Il progetto Art Bonus dell’anno: iosonoMecenate di Css è fra i progetti in gara al Concorso nazionale. iosonoMecenate, lo speciale format online ideato appunto dal CSS durante il lockdown primaverile è in gara alla quarta edizione Progetto Art Bonus dell’anno, Concorso nazionale che premia le migliori proposte finanziate attraverso lo strumento predisposto dal MiBACT Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo. È possibile votare il progetto iosonoMecenate fino al 6 gennaio 2021 sulla piattaforma istituzionale www.concorsoartbonus.it. Il progetto made in Friuli è stato selezionato fra quelli rappresentati la regione Friuli Venezia Giulia, il percorso di appuntamenti online Iorestoacasa con… ha condotto gli spettatori nelle case degli artisti con ospiti ad ogni puntata diversi, da tutta Italia e dal territorio. Ogni spettatore digitale di iorestoacasacon… ha potuto così partecipare gratuitamente ai video in streaming degli artisti, il cui contenuto è ancora visibile su FB e fruibile sul sito cssudine.it.
Al via campagna di sensibilizzazione su APP Immuni nella rete vendita Coop
E’ partito ieri lunedì 16 novembre nella rete vendita Coop (oltre 1100 punti vendita) e avrà una durata settimanale (fino al 22 novembre) la campagna di sensibilizzazione per promuovere l’utilizzo della App Immuni. Locandine, messaggi radiofonici e video conterranno le informazioni in merito alla App, la sua funzionalità e gli obiettivi che si prefigge. Questi materiali si vanno a aggiungere alle indicazioni già presenti di comportamenti corretti da tenere per effettuare una spesa sicura per sé e per gli altri; indicazioni che si sono ulteriormente intensificate con il crescere dell’emergenza e assecondando di volta in volta le ordinanze. Il Protocollo d’Intesa siglato da Coop con il Ministero della Salute assieme alle altre organizzazioni della grande distribuzione per favorire la diffusione dell’App Immuni si aggiunge ora alle misure già indicate come essenziali per fronteggiare la pandemia in corso. “In questo periodo così difficile mettiamo a disposizione i nostri punti vendita per veicolare informazioni volte a contrastare la pandemia – spiega Luca Bernareggi Presidente Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) – I comportamenti corretti e la condivisione degli strumenti in nostro possesso sono misure essenziali per garantire la salute di tutti”.
CIA-Conad sulle aperture di negozi alimentari nei weekend
In seguito all’ultima ordinanza regionale i negozi di alimentari Conad presenti nei centri commerciali stanno ricevendo numerose richieste di chiarimento da parte dei clienti rispetto alle regole di apertura, in particolare nei giorni prefestivi e festivi. Nel web e nei social network si è diffusa rapidamente la notizia non corretta per cui anche i punti vendita di alimentari sarebbero soggetti all’ordinanza regionale, e sarebbero quindi chiusi nelle giornate di sabato e domenica. A tale proposito Commercianti Indipendenti Associati sottolinea che né il DPCM, né l’ultima ordinanza regionale intervengono sui negozi di alimentari. Anche all’interno dei centri e dei complessi commerciali, quindi, nelle giornate di sabato e domenica, i supermercati, superstore e ipermercati Conad saranno regolarmente aperti. L’unica nuova limitazione introdotta è quella dell’ingresso di una persona alla volta per nucleo familiare. Commercianti Indipendenti Associati è costituita da imprenditori dettaglianti indipendenti ed è una delle cooperative associate in Conad. La rete associata è presente in in Emilia-Romagna (province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini), Repubblica di San Marino, Marche (province di Ancona e Pesaro-Urbino), Friuli-Venezia Giulia, Veneto (assieme a Dao) e Milano. Il fatturato di vendita nel 2019 si è attestato a oltre 1,8 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2018. La cooperativa ha una rete multicanale di 275 punti di vendita; il sistema (tra punti vendita, società e cooperativa) occupa più di 9.000 persone.
Itaca attiva sostegno psicologico per operatori Case di riposo e Centri diurni
Qualcuno li ha chiamati eroi, qualcun’altro angeli. Sono le operatrici e gli operatori socio sanitari (OSS) che nelle Strutture residenziali e semi residenziali per anziani lavoravano anche prima del lockdown. Hanno affrontato il Covid19 con paura e con coraggio, ma anche con umanità e professionalità. Oggi, si trovano ad affrontare la seconda ondata del virus. Degli OSS impegnati nelle Case di riposo e nei Centri diurni si parla poco, a volte anche male. Perché, quando riflettiamo sull’impatto del SARS-CoV-2 in particolare nelle Strutture residenziali per anziani, tendiamo a preoccuparci di come preservare la salute delle persone più fragili attraverso l’attivazione di protocolli sanitari, volti a limitare al massimo il coronavirus. Una posizione giustificabile e comprensibile anche tra gli addetti ai lavori, perché la salute e la vita delle persone vengono prima di tutto. “ASCOLTO E PROMOZIONE DEL BENESSERE (AI TEMPI DEL COVID19)” Noi abbiamo scelto, invece, di parlarne e lo abbiamo fatto con Laura D’Ospina, psicologa della Cooperativa sociale Itaca, impegnata nella Residenza Protetta per anziani del Comune di Sacile. Il servizio vanta la presenza della figura professionale della psicologa grazie ad uno speciale accordo tra Comune e Itaca (le case di riposo del Friuli Venezia Giulia non prevedono, a differenza di quanto accade nel vicino Veneto, la presenza di uno psicologo in struttura). D’Ospina è anche formatrice e referente Itaca del Modello Gentlecare all’interno del gruppo Ottima Senior, nonché coordinatrice del Centro diurno per anziani sempre di Sacile, le cui attività sono riprese a settembre dopo una lunga sospensione. Insieme ad un’altra collega psicologa, Jlenia Zilli, coordinatrice dei Centri diurni di Brugnera, Polcenigo e Aviano, e con il supporto di Chiara Pizzato dell’Ufficio formazione, hanno elaborato il progetto “Ascolto e promozione del benessere (ai tempi del Covid19)”, dedicato all’importanza del sostegno psicologico per gli operatori, Oss e infermieri, che lavorano nelle strutture residenziali e semi residenziali gestite da Itaca. Il progetto è partito da una richiesta della responsabile dell’area Anziani residenziale della Cooperativa friulana, anche lei psicologa, Anna La Diega. “Abbiamo elaborato il progetto – spiega D’Ospina– per offrire un sostegno ai colleghi che si sono trovati e si trovano a dover affrontare una situazione nuova e poco conosciuta. L’esperienza del lockdown, alla quale tutti eravamo impreparati, è giunta inattesa e ci ha mostrato quanto possa essere importante un supporto psicologico professionale rivolto a chi è impegnato ogni giorno con le persone anziane che vivono in Casa di riposo, a chi si trova a dover affrontare le comprensibili frustrazioni dei familiari costretti a restare lontani dai propri cari, a chi, finito il proprio turno, poi ritorna a casa dalla propria famiglia, e magari fatica a tenere fuori dalla cerchia dei suoi affetti quanto sta vivendo sul luogo di lavoro in termini di emozioni, ansia, paure”. Itaca ha così pensato ad un progetto ad hoc per sostenere i propri lavoratori, allargandolo a tutti i colleghi impegnati nei servizi per anziani sia residenziali sia domiciliari. Si tratta di tre incontri di due ore ciascuno, con cadenza quindicinale: il primo modulo comprende la raccolta dei bisogni e l’ascolto, la condivisione di vissuti e la raccolta di esperienze; il secondo si concentra sul “dove siamo, come vivo adesso in questa situazione”; mentre il terzo modulo guarda al futuro, al “dove vogliamo arrivare”, per progettare un domani ancorandosi alla realtà. Il perché di una formazione per chi lavora nelle residenze e nei centri diurni per anziani lo spiega la stessa D’Ospina: “desideriamo non solo fornire agli operatori un sostegno psicologico qualificato per costruire insieme una visione condivisa di resilienza, ma anche offrire loro strategie e strumenti per avere una visione più ampia di quella che è la situazione presente, nonché per riuscire a capire cosa si può fare adesso con le risorse attuali. L’unica via di partenza è dare spazio all’ascolto, per dare evidenza a quanto hanno vissuto in questi mesi e stanno vivendo in questo momento. Il nostro obiettivo è proseguire nel cammino insieme”. La formazione, gratuita per chi vi accede e rigorosamente “non in presenza” ma su piattaforma online, sta partendo in questi giorni. “Stiamo suddividendo in piccoli gruppi chi ha scelto di partecipare al percorso, ognuno dei quali è guidato da uno psicologo. Abbiamo preferito gruppi non troppo numerosi (non più di 10 persone) per agevolare la partecipazione attiva e poter dare spazio a tutti, magari composti da persone che si conoscono, o della stessa equipe, affinché in seguito possano proseguire insieme nel percorso per dare continuità al progetto e fiducia al gruppo, diventando volano di una contaminazione costruttiva proiettata verso il futuro”.
I soci di Coop Casarsa al fianco del Banco alimentare Fvg
La generosità dei soci di Coop Casarsa a favore dei meno abbienti della regione: la cooperativa ha infatti donato 3 mila euro alla Banco alimentare del Friuli Venezia Giulia che serviranno per carburante e manutenzione degli automezzi con cui ogni giorno il sodalizio recupera derrate alimentari invendute da destinare a enti caritativi convenzionati. I fondi sono stati destinati dai soci attraverso la raccolta punti annuale e integrati dalla stessa cooperativa casarsese. “Questa donazione – ha dichiarato il presidente del Banco Alimentare FVG Paolo Olivo ringraziando il presidente di Coop Casarsa Mauro Praturlon e il direttore Piergiorgio Franzon – ci permetterà di continuare a perseguire la nostra mission: recuperare alimenti e donarli alle strutture che assistono i più poveri del nostro territorio. Attualmente il Banco Alimentare del Friuli Venezia Giulia aiuta infatti più di 300 enti caritativi convenzionati, i quali assistono circa 47 mila indigenti in regione e nel Veneto Orientale. La nostra operatività è particolarmente attiva nella provincia di Pordenone, soprattutto per quanto riguarda il recupero sistematico e costante di alimenti freschi invenduti col programma “Siticibo”, che nel solo 2019 ha avuto un incremento del 178%. Un ringraziamento a Coop Casarsa anche a nome di tutti i volontari che si impegnano quotidianamente e con grande disponibilità in quest’opera”. “Il grande cuore dei nostri soci e le radici mutualistiche e solidali della cooperativa – ha commentato il presidente di Coop Casarsa Mauro Praturlon – vengono confermati da questa donazione che ormai effettuiamo da diversi anni, sempre al fianco del Banco Alimentare e dei meno abbienti del territorio in cui operiamo, ai quali così viene portato un aiuto concreto”. Inoltre Coop Casarsa fino al 2019 ogni mese di novembre ha ospitato nei propri 14 punti vendita tra le province di Pordenone, Udine e Treviso i volontari del Banco per la Giornata nazionale della colletta alimentare. Quest’anno, per gli ovvi motivi legati alla pandemia da coronavirus e agli assembramenti da evitare, la Colletta sarà realizzata attraverso una charity-card precaricata con 2, 5 o 10 euro acquistabile nelle casse dei punti vendita aderenti o online, che sarà poi consegnata al Banco regionale di competenza (tutte le informazioni su collettaalimentare.it). La cooperativa è attiva sul territorio provinciale pordenonese a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis e a in provincia di Treviso a Francenigo.
Nasce a Pordenone civico 11, modulo autismo per giovani adulti
Pordenone si arricchisce di un nuovo servizio a carattere semiresidenziale, si tratta di Civico 11, Modulo Autismo per giovani adulti con gravi disabilità del neuro sviluppo che è stato inaugurato sabato 24 ottobre alle 13 nella ex canonica di San Ulderico nella frazione di Villanova, alla presenza fra gli altri del sindaco di Pordenone, Alessandro Ciriani, del vescovo della Diocesi Concordia Pordenone, Mons. Giuseppe Pellegrini, e della presidente di Itaca, Orietta Antonini. Gestito dall’Azienda sanitaria Friuli Occidentale su delega della Conferenza dei Sindaci della provincia di Pordenone e affidato alla Cooperativa sociale Itaca, con Civico 11 Asfo consolida il sistema di offerta del territorio ma soprattutto un modello di presa in carico che copre tutti gli aspetti essenziali della persona giovane adulta con disabilità da un punto di vista clinico, abilitativo, educativo e sociale. Il servizio è frutto di una coprogettazione tra Asfo e Itaca, ma nel partenariato ci sono anche altre presenze fondamentali come quelle di Comune di Pordenone, Diocesi di Concordia-Pordenone (proprietaria dell’immobile ceduto in comodato gratuito ad Asfo e Itaca per la gestione del servizio), associazione La Casa dell’autismo e Regione Friuli Venezia Giulia. DALL’ESPERIENZA DI VIA CANALETTO A CIVICO 11 Civico 11 si rivolge ad un massimo di cinque giovani adulti tra i 18 e i 25 anni che vi potranno accedere dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16. “Il servizio – spiega Carlo Francescutti, direttore sociosanitario f.f. per Asfo – promuove approcci personalizzati orientati a sviluppare quanto più possibile l’autonomia, l’autodeterminazione delle persone con disabilità e la loro inclusione sociale nei contesti comunitari locali”. Si tratta del secondo nucleo di servizio per giovani adulti con autismo, disabilità intellettive e problematiche comportamentali, e porta avanti la prima esperienza positiva avviata in forma sperimentale tre anni fa, il Modulo Autismo di via Canaletto a Pordenone, sempre frutto di coprogettazione Asfo-Itaca. “Nel servizio semiresidenziale di Villanova – prosegue Francescutti – verranno sperimentati, in aderenza agli indirizzi territoriali e regionali, nuovi e più specifici setting educativi attraverso la progettazione personalizzata, da costruire in base alla valutazione specifica dei bisogni del singolo, delle sue aspettative e preferenze, articolando in modo flessibile risorse ed interventi, sia come fase propedeutica ad altri contesti residenziali, sia come promozione della permanenza dei giovani in famiglia”. EQUIPE MULTIDISCIPLINARE E SERVIZIO DEDICATO Civico 11 si caratterizza, inoltre, per “l’impegno di un’equipe interdisciplinare di operatori e soprattutto – evidenzia il direttore sociosanitario di Asfo – per l’adozione di pratiche professionali e interventi in linea con le evidenze e conoscenze scientifiche rappresentate nella letteratura di settore. In particolare, tutta l’attività è rigorosamente strutturata, tutti gli utenti sono supportati da strumenti della comunicazione aumentativa e alternativa e possono contare su operatori competenti in tema di analisi funzionale del comportamento e relativi interventi”. L’altro fondamentale elemento di sostegno e supporto al servizio è quello clinico, che verrà garantito da un “servizio dedicato” composto da psicologi, educatori e terapisti occupazionali con background formativo e professionale, e da una consulenza psichiatrica assicurata dall’equipe del dott. Marco Bertelli del Crea di Firenze. Civico 11 consolida il sistema di offerta del territorio ma soprattutto un modello di presa in carico che copre tutti gli aspetti essenziali, clinici, abilitativi, educativi e sociali. “Di fatto – conclude Carlo Francescutti -, si tratta di una sostanziale rivisitazione delle modalità tradizionali di lavoro con la popolazione con disabilità previste dalla LR 41/96, che tiene conto delle indicazioni innovative della LR 22/2019 e configura pienamente l’attività di servizio alle persone adulte con disturbi del neuro sviluppo come “socio-sanitaria”. In occasione dell’inaugurazione del servizio, la Direzione sociosanitaria di AsFO ha organizzato, alla presenza del vicepresidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, nella stessa mattinata un seminario online grazie alla collaborazione con il Consorzio Universitario di Pordenone, il Laboratorio Nume, il Dipartimento di scienza matematiche, informatiche e fisiche dell’Università degli Studi di Udine. “Identificare e prendersi cura dei disturbi psichiatrici nella persona con autismo e disabilità intellettiva” era il titolo del seminario che aveva l’obiettivo di mettere in evidenza l’approccio alla psicopatologia nell’autismo, tema di grande importanza per i problemi che ancora esistono, in tutto il Paese, nel garantire una presa in carico efficace e competente. L’evento ha fornito l’occasione per presentare un modello di intervento che è il frutto del ventennale impegno di ricerca e di lavoro clinico del dott. Marco Bertelli del Crea di Firenze e che è diventato parte integrante della proposta di servizio dell’AsFO dopo una lunga attività di formazione degli operatori. Il progetto della Direzione sociosanitaria di AsFO è stato realizzato con il supporto dell’Amministrazione Regionale del Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone, del Servizio Sociale dei Comuni dell’Uti del Noncello, della Diocesi di Concordia Pordenone, della Cooperativa Itaca, affidataria del servizio, e con la collaborazione e un dialogo continuo e costruttivo con i familiari.
LE PASSEGGIATE “SOTTO SOPRA” DI CRAMARS DIVENTANO UN FORMAT PER LE TERRE ALTE
Il successo delle Passeggiate “Sotto Sopra”, quattro giornate organizzate nell’ambito dell’iniziativa Dolomiti Days dal Servizio Biodiversità della Regione FVG, in collaborazione con Cramars, valica i confini regionali. Questo format assolutamente nuovo ha ispirato due reti di imprese valdostane Saint Barthelémy: vivere guardando lontano e Samstag Mart di Gressoney Saint Jean, (recentemente costituitesi sul territorio regionale grazie ai bandi promossi dal GAL Valle d’Aosta), nell’organizzazione e ridefinizione dei percorsi orientati alla costruzione di scenari di futuro attualmente in realizzazione in Val D’Aosta attingendo all’esperienza coinvolgente di Cramars, sviluppata nel corso dell’estate 2020. I due processi sono in una fase di coprogettazione con la comunità: di validazione iniziale, a St. Barthelémy, e di identificazione di meccanismi di trasposizione del percorso realizzato da un piccolo gruppo alla totalità della comunità, a Gressoney Saint-Jean. Per questo l’esempio delle Passeggiate “Sotto Sopra” ha determinato uno sviluppo sinergico e concreto. “Sotto Sopra” non è stato solo un gioco di parole che richiama i quattro paesi di Forni e Tramonti, entrambi di Sotto e di Sopra, in cui si sono svolti gli appuntamenti ma è la modalità scelta per il lavoro con le comunità, ovvero guardare le cose da un altro punto di vista. Un’opportunità per scoprire nuove relazioni, individuare dinamiche e immaginare risultati differenti pur partendo dalla situazione attuale, frutto di un passato difficile e complicato. Un esercizio che stravolge i concetti di spazio e di tempo. “Abbiamo scelto la tecnica di Backcasting perché è un metodo che prevede la capacità di generare un futuro desiderabile, e poi guardare all’indietro, da quel futuro al presente, per pianificare come potrebbe essere raggiunto. – spiega Vanni Treu, vicepresidente di Cramars, che è intervenuto durante i laboratori realizzati in Valle d’Aosta – Il presupposto è che, dopo aver individuato l’obiettivo da raggiungere in futuro (la declinazione della sfida vinta), sia possibile lavorare all’indietro determinando quali dovrebbero essere le misure da adottare per guidare la trasformazione verso quel futuro. E i partecipanti hanno vinto le sfide che abbiamo posto loro. I risultati di questi eventi partecipativi sono stati così positivi e coinvolgenti che vorremmo condividere questa esperienza con tutte le comunità montane che vogliano approcciare la stessa visione strategica di accompagnamento alle aree marginali che stiamo portando avanti come cooperativa di sviluppo del territorio in Friuli Venezia Giulia.” Piero Brunod, animatore di rete della Rete d’Imprese Saint Barthelémy: vivere guardando lontano afferma: “Conoscere il modello di Cramars e condividere la loro visione e i loro obiettivi, grazie alla testimonianza diretta di Vanni Treu, ci ha fatto acquisire idee ed elementi per completare la nostra fase di costruzione di nuovi percorsi. In un panorama in cui la politica risulta sempre meno presente nella quotidianità delle decisioni delle comunità, questi esercizi proposti da Cramars hanno una doppia valenza, quella di rigenerare legame sociale a livello di piccole comunità disgregate intorno ad una visione di futuro inclusiva, e quello di ridistribuire equamente fra politica e comunità all’interno di un sistema in forte crisi le responsabilità e le opportunità di costruire visioni di futuro.” Un’esperienza positiva anche per Marta Anello, coordinatrice del GAL Valle d’Aosta che afferma: “La progettazione partecipata è sicuramente la metodologia da applicare in futuro nella predisposizione della strategia di sviluppo dell’associazione, per il prossimo periodo di programmazione europea 2021-2027. L’approccio del programma LEADER, che finanzia i GAL, è di tipo bottom-up, dove la definizione delle esigenze di sviluppo del territorio proviene direttamente dagli operatori locali e non viene calata “dall’alto”. Coinvolgere la popolazione, le aziende, gli amministratori locali e i turisti nella predisposizione e nella condivisione di iniziative, è necessario per far sì che questi progetti vengano sentiti e percepiti come propri dalla collettività e possano proseguire oltre il periodo di finanziamento. Il GAL intende per i prossimi bandi incentivare l’utilizzo di strumenti di progettazione partecipata sul proprio territorio, prevedendo delle premialità aggiuntive a chi dimostri di aver redatto il proprio progetto coinvolgendo la collettività attraverso laboratori, atelier workshop tematici di progettazione partecipata.” Conclude Camillo Rosset, sindaco del Comune di Nus, località che grazie al cielo di Saint-Barthélemy è riconosciuta come Patrimonio Immateriale Unesco: “Quest’esperienza mi ha insegnato che ciò chiamavo sogno è, in realtà, un obiettivo, un ideale punto di partenza e al contempo di arrivo, collocato nel futuro del nostro territorio, da cui andare a ritroso per costruire il nostro domani. Le Terre Alte del Friuli, geograficamente così lontane da noi, ci sono vicine per identità e necessità, ecco perché le Passeggiate Sotto Sopra ci hanno regalato una visione positiva e possibile del futuro della nostra montagna.” La collaborazione e la condivisione di strumenti e di obiettivi che permettano di interrogarsi insieme sul futuro delle aree alpine e su come generare dinamiche di attivazione territoriale diventano una opportunità e una responsabilità che dovrebbero diventare strutturali. E questo è un primo passo verso quella direzione.
COOP ALLEANZA 3.0: AL VIA IL PROGETTO “FRIULI VENEZIA GIULIA IN TANDEM”
Il 2020 rappresenta il secondo anno del progetto e l’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale in stretta collaborazione con l’Associazione “I ragazzi della Panchina” e “Cycling Pangea”, il sostegno di Coop Alleanza 3.0, propone come attività “Friuli Venezia Giulia in tandem”. La forza del progetto sta nella capacità di agire non solo creando rete tra soggetti con fragilità diverse, volontari, sanitari e tecnici della bicicletta, ma nel tessere un mosaico di collaborazioni nel e col territorio che coinvolga varie realtà sensibili per creare un contesto sempre meno segnato da pregiudizi e sempre più inclusivo. L’Azienda Sanitaria Friuli Occidentale ha riconosciuto con Decreto 575 del 31/12/2019 l’attività di Montagnaterapia ossia l’attività motoria svolta in ambiente naturale, come utile da un punto di vista terapeutico riabilitativo per il reinserimento nel contesto sociale di soggetti con varie fragilità in linea con quanto numerosi studi di neuroscienze ribadiscono da anni. Varie sono state le realtà che hanno permesso la realizzazione delle attività: nel 2019: Friulovest con l’acquisto dei tandem, Coop Alleanza 3.0 con la fornitura di viveri, il Comune di Azzano Decimo, Comune di Mirano, singoli soggetti sensibili. Nel 2020 la pandemia ha bloccato organizzazione e allenamenti, ma la sensibilità del territorio ha prontamente risposto: l’Azienda Sanitaria attraverso il Dipartimento Dipendenze e altro personale sanitario sensibile e disponibile ha organizzato l’attività da un punto di vista terapeutico riabilitativo identificando gli obiettivi da raggiungere, Coop Alleanza 3.0 ha rinnovato la sua disponibilità supportando la progettazione dei vari percorsi e contribuendo attivamente alla loro realizzazione attraverso le singole realtà locali, gli Enti Locali si sono dimostrati interessati. Un viaggio da Pordenone a Trieste, dal 9 al 13 ottobre, di 12 ciclisti su 6 tandem. I sei team sono composti da un atleta “guida” e un atleta con disabilità che, insieme, condivideranno lo sforzo e le difficoltà, ma anche il raggiungimento di un obiettivo comune e la soddisfazione della meta. Andare in tandem presuppone infatti una modalità di movimento sinergico e costante, che obbliga la coppia alla continua ricerca di coordinamento e affiatamento, possibile solo se si instaura fiducia reciproca, condivisione di intenti e uno spirito di cooperazione. Si parte il 9 ottobre da Pordenone, con arrivo alle Coop di San Daniele del Friuli nello stesso giorno. Le tappe successive arriveranno alle Coop di Udine il 10 ottobre, Cividale del Friuli l’11 ottobre, Gorizia il 12 ottobre e si concluderà all’ipercoop Torri d’Europa di Trieste il 13 ottobre dopo aver percorso sui pedali 450 km e superando 4.500 m di salite, toccando le particolari realtà di questa interessante e bella regione. Riabilitazione ed inclusione viaggiano paralleli: i professionisti della riabilitazione devono sempre più lavorare a fianco delle persone mettendo in gioco parti di sé, con un’alta preparazione professionale, e mirare sempre a identificare e potenziare le parti sane di ogni persona. Il gruppo misto, fatto di persone con problematiche differenti, volontari, tecnici e professionisti delle relazioni d’aiuto, costituisce il setting migliore per creare spazi di motivazione e cambiamento. Nel 2019 alle attività già in atto, escursionismo, approccio al verticale, canoa, si è aggiunta l’attività con un nuovo strumento, la bicicletta Tandem ed ha preso forma un nuovo progetto “Pedala e vai”. Il progetto, partito da una esperienza compiuta da alcuni del gruppo guidati da Alessandro Da Lio, si è allargato a sei coppie di tandem, una persona in bicicletta singola, e due persone alla guida di un furgone che hanno vigilato lungo tutto il percorso rendendo soste e tappe situazioni piacevoli e non fonti di stress. Pedala e vai è un progetto quinquennale che ha visto in Venezia-Matera l’obiettivo del primo anno; 1050 chilometri di esperienza pedalata, di emozioni continue, di rischio e attenzione, di conflitti affrontati e risolti, di continue situazioni in mutamento in maniera non sempre prevedibile. Venezia-Matera ha significato preparazione fisica, allenamenti, confronti, discussioni, chiarimenti che hanno preceduto la partenza: tutti pezzi di vita che hanno allenato i partecipanti alla quotidianità, alla possibilità di affrontare lo stress che ci accompagna senza mai raggiungere livelli troppo elevati da determinare una paralisi. La valutazione fisica pre e post esperienza e la valutazione di come si affronta lo stress pre e post esperienza misurati con appositi test, ci hanno dato utili informazioni di come abbia influito positivamente l’attività in fisico e mente. L’immagine che rappresenta meglio il percorso interno di ogni partecipante è questa: ogni persona nella vita percorre la propria strada; ogni difficoltà determina una buca che a volte è piccola, a volte è una vera e propria voragine che interrompe la comunicazione. Ogni pedalata in allenamento e ogni pedalata nel percorso fatta in sintonia con l’altra persona, condividendo la fatica, la gioia, le difficoltà e soprattutto gli obiettivi, rappresenta la possibilità di chiudere quelle buche, di appianare quella strada e di ripercorrerla su asfalto liscio e scorrevole.
TORNA A CERVIGNANO IL “FESTIVAL DEL CORAGGIO”
Da venerdì 9 a domenica 11 ottobre a Cervignano del Friuli torna il Festival del Coraggio con l’edizione numero 3 che avrà come ospiti Kepler-452, Marina Senesi, Pierpaolo Mittica, Franco Pugliese, Corrado Augias, Alessandra Ballerini, Domenico Barrilà, Rita Marcotulli. Incontri, presentazioni e spettacoli teatrali, sia in presenza sia attraverso un programma parallelo in diretta streaming, animeranno il Teatro Pasolini, la Casa della Musica, la Biblioteca civica “Giuseppe Zigaina” e Piazza Indipendenza, con un programma ridotto nel numero di appuntamenti, ma articolato nei contenuti e nelle storie. Tra le tante collaborazioni quella con la Cooperativa sociale Itaca per un evento che l’11 ottobre alle 11 al Teatro Pasolini vedrà dialogare assieme l’avvocata civilista Alessandra Ballerini (legale della famiglia di Giulio Regeni) e la giornalista Marina Lalović sui temi dei diritti umani, immigrazione, giustizia, difesa delle donne dalla violenza e dai soprusi. Il Festival del Coraggio nasce da un’idea e con il sostegno dell’assessorato alla Cultura del Comune di Cervignano del Friuli che ha affidato all’associazione culturale Bottega Errante la direzione artistica e l’organizzazione. Il Festival del Coraggio è realizzato con il sostegno della Fondazione Friuli e dell’associazione culturale Teatro Pasolini, con il supporto del mainsponsor Bluenergy e con il supporto della Cooperativa sociale Itaca, della Società di Mutuo Soccorso Cesare Pozzo, Coop Alleanza 3.0, Friulair, Marmivrech, Chichibio, Legacoop Fvg. “Siamo felici di annunciare che la 3^ edizione del Festival del Coraggio si farà – ha dichiarato nei giorni scorsi Alessia Zambon, assessora alla Cultura, Pari Opportunità, Politiche Giovanili -. Ci sembra bello e importante ripartire da qui, con coraggio. Sarà un festival di conferme, in cui ritrovare la qualità, lo spirito e il clima delle prime due edizioni. Sarà un festival di diversità, che dovrà fare i conti con la contemporaneità che stiamo attraversando e che da questa contemporaneità trarrà le basi per innovarsi e adattarsi”. 9 OTTOBRE Ad aprire il programma, in collaborazione con il CSS Teatro stabile di innovazione del Fvg, sarà venerdì 9 ottobre alle 17.30 in Piazza Indipendenza, il collettivo Kepler-452 con lo spettacolo audioguidato Lapsus Urbano, il primo giorno possibile. Performance concepita nei giorni in cui il «fuori» sembrava un luogo lontano, nel momento più cupo delle restrizioni alla mobilità, alla socialità e al lavoro, quando la routine delle nostre vite veniva squassata e ribaltata dalle fondamenta. Gli spettatori saranno chiamati a misurare il loro presente con il futuro immaginato dagli autori, a reagire alle domande poste nelle cuffie, a guardarsi in faccia, a contarsi, a prendere posizione o a emozionarsi di fronte all’evocazione del mondo utopico del dopo epidemia. Lo spettacolo è pensato per un pubblico di massimo 30 persone e con obbligo di prenotazione (al numero 351 0173867 | info@festivaldelcoraggio.it). Lo spettacolo audioguidato Lapsus Urbano, il primo giorno possibile sarà ripetuto anche sabato 10 ottobre alle 19 e domenica 11 ottobre alle 15. Sempre venerdì 9 ottobre, in un evento co-organizzato con il CSS Teatro stabile di innovazione del Fvg, alle 21 al Teatro Pasolini andrà in scena lo spettacolo teatrale Porto a porto di e con Marina Senesi, attrice e voce conosciuta al pubblico di Rai Radio 2 per il lungo sodalizio con Caterpillar. Sarà un viaggio attraverso l’Italia in cui la Senesi si imbarca ardimentosa su una barchetta e circumnaviga lo Stivale, ficcando il naso nei segreti dei fondali, delle coste, degli approdi. Esperta navigante dell’immaginario, ne riporta voci vere e questioni molto urgenti sui temi dell’ambiente, dell’inquinamento, delle migrazioni in un viaggio comico-surreale ma non solo, lungo le sponde del presunto Belpaese. Lo spettacolo, prodotto da Nidodiragno, vede la collaborazione ai testi di Cinzia Poli, il progetto di regia di Cristina Pezzoli e le musiche originali della Banda Osiris. 10 OTTOBRE Sabato 10 ottobre le occasioni per incrociare storie coraggiose inizieranno a partire dalle 11. Al Teatro Pasolini, Pierpaolo Mittica, uno dei più apprezzati fotografi sociali d’Italia, in un dialogo con Daniele Zongaro, racconterà attraverso le sue fotografie apparse sui giornali di tutto il mondo qual è il senso profondo di documentare un’apocalisse e che cosa significa attraversare Chernobyl e Fukushima. L’evento è realizzato in collaborazione con Friulair. Alle 15, il cortile della Biblioteca “Giuseppe Zigaina”, grazie alla forza di Rodari, si trasformerà in un’officina narrativa, in cui i bambini riceveranno un kit creativo e un nastro arancione: basterà un gesto per ri-legarsi e cominciare a raccontare insieme. L’attività legata al progetto “Un libro Lungo Un Giorno – 100 cortili per Rodari!” a cura di LeggiAMO 0-18, ideata e condotta da Damatrà sarà rivolta a un massimo di 50 partecipanti fra bambini, a partire dai 5 anni, e adulti (In caso di maltempo: interno della Biblioteca). Alle 17, al Teatro Pasolini, si inaugurerà la terza edizione del Festival del Coraggio con gli interventi del sindaco Gianluigi Savino, dell’assessora alla cultura Alessia Zambon e del direttore artistico Mauro Daltin. A seguire ci sarà l’incontro con Franco Pugliese che, in un dialogo con Paolo Felice, racconterà la testimonianza diretta di un uomo con il doppio ruolo di medico e paziente, di direttore del dipartimento di sicurezza Ausl di Piacenza, medico in prima linea durante i giorni più difficili della pandemia, e di ammalato grave di Covid 19. Sarà un incontro in cui scandagliare la grammatica della sofferenza e della speranza e il coraggio di combattere contro un male oscuro. Evento in collaborazione con Marmivrech. Alle 19, in piazza Indipendenza, secondo appuntamento con lo spettacolo audioguidato Lapsus Urbano. Il primo giorno possibile. Alle 21, al Teatro Pasolini, Corrado Augias ci aiuterà a rendere più comprensibile e meno ansioso l’orizzonte degli eventi, provando a decifrare il presente confuso in cui sono incessanti, e talvolta allarmanti, le innovazioni scientifiche e tecnologiche e i cambiamenti politici, sociali e culturali. Dialogherà con lui Marta Perego. Evento in collaborazione con Bluenergy. 11 OTTOBRE L’ultima giornata del Festival si aprirà alle 11 al Teatro Pasolini con l’incontro tra Alessandra Ballerini e Marina Lalović, evento che vede la collaborazione con la Cooperativa sociale Itaca. Un’avvocata civilista specializzata in diritti umani e immigrazione (è la legale della famiglia di Giulio Regeni) dialoga con la giornalista di Radio 3 Mondo su quanto sia importante stare dalla parte di chi subisce un torto. È una scelta di campo, una visione del mondo, un’idea di società. È anche una battaglia sulla giustizia, su una legge giusta e etica, sul carcere come luogo di dignità, sulla difesa delle donne dalla violenza
Bandi di UNITS ed UNIUD per Educatore professionale socio-pedagogico
Sono usciti nelle settimane scorse i bandi delle due università regionali per la realizzazione dei terzi (ed ultimi) corsi intensivi di qualificazione per gli educatori “non titolati” in servizio, previsti dalla c.d. “legge Iori”. Qui trovate il link al bando di Units (sede di Portogruaro): https://www.units.it/offerta-formativa/educatore-socio-pedagogico (scade il 24 settembre), e qui a quello di Uniud: https://www.uniud.it/it/didattica/formazione-continua/educatori/educatore-sociopedagogico (scade il 16 ottobre). Con questi corsi – rispettivamente, il quinto ed il sesto realizzati in Friuli Venezia Giulia, tenendo conto dell’attività delle due università regionali, oltre a quella delle università telematiche private – si completa l’offerta formativa prevista dalla “legge Iori”, con una dimostrazione esemplare di applicazione, rispetto al panorama nazionale, della sanatoria del settore delle attività educative e riabilitative del sistema dei servizi sociali-sanitari-educativi e dell’inserimento lavorativo. Grazie all’impegno delle associazioni della cooperazione sociale, alla esemplare disponibilità delle due Università ed all’intervento economico dell’Amministrazione Regionale, si è arrivati a risultati lunghieri: infatti, sono stati finora coinvolti in regione, nel corso dell’attività formativa svolta nel biennio, circa 1.200 operatrici ed operatori.