Martedì 11 maggio 2021 dalle 10.30 Euricse presenta il primo rapporto nazionale sull’economia sociale realizzato insieme ad Istat. Lo studio “L’economia sociale in Italia. Dimensioni, caratteristiche e settori chiave”, che sarà presentato durante un evento online trasmesso in streaming sul canale Youtube di Euricse, è il primo a fotografare nella sua interezza tutto il comparto formato da associazioni, cooperative, mutue, fondazioni e le altre istituzioni non profit come le imprese sociali. Durante l’evento, moderato dal giornalista del Corriere della Sera Dario Di Vico, aperto dal segretario generale Euricse Gianluca Salvatori e da Caterina Viviano, responsabile Servizio registri statistici Istat, è prevista una tavola rotonda con il presidente di Euricse, Carlo Borzaga, la viceministra dell’Economia e Finanze, Laura Castelli, e il presidente del CNEL Tiziano Treu. La presentazione della ricerca è affidata al ricercatore Euricse Eddi Fontanari e a Massimo Lori di Istat. Il rapporto sarà scaricabile dal sito di Euricse e Istat nel giorno dell’evento. Oltre ad un quadro generale sulla struttura e il peso dell’economia sociale, l’indagine si concentra sul profilo dei lavoratori e i dati dell’occupazione. L’ultima parte del rapporto è dedicata a focus settoriali su sanità e assistenza sociale, istruzione e formazione, cultura, sport e ricreazione. La collaborazione tra Istat ed Euricse è nata per ricomporre la frammentazione statistica dei dati sulle organizzazioni dell’economia sociale. Nel 2019 è stato pubblicato un primo rapporto che ha riguardato la sola componente delle imprese cooperative. La rappresentazione di un quadro unitario è precondizione per cogliere con precisione il ruolo economico e sociale e, di conseguenza, le modalità di sostegno e di controllo dell’economia sociale.
Cramars e Melius presentano i dati della ricerca sui piccoli negozi di montagna
In che modo i piccoli negozi hanno cambiato il proprio modo di lavorare durante la pandemia? Quale ruolo svolgono nel sostegno della comunità intera? Quali altre attività potrebbero attivare per rappresentare a tutti gli effetti dei presidi per gli abitanti del territorio? Queste sono le domande che hanno mosso la ricerca “Gli ultimi, forme di welfare comunitario” eseguita dall’Impresa Sociale Melius srl e la Cooperativa per lo Sviluppo Sociale Cramars. La ricerca si inserisce nel progetto Innovalp Experiences, è finanziata da Intesa Sanpaolo, da Fondazione Friuli, e sostenuta dall’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale (ASU FC) e dall’Azienda sanitaria Friuli Occidentale (AS FO). I gestori dei negozi di prossimità sono disponibili alla plurifunzionalità commerciale e all’innovazione digitale per corrispondere alle esigenze degli abitanti e dei turisti. In più, in questo contesto, le donne delle montagne friulane manifestano un forte senso di comunità, sono radicate al territorio e contrastano lo spopolamento delle aree interne immaginando e costruendo un futuro. E oggi, a causa degli effetti provocati da Covid-19 ancora di più. Sono questi i tratti salienti che emergono dall’indagine i cui risultati verranno presentati durante un evento moderato da Stefania Marcoccio, Presidente di Cramars e trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di Cramars il 5 maggio alle ore 17.00. Saranno presenti Giuseppe Morandini, Presidente di Fondazione Friuli e Francesca Nieddu, direttore regionale Veneto Est e Friuli Venezia Giulia Intesa Sanpaolo. Il report della ricerca verrà presentato da Maurizio Ionico, amministratore unico dell’Impresa Sociale Melius insieme alla ricercatrice Aura Zanier. Alcuni esercenti porteranno le testimonianze di chi vive e opera nei territori montani, mentre le conclusioni saranno affidate a Marco Bussone, Presidente di UNCEM, Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani L’evento darà anche occasione di affrontare il tema del welfare di prossimità, naturale evoluzione della ricerca, che verrà introdotto da Vanni Treu, vicepresidente di Cramars.
COOP: un mare di idee per le nostre acque Facebook
Ritorna per il secondo anno consecutivo la campagna di Coop per l’ambiente. Parte da Portopiccolo Sistiana, vicino Trieste, “Un mare di idee per le nostre acque”, un viaggio di responsabilità ecologica che consentirà nel corso dei prossimi mesi il collocamento, in partnership con LifeGate, di 34 Seabin (i cestini “mangiarifiuti”) in varie località d’Italia (includendo i mari ma anche fiumi e laghi), coinvolgendo tutte le cooperative di consumatori e che a Trieste si concluderà in concomitanza della “Barcolana” agli inizi di ottobre. Obiettivo da raggiungere recuperare complessivamente, grazie anche ai 12 Seabin già posizionati nel 2020, 23 tonnellate di rifiuti in un anno, incluse plastiche e microplastiche, pari al peso di circa 1.500.000 bottiglie. “Un obiettivo non di poco conto – assicura Maura Latini, amministratrice delegata Coop Italia intervenuta all’evento di Portopiccolo- Se mettessimo in fila 1 milione e mezzo di bottiglie percorreremo circa 300 km di strada, pari alla distanza tra Milano e Firenze. Con il rilancio della campagna Coop ribadisce il suo impegno e dimostra di essere in prima linea per la salvaguardia del nostro ecosistema. Nell’edizione 2021 abbiamo aumentato il numero di Seabin da posizionare e abbiamo raccolto altre adesioni di chi come noi è convinto non sia più il tempo di aspettare per intervenire con azioni positivi sul nostro ecosistema”. “L’installazione del Seabin nel mare di Sistiana e la partecipazione e la promozione della campagna “Un mare di idee per le nostre acque” è coerente con l’idea di sviluppo armonico a cui Coop Alleanza 3.0 ispira il suo Piano di sostenibilità, un insieme di impegni per il prossimo triennio in linea con i 17 Global Goal previsti dall’Agenda Onu 2030” dichiara Enrico Quarello, Direttore Politiche sociali e relazioni territoriali di Coop Alleanza 3.0 “La Cooperativa guarda così al futuro, prestando la massima attenzione alla difesa dell’ambiente, e genera valore per le persone di oggi e quelle di domani coinvolgendo i soci e i consumatori in iniziative per promuovere stili di vita e di consumo più sostenibili e anche collaborando con le istituzioni pubbliche e le associazioni sul tema della salvaguardia ambientale”. Confermato infatti come partner scientifico LifeGate, Coop allarga il suo progetto e include tra i nuovi compagni la barca a vela “Anywave”, la prima ad aver istituito a bordo la figura del “RECO” Responsabile ecologico e ad aver stilato un Decalogo di comportamenti da cui non derogare sia in navigazione che nelle fasi di attracco nei porti. La barca toccherà alcune delle tappe dove via via saranno posizionati i Seabin (in particolare Livorno, Sanremo, Brindisi, Portofino, Ancona, Trieste, Venezia) e avrà una funzione di supporto educational aprendosi alle visite di soci, consumatori, scuole. “Il responsabile ecologico detto RECO è una figura che abbiamo introdotto per la prima volta in Anywave –spiega Alberto Leghissa co armatore, skipper di Anywave- Un ruolo ricoperto dal co armatore Gino Becevello con l’incarico di controllare che la barca e l’equipaggio mantengano comportamenti ecologicamente corretti sia durante la fase degli acquisti per la cambusa e altro, in quella della navigazione che durante l’attracco e la sosta in porto. Nel Decalogo ci sono regole semplici apparentemente elementari ma che, se applicate, fanno la differenza come il navigare il più possibile a vela, usare prodotti per la pulizia biodegradabili al 100%, non usare stoviglie monouso, avvisare le autorità in caso di avvistamento di plastiche voluminose”. La figura del RECO, dopo la primogenitura di Anywave, diventerà tra l’altro altamente raccomandata per gli equipaggi che quest’anno parteciperanno alla “Barcolana”. A fianco di Coop anche testimonial noti per il loro impegno come l’esploratore e divulgatore ambientale Alex Bellini e il navigatore in solitaria Ambrogio Beccaria e altri che via via si aggiungeranno. Anche Findus, azienda leader nel settore dei surgelati che ha da tempo intrapreso un importante percorso di sostenibilità ambientale, ha aderito, primo tra i partner commerciali, alla campagna “Un mare di idee per le nostre acque”, adottando 10 dei 34 Seabin e unendosi a Coop nella lotta all’inquinamento delle nostre acque. Tanti alleati e un vero protagonista della campagna ovvero il Seabin, un cestino “speciale” che, galleggiando a pelo d’acqua, ‘cattura’ i rifiuti che incontra, dai più grandi fino alle microplastiche, mentre una piccola pompa espelle l’acqua filtrata. È in grado di lavorare 24 ore su 24, sette giorni su sette, pompa fino a 25.000 litri d’acqua all’ora e necessita di interventi di svuotamento e pulizia. In base ai precedenti casi, normalmente un Seabin raccoglie per il 70% rifiuti composti da materiali dannosi per l’ambiente come plastica, microplastiche, materiali metallici (latte, lattine), mozziconi di sigarette, materiali assorbenti igienici e cotton fioc; un 20% di massa organica umida contaminata (legno, foglie, rami, pezzi di legno e alghe) rispetto alla quale nei Seabin già posizionati si notano diversi frammenti di plastica e polistirolo rimasti intrappolati, soprattutto nel materiale algale e un 10% di massa organica umida non contaminata. Rispetto ai rifiuti plastici facilmente identificabili, in ordine di rilevanza quantitativa troviamo: bottiglie, imballaggi alimentari, bicchieri, tappi, sacchetti, cannucce e cucchiaini. Simone Molteni direttore scientifico di LifeGate spiega così il valore di questo piccolo ma efficiente dispositivo: “Il dispositivo è stato selezionato tra centinaia di tecnologie valutate da LifeGate Plasticless®, ma tengo a sottolineare che il valore del progetto va ben oltre i rifiuti raccolti. Per una vera transizione ecologica serve la consapevolezza e l’impegno di tutti: queste installazioni e la relativa comunicazione hanno il compito di sensibilizzare e tenere alto il livello d’attenzione delle persone.”
Itaca: A Porpetto i giovani possono essere motore del cambiamento
“Per un Friuli Venezia Giulia più pulito” è la prima iniziativa ecologica del Friuli Venezia Giulia creata da giovani per tutte le età, nata il 26 febbraio 2021 dall’idea di Leonardo Torossi, poi supportato da Samanta Pez. Tramite Samanta, che è anche componente del Forum degli Studenti di Porpetto, lo scorso 27 marzo i giovani partecipanti al Forum, con alcuni genitori e gli educatori della Cooperativa sociale Itaca, hanno potuto incontrare online Leonardo, il quale ha portato la sua esperienza di attivismo che bene può essere sintetizzata in questo suo messaggio: il futuro del nostro pianeta e dei suoi abitanti è nelle mani di ognuno di noi, sono i giovani e giovanissimi adulti di domani a rappresentare la più grande speranza verso il cambiamento. Facciamo un passo indietro. Leonardo Torossi ha solo 15 anni quando il sindaco di Pagnacco, Luca Mazzaro, gli propone di creare un’iniziativa ecologica che coinvolga giovani e meno giovani del paese. Il primo cittadino è convinto che, grazie alla sua intraprendenza e sensibilità nei confronti dell’ambiente, possa fare un bel lavoro. Leonardo si mette subito al lavoro, inizialmente creando una pagina Facebook “Per una Pagnacco più pulita”, da dove invita i suoi concittadini a prendere parte al progetto. Come spesso accade, all’inizio le cose non sono semplici, tanto che Leonardo racconta di essere dovuto andare letteralmente a stanare i futuri volontari. In molti il desiderio di aiutarlo c’era, mancava forse il coraggio di farsi avanti. Ma venti giovani volonterosi alla fine li trova. La prima riunione si tiene all’esterno del bar del paese, ai ragazzi si uniscono anche una trentina di adulti. Il progetto si avvia, tanto che il 18 ottobre 2020 si tiene la prima giornata ecologica a Pagnacco, alla quale partecipano una sessantina di persone che ripuliscono ben 19 Km quadrati di territorio. Il primo passo era stato fatto. Ma Leonardo sa benissimo che in quest’epoca nulla è più efficace del tam-tam mediatico per dare luce a un’iniziativa come la sua e, così, inizia non solo a pubblicare notizie ed informazioni su Facebook, ma anche a rilasciare alcune interviste a giornali locali, che nel frattempo si sono interessati all’argomento. Crea persino una “trasmissione” sul Web intitolata “Parlando Di”, dove intervista vari personaggi, come lo scrittore Angelo Floramo, lo chef esperto di erbe spontanee Ennio Furlan, il funzionario forestale Roberto Pizzuti, l’attivista volontario del movimento ambientalista Sea Shepherd Eugenio Fogli. Tutto questo, spiega Leonardo, non per un desiderio di protagonismo, ma con la speranza di ispirare gli altri o di dare forza a tutte quelle persone che non trovano il coraggio di uscire allo scoperto, ma che in realtà sono molto sensibili al tema e vorrebbero fare qualcosa di concreto per salvare l’unico pianeta che abbiamo. Questi inizi ricordano un po’ la solitudine che dovette affrontare il simbolo mondiale dell’ambientalismo giovanile, Greta Thunberg, lei stessa racconta: “Ho cercato di convincere altri giovani a unirsi a me, ma nessuno era interessato. Il 20 agosto sono andata a sedermi davanti al Parlamento Svedese. Ho distribuito volantini con una lunga lista di dati sulla crisi climatica e spiegazioni del motivo per cui stavo scioperando. E poi ho postato la mia protesta su Twitter e Instagram, cosa che presto l’ha fatta diventare virale. A quel punto hanno iniziato a venire giornalisti e i quotidiani”. Verso febbraio di quest’anno, iniziano ad arrivare numerose richieste di adesione, anche da fuori Comune, allora il giovane attivista di Pagnacco decide di estendere il suo progetto anche ai paesi vicini e non solo. Ora l’iniziativa ecologica si chiama “Per un Friuli Venezia Giulia più pulito”, vede coinvolte sempre più persone di ogni età e ad aiutare Leonardo è arrivata anche Samanta Pez, un’altra giovane attivista che fa parte anche del Forum degli studenti di Porpetto. L’incontro online di qualche settimana fa ci ha arricchiti tutti, adulti e giovani, e ha offerto la possibilità ai componenti del Forum degli Studenti di Porpetto di confrontarsi con un coetaneo che ha proposto loro un modello positivo, attivarsi in prima persona per la tutela dell’ambiente del nostro Pianeta. A Porpetto, l’attivarsi dei ragazzi del Forum degli Studenti ha potuto contare sul supporto dell’Amministrazione Comunale, che sin dall’inizio del suo mandato ha lavorato per valorizzare le risorse giovanili del territorio e coinvolgerle nelle scelte rilevanti per la comunità; tale collaborazione è stata in particolare valorizzata in quest’anno di pandemia, grazie ad un supporto che ha consentito ai ragazzi di svolgere esperienze di partecipazione e condivisione di decisioni per il bene della loro comunità.
Prosegue la fase d’espansione di Coop Casarsa, grande gruppo della cooperazione di consumo con sede direzionale in Fvg
Un supermercato moderno e a misura di cliente, attento al risparmio energetico e alla sostenibilità: nuovo volto per il punto vendita di San Martino al Tagliamento, in via delle Pozze, per Coop Casarsa, il più grande gruppo della cooperazione di consumo tra quelli con sede direzionale in Friuli Venezia Giulia. Il restyling s’inserisce in un più ampio progetto di interventi sui tre punti vendita storici della cooperativa casarsese, realtà che quest’anno compirà i 102 anni di attività: neanche l’epidemia ha fermato i lavori che dopo San Giovanni a inizio 2020 e proprio San Martino in questa prima parte di 2021, vedono ora le energie concentrate sul supermercato di Casarsa della Delizia. Il gruppo è infatti in fase di espansione, visto che a gennaio ha inaugurato ad Azzano Decimo il 15mo tra i suoi punti vendita, attivi nelle province di Pordenone, Udine e Treviso. I lavori a San Martino si sono conclusi nelle scorse settimane ma vista la situazione pandemica Coop Casarsa con senso di responsabilità aveva ritenuto di non procedere con nessun momento inaugurale, per rispetto dell’emergenza sanitaria in atto e delle persone colpite dal Covid-19. Ma ora, con la speranza in un futuro migliore, l’appuntamento è per sabato 8 maggio: rispettando le misure anti contagio, alla presenza delle autorità locali, il presidente della cooperativa casarsese Mauro Praturlon insieme al vicepresidente Cesare Giavi consegnerà idealmente il supermercato a soci e clienti, tagliando il nastro della struttura. “Come già fatto a San Giovanni e come faremo a Casarsa – spiega Praturlon – a San Martino abbiamo realizzato un supermercato ancora più a misura di cliente, con un ampliamento dell’assortimento con prodotti di qualità e convenienti e un’ampia offerta di alimenti freschi, molto apprezzata non solo dalla comunità sanmartinese ma anche da quelle dei Comuni limitrofi di Valvasone Arzene e San Giorgio della Richinvelda. Luci al led e nuovi frigoriferi ci permettono ora una maggiore efficienza energetica e rispetto dell’ambiente. I lavori, coordinati dal nostro direttore generale Piergiorgio Franzon, hanno riguardato anche l’esterno, con un nuovo layout arricchito da una splendida fotografia del maestro Elio Ciol e delle rappresentazioni di immagini che valorizzano il nostro territorio”. I lavori come detto sono stati guidati dal direttore generale Piergiorgio Franzon con la collaborazione dello staff della direzione della Cooperativa ed il personale del negozio. Coop San Martino è stata fondata nel 1919, nello stesso anno di Coop Casarsa, con la quale si è fusa a inizio anni Ottanta. Di lì a poco la sede è stata spostata dal centro del paese al moderno supermercato di via delle Fonde, vicino alla strada provinciale Val d’Arzino. Ampliato negli anni Novanta, è divenuto uno dei primi centri commerciali della provincia di Pordenone. Ancora oggi infatti ha una galleria commerciale di proprietà di Coop Casarsa con negozi, bar e la lavanderia automatica della cooperativa.
I 35 anni di “Insieme” Società Cooperativa Sociale di Tavagnacco
Quest’anno non si possono fare festeggiamenti, questo però non ci impedisce di condividere con più persone possibili la nostra soddisfazione nel festeggiare i 35 anni di Insieme Società Cooperativa Sociale, ed ecco che abbiamo messo in moto tutti i mezzi a nostra disposizione. Sono veramente tantissime le persone che abbiamo “toccato” in questo lungo periodo di attività. Persone che hanno avuto modo di fare del lavoro nei servizi educativi il loro lavoro (attualmente sono 14 le persone che lavorano in Cooperativa da più di 12 anni, fino ad arrivare a chi ne lavora da 35), persone che hanno avuto modo di mettersi alla prova e hanno capito che sì, i servizi educativi erano il loro campo professionale e hanno proseguito il loro cammino in questo settore, persone che hanno avuto l’opportunità di lavorare e studiare per un periodo breve durante le estati. Sicuramente per chi è passato e per chi è rimasto, la Cooperativa è stata una grande occasione di crescita professionale e personale. La formazione è stato un investimento importante per poter dare servizi di qualità e al passo con i tempi rispondendo alle nuove esigenze della società ma soprattutto dei bambini, i cui bisogni educativi sono cambiati nell’arco di 35 anni. Non si contano le persone che hanno beneficiato dei nostri preziosi servizi grazie ai quali le famiglie hanno avuto la possibilità di conciliare la loro vita familiare con la vita professionale, sapendo di affidare i loro bambini a persone attente e competenti. Attualmente la Cooperativa offre un servizio di Nido a 46 bambini da 3 a 36 mesi, servizi di doposcuola frequentati da circa 200 bambini, centri estivi, percorsi di pratica psicomotoria, la scuola di musica Il sentiero delle note, servizi di consulenza e formazione. E allora che cosa augurarci se non di proseguire con entusiasmo, senza che gli eventi ci travolgano, mantenendo ben saldo il timone e spiegando le vele verso nuove esperienze. la Cooperativa sociale Insieme di Tavagnacco, http://www.insiemecoop.it/
NASCE LA CORPORATE ACADEMY COOP ALLEANZA 3.0: UNA GRANDE OPERAZIONE CULTURALE E FORMATIVA APERTA AI 21.000 DIPENDENTI
Academy di Coop Alleanza mette a sistema la ricca offerta formativa della Cooperativa come ecosistema di condivisione di competenze, soft skill e valori e la apre all’esterno mettendola a disposizione dei soci programmando anche iniziative ed eventi aperti su temi attuali come gender equality e smart working. In sostanza Formazione, informazione, condivisione di saperi e responsabilità: la prima Academy di Coop Alleanza 3.0 – la più grande cooperativa di consumatori in Italia – nasce dall’intento strategico di integrare una proposta formativa ricca con un’offerta di più ampio respiro, capace di abbracciare momenti dedicati all’acquisizione di competenze soft, legate al long life learning, e occasioni di confronto su temi di interesse diffuso. In linea con l’approccio identitario della Cooperativa, Academy si posiziona dunque come operazione culturale trasversale, in quanto disponibile non solo per i ruoli manageriali e apicali dell’organizzazione, ma aperta all’intera base dei 21.000 lavoratori di Coop Alleanza 3.0 in forza presso le sedi e i circa 400 negozi diffusi in 9 regioni italiane. In questo senso, Academy realizza e implementa il senso della Corporate University, in cui ciascun dipendente – sia in sede sia in punto vendita – è protagonista di un percorso di crescita individuale e articolato tra formazione libera, formazione professionalizzante e discussione sui grandi temi del nostro tempo. “Il lancio della Academy interpreta in maniera coerente la visione di cooperazione che Coop Alleanza 3.0 da sempre declina in tutte le dimensioni del proprio agire. Responsabilità, giustizia sociale, eguaglianza, consapevolezza sono alcuni dei valori che ci appartengono, come comunità composta da 21.000 lavoratori e oltre 2,3 milioni di soci. Sono valori che contraddistinguono la nostra peculiare maniera di stare sul mercato e che, di fatto, sono parte integrante delle competenze che desideriamo alimentare nel capitale umano della cooperativa” – – dichiara Mario Cifiello presidente della Cooperativa – “Sono certo che Academy ci permetterà di rafforzare il senso di appartenenza che già ci unisce e di continuare ad operare come fattore positivo di trasformazione sociale, nella direzione dei diritti, della sostenibilità e della solidarietà” -dichiara il direttore delle Risorse Umane Milco Traversa. Academy di Coop Alleanza 3.0 – facts&figures · Il kick off: online dal 23 marzo, Academy è un ecosistema di luoghi virtuali in cui la formazione si concretizza coinvolgendo, rivolgendosi a tutti a prescindere da ruolo e job title; indirizzo di accesso all.coop/academy · La strategia: Academy consente di sistematizzare e potenziare la formazione di Coop Alleanza 3.0 in un’ottica di lungo periodo, come leva capace di supportare la cooperativa nella sua visione strategica; · L’impegno: nell’arco del 2020, Coop Alleanza 3.0 ha erogato 86.628 ore di formazione (al netto degli affiancamenti on the job) ad una platea di circa 20.000 dipendenti: la Cooperativa è stata in grado di fronteggiare le limitazioni imposte dalla pandemia, continuando a garantire percorsi formativi di qualità ai lavoratori, con un numero di ore significativo seppur inferiore agli anni precedenti. Sulla capacità di Coop Alleanza 3.0 di provvedere tempestivamente all’infrastruttura tecnologia e sulla prontezza dei lavoratori nel recepire nuove modalità di erogazione virtuale di contenuti formativi, si basa il progetto di Academy. Con l’obiettivo di incrementare il numero di ore erogate nel 2020 e di operare anche attraverso incontri in presenza maggiori, una volta superata l’emergenza sanitaria, nel rispetto di tutte le norme di sicurezza. · Responsabilizzazione: la centralità di ciascun dipendente nell’impianto di Academy è coerente con il percorso di responsabilizzazione che la Cooperativa persegue da lungo tempo: ogni lavoratore è responsabile della propria formazione, tanto quanto il proprio capo. o ciascun dipendente potrà accedere ad un cruscotto virtuale personalizzato, da cui monitorare in autonomia lo stato dell’arte del proprio percorso formativo. In questo senso la formazione aziendale evolve, a tutti gli effetti, in formazione diffusa; · Long Life Learning: sempre in ottica di coinvolgimento e responsabilità nella formazione, Academy integra anche numerose virtual class da svolgere al fuori dell’orario lavorativo, in chiave long life learning. Tra i corsi in programma, quelli di slow food, già esistenti, con l’aggiunta di focus sull’agilità emotiva, sulla collaborazione da remoto o su come comportarsi sui social media (corso dedicato ai lavoratori di punto vendita); · COOPEDIA: Il concetto di formazione come processo partecipato e corale riguarda anche COOPEDIA, il motore di ricerca collaborativo, a cui tutti i dipendenti possono dare il proprio contributo, alimentando un sistema di conoscenze che diventano patrimonio della Cooperativa: dall’enciclopedia libera della carne, ai contenuti sul pesce e sugli altri freschi, i lavoratori di Coop Alleanza 3.0 concorrono ogni giorno alla propria auto-formazione, con un approccio di condivisione che è in linea con i valori del movimento cooperativo; · Gli eventi live: la piattaforma di Academy ospiterà una serie di eventi che, nel corso dell’anno, affronteranno questioni di ampio interesse sul fronte dei diritti, del lavoro, dell’economia e della società. Intesi come momenti di confronto destinati a proseguire anche prima e dopo ciascun appuntamento ‘live’ (es. in forma di contributi video), gli eventi intendono calare la Cooperativa e la comunità dei suoi lavoratori e soci nel vivo del dibattito più attuale, esprimendo un ruolo attivo e partecipe. Ad animare questi appuntamenti – protagonisti del mondo dei media, delle università, delle imprese e delle associazioni. Il primo appuntamento, in programma martedi 30 marzo, sarà dedicato alla Gender Equality.
Cooperativa Itaca: un “salto di specie” per superare la pandemia. Adesione all’edizione 2021 di M’illumino di Meno
La Cooperativa sociale Itaca aderisce anche quest’anno con i propri servizi, e in stretta collaborazione con gli enti locali di riferimento, a M’illumino di Meno la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata nel 2005 da Caterpillar e Radio2. L’edizione 2021, prevista venerdì 26 marzo, è dedicata al “Salto di specie”, l’evoluzione ecologica nel nostro modo di vivere che dobbiamo assolutamente fare per uscire migliori dalla pandemia. L’invito di M’illumino di Meno raccolto da Itaca è raccontare i piccoli e grandi Salti di specie attraverso la lente dei propri servizi, a seguire quelli che hanno aderito. Molte le attività già avviate, altre lo faranno a breve a Cimolais, Sacile, Paluzza, Villa Santina, Cervignano del Friuli, Udine, Porpetto, Carlino, Ruda, Aiello del Friuli, Torviscosa, Bagnaria Arsa, Muzzana del Turgnano, San Giorgio di Nogaro, Latisana, Sagrado, Ronchis, Moriago della Battaglia. Coinvolte Residenze protette per anziani, Comunità residenziali per persone con disabilità, dopo scuola, Centri di aggregazione giovanile, Consigli comunali dei ragazzi. Con un salto di specie, da un pipistrello a un pangolino, dal pangolino all’uomo, un virus ha messo in ginocchio la specie umana. Abbiamo capito quanto siamo fragili, drammaticamente interconnessi, quanto abbiamo logorato il mondo in cui viviamo mettendolo in pericolo. Abbiamo fatto noi, la specie umana, da trampolino per questo salto di specie: pipistrello e pangolino stavano da millenni in equilibrio in una foresta tropicale. Adesso tocca alla specie umana fare un salto di specie, un’evoluzione nel nostro modo di abitare il pianeta. Ognuno di noi è chiamato a diventare più green, più responsabile, più sostenibile, più efficiente, più intelligente, più in armonia con il pianeta. Bisogna fare un salto in avanti: in tanti modi, in tanti ambiti. M’illumino di Meno 2021 raccoglie e racconta i salti di specie singoli e collettivi verso la transizione ecologica. Quelli già fatti, quelli in atto, quelli in programma. Grandi e piccoli balzi in avanti: salti di specie. (fonte M’illumino di Meno 2021) CIMOLAIS PN Oltre alla oramai consueta cena a lume di candela, la Residenza assistenziale alberghiera di Cimolais quest’anno propone “Il nostro salto di specie è lo scambio intergenerazionale”, progetto che coinvolge gli alunni della scuola primaria di Claut. Gli anziani scriveranno, con l’aiuto dell’animatrice di Itaca, una lettera indirizzata ai bambini delle classi prima e seconda, dove spiegheranno in maniera semplice e con l’aiuto di immagini esemplificative l’importanza del risparmio energetico, delle soluzioni green e di tutte quelle azioni volte a mantenere in salute il nostro pianeta. Inoltre, i bambini assumeranno un ruolo da protagonisti perché verrà proposto loro di farsi promotori di queste azioni virtuose rivolte al risparmio energetico anche all’interno delle proprie famiglie. SACILE PN Alla Residenza Protetta per anziani di Sacile il Nucleo Giallo, che accoglie persone sofferenti di demenza o Alzheimer, diventerà più verde. Verranno infatti realizzate una serie di attività dedicate al giardinaggio e alla cura del verde per il ripristino del terrazzo e rendere il nucleo più green. Alla sera, la ormai tradizionale cena a lume di candela e lucine, con un angolo nel nucleo protetto abbellito per la speciale occasione. PALUZZA UD L’Asp Covil Matteo Brunetti di Paluzza racconterà il proprio impegno o balzo in avanti verso la rivalutazione degli spazi esterni alla struttura, attraverso l’allestimento di un vero e proprio “Giardino dei sensi”. “Si tratta di un percorso sensoriale che guida i nostri anziani residenti verso le bellezze del nostro orto. Il 26 marzo continueremo il nostro cammino portando all’interno della casa di riposo i profumi delle piante officinali”. Come di consuetudine, la Casa di riposo di Paluzza partecipa con entusiasmo a “M’illumino di Meno”. Quasi un anno fa, il Covid-19 ci ha colpiti duramente, costringendo i residenti a rimanere isolati nelle loro camere per lungo tempo, senza la possibilità di stare in compagnia, di vedere i propri familiari e di uscire per respirare l’aria fresca della montagna. Abbiamo visto la primavera passare come un soffio, dalla finestra della nostra camera, privandoci dei suoi profumi, dei suoi colori, dei suoi odori. Il Covid-19 non ci ha soltanto rubato gli affetti personali, ma ha anche annullato la percezione dei sensi, lasciandoci come unico contatto con l’esterno i nostri occhi, che scrutavano sconcertati questa situazione così strana. Superata l’emergenza, è ritornata l’occasione per uscire e respirare quell’aria fresca tanto attesa, ritrovando così vecchie amicizie, abitudini e quella “normalità” che prima davamo per scontata. Durante le nostre lunghe passeggiate in cortile, abbiamo allestito piano piano, con l’aiuto degli operatori e degli anziani, un vero e proprio percorso sensoriale che ha guidato i residenti fra le bellezze del nostro giardino. Gli occhi finalmente vedevano oltre quella finestra, inebriati dai profumi, dagli odori e dai sapori. Gli anziani hanno accolto questa iniziativa con entusiasmo, andando a raccogliere fiori, frutti ed erbe aromatiche. Con il maturarsi delle mele e dell’uva abbiamo organizzato la “Festa del raccolto” dove, in collaborazione con i diversi servizi che operano nella struttura, la frutta è arrivata direttamente sulle nostre tavole. L’inverno ha portato una spessa coltre di neve su tutta la montagna e sul nostro giardino, che si è addormentato in attesa di svegliarsi, più avanti, con l’arrivo delle tiepide giornate di primavera. Il 26 marzo continueremo il nostro cammino sensoriale, portando all’interno della Casa di riposo quei profumi, odori e sapori che a causa del Covid avevamo perso e che vogliamo tenere stretti a noi. VILLA SANTINA UD L’Asp Stati Uniti d’America di Villa Santina parteciperà all’evento proponendo il 26 marzo a una quindicina di anziani residenti di fare un “Salto di specie in… giardino”, sistemando e abbellendo il giardino della struttura con fiori e alberi da frutto. L’idea di pensare ad un intervento nel giardino interno della struttura, che in epoca pre Covid-19 veniva utilizzato solo saltuariamente, nasce per coinvolgere i clienti per renderlo più accogliente e invitante, in modo che possa essere utilizzato maggiormente. CERVIGNANO DEL FRIULI UD La Casa di riposo Valentino Sarcinelli di Cervignano del Friuli proporrà venerdì 26 marzo la tradizionale cena a lume di candela e, nei giorni precedenti, un laboratorio per
Fusione Codess FVG e Cesi: competenze interculturali per servizi inclusivi
Siglato l’accordo che sancisce la fusione per incorporazione fra la cooperativa sociale Codess FVG e Ce.S.I., associazione impegnata da trent’anni in attività di mediazione linguistica e culturale e di promozione dell’interculturalità. L’Associazione porta in cooperativa nuove, solide competenze in tema di interculturalità, aspetto che interessa sempre di più i servizi gestiti e apre nuove possibilità di sviluppo. Udine, 23 marzo 2021 – Unione celebrata fra Ce.S.I, storica associazione udinese impegnata dal 1991 nella mediazione culturale e nella sensibilizzazione all’interculturalità, e Codess FVG, Cooperativa sociale che progetta e realizza servizi alla persona, dalla prima infanzia alla terza età. Con la firma dell’accordo, i mediatori linguistici e culturali di Ce.S.I. entrano a far parte della Cooperativa, portando un bagaglio di competenze e professionalità nuove che permette di potenziare trasversalmente i servizi di Codess FVG – che dai nidi alle residenze per gli anziani sono sempre più spesso a confronto con utenti e famiglie provenienti da aree geografiche e culture differenti – e di cogliere nuove possibilità di azione, per esempio nel campo delle nuove povertà. “Se ‘la persona’ è il principio attorno a cui muovono tutte le azioni e le scelte della cooperativa – afferma Giulia Bigot, presidente di Codess FVG – “‘la cultura’ è il valore che sta alla base della fusione. Cultura, una parola che da oltre un anno sembra dimenticata in un cassetto, ma che resta invece un motore potentissimo in tutti i suoi incroci e le sue declinazioni. La nostra Regione può vantare ormai la presenza di centinaia di culture e lingue diverse che, se valorizzate e messe nella condizione di costruire relazioni positive, possono rappresentare una reale ricchezza per tutta la cittadinanza”. “In tema di mediazione la nostra Regione ha un altro passo rispetto ad altre – afferma Paola Cosolo Marangon, presidente di Ce.S.I. – Già dagli anni 90, con la guerra nei Balcani e i primi flussi di migranti, sono sorte iniziative via via più strutturate in quest’ambito. Ce.S.I. nasce in quel contesto e ha partecipato e contribuito al processo di organizzazione dei percorsi di mediazione e integrazione. A differenza di altre realtà, dove l’approccio alla mediazione rimane piuttosto estemporaneo, oggi nella nostra regione i percorsi sono chiari: quando in una scuola c’è da integrare un bambino che arriva da un’altra cultura, per esempio, i percorsi si attivano in maniera abbastanza naturale e coinvolgono esclusivamente figure di mediatori opportunamente formati come i nostri.” Se la pandemia ha rafforzato disuguaglianze, disparità di accesso ai servizi e povertà educativa e culturale, la Fusione tra Ce.S.I, e Codess FVG vuole quindi remare in direzione contraria, mettendo in campo e valorizzando nuove ricchezze professionali e culturali.
HUB 381, rigenerazione urbana ai tempi del Covid Nuovo progetto della coop sociale FAI a Pordenone
HUB 381 nasce nel cuore del centro storico di Pordenone, in Piazzetta del Cristo 6. Un progetto promosso da Cooperativa Sociale FAI che, in tempi di Covid19, permeati dalla distanza fisica, punta a rimettere al centro le relazioni e la comunità. HUB 381 è uno spazio di promiscuità sociale e culturale dedicato in particolar modo alle vite fragili e alla creatività delle relazioni umane. Per Fabio Fedrigo, Direttore Generale FAI, “HUB è un luogo dove promuovere inclusione e coesione attraverso la contaminazione culturale, sperimentando nuovi modi di pensare e abitare la città. L’innovazione sociale passa attraverso nuovi stili di cooperazione e reciprocità, coinvolgendo attori di origine diverse, quali imprese culturali, giovani artisti, Ente Pubblico e Terzo Settore. Un lavoro di inclusione sociale in un’ottica di co-progettazione, per implementare servizi, processi aperti e multidimensionali di trasformazione, rivitalizzazione e riuso degli spazi della città.” HUB 381 farà coabitare nei laboratori dedicati alla socializzazione l’approccio di comunità e l’approccio istituzionale. “Quest’anno la 381/91 compie 30 anni- continua Fedrigo – Il nome del nuovo progetto è anche un atto di riconoscenza alla legge istitutiva della cooperazione sociale italiana. In particolare, l’art. 1, ancora oggi attuale, indicò la direzione, lo scopo del viaggio di migliaia di operatori ovvero: perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini”. HUB 381 si avvale dell’importante collaborazione dell’AS FO e, in particolare, del Dipartimento di Salute Mentale di Pordenone. “Con questo progetto – spiega Ivana Foresto, Responsabile del Settore Salute Mentale FAI- daremo continuità ai servizi di socializzazione e inclusione dedicati a persone con disagio psichico. I contesti comunitari sono ambiti di potenziale sviluppo della partecipazione attiva che fanno guadagnare senso di appartenenza. La rete e la comunità rappresentano supporti sociali fondamentali dove sentirsi inclusi, accettati, agenti attivi e cittadini. Ringraziamo i colleghi del DSM che hanno creduto fin da subito nelle potenzialità di questo progetto.” HUB 381 ha già aperto le porte alle attività di socializzazione e prevede inoltre organizzazione di eventi dedicati alla cultura, al sostegno scolastico e alla formazione