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Italian Business Forum di Lubiana: imprese sociali italiane e slovene più vicine

Partire dalle esperienze già realizzate, come il progetto Sea (Social economy agency) per sviluppare nuove reti di comunicazione e progetti di innovazione sociale in grado di coinvolgere un territorio vasto, che comprenda Italia e Slovenia ma capace di guardare anche alle vicine Austria e Croazia.

E’ stato questo il desiderio espresso da più voci in occasione della quinta edizione dell’Italian Business Forum, il convegno organizzato a Lubiana dal Forum italo-sloveno, l’associazione che riunisce individui coinvolti dello sviluppo delle relazioni bilaterali fra Italia e Slovenia nel campo della cultura, della scienza, dell’economia e del turismo.

Sotto la lente del convegno, l’iniziativa annuale più importante e organizzata dal Forum italo-sloveno, è stata l’impresa sociale, una tipologia imprenditoriale che, in Slovenia, è ancora poco diffusa a causa delle interruzioni storiche e dei preconcetti che hanno accompagnato il fenomeno nel primo periodo dopo il ritorno all’economia di mercato. L’importanza di implementare gli scambi e le collaborazioni fra le imprese sociali dei due territori è stata sottolineata anche dai principali rappresentanti istituzionali intervenuti: l’ambasciatore italiano in Slovenia Paolo Trichilo, il segretario di stato sloveno Tadej Slapnik e il responsabile della segreteria tecnica del ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Bruno Busacca.

Fabrizio Valencic, project manager del progetto Sea che ha avuto Legacoop Fvg per capofila, ha illustrato l’esperienza sviluppata nell’area di confine goriziana con l’obiettivo di trovare nuovi mercati e nuove opportunità di sviluppo in ambito sociale creando opportunità di lavoro e migliorando l’inclusione lavorativa di persone svantaggiate. “Attraverso l’esperienza degli “Orti Goriziani-Goriski vrtovi” – ha detto Valencic – e del social food, abbiamo dato impulso a collaborazioni e implementato la conoscenza dei rispettivi territori e delle opportunità economiche da cogliere e sviluppare. Ora, a due anni dalla conclusione del progetto Sea, abbiamo riscontrato un rinnovato interesse per questo tipo di iniziativa economica e sarà nostro impegno lavorare per dare impulso a progetti analoghi che siano inseriti nell’attuale panorama economico e sociale dei due territori”.

A trattare dell’evoluzione di Legacoop nei suoi 130 anni di storia è stata invece Stefania Marcone, direttore delle relazioni internazionali e delle politiche europee di Legacoop, che ha evidenziato l’importanza della cooperazione nel panorama economico nazionale snocciolando dati e illustrando settori di intervento, progetti più significativi e l’attività dell’Alleanza delle Cooperative Italiane.

Nel corso della giornata si sono alternati esperti di diversi settori e imprenditori italiani e sloveni. Fra questi, solo per citarne alcuni, Carlo Borzaga, presidente dell’Euricse (Istituto Europeo di ricerca sull’impresa cooperativa), Marco Ratti, responsabile degli investimenti di Banca Prossima e Barbara Predan, dell’Università di Lubiana

 

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