Coop conferma il suo forte impegno per la tutela della sostenibilità e lo fa aderendo all’iniziativa della Commissione UE sul Codice di Condotta Responsabile per il marketing e le pratiche commerciali. Lo spirito del Codice è quello di incentivare tutte le aziende coinvolte nella filiera del Food all’adozione di pratiche volontarie di sostenibilità ambientale e sociale. Il primo step è stata la sottoscrizione del Codice a livello europeo il 5 luglio. Il lancio del progetto è stato inaugurato in videoconferenza europea dal Vice Presidente esecutivo della Commissione Frans Timmermans, dalla commissaria per la salute e sicurezza alimentare Stella Kyriakides e dal commissario per il mercato interno Thierry Breton. Tra i 65 rappresentanti dell’industria e della distribuzione europea che hanno firmato il codice di condotta, ci sono diversi partner cooperativi spagnoli, inglesi e svedesi. Coop è l’unica impresa distributrice italiana che per il momento ha aderito al Codice. Lo scopo della campagna europea e lo spirito della adesione di Coop è quello di promuovere, attraverso il contributo di tutti gli attori della filiera produttiva, la presenza sul mercato di cibo salutare e sostenibile. Coop quindi intende coinvolgere a cascata nel progetto di applicazione del Codice i consumatori, i fornitori e gli stessi produttori. Sarà la Commissione Europea a monitorare sistematicamente, assieme agli altri attori europei che aderiscono al progetto, il raggiungimento degli obiettivi prefissati. E’ una strada verso la sostenibilità che Coop già percorre da tempo affiancando innovazione di prodotto e impegno alla mobilitazione dei propri soci e consumatori. Così nel 2018 si è deciso di sottoscrivere la Campagna europea per la riduzione della plastica vergine (dove di fatto ad oggi è la prima e unica insegna italiana della distribuzione ad aver aderito) e nel 2019 ha lanciato la campagna Una buona spesa può cambiare il mondo, legata al concetto che l’azione quotidiana dell’acquisto incide sul futuro ambientale del Pianeta. “Potremmo dire che la sostenibilità è nel DNA di Coop e proprio per questo abbiamo la possibilità di percorrere questa strada tracciata dalla Commissione Europea forti di pratiche aziendali che vantano anni di esperienza– spiega Marco Pedroni Presidente di Coop Italia e di Ancc-Coop (Associazione Nazionale Cooperative di Consumatori) – Questa volta la sfida è quella di porre molto in alto i nostri obiettivi di sostenibilità da inserire nel Codice. E al riguardo il confronto sul tavolo europeo che la Commissione ci offre nei prossimi sei mesi ci sarà indubbiamente di stimolo. Questa iniziativa ha anche il grande pregio di porre attenzione non solo alla sostenibilità ambientale, ma anche a quella sociale, tema su cui Coop è impegnata da sempre; si pensi al contrasto al lavoro minorile, ai prodotti equi e solidali o alla nostra campagna Buoni e Giusti contro il caporalato e il lavoro nero. Sul fronte ambientale e della salute ricordo inoltre che siamo stati i primi a promuovere l’allevamento senza antibiotici e gli unici per ora a espellere il glifosato dalla coltivazione dei nostri prodotti freschi. Essendo stati dei pionieri nelle scelte di sostenibilità, aderire a questo Codice è per noi un ulteriore salto per comportamenti sostenibili e coerenti con la tutela dei beni più preziosi che abbiamo: il pianeta e le persone”.
CO-HOUSING A BUDOIA, A SETTEMBRE APRE “CASA POSSIBILE”
Una relazione intensa con la comunità di appartenenza e la continua tessitura di legami con le giovani generazioni del territorio. Si potrebbe riassumere così il nuovo progetto di domiciliarità innovativa che sta nascendo a Budoia (PN) nella frazione di Santa Lucia, denominato “Casa Possibile”, la cui inaugurazione ufficiale è prevista per il mese di settembre. Tra i punti di forza il rapporto già molto intenso con l’associazionismo e con le scuole locali. Si tratta di un edificio di nuova realizzazione situato in via Lachin 1 a Santa Lucia, destinato ad accogliere quattro persone adulte o anziane. Il Comune di Budoia, proprietario della struttura, partecipa alla gestione associata del Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo, enti che fanno entrambi parte del partenariato che vede la presenza della Cooperativa sociale Itaca e della Fondazione Friuli, che lo sostiene. Nonostante l’emergenza sanitaria da Covid-19 abbia fatto slittare l’inaugurazione, inizialmente prevista per la primavera scorsa, l’obiettivo di Casa Possibile è diventare un modello di co-housing integrato con la comunità e con i servizi del territorio, in maniera tale che i continui stimoli e collaborazioni nati in questi mesi siano generativi di nuovi legami sia con le associazioni sia con le giovani generazioni. In questi mesi, il SSC Livenza Cansiglio Cavallo, la Cooperativa Itaca e il Comune di Budoia hanno lavorato alacremente verso la costruzione di una realtà di domiciliarità innovativa. Casa Possibile accoglierà quattro persone anziane autosufficienti o parzialmente autosufficienti che, con il supporto di un’assistente familiare, potranno vivere in un contesto di abitare condiviso. La realtà del co-housing consente, infatti, l’esperienza della coabitazione in modo autonomo, con la possibilità di disporre dell’aiuto, qualora necessario, di una persona dedicata. Prezioso il sostegno della Fondazione Friuli, grazie al cui contributo il SSC con la Cooperativa Itaca ha dotato Casa Possibile di due mediatrici di comunità, figure che in questi mesi hanno provveduto a sviluppare il coordinamento e l’attuazione delle diverse fasi progettuali, nonché a “fare rete” tra le tante e stimolanti realtà dell’associazionismo e volontariato già esistenti a livello locale, ma anche con la cittadinanza, in primis alunni e studenti della scuola elementare e media. A partire da novembre dell’anno scorso, sono stati avviati i primi contatti con i sodalizi, è stato presentato il progetto e, parallelamente, è stato avviato il coinvolgimento delle nuove generazioni, per sensibilizzare i ragazzi al tema della terza età. Gli studenti delle scuole locali sono stati coinvolti prima con un video di presentazione e successivamente con due giochi “personalizzati” – Memory e Gioco dell’Oca – incentrati proprio sul co-housing di Budoia e sugli anziani, a dimostrazione che questi ultimi possono essere persone attive, “sociali” e vivaci. Gli alunni della scuola primaria Guglielmo Marconi, dopo essere stati stimolati attraverso dei laboratori condotti dalle insegnanti, hanno prodotto una serie di disegni e proposto dei possibili nomi per la Casa, che saranno oggetto di un concorso online per scegliere quello che costituirà il logo ed il nome di “Casa Possibile”. Sempre sull’onda dello scambio intergenerazionale, durante i centri estivi a Coltura e Budoia, gestiti dal locale Progetto Giovani e dal Centro di aggregazione giovanile, sono già in calendario tre pomeriggi per approfondire la conoscenza di Casa Possibile. I ragazzi 6-11 anni lo faranno giocando, mentre per quelli 12-14 anni c’è in programma una biciclettata con merenda a Casa Possibile, in maniera che la realtà del co-housing entri in contatto con le generazioni più giovani in modo concreto e divertente. A seguito del grande entusiasmo e interesse dimostrato dai bambini, l’interazione tra generazioni proseguirà anche in autunno, sono già previste diverse attività proprio a Casa Possibile, che verranno realizzate in collaborazione con l’associazione Lis Aganis Ecomuseo delle Dolomiti Friulane, il Centro giovani e la scuola primaria Marconi. A dimostrazione che la vecchiezza deve essere considerata come una fase nuova e vitale della vita, in una dimensione all’interno della quale il co-housing può rappresentare un’importante realtà di proattività.
Folc lu ardi chel Dante! La Carnia ospita il sommo poeta
Nove tra i luoghi più suggestivi delle Terre alte friulane saranno lo scenario per altrettanti incontri di lettura partecipata in lingua friulana dei canti della Divina Commedia. Un’iniziativa immersiva che mette in relazione il popolo con l’opera simbolo della letteratura nazionale. Il progetto è ideato dalla impresa sociale Melius e finanziato dalla Regione FVG. Folc lu ardi chel Dante… anni trenta del Novecento, due signore di Ampezzo, Dina di Nâto e Catina di Catin, prendono il caffè nel tinello di Catina, come al solito aggiornandosi sulle ultime novità. D’un tratto Dina si sovviene di un fatto e per catturare l’attenzione dell’amica esclama: “Folc lu ardi chel Dante!” con una tipica imprecazione ancor oggi riservata più o meno bonariamente a quei personaggi che l’hanno combinata grossa, siano paesani o… poeti. Ma qui nasce l’equivoco: Catina pensa subito a quel giovane scapestrato di Dante di Vigji di Rôsa e accigliata domanda all’amica cosa avesse mai combinato ancora, mentre Dina, che ha appena ricevuto l’ultima dispensa uscita della Divina Commedia, è ancora turbata dalla lettura dei simoniaci delle Malebolge, dove Dante ha messo i Papi a testa in giù nelle fosse e gli ha fatto bruciare i piedi dalle fiamme … L’aneddoto è giunto fino ad oggi tramite i ricordi di famiglia di Luciano Martinis, artista di origini ampezzane, suggerendoci quanto Dante fosse entrato nell’immaginario popolare dell’epoca, anche grazie all’opera di diffusione della cultura da parte di case editrici come Sonzogno, che da Milano inviava in abbonamento le dispense della Divina Commedia fin nelle valli della Carnia. Il progetto a finanziamento regionale “Dante in Carnia” intende riallacciarsi a questa lettura semplice, viva e popolare della Divina Commedia, per riproporla collettivamente nei luoghi più ispirati e “danteschi” dei nostri monti. Per fare questo si è immaginato non solo di affidare le letture ad attori professionisti ma anche di creare delle occasioni più partecipative in cui ognuno potrà cimentarsi, magari riscoprendo Dante -al di là dei ricordi scolastici- come un poeta intellettuale vivace e affascinante, vero custode di tesori. Il percorso per (ri)avvicinarsi alla Divina Commedia e alla sua lettura condivisa passerà attraverso dei laboratori gratuiti, individuali o collettivi, che si terranno dal 24 al 27 giugno a Tolmezzo e ad Ampezzo a cura di Rita Maffei attrice e regista del CSS di Udine. Dal 3 luglio al 5 settembre nove tra i luoghi più pittoreschi e suggestivi della Carnia saranno la scenografia di Dante in Carnia “Folc lu ardi chel Dante!”, il programma itinerante di letture in lingua friulana dei principali Canti della Divina Commedia del Sommo Poeta, tratti dall’edizione originale del 1808 che riporta le note di Niccolò Tommaseo, riedita dall’editore Francesco Pagnoni nel 1865. Chiunque desideri partecipare come attore, comparsa o spettatore può inviare la propria richiesta a info@meliusitaly.eu o telefonare al numero 0433 41943. La partecipazione è gratuita. Per informazioni ulteriori www.danteincarnia.it INFERNO 3 Luglio, h 16.00 – 18.00 Falesia della Cjanevata e Rio Faeit – Cavazzo Carnico Letture del Canto I – III – VI – X – XIII – XV 11 Luglio, h 16.00 – 18.00 Orrido di Pierabech – Forni Avoltri Letture dei Canti III* – IV – V – XVII – XIX – XXVI 18 Luglio, h 16.00 – 18.00 Miniera di Cludinico – Ovaro Letture dei Canti I* – II – VII – XXXII – XXXIII – XXXIV PURGATORIO 25 Luglio, h 16.00 – 18.00 Sito archeologico Col di Zuca – Villa Santina Letture dei Canti I – II – III – V – XI – XXVIII 6 Agosto, h 17.00 – 19.00 Origine e cascatelle del torrente Arzino – Preone Letture dei Canti VI – XVII – XVIII – XXI – XXII – XXIII 13 Agosto, h 17.00 – 19.00 Chiesa di San Lorenzo – Forni di Sotto Letture dei Canti XXIV – XXVI – XXVII – XXX – XXXI – XXXIII PARADISO 20 Agosto, h 17.00 – 19.00 Chiesa della B. V. del Rosario – Ampezzo Letture dei Canti I – III – IV – V – VI – XI 27 Agosto, h 17.00 – 19.00 Chiesa di San Martino – Socchieve Letture dei Canti XV – XVI – XVII – XXI – XXII – XXIII 5 Settembre, h 16.00 – 18.00 Pieve di San Pietro – Zuglio Letture dei Canti XXVI – XXVII – XXVIII – XXX – XXXI – XXXIII SHARE
Riparte T-Essere, laboratorio sociale di sartoria idea della Cooperativa sociale Nuovi Vicini e di Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone
L’idea di un laboratorio di sartoria sociale è nata all’interno della Caritas diocesana di Concordia-Pordenone e della Cooperativa sociale Nuovi Vicini qualche anno fa, nel 2016: si trattava di un incontro settimanale per richiedenti asilo e rifugiati che imparavano a cucire, scambiandosi idee, condividendo piatti tipici. La pandemia ha fatto chiudere quest’esperienza e mai si sarebbe pensato che lo stesso Covid avrebbe creato anche l’occasione per far ripartire il laboratorio. Nel mese di maggio 2020 è infatti nato il laboratorio di sartoria sociale T-essere, per produrre mascherine anticovid19, in cotone, bianche o coloratissime, con tessuto antigoccia. L’iniziativa vede anche la collaborazione come partner dell’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale ed è stato avviato con il supporto della Fondazione Friuli, con l’obiettivo primario di favorire l’inclusione sociale di richiedenti asilo e rifugiati, di persone in condizioni di svantaggio o con disabilità. Nel tempo oltre alle mascherine, nel laboratorio t-essere si sono iniziati a realizzare manufatti industriali, portaoggetti di stoffa, astucci, beauty, portachiavi, shopping bag, borse, zainetti, portafogli e altri accessori, in vendita nello stesso laboratorio, presso la Caritas diocesana a Casa Madonna Pellegrina e nelle realtà collegate. Tutti i prodotti sono frutto della creatività dei partecipanti al laboratorio, realizzati cercando di puntare alla qualità. Si è cercato di riciclare tessuti donati da negozi, sarte, volontari, aziende del tessile, perché l’inclusione sociale non può prescindere da un’adeguata attenzione e rispetto per l’ambiente in cui viviamo. I partecipanti sono attualmente otto: sono rifugiati, richiedenti asilo, vittime di tratta, persone con disabilità, che hanno già alle spalle un’esperienza sartoriale alle spalle, per tradizione famigliare o perché nel proprio Paese facevano proprio i sarti: in questo laboratorio hanno potuto acquisire o affinare le proprie competenze, sotto la guida di una sarta e di alcune volontarie, nonché migliorare la conoscenza della lingua italiana, incontrare e conoscere altre persone, inserirsi all’interno di un lavoro di rete con la prospettiva, perché no, di trovare un lavoro. Se le provenienze sono diverse, tutti i partecipanti sono accomunati dallo stesso entusiasmo, che è stato contagioso, tanto da ampliare la rete dei supporter. Innanzitutto la Società San Vincenzo de’ Paoli, che ha messo a disposizione lo spazio per il laboratorio in via Caboto n. 22, a cui si sono aggiunti numerosi negozi ed organizzazione di Pordenone, come Campagna Amica, Altromercato, Calzedonia, Libreria Il Segno. E’ stata creata una rete di cooperative del Friuli Venezia Giulia, la “Rete per l’economia sociale”, che coinvolge altre realtà del territorio come Coop Noncello e Karpòs a Pordenone, Il Piccolo Principe di Casarsa, Lister di Trieste e Partecipazione di Udine, con il comune obiettivo di ideare, sviluppare e produrre prodotti tessili di qualità. E’ stata avviata una preziosissima collaborazione con un’azienda di tappezzeria del territorio, la Emanuele Mariotto srl che ha messo a disposizione le proprie competenze e risorse umane. Insieme si sta cercando di sperimentare un nuovo modo di coniugare produzione e inclusione sociale, per produrre valore economico e sociale con l’obiettivo di arrivare un giorno, alla creazione di una grande impresa sociale di comunità.
Da domani le assemblee dei soci di Coop Casarsa gruppo della cooperazione di consumo con sede direzionale in FVG
Domani da Faedis inizieranno le assemblee dei soci di Coop Casarsa, il più grande gruppo della cooperazione di consumo tra quelli con sede direzionale in Friuli Venezia Giulia. Lusinghieri i risultati di bilancio: cresce il fatturato nel 2020 oltre 29 milioni di euro complessivi nei 15 punti vendita tra le province di Pordenone, Udine e Treviso. Le assemblee annuali dei soci partiranno da Faedis, uno dei punti vendita in provincia di Udine della cooperativa (gli altri sono a Goricizza di Codroipo, Porpetto e Ruda). La presenza a Faedis di Coop Casarsa risale al 2015 quando diede continuità al punto vendita cittadino interessato dalla crisi delle Cooperative carniche, garantendo così il servizio di beni di prima necessità alla comunità. L’assemblea, rivolta a tutti i soci residenti in provincia di Udine si svolgerà martedì 22 giugno alle 19.30 nella sala consiliare di Faedis. I soci saranno chiamati ad approvare il bilancio 2021, chiuso in territorio positivo (+276 mila euro) e con fatturato di oltre 29 milioni di euro. Ai soci votanti in assemblea sarà donato un omaggio. “Rispetto al 2019 – spiega il presidente Mauro Praturlon – il fatturato è cresciuto di oltre il 13 per cento. È stato un anno particolare, segnato dalla pandemia e dalle limitazioni alla circolazione legate al coronavirus, ma va detto che anche quando è tornata la libertà di movimento, i nostri punti vendita hanno continuato ad attrarre la clientela con proposte basate su qualità e convenienza, grazie all’impegno della struttura guidata dal nostro direttore generale Piergiorgio Franzon da poco andato in meritata pensione. Siamo una realtà attiva dal 1919 e con oltre 16 mila soci, da sempre attenta al rapporto con le comunità che serviamo. Per questo lo scorso anno, nella fase più acuta dell’emergenza Covid-19, abbiamo donato 30 mila euro ai Comuni sul cui territorio operiamo sotto forma di buoni spesa per le famiglie in difficoltà a causa della situazione sanitaria”. Una generosità proseguita con le iniziative dedicate ai soci, i quali con il contributo integrativo della cooperativa hanno donato fondi (che verranno liquidati prossimamente) al banco alimentare del Friuli Venezia Giulia a favore degli indigenti nonché materiale didattico alle scuole del territorio con l’iniziativa “Cari soci fate i buoni scuola” (in fase di consegna in queste settimane). L’assemblea per i soci residenti in provincia di Treviso si terrà giovedì 24 giugno alle 19.30 nel teatro Damiano Chiesa di Francenigo di Gaiarine. Infine quella per i soci della provincia di Pordenone domenica 27 giugno alle 10.30 al teatro Pier Paolo Pasolini di Casarsa della Delizia. Nelle assemblee il presidente Mauro Praturlon – insieme al vicepresidente Cesare Giavi, al nuovo direttore generale Stefano Cesarin e ai sindaci revisori presieduti da Alberto Sandrin – relazionerà sul bilancio cooperativo. Saranno rispettate le procedure anti contagio e le distanze di sicurezza. Coop Casarsa è attiva sul territorio provinciale pordenonese a Casarsa, San Giovanni, Fiume Veneto, Cordovado, San Martino al Tagliamento, Lestans, San Quirino, Marsure e Pravisdomini e Azzano Decimo, in quello udinese a Goricizza, Porpetto, Ruda e Faedis e in provincia di Treviso a Francenigo.
Ripartono i SummerCamp di CoopCulture: campus estivi nei luoghi d’arte in Italia per ragazzi dai 6 ai 14 anni
CoopCulture propone anche quest’anno ai ragazzi dai 6 ai 14 anni un’estate all’insegna del gioco e della formazione, in totale sicurezza, nei musei, giardini e luoghi d’arte del nostro Paese. Le attività sono in programma nei Musei Reali di Torino, nel Museo di Storia Naturale di Milano, a Palazzo Merulana a Roma, nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli e all’Orto Botanico di Palermo. I laboratori didattici proposti sono ispirati ai valori in cui CoopCulture da sempre crede: la lentezza per riconquistare il gusto di guardare, ascoltare, riflettere, respirare; l’arte come fonte di benessere emotivo e non solo; l’attenzione all’ambiente; il valore del gioco come veicolo di riscoperta dei luoghi e dei rapporti con l’altro. Un programma di appuntamenti molto ricco da giugno a settembre organizzato secondo il rispetto delle distanze e delle misure di sicurezza anti-Covid19 Tutti gli eventi in calendario e i riferimenti utili per info e prenotazioni sono qui.
Itaca: a Torviscosa tornano in presenza le attività del Centro Giovani
Sarà un’estate all’insegna del gioco e della creatività, ma soprattutto della partecipazione quella prevista al Centro Giovani di Torviscosa (UD). Sino alla fine di luglio gli educatori della Cooperativa sociale Itaca, che gestisce il servizio in stretta collaborazione con l’Amministrazione comunale, hanno previsto una ricca offerta di attività che si svolgeranno, in sicurezza e secondo tutte le prescrizioni anti Covid-19, sia nei locali del Centro Giovani sia, soprattutto, all’esterno. Il centro giovanile sarà aperto nei pomeriggi del martedì, giovedì e venerdì dalle 16 alle 19 nell’attrezzatissima sede di piazzale Marinotti. A partire dagli 11 anni, tutti i ragazzi e le ragazze potranno partecipare a cacce al tesoro, biciclettate, laboratori creativi e sportivi e attività alla scoperta del territorio e in collaborazione con la comunità. Finalmente un’estate quasi normale anche per ragazze e ragazzi di Torviscosa, dopo un periodo davvero particolare soprattutto per i giovani, fra i primi ad avere subìto le restrizioni dovute alle prescrizioni sanitarie per il contenimento del contagio da Covid-19, a partire dalle attività scolastiche e poi quelle aggregative, sportive e educative. Un periodo durante il quale gli educatori della Cooperativa Itaca, con il supporto prezioso dell’Amministrazione comunale, hanno proposto e rimodulato una serie di attività per accompagnare i ragazzi a prendere consapevolezza della situazione derivante dalla pandemia, mantenendo le relazioni e il contatto con modalità a distanza e in presenza, a seconda dell’evoluzione del contagio. La rimodulazione della progettualità è stata il risultato di una profonda riflessione attuata dagli educatori su azioni non tanto di “smart working” ma di grande senso educativo, dove, in caso di bisogno, non utilizzare più una sola piattaforma online ma approcci mirati e “multicanale” (WhatsApp, videochiamata, social, semplice telefonata), perché era fondamentale continuare ad offrire ai ragazzi riferimenti stabili, anche se virtuali, soprattutto in una fase dominata dall’incertezza. Ed è risultato estremamente prezioso per i ragazzi sapere che potevano e possono condividere i loro pensieri con gli educatori, sempre pronti ad ascoltarli. Il Centro Giovanile non è infatti uno spazio ascolto psicologico, ma un luogo “nuovo” dove gli educatori propongono non solo contenuti significativi, ma sono pronti anche ad osservare la realtà con gli occhi dei ragazzi. Una sperimentazione, quella del Centro Giovani di Torviscosa, che sicuramente ha offerto l’occasione non solo di monitorare e raccogliere bisogni ma soprattutto di iniziare a costruire “con i ragazzi” una modalità nuova di fare aggregazione. Si è trattato certamente di un percorso particolarmente complesso, ma necessario per mantenere vivo un luogo che, più che di mera aggregazione giovanile, è diventato negli anni per Torviscosa e il territorio circostante una vera e propria palestra di partecipazione e cittadinanza attiva per il mondo giovanile e non solo. Un luogo, il Centro Giovani, dove si sono alternate nel tempo generazioni diverse, che hanno imparato a mettersi in gioco, testando i propri limiti e potenzialità con il supporto di figure adulte significative. Le settimane di riapertura primaverile hanno consentito di ripartire con le prove generali per l’estate, sono state preziosa occasione per gli educatori di ritrovare i ragazzi, comprendere come stanno, ascoltarli, per iniziare ad immaginare con loro un calendario di occasioni per vivere, finalmente, un nuovo periodo all’insegna del gioco e del divertimento all’interno di un percorso di crescita personale costruito durante l’estate e che proseguirà anche a settembre con la ripresa della collaborazione con le scuole e la biblioteca comunale, per portare avanti un ciclo di laboratori sulla lettura, la partecipazione e l’orientamento. “Sono stati davvero mesi complicati che non ci hanno permesso di proseguire con la programmazione delle attività che avevamo condiviso con gli operatori – afferma l’assessora alle Politiche Sociali del Comune di Torviscosa, Maria Concetta Mosanghini – e che, come sempre, avevano il duplice scopo di offrire ai ragazzi delle sane opportunità di crescita da un lato, e dall’altro di stimolare uno spiccato senso di cittadinanza attiva. Non sono stati comunque mesi sprecati: molte sono state le occasioni di programmazione e progettazione che hanno visto operatori e amministratori interrogarsi insieme e prepararsi per questo momento molto atteso di riapertura, nel rispetto, ovviamente, delle norme anti-pandemia. L’entusiasmo e la partecipazione numerosa dei ragazzi ai primi incontri proposti sono il migliore incentivo per proseguire in questo prezioso servizio alla comunità e alle famiglie”. Per partecipare alle attività gli educatori di Itaca possono essere contattati al numero 366 628 4457.
Coop Itaca: Arrivano le “Aiuole aromatiche” per coinvolgere e condividere nella propria quotidianità la Comunità
“Aiuole aromatiche” per coinvolgere e condividere nella propria quotidianità la Comunità di Villanova che li ha accolti. È il progetto al quale stanno lavorando i ragazzi di Civico 11, il Modulo Autismo per giovani adulti nato a Villanova di Pordenone da una coprogettazione tra Azienda sanitaria Friuli Occidentale e Cooperativa sociale Itaca. Il progetto prevede la creazione di sei aiuole posizionate nell’area verde dell’ex canonica di Villanova, in prossimità del bosco, nelle quali coltivare essenze aromatiche di uso comune, basilico, salvia, rosmarino, erba cipollina, origano e timo, che verranno messe poi a disposizione dei concittadini. In un’ottica di integrazione e costruzione di sinergie tra diversi Servizi rivolti a giovani persone con disabilità, l’equipe educativa di Civico 11 ha stretto preziose collaborazioni con le Unità Educative Territoriali gestite in collaborazione tra AsFO e Cooperativa Itaca: una parte delle piante aromatiche, infatti, è frutto del lavoro e dell’impegno dei giovani attivi all’interno della UET Agraria di Spilimbergo, un’altra proviene dal gruppo di giovani adulti della UET “Il Nostro Fiore” di San Giovanni di Livenza a Sacile, che hanno accompagnato Corrado e Silvio di Civico 11 nell’esperienza in serra di semina e cura delle piantine. Non appena pronte, le essenze verranno trapiantate a Villanova, successivamente innaffiate e “curate” dai ragazzi di Civico 11. Le piante aromatiche potranno essere raccolte da chiunque lo desideri. Il momento opportuno verrà annunciato da ragazzi e educatori mediante cartelli che verranno apposti sul cancello di ingresso della ex canonica di San Ulderico, che accoglie il servizio. In questo modo, i concittadini di Villanova ed i passanti saranno invitati ad entrare nel giardino per apprezzare le aiuole e raccogliere ciò che potrà impreziosire la loro cucina e i loro piatti. “Alla stesura del progetto – spiegano da Civico 11 –, nato da un’idea di Manuela, hanno collaborato tutti i ragazzi e gli educatori. Ci siamo messi tutti all’opera, ciascuno con le proprie abilità, per coinvolgere e condividere la nostra quotidianità con la comunità di Villanova che ci ha accolti”. Civico 11 gode di un ampio partenariato composto da Comune di Pordenone, Diocesi di Concordia-Pordenone (proprietaria dell’immobile ceduto in comodato gratuito ad AsFO e Itaca per la gestione del servizio), Associazione La Casa dell’Autismo e Regione Friuli Venezia Giulia.
Coop Alleanza 3.0 restaura il dipinto della Trasfigurazione
Il capolavoro locale è il vincitore della tappa dedicata al Friuli Venezia Giulia di Opera tua il percorso in sei tappe per proporre il restauro di capolavori da salvare. Coop Alleanza 3.0 sosterrà il restauro del dipinto della Trasfigurazione (risalente al 1600 circa), attribuito a Palma il Giovane, sito nei Musei Civici di Udine. Il restauro sarà sostenuto grazie a “Opera tua”, il progetto che sposa il sostegno alla cultura, attraverso la valorizzazione e il recupero di capolavori locali, con l’eccellenza dei prodotti enogastronomici della linea Fior fiore Coop nell’ambito di “Per tutti per te Coop”, il programma della Cooperativa che sostiene la comunità. Il capolavoro locale è stato preferito dal 72% dei votanti nella tappa di “Opera tua” che dal 15 maggio al 14 giugno è stata dedicata al Friuli Venezia Giulia, che hanno espresso il gradimento e quindi la partecipazione di un nutrito numero di soci e consumatori a questa tappa confermando l’interesse per l’arte e per il patrimonio storico-artistico del nostro Paese come valore assoluto al quale è importantissimo garantire il futuro; la scelta poteva ricadere tra questo capolavoro e un’altra opera di grande valore come il dipinto Cacciatore con selvaggina (risalente al 1750 circa) del pittore bavarese Johann Michael Lichtenreiter, ubicato nei Musei Provinciali di Gorizia. “La vittoria dell’opera di Palma il Giovane – ha commentato il Sindaco di Udine Pietro Fontanini – non può che renderci orgogliosi e soddisfatti, anche perché ci offre l’occasione per restituire finalmente agli udinesi e ai molti appassionati d’arte che ogni anno visitano la nostra città un capolavoro della pittura veneta seicentesca da troppo tempo dimenticato. Un grazie va a Coop Alleanza 3.0 per avere ideato questo progetto il cui merito è non solo quello di far conoscere i tesori italiani ma anche quello di aiutare concretamente le amministrazioni locali a recuperarli. Ma il mio personale ringraziamento va soprattutto a tutti coloro che hanno accolto il nostro appello a votare, permettendo così alla nostra città di risultare vincitrice di questa amichevole ma appassionante sfida con Gorizia”. “Si tratta di un esempio virtuoso della crescente importanza dell’intervento del privato nell’ambito della gestione e valorizzazione del patrimonio culturale, tenuto conto che con sempre maggiore difficoltà i musei, specie quelli medi e piccoli, riescono a far fronte alle ingenti risorse che richiede la conservazione del proprio patrimonio”, è il commento dell’assessore Fabrizio Cigolot. “È altresì un’importante pagina della storia di Udine quella che il dipinto di Palma il Giovane richiama sia per la sua collocazione nella Chiesa di Santa Barbara, ormai scomparsa, che sorgeva in piazza dei Grani, l’odierna Piazza XX Settembre, e che anticamente costituiva la Cappella privata dello storico Palazzo Torriani, sia per il profilo dell’artista, che si pone fra i più validi esponenti del manierismo veneziano tra il 1500 ed il 1600. Il dipinto, una volta restaurato troverà collocazione permanente nella galleria d’Arte antica del castello di Udine”. Il progetto si articola complessivamente in 6 tappe che fino a ottobre toccheranno alcune delle regioni in cui è presente la Cooperativa: ogni mese, due gioielli artistici della stessa zona vengono proposti a soci e clienti che, con il loro voto, determinano a quale opera destinare i fondi per il recupero. Per votare l’opera da restaurare basta collegarsi al sito di Coop Alleanza 3.0 (www.coopalleanza3-0.it) navigare nella sezione dedicata al progetto accessibile anche dalla short url all.coop/operatua. L’andamento dei voti sarà visibile sul sito e l’opera vincitrice verrà resa nota alla fine di ogni tappa. Online sarà possibile seguire il restauro, con informazioni sui tempi e l’avanzamento. Le opere da restaurare sono state scelte con Fondaco Italia, società attiva nella valorizzazione dei beni culturali (www.fondacoitalia.it), in collaborazione con l’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale (www.patrimoniomondiale.it) e le istituzioni territoriali. Anche quest’anno, “Opera tua” può contare anche sul patrocinio del Touring Club Italiano, associazione non profit (www.touringclub.it), che si occupa da oltre cent’anni di turismo, cultura e ambiente.
Itaca chiude in pareggio e rende sostenibili le relazioni di cura. L’Assemblea generale dei soci ha approvato il bilancio 2020
L’anno 2020 era iniziato con la preoccupazione derivante dal rinnovo del CCNL Coop Sociali, che avrebbe prodotto un aumento del costo del lavoro di quasi il 5% (il 6% a regime). A ciò si è aggiunta, inattesa, l’emergenza sanitaria da Covid-19 che, dal 24 febbraio 2020, ha catapultato il mondo in un contesto emergenziale. La pandemia ha imposto alla Cooperativa sociale Itaca nuove priorità organizzative, nuovi obiettivi con misure straordinarie e, con essi, nuovi costi. La diminuzione del fatturato, i maggiori costi del personale a fronte del rinnovato contratto di lavoro, e della produzione, soprattutto per i Dpi, non hanno pregiudicato la solidità e continuità aziendale di Itaca, non solo per il patrimonio finanziario e una buona struttura organizzativa, ma anche grazie ai correttivi posti tempestivamente in essere per fronteggiare la situazione emergenziale. Grazie a ciò, Itaca è stata in grado di raggiungere il pareggio di bilancio senza intaccare il Fondo Contratti Onerosi, appostato nel 2019 con l’obiettivo di mitigare l’impatto del rinnovo del contratto di lavoro sulla gestione. Un tanto anche a fronte del contesto, che ha imposto lo slittamento di quasi tutte le nuove procedure di affidamento. In termini di mutualità interna, la sospensione di molti servizi per molti mesi ha determinato la perdita temporanea di lavoro per più del 50% del personale impiegato, con una prevalenza di operatori (assistenti e educatori) dei servizi domiciliari e territoriali e dei servizi semiresidenziali, dove sono più numerosi i contratti part time, per i quali Itaca si è immediatamente attivata con il ricorso agli ammortizzatori sociali. A fine marzo, seppur in assenza di specifiche autorizzazioni, il Consiglio di Amministrazione ha deciso di anticipare il Fondo di Integrazione Salariale, che nel corso del 2020 ha riguardato oltre un migliaio di lavoratori e un’anticipazione di quasi 2milioni di euro. “L’impatto del Covid-19 sulla dimensione aziendale e organizzativa è stato notevole – afferma la presidente Orietta Antonini -. La lucidità, la competenza e il buon senso con cui la Cooperativa ha affrontato l’emergenza, ha consentito a Itaca di porre tempestivamente in essere efficaci correttivi. Tra essi il contenimento dei costi fissi indiretti, l’attivazione degli strumenti normativi per l’intercettazione dei sostegni messi a disposizione, l’attivazione degli strumenti contrattuali riferiti alle varianti in corso d’opera, maggiori oneri per la sicurezza, riprogettazioni, oneri straordinari e costi incomprimibili”. Il bilancio numero 28 della Cooperativa sociale Itaca si è così chiuso con un risultato operativo della gestione in pareggio, il fatturato si è attestato a 44,4 milioni di euro (50,3 nel 2019), sostanzialmente stabile l’occupazione, favorevoli i riscontri sulla qualità dei servizi svolti ai quasi 16 mila beneficiari di attività socio assistenziali ed educative attraverso più di 220 contratti e 100 committenti sparsi tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Alto Adige e Lombardia. L’Assemblea generale della Cooperativa sociale Itaca ha approvato lo scorso 11 giugno il bilancio 2020. Per ridurre al minimo i rischi connessi all’emergenza sanitaria da Covid-19, come accaduto l’anno precedente, i lavori hanno previsto l’intervento delle socie e dei soci esclusivamente attraverso piattaforma online e tramite 8 Rappresentanti designati, ai quali le socie e i soci si sono previamente rivolti, indifferentemente nei diversi territori, per conferire loro la delega con istruzioni di voto. “L’emergenza sanitaria derivante dalla pandemia da Covid-19 ha già cambiato la nostra complessiva attività – evidenzia la presidente Antonini -. Molti obiettivi e molte azioni sono già stati ripensati e altri lo saranno a breve, in un’ottica di continuità della gestione e accogliendo la sfida di rendere possibili e sostenibili, in quanto essenziali, le relazioni di cura con le regole del distanziamento fisico e sociale”. Nel corso del 2020, il valore della produzione è diminuito da 50,3 a 44,4 milioni di euro (-11,8%), parimenti è diminuito il costo del lavoro che è passato da 40,6 a 36,8 milioni di euro (-9,2%). Sostanzialmente stabile l’occupazione, la presenza femminile è restata all’83%, mentre i lavoratori mediamente occupati sono stati 2053 (2068 l’anno precedente, -0,7%), di cui 1234 soci. “Desidero ringraziare a nome di tutto il Consiglio di Amministrazione – sottolinea la presidente di Itaca – tutte le nostre lavoratrici e tutti i nostri lavoratori impegnati nei territori per aver dimostrato, e perché continuano a dimostrare, senso di responsabilità, professionalità e dedizione nei confronti dei nostri servizi e dei nostri beneficiari. Ciò che siamo e saremo è anche grazie alla loro e nostra capacità di lettura e adattamento ad un presente imprevisto, alla loro e nostra resilienza, orientata con una visione generativa verso il futuro”.