LegacoopSociali Fvg è uno degli enti partner del programma Social Innovation Trail (SIT), un’iniziativa promossa da ELIS in collaborazione con AICCON e con il supporto di UniCredit, dedicata a promuovere l’innovazione e la digitalizzazione nel Terzo Settore. SIT offre agli Enti Non Profit la possibilità di candidare progetti a forte impatto sociale che necessitano di un supporto tecnologico per raggiungere i propri obiettivi. Attraverso la “Call4Project”, si potranno presentare progetti che mirano a rispondere a sfide sociali e sperimentare soluzioni innovative. I progetti selezionati avranno l’opportunità di collaborare con Startup e PMI innovative per sviluppare e implementare soluzioni tecnologiche all’avanguardia; accedere a un network di esperti e ricevere supporto nella realizzazione dei propri progetti; contribuire alla creazione di un ecosistema di innovazione sociale a livello nazionale. La Challenge Nord Est, alla quale fanno riferimento i partner territoriali LegacoopSociali Fvg, Fondazione Cariverona e Fondazione Cariparo, pone al centro la valorizzazione della popolazione senior e sostegno ai caregiver. L’aumento dell’aspettativa di vita e il contemporaneo squilibrio tra popolazione attiva e non attiva stanno creando un crescente onere socioeconomico legato alla cura, all’assistenza e alle spese previdenziali per gli anziani. Questo fenomeno, noto come “longevity shock“, richiede un approccio innovativo per garantire una migliore qualità della vita alla popolazione senior e alleggerire il carico dei caregiver. Questa sfida si propone di individuare e promuovere modelli collaborativi innovativi che affrontino il “longevity shock”, mettendo al centro la valorizzazione e il supporto della popolazione senior. Cosa si cerca e come partecipare Si cercano proposte progettuali che, attraverso soluzioni innovative, favoriscano l’invecchiamento attivo, l’inclusione sociale, l’autonomia e il benessere degli anziani, creando al contempo un ecosistema di supporto per i caregiver. Per tutte le informazioni è possibile visitare il sito web di Social Innovation Trail e scaricare il bando “Call4Project” a QUESTO LINK. I tempi per la presentazione delle domande scade il 7 febbraio 2025. Per qualsiasi informazione, è possibile contattare la seguente mail: SocialInnovationTrail@elis.org
LegacoopSociali Fvg, settore in crescita: “Fondamentale per lo sviluppo delle nostre comunità”
Oltre 3 mila associazioni iscritte nel solo Friuli Venezia Giulia nel registro unico nazionale del Terzo settore a ottobre scorso. Di queste, più di 200 sono cooperative sociali che gestiscono servizi socio-sanitari, socioassistenziali ed educativi o anche finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate e che poggiano su più di 14 mila lavoratori e lavoratrici. Numeri in crescita rispetto agli anni passati che fanno il paio con l’aumento del patrimonio netto delle coop sociali del Fvg, passato dagli oltre 36 milioni di euro (211 milioni di ricavi) del 2021 ai quasi 50 milioni (244 milioni di ricavi) del 2023. Ed è con questi numeri che si è aperto, il 12 novembre al Centro di accoglienza Balducci di Zugliano, il 6° congresso di LegacoopSociali Fvg, l’associazione di settore di Legacoop Fvg che raggruppa le cooperative sociali e le imprese sociali di tutto il Friuli Venezia Giulia. Diversi i saluti istituzionali portati prima dell’inizio dei lavori: da Paolo Iannacone, presidente del Centro Balducci, a Dorino Favot, presidente Anci Fvg, da Carlo Bolzonello III Commissione permanente Tutela della salute, servizi sociali, alimentazione, previdenza complementare e integrativa a Pino Napoli presidente di Federsanità Anci. Presenti, tra gli altri, diversi consiglieri regionali come Massimiliano Pozzo, Massimo Moretuzzo e Moreno Liruti. “È evidente che la cooperazione sociale tiene ed è cresciuta così come il numero degli addetti – ha spiegato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –, ma è altrettanto vero che esistono delle criticità che vanno affrontate, come quelle relative all’adeguamento contrattuale che ha avuto ricadute importanti, di circa il 15% sul costo del lavoro nel mondo della cooperazione sociale. Un adeguamento che era doveroso nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori che non potevano più pensare di operare in una situazione di legittimata povertà come operatori di serie B. È tuttavia innegabile che l’impatto è stato e sia ancora pesante per le cooperative e che pone il problema di rinegoziare i contratti con le pubbliche amministrazioni, principale destinatario delle prestazioni di servizi”. Il rischio? Per Vogrig è che le cooperative sociali “perdono patrimonio per non perdere posti di lavoro perché questo é nella loro natura, ma così riducono redditività e, quindi, la capacità di investire su innovazione e in nuovi servizi necessari alla comunità”. L’allarme Non è solo questo l’allarme lanciato oggi da Zugliano. Le tendenze che colpiscono in modo differenziato il mondo delle cooperative, è stato detto, sono, tra le tante, una marginalità di fatturati decrescenti, fino ad appena l’1,5%, l’appiattimento sulla gestione dei servizi con disattivazione di nuovi bisogni emergenti, difficoltà di reclutamento con operatori retribuiti con bassi salari che spesso si formano all’interno delle cooperative per indirizzarsi poi verso il pubblico. Tutto questo alla luce di un drammatico bisogno di personale soprattutto nel settore di operatori con professionalità. Basti pensare che al primo gennaio 2024, la necessità di Operatori socio assistenziali in Fvg era di 388 persone in più, 51 infermieri, 30 fisioterapisti, 395 educatori socio-pedagocici, 118 sociosanitari e 47 educatori per la prima infanzia. L’appello “Dobbiamo recuperare il senso politico del lavoro sociale e la valorizzazione della sua finalità di interesse generale – l’appello di Vogrig alla politica –, non come erogatori di prestazioni, ma come partner per mettere al centro la qualità del lavoro di cura per le persone, i territori e le comunità e per costruire benessere e coesione sociale. All’interno di quella che a livello europeo viene chiamata economia sociale, che promuove un modello di sviluppo democratico, partecipativo e che mette al centro il lavoro senza finalità speculative – spiega ancora Vogrig – il rischio è che nel recepimento della direttiva europea sulla concorrenza del 2023 nelle modalità di accreditamento che si dovranno attuare anche a livello regionale si metta sullo stesso piano sia il sistema profit che quello del Terzo Settore. La cooperazione sociale è un moltiplicatore, non un mero prestatore d’opera che investe sul territorio, su lavoratrici e lavoratori e, quindi, un motore di trasformazione assolutamente essenziale e al centro delle nostre comunità. La capacità di Regione ed enti locali di collaborare con gli enti del Terzo settore – ha proseguito Vogrig –, può portare all’elaborazione di azioni integrate, efficaci e efficienti, che possono rappresentare una prima importante risposta di sistema, nonché la più vicina ai bisogni dei cittadini come, ad esempio, la domiciliarità innovativa”. Le proposte La mattinata di lavori, non è stata però solo l’occasione per elencare criticità e problemi, ma anche e soprattutto l’occasione per puntare i riflettori su proposte e soluzioni. Idee emerse anche durante la tavola rotonda alla quale hanno partecipato Rocco Scolozzi, futurista indipendente e docente all’università di Trento, Stefania Grimaldi, vicepresidente cooperativa La Collina, Andrea Bernardoni, presidente LegacoopSociali Umbria e Massimo Ascari, vicepresidente LegacoopSociali nazionale al quale sono spettate le conclusioni. “Vogliamo promuovere e condividere politiche urgenti, coraggiose e visionarie, all’interno di alleanze strategiche – è stato detto –. Servono, ad esempio, politiche di protezione sociale per tutte e tutti, così come politiche di sviluppo locale che promuovano lo sviluppo e la coesione delle nostre comunità, valorizzando la nostra specificità di modello di impresa democratica e dove la partecipazione sia assunta come principio che connoti e dia spessore al nostro modo di intendere quell’idea di funzione pubblica più ampia che deve sostenere non solo il welfare ma, più in generale, la produzione dei cosiddetti beni comuni”. In poche parole, perseguire l’interesse generale della comunità alla promozione umana e all’integrazione sociale dei cittadini, come recitato dall’articolo 1 della legge del 1991 sulla disciplina delle cooperative sociali. O ancora, per usare le parole di don Pierluigi di Piazza, doverosamente ricordato nel corso della mattinata, il “non girarsi dall’altra parte”. Le elezioni Al termine dei lavori l’elezione del nuovo direttivo regionale di LegacoopSociali Fvg. Spetterà ai 24 nuovi componenti eleggere il nuovo presidente del Fvg e portare quindi le istanze della regione all’appuntamento con il congresso nazionale di LegacoopSociali che si terrà a fine mese a Roma.
Al Balducci il 6° Congresso LegacoopSociali Fvg: “L’impresa sociale: quale futuro dal quotidiano?”
LegacoopSociali Fvg va a rinnovo delle cariche. L’appuntamento è per domani, 12 novembre, alle 9 al Centro di accoglienza Balducci di Zugliano (Ud) con il 6° congresso di LegacoopSociali Fvg, l’associazione di settore di Legacoop Fvg che raggruppa le cooperative sociali e le imprese sociali di tutto il Friuli Venezia Giulia. “Il futuro dal quotidiano” è il titolo scelto da LegacoopSociali nazionale per il prossimo congresso che si terrà a fine mese a Roma. In vista di questo importante appuntamento, anche il Friuli Venezia Giulia è dunque al lavoro per il rinnovo delle cariche regionali nonché per l’elezione del nuovo organo direttivo. “Le evoluzioni della cooperazione – spiega il presidente di LegacoopSociali in carica, Paolo Felice, nell’anticipare i temi trattati – possono prendere forma e forza dall’attivazione di percorsi che affrontano le criticità di oggi, perseguendo obiettivi concreti di sostenibilità e coltivando l’aspirazione sociale, culturale ed economica per una società diversa da costruire assieme”. Diversi i temi che saranno affrontati nel corso della mattinata, durante la quale troverà spazio anche una tavola rotonda (ore 10) dal titolo “L’impresa sociale: quale futuro dal quotidiano?”. Moderati dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig e dopo l’introduzione di Rocco Scolozzi, futurista indipendente e docente all’università di Trento, parteciperanno Giulia Galera, ricercatrice senior all’Euricse, Andrea Bernardoni, presidente LegacoopSociali Umbria e Paolo Felice, presidente LegacoopSociali Fvg, mentre le conclusioni saranno affidate a Massimo Ascari, vicepresidente LegacoopSociali nazionale.
Welfare collaborativo: Fvg modello virtuoso nella progettazione con le comunità
Nel 2017 l’approvazione del Codice del Terzo Settore che, tra l’altro, ha introdotto nuovi strumenti collaborativi che mirano, in alternativa al sistema degli appalti, a rinsaldare il contributo dei diversi attori locali per il perseguimento di finalità di interesse comune per i cittadini. Sette anni dopo dall’avvio di questo percorso alternativo, che ha previsto l’introduzione della pratica dell’amministrazione condivisa tra Pubblico e privato sociale, il Friuli Venezia Giulia si fa ora protagonista con la pubblicazione da parte di LegacoopSociali Fvg delle Linee guida per un welfare collaborativo, fino ad oggi assenti, per mappare quelle che sono le co-progettazioni e le co-programmazioni sul territorio rispetto a tutta una serie di fondamentali servizi alla persona come attività sociali, socio-sanitarie, housing sociale, fino a turismo e cultura, solo per citare qualche esempio. La presentazione mercoledì 23 ottobre, al Mib Trieste School Management, alla presenza di oltre duecento tra rappresentanti del Terzo Settore, associazioni, studiosi, amministratori e rappresentanti della sanità regionale. «Un evento importante con una grande partecipazione ad attestare l’attenzione e l’interesse per l’amministrazione condivisa – ha commentato la presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig –. Una sfida che a livello regionale sia il Terzo settore che la Pubblica amministrazione hanno saputo cogliere superando le incertezze e i timori che la complessità di questo strumento inevitabilmente pone. Un cambio di passo non solo tecnico- amministrativo – ha proseguito –, ma anche culturale. Molte le sollecitazioni, criticità ma anche proposte, dall’esigenza di riportare al centro la co-programmazione, all’importanza di rilevare, uniformare e analizzare i dati, ma anche la richiesta di promuovere un tavolo di confronto delle esperienze in corso per trovare soluzioni condivise e far evolvere e dispiegare il potenziale dell’amministrazione condivisa». L’amministrazione condivisa in Fvg «Con la riforma del Codice del Terzo Settore – spiega Paolo Felice, presidente di LegacoopSociali Fvg – l’Ente pubblico può decidere, a sua discrezione e in alternativa al Codice dei contratti pubblici, di dialogare preferibilmente all’interno di un concetto di amministrazione condivisa. In questo modo, Pubblica Amministrazione ed enti del Terzo Settore, quindi anche cooperazione sociale, siedono allo stesso tavolo, analizzano i bisogni delle comunità dei territori e quindi co-progettano e co-gestiscono insieme quelle che sono le attività per risolvere i bisogni che sono stati mappati. Un approccio quindi non competitivo, ma collaborativo rispetto a determinati bisogni, che per loro natura associazioni e cooperative sociali conoscono meglio proprio perché presenti sul territorio». Una sessantina le progettualità nate in questo modo dal 2017 ad oggi. Progettualità che LegacoopSociali ha ora mappato, grazie a uno studio realizzato assieme all’Università di Trento, per promuovere in tutta la regione Friuli Venezia Giulia, dove esiste una lunga tradizione di politiche di sviluppo e coesione sociale, delle linee guida specifiche sull’amministrazione condivisa e per mettere a valore gli aspetti virtuosi e collaborativi tra PA e Terzo Settore, ma anche per risolvere eventuali aspetti critici riscontrati. Il convegno Tanti gli interventi che si sono susseguiti nel corso della giornata, aperta dai saluti del Vescovo di Trieste, Mons. Enrico Trevisi, e dall’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste, Massimo Tognolli. A prendere la parola sono stati Andrea Crismani, professore ordinario in Diritto amministrativo all’ateneo di Trieste e direttore del Master “Dmts – Diritto e Management del Terzo settore” e Alceste Santuari, professore associato al Dipartimento di Sociologia e diritto dell’economia dell’Università di Bologna, che si sono soffermati sugli aspetti normativi dell’amministrazione condivisa, Paolo Felice, presidente LegacoopSociali Fvg e Luca Fazzi, professore ordinario al Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, che hanno presentato al pubblico il percorso di LegacoopSociali per la redazione delle linee guida e Raoul Bubbi, direttore del Servizio affari giuridici e legislativi della direzione e politiche Terzo Settore della Regione Fvg, che ha parlato della specificità regionale delle linee guida stesse. In seguito spazio a una tavola rotonda, moderata dalla presidente di Legacoop Fvg, Michela Vogrig, dal titolo “Inizio del cammino in Friuli Venezia Giulia. Profili di visuale”, alla quale hanno preso parte Alessandro Lombardi, capo dipartimento per le politiche sociali, del Terzo Settore e migratorie, Raoul Bubbi, direttore Servizio affari giuridici e legislativi della direzione e politiche per il Terzo Settore, Giovanna Pacco per l’associazione De Banfield, Paolo Felice per LegacoopSociali Fvg. Pomeriggio dedicato infine alle buone prassi in Friuli Venezia Giulia. A portare la propria testimonianza sono stati diversi esponenti delle Pubbliche amministrazioni (regionali e locali) e del Terzo Settore, che hanno presentato esperienze virtuose di “amministrazione condivisa” nelle aree delle politiche di protezione e inclusione sociale a favore di persone in situazione di fragilità.
Gestione nidi comunali, Legacoopsociali Fvg e Confcooperative Federsolidarietà: “Concordi nel ridurre liste d’attesa”
«Cogliamo con favore le azioni intraprese dal Comune di Udine che evidenziano lo sforzo dell’amministrazione nel garantire posti nido sufficienti per tutte le domande, orari di servizio in linea con le richieste delle famiglie, per conciliare al meglio il tempo tra famiglia e lavoro, con una estensione delle possibilità educative per la fascia 0-3 anni». Così Paolo Felice, presidente Legacoopsociali Fvg, e Luca Fontana, presidente di Confcooperative Federsolidarietà, in merito alla gestione dei nidi comunali del capoluogo friulano. «Le politiche di welfare – proseguono i due presidenti in una nota congiunta – devono essere coerenti con la complessità delle nostre società, e devono anche anticipare quelle che sono le tendenze degli anni a venire; pertanto, l’obiettivo di ridurre il più possibile le liste d’attesa per il servizio pubblico e di rendere la città maggiormente attrattiva per le famiglie trova il sistema cooperativo pienamente concorde». Legacoopsociali Fvg e Confcooperative Federsolidarietà tengono a confermare inoltre «l’alto indice di gradimento dei servizi per infanzia gestiti dalle cooperative sociali nei nidi del Comune di Udine», che secondo le due associazioni «sono un ottimo esempio di come il partenariato con il privato sociale rappresenti un’esemplare modalità di co-gestione dei servizi pubblici essenziali». Felice e Fontana sottolineano inoltre come il mondo della cooperazione stia gestendo «con alti indici di gradimento – scrivono –, anche la ristorazione scolastica comunale, dando prova della capacità del sistema cooperativo di garantire qualità dei servizi a 360 gradi». Da ultimo una riflessione su «l’importanza del ruolo del privato sociale e delle imprese sociali, nella nostra regione e, in particolare, nel territorio udinese. Una cooperazione sociale – concludono Felice e Fontana – che sa valorizzare il lavoro di cura, garantendo la presenza di un sistema educativo qualificato e riconosciuto dal punto di vista economico visto che è stato recentemente siglato il rinnovo del Ccnl che prevede un incremento del 15% delle retribuzioni».
Nidi, più posti in convenzione a Udine: la soddisfazione di Legacoopsociali Fvg
L’anno scorso, 249 famiglie avevano richiesto posti negli asili nido privati in convenzione con il Comune Di Udine, i quali offrivano complessivamente 114 posti. Questo accordo integrava i 216 posti disponibili nei quattro asili nido comunali. Tuttavia, la domanda superava l’offerta, e 129 famiglie erano state costrette a cercare alternative. Per far fronte a questa crescente richiesta, il Comune ha deciso di ampliare il numero di posti in convenzione a 150, con la possibilità di ulteriori aumenti in base alle disponibilità finanziarie. L’aumento del 30% è stato deciso dall’esecutivo De Toni dopo un accordo triennale con cooperative e federazioni, valido dal 2024 e con possibilità di rinnovo per altri tre anni. A Udine, sono presenti 38 servizi per la prima infanzia, di cui 25 sono nidi privati convenzionati. Tra questi, ci sono anche quattro nidi comunali con un totale di 216 posti, gestiti sia direttamente dal personale municipale che da addetti delle cooperative. La trattativa tra il Comune, le cooperative e gli operatori responsabili della gestione degli asili nido convenzionati ha anche comportato un riconoscimento del 30% dei costi irrinunciabili per coloro che gestiscono il servizio. Inoltre, sono stati previsti ulteriori investimenti per migliorare l’assistenza ai bambini con disabilità. Per il presidente di Legacoopsociali Fvg, Paolo Felice «Il nuovo dialogo proficuo con il Comune di Udine ha permesso il miglioramento di alcuni elementi critici della precedente convenzione, accogliendo pertanto le istanze del sistema cooperativo. È stato apprezzato in particolar modo l’impegno dell’assessore Pirone nel trovare un equilibrio tra gli interessi delle parti coinvolte, al fine di giungere a un testo della convenzione ampiamente condiviso e rispettoso degli interessi delle parti coinvolte, con l’obiettivo di garantire agli utenti dei nidi un servizio di qualità». «L’incremento che stiamo offrendo è frutto di un lavoro quotidiano intenso e di investimenti con tutti gli operatori del settore. Nonostante negli ultimi anni si siano registrati crescenti tassi di denatalità, la domanda di nidi è in costante aumento e, dopo la pandemia è esplosa. Siamo fiduciosi di essere sulla buona strada, nonostante le criticità del sistema che accomuna tutto il contesto nazionale – evidenzia l’assessore comunale all’Istruzione, Federico Pirone –. Rivendichiamo la scelta di questa amministrazione nel sostenere di più chi ha più bisogno, nonché incrementando le risorse per l’inclusione».
“Maggiori risorse per coprire il rinnovo contrattuale”, l’allarme delle cooperative sociali
Sono più di 14mila i lavoratori della cooperazione sociale in Friuli VG interessati dalla trattativa in corso a livello nazionale per il rinnovo del Ccnl di settore. Confcooperative e Legacoop stimano un aumento del costo del lavoro “significativo”, spinto anche dalla dinamica inflattiva. «Il rinnovo è certamente dovuto ai lavoratori e alle lavoratrici delle cooperative sociali che hanno subito in questi anni gli effetti dell’inflazione sul loro potere d’acquisto, e va riconosciuto come elemento qualificante per il settore, nonché priorità per la valorizzazione e la tutela dei lavoratori. Ma se i contratti pubblici non vengono adeguati si rischia un drammatico squilibrio tutto a carico dei conti delle cooperative», commentano Paolo Felice e Luca Fontana, rispettivamente presidenti di Legacoopsociali Fvg e di Federsolidarietà Confcooperative Fvg. L’allarme delle centrali cooperative è rivolto alla tenuta economica delle realtà interessate: al rinnovo del contratto della cooperazione sociale devono assolutamente corrispondere adeguati stanziamenti da parte delle istituzioni, Regione ed enti locali, innanzitutto, in modo da garantire l’effettiva revisione dei prezzi in fase di esecuzione dei contratti. Con 7,2 milioni di assistiti le 15mila cooperative sociali attive nel nostro Paese si prendono cura del 12% della popolazione rappresentando, di fatto, la spina dorsale del welfare italiano. E l’occupazione è in grande misura composta da donne e giovani. Gli occupati nelle cooperative sociali sono oltre 480mila, più del 50% è donna, 50mila posti sono stati creati nell’ultimo quinquennio. Gli occupati alle prese con qualche forma di svantaggio (fisico, psichico e sociale) sono 78mila (40mila i soggetti svantaggiati, 18mila disabili e oltre 20mila soggetti con altre gravi situazioni di disagio). In Friuli VG le cooperative sociali sono oltre 200 con 14.500 addetti di cui circa 800 in situazione di svantaggio. «L’incremento dei costi a carico delle cooperative sociali – incremento che, tra aumenti tabellari e impatto del rinnovo su inquadramenti e altri istituti contrattuali, potrebbe essere piuttosto significativo – impatta direttamente sulla sostenibilità economica di molti servizi in ambito sociale e sociosanitario garantiti dalla cooperazione sociale nella nostra Regione, qualora le Pubbliche Amministrazioni non riconoscano i necessari e proporzionali adeguamenti dei corrispettivi contrattuali», precisano Felice e Fontana. «È un tema sul quale abbiamo già acceso l’attenzione delle istituzioni regionali», fanno sapere le due centrali cooperative, che non nascondono però molta preoccupazione per i prossimi mesi. «Il rischio concreto è che l’aumento del rinnovo del CCNL rimanga a carico del settore della cooperazione sociale con contraccolpi, inevitabili, anche sul sistema di welfare regionale, già ampiamente “stressato” dalla carenza di personale educativo e sociosanitario. Situazione che il settore della cooperazione sociale sta subendo, in molti casi, anche per i contratti sottoscritti con il vecchio Codice dei Contratti Pubblici. Da qui la nostra richiesta di prevedere un adeguamento a seguito dell’aumento dei costi determinato dal rinnovo del CCNL nazionale», spiega Fontana. «Allo stesso tempo – gli fa eco Paolo Felice – le gare di prossima pubblicazione (della Regione e degli enti locali) dovrebbero prevedere basi d’asta congrue e in linea con i nuovi costi del personale, presupposto essenziale per il mantenimento degli standard di qualità dei servizi».
Legacoop Sociali Fvg e vicino/lontano Mont, a Udine un confronto sulle povertà educative
“I margini al centro. Confronto sulle povertà educative”. È questo il titolo del confronto promosso da Legacoopsociali Fvg e vicino/lontano Mont, sui temi, quanto mai attuali, delle povertà educative. A parlarne in un dialogo con le esperienze educative dei territori, venerdì 30 giugno alle 16 alla Comunità Nove nel Parco di Sant’Osvaldo a Udine, saranno Giovanni Carrosio dell’Università degli studi di Trieste e Andrea Morniroli del Forum Disuguaglianze Diversità. A introdurre l’incontro, moderato da Paolo Felice, presidente di Legacoop Sociali Fvg, e al quale parteciperà anche l’assessore alla Cultura, Istruzione e Università del Comune di Udine, Federico Pirone, sarà da Claudio Pellizzari, curatore di vicino/lontano Mont. L’iniziativa, anteprima della terza edizione della rassegna, prende spunto dal libro di Giovanni Carrosio “I margini al centro. L’Italia delle aree interne tra fragilità e innovazione” (Donzelli 2019), per creare un’occasione di confronto sul tema delle povertà educative e aprire un dialogo tra montagna e città. L’istanza nasce dall’esame delle criticità e delle esperienze di innovazione sociale delle aree interne del Paese e incontra il tema delle marginalità urbane. L’incontro, realizzato in collaborazione con Legacoopsociali Fvg, Comunità Nove, Coop sociale Itaca e Innovalp, è costruito per favorire la partecipazione attiva di insegnanti, educatori e operatori del sociale che potranno condividere esperienze e progetti di sviluppo locali. I relatori Giovanni Carrosio, insegna Sociologia dell’ambiente e Governo dei sistemi a rete all’Università di Trieste. Studia le dimensioni sociali e territoriali della transizione energetica e dei problemi legati alla crisi ambientale, le dinamiche di sviluppo e le politiche rivolte alle aree interne e fragili. In qualità di esperto di tematiche ambientali, ha fatto parte del Comitato tecnico Aree interne, dove ha lavorato come progettista dal 2014 al 2018 nell’ambito della Strategia nazionale per le aree interne. È membro del comitato scientifico di Legambiente e vice presidente dell’associazione di promozione sociale Aree Fragili. È autore del libro I margini al centro. L’Italia delle aree interne tra fragilità e innovazione (Donzelli 2019). Andrea Morniroli è co-coordinatore del Forum Disuguaglianze Diversità, si occupa di politiche e azioni di welfare a livello locale. È socio della cooperativa sociale Dedalus, dove coordina gli interventi di contrasto al traffico di esseri umani e segue gli interventi rivolti alle marginalità urbane e al fenomeno della tratta; collabora con l’Assessorato alla Scuola e Istruzione del Comune di Napoli, con responsabilità sui temi della dispersione scolastica e del sostegno all’inclusione degli alunni con background migratorio e di seconda generazione. Collabora anche con gli enti locali, a livello regionale e nazionale, per la definizione delle politiche sociali e sociosanitarie, con particolare riferimento ai temi dell’immigrazione, del contrasto alla povertà e della mediazione sociale e dei conflitti.
CCNL Cooperative sociali triennio 2017_2019
L’edizione a stampa del nuovo CCNL della cooperazione sociale triennio 2017_2019 vanno prenotati al Consorzio di cooperative sociali Hand: <info@consorziohand.com> (stampa: Coop Rosso, Gemona; tilegatura: Coop Legotecnica, Colloredo di Prato; amministrazione e spedizione: Coop Accounting Service, Plaino).
CCNL COOPERATIVE SOCIALI – 28/03/2019
Rinnovo CCNL lavoratrici e lavoratori settore socio-sanitario assistenziale educativo e di inserimento lavorativo sigllato 28/03/2019 Si allegano le tabelle Ministeriali valevoli da novembre 2019 a settembre 2020 firmate Allegati//