Welfare aziendale a sostegno delle imprese per rispondere ai bisogni sociali dei lavoratori: il Consorzio FIBER, di cui fa parte anche la Cooperativa sociale Itaca, è entrato a far parte di AIWA, Associazione Italiana Welfare Aziendale, portando in dote il progetto Welfare ComeTe, nato per fornire risposte ed interventi concreti in ambito people caring. Progetto imprenditoriale sviluppato dal Consorzio FIBER, Welfare Come Te è oggi partecipato non solo da Itaca ma da altre 17 realtà – tra Consorzi e Cooperative sociali – tra le più importanti in Italia, che consentono di coinvolgere nel sistema oltre 100 imprese sociali su tutto il territorio nazionale con standard qualitativi certificati. Tutte le Cooperative sociali sono storicamente impegnate nella gestione di servizi rivolti alle persone ed impiegano complessivamente oltre 50.000 professionisti qualificati in tutte le regioni. Grazie all’ingresso di Consorzio FIBER in AIWA, il progetto Welfare ComeTe può diventare interlocutore privilegiato ed affiancare le imprese nella qualificazione del proprio Piano di Welfare Aziendale, attraverso il design di soluzioni personalizzate di “Welfare Sociale”, che consentano una risposta completa in ambito people caring. Tra i servizi dedicati, la cura e assistenza di familiari anziani e/o non autosufficienti, la gestione dei figli e delle fragilità educative, la presa in carico e il sostegno per fragilità personali, l’orientamento nella rete territoriale dei servizi offerti dal welfare locale (pubblico e privato). “L’adesione di Welfare Come Te ad AIWA ci conferma la correttezza del cammino iniziato ad inizio 2017 – afferma il presidente di AIWA, Emmanuele Massagli, logiche economiche e logiche sociali non sono inconciliabili, ma trovano nel welfare aziendale un ponte, un punto di incontro. Sempre di più va riscoprendosi il nesso inscindibile tra il welfare aziendale correttamente inteso, ossia la risposta ai bisogni sociali dei propri dipendenti organizzata dalle imprese, e la cooperazione sociale, che nasce proprio per conseguire il benessere non tanto del singolo, ma della società tutta”. “Entriamo in AIWA come rappresentanti di un mondo, la cooperazione sociale, che da oltre 40 anni è impegnato nel sorreggere il sistema di welfare pubblico del nostro Paese – dichiara il direttore del Consorzio FIBER, Paolo Schipani -. Lo facciamo in un momento di transizione, a cavallo di una pandemia mondiale, dove anche le aziende sono chiamate a essere protagoniste nel rispondere ai bisogni sociali dei lavoratori. Vogliamo farlo in integrazione a quella che è la proposta degli altri provider, così da aggiungere la nostra capacità di lettura del bisogno, la nostra presenza e capillarità territoriale, la nostra possibilità di presa in carico globale, qualificando la proposta complessiva del mercato del welfare aziendale. Vogliamo fare in modo che la valorizzazione del “welfare sociale” non sia solo un posizionamento commerciale, ma un approccio coerente in grado di generare un forte impatto”. Un connubio che vuole offrire anche alle imprese più piccole l’opportunità di uscire da un approccio di welfare aziendale standardizzato, che vada nella direzione di una nuova cultura di welfare aziendale attraverso progetti di responsabilità sociale. Tra i valori aggiunti, la figura del Care Manager, che ha il compito di proporre una risposta personalizzata alle famiglie che cercano una risposta ai loro bisogni: dall’assistenza di base a domicilio all’accoglienza in struttura, dai percorsi educativi individualizzati a consulenze professionali specialistiche.
Politecnica: al via la fase di progettazione definitiva per il recupero dell’ex Amideria Chiozza a Ruda
Parte la fase di progettazione definitiva per la riqualificazione dell’ex Amideria Chiozza, che il Comune di Ruda ha affidato al raggruppamento temporaneo d’impresa formato da Politecnica – fra le maggiori società italiane di progettazione integrata, architettura, ingegneria e urbanistica – Cooprogetti di Pordenone, Studio Associato Pessina-Lanza di Palmanova e la restauratrice Monica Endrizzi. L’obiettivo del progetto di recupero è inserire il complesso archeologico industriale, di circa dieci mila metri quadri, all’interno di un percorso turistico e culturale di valorizzazione del territorio, in sinergia con i siti Unesco di interesse regionale, come Aquileia, Cividale e Palmanova. L’ex Amideria rappresenta infatti un simbolo di grande rilevanza sociale, culturale ed economica per il territorio del Friuli-Venezia Giulia ed in particolare per il Comune di Ruda, in quanto è stata per molti anni un luogo di lavoro e centro produttivo di riferimento per le comunità locali. Il complesso costituisce un bene archeologico industriale di valore storico-architettonico, riconosciuto da vincolo di interesse culturale nel 1989 e censito nel Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale (SIRPaC) tra le Archeologie Industriali. Politecnica, in qualità di capogruppo e responsabile della fase di progettazione e direzione lavori, ha posto grande attenzione nell’individuare una strategia in grado di rivitalizzare la struttura tutelandone e valorizzandone i caratteri dell’architettura originaria e i macchinari industriali, ancora presenti al suo interno, che costituiscono un patrimonio di grande valore. L’intervento di restauro conservativo permetterà, quindi, di preservare la memoria storica dell’ex Amideria e farla rivivere al contempo attraverso una nuova destinazione d’uso del complesso, dove convivranno tecnologia, innovazione e tradizione locale. La proposta progettuale prevede l’individuazione di tre aree all’interno del complesso dell’ex Amideria, distinte ma funzionalmente collegate. Una zona museale, che sarà dedicata alla valorizzazione e alla storia dell’edificio, dove verrà creato un percorso espositivo che racconti l’importanza sociale ed economica che l’industria dell’amido ha avuto per il territorio di Ruda. Una zona riservata al settore terziario avanzato e alla divulgazione delle ricerche sull’acqua, risorsa energetica fondamentale per l’Amideria, sorta oltre 150 anni fa nelle dirette vicinanze del torrente ad essa adiacente. Infine, un’area servizi che funzionerà da cerniera tra le nuove funzioni culturali e produttive. “Questo progetto riflette un concetto di restauro sempre meno legato all’architettura classica, in favore di un recupero degli edifici industriali all’insegna dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, qui reso possibile anche grazie all’utilizzo del metodo HBIM, in cui Politecnica ha una grande esperienza – ha dichiarato l’Architetto Alessandro Uras, socio di Politecnica e Responsabile della progettazione architettonica e del restauro – È un privilegio per noi contribuire alla realizzazione di un progetto che ha grande valore per il territorio e che restituirà alla comunità locale un simbolo della sua storia, in chiave nuova e rinnovata. Sono proprio gli interventi che hanno una valenza sociale molto forte, dove è centrale l’ascolto di chi vive i luoghi in cui operiamo, quelli che Politecnica riesce ad interpretare al meglio”. “Recuperare la memoria storico-sociale, con la realizzazione di un museo dedicato alla produzione dell’amido di riso – ha dichiarato il professor Edino Valcovich di Cooprogetti – è solo una parte dell’importante azione riqualificativa proposta dal progetto in fase di sviluppo. Tale progetto prevede infatti di affiancare alla zona museale, all’interno della quale saranno ricollocate tutte le macchine originali perfettamente restaurate, un’area funzionale destinata a specifiche azioni legate al comparto della Ricerca e Sviluppo (R&S). Ciò in considerazione della disponibilità dimostrata, in sede di gara, da parte di Area Science Park di Trieste che ivi proponeva di decentrare alcune attività di ricerca collegate alla risorsa acqua, tema di assoluta priorità nazionale ed internazionale nella cornice della sostenibilità. Si sta configurando quindi un progetto di assoluta novità che mira al superamento della tradizionale nozione statica di museo, associando alla stessa quella di azione innovativa nel settore della ricerca e sviluppo”. Nell’intervento sarà applicata la metodologia HBIM (Heritage BIM), l’innovativa tecnologia di progettazione per il recupero degli edifici storici, che permetterà di ottimizzare la pianificazione, realizzazione e gestione del progetto anche in termini di efficacia ed efficienza energetica. Elemento centrale della progettazione sarà, infatti, la rifunzionalizzazione dell’edificio in termini di sostenibilità ambientale, attraverso soluzioni tecnologiche che consentano allo stesso tempo di impattare il meno possibile sull’architettura originaria dell’ex Amideria. In particolare, per la climatizzazione sarà valutata l’installazione di un impianto geotermico e per l’illuminazione si prevede di realizzare un impianto a LED con sensori di presenza e di luminosità attivi, che consentiranno un notevole risparmio energetico ed una gestione ottimale della luce. Inoltre, il volume dell’edificio sarà composto da due corpi di fabbrica collegati da corti all’aperto, attraversate da una strada interna completa di aree verdi ripristinate, che potrà essere percorsa e vissuta negli orari di apertura del nuovo complesso e che inaugurerà un nuovo concetto di spazialità e prospettive di abitabilità dell’area circostante.
Ires presenta i corsi Ifts con gli ex allievi
Si terrà martedì 26 ottobre, in modalità online a partire dalle 17.30, l’incontro di presentazione dei corsi Ifts 2021/22 organizzati all’Ires di Udine per formare nuovi profili tecnici da inserire nel Data Management e nei progetti di Business Intelligence aziendali e nella gestione amministrativa e finanziaria di impresa, con particolare riguardo alle pratiche collegate all’import/export. Il webinar sarà anche un momento di incontro con quanti hanno già saputo cogliere l’opportunità offerta dai corsi Ifts Ires e attualmente lavorano nel settore. Gli ex allievi racconteranno l’esperienza di specializzazione e inserimento in azienda. Solo nell’ultimo triennio, attraverso i corsi Ifts, Ires ha favorito l’inserimento lavorativo di quasi 7 allievi su 10 a conferma dell’elevata spendibilità dei profili tecnici individuati per rispondere alle sempre più numerose richieste di esperti di data management (per la gestione e analisi strategica delle basi dati aziendali e non solo) e di contabilità e finanza aziendale. Per partecipare al webinar è necessario iscriversi (https://www.iresfvg.org/ifts-e-lavoro-incontro-con-gli-ex-allievi-dei-corsi-ires/) nella pagina dedicata all’evento.
Coop Alleanza 3.0 contro le disparità di genere: stop tampon tax
Nell’ambito della campagna di Coop sulla parità di genere e inclusione “Close the Gap – Riduciamo le differenze”, Coop Alleanza 3.0 mette la parità di genere anche nel carrello rilanciando “Stop Tampon Tax! Il ciclo non è un lusso” la petizione promossa dal collettivo di giovani donne “Onde Rosa” sulla piattaforma Change.org per abbassare l’Iva sugli assorbenti, portandola al 4%. Nei punti vendita di Coop Alleanza 3.0 da oggi 21 ottobre al 31 ottobre, il rilancio della campagna “Close the Gap” prevede infatti il taglio del prezzo di vendita su tutti gli assorbenti femminili Coop, così da simulare il passaggio dell’Iva dal 22% attuale al 4%, come la petizione chiede. Coop Alleanza 3.0 rinnova il sostegno all’iniziativa che, coinvolgendo soci e consumatori, può essere in grado di fare una grande differenza mettendo a disposizione i propri punti vendita come altrettanti luoghi in cui far risuonare una call to action che è anche una importante battaglia di civiltà. Inoltre, nei negozi della Cooperativa saranno allestite delle postazioni per raccogliere le firme sia in modo manuale che digitale sottoscrivendo in entrambi i casi la petizione “Stop Tampon Tax! Il ciclo non è un lusso” (su all.coop/closethegap il calendario dei presìdi nei punti vendita coinvolti). La raccolta firme fisica supportata dai soci di Coop Alleanza 3.0 vuole rilanciare la possibilità di firmare la petizione anche online, aderendo sulla piattaforma Change.org. (di seguito il link della petizione https://www.change.org/p/stop-tampontax-il-ciclo-non-%C3%A8-un-lusso ). Per Coop il Governo ha imboccato la strada giusta con l’abbattimento dell’Iva sugli assorbenti femminili dal 22% al 10% e dimostra di aver recepito la mobilitazione in atto che Coop ha sostenuto. Coop inoltre vigilerà perché la normativa vada in porto e non ci siano rincari nel settore che vanifichino il taglio dell’Iva. Il sostegno a questa campagna ad alto valore etico è tra le manifestazioni concrete del Piano pluriennale di sostenibilità di Coop Alleanza 3.0 che allinea gli obiettivi strategici della Cooperativa con i 17 Global Goal previsti dall’Agenda ONU 2030. “Close the gap – Riduciamo le differenze” È dallo scorso marzo che Coop ha lanciato la campagna “Close the Gap” sull’inclusione di genere puntando in modo particolare alla parità di genere femminile, avviando progetti interni, percorsi formativi e coinvolgendo i fornitori di prodotto a marchio. Nessuna pretesa di risolvere un problema che necessita di molti diversi interventi e che non può essere solo affidato alle singole imprese, ma è la volontà di fare la propria parte che anima Coop. In questo ambito Coop ha sostenuto anche la petizione promossa dal collettivo di giovani donne “Onde Rosa” sulla piattaforma Change.org. Negli ultimi mesi, dopo il rilancio da parte di Coop della petizione (che ha raggiunto ormai le 650 mila firme on line), si è affiancata al progetto anche l’associazione Toccaanoi, che ha viaggiato in tutta Italia con lo scopo analogo di sensibilizzare amministrazioni locali e enti territoriali, ottenendo risultati come l’applicazione degli sconti nelle farmacie comunali, l’installazione di distributori di prodotti igienico-sanitari femminili in spazi pubblici o altre azioni volte alla riduzione di questa disparità. Proprio con lo scopo di continuare questa opera di sensibilizzazione saranno più di 250 i punti vendita delle singole cooperative di consumatori che diventeranno presidi informativi sul tema e a sostegno della petizione “Stop Tampon Tax” e il 5 novembre i quattro soggetti promotori della mobilitazione ovvero oltre a Coop, Onde Rosa, Change.org e Toccaanoi daranno vita a un evento per continuare a dialogare con il mondo della politica e delle istituzioni a Roma, presso la Biblioteca del Senato.
Coop Itaca: a Refrontolo è ripartita la Consulta dei Bambini
Lorenzo, Daniel, Paolo, Greta, Michell, Alessia, Matilde e Nicola sono gli 8 componenti della Consulta dei Bambini di Refrontolo, eletti a maggio di quest’anno, che, assieme ai loro collaboratori Alessia e Michell, si occuperanno dei lavori dell’organismo consultivo per il 2021-2022. La cerimonia di proclamazione degli eletti e delle elette si è tenuta l’11 ottobre nella sala consiliare del Comune di Refrontolo, alla presenza del sindaco Mauro Canal, dell’assessore alle politiche giovanili Matteo Corbanese e delle famiglie. Il progetto Consulta, gestito dalla Cooperativa sociale Itaca all’interno del servizio Operativa di comunità dell’Ulss 2 Marca trevigiana ed in stretta collaborazione con il Comune di Refrontolo, ha vissuto con grande emozione il momento della consegna degli attestati di partecipazione alle bambine ed ai bambini. Peraltro, l’amministrazione comunale ha voluto consegnare ad ognuno di loro anche uno zainetto, in segno di ringraziamento anticipato per l’impegno che investiranno in un progetto così caro alla cittadinanza. Le proposte di attività da realizzare raccolte dai ragazzi sono tante e differenti, e sono state suddivise in quattro assessorati: Cultura e scuola ricoperto da Matilde e Michell, Storia e tradizioni da Greta, Ecologia e turismo da Nicola e Paolo, e infine Tempo libero e volontariato ricoperto da Lorenzo, Alessia e Daniel. Tra i primi progetti in cantiere in ordine di tempo certamente il “Natale in Piazza 2021”, evento molto atteso dai refrontolesi di ogni età, quest’anno ancora di più visto che l’edizione 2020 era purtroppo saltata a causa della pandemia da Covid-19 ancora in atto. E una speciale mostra di costruzioni Lego che si terrà nella primavera 2022 al Molinetto della Croda, luogo storico, culturale e simbolo di Refrontolo. La Consulta dei Bambini di Refrontolo è un’esperienza di cittadinanza attiva, alla quale possono partecipare i bambini e le bambine delle classi 4^ e 5^ della scuola primaria. Il progetto – nato nel 2018 all’interno del servizio Operativa di comunità dell’Ulss 2 Marca trevigiana, gestito dagli educatori della Cooperativa sociale Itaca in stretta collaborazione con il Comune di Refrontolo – intende raggiungere non solo i bambini direttamente coinvolti, ma anche le loro famiglie, la scuola e le altre agenzie educative del territorio. Essere parte della Consulta dei Bambini consente ai giovani partecipanti di sperimentare e approfondire i concetti di comunità e di cittadinanza, ma diventa anche un importante esercizio di responsabilità e di presa di coscienza delle proprie risorse e capacità decisionali, che permettono ad ogni bambino di approfondire la conoscenza di sé, dei coetanei e della comunità in cui vive. Grazie al progetto Consulta i bambini possono pensare il proprio paese, sollecitare la progettualità e la creatività di tutti i suoi abitanti, non solo degli amministratori, stimolare dia il senso di corresponsabilità educativa e di appartenenza alla comunità, sia lo sviluppo dell’impegno e del bene comune. “Il progetto della Consulta dei Bambini è fondamentale per far crescere una coscienza di cittadino attivo sin dall’infanzia – afferma l’assessore alle politiche giovanili Matteo Corbanese -. I bambini hanno infatti la possibilità di proporre idee e progetti, lavorare assieme e vederli realizzati. In questo modo si sentono parte attiva del paese e, con il passare degli anni, ci auguriamo che entrino a far parte di qualche associazione di volontariato. In modo da dare linfa vitale alla comunità”. “La Consulta dei Bambini è un progetto stimolante – spiega l’educatrice Linda Possamai, che per Itaca segue il progetto e l’Operativa di comunità a Refrontolo -. Accogliere la creatività dei bambini ci permette di guardare sotto altre prospettive il territorio. Come adulti e educatori, il nostro compito è guidarli nell’essere protagonisti e cittadini; viceversa, noi impariamo a fare spazio nella realtà ai loro sogni e desideri”. Nella foto i componenti della Consulta dei Bambini con il sindaco di Refrontolo, Mauro Canal, e l’assessore alle politiche giovanili, Matteo Corbanese
COOP CASARSA: DONATE A 18 SCUOLE DEL TERRITORIO MATERIALE DIDATTICO CHE VIENE UTILIZZATO IN QUESTO ANNO SCOLASTICO
Nell’anno scolastico appena iniziato centinaia di studenti della scuola dell’infanzia e primaria stanno utilizzando materiale didattico donato dai soci di Coop Casarsa attraverso la sesta edizione dell’iniziativa solidale “Cari Soci fate i buoni… scuola!”. In totale sono state premiate 18 scuole in 12 Comuni, per un totale di 234 confezioni di materiale didattico consegnate entro l’estate. In questi giorni è partita la settima edizione dell’iniziativa, con le lettere inviate ai vari responsabili scolastici e tutte le informazioni sul sito www.coopcasarsaconlascuola.it. “Un’iniziativa tutta a vantaggio del mondo della scuola e delle giovani generazioni – spiega Mauro Praturlon presidente di Coop Casarsa -: per noi è importante il sostegno al territorio in cui operiamo, in particolar modo per quanto riguarda lo studio e l’educazione. Per questo siamo al fianco dei nostri soci i quali decidono di volta in volta a quale tra le scuole aderenti consegnare il loro buono, che poi noi convertiamo in materiale didattico che viene donato”. Queste le scuole beneficiarie. Casarsa della Delizia: scuola dell’infanzia Sacro Cuore, scuola dell’infanzia monsignor Jop San Giovanni, scuola primaria Da Vinci, scuola primaria Marconi San Giovanni. Faedis: scuola primaria Alighieri. Fiume Veneto: scuola infanzia Angelo Custode, scuola infanzia Maria Immacolata Bannia, primaria Cesare Battisti. Cordovado: scuola primaria Nievo. Codroipo: scuola infanzia Ricordo ai caduti Goricizza. Sequals: primaria Marconi Lestans. Travesio: scuola primaria Cernazai. Pravisdomini: scuola infanzia Sant’Antonio abate, scuola primaria Buodo. Ruda: scuola primaria Turoldo. San Quirino: scuola primaria Foscolo, scuola dell’infanzia San Quirino. Montereale Valcellina: scuola dell’infanzia San Leonardo.
COOP ALLEANZA 3.0 E LE COOPERATIVE DI CONSUMATORI CONTRO LA VIOLENZA DELLE MANIFESTAZIONI NO-GREEN PASS; SOLIDARIETÀ ALLA CGIL PER L’AGGRESSIONE NEOFASCISTA.
Coop Alleanza 3.0 insieme alle Cooperative di Consumatori condanna con forza le minacce e gli episodi di violenza che si sono verificati nelle manifestazioni di ieri a Roma contro il green pass. Il diritto a manifestare non ha nulla a che fare con l’attacco violento alle istituzioni e al sindacato. L’assalto alla sede della CGIL rimanda agli episodi di squadrismo del passato. Come cooperatori esprimiamo piena solidarietà alle forze dell’ordine e alla CGIL; invitiamo tutte le organizzazioni democratiche a unirsi nel respingere questi attacchi.
Idealservice, tra le prime società in italia, introduce la figura del disability manager
Idealservice, società cooperativa con base a Pasian di Prato (Udine) e sedi in tutta Italia, che opera nei settori Facility Management, servizi ambientali e gestione di impianti di selezione rifiuti multimateriale, è una delle prime realtà imprenditoriali in Italia e nel Nordest a dotarsi della figura del disability manager. Istituita internamente per promuovere l’occupazione e l’inserimento lavorativo delle persone diversamente abili, con disabilità certificate, attraverso interventi mirati, la figura risponde in modo coerente all’impegno assunto da Idealservice in ambito di Corporate Social Responsibility ed è inserita nell’area aziendale Risorse Umane, a supporto nell’inserimento di questi lavoratori, e per meglio valorizzare le competenze e le capacità del candidato in relazione alla sua disabilità. “Il nostro obiettivo – spiega il Presidente di Idealservice Marco Riboli – è garantire corretti processi di inserimento, inclusione e integrazione aziendale, creando e diffondendo innanzitutto una cultura aziendale in relazione alle tematiche legate alle disabilità in ambito lavorativo e nel contesto sociale di riferimento”. Tramite incontri mirati di formazione trasversale, Idealservice punta a sensibilizzare soci e dipendenti sulla disabilità, sulle forme di disabilità sommersa in contesto lavorativo e sull’integrazione aziendale tra diversità e inclusione. “Il Disability Manager – precisa ancora il Presidente – si occupa, appunto, della formazione di manager e colleghi per sensibilizzare i dipendenti, rendere l’ambiente lavorativo il più inclusivo possibile, potenziare la salvaguardia del benessere di tutti. Diventa così un punto di riferimento – aggiunge – per intercettare bisogni, problemi, opportunità, esigenze da parte di tutti i dipendenti che ne abbiano bisogno”. L’attività sarà articolata e prevede una fase di ascolto per verificare i cambiamenti nei processi, nelle percezioni e negli atteggiamenti all’interno del contesto aziendale, “al fine di rendere tutti consapevoli e orgogliosi di far parte di un’azienda realmente inclusiva – sottolinea Riboli – e soprattutto coerente con i propri principi e con il proprio impegno in ambito di Corporate Social Responsibility”. Per dare ulteriore concretezza all’impegno aziendale in questo senso, la cooperativa elargirà un contributo a sostegno del personale con disabilità certificate, per supportarlo nel sostenimento dei costi relativi a farmaci, cure mediche, trattamenti specifici, dispositivi medici o simili. In armonia con la sensibilità per il tema della disabilità e delle fragilità in genere, Idealservice ha deciso di sostenere un progetto promosso dall’avvocato Andrea Cabrini di Udine, insieme all’Ospedale materno-infantile Burlo Garofolo di Trieste, di concerto con il Direttore Generale dottor Stefano Dorbolò, il professor Egidio Barbi – Capo del Dipartimento di Pediatria – ed il dottor Marco Carrozzi – Direttore dell’Unità Operativa di Neuro-psichiatria.
COOP ITACA: “MEDIATORI DI COMUNITÀ” AL CO-HOUSING DI BUDOIA
I “mediatori di comunità” entrano a Casa Possibile, il nuovo progetto di domiciliarità innovativa che sarà inaugurato ad ottobre a Santa Lucia di Budoia. Si tratta di una figura professionale relativamente nuova, che mira a valorizzare i legami nel territorio, anche quelli che non si vedono, rendendo per contro visibili i volti che animano il paese. È uno dei valori aggiunti del servizio gestito dal Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo in stretta collaborazione con la Cooperativa sociale Itaca e con il Comune di Budoia, grazie anche al sostegno di Fondazione Friuli. Abitare in un piccolo paese per tanto tempo, passarci l’infanzia, l’adolescenza, poi “metter su” famiglia e magari crescerci dei figli, da una parte richiede grande concentrazione rispetto alle sfide che la vita mette davanti, dall’altra può far dimenticare il contesto e la realtà circostante. La scelta di trascorrere l’esistenza proprio in quel luogo magari è stata consapevole, frutto di attenta analisi, tuttavia, a volte, a causa dei ritmi frenetici della vita fra lavoro, attività sportive dei figli, spese e faccende varie, ci si scorda spesso di far parte di quella realtà e di quello specifico contesto, il paese. Negli ultimi anni, una nuova figura professionale si è affacciata nei servizi alla persona legati al welfare, si tratta del mediatore di comunità, la cui funzione è proprio quella di offrire uno sguardo esterno, attraverso il quale la comunità, anche piccola, possa riscoprire la sua ricchezza e fertilità. A volte accade che molti cittadini non siano a conoscenza delle differenti realtà che animano il proprio paese, associazioni culturali, sportive, sociali o di volontariato, gruppi formali o informali, tanto meno di quante energie, apparentemente invisibili, concorrano a rendere vitale un territorio. “Il mediatore di comunità ha la funzione di rendere visibili i molti volti e fatiche che costituiscono le fondamenta del contesto sociale – spiega la referente dell’area Domiciliarità dott.ssa Katia Pantarotto del Servizio sociale Livenza Cansiglio Cavallo -, mettendoli in comunicazione gli uni con gli altri, in modo che svolgano la loro azione in modo efficiente e consapevole, coinvolgendo le differenti anime della comunità. A Budoia, ad esempio, le mediatrici di comunità di Casa Possibile hanno “chiamato” i diversi attori che animano il paese a riflettere insieme sulla nascente avventura di co-housing per la terza età”. Né è nato uno scambio molto stimolante che ha visto i sodalizi del territorio raccontare le loro attività ordinarie, spendere una riflessione su come la loro realtà possa sposarsi con il co-housing, ma anche cosa il co-housing potrebbe dare in ritorno all’associazione in termini di sviluppo. L’attività svolta dalle mediatrici di comunità di Casa Possibile sta andando avanti da diversi mesi e, sinora, ha portato miglioramenti nella comunicazione fra le diverse realtà che spesso, e in questa fase storica di pandemia ancora di più, hanno sentito il peso della solitudine e delle difficoltà, senza avere la forza di mettere a sistema le proprie energie in sinergia con le altre realtà circostanti. Più nello specifico, le associazioni hanno mostrato interesse a sviluppare progettualità che coinvolgano la terza età ed hanno accolto con favore la nascita del nuovo progetto abitativo Casa Possibile, in quanto contenitore di sviluppo verso iniziative che potranno riconciliare le generazioni in uno spazio comune condiviso. Casa Possibile è un edificio di nuova realizzazione situato in via Lachin 1 a Santa Lucia, destinato ad accogliere quattro persone adulte o anziane. Il Comune di Budoia, proprietario della struttura, partecipa alla gestione associata del Servizio Sociale dei Comuni Livenza Cansiglio Cavallo, enti che fanno entrambi parte del partenariato che vede la presenza della Cooperativa sociale Itaca e della Fondazione Friuli, che lo sostiene.
COOP ALLEANZA 3.0: PROFONDO DOLORE PER LA SCOMPARSA DI ADRIANO TURRINI
È con profondo dolore che Coop Alleanza 3.0 ha appreso della scomparsa di Adriano Turrini ed esprime la sua più sincera vicinanza alla moglie, ai figli e a tutta la famiglia. Adriano è stato un uomo che ha incarnato nel modo più profondo i valori della cooperazione e ha loro dedicato tutta la vita contribuendo alla nascita della stessa Coop Alleanza 3.0. Nel luglio 2020 dichiarò che la cooperazione era stata, ed era, la sua passione non soltanto professionale, e che ne era innamorato di un amore che durava dal 1974 e non sarebbe mai venuto meno. Parole che rappresentano la tempra umana e professionale di Adriano Turrini, il suo rigore e la sua rettitudine. La sua morte lascia un vuoto profondo in tutti coloro che l’hanno conosciuto, dentro e fuori Coop Alleanza 3.0. La sua dedizione ai valori della cooperazione, il suo costante anteporre gli interessi collettivi a ogni altra cosa, restano un modello da seguire. Mario Cifiello, Presidente di Coop Alleanza 3.0 ha dichiarato: “Oggi tutti i dipendenti e i soci si stringono alla famiglia di Adriano con affetto, condividendone il dolore. Con la consapevolezza che le persone come lui lasciano sempre qualcosa di importante dietro di sé. Qualcosa che non verrà mai dimenticato, come non verrà dimenticato lui. Perché Adriano è stato un grande cooperatore, ma, prima di tutto, un grande uomo.” Nato il 15/11/1956 a Crespellano (Bo), Adriano Turrini ha consacrato tutta la sua vita, non solo professionale, alla cooperazione. Ha iniziato il suo percorso nel 1974 in Coop Emilia-Veneto (da cui è nata Coop Adriatica) e ha ricoperto diversi incarichi nel mondo cooperativo: presidente di Corticella Molini e Pastifici dal 1996 al 1998; presidente di Assicoop Sicura SpA; vicepresidente di Unicarni scarl; presidente della Confederazione italiana agricoltori dal 1982 al 1991; responsabile del settore agroalimentare di Legacoop Bologna dal 1991 al 1998; presidente di Legacoop Bologna dal 1998 al 2004; presidente di Coop Costruzioni dal 2003 al 2011. Nel giugno 2011 è stato nominato presidente di Coop Adriatica. È stato, poi, il primo Presidente di Coop Alleanza 3.0, la Cooperativa nata il 1° gennaio 2016 dalla fusione di Coop Adriatica, Coop Consumatori Nordest e Coop Estense. Nel suo lungo percorso professionale ha ricoperto altri importanti incarichi: presidente di Impronta Etica, membro del Consiglio di amministrazione di Unipol Gruppo Finanziario e di Unipol Sai e della direzione di Accda (Associazione delle cooperative di consumatori del Distretto adriatico), oltre che vice presidente di Ancc (Associazione nazionale cooperative di consumatori), membro del Consiglio di Presidenza di Legacoop Nazionale. Fra gli incarichi amministrativi, è stato consigliere della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna sino al 2004, di Bologna Fiere SpA sino al 2003, e della Camera di Commercio, industria, artigianato e agricoltura di Bologna sino al 2004.