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Approfondimento

Lusetti: “Proseguiamo con determinazione per fare di questa crisi un’occasione di ripensamento dell’economia e del mercato”

Molti di noi avevano immaginato la festività di Pasqua come un momento per passare dalla “clausura” alla libertà di movimento, un ritorno alla vita di sempre. Così non è e così non sarà, almeno fino al tre di maggio. È una scelta fatta dal Governo in modo responsabile, a cui noi dobbiamo rispondere con ugual senso di responsabilità.

Non dobbiamo demordere. Noi saremo tenaci e determinati, proseguendo nello sforzo che tutti ci accomuna: chi rimanendo a casa convivendo con nuove modalità di lavoro o con la preoccupazione per il futuro, chi continuando a frequentare i posti di lavoro accompagnato dal timore per la salute sua e dei suoi cari.

La Pasqua non segnerà il ritorno alla libertà di movimento, ma la festa in cui si parla di resurrezione deve essere un momento in cui non ci limitiamo ad attendere, ma ci prepariamo alla rinascita. Se l’andamento dell’emergenza sanitaria non ci autorizza ad abbassare la guardia, ci permette di iniziare a pensare cosa fare quando – speriamo presto – le attività economiche potranno gradualmente riaprire i battenti.

Oggi il mondo intero è travolto da questa crisi imprevista e pesantissima, anche le nostre cooperative, in tanti settori, stanno attraversando un momento durissimo e tutti noi siamo impegnati per far fronte a problemi inediti e inattesi, ma è chiaro a tutti che da questa situazione nessuno uscirà da solo.

Per la cooperazione si presenta un’occasione senza pari.

Non possiamo né illuderci né sprecare tempo, pensando che basterà fare meglio le cose di sempre. La ripartenza per noi donne e uomini della cooperazione dovrà rappresentare la ricerca e la costruzione di una nuova e diversa normalità, in cui le persone, il bene comune, l’incolumità del pianeta vengono prima dell’interesse individuale.

Non è un caso che in queste settimane l’opinione pubblica abbia rivalutato il ruolo del nostro mondo, verso cui il gradimento è risalito per la prima volta dopo anni di flessioni oltre il 50%.

Il ruolo che la cooperazione ha, quello che può e deve giocare per costruire un’economia diversa, è chiaro a tutti ed è un compito di cui dobbiamo farci carico. Non è il momento di ripiegarci, ma di proseguire con determinazione il nostro cammino per fare di questa crisi sanitaria ed economica una grande occasione di ripensamento dell’economia e del mercato, una trasformazione che ci chiama a giocare un ruolo da protagonisti.

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