“Sostegno Donna” è una iniziativa per contrastare la violenza di genere rivolta alle aziende di tutto il territorio nazionale, nata collaborazione tra Welfare Come Te – partenariato cui aderisce anche la Cooperativa sociale Itaca – e WeWorld onlus. Sostegno Donna è la prima iniziativa dedicata alle aziende che unisce un percorso di sensibilizzazione sulle tematiche relative alla violenza di genere, con l’apertura di uno “sportello” dedicato per dare la possibilità alle lavoratrici e ai lavoratori di ricevere una «presa in carico leggera» che sia in grado di affiancare, consigliare e orientare. La concretezza dell’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione tra WeWorld – organizzazione italiana indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne e bambini in 27 Paesi, compresa l’Italia – e Welfare Come Te – realtà nata dalla cooperazione sociale per portare nel welfare aziendale iniziative di people caring. Per il Friuli Venezia Giulia e il Veneto, il contatto è Cooperativa sociale Itaca al numero diretto 0434 504199. Come accennato “Sostegno Donna” nasce dalla collaborazione tra Welfare Come Te e WeWorld onlus, si tratta della prima iniziativa dedicata alle aziende che unisce un percorso di sensibilizzazione sulle tematiche relative alla violenza di genere, con l’apertura di uno “sportello” per dare la possibilità ai lavoratori e alle lavoratrici di ricevere una «presa in carico leggera» che sia in grado di affiancare, consigliare e orientare. Questo per rispondere a una situazione contestuale complicata, con l’obiettivo di ridurre la violenza domestica quale paradigma delle relazioni tra uomini e donne (6 milioni le donne vittime di violenza in Italia – Istat 2015) e favorire l’empowerment femminile: le capacità relazionali, personali, psicosociali delle donne, come chiave per lo sviluppo aziendale. Sostegno Donna è un’occasione di protagonismo per l’azienda, nella divulgazione e sensibilizzazione di fragilità spesso sommerse. È un’iniziativa dedicata a tutti, donne e uomini, per condividere uno spazio che possa stimolare la creazione di un contesto di equità. Con le azioni di sensibilizzazione, partendo dalla differenza, spesso sconosciuta, tra sesso e genere, si cercherà di capire come gli stereotipi e i pregiudizi di genere siano radicati e presenti in ogni ambito della nostra vita: dal linguaggio al gender pay gap, per arrivare al tema della volenza contro le donne. La violenza di genere infatti affonda le sue radici negli stereotipi e nel sessismo; assume diverse forme: fisica, sessuale, psicologica, economica e assistita; ha effetti sulle donne, i loro figli/e e la società intera. Con l’apertura di uno sportello di ascolto rivolto a lavoratrici e lavoratori – grazie al confronto con figure selezionate all’interno di un equipe multidisciplinare (Assistente Sociale, Psicologa, esperte in mediazione culturale, esperte civiliste e penaliste in diritti delle donne, …) – si verrà ascoltati, verrà definita l’esigenza ed eventualmente individuato un percorso specifico che potrà poi tradursi in ascolto e counselling, consulenza psicologica, percorso psicoterapico, consulenza pedagogica, sostegno alla genitorialità, consulenza legale, orientamento a servizi specialistici. La concretezza dell’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione tra WeWorld – organizzazione italiana indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne e bambini in 27 Paesi, compresa l’Italia – e Welfare Come Te – realtà nata dalla cooperazione sociale per portare nel welfare aziendale iniziative di people caring. I due soggetti riescono, insieme, a garantire l’esperienza nell’approcciare situazioni di violenza di genere, anche appoggiandosi alla capillare rete di servizi territoriali offerta dalla cooperazione sociale. «Sostegno Donna nasce dalla volontà di due organizzazioni – WeWorld e Welfare Come Te – che hanno una forte aderenza valoriale, e vogliono prendersi la responsabilità – dice Paolo Schipani, direttore di Welfare Come Te – di accompagnare le aziende e le persone in un “viaggio di attenzione”: accendendo una lampadina su una problematica, purtroppo, molto contemporanea». «In occasione dell’8 marzo – dichiara il Presidente di WeWorld Marco Chiesara – WeWorld ha presentato un’indagine realizzata in collaborazione con IPSOS sull’impatto economico della pandemia sulle donne. 2 donne su 5 cinque dichiarano di farsi carico da sole di persone non autonome (bambini ed anziani), dato che sale al 47% tra le donne tra i 25-34 anni, concentrate sui figli minori, e al 42% nella fascia 45-54 anni, che curano soprattutto gli anziani. L’80% delle donne dichiara un impatto devastante sulle proprie relazioni sociali, per non parlare dell’aumento di casi di violenza domestica e assistita da parte dei bambini. Con Sostegno Donna – continua Chiesara – WeWorld e Welfare come Te offrono alle aziende un servizio innovativo di supporto e attenzione alle proprie lavoratrici, consapevoli che questo possa portare benefici alle aziende nel loro complesso». WEWORLD WeWorld è un’organizzazione italiana indipendente impegnata da 50 anni a garantire i diritti di donne e bambini in 27 Paesi, compresa l’Italia. WeWorld lavora in 158 progetti raggiungendo oltre 7,2 milioni di beneficiari diretti e 42,4 milioni di beneficiari indiretti. È attiva in Italia, Siria, Libano, Palestina, Libia, Tunisia, Burkina Faso, Benin, Burundi, Kenya, Senegal, Tanzania, Mozambico, Mali, Niger, Bolivia, Brasile, Nicaragua, Guatemala, Repubblica Dominicana, Haiti, Cuba, Perù, India, Nepal, Tailandia, Cambogia. Bambine, bambini, donne e giovani, attori di cambiamento in ogni comunità sono i protagonisti dei progetti e delle campagne di WeWorld nei seguenti settori di intervento: diritti umani (parità di genere, prevenzione e contrasto della violenza sui bambini e le donne, migrazioni), aiuti umanitari (prevenzione, soccorso e riabilitazione), sicurezza alimentare, acqua, igiene e salute, istruzione ed educazione, sviluppo socioeconomico e protezione ambientale, educazione alla cittadinanza globale e volontariato internazionale. WELFARE COME TE Welfare Come Te è un progetto imprenditoriale sviluppato da Consorzio FIBER, società partecipata da alcune tra le cooperative sociali più importanti in Italia: Cadiai, Coopselios, Care Expert, Codess Sociale, Universiis, Cidas, Consorzio Parsifal, Cooperativa Animazione Valdocco, Gesco, S.G.S, Cooss Marche, Sisifo, Cad, Itaca, Labirinto, Seacoop e Zerocento. Cooperative storicamente impegnate, a livello territoriale, per la gestione dei servizi alla persona, che impegnano oltre 50.000 operatori in tutte le Regioni. Welfare Come Te si propone come interlocutore per le aziende, con l’obiettivo di affiancarle nella qualificazione del proprio Piano di Welfare Aziendale, attraverso il co-design di soluzioni e servizi di “Welfare Sociale”, – focalizzati sulla cura
AZZANO DECIMO 8 MARZO CON COOP CASARSA GRUPPO SOCI E SCUOLA
Scuole e cooperativismo insieme per la Giornata Internazionale della Donna dell’8 marzo ad Azzano Decimo. Infatti nella locale cooperativa di consumo, che dal mese di gennaio è entrata a far parte di Coop Casarsa, un gruppo di soci guidati da Carmela Bagnato e Daniela Bellomo da parecchi anni organizza iniziative di sensibilizzazione su tematiche femminili e quest’anno farà parlare le bambine e le ragazze delle scuole azzanesi dei loro sogni insieme a tutta la cittadinanza, che potrà lasciare un proprio messaggio. Un progetto che ha trovato il supporto entusiasta della cooperativa casarsese. Il titolo del progetto “Vietato calpestare i sogni” ha proprio l’obiettivo di sensibilizzare la comunità sui temi dell’uguaglianza dei diritti e della lotta contro ogni forma di violenza, verbale e fisica, nei confronti delle donne. Con la collaborazione dell’Istituto comprensivo statale “Novella Cantarutti” di Azzano Decimo, si produrrà un racconto comunitario di tutti i sogni delle donne, grandi e piccole che sarà esposto nel supermercato di via Verdi l’8 marzo, giornata in cui Coop Casarsa donerà, fino a esaurimento scorte, un mazzo di mimose alle clienti che entreranno nel punto vendita. Il gruppo soci sarà presente anche per invitare i cittadini a lasciare il proprio pensiero su appositi spazi accanto agli elaborati della scuola. “Coop Casarsa – spiega il presidente Mauro Praturlon – ha sempre portato avanti un’attenzione particolare per le tematiche sociali: per questo abbiamo accolto con entusiasmo la proposta delle socie Coop Casarsa di Azzano Decimo. È importante dare spazio ai sogni e alle aspettative delle nostre bambine e ragazze. Ringraziamo il gruppo soci di Azzano Decimo che si è dimostrato molto motivato, attivo e attento al dialogo con la comunità e l’Istituto comprensivo per la preziosa collaborazione. Per ringraziare la scuola, attraverso nostro direttore Piergiorgio Franzon che ha seguito il progetto, doneremo del materiale didattico”. Il materiale scolastico esposto in mostra davanti al punto vendita di Azzano Decimo farà parte di una installazione in ricordo di Agitu Ideo Gudeta imprenditrice etiope, sognatrice, amante della natura (uccisa a casa sua in Trentino il 29 dicembre scorso) e di tutte le donne che vedono i loro diritti negati e i loro sogni di vita spezzati. Sarà una giornata per celebrare anche i progressi in ambito economico, politico e culturale raggiunti dalle donne in tutto il mondo. A due mesi dall’avvio dell’esperienza ad Azzano Decimo, il primo bilancio della cooperativa casarsese, che ha 15 punti vendita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, è positivo. “Stiamo studiando – sottolinea il direttore Piergiorgio Franzon – come sviluppare ulteriormente l’offerta di qualità e convenienza nel punto vendita, per rispondere sempre più alle esigenze della nostra base sociale. Prossimamente annunceremo gli interventi che vogliamo realizzare”.
Cooperativa Sociale La Collina: Trieste, la Bottega del mondo chiude… per riaprire!
La Cooperativa Sociale La Collina, realtà triestina orientata da sempre all’innovazione e alla sperimentazione di forme di imprenditorialità, si rende promotrice di una nuova impresa che ha l’obiettivo di rilanciare la Bottega del Mondo come snodo cittadino di inclusione socio-lavorativa, di welfare territoriale e di riflessione interculturale. Così in una nota: “Era da tempo che facevamo fatica, volevamo a tutti i costi salvare la Bottega, salvare il suo progetto ma non era più sostenibile continuare da soli. Ed è così che abbiamo incontrato la cooperativa sociale La Collina. Ci siamo studiati a lungo, dapprima timidamente, via via in maniera più profonda e sincera… un percorso di accelerate e battute d’arresto… alla fine, vinti i timori, trepidanti ed emozionati vi annunciamo che dal 02/03/2021, la Bottega del Mondo Senza Confini Brez Meja riparte, accolta da nuovi compagni di strada. Ringraziamo la cooperativa sociale La Collina per aver creduto nel nostro progetto e nella possibilità di dargli lunga vita e Altromercato che ci ha accompagnato nell’ultima parte di questo percorso. Il nome rimane lo stesso, ricco di storia e significato, stesso lo slancio e l’impegno a costruire ogni giorno un mondo più giusto per tutti attraverso la proposta di un’economia attenta alle persone, alla terra e alla dignità del lavoro. Nuovi i compagni di strada. Attraverso un coinvolgimento trasversale a tutti i settori produttivi della cooperativa, dall’ambito della ristorazione a quello didattico-educativo, la “Bottega del Mondo” amplierà i propri orizzonti offrendo, ai clienti affezionati e ai nuovi, delle nuove esperienze da associare alla consolidata linea di prodotti etici e solidali”.
Pordenone, coop Itaca: È ARRIVATO IL CARNEVALE AL NIDO FARFABRUCO
Tempo di carnevale al nido d’infanzia Farfabruco di Pordenone dove l’equipe educativa della Cooperativa sociale Itaca è impegnata ogni giorno per far vivere ai bambini esperienze di normalità nonostante l’emergenza sanitaria. Mantenuti tutti gli appuntamenti previsti nell’anno educativo, pur se riformulati secondo il protocollo di sicurezza e nel pieno rispetto di tutte le misure anti Covid-19. E sono già in programma due intense giornate in maschera per festeggiare il carnevale, la festa che tutti i bambini attendono con impazienza. Giovedì grasso, 11 febbraio, i bimbi festeggeranno ognuno nella propria bolla, cantando, ballando e mascherandosi, faranno merenda con i crostoli preparati dalla cuoca Paola e da Keya, nuova tirocinante ed aiuto cuoca. Martedì grasso, 16 febbraio, nuova festa per salutare il carnevale, sempre ognuno nella propria bolla, facendo merenda con le frittelle. Le cuoche Paola e Keya hanno pensato anche a menù speciali per i bimbi, preparati nella cucina interna al nido, tra i quali le Stelle filanti colorate di pasta fresca con ragù bianco, o ancora i Coriandoli di gnocchetti ai tre colori al burro e salvia. Mentre proseguono al nido d’infanzia Farfabruco della Cooperativa Itaca le attività pedagogiche dedicate ai bambini in fascia 0-36 mesi, il servizio è pronto ad accogliere nuove iscrizioni. A tal fine l’equipe educativa del Farfabruco ha previsto due giornate di “Nido aperto” rivolte ai genitori, che si effettueranno in presenza ma solo previo appuntamento, in ottemperanza alle vigenti disposizioni regionali e nazionali per contrastare l’emergenza sanitaria da Covid-19. Il Farfabruco sarà aperto alle famiglie nelle giornate di sabato 13 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 e mercoledì 17 febbraio dalle 16.30 alle 18. Per ulteriori informazioni e per concordare gli orari di visita, le famiglie possono contattare il nido al numero 0434 504027 (in fascia oraria 13-15), oppure tramite mail scrivendo a nidofarfabruco@itaca.coopsoc.it. Il Farfabruco è accreditato con la Regione Friuli Venezia Giulia, il che consente alle famiglie di usufruire delle agevolazioni statali, regionali e comunali. Procedono, nonostante il Covid-19, le attività quotidiane al nido Farfabruco, grazie all’impegno e alla dedizione dell’equipe educativa che ha trasformato le restrizioni, legate alla prevenzione e diffusione del contagio, in opportunità. Una delle direttrici di lavoro del progetto pedagogico del Farfabruco, ancor prima della pandemia, era l’outdoor education, che in questi mesi è stata potenziata dando slancio e spinta propulsiva ad una scelta compiuta diversi anni fa dalla Cooperativa Itaca. Le giornate all’aria aperta, infatti, si susseguono serene con proposte pensate e programmate in armonia con la stagionalità, coniugando le esperienze che la natura offre con giochi creativi e piccoli esperimenti di trasformazione, da far vivere ai bambini in un susseguirsi di attività ed emozioni: dall’acqua che diventa ghiaccio e consente di assaporare l’intensità del ghiacciolo alla salvia, alle sperimentazioni con il tavolo luminoso per osservare tutti i riflessi dei colori, dai salti dentro le pozzanghere, ai piccoli laboratori di giardinaggio. Al Farfabruco cura particolare è riservata anche all’alimentazione dei bambini con menù speciali, preparati dalle cuoche nella cucina interna al servizio, che offrono pietanze sane e colorate secondo la disponibilità di prodotti stagionali Resta prioritaria l’attenzione rivolta alla comunicazione con le famiglie. L’emergenza sanitaria ha accelerato il passaggio intensivo del servizio nell’area dell’informatizzazione. Nell’impossibilità di scambi e condivisioni immediate e in presenza, il Farfabruco ha potenziato i canali digitali per mantenere vive e quotidiane le relazioni con i genitori. Una scelta necessaria e funzionale che ha sollecitato l’attivazione di nuove modalità creative tra le educatrici e le famiglie che, pur prevedendo forme di interazione a distanza, mantengono vitale il livello di collaborazione e l’alleanza che imprescindibilmente vanno sostenute e coltivate tra equipe educativa e genitori.
La cooperazione alla sfida della trasformazione energetica
“Energia. La grande trasformazione”. È questo il titolo del volume di Valeria Termini, edito da Laterza, che sarà presentato venerdì 12 febbraio, alle 17.30, con una tavola rotonda live che sarà coordinata da Gianluigi Granero di Coopfond e che vedrà la partecipazione del presidente di CPL Concordia Paolo Barbieri, di Sara Capuzzo presidente della cooperativa ènostra, del fondatore di Illumia Francesco Bernardi e del presidente di Legacoop e Coopfond Mauro Lusetti. “Questa trasformazione – spiega Mauro Lusetti nell’intervista che introduce la presentazione di venerdì – costituisce una grande opportunità per il movimento cooperativo che può in questo processo dispiegare tutto il suo valore, ma anche una grande responsabilità perché da noi potranno dipendere parte degli esiti, come sempre non scontati”. Lo è per la consonanza di valori, per il Dna che da 170 anni è incline all’innovazione ma ancor più per la forza di alcune esperienze in atto nel perimetro cooperativo. Presidente, le caratteristiche della grande trasformazione che (anche) il settore dell’energia sta vivendo mettono in crisi i valori su cui si basa la cooperazione o viceversa trovano qui terreno fertile? I valori cooperativi sono massimamente coerenti con la transizione energetica in atto. Due esempi tra i tanti possibili. Questo processo porta alla democratizzazione della filiera: i cittadini produttori e consumatori, attraverso le comunità energetiche, costituite non a caso in forma cooperativa, contribuiscono e sempre più contribuiranno alla “biodiversità” del sistema economico e all’accelerazione nell’utilizzo di risorse rinnovabili. In secondo luogo, forse per la prima volta nella storia, ci troviamo di fronte a processi di innovazione tecnologica e di sviluppo che non entrano in conflitto con l’ambiente e la salute. Un fattore cruciale per chi, come il movimento cooperativo, ha nella centralità della persona e nel valore del rapporto con la comunità e il territorio un elemento costitutivo. Una grande opportunità per il movimento cooperativo che può in questo processo dispiegare tutto il suo valore, ma anche una grande responsabilità perché da noi potranno dipendere parte degli esiti, come sempre non scontati. La cooperazione è presente in quasi tutti i settori: dal suo osservatorio quali sono quelli che vengono maggiormente coinvolti da questa trasformazione? In particolare qual è il settore che viene maggiormente scosso nelle proprie abitudini, che vive i rischi maggiori e quale viceversa quello per cui si aprono le opportunità più interessanti? Nelle transizioni i rischi sono soprattutto per quei settori o quelle singole imprese che cercano di resistervi e non innovare. Non mi pare che questo sia il rischio che generalmente corre il movimento cooperativo, consapevole della posta in gioco e impegnato su questa frontiera. Difficile individuare un settore che possa dirsi escluso da un processo così pervasivo, mentre opportunità particolarmente importanti ci sono nella cooperazione di utenza che può essere lo strumento di autorganizzazione dei cittadini e di innovazione nella risposa ai loro bisogni, a partire da quelli abitativi, ma opportunità ci sono sia nella cooperazione industriale sia di servizi. Insomma questa è una sfida da cui nessuno può chiamarsi fuori, ma che può vederci protagonisti di processi “win win” su più fronti. La sostenibilità è un fronte decisivo anche sul versante dell’energia: a che punto è la cooperazione con questa sfida? Cosa sta facendo per interpretarla al meglio, per cogliere le opportunità che ‘nasconde’? In tutti i settori energivori da tempo è in atto, con ingenti investimenti, un percorso di ricerca di risparmio energetico, ma anche di autoproduzione da fonti rinnovabili. Come sempre molto si può ancora fare ma la strada intrapresa è quella giusta e penso che assisteremo a forti accelerazioni anche in questo campo. Solitamente si ha un’immagine della cooperazione come di un comparto magari resiliente ma un po’ ‘seduto’, non particolarmente innovativo. In ambito energetico può farmi un esempio capace di ribaltare o almeno mettere in crisi questo luogo comune? Anche se questa fosse la percezione, non credo sia la realtà. Le faccio due esempi: i processi di ricerca che CPL Concordia sta facendo nell’utilizzo dell’idrogeno e l’esperienza di è nostra, che produce e distribuisce energia prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili. Insomma stiamo innovando e lo facciamo a più livelli ed in tutti i settori, penso ad esempio alla logistica dove tante cooperative stanno operando per rendere sempre più sostenibile la propria attività. Succede perché innovare è nel nostro Dna. Le cooperative nei loro 170 anni di storia hanno “inventato” mercati, rivoluzionato filiere produttive combinando in modo diverso fattori noti (appunto innovando), a partire dalla cooperativa di consumo cui si fa risalire la nascita del movimento stesso, I Probi Pionieri di Rochdale: seppur dandone un’interpretazione riduttiva potremmo dire che 170 anni fa nasce con essa la GDO. Ancora: la ricca presenza nella filiera agricola ne ha significativamente segnato cruciali passaggi e innovato i processi, e con la cooperazione sociale si è di fatto inventato un settore di “mercato” che non esisteva. Abbiamo sempre abitato la frontiera. Anche sul fronte energetico stiamo continuando a farlo.
Cooperativa Itaca: Latisana lancia la startup “Progetti individualizzati di gruppo” dedicati ai minori
Cinque progetti per imparare a conoscere il proprio corpo e a giocare insieme (bimbi fino ai 3 anni), per stimolare l’ascolto e la comunicazione verbale all’interno di un piccolo gruppo (5-6 anni), per riconoscere le proprie emozioni e programmare le attività da svolgere con i coetanei (7-9 anni), per stimolare attraverso i giochi da tavolo le relazioni interpersonali e un uso consapevole del denaro (14-16 anni), per esplorare se stessi attraverso lo strumento del teatro (16-18 anni). Parte da Latisana una nuova modalità di erogazione dei servizi rivolti a minori in carico alla Neuropsichiatria infantile: si tratta del programma “Progetti personalizzati di abilitazione e riabilitazione”, coprogettato dal Distretto sanitario Ovest dell’ASUFC e dalla Cooperativa sociale Itaca. Una vera e propria startup che, dopo una sperimentazione avviata nel 2019 e conclusa con successo nel 2020, punta ora ad un rilancio già a partire da febbraio 2021. La premessa Tutto è partito nel 2019, quando i Distretti sanitari Est e Ovest dell’ASUFC si sono rivolti alla Cooperativa Itaca, con esperienza pluriennale sul territorio nella gestione di servizi educativi rivolti a minorenni, come ad esempio la Comunità Tal Grim, perché si occupasse di progetti personalizzati. Dalla coprogettazione tra i professionisti della Neuropsichiatria distrettuale e quelli di Itaca è nata così l’idea di attivare una progettualità sperimentale, personalizzata ma basata sulla dimensione gruppale, costituendo gruppi di ragazzi e ragazze omogenei per età, interessi e bisogni. Attivata nel corso dell’estate sino a fine 2019, la progettualità Est Ovest ha coinvolto 24 ragazzi e ragazze tra i 10 e i 18 anni e 6 educatori. In seguito, dopo lo slittamento delle attività a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, il tutto è ripartito a fine lockdown, nel rispetto di una serie di rigidi protocolli. LA STARTUP “PROGETTI INDIVIDUALIZZATI DI GRUPPO” Nel corso del 2020, il Distretto Ovest ha stimolato ulteriormente Itaca rispetto, questa volta, all’organizzazione del lavoro per gruppi, tanto che la progettualità personalizzata, “Programmi personalizzati di abilitazione e riabilitazione per utenti minorenni”, riguarda oggi un range piuttosto ampio, che sta coinvolgendo 27 minori 0-18 anni e 11 educatori, oltre alla collaborazione con l’associazione Artivarti di Portogruaro. Ne è nata una nuova progettualità, sempre frutto della coprogettazione tra la Neuropsichiatria infantile di Latisana e la Cooperativa Itaca, che intreccia strettamente l’intervento terapeutico tout court con l’intervento educativo. Sono stati così costituiti cinque gruppi omogenei ma differenti di ragazze e ragazzi, ognuno dei quali segue altrettanti progetti individualizzati. Il “Progetto Sensoriale” è dedicato ai bimbi più piccoli 0-3 anni e si svolge all’interno del Nido d’infanzia di Gorgo di Latisana. Mira a sviluppare tutti gli aspetti di consapevolezza corporea, comunicazione gestuale e verbale, stimolare la nascita ed evoluzione del gioco all’interno del gruppo. Il “Progetto Autonomie” coinvolge bambini di 5-6 anni e si svolge all’interno della Comunità educativa Tal Grim di Ronchis. I suoi obiettivi sono di favorire le capacità di adattamento dei bambini, le loro autonomie personali e sociali, l’ascolto e la comunicazione verbale, in buona sostanza tutto quello che può accadere in un piccolo gruppo. Il “Progetto Condivisione” è rivolto ai bambini più grandi che frequentano il primo ciclo scuola primaria e si svolge all’interno della Stanzute, il Centro di aggregazione giovanile di Muzzana del Turgnano, e punta su socialità, condivisione, riconoscimento delle emozioni, programmazione di attività da svolgere assieme Il “Gruppo Relazioni” è rivolto a ragazzi di 14-16 anni ed è ospitato all’interno dell’oratorio di Ronchis. Punta sui giochi da tavolo come strumenti educativi e di conoscenza reciproca, per fornire ai ragazzi delle alternative alla socializzazione e agli spazi di socialità tradizionali, verificando e supportando anche aspetti di autonomia legati ad un uso consapevole e responsabile del denaro, alla gestione del tempo e all’autonomia della persona Il “Progetto Adolescenti” si svolge nella palestra del Centro polifunzionale di Latisana in collaborazione con l’associazione Artivarti. Il gruppo è composto da ragazzi delle scuole superiori dei dintorni, che vengono coinvolti in un percorso di esplorazione di se stessi attraverso lo strumento del teatro. Accompagnati dagli educatori di Itaca, gli esperti di Artivarti hanno dalla loro esperienze di teatro con il coinvolgimento di persone con disabilità, richiedenti asilo, minori non accompagnati. IL VALORE AGGIUNTO: L’IMPATTO SULLE FAMIGLIE I cinque progetti godono della collaborazione degli enti proprietari degli spazi, che li hanno messi a disposizione a titolo gratuito: Comune di Latisana, Comune di Muzzana del Turgnano e Parrocchia di Ronchis. “Oltre all’intervento educativo sui gruppi di bambini e ragazzi, la nuova progettualità porta un valore aggiunto – spiega Barbara Comelli, che per la Cooperativa Itaca coordina i sevizi educativi rivolti ai minori -, ovvero l’impatto positivo sui gruppi delle famiglie. Fin dai primi incontri, i nuclei familiari hanno iniziato a trattenersi assieme, per condividere tra di loro e in autonomia momenti ed occasioni di reciprocità e socialità al di fuori del servizio, sempre nel rispetto delle norme anti Covid-19”. La nuova progettualità, conclusasi il 31 dicembre, ha tutti i presupposti per proseguire anche nel 2021. La sperimentazione è stata effettuata con successo, è stata efficace ed è quindi pronta a proseguire ed accogliere nuovi ingressi.
Giornata della memoria 2021 – Momento di riflessione sulla tragedia dell’Olocausto con l’Associazione Apertamente
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, come “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. La legge cerca di prendere in carico il ricordo tremendo di quanto è accaduto e la responsabilità preventiva di una comunità nei confronti del futuro. Lo scopo indicato dalla legge nell’articolo 2, è proprio quello di “conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”. Primo Levi, il grande scrittore italiano deportato e sopravvissuto al lager di Auschwitz, ha scritto che ogni qualvolta si pensa che uno straniero, o un diverso da noi, è un Nemico, si pongono le premesse di una catena il cui tragico approdo è il Lager, il campo di sterminio. Anche quest’anno l’Associazione culturale Apertamente celebrerà il Giorno della Memoria anche se, vista la perdurante situazione pandemica, con modalità diverse dagli anni scorsi. Il prossimo 27 gennaio sarà online, anche a diffusione nazionale, un importante momento di riflessione sulla tragedia dell’Olocausto e sul dovere di ricordare. Organizzata assieme a èStoria , Coop Alleanza 3.0, Kulturni dom e con la collaborazione del Collettivo Terzo Teatro di Gorizia, l’iniziativa sarà visibile sul sito e il canale Facebook dell’associazione Apertamente e degli altri collaboratori, a partire dalle ore 18. Si inizierà con un filmato introduttivo dalla Risiera di San Sabba a cura dello storico e ricercatore Tristano Matta L’edificio, oggi monumento nazionale, oltre ad essere campo di detenzione e smistamento verso i tanti lager in Germania e nell’Est Europa fu trasformato dai nazisti anche in forno crematorio, unico in Italia, a partire dal 4 aprile 1944, con la cremazione di settanta cadaveri di ostaggi fucilati il giorno prima nel poligono di tiro di Opicina. Seguiranno due letture sceniche: la prima dallo spettacolo teatrale “Savina – storia di una madre triestina deportata nei lager nazisti”, vicenda ricordata nel libro di Marco Coslovich, da parte degli attori Giorgio Amodeo e Tatiana Malalan; la seconda da “La Notte” di Eli Weisel, premio Nobel per la pace nel 1986, come riconoscimento del suo impegno a favore della convivenza tra i popoli e contro ogni discriminazione, da parte Giuliana Colella. A chiusura alcuni brani dalla tradizione ebraica eseguiti dal coro giovanile Audite Juvenes diretto dalla maestra Gianna Visintin, con l’accompagnamento musicale di Rossella Fracaros al pianoforte e di Stefano Cascioli al violino. Pure nelle difficoltà del momento che ci costringono al distanziamento, Apertamente ,assieme agli altri collaboratori dell’iniziativa, ha voluto confermare il suo impegno per ricordare la più grande tragedia del secolo scorso, affinché la memoria di ciò che è accaduto non sia mai smarrita e ci guidi nella costruzione di un mondo senza più odi razziali, etnici e religiosi.
SociABìliTA – Generare valore sociale dell’abitare e nelle prospettive di rigenerazione urbana
Nel 2019, Legacoop Abitanti e Legacoopsociali con Finabita e con il contributo di Coopfond hanno avviato il percorso di ricerca SociABìliTA con la Fondazione Politecnico, il Real Estate Center del Dipartimento di Architettura Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito e con Tiresia del Dipartimento di Ingegneria Gestionale. SociABìliTA si inserisce in un contesto programmatico intersettoriale che vede la collaborazione delle Associazioni Legacoop Abitanti e Legacoopsociali al fine di ridisegnare il ruolo e il modello di azione delle cooperative di abitanti e delle cooperative sociali nell’ambito dei programmi di rigenerazione urbana agendo come principali stakeholder, attraverso l’esplicitazione di un modello di azione innovativo e integrato ove sia riconosciuto il valore sociale generato. Il senso del progetto SOCIAbìLIta, come le cooperative sociali di Legacoop che rivolgono i loro servizi di prevenzione, cura, assistenza, riabilitazione, inserimento lavorativo, attraverso un’infrastruttura di welfare che contribuisce a modellare nei territori e nelle città, a scala nazionale, non solo le politiche sociali, ma anche le politiche di cittadinanza. SociABIliTA, come la cooperazione di abitanti di Legacoop che, nel nostro Paese già a partire dalla fine dell’800, traccia una strada per costruire un modello di welfare abitativo visionario e olistico che continua a fare scuola, attraverso innumerevoli progetti che mettono gli abitanti al centro della vita delle comunità e del rapporto con il territorio. SociABÌLITA, come l’esortazione ad “abilitare” la cooperazione intersettoriale per rispondere ai programmi di rigenerazione urbana attraverso la costruzione di un’infrastruttura sociale e la realizzazione di progetti in cui l’impatto sociale sia incorporato nel processo attuativo e sia riconoscibile come un vero e proprio marchio di fabbrica. SociABILITÀ, come l’abilità che deriva dal sistema di competenze intersettoriali messe in relazione con gli enti locali per attuare programmi di riqualificazione urbana mirati alla riduzione della marginalizzazione sociale, con particolare riferimento ai comuni ad alta tensione abitativa o alle periferie, dove la necessità di misure emergenziali possa incrociare percorsi di capacitazione mirati alla coesione e al pieno diritto della cittadinanza. Il Percorso La struttura di SociABìliTA è quella del laboratorio di innovazione: nel corso del primo anno ha visto la realizzazione di vari Focus Group, di 3 Workshop (alcuni in presenza, altri virtuali) e ha coinvolto nei momenti di lavoro 15 cooperative sociali e 17 cooperative di abitanti. E’ stata effettuata un ’analisi dello stato dell’arte e dei modelli di intervento di rigenerazione urbana attualmente in essere e una mappatura degli strumenti finanziari utilizzati nella realizzazione degli stessi: alla ricerca “desk” si è affiancata una ricognizione “sul campo” di numerosi interventi co-progettati dal mondo cooperativistico abitanti-sociali, e su alcuni di essi si è concentrata la generazione del modello, tramite la realizzazione di vari Focus Group mirati. Output del progetto è un toolkit per supportare l’azione cooperativa intersettoriale nei programmi di rigenerazione urbana per definire un modello di azione intersettoriale in un sistema in cui il valore degli asset non trova corrispondenza nelle tradizionali misure economiche, dimostrando che il vero valore non è nell’asset fisico di per sé ma nell’intensità di progettualità e valore sociale generabile Prossimi step Nonostante le difficoltà dovute alla pandemia in corso, il percorso di SociABìliTA ha gettato i semi per un percorso di validazione “sul campo” dei modelli scaturiti dalla ricerca per la progettazione intersettoriale nell’ambito degli interventi di rigenerazione urbana. È evidente la rilevanza del contributo che la finanza a impatto può giocare in termini di addizionalità, come soggetto che ricerca intenzionalmente opportunità di investimento in grado di generare ritorni sociali misurabili, attraverso l’impiego di capitali pazienti e interventi altrimenti sottocapitalizzati.
Itaca: dal 13 gennaio (in)formazione a distanza per familiari e caregiver su invecchiamento e cura delle fragilità
Un incontro al mese di due ore dalle 17 alle 19 rigorosamente gratuito e online su piattaforma Zoom per formare e informare familiari e caregiver sui temi dell’invecchiamento e sulle fragilità dei loro cari. Al via il 13 gennaio 2021 a Sacile il progetto “Vivere la cura”, evoluzione online del precedente progetto “Mongolfiera”, sostenuto con forza dal Comune di Sacile e dalla Cooperativa Itaca, che in città gestisce la Residenza protetta e il Centro diurno per anziani. Se prima del Covid-19 gli incontri venivano realizzati in presenza proprio al Centro diurno, dal 13 gennaio diventeranno online per rispondere all’esigenza di rispettare le normative di sicurezza, preservando la salute e la vita delle persone più fragili, e saranno organizzati e condotti da una professionista psicologa e psicoterapeuta dell’area anziani di Itaca. L’emergenza da Covid-19 sta avendo un enorme impatto su tutta la popolazione, non solo in termini sanitari o economici ma anche sociali, con effetti particolarmente gravosi sulle famiglie dove familiari e caregiver assistono e si prendono cura di persone anziane in condizioni di fragilità, disabilità e non autosufficienza. Il nuovo progetto “Vivere la cura” promuove il mantenimento del benessere psico fisico di anziani e familiari attraverso un incontro mensile online, sempre in orario 17-19, in cui sperimentare un nuovo modo di stare insieme. Aperto a tutta la cittadinanza per un gruppo massimo di 15 partecipanti, metterà a disposizione uno spazio virtuale per informarsi sulle caratteristiche dell’invecchiamento e rispondere ai bisogni di assistenza dell’anziano, sia nelle residenze protette e nelle strutture semiresidenziali, sia conoscendo e sviluppando utili strategie per l’assistenza in ambito domiciliare. Nello specifico VLC offrirà l’opportunità di un confronto e un sostegno a familiari, assistenti domiciliari, badanti per aiutarli a contenere gli effetti negativi di relazioni inefficaci, frutto anche di questo contesto storico di estrema difficoltà. L’iniziativa potrà rappresentare un pratico esempio di contrasto allo stereotipo dell’anziano avulso dalla tecnologia, mostrando come possa essere superata l’idea preconcetta che gli anziani non siano in grado di usare internet e partecipare al gruppo online. I contenuti degli incontri saranno di volta in volta concordati con il gruppo di partecipanti, ognuno dei quali riceverà informazioni e strategie per un processo d’invecchiamento “sano”. I caregiver saranno anche aggiornati sui temi psicologici e fisiologici relativi alle fragilità dell’anziano e alle demenze, ricevendo strumenti operativi per sostenere la relazione affettiva “a distanza” per chi è impossibilitato a stare vicino ai propri cari, perché residenti in Casa di riposo, o semplicemente in altre città. Inoltre, verranno proposte strategie utili a migliorare la qualità delle relazioni affettive con i propri cari a domicilio, nel caso in cui le stesse siano state trasformate dall’insorgere della demenza. Ancora, i partecipanti potranno apprendere le modalità per destreggiarsi nell’ambito dei servizi presenti sul territorio, oltre ad accortezze e conoscenze utili a gestire le persone con fragilità sia negli spostamenti che nell’alimentazione. Sono previsti interventi anche da parte di altre figure professionali tra cui infermiere, fisioterapista, assistente sociale, neurologo, educatore, logopedista.
Coop Casarsa si espande e domani apre ad Azzano Decimo. Si tratta del 15mo punto vendita
Si amplia la rete vendita di Coop Casarsa, realtà tra le più antiche e strutturate nella cooperazione di consumo del Friuli Venezia Giulia (è attiva dal 1919): dal 7 gennaio gestirà infatti un nuovo supermercato ad Azzano Decimo, in via Verdi 33. La cooperativa casarsese subentra nella gestione a Coop Alleanza 3.0, garantendo così la continuità di servizio per la base sociale offrendo la sua offerta basata sulla spesa quotidiana di prossimità, che tanto è risultata fondamentale in questo 2020 segnato dall’emergenza coronavirus. Si tratta del 15mo punto vendita di Coop Casarsa. “Siamo felici – spiega il presidente Mauro Praturlon – di partire con questa nuova esperienza ad Azzano Decimo, realtà dinamica di oltre 15 mila abitanti. In queste ultime settimane, insieme al nostro direttore Piergiorgio Franzon, ci siamo raccordati con Coop Alleanza 3.0 per il passaggio di consegne, per iniziare un primo restyling del punto vendita e per presentarci ai soci azzanesi, per i quali abbiamo previsto l’omaggio di buoni spesa pari alla quota associativa, invitandoli così ad associarsi a Coop Casarsa. Siamo un gruppo attento alla qualità e convenienza nella spesa quotidiana, mantenendo sempre una dimensione sociale rivolta al benessere delle comunità che serviamo”. Il punto vendita di Azzano Decimo, che si trova sia vicino alla importante arteria della strada regionale 251 che a poca distanza dal centro cittadino, è strategico per i piani commerciali della cooperativa casarsese. “Abbiamo già un punto vendita nelle vicine Pravisdomini – aggiunge Praturlon – e Fiume Veneto, nonché poco oltre il confine regionale a Francenigo di Gaiarine: con Azzano Decimo andiamo così a potenziare la nostra presenza nella fascia sud del Friuli occidentale. In più a Fiume Veneto è attivo il nostro Distretto soci, che realizza diverse attività sul consumo consapevole e nelle scuole: progetti che potranno trovare spazio anche nella realtà azzanese”. Gli orari del nuovo punto vendita di Azzano Decimo si possono trovare nel rinnovato sito internet www.coopcasarsa.it. Non ci saranno inaugurazioni ufficiali, visto il periodo di limitazioni dettato dalla situazione sanitaria, ma Coop Casarsa, non appena si potrà, organizzerà un momento per celebrare questo suo arrivo ad Azzano Decimo. La cooperativa, che ha oltre 16 mila soci e un fatturato di 26 milioni di euro, è inoltre attiva sul territorio provinciale pordenonese a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis e a in provincia di Treviso a Francenigo.