Riprendono i percorsi formativi all’interno della Casa Circondariale di Tolmezzo a favore delle persone detenute. Il carcere di Tolmezzo ospita attualmente 200 detenuti fra detenuti comuni, in minima parte, e detenuti in alta sicurezza la maggioranza. Nonostante i limiti imposti dalla nuova tipologia di detenzione, il 2014 è stato caratterizzato dalla presenza dentro le mura di numerose attività formative e lavorative che, da anni, si succedono cercando di garantire lo spirito dell’art. 27 della Costituzione Italiana che sottolinea l’importanza dell’aspetto rieducativo della persona condannata (“Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”).
Protagonista da sempre delle attività svolte all’interno della C.C. di Tolmezzo è il mondo della cooperazione, sociale e non, che, in stretta collaborazione con il Ministero della Giustizia e con l’Azienda per l’Assistenza Sanitaria n° 3 (Ambito Distrettuale 3.2 Carnia), conduce le progettualità previste dagli interventi regionali a favore delle persone, anche di minore età, a rischio di esclusione sociale, detenute ed ex detenute.
IL Centro Servizi Spettacoli di Udine ha condotto il primo laboratorio di scrittura creativa “Lettere dal carcere” per i detenuti, guidato da Pino Roveredo; dal percorso della durata di tre mesi è nata la raccolta di poesie e scritti “Voci da Tolmezzo” presentati nella sala-Teatro del Carcere della Carnia dagli stessi detenuti. Il C.S.S. si è inoltre reso protagonista con l’organizzazione e la realizzazione di attività di cineforum, laboratorio teatrale e musicale.
Il Consorzio Operativo Salute Mentale (COSM) e la cooperativa sociale Irene 3000 hanno condotto le attività di agricoltura sociale che, in collaborazione con il CEFAP (Centro per l’Educazione e la Formazione Agricola Permanente), hanno visto la partecipazione di 12 persone detenute per le quali sono stati attivati dei tirocini ad hoc e, in due casi, anche l’assunzione a tempo determinato; alla fase di coltivazione è seguita anche la fase di trasformazione alimentare che ha permesso la produzione di vasetti sott’olio, in collaborazione anche con le produzioni orticole della cooperativa sociale Noncello di Roveredo in Piano (inoltre a partire dal 2015 sarà possibile l’utilizzo di una serra).
L’arte della rilegatoria è la protagonista delle attività della cooperativa sociale Arte e Libro che ha allestito all’interno del carcere un vero e proprio laboratorio artigianale al cui interno le persone detenute, oltre ad imparare le tecniche manuali dell’arte della legatoria, hanno la possibilità di ideare e realizzare prodotti cartotecnici dall’alto valore creativo e simbolico. Il laboratorio ha permesso anche di effettuare delle specifiche lavorazioni di rilegatura a favore del Ministero della Giustizia e delle Case Circondariali del Triveneto, dimostrando quindi le potenzialità di tali attività anche verso possibili clienti, privati e pubblici, del territorio carnico.
Poesie, lettere, filmati, persino ricette di cucina sono stati invece gli ingredienti delle attività promosse dalla cooperativa Duemilauno sociale attraverso il progetto “Città viola”. Il progetto ha coinvolto un gruppo di detenuti della sezione alta sicurezza che sono stati impegnati nella ideazione e realizzazione di materiale cartaceo e multimediale di comunicazione sociale; dentro il carcere è stato pertanto allestito un vero e proprio laboratorio attrezzato con pc e programmi multimediali, di pensiero, progettazione, espressione che vuole rivolgersi a tutti, e che ha permesso di produrre sei video con la tecnica dello “stop motion”. All’interno del sito di Città Viola si possono quindi trovare racconti, poesie e lettere scritte dai detenuti, cortometraggi e filmati – sempre realizzati dai “ristretti” – che affrontano temi di attualità o, come nei brevi filmati dove alcuni detenuti illustrano a voce e con immagini animate le ricette dei piatti che si cucinano in cella.
Nel 2014 le Cooperative Sociali Aracon ed Itaca sono state coinvolte nella realizzazione di un video sui temi della legalità a partire dal punto di vista dei ragazzi adolescenti. Un gruppo di quattordici giovani provenienti dagli Istituti di Istruzione Superiore della Carnia è stato difatti ideatore e protagonista di un breve spot pubblicitario la cui intenzione era quella di mettere in luce diversi comportamenti illegali vissuti nei contesti in cui i giovani sono quotidianamente inseriti (tra i banchi di scuola, nei gruppi di amici, nelle relazioni personali ecc.), unitamente al desiderio di affermare il proprio diritto ad uno stile di vita privo di azioni che si allontanino dalla civile convivenza.
Il percorso è stato curato oltre che dagli educatori delle Cooperative Sociali Aracon ed Itaca anche da una formatrice esperta in arte e immagine e, a conclusione dello stesso, ha visto il suo completamento con la partecipazione di alcuni ragazzi del gruppo ad uno dei campi di volontariato organizzati da “Libera – Nomi, Numeri e Associazioni contro le mafie”, allo scopo di ampliare lo sguardo e approfondire le tematiche affrontate anche al di là dei propri contesti di appartenenza. Le progettualità sopra descritte troveranno una loro naturale prosecuzione e restituzione in occasione della giornata dedicata al pianeta carcere dal titolo “In/out: storie a piede libero”, che si svolgerà nel mese di novembre a Tolmezzo. E’ questo infatti il titolo di un evento che ha rappresentato già nel 2013 un importante momento di riflessione sul tema del Pianeta Carcere in Friuli Venezia Giulia. Ministero della Giustizia, Azienda Sanitaria e Servizi Sociali insieme al mondo della cooperazione, sociale e non, hanno cercato di “raccontare” il carcere, con l’aiuto di narratori dell’altezza di Pino Roveredo e don Pierluigi Di Piazza, agli studenti e alle persone presenti. Da novembre 2013 ad oggi molte cose sono cambiate. Il 2014 è stato segnato infatti da una riduzione consistente del numero di detenuti: diecimila in meno in dieci mesi (dati al 30 settembre 2014). Il calo ha riguardato perlopiù i detenuti stranieri e i non definitivi ed è riconducibile in larga parte al cambio di rotta imposto dalla sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo e dall’inversione di tendenza della legislazione italiana. A partire da questi presupposti e quindi dall’analisi dei dati effettivi del pianeta carcere, a livello nazionale e regionale, l’Ambito Distrettuale della Carnia insieme al Ministero della Giustizia e alla Lega delle Cooperative, a cui aderiscono le cooperative citate, hanno data inizio alla fase di pianificazione della seconda edizione di “In/Out: storie a piede libero”; obiettivo della giornata è una riflessione sulle politiche nazionali e regionali in materia detenzione e, soprattutto, in condivisione con gli istituti scolastici di Tolmezzo (UD), una seria valutazione su come un “carcere dei diritti” (“IN”) sia imprescindibilmente legato a un “territorio dei diritti” (“OUT”), dove termini come “casa e lavoro” hanno un senso anche per le persone “a piede libero”.





