Valore della produzione in tendenziale aumento per le 222 cooperative aderenti a Legacoop FVG ma il trend di crescita nell’ultimo anno ha subito un brusco rallentamento. Difficoltà soprattutto nei settori consumo, sociali e produzione lavoro. Hanno risposto meglio, alla crisi, i settori dell’agroalimentare e dei servizi. Per la ripresa, servono innovazione, capacità di creare nuovi prodotti/servizi, ricerca di nuove strade, anche guardando all’internazionalizzazione, nuovi modelli organizzativi oltre che alleanze e reti d’impresa. E’ questo, in sintesi, il messaggio che esce dall’assemblea annuale di Legacoop FVG e che ha voluto esprimere il presidente Enzo Gasparutti accompagnato dal nuovo direttore, Alessio Di Dio e dal vice -presidente Roberto Sesso.
“Il sistema cooperativo – ha spiegato Gasparutti – rileva sintomi di sofferenza a causa di un mercato in cui è presente un forte calo dei consumi, la contrazione della domanda interna e della produzione e vi è una notevole riduzione degli investimenti. Le cooperative che hanno operato in un’ottica di propensione alla crescita associativa, dimensionale, occupazionale sono riuscite, comunque, a difendere la propria posizione”.
Si evidenziano, qui di seguito, i numeri complessivi delle 222 cooperative riferiti al valore della produzione, agli addetti e ai soci del 2013 e degli anni precedenti
valore della produzione addetti soci
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2013 |
1.737.896.058 |
0,4% |
17.904 |
2,1% |
376.569 |
3,1% |
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2012 |
1.730.855.283 |
1,7% |
17.538 |
8,2% |
365.183 |
2,1% |
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2011 |
1.701.809.581 |
6,5% |
16.209 |
3,1% |
357.829 |
1,5% |
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2010 |
1.598.565.403 |
7,3% |
15.728 |
2,4% |
352.490 |
1,6% |
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2009 |
1.489.903.707 |
15.366 |
346.783 |
Se guardiamo ai singoli settori emerge che l’agroalimentare, nel 2013, ha mostrato una sostanziale capacità di tenuta con un valore della produzione di 347.857.477 milioni di euro, aumentato dell’1,4% rispetto al 2012, mentre gli addetti sono 604, i soci 6.505, aumentati rispetto al 2012 (6.053). “Per il 2014 la situazione potrebbe mostrare deboli segnali di miglioramento – aggiunge Gasparutti – con un fatturato atteso, per la maggior parte dei casi, almeno pari a quello del 2013. Continua l’attività di elaborazione progettuale di Legacoop FVG che coinvolge diverse cooperative e che consente di prevedere un miglioramento della redditività sia delle cooperative stesse sia delle imprese agricole socie”.
Il settore consumo ha visto un valore della produzione di 835.706.109 milioni di euro ridotto dello 0,8% rispetto all’anno precedente, un numero di addetti di 2.598 unità, e 355.501 soci, cresciuti del 3,2%. “L’orientamento restrittivo della politica fiscale, le condizioni stagnanti del mercato del lavoro e la bassa dinamica del reddito disponibile – ha precisato Gasparutti – causano la persistenza di una debolezza nei consumi delle famiglie. Questo è il quadro con cui la distribuzione deve fare i conti e che non sembra mutare, almeno a breve. A livello regionale il numero di scontrini emessi ed il loro valore medio calano ancora rispetto al 2012 ed il fatturato segna un calo dell’ordine del 3-4%. A soffrire maggiormente da due anni a questa parte sono gli ipermercati rispetto ai supermercati. La missione sociale della cooperazione di consumo acuisce le difficoltà delle cooperative rispetto agli altri competitors di settore, determina costi ulteriori per la socialità ed incide quindi negativamente sui margini. Si mantiene alta l’attenzione nei confronti dei soci, difendendo il loro potere d’acquisto con frequenti promozioni e mediante l’assorbimento di parte dell’inflazione da parte delle coop stesse, del territorio, tenendo aperti centri in zone decentrate che non garantiscono risultati positivi, e dei dipendenti con azioni di formazione e informazione e con un contratto di lavoro per loro favorevole”.
Vista la situazione economica delle famiglie, si prevede, quest’anno, un’ulteriore flessione dei consumi con andamenti per le vendite alimentari ancora in calo.
Le cooperative del settore produzione lavoro presentano un valore della produzione di 86.461.216 segnando un meno 9,2% rispetto al 2012, con un numero di addetti di 464 unità, diminuiti del 12,9%, e 365 soci, diminuiti del 10,3%. Il perdurare del Patto di Stabilità condiziona negativamente il settore costruzioni ed impiantistica, ove sono sempre più frequenti gli stati di crisi, la riduzione di organici e di stipendi ed il ricorso ad ammortizzatori sociali .Per l’anno in corso permangono le difficoltà ma sembrano meno marcate.
“Il mercato – ha spiega Gasparutti – è profondamente mutato rispetto al passato ed emergono nuove attività, quali l’energy technology, la riqualificazione del patrimonio esistente, il facility management pubblico, che rappresentano opportunità ma che richiedono uno slancio di ammodernamento e di innovazione”.
Oltre all’innovazione, un’altra soluzione per affrontare efficacemente la perdurante congiuntura negativa, secondo il presidente di Legacoop FVG,è rappresentata dall’internazionalizzazione accompagnata dallo sviluppo di relazioni e di sistema, utile soprattutto alle realtà minori, per superare le difficoltà legate all’affacciarsi al mercato estero.
I servizi, invece, crescono con un valore della produzione di 325.335.969 milioni di euro che fa registrare un + 6% rispetto all’anno prima e un + 2,8% degli addetti che toccano quota 9291.Da rilevare, peraltro, alcune puntuali situazioni di avvio positivo per l’anno in corso, sia per il comparto delle cooperative multiservizi che per quelle di movimentazione merci e logistica.
Il settore sociale registra un valore della produzione di 142.535.286 milioni di euro che diminuisce dello 0,3% rispetto al 2012, gli addetti e i soci crescono rispettivamente del 4,3% e del 5,3%. “Il giudizio sintetico – indica Gasparutti – è che il 2013 sia stato un anno di ristrutturazione del settore e di lavoro di progettazione. Complessivamente, la cooperazione sociale non ha perso le sue capacità espansive ma ha visto rallentare – se non annullarsi, come nel caso della cooperazione di inserimento lavorativo – i suoi margini operativi. Per l’anno in corso si intende proseguire nell’azione di consolidamento, attraverso la gestione dei sempre più frequenti piani di crisi e la proposizione di soluzioni di sistema come accorpamenti, consorzi, reti d’imprese. Centrale appare il ruolo dell’innovazione, attraverso la sperimentazione di nuove attività settoriali così come di nuove forme di impresa sociale quali cooperative di comunità, integrazione socio-sanitaria, nuove attività nei settori primario e secondario”.
Durante la relazione, Gasparutti ha posto l’accento anche sui valori, oggi, attuali più che mai: “Le cooperative sono basate sui valori dell’autosufficienza, dell’autoresponsabilità, della democrazia, dell’uguaglianza, dell’equità e della solidarietà. Secondo le tradizioni dei propri padri fondatori, i soci delle cooperative credono nei valori etici dell’onestà, della trasparenza sociale e dell’attenzione verso gli altri – ha detto Gasparutti – ed è con questi valori che noi dobbiamo combattere l’illegalità nel Paese, affinchè scandali come quelli del Mose o dell’Expo vengano arginati”.





