, e che, tutti a titolo gratuito, si sono resi disponibili a mettersi in gioco per ripensare a modalità nuove di lavoro, nonché ad un supporto per gli altri educatori. Il team ha così lavorato per delineare delle Linee Guida sulle modalità di attivazione di progetti a distanza con indicazioni sia relative ai contenuti educativi che agli strumenti tecnologici da utilizzare, proponendo un format di progetto da utilizzare per condividere con le assistenti sociali la progettualità pensata e per richiederne le ore necessarie. Gli educatori del team si sono resi disponibili nel supportare i colleghi educatori nello stilare il progetto e in consulenze sull’utilizzo degli strumenti informatici idonei. Al fine di comprendere ed avere un quadro delle aree di criticità, il team ha ideato e predisposto un questionario compilato da tutti gli educatori, dal quale sono emerse delle tematiche (strumenti informatici, approcci con le famiglie, proposte di attività e strumenti educativi a distanza) che sono diventate oggetto di un percorso formativo rivolto a tutti gli educatori, coinvolti in un incontro in plenaria sulla piattaforma online Teams. Il Servizio sociale dei Comuni – sono coinvolti Azzano Decimo, Chions, Fiume Veneto, Pasiano di Pordenone, Prata di Pordenone e Pravisdomini – ha accolto e sostenuto questa nuova modalità di progettazione, con la quale, anche con il supporto delle assistenti sociali, si sono raggiunte una novantina di famiglie che hanno dimostrato di aver apprezzato questo nuovo approccio educativo ed i cui pareri (raccolti nel mese di marzo attraverso una breve intervista) sono stati pubblicati in diverse Newsletter di Ambito Vivo e ripresi anche in un articolo del Gazzettino. Abbiamo personalizzato lo smart working, calandolo su misura alle nostre specificità ed esigenze. La smart education ha costituito il nuovo canale per approcciarsi ai nostri servizi educativi, diventando modalità di lavoro innovativa e condivisa con i responsabili del Servizio Sociale, tanto da venire adottata, come opzione, per tutti i progetti educativi già attivi e nuovi per tutto il 2020.
Coop Casarsa in assemblea soci nelle province di Udine, Treviso e Pordenone
Una realtà solida e attiva da un secolo: Coop Casarsa, nata nel 1919 come spaccio di paese e ora gruppo con 14 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, chiama per la consueta assemblea annuale i suoi oltre 16 mila soci (sono stati 284 i nuovi associati nello scorso anno). Il fondamentale appuntamento per la vita della cooperativa, che di consueto si svolgeva a fine maggio, a causa dell’emergenza coronavirus è slittato a fine luglio. L’appuntamento è fissato per martedì 21 luglio alle 19.30 nella Sala Consigliare di Faedis (per i soci della provincia di Udine), giovedì 23 luglio alle 19.30 nella Sala del Centro parrocchiale di Francenigo (per i soci della provincia di Treviso) e infine domenica 26 luglio alle 10.00 nel Teatro Pasolini di Casarsa della Delizia (per i soci della provincia di Pordenone e delle rimanenti province). L’assemblea si terrà nel rispetto delle direttive sul distanziamento sociale e con l’utilizzo degli appositi dispositivi di protezione individuale. Ai soci che interverranno sarà donato un buono per ritirare un omaggio nei punti vendita. “Un appuntamento importante – ha commentato il presidente Mauro Praturlon – per analizzare innanzitutto l’andamento del 2019, chiusosi sostanzialmente in pareggio confermando i dati dell’anno precedente, ma che anche un segnale di fiducia verso il futuro visto che torniamo a incontrare, seppur rispettando le distanze, i nostri soci. Durante il lockdown siamo stati al loro fianco garantendo a tutta la clientela un servizio primario con i nostri supermercati, sia nei comuni più grandi che nei paesi più piccoli. Sono stati mesi impegnativi, per i quali ringrazio particolarmente i dipendenti per l’impegno a favore della clientela garantendo un prezioso servizio: ora cerchiamo di continuare con una nuova normalità”. La cooperativa è attiva a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure, Pravisdomini, Goricizza, Porpetto, Ruda, Faedis e Francenigo. Nel 2019 ha celebrato con vari eventi il suo centenario e elargito oltre 25 mila euro in donazioni. Somma di fatto già superata nel corso di questa prima parte del 2020, visto che ha donato 30 mila euro in buoni spesa alle famiglie in difficoltà a causa della crisi determinata dal Covid-19.
Dalla fragilità al lavoro, videoconferenza il 23 luglio dedicata alle cooperative sociali “B”
DALLA FRAGILITÀ AL LAVORO, una strategia per liberare il lavoro di persone e territori fragili. Una videoconferenza si terrà giovedì 23 luglio (Ore 14.00-15.30). In questi ultimi trent’anni la cooperazione sociale ha sperimentato e comprovato la possibilità di inserire al lavoro persone svantaggiate e che ciò ha prodotto impatti positivi a lungo termine per i territori e per le comunità. La missione praticata delle cooperative sociali di inserimento lavorativo rimane oggi una assoluta priorità come dimostrato, per ultimo, dagli effetti dell’emergenza del coronavirus che mettono allo scoperto quello che è uno dei principali nervi scoperti del nostro Paese, ovvero il difficile accesso al mondo del lavoro. Il Gruppo di lavoro nazionale sulla cooperazione di inserimento lavorativo di Legacoopsociali sta portando avanti un percorso per delineare strategie e piani d’azione “a prova di futuro”. In questo lavoro è stato licenziato un documento promosso dall’ACI (Alleanza Cooperative Italiane) al fine di proporre una strategia nazionale per rilanciare la coesione sociale del nostro Paese dando opportunità concrete di lavoro e cittadinanza a persone e famiglie che rischierebbero di esserne escluse, ricadendo nel circuito assistenziale o nell’anomia sociale. In questi tempi veloci, complessi e dirompenti, fare squadra nella direzione di visioni ampiamente condivise di futuri auspicati diventa una responsabilità da accogliere e perseguire per le nostre organizzazioni e per la collettività. Il Gruppo di lavoro nazionale invita a un confronto in videoconferenza le cooperative B associate per attivare la contaminazione tra esperienze e competenze diverse, oltre che per costruire e realizzare azioni co-definite su ampia scala nazionale. Per iscriversi clicca qui
COOP ALLEANZA 3.0, PIERMARIO MOCCHI NUOVO DIRETTORE GENERALE RETAIL
Dopo i confortanti risultati ottenuti dal Piano di Rilancio, Paolo Alemagna lascia l’incarico per motivi personali, gli subentra Piermario Mocchi. Per alcuni mesi Alemagna garantirà da esterno il proprio supporto per gestire una transizione all’insegna della continuità Dopo la chiusura del bilancio 2019 con il raggiungimento di tutti gli obbiettivi, il sostanziale dimezzamento delle perdite, e la conferma della bontà del percorso avviato data dai risultati dei primi mesi del 2020, Paolo Alemagna lascia l’incarico di Direttore Generale Retail di Coop Alleanza 3.0 per motivi strettamente personali. Una decisione maturata da alcuni mesi e gestita con uno spirito di massima collaborazione con il Presidente e tutto il Consiglio di Amministrazione di Coop Alleanza 3.0. L’incarico di Direttore Generale Retail verrà ricoperto da Piermario Mocchi che vanta una lunga esperienza maturata in ambito retail avendo ricoperto rilevanti incarichi in GS, Carrefour, successivamente in Prenatal Italia e Grecia e dal 2018 Direttore Generale del Gruppo MD. Paolo Alemagna ha dato la propria disponibilità a collaborare da esterno con il nuovo Direttore Generale Retail in modo da garantire una transizione fluida ed in piena continuità allo scopo di garantire il conseguimento delle attività e degli obbiettivi di risanamento e crescita previsti dal Piano di Rilancio. Con questa nomina, e quella del nuovo Presidente prevista nella seduta del Consiglio di Amministrazione del prossimo 25 luglio, si completa il rinnovamento dei vertici di Coop Alleanza 3.0 dopo la prima fase del piano di rilancio che ha visto il raggiungimento di tutti i risultati previsti. L’esercizio 2019 si è, infatti, concluso con un sostanziale dimezzamento delle perdite, il ritorno a un Ebitda adjusted (capacità di generare cassa prima di operazioni straordinarie) in positivo e una chiara inversione dell’andamento della gestione caratteristica. I risultati economici dei primi mesi del 2020 vanno nella stessa direzione, supportati anche da un andamento delle vendite della rete di negozi in crescita. Adriano Turrini, Presidente di Coop Alleanza 3.0, ha dichiarato: “La scelta del Consiglio di Amministrazione, dopo un’accurata selezione, è ricaduta su un manager di grande esperienza, che saprà raggiungere gli obiettivi previsti dal Piano di Rilancio portando avanti i valori sociali e di sostenibilità che costituiscono capisaldi irrinunciabili dell’attività di Coop Alleanza 3.0. A lui va il mio personale benvenuto e quello di tutto il Consiglio di Amministrazione. Mi associo al Consiglio di Amministrazione nell’esprimere un sentito ringraziamento a Paolo Alemagna, per questi due anni di lavoro intenso che hanno posto le basi per le evoluzioni future della Cooperativa, e per la disponibilità a restare, seppure in forma diversa, fino a settembre 2020 per supportare il nuovo Direttore Generale Retail nell’esecuzione del Piano di Rilancio. Coop Alleanza 3.0 è solida e forte, e pronta a guardare al futuro con rinnovata fiducia.” Paolo Alemagna ha dichiarato: “Ricorderò per sempre il periodo vissuto in Coop Alleanza 3.o come un’esperienza gratificante e significativa sia sotto un profilo professionale che umano. Solo in Cooperativa si verifica pienamente e in maniera naturale ciò che invece viene ricercato con grande difficoltà altrove, ossia la coesione tra un approccio manageriale finalizzato a operare su un mercato competitivo e rigore, coerenza e rispetto verso l’insieme di valori che nascono dalla consapevolezza che qualsiasi attore incida profondamente con le sue scelte e i suoi comportamenti sulla società, sulle persone e sull’ambiente in cui viviamo. Ringrazio quindi tutti i colleghi, la Presidenza, i componenti del Consiglio di Amministrazione e i soci per il supporto, la fiducia e l’aiuto che mi hanno dato e sono certo che la Cooperativa, fedele alla sua missione, saprà raggiungere tutti gli obiettivi che si è posta.”
PROGETTO CALEIDOS: I BAMBINI TORNANO A GIOCARE AL FARFABRUCO DI PORDENONE
Partito a Pordenone il servizio sperimentale innovativo al nido d’infanzia Farfabruco, rivolto ai bambini 0-3 anni nell’ambito del progetto Caleidos. Il nido d’infanzia Farfabruco ha ripreso ad accogliere bambini desiderosi di riprendere a giocare e relazionarsi tra loro. A partire dal primo luglio e rigorosamente in piccoli gruppi, per rispettare le disposizioni e linee guida anti Covid19, i bambini sono tornati a godere di momenti di svago esprimendo la propria creatività in piena sicurezza. Il nido d’infanzia della Cooperativa Itaca a Pordenone ha infatti riaperto le porte in viale Treviso al civico 12 con un servizio sperimentale innovativo (SSI) estivo rivolto ai bambini 0-3 anni. Dopo oltre quattro mesi di sospensione dell’attività a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus, il Farfabruco è ripartito nell’orbita del progetto Caleidos, offrendo risposta al bisogno di socialità e di esperienze educative stimolanti per i bambini e fornendo altresì una risposta concreta alle esigenze di conciliazione vita/lavoro delle famiglie, oltre che in previsione di una riattivazione della proposta pedagogica di Nido tout court che si spera possa avvenire a settembre. LA PRIMA SETTIMANA AL SSI FARFABRUCO “La prima settimana è volata, ma vedere la serenità, la felicità e i sorrisi dei bambini, come anche sentire le loro voci in queste prime giornate, ci ha già ripagato del dispiego di energie attivate per progettare un servizio estivo sicuro, pienamente aderente alle linee guida normative volte a consentire ai bimbi di frequentare in piena sicurezza il Farfabruco”. Sabina Capolo, direttora del Farfabruco, parla a nome di tutta la sua equipe: “abbiamo riaperto con grande entusiasmo, sia perché volevamo che i bambini tornassero a giocare, sia per dare sollievo alle famiglie, provate dopo i mesi di lockdown”. Le famiglie hanno risposto con collaborazione, dimostrando apprezzamento e gratitudine verso questa opportunità offerta da Itaca grazie alla collaborazione con il Progetto Caleidos, co-finanziato dalla Fondazione “Con i Bambini” per superare le fragilità educative e sostenere il compito educativo genitoriale. “E noi siamo grate a tutti i genitori – afferma Capolo per Itaca -, anche perché stanno rispettando alla perfezione ed in piena corresponsabilità tutte le indicazioni stabilite dalle linee guida, quali ad esempio la gestione dell’ingresso e dell’uscita, facilitandoci così l’accoglienza. Lo interpretiamo come un segnale di grande attenzione anche nei confronti del servizio. Per questo il nostro grazie va a tutte le famiglie che stanno vivendo questa avventura insieme a noi”. Il servizio sperimentale al Farfabruco è aperto dal lunedì al venerdì in orario 7.30-17.30, gli ingressi sono scaglionati, ogni famiglia ha un orario in uscita e uno in entrata, concordato con l’equipe educativa, in base alle loro specifiche esigenze. Sono stati realizzati due punti di triage ai due ingressi. La cucina interna è attiva con la cuoca Paola Baldissera e le sue gustose pietanze. Tutti i giocattoli vengono sanificati ogni volta che i bambini terminano di utilizzarli. “Abbiamo iniziato con gradualità, con un orario rispettoso dei tempi dei bambini, trasformando in gioco tutte le misure comportamentali necessarie per la prevenzione del contagio, dal triage iniziale al lavaggio delle mani da effettuare più volte al giorno”. Le attività si svolgono prevalentemente all’aperto, mantenendo sempre alto il livello di attenzione rispetto alle precauzioni igienico-sanitarie. In caso di attività svolte in luoghi chiusi, ogni piccolo gruppo ha uno spazio dedicato e ai locali viene garantita una ventilazione continua, oltre all’adozione di specifiche procedure di pulizia e sanificazione previste per il contenimento del SARS – Cov2. L’EQUIPE EDUCATIVA Se l’avvio di questa progettualità sperimentale è stato più che sereno, ciò è certamente dovuto anche al rapporto che l’equipe educativa è riuscita a mantenere con le famiglie e con i bambini durante i mesi di lockdown. L’utilizzo degli strumenti digitali, Facebook e WhatsApp soprattutto, ha mantenuto i rapporti vivi seppure a distanza. “L’equipe ha dimostrato di essere un gruppo coeso – prosegue Capolo – che si è mantenuto attivo anche durante la sospensione del servizio con riunioni via Zoom e con attività digitali rivolte ai bambini attraverso la pagina Facebook del nido. Un’equipe estremamente proattiva che, davvero in pochi giorni, ha saputo tradurre il desiderio di dare contributo concreto ai bisogni dei bambini e delle famiglie, nella realtà di uno spazio di incontro e di gioco colmo di energie positive”. IL FARFABRUCO CON IL PROGETTO CALEIDOS Il SSI al Farfabruco è stato possibile grazie alla virtuosa collaborazione con il Progetto Caleidos, progetto a respiro nazionale di cui Itaca è capofila per il Friuli Venezia Giulia. Il Farfabruco, come lo stesso Nido Montecavallo gestito dal partner progettuale Coop Melarancia, appartengono alla rete dei “punti educativi” attivati in Caleidos. Su questa linea entrambe le strutture sono state aperte all’accoglienza di famiglie del territorio attraverso servizi sperimentali estivi, nella consapevolezza e convinzione che iniziative di questo tipo siano necessarie per consentire ai bambini di riprendere le importanti esperienze di relazione tra pari e di vivere avventure educative ricche di stimoli per una crescita sana e serena. Da evidenziare l’opportunità che la co-progettazione in atto tra le Cooperative sociali Itaca e Melarancia, attraverso il Progetto Caleidos, ha offerto in merito all’inserimento nel servizio sperimentale di Montecavallo di bambini in target 3-6 anni, appartenenti a nuclei fragili e già fruitori di interventi educativi ad opera della Cooperativa Itaca. Caleidos è un progetto rivolto ai bambini di età 0-6 anni e alle loro famiglie. Co-finanziato dall’impresa sociale Con I Bambini e guidato in Friuli Venezia Giulia dalla Cooperativa Sociale Itaca, vede la collaborazione di Comune di Pordenone, Comune di Cordenons, ASFO – Azienda sanitaria Friuli Occidentale, Istituti Comprensivi Pordenone Sud, Pordenone Torre, Rorai Cappuccini Pordenone, Pordenone Centro, Cooperativa Melarancia, Cooperativa Abitamondo, Associazione genitori Melarancia, Fondazione Well Fare.
Presentazione collana Minimae Res il 13 luglio San Daniele del Friuli
Nel mese di maggio, ancora in emergenza COVID19, GUARNERIO EDITORE pubblica tre libretti di una nuova collana dal titolo Minimae Res. Una iniziativa certamente beneaugurante per una collana di libretti di 32 pagine formato tascabile che ha sia un taglio di ottima qualità nei contenuti grafici e testuali, sia un intento divulgativo per la facilità di fruizione, le immagini accattivanti ed emblematiche e i testi chiari e facilmente comprensibili. L’obbiettivo è la valorizzazione a costo accessibile di alcuni peculiari argomenti legati ai luoghi, alla storia e alla memoria …. e forse altro! Aquileia e San Daniele del Friuli hanno fornito i primi contenuti ispiratori. Primo appuntamento a San Daniele del Friuli il 13 luglio prossimo, al Museo del Territorio in via Udine 4 alle ore 20.30. Presenti i due Sindaci e gli autori. Posti limitati e prenotazione obbligatoria. Vedi invito invitoR.
Mercoledì prossimo 15 luglio presso il parco di Sant’Osvaldo a Udine inaugurazione della 23^ edizione delle Feste d’Estate
Mercoledì 15 luglio 2020 ore 17,00 il parco di Sant’Osvaldo Udine Giardino dei Tigli via Pozzuolo 330 Udine ospiterà l’evento di inaugurazione della 23^ edizione delle Feste d’Estate. Verrà fra l’altro presentato il MANIFESTO per IL PARCO DI SANT’OSVALDO e si svolgerà una tavola rotonda dal titolo NOI SIAMO QUI, con il desiderio di continuare a progettare sul Parco, attraverso le voci delle istituzioni e delle realtà formali e informali che animano questo importante luogo della Città di Udine.
Cramars: al via i Patti di Comunità per il progetto Marginalità al Quadrato, coinvolti 11 comuni, 32 aziende
Cramars, la cooperativa per la formazione professionale, lo sviluppo locale e l’innovazione sociale in Carnia e nell’Alto Friuli, con il progetto Education in Square Marginality (EM2) raggiunge il traguardo decisivo della firma del Patto di Comunità. Attraverso Education in Square Marginality, rivolto a chi è in condizioni di disagio e vive in territori poco dinamici, la cooperativa di Tolmezzo ha coinvolto undici comuni, 32 aziende e 30 soggetti beneficiari. Nei prossimi giorni a Villa Santina, Resia, Cavazzo Carnico, Arta Terme e Preone verranno siglati i primi accordi. Entro fine agosto saranno avviati i restanti sette. Il progetto Education in Square Marginality (EM2) raggiunge un traguardo decisivo, quello della firma del Patto di Comunità. Si inizia con i comuni di Villa Santina (9 luglio), Resia (10 luglio), Cavazzo Carnico (16 luglio), Arta Terme (17 luglio) e Preone (21 luglio). Il progetto Erasmus+ è finanziato dalla Comunità Europea e si pone l’obiettivo di aiutare concretamente i soggetti che rientrano nella casistica di EM2 – Marginalità al quadrato – condizione di disagio in cui si trova chi è in difficoltà nella sfera personale o lavorativa e, in più, vive in territori periferici, lontani da contesti dinamici, come le aree montane. Chi si trova ai margini dei margini. Capofila del progetto, insieme a sette partner tra enti di formazione per adulti e associazioni di categoria, provenienti da Italia, Lettonia, Slovenia e Ungheria è Cramars, la cooperativa per la formazione professionale, lo sviluppo locale e l’innovazione sociale in Carnia e nell’Alto Friuli con sede a Tolmezzo. EM2 ha preso vita nel settembre 2019 e, in seguito alla battuta d’arresto subita a causa dell’emergenza sanitaria COVID-19 oggi è pronto a ripartire grazie alla collaborazione di enti pubblici e privati che, con la firma del Patto di Comunità si impegnano a coinvolgere i NEET – in italiano né-né, ovvero i giovani non impegnati nello studio, né nel lavoro – così come agli adulti poco qualificati alla ricerca di occupazione, e a offrire loro un aiuto per superare la propria condizione di marginalità, indirizzandoli ai percorsi personalizzati, attivando le proprie conoscenze e mettendo a frutto le specifiche capacità e attitudini. Un progetto innovativo e di grande valore sociale grazie al quale i contesti montani possono sperimentare la nascita di nuove forme di collaborazione e sostegno all’interno della comunità, chiamata a prendersi la responsabilità dei suoi abitanti più deboli. In totale, sono undici i comuni montani che Cramars ha convolto e per tutti si prevede di giungere alla firma del Patto di Comunità entro la fine di agosto. Si tratta di comunità disposte ad accogliere nel proprio contesto individui in condizioni di difficoltà e ad accompagnarli in un percorso di crescita motivazionale, professionale e di qualità della vita. In tutto sono state coinvolte 32 aziende e 30 soggetti beneficiari, che hanno potuto ricevere dagli orientatori della cooperativa un bilancio delle proprie competenze trasversali e nascoste, in grado di valorizzare la persona nel suo complesso, indipendentemente dalle capacità professionali, e, per quanto possibile indirizzarla verso attività coincidenti con i desideri, talenti e le possibilità personali. I risultati parziali raggiunti consistono in tre patti formativi, di cui due tirocini e una qualifica di base. Altri percorsi verranno attivati da settembre 2020. Da un punto di vista formale, il progetto prosegue oltre la sua naturale scadenza prevista proprio per settembre 2020. Ci sono ampi margini per trovare un accordo con gli altri 7 partner di progetto provenienti da Lettonia, Slovenia e Ungheria, per posticipare la conclusione a marzo 2021. Questo accordo consentirebbe di avere altri 10 soggetti coinvolti nelle attività formative previste. Gli obiettivi e il metodo di EM2 EM2 si pone l’obiettivo di aiutare gli adulti in difficoltà lavorativa e scarsamente qualificati a rafforzare la propria motivazione e a potenziare le capacità, attraverso l’educazione formale, non formale e informale. L’approccio iniziale si basa sull’autoconsapevolezza dell’individuo e sul bilancio delle proprie competenze. EM2 agisce, quindi, per migliorare le opportunità di formazione grazie alla collaborazione di scuole, associazioni, municipalità e aziende delle singole comunità, che attivano questi enti affinché contribuiscano a dare un orientamento professionale alle persone in difficoltà lavorativa attraverso il coinvolgimento in gruppi di lavoro. Si interviene, perciò, per sviluppare la consapevolezza sociale dell’utilità della comunità nell’orientamento professionale.